Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2504 del 7 marzo 2002 - Resoconto

OGGETTO N. 2504/XI Rinvio mozione: "Impegno ai Parlamentari della Valle d’Aosta a votare gli emendamenti predisposti a sostegno della "Campagna in difesa della legge statale 185/90".

PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Con questa mozione intendiamo sottoporre all’attenzione del Consiglio una questione che si sta discutendo a livello nazionale. Il Parlamento italiano sta discutendo un disegno di legge di iniziativa governativa, il disegno di legge n. 1927, in materia di industria della difesa.

Il progetto prevede la ratifica dell’accordo quadro sottoscritto dall’Italia e da altri cinque Paesi europei (Francia, Spagna, Regno Unito e Svezia) il 27 luglio 2000 con cui si intende facilitare la ristrutturazione e l’attività dell'industria europea per la difesa. Questo disegno di legge è stato licenziato dalle Commissioni III e IV della Camera dei deputati nel gennaio 2002. L’accordo sottoscritto a livello europeo imporrebbe che la nostra normativa fosse tempestivamente adeguata, quindi la legge n. 185/1990, che finora regolamentava l’industria della difesa, deve essere, modificata per adeguarsi alla nuova normativa.

Ma in questo adeguamento il governo ha deciso di introdurre un nuovo tipo di autorizzazione per il commercio delle armi: quello che si chiama licenza globale del progetto. Si prevede infatti che ai programmi intergovernativi o industriali, che sono congiunti a questi Paesi e ai quali le imprese di questi Paesi partecipano, non si applicherebbero più le norme sulle trattative contrattuali rendendo quindi meno trasparenti e controllabili tutte le operazioni di commercio delle armi.

Anche le norme sull’attività bancaria relative a questo nuovo tipo di licenza globale saranno modificate per cui non sarà più necessario notificare al Ministero del tesoro, quindi richiedere a questo l’autorizzazione. In tal modo i dati del commercio delle armi non compariranno più neanche nello specifico capitolo dell’annuale relazione al Parlamento.

In questo modo, in nome della razionalizzazione, della competitività e dell'identità europea, verrà stravolta una legge la 185 del ?90, che è stata ritenuta da tutti severa e rigida, e che ha fatto del nostro Paese uno dei più avanzati al mondo per aver provveduto a regolamentare il commercio delle armi nel rispetto dei diritti umani, nella promozione della pace e della trasparenza.

Ricordiamo che la legge n. 185, che adesso questo disegno di legge vuole modificare, fu ottenuta grazie all’impegno tenace della campagna contro i mercanti di morte condotta da ACLI, Mani Tese, Missione Oggi, Pax Christi e con l’introduzione di queste modifiche verrebbe meno l'impostazione dell’attuale legge n. 185 con la conseguenza di costringere l’Italia a rinunciare alla propria normativa nazionale che verrebbe sostituita da una versione peggiorata. Ci sembra strano che, mentre da un lato si vuole combattere una guerra totale contro il terrorismo, dall’altro si allargano le maglie del controllo della vendita delle armi con tutti i rischi che ne conseguono.

La relazione che ho letto finora è la semplice traduzione di un comunicato della Caritas italiana con cui questo organismo chiede ai parlamentari che venga modificato questo disegno di legge.

È stata avviata una campagna in difesa della legge n. 185/1990 che sta operando da un mese in tutto il Paese con iniziative capillari, incontri con parlamentari, inviti a prese di posizioni da parte di enti locali e istituzionali, una campagna - rintracciabile sul sito Internet: Vita.it - che ha visto finora l’adesione di oltre cinquemila fra persone e associazioni e alla quale la stessa trasmissione radio Zapping ha dato il suo supporto.

In un mese di campagna si è ottenuto un primo risultato: quello di un momentaneo congelamento del disegno di legge; questo significa che se dal territorio emergono delle voci precise che invitano i parlamentari e il Governo a cambiare posizione, questo si ottiene.

Fra l’altro è di oggi l’informazione che lo stesso Sottosegretario di Forza Italia, Elio Vito, ha dato la sua disponibilità a rivedere la legge. Quali sono le richieste che vengono fatte ai parlamentari che sono un po' le richieste che le varie associazioni hanno formulato? Intanto questo disegno di legge è dettato dall’esigenza di adeguarsi all’accordo sottoscritto dall’Italia; si chiede quindi che vengano fatte solo le modifiche strettamente legate alle richieste dell’accordo e che ci si opponga a qualsiasi interpretazione estensiva dell’accordo che consenta di andare oltre alle indicazioni dell’accordo stesso.

Il concetto di "autorizzazione globale di progetto", che è stato pensato per i sei Paesi che firmano l’accordo, deve limitarsi solo a questi sei Paesi e non deve essere esteso a tutti i Paesi NATO, altrimenti viene meno un accordo limitato solo ad alcuni settori.

Si chiede inoltre che non siano tolti quei meccanismi di trasparenza che la legge n. 185 aveva introdotto e che permettono oggi che venga ricostruita la catena dei commerci dall’industria ai paesi destinatari, passando attraverso gli istituti di credito; ancora: ci si oppone nettamente a qualsiasi modifica del testo che renda discrezionale la valutazione delle violazioni dei diritti umani in base alle quali alcuni paesi vanno esclusi dai possibili partner commerciali.

Si chiede inoltre che l’elenco dei paesi esclusi dal commercio delle armi la famosa lista bianca che finora è definito in base a situazioni storiche del momento e in base a violazioni dei diritti umani, non sia predisposta dai paesi venditori direttamente perché non sarebbe più neanche prevista la diffusione pubblica di questo elenco.

Si chiede pertanto ai nostri Parlamentari che saranno chiamati a pronunciarsi pro o contro questo disegno di legge, di essere attenti a tutti gli emendamenti che le associazioni della campagna in difesa della legge n. 185 propongono in modo che non venga stravolta la legge che attualmente regolamenta il commercio delle armi cosicché, mentre da una parte si lotta contro il terrorismo, dall’altra si vota una legge che lo facilita ulteriormente.

Questo è il senso della nostra mozione.

PrésidentLa discussion est ouverte.

La parole au Conseiller La Torre.

La Torre (SA)Su questo argomento, che è molto delicato, perché esiste una forte sensibilizzazione dell'opinione pubblica e di tutti noi sulla produzione, vendita e utilizzo delle armi, bisogna porre una grande attenzione. In questo può essere molto utile la mozione che ha presentato la Consigliera Squarzino perché con le riflessioni che fa invita tutti a riportare la nostra attenzione su questo argomento. Credo che vadano dette alcune cose molto semplici, non certamente contrarie allo spirito che tutti condividiamo, che perlomeno personalmente condivido, che è quello che le armi - per il fatto stesso che sono armi e sono destinate alla distruzione dell’uomo - non sono delle cose buone.

Dobbiamo anche essere drammaticamente onesti con noi stessi e quindi togliere un po' di trionfalismo che in qualche punto della mozione c’è quando si dice che il nostro Paese è uno dei più avanzati del mondo per aver provveduto a regolare il commercio delle armi nel rispetto dei diritti umani e della promozione della pace e della trasparenza; questo è un trionfalismo pieno di morale perché siamo anche uno dei più grandi paesi al mondo di produttori di mine antiuomo, allora da una parte siamo i più grandi difensori dei diritti dell’uomo e dall’altra siamo i più grandi produttori di mine antiuomo. Quanto siamo ipocriti! Che Paese!

Non è questo il problema comunque, il problema è un altro: credo che sia giusto fare qualcosa e credo che si debba coinvolgere sì i nostri Parlamentari perché intanto avranno già una forte cognizione del problema essendo nelle aule dove si decide, ma occorre che sentano in maniera anche più chiara e più forte quello che è il nostro pensiero e il pensiero di questo Consiglio regionale, quindi credo che la prima cosa da fare sia di trasformare questa mozione in un invito ai nostri rappresentanti romani per essere qui con noi ad affrontare l’argomento e a discuterne nel luogo che riterremo più opportuno.

A questo riguardo invito la Consigliera Squarzino ad individuare il luogo dove si possa fare una discussione approfondita in modo che l’impegno successivo diventi un impegno concreto su qualcosa di conosciuto e approfondito e che sia partecipato da tutti, cercando di fare una volta tanto - nel nostro piccolo, di essere corretti -, non soltanto moralismo perché ci macchiamo di questa onta: di essere uno dei più grandi paesi al mondo produttori di mine antiuomo. In tal senso siamo disponibili ad una sospensione.

PrésidentEst-ce qu’il y a une requête formelle? La suspension a été requise, cinq minutes de suspension.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 12,02 alle ore 12,13.

PrésidentLa séance reprend.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Nel momento dell’interruzione dei lavori abbiamo verificato che i nostri Parlamentari non sono informati su questo disegno di legge, allora accettiamo la richiesta del rinvio?

(interruzione del Consigliere Cottino, fuori microfono)

? ma sì m’avete detto che non sono preparati, che non conosco lo stato attuale le cose?

Cottino (fuori microfono) ? saremmo grati se ci volesse dire chi ha fatto questa affermazione.

Squarzino (PVA-cU)? volevo solo dare le motivazioni del rinvio. Preso atto della volontà dei colleghi consiglieri di approfondire la questione, nonché di contattare anche i Parlamentari per spiegare loro com’è il tema e per verificare con loro la questione, accettiamo il rinvio al prossimo Consiglio.

Eventualmente chi sente l’esigenza di organizzare un incontro con i Parlamentari lo può fare; si potrebbe chiedere al Comitato per la cooperazione, alla Presidenza del Consiglio di convocare i Capigruppo in una riunione aperta a tutte le persone disponibili. Accettiamo il rinvio al prossimo Consiglio. Ho proposto come sede di incontro anche il Comitato per la cooperazione perché questo organismo si occupa della pace e delle condizioni che consentono di prevenire la guerra.

PrésidentLa parole au Conseiller Cottino.

Cottino (UV)Sur la proposition de renvoi on ne peut qu’être d’accord, compte tenu qu’on l’avait proposée, mais je veux souligner de façon officielle que la première partie de l’intervention de Mme Squarzino ne répond absolument pas à la vérité, dans le sens que je n’ai entendu personne faire ces affirmations au moment où on a discuté cet argument pendant la suspension du Conseil.

PrésidentEst-il convenu que l’argument sera réinscrit d’office au prochain Conseil?

L’objet n° 22 est reporté au prochain Conseil.