Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2512 del 20 marzo 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2512/XI Problemi concernenti gli interventi di aerosolterapia presso l’ambulatorio dell’Ospedale regionale. (Interrogazione)

Interrogazione Appreso che l’ambulatorio funzionante presso la struttura ospedaliera di Viale Ginevra per gli interventi di aerosolterapia è provvisto di una sola apparecchiatura per le inalazioni caldo-umide, invece delle due fino a poco tempo fa funzionanti;

Appreso inoltre che non ci sarebbero risorse finanziarie per acquistare un nuovo apparecchio necessario per la terapia di aerosol;

Constatato che la carenza di tale strumentazione non consente di offrire un servizio adeguato a chi deve sottoporsi a cicli di cure di aerosolterapia;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

l’Assessore competente per sapere:

1) se sono esatte le informazioni di cui in premessa e da quanto tempo l’ambulatorio è dotato di una sola apparecchiatura per l’aerosolterapia;

2) cosa ha previsto la direzione sanitaria per riportare l’ambulatorio al livello di servizio adeguato alle necessità degli utenti.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti

Président La parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.

Vicquéry (UV)Mi si chiede se le informazioni della premessa dell’interrogazione sono esatte e la risposta è "no", perché l’ambulatorio della piastra dispone di due apparecchi per inalazioni caldo-umide, due apparecchi per aerosolterapia e un insufflatore, così come non è vero che mancano risorse finanziarie, evidentemente.

Spero che nel prossimo Consiglio regionale non mi si chieda quante sono le siringhe e i cerotti in ospedale, perché mi pare che non sia questa l’assemblea dove discutere di questi "alti" argomenti. In data 11 febbraio l’unità budgetaria di O.R.L. ha comunicato al Servizio di ingegneria clinica il guasto di un apparecchio per inalazioni caldo-umide; il Servizio di ingegneria clinica, verificato che il guasto non poteva essere risolto in sede, ha contattato la ditta Faset, produttrice dell’apparecchio in questione, la quale ha comunicato, in data 28 febbraio, che la sostituzione del pezzo guasto avrebbe comportato un tempo di consegna di circa 40 giorni.

Visti i lunghi tempi segnalati, considerato che il costo della riparazione appare elevato, considerato altresì che i tempi di consegna di un apparecchio nuovo sono di circa 30 giorni rispetto ai 40 sopracitati, e considerato infine l’opportunità di dotare l’ambulatorio in questione di un impianto di addolcimento dell’H2O, la Direzione sanitaria ha iniziato le pratiche per la sostituzione completa dell’attrezzatura sopraccitata.

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)L’Assessore ha iniziato dicendo che non era vero quanto affermato dall’interrogante poi in realtà nella sua risposta ha sottolineato che effettivamente in quell’ambulatorio c’è stato un momento in cui una apparecchiatura si è guastata e a quanto sembra non è ancora sistemata.

Se ci vogliono infatti quaranta giorni dal 28 febbraio per aggiustarla oppure trenta giorni dal 28 febbraio per comperarla, questo vuol dire che oggi non c’è ancora, Assessore! Lei potrà sorridere sul tipo di iniziative che i Consiglieri fanno, però lei deve mettersi anche nell’ottica degli utenti o dei clienti, come adesso si chiamano. È chiaro che questi clienti, che sono andati in ambulatorio perché dovevano accedere a una serie di terapie, si sono sentiti dire - giustamente, perché l’apparecchiatura era rotta - che non poteva essere loro garantita la cura.

Alla richiesta del perché può darsi che qualche operatore abbia risposto in modo approssimativo. D’altra parte vengono questi dubbi, perché nella delibera dell’11 marzo, là dove viene definita l’entità delle risorse aggiuntive rispetto agli obiettivi raggiunti dall’USL nel 2000, si precisa che dei quattro macroobiettivi proposti e concordati con l’azienda, uno, quello relativo al contenimento delle spese, non è stato raggiunto.

Può sorgere allora il dubbio che l’USL, nel momento in cui cerca di fare dei tagli e di contenere la spesa, intervenga purtroppo in settori che sono più a contatto con i clienti e che svolgono servizi che vanno anche nell’ottica di quell’azione di prevenzione, di cui si parla tanto.

Prendo atto che prima o poi, nel giro di alcuni mesi, questa apparecchiatura ci sarà di nuovo, però sottolineo che per almeno due mesi l’ambulatorio non ha potuto offrire agli utenti il servizio necessario.