Oggetto del Consiglio n. 2550 del 3 aprile 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2550/XI Programma di copertura assicurativa del bestiame avviato dall'AREV. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso:
- che l'AREV, in collaborazione con una società di intermediazione, ha avviato un programma di copertura assicurativa per il bestiame allevato in Valle d'Aosta;
- che l'Amministrazione regionale è intervenuta con cospicui contributi a parziale copertura dei costi delle polizze assicurative stipulate dall'AREV a favore dei propri aderenti;
- che, in risposta a una precedente interpellanza del Gruppo di Forza Italia, l'Assessore affermava che gli allevatori hanno aderito in buona parte a questa iniziativa;
- che le modalità di adesione e le prospettive di riscossione degli indennizzi stanno suscitando non poche perplessità in diversi allevatori;
tutto ciò premesso, il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
l'Assessore delegato per sapere:
1) qual è la società di intermediazione assicurativa che collabora con l'AREV e se essa possiede una provata esperienza nel settore;
2) a quanto ammontano i fondi erogati dalla Regione all'AREV per quanto descritto in premessa e quali sono gli impegni finanziari previsti per dare attuazione complessiva al programma;
3) se risulta corretto che agli allevatori aderenti sia stato fatto sottoscrivere un contratto:
a) nel quale si dichiara "di avere letto e di approvare tutte le condizioni tutte di assicurazione?, pur avendo sottoposto a loro visione solamente un estratto di pochi articoli;
b) ove si dichiara di "delegare l'AREV a riscuotere tutti gli eventuali indennizzi spettanti a seguito di sinistro liquidabile a termini di polizza? e si autorizza la medesima associazione "a trattenere eventuali somme dovute alla stessa?;
4) se non ritenga opportuno porre maggiore attenzione a quanto sopra descritto al fine di evitare eventuali sorprese spiacevoli per gli allevatori, che già stanno attraversando un periodo denso di incertezze.
F.to: Tibaldi
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Come ben sa l'Assessore Perrin, questa è una seconda interpellanza che il gruppo di Forza Italia presenta in materia di assicurazioni nel comparto zootecnico. Le perplessità che avevamo sollevato in prima istanza a dicembre su questo argomento sembrano confermate dalla presentazione di questa seconda interpellanza, in quanto nel settore zootecnico si stanno profilando dubbi e incertezze sull'efficacia operativa di questo sistema di indennizzo che dovrebbe essere fatto a tutela degli allevatori.
Cosa si vuole chiedere con l'interpellanza? Alcune domande hanno un carattere meramente cognitivo, come si evince dalle stesse, altre invece chiedono un giudizio da parte dello stesso Assessore: se non ritenga opportuno effettuare maggiori verifiche sull'applicazione di questo modello assicurativo nel settore zootecnico.
Diversi allevatori hanno sottoposto alla nostra attenzione quelle che sono le modalità assicurative che vengono loro proposte da una società di intermediazione di cui si conosce ben poco. Nel certificato di adesione che viene loro sottoposto si propongono alcuni articoli per estratto, in particolare solo gli articoli 14, 17, 19, 23, 29 e 32, pur facendo riferimento ad un contratto inteso nella sua complessità. Solo sei articoli sono posti in visione agli allevatori e di conseguenza solo di questi sei articoli il contraente può conoscere il contenuto e la portata.
Nel certificato di adesione tuttavia ci sono clausole precise, tassative, che non lasciano dubbi da un punto di vista interpretativo perché l'allevatore deve dichiarare di aver letto e di approvare tutte le condizioni di assicurazione di cui alla suddetta polizza stipulata con l'AREV, la società degli allevatori valdostani che interviene fra la società assicurativa e gli allevatori. Il fatto che una clausola espressa parli di approvazione delle condizioni di assicurazione e sottoponga alla conoscenza dell'allevatore solo sei articoli permette di capire che non si è di fronte a una formula completamente trasparente.
Un altro passaggio che suscita perplessità riguarda la delega: "il sottoscritto…" - che è sempre l'allevatore - "… dichiara di delegare l'AREV a riscuotere gli eventuali indennizzi spettanti a seguito di sinistro liquidabile a termini di polizza e autorizza l'AREV…", questo è il passaggio che riteniamo delicato: ora per allora "… a trattenere eventuali somme dovute alla stessa".
L'AREV diventa cioè il soggetto percettore del beneficio e si sostituisce agli allevatori qualora questo indennizzo venga erogato nei casi previsti dal contratto, ossia per gli abbattimenti degli animali, i cosiddetti "abbattimenti di conseguenza", la morte, oppure cause come aborto, traumi, infortuni, diciamo tutti i casi previsti nel capitolato oggetto di assicurazione.
L'Assessore ben sa - di questo è stato dato ampio risalto nella prima interpellanza proposta e anche nella sua prima risposta - che l'AREV è diventata il fulcro di questo modello assicurativo: ha percepito una prima tranche di denaro di 6,3 miliardi con una delibera antecedente al periodo natalizio e ha la gestione complessiva di quello che a noi pare essere più un business per pochi, piuttosto che un'attenzione vera e propria nei confronti degli allevatori. Di conseguenza vorremmo capirci qualcosa di più. Per questo abbiamo formulato domande puntuali. Queste clausole non sono assolutamente trasparenti e chiare, ma sembrano sintetizzare un po' troppo quelli che sono i benefici e gli eventuali indennizzi erogabili agli allevatori.
Ci preoccupa il ruolo dell'AREV che addirittura si sostituisce nella percezione degli eventuali indennizzi "per trattenere", come si dice in maniera molto generica, "eventuali somme dovute alla stessa". L'Assessore sa benissimo che l'AREV ha un ruolo di tutto rispetto nell'erogazione di contributi per quanto riguarda le rassegne zootecniche bovine; sappiamo bene che l'erogazione di questi contributi, sempre ad opera dell'AREV, sta subendo ritardi che acuiscono la situazione di crisi e di disagio che vivono gli allevatori.
Con la prima domanda vogliamo chiedere notizie su questa società di intermediazione, generalmente indicata nel contratto come "Gestioni e Assicurazioni S.r.l.? senza alcuna precisazione in merito al capitale sociale o alla sede. Sappiamo che i contratti assicurativi devono essere ispirati alla massima trasparenza, mentre qui non si fa cenno ad alcun dato. Questa interpellanza dovrebbe servire a conoscere qualcosa di più non solo per noi, ma soprattutto per gli stessi allevatori, in virtù del fatto che la Regione eroga cospicui contributi all'AREV.
Chiediamo poi a quanto ammontino i fondi erogati dalla Regione all'AREV, oltre a quella prima tranche di cui facevo cenno, e quali sono gli impegni finanziari complessivamente previsti perché, se ricordo bene, dalla risposta fornita dall'Assessore l'impegno finanziario non è solamente di sei miliardi, ma è decisamente superiore.
Infine un giudizio dello stesso Assessore: "se non ritiene opportuno porre maggiore attenzione a quanto detto al fine di evitare eventuali spiacevoli sorprese agli allevatori, che già stanno attraversando un periodo denso di incertezze". Attendiamo la risposta dell'Assessore e ci riserviamo una replica.
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) Risponderò puntualmente.
La società di consulenza di intermediazione assicurativa che collabora con AREV, la G. & A. (Gestioni e Assicurazioni) di Roma, società che ricordo al Consigliere Tibaldi ha vinto una pubblica gara, non è stata scelta a caso dall'AREV: è una società a responsabilità limitata fondata da un gruppo di professionisti del settore assicurativo e agricolo allo scopo di fornire una consulenza attenta e mirata soprattutto nel settore zootecnico agli imprenditori e alle associazioni di categoria.
Dalle informazioni di cui disponiamo risulta che è una società con buona esperienza nel settore. La G. & A. dichiara fra l'altro di contare fra i propri clienti importanti società e di aver realizzato numerosi progetti assicurativi per conto dei propri rappresentanti. Limitatamente al comparto agricolo e ad esclusione dei contratti stipulati con singoli allevatori, la G. & A. annovera fra i suoi assicurati 7.652 aziende per un equivalente di 756.000 capi circa fra bovini, bufalini e suini; fra i grandi clienti ci sono 32 APA, le associazioni provinciali, che corrispondono nel nostro caso all'AREV, 5 associazioni regionali di allevatori, 3 associazioni di razza, 3 consorzi, 3 cooperative e associazioni di prodotto.
Fra le garanzie prestate troviamo i danni diretti, cioè infortuni, malattie infettive, non infettive, ordinanze sanitarie, abigeato; i danni indiretti che corrispondono a mancata produzione di latte e della carne, revoca alla sospensione della qualifica sanitaria, al fermo stalla, al sequestro di allevamento, il blocco della commercializzazione del latte, la responsabilità civile dei proprietari allevatori dei capi e degli operatori che applicano i boli endoruminali, i danni subiti da animali durante i trasporti e durante la permanenza nelle mostre e fiere.
Per rispondere alla seconda domanda, per quanto riguarda i fondi erogati dalla Regione all'AREV per l'attuazione del programma assicurativo, questi ammontano ad oggi a 1.282.293 €, a tanto ammonta la tranche liquidata ad AREV a fronte di un impegno totale già assunto di complessivi 3.253.678 € (la cifra a cui faceva cenno il Consigliere Tibaldi).
Vorrei rassicurare il Consigliere Tibaldi che l'informazione agli allevatori è stata ampia sul programma assicurativo: durante la fase di appalto gli allevatori aderenti all'AREV sono stati invitati a numerose riunioni organizzate in tutto il territorio regionale e durante questi incontri sono stati illustrati dettagliatamente contenuti e modalità del contratto assicurativo, anche mediante colloqui individuali con gli incaricati dell'associazione.
Gli allevatori hanno poi avuto modo di approfondire le loro conoscenze nel corso di riunioni specifiche di zona o presso gli uffici dell'AREV. Ad ogni allevatore è stato poi consegnato un prospetto informativo dal quale erano desumibili l'oggetto dell'assicurazione, i danni coperti dal contratto, la decorrenza e la durata del contratto, le somme assicurate, gli obblighi dell'assicurato e gli indennizzi. Gli allevatori che decidevano di aderire dovevano recarsi presso gli uffici dell'AREV per sottoscrivere il certificato di adesione, la dichiarazione di aver preso visione di tutte le condizioni del contratto, la delega all'AREV per la riscossione degli indennizzi perché è l'AREV che fa da tramite tra l'assicurazione e l'allevatore e organizza tutto il sistema. Mi risulta per certo che nel corso di questo mese partiranno le liquidazioni di una parte di indennizzi, cioè quelli che sono a scadenza. Questa è un'informazione che ho avuto in questi giorni.
Veniva pure firmata, come ha detto il Consigliere Tibaldi, l'autorizzazione a trattenere eventuali somme dovute all'associazione; cioè l'associazione, a fronte degli impegni degli allevatori, provvede anche a delle anticipazioni, le quali saranno poi trattenute su delega dell'allevatore.
Vorrei ancora ricordare che i rapporti fra l'associazione e i propri associati sono di natura privatistica. Alla Regione compete il controllo sulla correttezza e sulla regolarità della gestione e la liquidazione degli importi assegnati. Credo di poter tranquillizzare il Consigliere Tibaldi che agli allevatori sia stata data ampia possibilità di informarsi. Ricordo sempre che è un'assicurazione di carattere volontario, quindi l'allevatore ha scelto liberamente di sottoscrivere questa assicurazione, è un'opportunità che è stata data agli allevatori.
Per quanto riguarda le considerazioni di carattere più generale, cioè sul periodo di incertezze, ho già avuto modo di dire che questa è stata una fase di grossa trasformazione, di riformulazione e rimodulazione di tutti quelli che sono gli aiuti nel settore della zootecnia. Credo tuttavia che anche questo tipo di aiuto, cioè il rimborso di parte dei premi assicurativi, unitamente alle altre misure già approvate, previste dalla legge n. 21/2001 e dal Piano di sviluppo rurale, vanno nella direzione di dare delle risposte concrete al settore e al contempo di diffondere anche la cultura della prevenzione, non molto presente nel nostro sistema finora.
Quindi lo strumento assicurativo, che fra l'altro è previsto negli orientamenti comunitari ed è una opportunità che viene proposta a favore degli allevatori, rappresenta senz'altro una risposta sicura alle incertezze e ai rischi a cui è particolarmente esposta l'attività dell'allevatore e dell'agricoltore di montagna.
Credo che la risposta che gli allevatori hanno dato - hanno infatti aderito a queste forme assicurative il 75 percento degli associati AREV - sia la prova concreta dell'interesse che questa misura suscita negli allevatori. Sempre parlando di momento transitorio, ho una notizia molto importante da dare sul nostro disegno di legge n. 116 che riguarda gli interventi sanitari nel settore dell'allevamento: la Commissione europea si è espressa definitivamente, a giorni arriverà la risposta ufficiale, quindi potremo dare attuazione anche a questo importante strumento per dare delle risposte concrete nel settore dell'allevamento.
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI) Ho apprezzato sovente le risposte dell'Assessore Perrin alle nostre interpellanze, però devo dire che oggi sono insoddisfatto perché la sua puntualità e la sua precisione sembrano venire meno, soprattutto su alcuni punti che avevo illustrato dettagliatamente e sui quali è mancata certezza.
Non so per quali ragioni - posso anche presumerlo -, tuttavia aspettavo risposte più definite. Assessore, siamo perfettamente consapevoli del fatto che siamo ben distanti da quelli che erano i benefici previsti dalla legge n. 30/1984 e da quello che era un modello di intervento, di assistenza e di supporto al settore agricolo e zootecnico di anni fa, che prevedeva contributi di una certa entità, quindi sovvenzioni e sostegni ad un settore che è stato fatto crescere grazie alle disponibilità finanziarie.
Non ci interessa in questa sede contestare queste modalità, perlomeno a livello generale, perché più volte abbiamo detto che l'agricoltura di montagna ha bisogno anche di assistenze di questo tipo. C'è da dire però che questo nuovo modello assicurativo, in linea con i dettami dell'Unione europea, dovrebbe e potrebbe essere gestito con maggior trasparenza e probabilmente anche con maggior correttezza.
Il gruppo consiliare di Forza Italia chiede un impegno maggiore all'Assessore e alla Giunta regionale, visto che in una delibera di Giunta, la n. 4161/2001, sono stati previsti dei controlli e i controlli sono necessari. È vero che il contratto di assicurazione è un contratto di carattere privatistico, però in questo contratto di assicurazione intervengono aiuti pubblici e gli aiuti pubblici concessi devono naturalmente essere soggetti a controlli. Voi li avete previsti, è giusto che questi controlli vengano attuati. Mi riferisco in particolare al paragrafo 1.4 della delibera che ho citato, la n. 4161, che istituisce verifiche da parte dei funzionari dell'Assessorato dell'agricoltura.
I due esempi di clausole contrattuali sottoposte agli aderenti, che fanno riferimento alla conoscenza di tutte le condizioni del contratto e al trattenimento di eventuali somme a favore dell'AREV, ci sembrano al di fuori di ogni logica di trasparenza e di correttezza nei confronti degli stessi allevatori. Non è sufficiente sapere - che per scegliere questa società sia stata fatta una pubblica gara da parte dell'AREV; gara che ha permesso di individuare la società G. & A. a responsabilità limitata di Roma.
La G. & A. fa parte di qualche gruppo o compagnia di maggiori dimensioni, più nota, con le spalle più larghe come si suol dire? Non lo sappiamo, dalla sua risposta non siamo riusciti ad evincerlo. Lei dice: "da nostre informazioni ha attività nel settore", a noi fa piacere, ma in che misura? Lei ci dice: "7.652 assicurati a livello nazionale". Sì, ma la volta scorsa ci ha detto che sono già 1200-1300 quelli valdostani, il che significa che una parte cospicua degli assicurati della G. & A. sono rappresentati dai contratti che sarebbero stati stipulati in regione. La società G. & A. ha le spalle larghe per far fronte alle coperture assicurative? Gli indennizzi: se una grande quantità di allevatori chiedesse in misura massiccia un rimborso assicurativo, sarebbe questa società in grado di farvi fronte? Si tratta di miliardi. È vero che c'è una parte di aiuti pubblici erogati dalla Regione, ma dall'altra parte ci deve essere anche la solidità finanziaria della stessa assicurazione. Forse i ritardi nel pagamento della prima tranche di indennizzi che si sono già accumulati - e qui l'Assessore ci ha rassicurato dicendo che è in corso di liquidazione - inducono a pensieri pessimistici. Non vorremmo pensare male, ma sono gli stessi allevatori che nutrono preoccupazioni a causa delle attese e di queste modalità assicurative poco chiare.
L'informazione ampia è stata data agli allevatori: è vero che avete fatto riunioni sul territorio e avete convocato, zona dopo zona, tutti i vari operatori del settore; però una cosa è l'informativa di carattere generale, un'altra cosa è la trasparenza nella presentazione di un contratto con determinate clausole che deve essere sottoscritto dagli interessati. Secondo noi questo contratto non è completo e trasparente come dovrebbe essere un contratto assicurativo, che deve illustrare a tutti gli aderenti tutte le clausole, e non solo alcune con una finale che dice: "L'allevatore dichiara di aver letto e di approvare le condizioni tutte di assicurazione?. Li avrete informati nel corso delle riunioni, non lo metto in dubbio, però il testo del contratto è inequivocabile: ci sono solo sei clausole.
Altro discorso riguarda la funzione dell'AREV. Questo organismo è diventato un intermediario molto importante in questo nuovo sistema agricolo-zootecnico che si è venuto a creare. Esso si inserisce fra i vari enti pubblici di volta in volta interessati e gli operatori del settore. In Val d'Aosta l'AREV ha acquisito un ruolo baricentrico nel mondo dei finanziamenti e dei contributi che vanno a vantaggio di chi lavora nel settore. È un intermediario importante, ma è anche un intermediario ingombrante. Si pensi al fatto che può trattenere eventuali somme dovute agli allevatori: è una modalità che abbiamo censurato e sulla quale non c'è stata alcuna opinione né di conferma né di smentita da parte dell'Assessore.
L'AREV, figura importante quanto ingombrante, ha notevoli disponibilità finanziarie. Come mai questa associazione, che ha percepito con la delibera n. 3850/2001 - e questo è un argomento che si collega parallelamente a quanto sto dicendo -, un primo acconto di 2,3 miliardi per le rassegne bovine su un totale di quasi 12 miliardi di lire, rallenta l'erogazione di questi soldi: ci sono diversi allevatori e produttori che stanno ancora aspettando l'erogazione di questo denaro. L'AREV da una parte rallenta l'erogazione del denaro e dall'altra parte viene addirittura autorizzato a trattenere le eventuali somme che possono arrivare a titolo di indennizzo assicurativo.
È un meccanismo complicato che danneggia allevatori. Con questa interpellanza le chiediamo, Assessore, di porre maggiore attenzione nei confronti di questo meccanismo perché rischia di incepparsi con le gravi conseguenze che si possono immaginare.
