Oggetto del Consiglio n. 2502 del 7 marzo 2002 - Resoconto
OGGETTO N. 2502/XI Approvazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2002/2004, ai sensi del secondo comma dell’articolo 7 della L.R. 12/1996 e successive modificazioni.
Deliberazione Il Consiglio
Richiamata la legge regionale 20 giugno 1996, n. 12, "Legge regionale in materia di lavori pubblici", come modificata dalla legge regionale 9 settembre 1999, n. 29, in particolare il Capo II della stessa "Pianificazione e programmazione del ciclo dei lavori pubblici" nel quale si stabilisce che il ciclo di realizzazione dei lavori pubblici è strutturato in relazione alle fasi di programmazione e di pianificazione, nonché di esecuzione dei lavori necessari a soddisfare i bisogni identificati;
Atteso che l’Amministrazione regionale intende dare completa attuazione alle disposizioni in materia di programmazione della L.R. 12/1996 così come successivamente modificata ed integrata;
Ravvisato, altresì, l'interesse dell'Amministrazione regionale a promuovere la prevenzione del degrado delle opere pubbliche, attraverso specifici programmi di manutenzione che trovano accoglimento nel programma regionale di previsione con l'inserimento degli interventi atti a costituire il programma delle manutenzioni di cui all'articolo 18 della L.R. 12/1996 così come successivamente modificata;
Vista la deliberazione della Giunta regionale in data 10 gennaio 2000, n. 8, con cui sono state approvate le schede dei lavori e le tabelle riepilogative, che costituiscono i modelli e la struttura per la redazione dei documenti di programmazione dei lavori pubblici per il triennio 2000-2002;
Considerato, inoltre, che, conformemente all'attribuzione delle competenze di cui alla deliberazione della Giunta regionale n. 2898/2001 e successive modificazioni, è stato predisposto a cura del Dipartimento Opere Pubbliche dell’Assessorato Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, il programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2002/2004 sulla base di dati elaborati e trasmessi dalle competenti Direzioni e Servizi che hanno evidenziato, ponendoli in correlazione con le risorse finanziarie disponibili, interventi passibili di avvio delle successive fasi attuative;
Visto, ai fini della verifica della sussistenza delle condizioni di cui all’articolo 7, quinto comma, lettera a), e all’articolo 38 della L.R. 12/1996 e successive modificazioni ed integrazioni, che i documenti di programmazione relativi al programma regionale di previsione per il triennio 2002/2004 individuano lavori di competenza regionale oltre che lavori locali di interesse regionale ai quali sarà possibile dare attuazione nel corso del triennio completando le fasi di progettazione;
Vista la relazione, allegata al programma regionale di previsione per il triennio 2002/2004, che specifica le modalità di attribuzione della priorità che consentono agli interventi di trovare collocazione nel programma e definisce aspetti peculiari del documento di programmazione;
Vista la lettera della Consulta regionale dell’Economia e del Lavoro in data 13 febbraio 2002 prot. n. 3/CREL, recante: Parere della CREL sulla proposta di deliberazione consiliare riguardante "Approvazione del programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2002/2004";
Richiamato il regolamento regionale 28 marzo 1994, n. 2 "Regolamento regionale per l’esecuzione di lavori, provviste e servizi in economia", come modificato dal regolamento regionale 5 dicembre 1995, n. 8;
Richiamato l’articolo 39 della L.R. n. 12/1996 e successive modificazioni ed integrazioni, nel quale sono indicate le attribuzioni di competenze relative alle attività connesse al ciclo di realizzazione di lavori pubblici ed in particolare la lettera c), comma secondo dello stesso articolo che attribuisce al Consiglio regionale competenza all’approvazione del programma regionale di previsione;
Richiamata la deliberazione della Giunta regionale in data 31 dicembre 2001, n. 5186, concernente l’approvazione del bilancio di gestione per il triennio 2002/2004, con l’attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative;
Visto il parere favorevole rilasciato dal Coordinatore del Dipartimento Opere Pubbliche dell’Assessorato del Territorio, Ambiente e Opere Pubbliche, ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;
Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;
Delibera
1) di approvare l’allegato programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2002/2004;
2) di autorizzare la Giunta regionale a modificare il programma regionale di previsione, di cui al punto 1, integrando il piano regionale operativo dei lavori pubblici per l’anno 2002 con i lavori pubblici che per risultanze progettuali e per opportunità acquisiscano i connotati di priorità, di cui all’articolo 8 della L.R. n. 12/1996, e conseguentemente ad aggiornare il relativo piano finanziario, nei limiti della disponibilità di spesa dei pertinenti capitoli.
Allegati
(Omissis)
PrésidentEn ce qui est de cet acte, je vous rappelle que la IIIème Commission a exprimé à la majorité son avis favorable.
La parole à l’Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV)Anche quest’anno ho voluto allegare al programma di previsione triennale una relazione che permettesse al Consiglio di avere un'idea più esaustiva di quelle che sono le problematiche affrontate e comunque le linee di indirizzo seguite nella redazione del programma stesso. Non ritengo quindi di dover aggiungere molto in questa sede se non evidenziare qualche punto che mi sembra utile evidenziare.
Come i consiglieri sanno, l’anno scorso il Consiglio non è stato chiamato ad approvare il programma di previsione triennale in quanto per cause di forza maggiore abbiamo dovuto far slittare la programmazione dei lavori pubblici in relazione al fatto che la maggior parte delle risorse l’abbiamo dovuta destinare agli interventi post alluvione.
Rispetto a quei problemi credo di poter dire che abbiamo dato una buona risposta quindi, in termini di risorse disponibili, siamo oggi nelle condizioni di riprendere, così come previsto dalla legge n. 12/96, la normale programmazione anche se, come ho evidenziato nella relazione, il programma di previsione è ancora fortemente influenzato, direi "penalizzato" fra virgolette, dalla disponibilità di risorse.
Per avere una visione completa di quella che è l’attività dell’Amministrazione regionale nel campo dei lavori pubblici, bisogna fare riferimento anche al piano operativo 2002 che è stato approvato dalla Giunta regionale, così come prevede la legge, e dal piano previsto dall'Ordinanza n. 3090 e del suo primo aggiornamento. Ho fatto un riferimento alla scarsa disponibilità di risorse che condiziona in modo significativo la programmazione ordinaria dei lavori pubblici per spiegare il senso di quel lungo elenco di opere che abbiamo classificato sotto il titolo di "opere in fase di studio": si tratta di opere rispetto alle quali l’Amministrazione ha avviato le progettazioni; si tratta di progettazioni che si trovano nelle diverse fasi di attuazione, per alcune abbiamo la progettazione preliminare, per altre abbiamo la progettazione definitiva, rispetto alle quali non abbiamo oggi disponibilità finanziaria per poterle realizzare, quindi le mettiamo lì in stand-by, nel senso che gli uffici proseguono nell’iter di progettazione e di acquisizione delle autorizzazioni.
Sarà un problema della Giunta reperire le risorse nei prossimi esercizi finanziari per realizzare queste opere, attivandole nelle priorità che riterremo opportuno.
Abbiamo voluto fare questa operazione per evitare la facile e scontata critica che spesso veniva fatta al programma di previsione: quella di aver fatto un libro dei sogni, nel senso che le opere indicate non sono supportate dalle risorse finanziarie necessarie per la loro realizzazione e un cenno particolare lo voglio fare alla copertura finanziaria del programma di previsione e del programma operativo.
Per facilitare la comprensione del discorso che voglio fare, pregherei di far distribuire ai consiglieri questa tabella che mi è stata richiesta in III Commissione. La tabella ci consente di verificare come abbiamo previsto di impegnare le risorse ed evidenzia come le opere in fase di studio ammontino ad una cifra assolutamente considerevole rispetto alla quale sarà necessario per la Giunta regionale e per questo Consiglio porsi il problema della reperibilità delle risorse.
Voglio fare ancora una notazione per dire che questo programma di previsione è stato redatto ai sensi di quanto previsto dall’articolo 7 della legge n. 12/96 e contiene quei lavori per i quali è stata almeno attivata la progettazione preliminare.
Questo strumento per la prima volta contiene anche le opere programmate dall’Assessorato dell’agricoltura e delle risorse naturali, inerenti l’edilizia e la viabilità forestale e quindi per la prima volta c’è la possibilità di avere il quadro completo delle opere pubbliche realizzate dall’Amministrazione regionale al di fuori di quelle relative ai beni architettonici e culturali che fanno oggetto del piano lavori predisposto dall’Assessorato dell'istruzione e della cultura.
PrésidentLa discussion est ouverte.
La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Ringrazio l’Assessore per aver fornito ai consiglieri i dati che erano stati chiesti in commissione. Faccio solo presente che, forniti adesso, ci serviranno come strumento di lavoro successivamente, ma in questo momento non abbiamo il tempo né di leggere né di valutare e quindi di pesare il significato di queste cifre. Speravo ieri, Assessore, che lei ci fornisse in tempo questi dati. Chiusa parentesi.
Il piano che oggi è presentato al Consiglio è - mi permetta, Assessore - uno strano piano, lo ha accennato anche lei, è un piano un po' inconsueto; intanto chiamarlo piano? è al limite una "pianola" rispetto al piano più consistente dei lavori post alluvione. Questo piano infatti segue e accompagna quello molto più impegnativo dei lavori urgenti post alluvione la cui consistenza economica e finanziaria, come lei ricorda anche nella relazione che accompagna il piano - e le diamo atto che è già la seconda volta che il piano è accompagnato da una relazione che aiuta a capire -, è molto alta rispetto agli impegni di questo piano triennale. Nel piano post alluvione si prevedono interventi che vanno oltre - mi permetta di riferirmi ancora alle lire perché mi è più comodo visto che il piano post alluvione era stato tutto pensato in lire e anche nella relazione è ancora presentato in lire - 730 miliardi di lire rispetto ai quali si è riusciti a trovare e ad impegnare solo 428 miliardi e ci sono 308 miliardi ancora da finanziare.
Il piano triennale 2002-2004 prevede complessivamente per tre anni risorse per 350 miliardi di lire così suddivise: il primo anno circa 50 miliardi e gli altri miliardi sono distribuiti nel 2003 e nel 2004; questo per dire che vengono portate all’attenzione del Consiglio un insieme di opere che sono meno della metà delle opere che la Giunta con la sua delibera ha definito. In questo senso parlo di un piano di lavori pubblici molto strano rispetto agli altri.
Chiaramente c’è stata l’alluvione che ha richiamato risorse da impiegare in modo urgente e tempestivo, senza il passaggio al Consiglio. Nel settore territorio e ambiente vediamo che ci sono 29 interventi con circa 80 miliardi, 24 miliardi circa nel settore del turismo e beni culturali e nel settore delle infrastrutture 250 miliardi con circa 90 interventi. Come si vede, è il settore delle infrastrutture che, nonostante tutte le affermazioni che vengono fatte relativamente all'importanza della tutela e della cura del territorio, la fa da padrone.
È vero che nelle infrastrutture molti degli interventi sono di adeguamento e di manutenzione e questo è sicuramente positivo, però si pone un problema che è quello di constatare che molte volte, quando si decide un’opera, la si pensa solo in termini di investimenti iniziali e non si mettono in conto i costi economici che la manutenzione di tale opera comporterà e sempre più la Regione dovrà far fronte a spese di questo genere perché possiede un patrimonio così vasto di infrastrutture che ogni anno dovrà impegnare risorse ingenti in tal senso. Allora c’è da chiedersi se vale la pena di continuare a pensare a nuove opere questa riflessione dovrebbe renderci molto più cauti ogni volta che si decide una nuova opera perché si tratta di impegnare soldi non solo nel presente, ma anche fondi per la sua manutenzione nel futuro.
È difficile entrare nel merito delle singole opere, anche perché la maggior parte sono interventi puntuali e minuti che riguardano esigenze specifiche di una porzione di territorio, a parte i due grandi interventi dell’Institut agricole che comporta circa 32 miliardi e le piste dell’aeroporto che comportano circa 20 miliardi. È difficile, dicevo, parlare dei singoli interventi perché di questi si conosce ancora troppo poco; si conosce il titolo, la località, si conosce l’entità, ma le esigenze che sono alla base di questo intervento non vengono in alcun modo esplicitate anche nella scheda illustrativa.
È vero, forse la legge non lo chiede più come lo chiedeva la precedente legge, però un minimo di maggiore descrizione delle opere forse sarebbe utile per offrire elementi di valutazione e di conoscenza a chi è chiamato a pronunciarsi su un piano. L’Assessore ha ricordato che nel piano c’è tutta una parte che è raccolta sotto il titolo "interventi in fase di studio". Non ci sono risorse finanziarie per questi interventi, quindi è serio non mettere interventi per i quali si sa che non si hanno in questo momento le risorse. Quello che può sembrare un elemento di serietà è però accompagnato da un elemento di forte discrezionalità nella decisione di queste opere.
Qui abbiamo soltanto un elenco e troviamo di tutto, nel senso che non sono indicate né priorità né entità dell'ipotetica spesa e non si capisce quale peso avrà ciascuna opera nel momento della decisione: intanto, per quanto mi riguarda, ci sono ancora troppe piste forestali allo studio; non avevamo letto nelle relazioni dei tecnici sul post alluvione che tra le concause scatenanti dei fenomeni franosi ci sono opere stradali mal fatte, opere stradali che non avrebbero dovuto essere fatte perché interrompono tutto un sistema delle acque sotterraneo? Ora, come si conciliano queste affermazioni che esprimono la necessità di ripensare tutta l’ottica delle infrastrutture viarie, se poi si continua a progettare come prima dell’alluvione? Su questo ci sono ancora troppi elementi che non ci convincono.
Si tratta inoltre di un mero elenco in base al quale non si può sapere quale di queste opere sarà privilegiata nel momento della decisione. Ad esempio, c’è un’opera che ci interessa molto: la realizzazione della residenza socioassistenziale in località Gotrau - le famose RSA di cui il Piano sociosanitario parla -, un’opera di cui la collettività ha un forte bisogno, allora quali sono le valutazioni che saranno fatte dopo lo studio di quest’opera? Chi prenderà la decisione per ogni opera? Quale sarà l’iter? Si aspetta che sia finito lo studio di tutti gli interventi per poter decidere e fare una scala di priorità oppure, a mano a mano che i singoli studi sono terminati, si cerca di reperire le risorse? Ma a questo punto è casuale l’ordine di priorità e ci si chiede chi, come, quando decide di quale intervento vada avviato lo studio. Pertanto, ripeto, anche questo è un elemento che ci fa dire che è un piano un po' anomalo.
L’ultima considerazione che faccio riguarda un'affermazione che trovo nella relazione e che condivido, cioè: "La finalità principale è la rimozione delle anomalie strutturali del sistema territoriale che si sono rese particolarmente evidenti nel corso degli ultimi eventi alluvionali e che hanno costituito elementi di aggravio degli effetti degli stessi; trattandosi di fattori strutturali, la rimozione richiede tempi medio-lunghi".
Rispetto a questa finalità non ho visto, né in questo piano, né tanto meno nell’elenco delle 700 e più opere post alluvione, il rapporto fra le affermazioni di principio e la realizzazione: non l’ho visto perché, se alcune opere, come possiamo anche vedere in Internet, sono costruite con tecniche interessanti di bioingegneria, le altre centinaia di piccole opere sparse sul territorio non presentano quel carattere - non dico neanche di innovazione -, ma di nazionalità che va a togliere quegli impedimenti che hanno aggravato alcuni fenomeni alluvionali.
Si vedono muri fatti sempre allo stesso modo, si vedono ancora costruzioni che ripetono gli stessi errori: allora mi chiedo se non sarebbe più interessante e utile fare un’opera di indagine puntuale e precisa su queste opere post alluvione perché il rischio è che, a parte alcuni casi, si ripetano gli stessi errori.
In ultimo una richiesta, Assessore: non ho trovato indicato né nel piano post alluvioni né nella "pianola", per così dire, né in altri atti, dove, quando e come è stato deciso quell’insieme di impegni miliardari sulla strada di Cogne di cui lei ha parlato l’altro giorno. Mi chiedo che rapporto c’è fra questi piani e le decisioni che puntualmente la Giunta prende a fronte di casi specifici.
PrésidentLa parole au Conseiller Perron.
Perron (UV)J’interviens pour faire quelques brèves considérations sur un document qui a des retombées économiques très importantes et qui représente en même temps un formidable instrument de gestion du territoire de la part des communes et de l’Administration régionale dans son complexe. Je peux partager que, si on fait une analyse exclusive des numéros qui sont prévus en 2002, on pourrait dire qu’il s’agit d’un plan de travaux moins important, moins fort par rapport à des années précédentes, surtout pour ce qui est des numéros de l’année 2002.
Dans ce sens on pourrait partager l’avis que ce plan est un plan étrange, mais ça représente une vision partielle parce que, pour faire une analyse plus profonde, il est nécessaire de tenir compte de l’énorme quantité de travaux qui ont été prévus dans notre communauté suite à l’inondation.
Tous ceux qui ont eu l’occasion de suivre les travaux de la reconstruction et de confronter ça en discutant avec d’autres personnes qui avaient visité la Vallée d’Aoste pendant l’inondation ont remarqué l’exceptionnel travail qui a été fait en termes de quantité de travaux qui ont été mis sur le marché suite à l’inondation de l’année 2000; paradoxalement, en faisant un raisonnement un peu pragmatique, je peux dire que dans le drame humain et dans le drame général qui a représenté l’inondation, pour ce qui est du secteur du bâtiment, l’inondation a représenté un moment de forte reprise du point de vue économique. Si on donne un coup d’?il au plan 2002-2004, je pense qu’on peut reprendre une analyse qu’on avait faite dans les années précédentes et dire que là l’engagement de l’Administration régionale continue à être beaucoup plus fort et plus lourd.
S’il est vrai que ce plan de travaux représente le retour à la normalité - c’est un peu le leitmotiv qu’on avait employé aussi pour le bilan de cette année - je pense qu’il est sérieux, dans le sens qu’il tient compte des réelles disponibilités économiques qu’on peut prévoir pour cela et donc on n’a pas essayé de présenter ça comme un livre des rêves où on prévoit tout et puis il n’y a pas de ressources financières. Dans le complexe il y a aussi une précise, ciblée attention à la gestion du territoire, même pour ce qui est des travaux prévus pour la reconstruction.
Personnellement je ne partage pas la vision de Mme Squarzino comme si l’on avait une sorte d’attention à une reconstruction conduite dans une façon un peu sauvage. Il me semble qu’il y a, surtout vis-à-vis des communes, une prise en compte de l’expérience qui a été "représentée" par l’inondation pour ce qui concerne les reconstructions, les interventions qui doivent être prévues à ce sujet ou qui restent à faire dans des zones assez délicates.
Là il y a un regard très, très attentif, soit de l’Administration régionale soit des communautés locales, donc je ne partage pas l’idée qu’il y ait ici une reconstruction sauvage; il me semble au contraire qu’il y a une gestion de la politique du territoire qui a une philosophie, donc l’évaluation qu’on peut donner est positive et personnellement je partage aussi la méthode de gérer ce secteur car elle est en mesure de donner certains résultats. Je suis d’accord quand on dit qu’il devra y avoir une attention particulière à la gestion des instruments de programmation, surtout pour ne pas concentrer dans les derniers mois de l’année la grande partie des projets et des relatifs appels d’offres, ce qui permet aux bureaux de faire un bon travail, mais ce qui représente aussi une facilitation pour les entreprises qui veulent participer aux appels d’offres.
M. l’Assesseur, j’en profite des ces évaluations très courtes pour poser une question: j’ai appris que la Région a l’intention d’investir 70 milliards pour l’amélioration de la viabilité et la mise en sûreté de la route de Cogne, sur cela j’aimerais avoir quelques nouvelles en plus pour ce qui est du projet et du financement de l’ouvrage.
PrésidentLa parole au Conseiller Borre.
Borre (UV)Non voglio passare per il consigliere di zona o di quartiere considerato che le richieste che farò riguardano l’interesse del Comune di Aosta. Sul discorso che aveva fatto la Consigliera Squarzino, che evidenziava la mancanza di una scheda che spiegasse le esigenze che portano a queste opere, vorrei dire che la Regione Valle d’Aosta ha delle dimensioni talmente piccole e che se i consiglieri girano la loro regione, guardando poi queste opere, hanno la possibilità di valutare l’opportunità e la validità o meno di queste opere in elenco.
Assessore, per quanto riguarda il discorso del poligono di tiro - perché è un’opera che ormai è diciassette anni che "gira" fra Comune di Aosta e Regione e mi sembra che finalmente abbia trovato la giusta sensibilità all’interno della Giunta e quindi sia stata messa nelle previsioni -, avrei l'esigenza di capire con un po' più di precisione i tempi dato che dovranno essere portate avanti delle trattative con la Scuola alpina, cioè i militari che oggi utilizzano quel poligono: quindi riuscire ad intervenire con un accordo dell’Esercito.
Il secondo problema è quello che riguarda lo svincolo di via Roma - non l'ho trovato qui indicato, però so che è già in fase avanzata - per la strada regionale di Roisan e quella dell’Ospedale di Beauregard, quindi verso Saint-Christophe, che ritengo un nodo della viabilità estremamente importante per la città di Aosta.
Ho anche perso di vista - ed è colpa mia perché potevo informarmi prima - un’altra opera molto importante: quella del forno crematorio; penso che sia in fase estremamente avanzata, ma mi sono dimenticato di prendere informazioni nei competenti uffici, se lei è in grado di darmene, mi farà una grossa cortesia.
Voglio peraltro esternare la mia soddisfazione per quello che riguarda la costruzione del parcheggio della Chapelle di Porossan, anche questa è un’opera che si trascina da più anni, e l’allargamento della strada regionale Aosta-Excenex che mi pare di capire sia il lotto che riguarda la frazione di Excenex, che è il punto più pericoloso di questa strada, dove dovrebbero essere abbattute delle case e ricostruita la piazza del villaggio.
PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI)Nell’esaminare questo piano eviterò di entrare nel dettaglio delle singole opere, anche perché a quel punto diventerebbe forse una discussione molto tecnica dalla quale sarebbe difficile uscirne nei tempi che ci sono concessi dal Regolamento per intervenire su questo tipo di atti amministrativi, perciò mi limiterò a fare delle valutazioni di insieme su questo piano.
È un piano che l’Assessore già in commissione ha annunciato come essere innovativo rispetto ai piani precedenti per la globalità dei punti di vista inerenti i vari tipi di lavori pubblici che devono essere realizzati nella nostra regione e se possiamo convenire su questa affermazione fatta dall’Assessore, riteniamo che ci siano alcuni altri aspetti che vadano evidenziati.
Intanto dobbiamo dire che la caratteristica che possiede questo piano di inglobare la quasi totalità delle opere pubbliche viene vanificata dall’essere questo un piano che lascia le mani libere alla Giunta, all’Assessore, alla maggioranza, è un piano da fine legislatura, è un piano che con l’escamotage di non impegnare tutte le risorse disponibili del bilancio, con l’escamotage di non finanziare per intero le opere del piano, con l’escamotage di non dire i tempi necessari per il completamento delle opere inserite nel piano, accontenta tutti e non scontenta nessuno, accontenta tutti perché tutti hanno visto inserire le opere del proprio bacino elettorale - se così lo vogliamo definire - chi con un finanziamento totale, chi con un finanziamento parziale, chi invece con quelle che sono definite opere in previsione.
Tutti sono soddisfatti, tutti hanno la possibilità domani di attingere a quei fondi non impegnati e devo dire all’Assessore che veramente ha fatto un capolavoro politico, più che un capolavoro amministrativo, in quanto è riuscito con questo piano a non scontentare nessuno, a lasciare tantissime aspettative aperte che possono essere anche trasmesse nei propri ambiti elettorali di riferimento. Questo andava detto, Assessore, perché questa è la vera novità del piano.
Vorrei solo fare due conti. Dei 180 milioni di euro che sono stati ipotizzati nel piano in realtà ne vengono finanziati 135 perché questa è la realtà dei dati che andiamo a leggere lungo le tante pagine che compongono il piano; 77 opere sono finanziate per intero, 52 sono finanziate parzialmente e di queste possiamo dire che sono finanziate indicativamente, facendo una statistica, il 50 percento e poi c’è il libro dei sogni che sono i progetti in previsione.
Le schede, come abbiamo detto in commissione e come ribadiamo in aula, sono schede che riempiono carta, ma che propongono gli stessi dati che sono sviluppati nelle pagine precedenti del programma di previsione, nel senso che queste schede non danno indicazioni su quella che è l'ipotetica durata prevista dei lavori, né danno indicazioni su quelle che sono le previsioni di inizio dei lavori, perlomeno per quanto riguarda i lavori che non hanno una definizione maggiore rispetto a quelli che sono i dati qui contenuti.
In conclusione perciò, pur condividendo una parte di questi interventi, che riteniamo necessari ed auspicabili, tardivi forse - ma "meglio tardi che mai" dice un vecchio adagio popolare e ci riferiamo alla strada di Cogne -, riteniamo però di non poter condividere questa filosofia massimalista, pertanto quella che era la nostra indicazione di astensione su questo piano in commissione verrà confermata anche in aula proprio perché la nostra parte politica, non avendo accordato fiducia a questa maggioranza, non può accordare fiducia su un piano lavori che è parzialmente finanziato ed è una grossa delega in bianco che viene data alla Giunta.
PrésidentJe n’ai plus de conseillers inscrits à parler. La discussion générale est close.
La parole à l’Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.
Vallet (UV) Nel ringraziare i Consiglieri che sono intervenuti, devo dire che nei loro interventi non ho colto delle critiche sostanziali, ma delle osservazioni rispetto alle quali è giusto porsi anche per migliorare in futuro la programmazione delle opere pubbliche.
Consigliera Squarzino, io non parlerei di "pianola", parlerei piuttosto di un programma lavori sicuramente realistico, pragmatico, assolutamente credibile, questo sì. Credo che la novità importante e positiva di quest’anno rispetto all’anno scorso è che abbiamo avuto la possibilità di fare un programma di previsione. È stato osservato che questo programma prevede poche risorse da destinare al territorio complessivamente inteso rispetto alla parte destinata alle infrastrutture; ho spiegato in relazione che, per quanto riguarda gli interventi sul territorio, questi sono riferiti in modo specifico alle zone che poco sono state interessate dall'alluvione dell’ottobre 2000 in quanto in quelle zone il programma di riferimento è il programma degli interventi straordinari, previsto dall'Ordinanza n. 3090, che porta i numeri che la Consigliera Squarzino ha evidenziato. Mi fa piacere che diversi abbiano colto l’attenzione che abbiamo voluto dedicare agli interventi di manutenzione perché credo questo sia un concetto ormai sicuramente affermato per quanto riguarda i lavori pubblici, ma è un concetto che va valorizzato e rispetto al quale bisogna porre tutta l’attenzione possibile.
Si dice che dei singoli interventi si conosce poco e questa è una critica che viene fatta anche dal Consigliere Frassy che l'aveva già fatta anche in commissione. È vero: le tabelle, che dovrebbero spiegare meglio e di più la sintetica annotazione della prima parte del piano rispetto alle opere, non possono dire molte cose di più, ma perché? Perché il programma di previsione, così come prevede la legge, contiene opere per le quali è stata almeno avviata la progettazione preliminare.
Allora voi capite che in questa fase, pur disponendo della progettazione preliminare, rispetto alla tempistica e quindi, rispetto alla conclusione delle opere, non siamo in grado di dire niente perché non abbiamo elementi. L’impegno che posso sicuramente assumermi è quello di approfondire con le strutture per cercare di migliorare queste schede e vedremo se nella confezione del programma di previsione del 2003-2005 sarà possibile aggiungere qualche notizia rispetto ai lavori che vada nella direzione auspicata.
Per quanto riguarda il fatto che ci siano troppe strade e troppe piste forestali, il problema non sono le strade in sé, il problema è progettarle e realizzarle secondo i criteri della buona tecnica e progettuale e costruttiva facendo tesoro evidentemente di quanto abbiamo dovuto nostro malgrado constatare. Voglio fare una puntualizzazione per quanto riguarda gli interventi sulla strada regionale di Cogne - e qui rispondo anche ad una richiesta di precisazione del Consigliere Perron oltre che a qualche critica che mi è stata personalmente rivolta da qualcuno che mi ha ricordato che non c’è solo il problema della strada regionale di Cogne per cui forse è esagerato destinare quella entità di risorse solo per la strada regionale di Cogne -: noi abbiamo il dovere di dare alle strade regionali quel grado di sicurezza che sia compatibile con quelle che sono le strade di montagna.
Ora, noi abbiamo verificato, attraverso due successive fasi di studio e di monitoraggio, quelli che sono i problemi della strada regionale di Cogne che sono maggiori e più gravi rispetto ad altre situazioni; sulla base di questi studi abbiamo programmato una serie di interventi che trovano già in parte e che troveranno copertura nel prossimo triennio: l’intervento di realizzazione del paravalanghe La Pesse per 1,8 milioni di euro è già previsto nel piano operativo del 2002; l’intervento di realizzazione del paramassi in località La Comba è previsto, è in fase di realizzazione e finanziato all’interno del piano dell'Ordinanza n. 3090, in quel tratto la strada era stata asportata; il prolungamento dei paramassi-paravalanghe in località Tsecheret e La Nouva troveranno copertura finanziaria nell'integrazione che stiamo facendo e che sarà pronta a settimane al programma dell'Ordinanza n. 3090.
Alcuni degli interventi li stiamo iniziando, quindi sono coperti da impegni già assunti; alcuni interventi sono ancora in fase di progettazione, per questi andremo ad impegnare le risorse che vi sono sul capitolo 52180, "Consolidamento versanti instabili e sistemazione di frane", che ha ancora una disponibilità sul triennio di 6.075.000 euro. Rispetto a quei 70 miliardi di cui si diceva, bisognerà individuare i finanziamenti per la realizzazione dell'opera principale che è la galleria in destra orografica nella zona del Ponte di Chevril, perché quella da sola comporterà un onere fra i 25 e i 30 miliardi; per quest'opera attiveremo a giorni lo studio di fattibilità che ci preciserà e i termini fisici e i termini monetari e i termini temporali entro i quali saremo in grado di realizzare queste opere. Credo di aver risposto in maniera esaustiva e puntuale.
Consigliere Frassy, più che di un piano innovativo ho parlato di un piano completo, nel senso che contiene tutto il panorama delle categorie di opere che l’Amministrazione regionale esegue. Per quanto riguarda l’osservazione fatta al modo con cui abbiamo previsto l’inserimento delle opere e quindi la conseguente copertura finanziaria, qui abbiamo voluto fare un piano che comprende delle opere per le quali siamo certi di avere le risorse finanziarie, prendiamo un esempio: sul capitolo 35020, che finanzia gli immobili non adibiti ad uffici e le aree attigue di proprietà, abbiamo ancora da impegnare 4.700.000 euro, sono risorse importanti, ma su questo capitolo dovremo impegnare la realizzazione della "cittadelle des archives", piuttosto che della ristrutturazione del Palazzo Cogne.
Sono interventi il primo, di oltre 30 miliardi il secondo, di oltre 15 miliardi. Lei capisce, Consigliere Frassy, che in questa fase, con questa disponibilità residua, è assolutamente impossibile prevedere l’avvio di queste opere; nel momento in cui avremo certezza della disponibilità di risorse, andremo ad estrapolare dai lavori in fase di studio questi interventi e li porteremo nella fase attuativa.
Alcune risposte ancora puntuali alle domande che mi ha posto il Consigliere Borre. Per quanto concerne il poligono di tiro, è in pubblicazione all’albo pretorio dell’Assessorato il bando per l’affido della progettazione definitiva ed esecutiva dell’intervento. Abbiamo potuto provvedere a questo in quanto ci sono le condizioni adesso di accordi con l’Amministrazione militare e il Comune di Aosta per poter partire con la realizzazione.
Per quanto riguarda lo svincolo su via Roma della strada regionale di Roisan, questo è già presente sul piano operativo del 2002, quindi verrà sicuramente appaltato nel corso del 2002, è indicato a pagina 21 del piano operativo per un importo di 2.100.000 euro.
Per quanto concerne la tempistica relativa al forno crematorio, informo che siamo alla conclusione dei lavori, stiamo provvedendo all’appalto della parte tecnica, quindi del forno in poche parole, per l'installazione.
Credo che alla fine del 2002 la comunità potrà disporre di questo importantissimo servizio. Per quanto riguarda la strada regionale di Arpuilles, il tratto interessato è quello indicato dal Consigliere.
Vi ringrazio, credo di aver risposto a tutte le questioni.
PrésidentJe soumets au vote l’objet n° 21.2:
Conseillers présents: 31
Votants: 25
Pour: 25
Abstentions: 6 (Beneforti, Curtaz, Frassy, Lattanzi, Squarzino Secondina, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
