Oggetto del Consiglio n. 2237 del 17 ottobre 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2237/XI Servizio di integrazione scolastico degli alunni portatori di handicap nelle Comunità montane "Monte Rosa" e "Walser". (Interrogazione)
Interrogazione Vista la DG. n. 3184/2001 con cui viene attivata la sperimentazione del servizio di integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap nel territorio delle comunità montane "Monte Rosa" e "Walser";
Visto che la sperimentazione consiste nel dare in appalto a cooperative sociali tale servizio che, finora nelle scuole di tali comunità, e tuttora nelle scuole del restante territorio regionale, vede la presenza di assistenti educatori assunti in base a selezioni biennali;
Considerato che da anni viene richiesta da parte di tale personale una diversa tipologia di assunzione, in modo da rendere più stabile ed efficiente il servizio prestato;
Considerato inoltre che la Regione aveva a suo tempo provveduto direttamente a formare tali figure professionali;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
gli Assessori competenti per sapere:
1) quali sono i motivi per cui si è finora risposto in modo negativo alla richiesta di modalità diverse di reclutamento degli attuali assistenti educatori;
2) quali sono i motivi per cui si è deciso di dare in appalto un servizio finora gestito direttamente dalla Regione;
3) se con tale decisione si traduce una nuova scelta politica nelle modalità di approccio e di soluzione del problema del servizio agli handicap all’interno della scuola.
F.to: Squarzino Secondina - Beneforti
PrésidentLa parole à l’Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Les raisons pour lesquelles le personnel chargé d’aider l’intégration scolaire des élèves handicapés est actuellement recruté sur la base de sélections qui ont lieu tous les deux ans peuvent être ainsi résumées. L’alinéa 3 de l’article 13 de la loi n° 104/1992 prévoit l’obligation pour les collectivités locales de fournir aux élèves en situation de handicap l’aide nécessaire à leur autonomie et développement sans préciser davantage le type de personnel à utiliser à cet effet.
A cette époque-là la Région autonome Vallée d’Aoste avait choisi faire appel, à titre expérimental, aux diplômés compte tenu également du manque de professionnels spécifiques comme, par exemple, les aides à domicile et les éducateurs professionnels.
A l’échelon national les différentes collectivités locales ont adopté des solutions très diverses pour ce qui est du personnel recruté: le personnel de l’aide sociale dans la Province de Padoue, les diplômés et les éducateurs professionnels dans la Province de Trente, les étudiants universitaires bénéficiant de bourses d’étude dans la Commune de Modène et cetera ainsi que des modes de gestion: en régie ou par le biais de coopératives sociales ou d’associations de bénévoles.
La délibération prise à ce sujet précise que le système actuel de gestion du service par l’Administration régionale présente une série de dysfonctionnements qu’il convient de corriger: manque de flexibilité dans la gestion du personnel, absence de formation et d’homogénéité entre les profils professionnels et cetera.
La variation annuelle du nombre des personnels a employer au regard des demandes présentées par les établissements scolaires constitue un élément supplémentaire d’instabilité dans la fourniture de ce service.
A ce jour les réflexions menées à différents niveaux: groupes inter institutionnels informels, syndicats, intervenants intéressés, Département du personnel sur les compétences, la formation et l’encadrement dudit personnel n’ont pas fourni au Gouvernement valdôtain d’éléments d’évaluation utiles pour qu’il puisse trancher la question. Pour cette raison une expérimentation articulée, partagée et limitée dans le temps joue un rôle essentiel dans la prise des décisions futures ayant trait au service d’intégration scolaire des élèves handicapés et au personnel devant être affectés à ces derniers.
Pour ce qui est de la deuxième question, les raisons pour lesquelles l’on est parvenus à conclure une convention avec une coopérative sociale pour la gestion du service d’intégration scolaire des élèves handicapés se fondent essentiellement sur deux raisons.
La première: l’Administration régionale a décidé de lancer une action expérimentale en vue de mettre au point d’autres modes de fourniture du service difficilement adaptables aux modes actuellement en vigueur tels que l’utilisation de professionnels ayant une formation différenciée, la flexibilité dans le cadre du remplacement des personnels, le recours à une personne chargée de la coordination.
La deuxième: la Région a fait siennes les orientations contenues dans la loi n° 328/2000 tendant à solliciter la participation du tiers secteur (coopératives sociales, associations à but non lucratif) à la fourniture de services aux citoyens.
Pour ce qui est de la troisième question, la délibération n° 3.184/2001 a pour objet d’une part de préciser le sujet, l’Assessorat de la santé, du bien-être et des politiques sociales, qui au sein de l’Administration régionale, est chargé de fournir une assistance et un soutien à l’intégration scolaire des jeunes handicapés et d’autre part d’apporter, grâce à l’action expérimentale envisagée, des éléments utiles à l’adoption de solutions susceptibles d’assurer le bon fonctionnement du service en question.
J’estime important de préciser que le suivi et l’évaluation de l’action expérimentale concernent non seulement les représentants de l’Assessorat de la santé et l’Assessorat de l’éducation et de la culture, mais également les représentants des établissements scolaires et des communautés de montagne intéressées et des syndicats ainsi que de l’unité sanitaire locale en tant que représentant des professionnels des équipes territoriales qui travaillent à l’intégration scolaire des élèves handicapés.
En l’état actuel il semble donc déplacé d’affirmer qu’un nouveau choix politique a déjà été fait car nous ne sommes pour l’heure que dans une phase d’approfondissement du problème.
PrésidentLa parole à la Conseillère Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Lei, Assessore, ha ricordato quali sono le difficoltà che la Giunta ha preso in esame per giungere a questa decisione, difficoltà che sono già precisate nella delibera e che nascono, come lei ha ricordato, dalla situazione di precarietà del personale che attualmente è chiamato a svolgere un lavoro di assistenza agli alunni in difficoltà, personale che, lo ricordo, affianca gli insegnanti di sostegno che hanno più una funzione didattica.
Il personale utilizzato per questa funzione è un personale finora precario, assunto in base a una graduatoria che viene compilata ogni due anni dopo un esame di selezione. Ma da nessuna parte è scritto che questa sia la scelta migliore, da nessuna parte è scritto che questo personale precario non avesse potuto essere trasformato in personale competente e preparato. Perché non è stato fatto? E lei a questa prima domanda non ha risposto.
Quali sono i motivi per cui finora si è risposto in modo negativo alla richiesta di modalità diverse di reclutamento degli attuali assistenti educatori? Lei dice che non sono preparati, ma c’era una scuola per educatori che il suo Assessorato gestiva e che poi lei ha voluto chiudere.
Assistiamo ad una contraddizione: da una parte la Regione non pensa a preparare questi assistenti educatori; dall’altra li seleziona sulla base di esami biennali come personale precario. Dopodiché è chiaro che il personale precario non può dare quella stabilità e quelle competenze che il servizio forse richiederebbe. Lei mi ha dato una risposta non appropriata perché non ha chiarito bene per quali motivi non ha preso in esame il fatto di preparare un personale adeguato.
Seconda osservazione. Lei ha fatto riferimento alla legge n. 104 in base alla quale però sono gli enti locali che devono garantire questo servizio e fa riferimento sempre nella delibera al Piano socio sanitario 1997-1999, prorogato fino al 2001, ma che poi con il 2002, non varrà più perché c’è il nuovo piano.
Nel vecchio piano, quello che sta concludendosi, è detto che le competenze della Regione, in quanto Assessorato della sanità, sono anche esercitate in materia di "minori, disabili, prevenzione del disagio anche mediante interventi e assistenza economica", tale intervento nelle scuole rientra in queste competenze.
Il nuovo Piano socio sanitario che lei ha proposto a questa Assemblea, che lo ha votato, non comprende fra le funzioni esercitate dalla Regione nessuna materia che riguardi i disabili a scuola perché si parla di "inserimento in strutture di accoglienza di adulti in situazione di disagio"; mi trovi lei dove nel piano si parla di gestione diretta dell’Assessorato nei confronti dell'handicap nelle scuole. Non c’è. Allora lei predispone un intervento che è fuori dalla logica normativa, dai principi e dagli obiettivi che lei ha approvato.
Terza e ultima considerazione: non prendo in esame l’appalto alle cooperative, questo è un problema a parte. Faccio solo notare che dal suo intervento non appare nessuna nuova scelta politica.
Lei parla di sperimentazione e di valutazione, ma noi sappiamo che in questa Regione, come nel restante territorio nazionale, quando si vuole introdurre qualcosa che non è secondo i dettami della legge, la si introduce come sperimentazione, con la convinzione di poter bypassare tutti i problemi. La sperimentazione è assimilabile all’introduzione di una novità non regolamentata, non regolamentare che diventa poi permanente. E questo senza averlo discusso e concordato con gli organismi rappresentativi del personale.
