Oggetto del Consiglio n. 2289 del 15 novembre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2289/XI Disegno di legge: "Costituzione di una società per azioni per la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent". (Reiezione di ordine del giorno)
Articolo 1 (Forma giuridica e denominazione sociale)
1. La Regione autonoma Valle d'Aosta promuove la costituzione di una società per azioni a totale capitale pubblico, denominata "Casino de la Vallée S.p.A.".
2. Lo statuto della Casino de la Vallée S.p.A. è approvato con deliberazione del Consiglio regionale.
Articolo 2 (Soci)
1. Possono essere soci della Casino de la Vallée S.p.A. la Regione autonoma Valle d'Aosta ed i Comuni della Regione interessati.
Articolo 3 (Oggetto sociale)
1. Nell'ambito della realizzazione dell'interesse pubblico prioritario dello sviluppo economico, turistico ed occupazionale della Valle d'Aosta, la Casino de la Vallée S.p.A. assume quale proprio oggetto sociale:
a) la gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent;
b) lo svolgimento di tutte le attività, interne ed esterne, conseguenti e strumentali relative alla suddetta gestione, ivi compresa la promozione e l'attuazione di ogni iniziativa idonea ad incentivare lo sviluppo della Casa da gioco e degli specifici obiettivi di gestione;
c) la qualificazione professionale del personale dipendente;
d) lo sviluppo dell'indotto economico e turistico locale;
e) l'eventuale partecipazione ad iniziative affini o complementari, italiane ed estere.
Articolo 4 (Attività e gestione immobiliare)
1. La Giunta regionale è autorizzata a promuovere la costituzione di un'altra società per azioni, a totale capitale pubblico, avente ad oggetto sociale la realizzazione di nuovi immobili per la Casa da gioco di Saint-Vincent, sulla base di progetti definiti nell'ambito di piani di sviluppo della Casa da gioco approvati dal Consiglio regionale.
2. Alla società di cui al comma 1, il cui statuto è approvato con deliberazione del Consiglio regionale, è altresì affidata la gestione del patrimonio immobiliare connesso con l'attività della Casa da gioco di Saint-Vincent di proprietà della Regione autonoma Valle d'Aosta ed eventualmente di quello di proprietà della Casino de la Vallée S.p.A.. Alla suddetta società fanno capo, fra le altre, tutte le attività di manutenzione straordinaria, nonché le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici.
Articolo 5 (Capitale sociale)
1. Il capitale sociale iniziale della Casino de la Vallée S.p.A. è fissato in euro 5.000.000, suddiviso in 5.000 azioni di valore nominale pari a euro 1.000.
2. Alla Regione autonoma Valle d'Aosta è riservata la proprietà di una quota del capitale sociale non inferiore al 99 per cento, da sottoscriversi interamente all'atto della costituzione della società.
Articolo 6 (Consiglio di amministrazione)
1. La Casino de la Vallée S.p.A. è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri, quattro dei quali nominati dalla Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 2458 del codice civile e in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 10 aprile 1997, n. 11 (Disciplina delle nomine e delle designazioni di competenza regionale).
2. La nomina del restante membro del consiglio di amministrazione è riservata all'assemblea.
3. Gli amministratori durano in carica tre anni e sono rieleggibili.
4. Il consiglio di amministrazione nomina al suo interno il presidente della società, il vice presidente e l'amministratore delegato.
Articolo 7 (Collegio sindacale)
1. Il collegio sindacale è composto da tre membri effettivi e due supplenti, che siano in possesso dei requisiti di legge e non versino in alcuna delle ipotesi di ineleggibilità di cui all'articolo 2399 del codice civile, nonché in alcuna delle ipotesi di esclusione e di incompatibilità di cui agli articoli 5 e 6 della l.r. 11/1997, e che siano iscritti nel registro dei revisori contabili.
2. La Giunta regionale, ai sensi degli articoli 2458 e 2460 del codice civile, provvede alla nomina di due sindaci effettivi, tra i quali è scelto il presidente del collegio, e di un sindaco supplente. La nomina dei restanti sindaci spetta all'assemblea.
3. Il collegio sindacale dura in carica per tre esercizi.
4. I sindaci partecipano alle riunioni del consiglio di amministrazione, senza diritto di voto.
Articolo 8 (Adempimenti di costituzione)
1. Il Presidente della Regione e la Giunta regionale sono autorizzati a compiere, per quanto di competenza, tutti gli atti necessari alla costituzione della società e ad assicurarne il regolare avvio, anche mediante le nomine di cui agli articoli 6 e 7.
Articolo 9 (Disciplinare)
1. I rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.A. e la Regione autonoma Valle d'Aosta relativi alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent sono regolati da un apposito disciplinare, approvato dal Consiglio regionale e sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della società, al fine della determinazione e della garanzia dell'adempimento delle reciproche obbligazioni, degli obiettivi operativi e delle condizioni che la società deve rispettare.
2. Nel disciplinare sono, in particolare, regolamentati i rapporti e le obbligazioni reciproche concernenti:
a) l'uso dei beni materiali, immateriali, mobili ed immobili necessari per la gestione, ivi compresa la cessione o l'eventuale concessione in locazione o in comodato di beni appartenenti al patrimonio della Regione;
b) i proventi spettanti alla Regione a titolo di entrata di diritto pubblico, con particolare riguardo ai livelli minimi, alle percentuali, alle garanzie e alle modalità di versamento;
c) le modalità di programmazione, di finanziamento e di realizzazione delle attività di promozione della Casa da gioco;
d) le modalità di controllo da parte della Regione, sotto il profilo finanziario, gestionale ed operativo in ordine alla gestione della Casa da gioco, nonché le attività del servizio ispettivo regionale.
Articolo 10 (Rinvio)
1. Per quanto non espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le disposizioni del codice civile in materia di società per azioni.
Articolo 11 (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, determinato in lire 9.681.350.000 (euro 5.000.000) per l'anno 2001, è imputato all'obiettivo programmatico 2.1.4.02. "Partecipazioni azionarie e conferimenti" e trova copertura mediante riduzione di pari importo dello stanziamento iscritto al capitolo 69300 "Quota interessi per ammortamento di mutui da contrarre" dell'obiettivo programmatico 3.2. "Altri oneri non ripartibili" del bilancio di previsione della Regione per l'anno finanziario 2001.
2. Per l'applicazione della presente legge, la Giunta regionale è autorizzata ad apportare, con propria deliberazione, su proposta dell'assessore regionale competente in materia di bilancio e finanze, le occorrenti variazioni di bilancio.
Articolo 12 (Cessazione della Gestione Straordinaria)
1. I beni immobili di proprietà regionale, nonché l'arredamento e i materiali da gioco rilevati dalla Regione all'inizio della Gestione Straordinaria di cui alla legge regionale 21 dicembre 1993, n. 88 (Istituzione della Gestione Straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent) o acquistati successivamente dalla Regione sono concessi dalla medesima in locazione o in comodato alla società di cui all'articolo 1, secondo le modalità stabilite dal disciplinare di cui all'articolo 9.
2. La proprietà dei beni di cui al comma 1 resta in ogni caso in capo alla Regione autonoma Valle d'Aosta.
3. Entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Gestione Straordinaria avvia le procedure di liquidazione ai sensi degli articoli 1, comma 1 ter, e 8, commi 4 e 5, della l.r. 88/1993, come modificati dalla legge regionale 7 giugno 1999, n. 13, secondo le modalità di cui agli articoli 2448 e seguenti del codice civile.
4. La Giunta regionale provvede alla nomina del liquidatore della Gestione Straordinaria, ai sensi e per gli effetti degli articoli 2450 e seguenti del codice civile. Il liquidatore rappresenta la Gestione Straordinaria anche in giudizio, a norma dell'articolo 2278, secondo comma, del codice civile.
5. In applicazione dell'articolo 7, comma 2, della l.r. 88/1993, come sostituito dall'articolo 9 della l.r. 13/1999, e secondo i principi di cui all'articolo 2112 del codice civile, la società subentra nel rapporto di lavoro del personale dipendente della Casa da gioco e garantisce al medesimo personale il mantenimento del trattamento economico e normativo in godimento all'atto della cessazione dell'esercizio dell'attività e della gestione della Casa da gioco da parte della Gestione Straordinaria, comunque assicurando il rispetto dei contratti di lavoro vigenti a tale data, nonché l'applicazione della specifica disciplina regionale in materia.
Articolo 13 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Ordine del giorno Premesso:
- che il Casino valdostano è gestito dal 1° luglio 1994 secondo le modalità di cui alla legge 88/1993 (Istituzione della Gestione Straordinaria per l'esercizio della Casa da gioco di Saint-Vincent) e successive modificazioni;
- che il Comitato di Gestione del Casino, nominato dal Consiglio regionale su indicazione della Giunta regionale, rappresenta un organo fiduciario dell'esecutivo regionale;
- che dal periodo summenzionato la casa da gioco ha evidenziato un progressivo calo di competitività e di redditività, malgrado le notevoli risorse impiegate a fini promozionali e gli ingenti interventi finanziari regionali a sostegno dei singoli bilanci di esercizio;
- che le modalità gestionali non hanno permesso un'informativa diretta e trasparente al Consiglio regionale relativamente all'operato del Commissario straordinario, prima, e del Comitato di Gestione, poi;
- che la Gestione Straordinaria è parte in diversi contenziosi giudiziari tuttora pendenti;
- che il disegno di legge n. 144 - oggi all'esame del Consiglio regionale - preannuncia la conclusione della fase commissariale, disponendo la costituzione di una società per azioni a totale capitale pubblico per la gestione della casa da gioco di Saint-Vincent;
- che l'articolo 12 del suddetto disegno di legge prevede, entro 30 giorni dall'entrata in vigore del provvedimento legislativo, l'avvio delle procedure di liquidazione della Gestione Straordinaria del Casino de la Vallée;
ciò premesso, il Consiglio regionale
Dà mandato
alla IV Commissione consiliare permanente "Sviluppo economico" di presentare al Consiglio regionale, entro 120 giorni dall'approvazione del presente documento, un'ampia e approfondita relazione sulle modalità e, sui riflessi gestionali della conduzione della Casa da gioco di Saint-Vincent, acquisendo a tal fine tutti i dati e le informazioni necessarie o anche solo utili per l'espletamento dello specifico mandato.
F.to: Tibaldi - Lattanzi – Frassy
PrésidentLa séance reprend. Nous procédons à l’examen de l’ordre du jour présenté par le groupe Forza Italia.
La parole au Conseiller Tibaldi pour l’illustration.
Tibaldi (FI)Colgo l’occasione dell'illustrazione dell’ordine del giorno per utilizzare una parte del tempo disponibile a replicare perlomeno ad alcune affermazioni che sono state fatte in quest’aula, in particolare dal Presidente della Regione. Lo farò nel corso dell’intervento.
Innanzitutto ci è parso di capire che c’è una grossa differenza di impostazione e di approccio culturale nei confronti della concezione privatistica o pubblicistica della gestione di un'azienda, in questo caso della Casino de la Vallée S.p.A. Rispetto le opinioni e le idee di altri, però ho notato, per esempio negli interventi dei Consiglieri Borre o Cerise, che si evidenzia la negazione di quello che è il concetto di privato, perlomeno a livello di gestione della Casa da gioco, anzi direi che addirittura il Consigliere Borre si è spinto oltre. Non possiamo sentirci di condividere certe affermazioni.
Evidentemente lo spartiacque che esiste fra noi è ancora profondo ed è uno spartiacque che non è facilmente colmabile, di conseguenza questa fondamentale differenza di impostazione ci impedisce di trovare anche dei punti di contatto su questa stessa legge o sullo Statuto.
Sentire certe affermazioni, dove si dice che è pericoloso ragionare in termini privatistici, ci fa accapponare la pelle e il fatto di prediligere una soluzione pubblicistica o meglio di tipo pubblico, come la S.p.A. che è in via di costituzione, è assolutamente aberrante. È naturale quindi che queste impostazioni noi non le condividiamo.
Il Consigliere Cerise ha fatto tutta una storia su quella che deve essere la funzione del Casinò, "un Casinò con la "o" accentata e non una bisca", come ha detto. Ma, Consigliere Cerise, penso che lei, avendo qualche anno più di me, abbia vissuto quelle che sono state le vicende della Casa da gioco di Saint-Vincent. Nessuno vuole tacciare di "bisca" il Casinò, ma il Casinò è stato caratterizzato da determinati eventi nel 1983 che non sono certo qualificabili da Casinò accentato, come lei vorrebbe sostenere. Nel Casinò si maneggia denaro, il Casinò è frequentato da una moltitudine di persone di diversa estrazione sociale, di diversa qualità morale e non si può dire il Casinò è di un tipo, la bisca di un altro tipo.
Nel Casinò si maneggia denaro come lo si maneggia in una bisca. È vero, abbiamo il compito di cercare che questa attività sia contenuta entro determinati binari di legalità e di correttezza, ma così purtroppo non si è verificato. Ecco perché sono necessarie garanzie di affidabilità e di trasparenza, garanzie che erano state giustamente richieste a soggetti privati che erano candidati ai sensi del bando istituito nel 1991. Garanzie che oggi passano in secondo piano, che vengono lasciate semplicemente ad una discrezionalità politica, ad una fiducia politica che voi, maggioranza, accordate ad un Presidente, ad una Giunta, a coloro che saranno amministratori di questa futura Casino de la Vallée S.p.A.
A noi sinceramente sembra troppo poco. Alla società privata queste garanzie venivano richieste, erano i privati i candidati che dovevano esplicitarle, che dovevano proporle, che dovevano produrle, oggi così non è. È vero, il privato tende a massimizzare il profitto; è vero, il privato però non fa clientele, al limite cerca accordi di corruzione con il politico e così si è verificato nel 1983, nei tempi passati. Quindi sono vicende che non possono essere cancellate con un colpo di spugna, né che possono essere cancellate solo perché oggi si propone un modello che dal vostro punto di vista è ottimale, dal nostro punto di vista decisamente no.
Suggestivo poteva essere il modello dell’azionariato diffuso, che poteva prendere corpo in questa fase in cui una sentenza del Consiglio di Stato ha chiuso una parentesi di contenzioso che era stata logorante.
Checché ne dica il Presidente, la soddisfazione espressa da chiunque in quest’aula è una soddisfazione condivisa perché comunque si mette un punto fermo e si permette a questo Consiglio - di cui nessuno ha mai messo in discussione la sovranità, men che meno noi dell'opposizione, che viviamo principalmente di Consiglio e in Consiglio, a differenza di qualcun altro che vive di esecutivo e di potere - di individuare un percorso idoneo a rilanciare la Casa da gioco, in una fase in cui si apriranno senz’altro nuove case da gioco in Italia. La S.p.A. pubblica, così come è stata concepita, non è il modello giusto. Lo poteva essere la Public Company, l’azionariato diffuso, una soluzione suggestiva e anche coinvolgente per la stessa comunità valdostana; ipotesi che però è stata scartata e non si sa per quali motivi.
L’ordine del giorno che oggi presentiamo torna su questa parentesi di 7 anni, che si dovrebbe chiudere con l’entrata in vigore di questa legge, parentesi che è stata caratterizzata, come ha detto anche un Consigliere di maggioranza e come abbiamo detto noi, da 7 anni di stallo e non 7 anni di elogio, come è stato citato nella relazione della Giunta che accompagna il disegno di legge. "Sono stati 7 anni di stallo" e le parole, che mi sento di riprendere, non sono mie, ma del Consigliere Praduroux. Sono 7 anni di stallo a fronte dei quali bisognerà provvedere per altri 7 anni, o ancora di più, con un rilancio, con una crescita, con profitti da una parte, ma anche con soddisfazione di quegli interessi collettivi che ruotano intorno alla Casa da gioco, perché non ci sono solo interessi in termini di massimizzazione del profitto come qualcuno ci vuole addebitare: liberisti sfrenati e selvaggi.
Per carità! Il liberismo è una bella cosa, ma il liberismo deve essere temperato anche da regole, come d’altro canto l’eccesso di potere pubblico deve essere temperato da altrettante regole. Sappiamo che gli estremi in genere rischiano di toccarsi, non solo come parametro fisico, ma anche in questo caso come fenomeno di scelta politico-economica.
Attraverso sei emendamenti vi proponiamo alcuni correttivi per questo disegno di legge, i quali vi verranno sottoposti all’attenzione nel momento in cui si analizzerà più approfonditamente l’articolato. Sette anni, dicevo, che sono stati caratterizzati più da ombre che da luci, Consigliere Cerise e Presidente Viérin. Guardiamo i bilanci: ancora l’ultimo è denso di perplessità sulle rettifiche effettuate per ottenere il risultato positivo.
Le assunzioni di personale: quante volte in quest’aula abbiamo posto l'accento sulle modalità di reclutamento del personale anche in presenza di un regolamento, che sono state fatte al di fuori del tempo limite di vigenza delle graduatorie o al di fuori di esse? L’utilizzo delle risorse a fini promozionali: come sono state utilizzate queste risorse? Abbiamo solo ricevuto delle sommarie informazioni.
Perché i servizi promozionali non sono stati ottimizzati per arrivare a risultati superiori di quelli che voi oggi vantate in quest’aula? L’utilizzo del contratto "no show" fra la Gestione e la SAAV, il Grand Hôtel Billia, ma come sono state utilizzate queste stanze di albergo? A favore di chi, visto che sono state pagate fior di miliardi? L’operato dei porteurs, "grande veicolo di promozione" come ci disse una volta il Presidente della Giunta: ci piacerebbe veramente testare se i porteurs hanno quantificato e portato alle casse regionali in termini di clientela e di redditività quello che è stato manifestato in quest’aula. I gettoni promozionali, il cui uso disinvolto ha creato grosse perplessità.
Con questo ordine del giorno si vuole quindi rispolverare analiticamente questa situazione del settennato che si sta concludendo. Potevamo chiedere l’istituzione di una commissione di inchiesta ai sensi dell’articolo 21 del Regolamento, abbiamo preferito, per non incorrere in quella modalità giustizialista che ci è stata addebitata a torto dal Presidente, sulla quale replicheremo, dare una funzione più ampia e più completa alla IV Commissione che ora si troverà snaturata di questa funzione.
Entro 120 giorni dall'approvazione di questo disegno di legge riteniamo che questa commissione debba effettuare un’ampia e approfondita relazione sulle modalità e sui riflessi gestionali della conduzione della Casa da gioco di Saint-Vincent, acquisendo a tal fine tutti i dati e le informazioni necessarie o anche solo utili per l’espletamento di questo specifico mandato. Queste sono condizioni indispensabili anche per una valutazione differente del progetto legislativo nel suo complesso.
PrésidentLa parole au Conseiller Cottino.
Cottino (UV)Il collega Tibaldi ha impiegato circa dieci minuti e mezzo per parlare di tutt’altre cose che dell’ordine del giorno proposto e poi ha speso mezzo minuto per spiegarlo, per cui mi diventa difficile replicare all'illustrazione dello stesso perché non è stata fatta. Cercherò con alcune brevissime riflessioni di dire quello che pensiamo sul documento.
L’ordine del giorno si compone di sette paragrafi di premessa, di cui almeno cinque sono prese d’atto di cose esistenti, di cose che tutti conosciamo. Contiene poi altri due paragrafi dove ci sono sicuramente delle divergenze di opinioni che riteniamo dovute a delle inesattezze, per usare un eufemismo. Mi riferisco al terzo e al quarto paragrafo, in cui vengono fatte delle affermazioni da noi non accettabili. Alcuni consiglieri di maggioranza?, e lo stesso Presidente hanno cercato, fornendo anche dei dati, di confutare quello che voi affermate.
Ci sembra sovente di parlare fra sordi, nel senso che ognuno è fisso sulle proprie convinzioni e non cambia di una virgola il proprio parere, neppure sentendoselo smentire nel modo più chiaro possibile. Per quanto riguarda il mandato che si dà alla IV Commissione, il collega Tibaldi dice di non aver voluto far ricorso all’articolo 21 del Regolamento, che parla di commissione speciale e via di questo passo, e di aver preferito lasciare alla IV Commissione competente questo tipo di mandato. Ci sembra che, al di là della scelta del soggetto, questa commissione sia effettivamente quanto si richiede, ovvero una commissione di inchiesta.
Cambia solo il soggetto, ma nella sostanza quello che si chiede in questo caso è l’opposto di quello che si dice voler fare. Visto che siete così bravi a fare il processo alle intenzioni, provo anch'io a farne uno: questo comportamento da parte vostra è più che altro un tentativo di mettere zizzania fra di noi, anziché cercare di ottenere dei risultati sotto l’aspetto politico. È con queste convinzioni che noi respingiamo questo ordine del giorno, per cui ci asterremo.
PrésidentLa parole au Vice-président Lattanzi.
Lattanzi (FI)Intanto prendo atto oggi della sfiducia che il Capogruppo dell’Union Valdôtaine ha nei confronti del Presidente della IV Commissione, Borre, che fra l’altro oggi ha esternato posizioni politiche assolutamente distanti da quelle di Forza Italia, forse è l’unico che ha detto la verità qui dentro, perlomeno l’unico che ha esternato quella che è una personale, intima, convinta, profonda posizione politica.
Dico questo perché, caro Consigliere Cottino, non si può dire che, siccome non abbiamo scelto la commissione di inchiesta, ma abbiamo scelto la IV Commissione, di fatto vogliamo un'inchiesta perché il Presidente della IV Commissione, Consigliere Borre, credo che sappia distinguere fra fare un'inchiesta di tipo amministrativo e fare una valutazione di 120 giorni entro la quale questo Consiglio può essere messo a conoscenza di un giudizio politico di questi sette anni di Gestione Straordinaria, prima con un commissario e poi con tre.
Questo è il senso e non vogliamo che lei dia interpretazioni diverse al senso del nostro ordine del giorno, il nostro ordine del giorno ha un senso di tipo politico, né inquisitorio, né giudiziario, non è nostro compito e poi, fra l’altro, visto il partito di appartenenza, credo che abbiamo già dimostrato ampiamente da che parte stiamo in queste condizioni, diversamente dai suoi compagni. D’altronde di fantasie e di creatività in questo Consiglio ne abbiamo sentite molte. Ho ascoltato con attenzione ed ho sentito delle fantasie e delle creatività nell'interpretazione dei propri pensieri veramente stupefacenti.
Abbiamo appreso in questo Consiglio che il Comune di Saint-Vincent con l’1 percento è contento e soddisfatto e non avrebbe mai voluto, in nessuna maniera, pesare di più all’interno del Casinò. Così come abbiamo appreso in questo Consiglio che nessun comune della Valle assolutamente non è interessato a poter essere vicini alla gestione strategica di un'impresa che in termini economici ha dirette ricadute su quel territorio: notizia stravagante e interessante.
Così come abbiamo imparato da questo Consiglio regionale, qui in Valle d’Aosta perché da altre parti si parla in maniera molto diversa, che il pubblico è privato e che il privato è pubblico, che quindi fare una società al 100 percento, 99 più 1, azionariato pubblico, è di fatto privatizzarla, però con il controllo pubblico, ma che pubblico non è, però è privato. Fantastico, ma proprio fantastico! Così come abbiamo scoperto che inviare "Foglio azzurro" alla Corte dei Conti o al tribunale o ai trentacinque consiglieri o al Prefetto o a quindicimila Valdostani in questa Regione è da "talebani", non si può fare!
Abbiamo sentito anche che la Gestione Straordinaria ha portato, dopo le varie vicissitudini e i momenti di crisi, alla fine, nonostante tutte le ripartizioni degli introiti alla Gestione Straordinaria che sono stati aumentati, nonostante tutto, ha portato più soldi alle casse della Regione.
È vero, ma perché non si ha l’onestà intellettuale di dire che ha portato più soldi rispetto agli anni passati in un momento di mercato in cui il mercato del gioco non è diminuito ma è aumentato? I volumi di gioco sono in generale aumentati e noi le quote di mercato le abbiamo perse.
La domanda più corretta sarebbe: ma che tipo di introito avremmo avuto con le percentuali di mercato che avevamo 10-15 anni fa? Questa sarebbe la valutazione più corretta da fare. Con la percentuale del mercato di oggi, la percentuale di vent’anni fa quanti introiti la Regione avrebbe incassato: 70 o 400 o 200 in più?
Questo sarebbe più corretto, secondo noi. Ed è la motivazione per la quale abbiamo ritenuto, ogni qualvolta - poche volte in verità - abbiamo avuto la possibilità di andare in quel Casinò, di sentire e di vedere e di respirare quella che il Consigliere Praduroux ha definito una situazione di stallo, cioè un'azienda a totale partecipazione pubblica, controllata direttamente dal pubblico e amministrata direttamente dalla politica, che vedeva nei dipendenti, nelle infrastrutture, nella sua politica gestionale il decadimento.
Perché possiamo venire qui a raccontarci tutte le favole del mondo, ma non possiamo onestamente entrare in quel Casinò e dire, dopo averne visti altri in giro per il mondo, aver speso decine di milioni di trasferte nel mondo, che il nostro Casinò è competitivo per strutture, per turismo congressuale, per incentivazioni, per promozioni, per strutture, qualità degli ambienti, qualità delle gestioni che hanno fatto perdere le migliori clientele d’Europa che avevamo e che oggi non abbiamo più. Non si può essere così disonesti da non riconoscerlo perché lì dentro il decadimento si respira, lo si respira nel malcontento del personale che non è valorizzato.
Quelli che hanno voglia di lavorare vengono massacrati perché chi lavora "rompe le scatole". Chiedo scusa al Presidente e al Consiglio, soprattutto. Chi è incentivato a far carriera può farla solo se fa parte di una coalizione politica, non se è bravo professionalmente. Il decadimento è pubblico, politico, così come avviene in tutte le aziende gestite dalla politica, pubbliche, che dal mercato si stanno ritirando. Lo Stato italiano si sta ritirando dalle partecipazioni delle aziende che devono competere sui mercati perché si è compreso che così c’è l’affossamento di intere aziende.
La nostra preoccupazione è questa: quella di vedere utilizzato un sistema, che è quello della S.p.A. privata, ma non voler, chi per paura - e lo riconosce onestamente -, chi proprio per convinzione culturale, che il privato faccia chissà quali cose, come se il privato a Saint-Vincent, dovendo gestire il Casinò - sentiamo anche dire -, potesse creare delle problematiche di sicurezza in funzione del riciclaggio, della malavita organizzata, eccetera. Ma perché un privato che gestisce un'azienda di gioco a Saint-Vincent non sottostà alle stesse leggi civili e penali alle quali deve sottostare il pubblico? Ma perché il dirigente pubblico è maggiormente garante della legalità in questo Paese? Ma dove sta scritto?
Semmai in questi ultimi venti anni abbiamo acquisito cose molto diverse, cioè che la politica inquinava, che creava funzionari corrotti, che creavano le condizioni di illegalità e di non competitività delle aziende. Infatti il mondo va in direzione diversa dall’est, va verso l’ovest.
Ma qui si ha paura che il privato possa gestire con efficienza, con determinazione, con competenza e metta in competizione il Casinò. No, quello lo si vorrebbe, però non si vorrebbe e non si vuole che il privato sia scevro da condizionamenti politici, non assuma gli amici degli amici, non faccia fare la carriera al dirigente interno, quello che è più vicino al potere politico, perché dopo perdono i voti. Ma guardate, è eclatante, l’articolo 6 di un'azienda privata, cento percento capitale pubblico, dice che: "Il Casinò è amministrato da un consiglio di amministrazione composto da cinque membri? nominati dalla Giunta regionale? in deroga a quanto previsto dalla legge regionale 10?", eccetera.
Gli amministratori durano in carica tre anni e sono però rieleggibili, se?? Se fanno quello che vuole il Presidente della Regione, che oggi è Dino Viérin, domani sarà Marco Rossi oppure un altro, ma se il potere politico sarà soddisfatto, dopo tre anni. E anche qui, non sette anni o dieci anni, non avete dato un tempo per il quale l’amministratore è incondizionatamente libero di gestire, ma avete fissato un tempo non sufficiente per dargli la libertà di gestione, ma i privati mettono i capitali loro, Presidente, lei non li mette i suoi capitali qua, lei mette i capitali nostri, è diverso?
(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)
? ma sono privati, mettono i soldi loro e decidono loro. Qui facciamo mettere i soldi ai Valdostani, ma decide lei. È un po' diverso. Oggi decide lei, domani deciderà Marco Rossi!
E allora qui dobbiamo uscire da quella che riteniamo sia una?, in qualche caso, lo voglio riconfermare perché esiste, nella stragrande maggioranza dei consiglieri c’è la ferma convinzione che questo sia lo strumento, perché così gli è stato venduto da persone molto capaci e molto abili, più idoneo per non perdere il controllo del Casinò, le sue politiche di gestione, ma soprattutto per mettere il Casinò nella condizione di poter andare con le sue gambe, ma sempre con un controllo pubblico perché così è meglio per la sicurezza.
È un ragionamento che non esiste più all’ovest, esiste ancora all’est. Si porta a supporto di questa tesi il fatto che il Ministro degli interni abbia suggerito che è meglio che rimangano proprietà pubbliche. No, dice una cosa diversa: che il pubblico possa avere il controllo, non la gestione delle case da gioco e di tutte le attività di gioco, cosa molto diversa. Concludo dicendo semplicemente questo: quando ci fa comodo, siamo diversi e autonomi.
Quando non ci fa comodo, allora vanno bene le raccomandazioni del Ministro degli interni che dice che è meglio che sia pubblico, che gli altri Casinò siano tutti pubblici, va benissimo quando ci fa comodo! Ci sono due verità: chi non vuole perdere il controllo politico di questa operazione e chi ha paura per cultura politica. Noi non abbiamo paura per altrettanta paura politica e non condividiamo la gestione politica di un'azienda in un mercato così complesso e difficile come è quello di una casa da gioco.
PrésidentJe soumets au vote l’ordre du jour présenté par le groupe Forza Italia:
Conseillers présents: 28
Votants: 3
Pour: 3
Abstentions: 25 (Agnesod, Aloisi, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D.)
Le Conseil n’approuve pas.
Nous procédons maintenant à l’examen du projet de loi, dans le nouveau texte.
A l’article 1er il y a un amendement du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Articolo 1, sostituire il comma 2:
"2. Lo statuto della Casinò de la Vallée S.p.A. e ogni successiva modificazione sono approvati con deliberazione del Consiglio regionale".
Sur l’article 1er la parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU)Prendo la parola adesso perché il Regolamento mi ha impedito di prenderla prima in quanto, dopo la relazione del relatore e quella del Presidente, ci sono state le repliche dei due relatori e anche del Presidente e a noi spettano solo dieci minuti per intervenire, ma il Regolamento prevede questo e io lo accetto.
Devo dire che ho fatto uno sforzo per ascoltare l’intervento del Consigliere Cerise, come l'ho fatto anche ieri sera e stamani per ascoltare altri colleghi della maggioranza, perché qui c’è da chiedersi dove questi colleghi hanno vissuto fino ad oggi. Posso capire il Consigliere Cerise che era sempre in montagna e che forse non ha seguito molto da vicino le vicende del Casinò. Forse anche lui - l'Assessore Vicquéry afferma che sono a conoscenza di certe questioni riguardanti la sanità solo per sentito dire - ci racconta certe cose in questa sede per sentito dire.
Ciò che è accaduto nel periodo della gestione privata è responsabilità nostra e, quando dico "nostra", mi riferisco alle forze politiche e alle istituzioni perché, quando mi si dice che la società privata ha fatto quello che voleva, è perché qualcuno glielo ha permesso e chi è stato? Può essere il Comune di Saint-Vincent? Era la Regione, erano le forze politiche?
A cosa è dovuto tutto il discorso dell’accerchiamento? A chi ha permesso la sua realizzazione, anche la Regione stessa, nel momento della stipulazione del contratto di appalto, è stata messa in difficoltà. Ho sentito dire che, anche quando si rinnovavano i contratti di appalto, venivano fatte promesse di investimenti, di ampliamenti, di allargamenti e dopo non veniva fatto niente.
Ma chi doveva pretendere il rispetto del contratto di appalto da parte della società privata? Chi lo aveva sottoscritto, ossia la Regione. Quindi quello che si sta dicendo di quel periodo oggi non fa testo perché non è in questi termini che si intrattengono i rapporti con le società private, tant’è vero che la questione è andata avanti in una maniera tale che siamo arrivati, caro collega Cerise, ad essere travolti dalla vicenda del Casinò e se ne pagano ancora oggi le conseguenze, come le pagano tanti colleghi che sono stati qui dentro per lasciar fare. C’erano altri obiettivi, c’erano altri ritorni forse, ma le responsabilità sono nostre.
È come se chiamassi a "fare testo", e dicessi: "Rivendico la gestione pubblica", quello che abbiamo fatto con la Centrale del latte e altre istituzioni che abbiamo gestito direttamente. Che fine hanno fatto? Non sono venuto qui a dirvi: non si accetta il pubblico per via di queste esperienze fatte in passato, più piccole o più grandi che siano, ma non venite qui a dire che non si può fare un discorso sul privato in virtù dell’esperienza del passato. Dobbiamo costruire il "nuovo" in base all'esperienza del passato, perché la gestione pubblica della Casa da Gioco in questi sette anni, al contrario di quanto si vuole far apparire, non ha prodotto i risultati sperati.
Non voglio ripetere quello che ho detto ieri nel mio primo intervento. Non dobbiamo avere paura del privato per quello che è successo; dobbiamo cercare di fare in modo di non ripetere gli errori del passato. Guardiamo gli incassi che sono stati realizzati, ricalcoliamo pure tutte le percentuali che vogliamo, ma andiamo a vedere quello che abbiamo pagato in più noi, come Regione, quando c’era l’impresa privata, che abbiamo dovuto pagare perché abbiamo anche preteso certe situazioni. Ricordatevi che c’era un famoso articolo 13 nel contratto di appalto che "ricadeva" sulla Regione e di quell’articolo abbiamo abusato. E poi mi si viene qui a fare il paragone! Molte responsabilità sono nostre e, quando dico "nostre", mi riferisco al pubblico, alle istituzioni perché abbiamo permesso certe situazioni pensando che quel periodo non finisse mai, che si fosse magari trovato il paradiso terrestre e questo fin quando non ne siamo stati travolti, perché è successo questo, ma lo abbiamo voluto, non abbiamo "messo un freno" onde evitare quel che è accaduto.
Quando mi si portano ad esempio le altre regioni dicendo che ci hanno preceduto, che noi siamo arrivati ultimi, vi chiedo: ma voi conoscete la situazione che ha attraversato il Casino di San Remo, quello di Campione, da privato a pubblico, perché il Casinò è stato gestito in tutti i sensi. Ma sapete cosa ha trovato a Campione il blitz della Guardia di finanza? Ciò che non ha trovato nel nostro Casinò, dove trovò ben altro. Ma non si può con tanta leggerezza portare l’esempio di altre regioni, bisogna andare a vedere, prima di giudicare in "casa d’altri", cosa è accaduto, ogni casinò ha la sua particolarità. Non siamo stati capaci, non lo siamo oggi data la differenza che esiste fra un casinò e l’altro, di fare un contratto unico e neppure di lavoro per i dipendenti perché ognuno ha la sua particolarità. Si vedrà fra qualche tempo se dal pubblico certi casinò torneranno al privato, come dal privato sono passati al pubblico; c’è sempre stata un'altalena. Sappiamo qual è la situazione.
Poi torno a dire che se vogliamo rendere redditizio il Casinò, bisogna essere dei "biscazzieri", altrimenti non rende, non si può essere degli angeli a gestire certe strutture. E poi ci mettiamo noi, ente pubblico, a gestire il gioco di azzardo? Fate attenzione che, se oggi non sono stati aperti i casinò, la leva sulla quale hanno puntato quelli che non volevano un numero di case da gioco maggiore rispetto a quelle esistenti, è stata proprio quella attinente al problema della moralità del gioco di azzardo: hanno sostenuto che il gioco di azzardo non si doveva estendere perché non era morale farlo e dare ricchezza alle regioni sfruttando certi vizi che hanno altre persone. Se non c’era quel "tasto", i casinò sarebbero già stati aperti. È una leva che ha "giocato" a nostro favore.
Dovevamo prendere il passato come esempio per non ripetere quegli errori. Però oggi era necessario bandire una gara di appalto e dare in gestione la Casa da gioco con un contratto di appalto e con delle regole precise, svolgendo quella sorveglianza che doveva essere fatta per non ricadere negli insuccessi che si sono verificati nel passato.
PrésidentLa parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU)Tranquillizzo il Presidente e i colleghi perché utilizzerò molto meno dei dieci minuti a mia disposizione per la dichiarazione di voto sull’articolo 1, voto che sarà contrario come lo sarà sull’intero disegno di legge.
Trovo questo lavoro di consigliere di opposizione un lavoro con poche soddisfazioni, lo sapevo anche quando ho iniziato, ma non pensavo che fosse proprio così perché avevo avuto la fortuna o sfortuna di fare il Consigliere comunale a Gressan all'opposizione e mi sentivo meno depresso. Nonostante, Consigliere Cottino, riuscivo a?
(ilarità dell’Assemblea)
? però devo dire che oggi quanto meno a livello psicologico, se non politico, una piccola soddisfazione ce l’ho perché per molto tempo e in varie occasioni ho in questa sede posto con forza il problema dell’esautoramento dei poteri del Consiglio e oggi mi è sembrato di cogliere da parte di diversi colleghi di tutti i gruppi un'attenzione maggiore su queste problematiche, quindi ne prendo atto con un briciolo di soddisfazione. Non so se a questa maggiore attenzione corrisponderà, come spero, un'attività concreta di tipo legislativo e regolamentare per fare in modo che il Consiglio conservi e ampli le sue prerogative.
In ogni caso mi sembra che una maggiore consapevolezza sia emersa oggi e lo si vede peraltro anche dagli emendamenti proposti dai colleghi di Forza Italia che, beninteso, non hanno atteso il mio intervento per proporli, quindi è un problema generalizzato che comincia ad emergere da tutti i gruppi. Questa serietà del contraddittorio mi stimola a fare tre brevi riflessioni su alcuni punti che ritengo degni di ulteriore rapido approfondimento.
Il Consigliere Cerise ha fatto un ragionamento giusto, poi ripreso dal Presidente Viérin, giusto ma in astratto e non tenendo conto di un dato particolare. Se non ho capito male, mi si dice: "Ma se la società fosse privata, a capitale privato?" come proponiamo noi "? la potestà di controllo del Consiglio sarebbe maggiore?"
La risposta è negativa: sarebbe identico, potrebbe essere persino minore, però c’è una bella differenza su cui chi fa questa riflessione non mette il dito, mentre è il punto essenziale: che in un caso i soldi li mettono altri, in questo caso il denaro lo mettiamo noi, quindi se io do i soldi, voglio controllare la gestione. Allora non possiamo fare questo discorso in astratto, dobbiamo farlo nella concretezza, la situazione è troppo diversa, altrimenti è un'argomentazione monca.
Secondo punto. Ho detto che non sono né per il pubblico né per il privato, bisogna vedere di volta in volta se è meglio il pubblico o il privato, poi qua ne è nata una lunga discussione. Credo che in certi settori il pubblico meriti una maggiore attenzione, penso alla scuola e alla sanità, su questi temi non abbiamo dubbi dalla nostra parte a dire che la mano pubblica deve essere forte, certo deve essere efficace e efficiente, ma deve essere forte perché vanno garantiti dei diritti essenziali del cittadino.
Ma in questo caso come si fa a riprendere queste argomentazioni, che valgono per settori tanto delicati, per un settore che è il gioco d’azzardo?
Non faccio valutazioni moralistiche, ma in questo caso la necessità di un intervento pubblico viene meno, secondo me a favore di un intervento privato che mi sembra più consono rispetto a quella che è l’attività che viene svolta.
Terzo e ultimo punto e chiudo. Il Presidente ci ha fatto un elenco con accanto le forze politiche che sostengono le maggioranze comunali di comuni gestiti con lo stesso sistema delle società per azioni. Questa è un'osservazione vera, ma lui ha liquidato la questione con il solito gioco maggioranza/opposizione, e può darsi che ci sia, nessuno lo discute, però la situazione della Valle d’Aosta che ci fa fare queste riflessioni è ben diversa, perché non è il primo caso, se fossimo il primo caso di attività economico-finanziaria gestita con le forme diverse dall’ente pubblico o dalla Regione, allora potremmo dire: "Bene, lo ha fatto Venezia, lo ha fatto Campione, lo ha fatto San Remo, possiamo farlo anche noi, il problema non si pone"; no, qua è l’ultima di una serie di società che sono state costituite in questo modo, gli esempi sono sempre quelli, li abbiamo ripetuti in continuazione: ci sono società finanziarie, ci sono banche, ci sono società pubbliche che producono e distribuiscono energia elettrica, quindi c'è tutto un sistema economico-finanziario che si va incentrando sulla regionalizzazione e sul controllo politico amministrativo della Giunta e del suo Presidente pro tempore.
PrésidentLa parole au Président de la Région, Viérin Dino.
Viérin D. (UV)Je demande la parole à propos de l’amendement présenté par nos collègues de Forza Italia. C’est cette Assemblée qui approuve les Statuts du Casino de la Vallée sous cette nouvelle forme de société anonyme, il nous semble donc que les modifications des Statuts soient elles aussi approuvées par cette même Assemblée.
Nos collègues de Forza Italia nous demandent de l’expliciter, nous ne pouvons donc que partager cette requête et c’est la raison pour laquelle nous voterons en faveur de cet amendement.
Je profite du fait que j’ai la parole pour exprimer des considérations analogues quant à l’amendement n° 2. C’est cette Assemblée, par une loi, qui fixe le montant du capital social détenu par la Région. Toute modification de cette participation au capital social devra être approuvée par cette Assemblée.
C’est là encore une chose due, le fait de le préciser correspond à notre volonté et nous voterons en faveur également de l’amendement n° 2.
PrésidentJe soumets au vote l’amendement du groupe Forza Italia à l'article 1er:
Conseillers présents et votants: 30
Pour: 30
Le Conseil approuve à l’unanimité.
Je soumets au vote l’article 1er dans le texte amendé:
Articolo 1 (Forma giuridica e denominazione sociale)
1. La Regione autonoma Valle d'Aosta promuove la costituzione di una società per azioni a totale capitale pubblico, denominata "Casino de la Vallée S.p.A.".
2. Lo statuto della Casinò de la Vallée S.p.A. e ogni successiva modificazione sono approvati con deliberazione del Consiglio regionale.
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 2:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 25
Contre: 6
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 3:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 25
Contre: 6
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 4:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 25
Contre: 6
Le Conseil approuve.
A l’article 5 il y a un amendement du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Articolo 5, aggiungere il comma 3:
"3. Il capitale sociale detenuto dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta può essere trasferito solo con deliberazione di autorizzazione del Consiglio regionale".
Je le soumets au vote:
Conseillers présents et votants: 30
Pour: 30
Le Conseil approuve à l’unanimité.
Je soumets au vote l’article 5 dans le texte amendé:
Articolo 5 (Capitale sociale)
1. Il capitale sociale iniziale della Casino de la Vallée S.p.A. è fissato in euro 5.000.000, suddiviso in 5.000 azioni di valore nominale pari a euro 1.000.
2. Alla Regione autonoma Valle d'Aosta è riservata la proprietà di una quota del capitale sociale non inferiore al 99 per cento, da sottoscriversi interamente all'atto della costituzione della società.
3. Il capitale sociale detenuto dalla Regione autonoma Valle d'Aosta può essere trasferito solo con deliberazione di autorizzazione del Consiglio regionale.
Conseillers présents: 31
Votants: 28
Pour: 25
Contre: 3
Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 6:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 25
Contre: 6
Le Conseil approuve.
A l’article 7 il y a un amendement du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Articolo 7, sostituire il comma 2:
"2. Il Consiglio regionale, ai sensi degli articoli 2458 e 2460 del codice civile, provvede alla nomina di 2 sindaci effettivi, tra i quali è scelto il presidente del collegio, e di un sindaco supplente. La nomina dei restanti sindaci spetta all'assemblea''.
La parole au Président de la Région, Viérin Dino.
Viérin D. (UV)Nous nous abstiendrons sur cet amendement. L’on demande que ce soit l’Assemblée qui vote les commissaires aux comptes. Nous ne comprenons pas quelle pourrait être la garantie quant aux fonctions qui sont exercées par les commissaires aux comptes qui remplissent une fonction comptable, technique. On ne peut pas imaginer que ce soit un commissaire aux compte nommé par la majorité ou par l'opposition qui modifie l’activité qu’il doit déployer.
C’est une responsabilité que nous nous prenons et c’est aussi dans l’exercice de ses fonctions une responsabilité précise du commissaire aux comptes. C’est la raison pour laquelle nous ne partageons pas cet amendement et que nous nous abstiendrons.
PrésidentJe soumets au vote l’amendement du groupe Forza Italia à l'article 7:
Conseillers présents: 32
Votants: 3
Pour: 3
Abstentions: 29 (Agnesod, Aloisi, Beneforti, Bionaz, Borre, Cerise, Charles Teresa, Comé, Cottino, Cuc, Curtaz, Ferraris, Fiou, Lanièce, La Torre, Lavoyer, Louvin, Marguerettaz, Nicco, Pastoret, Perrin, Perron, Piccolo, Praduroux, Squarzino Secondina, Vallet, Vicquéry, Viérin D., Viérin M.)
Le Conseil n’approuve pas.
Je soumets au vote l’article 7:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
Nous avons ensuite à pourvoir à l’examen de l’amendement n° 4 du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Inserire il seguente articolo:
Articolo 7bis (Relazione annuale)
Il Presidente della Regione presenta, entro 30 giorni dal deposito del bilancio d'esercizio della Casinò de la Vallée S.p.A., relazione al Consiglio regionale sull'andamento della gestione.
La parole au Président de la Région, Viérin Dino.
Viérin D. (UV)Nous voterons également en faveur de cet amendement. En effet, tel qu’il est présenté, nous le partageons.
Lorsque nous faisions référence aux procès aux intentions, nous faisions référence également à cette modalité de l’Assemblée d’exercer un contrôle, une fonction de nature politique non pas sur les actes de gestion, mais sur les résultats de l’activité de cette société, donc il nous paraît tout à fait légitime et nous partageons cette requête que, dans les 30 jours suivant le dépôt du bilan du casino, l’on présente un rapport à cette Assemblée pour qu’elle puisse en débattre.
Ce rapport sera préalablement examiné par la IVème Commission, qui aura une fonction importante à remplir et cette présentation permettra à l’Assemblée de s’exprimer et de présenter ses remarques quant aux résultats obtenus par le casino.
PrésidentLa parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI)Nel mio intervento penso di dovere un po' smentire le sensazioni del collega Curtaz - non ce l’abbia a male -, nel senso che molte volte l’opposizione può comunque apportare e contribuire in maniera propositiva ad integrare, a modificare delle norme di legge e io penso che, nell’ambito della discussione che c’è stata, possiamo dire che questo sia accaduto, in parte sicuramente.
Riteniamo che questo articolo 7 bis abbia una valenza politica importante in quanto, probabilmente, a seguito del dibattito che c’è stato l’Assemblea si è resa conto che, votando la legge così come veniva presentata in aula, avrebbe rinunciato a mantenere quel collegamento e quel rapporto di controllo politico con quella che sarà la vicenda futura del Casinò.
Perciò esprimiamo soddisfazione per il fatto che il dibattito in questa occasione non sia stato un esercizio meramente retorico, ma sia stato un confronto di intelligenze diverse che hanno convenuto come il ruolo politico non potesse abdicare totalmente nelle vicende future del Casinò de la Vallée.
PrésidentJe soumets au vote l’amendement n° 4 du groupe Forza Italia:
Conseillers présents et votants: 30
Pour: 30
Le Conseil approuve à l’unanimité.
Je soumets au vote l’article 8:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
A l’article 9 il y a un amendement du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Articolo 9, comma 2, aggiungere la seguente lettera:
"e) il reclutamento del personale e i criteri d'accesso ai ruoli dirigenziali."
Sur ce point je me permets de proposer une reformulation technique, en accord avec les proposants, étant donné qu’il y a un problème substantiel, lié au fait qu’il n’existe pas de "ruoli dirigenziali". J’en donne lecture: "e) i criteri per il reclutamento del personale e per l'accesso ai posti di dirigente."
Est-ce que le groupe de Forza Italia reconnaît cette formulation comme conséquente à l’esprit par lequel l'amendement a été proposé?
La parole au Président de la Région, Viérin Dino.
Viérin D. (UV)Pour annoncer notre vote favorable à cet amendement dans sa nouvelle formulation. En effet, nous l’avons souligné à maintes reprises: c’est au cours de ces dernières législatures qu’une réglementation a été approuvée, il nous paraît tout à fait nécessaire et indispensable - et là encore pour nous c’était implicite - que cette réglementation soit maintenue.
Le fait de le préciser dans le cahier des charges nous donne la possibilité d’exprimer les critères de caractère général dans celui-ci.
A mon avis en tout cas une réglementation s'imposera, mais nous aurons le temps et la possibilité de le vérifier, et c’est la raison pour laquelle nous partageons cette requête et que nous nous exprimons favorablement.
PrésidentJe soumets au vote l’amendement du groupe Forza Italia à l'article 9:
Conseillers présents et votants: 31
Pour: 31
Le Conseil approuve à l’unanimité.
Je soumets au vote l’article 9 dans le texte amendé:
Articolo 9 (Disciplinare)
1. I rapporti tra la Casino de la Vallée S.p.A. e la Regione autonoma Valle d'Aosta relativi alla gestione della Casa da gioco di Saint-Vincent sono regolati da un apposito disciplinare, approvato dal Consiglio regionale e sottoscritto dal Presidente della Regione e dal Presidente della società, al fine della determinazione e della garanzia dell'adempimento delle reciproche obbligazioni, degli obiettivi operativi e delle condizioni che la società deve rispettare.
2. Nel disciplinare sono, in particolare, regolamentati i rapporti e le obbligazioni reciproche concernenti:
a) l'uso dei beni materiali, immateriali, mobili ed immobili necessari per la gestione, ivi compresa la cessione o l'eventuale concessione in locazione o in comodato di beni appartenenti al patrimonio della Regione;
b) i proventi spettanti alla Regione a titolo di entrata di diritto pubblico, con particolare riguardo ai livelli minimi, alle percentuali, alle garanzie e alle modalità di versamento;
c) le modalità di programmazione, di finanziamento e di realizzazione delle attività di promozione della Casa da gioco;
d) le modalità di controllo da parte della Regione, sotto il profilo finanziario, gestionale ed operativo in ordine alla gestione della Casa da gioco, nonché le attività del servizio ispettivo regionale;
e) i criteri per il reclutamento del personale e per l'accesso ai posti di dirigente.
Conseillers présents: 32
Votants: 29
Pour: 26
Contre: 3
Abstentions: 3 (Frassy, Lattanzi, Tibaldi)
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 10:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 11:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
A l’article 12 il y a un amendement du groupe Forza Italia, dont je donne la lecture:
Emendamento Articolo 12, aggiungere il comma 4bis:
"4bis. La funzione di liquidatore è incompatibile con ogni nomina, in rappresentanza della Regione Autonoma Valle d'Aosta, in consigli di amministrazione o collegi sindacali di società partecipate."
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI)Il nostro gruppo ritira l’emendamento n. 6 a seguito delle rassicurazioni che il Presidente della Regione ha espresso nell’ambito della pausa di sospensione e mi spiego meglio.
L’intendimento di questo emendamento che era scritto in un'accezione di carattere generale? ossia nel prevedere che non ci fossero sovrapposizioni fra quelle che erano le funzioni del liquidatore e dei nuovi amministratori della Casino de la Vallée, lo avevamo scritto in chiave generale facendo riferimento a consigli di amministrazione nel senso più lato.
Il Presidente della Regione - penso di poterlo dire - ci ha assicurato che non è intenzione della Giunta far coincidere il ruolo del liquidatore con i nuovi amministratori della Casino de la Vallée S.p.A., di conseguenza ritiriamo l’emendamento.
PrésidentJe soumets au vote l’article 12:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
Je soumets au vote l’article 13:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
La parole au Conseiller Frassy pour déclaration de vote.
Frassy (FI)Il nostro gruppo voterà contro questa legge nonostante siano stati accolti diversi emendamenti che il nostro gruppo ha presentato. Il motivo del nostro voto contrario sta nell'impostazione generale, lo abbiamo detto a più riprese nel corso del dibattito generale. La nostra impostazione parte da un presupposto diverso rispetto ai presupposti di questa legge che è impiantata su un azionariato pubblico incentrato sulla "presente" al 99 percento di partecipazione dell’Amministrazione regionale.
Di conseguenza non possiamo ovviamente modificare la nostra impostazione di ragionamento e di pensiero soltanto per alcuni emendamenti, che peraltro riteniamo importanti, perché se è vero - come sicuramente diranno in molti della maggioranza che questa legge segna una svolta nelle vicende del Casinò - possiamo dire di aver contribuito nel contesto di questa svolta, che non condividiamo per la direzione che prende, con la formulazione di questi emendamenti a far sì che il Consiglio regionale non venga esautorato completamente di quelle funzioni doverose di controllo che gli competono a fronte di una società della quale penso tutti noi come amministratori, sia di maggioranza che di opposizione, ci sentiamo a giusto titolo soci e azionisti. Sono queste le motivazioni che ci portano ad esprimere un voto finale complessivamente negativo.
PrésidentLa parole au Conseiller Fiou.
Fiou (GV-DS-PSE)Noi voteremo con convinzione questa legge istitutiva della gestione ordinaria della Casa da gioco e del relativo Statuto perché rappresentano gli atti che realizzano la soluzione alla quale abbiamo concorso in questi anni. Secondo me rappresenta il raggiungimento di un obiettivo importante, contenuto nel programma di maggioranza, che si aggiunge ad altre realizzazioni altrettanto importanti che abbiamo consolidato per garantire "paletti" su cui costruire il futuro sviluppo della nostra Regione.
È il momento di superare la Gestione Straordinaria, non perché questa abbia fallito il suo compito di gestire la transizione, ma perché sono superati i motivi per cui essa era nata, motivi che vanno individuati nelle incertezze e nei contenziosi aperti dal passato tentativo di dare ai privati la gestione del Casinò. Insistere a questo punto, quando ancora stiamo tirando un respiro di sollievo per essere usciti positivamente dalla fase dei contenziosi, per "tornare" in una situazione in cui è possibile la riproposizione di una fase analoga, mi sembra perlomeno un po' masochista.
E non mi pare che l’invito a "fare le cose bene", venuto in particolare dal Consigliere Curtaz, sia una garanzia in tal senso, lo dimostra il fatto che sette anni fa si è operato bene visto che abbiamo vinto la battaglia giuridica. Ma, al di là di queste considerazioni, la società a totale capitale pubblico permette meglio di realizzare obiettivi di cui il privato non è tenuto a farsi carico: il rapporto con lo sviluppo della comunità locale interessata dal Casinò, il rapporto con la politica turistica per la quale la Casa da gioco deve diventare un attore importante, la finalizzazione pubblica delle risorse che la Casa da gioco garantisce.
Ho sentito sollevare dubbi sul piano morale: intendo quelli relativi all'opportunità che l’ente pubblico faccia "il biscazziere". È vero che chi di noi ha avuto occasione di prendere diretto contatto con alcune realtà americane è rimasto un po' disorientato dall’incontrare nelle case da gioco le massaie con la borsa della spesa, che si fermano alle slots nel loro percorso per sbrigare le faccende quotidiane, oppure il meccanico che abbandona la riparazione di un'auto per andare anche lui a svagarsi un po' tentando la fortuna.
Questo soprattutto nelle case da gioco a dimensione nostrana. Però non è delegando ad un privato la gestione di questo rapporto che ci si può mettere a posto con la coscienza. Ha detto bene il Presidente: un allentamento del controllo, che si verificherebbe con la gestione privata, non ci mette al riparo da considerazioni che possono essere fatte sul piano morale.
L’alternativa sul piano morale sarebbe l’eliminazione delle case da gioco ufficiali, anche del lotto, del super enalotto, di tutte le lotterie che ci sono in giro. Mi chiedo se questo sia realistico e se questo fermerebbe la corsa all’emozione del gioco che qualcuno intende comunque provare, probabilmente aprirebbe delle "aree" molto meno controllabili. Rispetto le posizioni morali che altri possono avere in materia, penso che si debba però fare uno sforzo e scindere quelle che sono le posizioni personali e tendere ad avere quel rapporto estremamente razionale a cui la politica ci chiama quando ci dobbiamo far carico di certe incombenze.
Sul piano della gestione trasparente del Casinò, credo che la Gestione Straordinaria abbia compiuto un percorso forse non ancora concluso, ma sicuramente faticoso sulla strada della trasparenza.
La fase che si apre con la S.p.A. a capitale pubblico potrà usufruire su questo piano di strumenti nuovi che il Codice civile prevede per queste società proprio in merito ai controlli. La rivendicazione del Consiglio di controlli sulla gestione, non sulle politiche, è perlomeno in contraddizione con la richiesta, direi altrettanto pressante, che ho sentito fare nel dibattito sull'autonomia della Casa da gioco.
Il percorso che si avvia con l’approvazione di questi due atti apre alla nostra Casa da gioco la possibilità, importante a nostro avviso, di compiere le scelte per adeguare le proprie politiche e le proprie strutture per far fronte alla fase concorrenziale piena di incognite che si è aperta e che si può anche sviluppare con ulteriori difficoltà viste le prospettive di apertura delle nuove case da gioco. Credo che ci si debba rendere conto che il passo che stiamo facendo dà strumenti perché questa nuova fase abbia un percorso positivo.
PrésidentJe soumets au vote la loi dans son ensemble:
Conseillers présents et votants: 32
Pour: 26
Contre: 6
Le Conseil approuve.
