Oggetto del Consiglio n. 2240 del 17 ottobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2240/XI Servizi erogati dalle strutture psichiatriche per la tutela della salute mentale. (Interrogazione)
Interrogazione Premesso:
- che la problematica della salute mentale costituisce una priorità assoluta nelle politiche sanitarie della Regione;
- che, considerate le carenze strutturali del reparto di psichiatria, il presidio denominato "ex Maternità" dovrebbe essere oggetto di ampio intervento di sistemazione generale;
- che tra le aree interessate dall’integrazione socio-sanitaria, considerata nell’ambito del PSS una priorità strategica, rientra quella afferente alla salute mentale;
- che, malgrado i buoni intenti sanciti nelle diverse edizioni del PSS, i servizi offerti sul territorio sono sovente insufficienti;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l’Assessore delegato per conoscere:
1) se la Regione ha completato la mappatura dei servizi e delle strutture psichiatriche cui fare riferimento: in caso affermativo, qual è il quadro complessivo che emerge;
2) qual è lo stato degli interventi di sistemazione presso l’ex Maternità;
3) se l’esperienza delle strutture residenziali terapeutico-riabilitative costituisce una risposta positiva in termini di servizio all’utenza.
F.to: Tibaldi - Lattanzi
PrésidentLa parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)L’interrogazione prende avvio da premesse largamente condivisibili e anzi condivise al punto da aver rappresentato e da rappresentare alcuni degli elementi ispiratori dello stesso Piano sociosanitario regionale. La problematica della salute mentale è effettivamente una priorità, la ristrutturazione dell’ex Maternità è un'esigenza, l’integrazione sociosanitaria è anch’essa una priorità strategica, i servizi sul territorio vanno perfezionati. L’interrogazione riprende in effetti le stesse argomentazioni del Piano sociosanitario. In particolare si rileva che il primo interrogativo dei Consiglieri proponenti può risultare direi fuorviante: se la Regione non avesse completato la mappatura dei servizi e delle strutture psichiatriche a cui fare riferimento, non sarebbe stato possibile predisporre il piano che invece è stato predisposto e portato all'approvazione.
La lettura del piano stesso evidenzia che la mappatura non solo esiste, ma indica, distretto per distretto, e tipologia di strutture e di servizio per tipologia, l’esistente e ciò che inoltre il piano si propone di realizzare. Fornisco un quadro riepilogativo dal quale si evince che, per quanto concerne i centri diurni del distretto n. 1 e del distretto n. 4, sono previste due nuove strutture che andranno ad aggiungersi a quella già esistente nel distretto n. 2.
Per quanto riguarda invece le residenze terapeutico-riabilitative, includendo in questa definizione sia le strutture ad elevato bisogno sociosanitario assistenziale che quelle a basso bisogno, alle due strutture esistenti nel distretto n. 2 ne andranno aggiunte altre 3: una nel distretto n. 1 e due nel distretto n. 4. I dati relativi allo stato degli interventi presso l’ex Maternità sono i seguenti. I lavori di ristrutturazione del 1° lotto del reparto di Psichiatria sono terminati, circa un mese fa è stato completato il trasloco. Sono in fase di affidamento gli incarichi per la progettazione definitiva ed esecutiva per la ristrutturazione del piano seminterrato e la realizzazione di un nuovo corpo nel cortile interno.
Le opere previste sono: al piano seminterrato un office e mensa, una sala riunioni, spogliatoi e servizi per il personale, servizi igienici per il pubblico, carico e scarico merci, magazzini e depositi, disimpegni vari, impianti generali; al piano rialzato una hall e una sala di attesa.
Il progetto preliminare prevede che gli accessi alla struttura vengano modificati rispetto alla situazione attuale: si prevede di realizzare l’ingresso principale nel cortile interno retrostante, dove possono essere creati nuovi servizi per la ricezione non più localizzabili presso l’ingresso tradizionale a sud. Gli importi previsti sono circa 9 miliardi di lire. Benché i proponenti non ne abbiano fatto menzione, colgo l’occasione per informare che hanno preso avvio finalmente i lavori di ristrutturazione del Poliambulatorio di Donnas al cui interno troveranno collocazione un centro diurno e una comunità terapeutica riabilitativa.
Il terzo punto dell'interrogazione potrebbe risultare inficiato da un equivoco di fondo. Questa Amministrazione non concepisce le strutture residenziali terapeutico-riabilitative come una risposta che può essere positiva o negativa a seconda degli effetti che produce, quindi non ci si può porre la domanda se li si consideri positivamente o negativamente. Piuttosto che questa Amministrazione, a fronte della particolarità e della complessità della malattia psichiatrica, che difficilmente può essere considerata risolta a conclusione di un percorso di cura e di riabilitazione, ritiene che le strutture residenziali terapeutico-riabilitative siano soltanto una delle risposte e fra queste quella che contribuisce a limitare l'istituzionalizzazione del malato come tale conservando la caratteristica di non essere dei cronicari.
La loro natura di strutture aperte, costituendo un momento più o meno lungo, ma non definitivo di degenza, è indiscutibilmente parte di un percorso che richiede l’apporto o di altre strutture o di più servizi al fine di affrontare in modo adeguato le diverse modalità e fasi della malattia ivi comprese le ricadute.
C’è una considerazione conclusiva che mi permetto di sottoporre all’attenzione ritenendo di poterne condividere una preoccupazione di fondo che sento implicita nell'interrogazione. Le strutture esistenti non sono sufficienti, questo lo sappiamo, lo abbiamo espresso nel piano proprio nell’intento di rispondere con gradualità, ma esistono i servizi nel loro insieme, quelli effettuati nei poliambulatori e negli interventi domiciliari. Qui il discorso cambia.
È in atto uno sforzo considerevole per rendere questi servizi sempre più diffusi sul territorio e sempre più efficaci. Sarebbe quindi opportuno ed è opportuno valutare l’insieme della risposta alle problematiche psichiatriche non solo in termini di strutture, ma in termini di servizi che passano dal poliambulatorio all'assistenza territoriale e domiciliare, ma anche per esempio all'integrazione lavorativa che è un settore che è seguito in parte dall’Assessorato della sanità, ma principalmente dall'Agenzia del lavoro e da altre strutture deputate.
Ricordo che a questo proposito è in atto un forte ripensamento sulla legge n. 180 che ha avuto enormi meriti prevedendo la chiusura dei manicomi, ma che è datata e alcune crepe sono ben visibili e vanno rapidamente rattoppate. Seguiamo assieme alle altre regioni questo percorso evolutivo di ripensamento alla legge n. 180, di certo sul problema delle malattie psichiatriche c’è ancora molto da fare.
PrésidentLa parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (FI)Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell’Assessore Vicquéry all'interrogazione che, come ha rilevato giustamente, prende spunto da alcuni passaggi chiave del Piano sociosanitario, passaggi chiave che identificano degli obiettivi.
L'interrogazione in oggetto ha la funzione di monitorare quale sia il percorso attualmente utilizzato dalla Pubblica amministrazione nel conseguimento di questi obiettivi ed abbiamo preso atto che sono stati fatti alcuni passi in avanti, anche se piccoli, atti a risolvere la complessa problematica della salute mentale nella nostra Regione. Chiederei all’Assessore, se fosse possibile, avere copia della risposta scritta di cui ha dato lettura.
