Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2218 del 3 ottobre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2218/XI Rapporto sullo stato dell’economia in Valle d’Aosta e Alta Savoia predisposto nell’ambito del programma Interreg II, a seguito della chiusura del traforo. (Interpellanza)

Interpellanza Visto il rapporto "Études sur les retombées économiques du Tunnel sous le Mont Blanc et sur les conséquences socio-économiques de la fermeture du Tunnel en Vallée d’Aoste et Haute Savoie", predisposto nell’ambito del programma Interreg II tra Francia e Italia;

Esaminati i dati presentati che analizzano l’andamento dell’economia valdostana nel periodo 31 dicembre 1997 - 31 dicembre 2000, per verificare quale ricaduta ha avuto la chiusura del Tunnel del Monte Bianco in ambito regionale;

Constatato che nel triennio considerato emerge una sostanziale tenuta dell’economia valdostana, tanto che, se si prescinde dalla mortalità delle imprese agricole dovuta ad altri fattori, si registra un aumento delle imprese attive in Valle d’Aosta di quasi un tre per cento;

Constatato inoltre che anche l’aumento delle entrate dovute alla "compartecipazione di tributi erariali" convalida la descrizione di una situazione di un quadro economico non ferito e prostrato dalla chiusura del Tunnel;

Richiamati i dati apparsi sui primi rapporti redatti all’indomani della tragedia del Bianco;

Riaffermato che è urgente che il Tunnel sia aperto al più presto possibile per consentire il passaggio di autovetture, e mezzi di trasporto leggeri;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

gli Assessori competenti per sapere:

1) se condividono i risultati di tale studio e se sono in possesso di altri dati che li confermano o li contrastano;

2) se rilevano delle divergenze di valutazione rispetto ai primi studi fatti all’indomani della tragedia;

3) se e come intendono utilizzare i dati di tale studio nel momento in cui vengono definite le scelte strategiche per lo sviluppo economico della Valle.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti

PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Dal giorno della chiusura del Tunnel del Monte Bianco, il 4 marzo 1999, tutti abbiamo cominciato ad interrogarci sulle conseguenze che la chiusura di una così importante via di comunicazione avrebbe avuto per la nostra Regione. La Giunta si è attivata giustamente per fare le prime analisi e i primi studi portavano dei dati abbastanza catastrofici. Il documento dell'unità di monitoraggio nominata dalla Giunta, studio che è stato redatto nel maggio 1999, quindi subito dopo il disastro, parlava addirittura di un 50 percento di riduzione nel settore turistico, alberghiero e commerciale.

Mano a mano che il tempo è passato e che si poteva lavorare su dati reali, e non presunti, le stime delle perdite per fortuna si sono ridimensionate. Se prendiamo sempre un documento dell’unità di monitoraggio, quello che risale al novembre 2000, redatto quindi dopo diversi mesi dalla chiusura del tunnel, quando già si avevano elementi più chiari, per quanto riguarda l’impatto sulle entrate fiscali del bilancio regionale, si verifica rispetto al primo rapporto uno scostamento favorevole di 11 miliardi.

Quindi anche le stime del valore aggiunto regionale hanno fatto registrare una perdita inferiore alle stime del primo studio; così pure nel settore turistico e commerciale le stime sono sicuramente inferiori rispetto alle precedenti.

L’ultimo rapporto che è stato portato all’attenzione degli organi di informazione e del pubblico più in generale risale all’aprile 2001: è il rapporto predisposto nell’ambito del Programma Interreg II fra Francia e Italia intitolato: "Etudes sur les retombées économiques du Tunnel sous le Mont-Blanc et sur les conséquences socio-économiques de la fermeture du Tunnel en Vallée d’Aoste et Haute Savoie", uno studio che ha come obiettivo quello di valutare i cambiamenti che sono intervenuti nei 18 mesi di interruzione totale dei grandi flussi di traffico.

Quindi l’arco di tempo preso in esame è più ampio rispetto ai precedenti rapporti. È stato esaminato un triennio, che va dal dicembre 1997 al dicembre 2000, per cui i dati presentati possono essere considerati più veritieri rispetto alle prime stime fatte sulla base di informazioni ancora non definite. Per fortuna, ripeto, quella che in base alle prime stime poteva sembrare una débâcle, una tragedia dal punto di vista economico - e non solo dal punto di vista dei morti, quella è una tragedia che nessuno può cancellare purtroppo - si è invece rivelata poco per volta una situazione più positiva e meno drammatica. Abbiamo visto anche che gli organi di informazione hanno sottolineato una serie di punti, li ricordo.

Emerge in sintesi che nel triennio considerato c’è una sostanziale tenuta dell’economia valdostana tanto che, se prescindiamo dalla mortalità delle imprese agricole, che è dovuta ad altri fattori non legati al tunnel, si registra addirittura un aumento delle imprese attive in Valle d’Aosta di quasi il 3 percento.

Le aziende manifatturiere mantengono il loro lieve trend di crescita, è un trend lieve probabilmente perché non hanno potuto usufruire forse della fase congiunturale espansiva che si è manifestata nel corso del 2000. Il settore delle costruzioni è cresciuto molto con una percentuale alta del 6 percento. C’è un numero di alberghi e ristoranti attivi in Valle d’Aosta nel periodo 1997-2000 che è rimasto immutato, ma il settore commerciale è in diminuzione probabilmente anche perché si inserisce in un trend negativo presente anche nel precedente triennio. Il settore turistico ha alcune oscillazioni, mentre il numero dell’insieme delle altre imprese è in forte crescita.

Vediamo anche che sono aumentate le entrate dovute alla compartecipazione di tributi erariali e, non ultimo, ricorderei anche che nelle vicinanze del tunnel, a Courmayeur e a Morgex, si è registrato un notevole miglioramento della qualità dell’aria: il monossido di azoto è diminuito del 50 percento.

Non sto a fare tutto l’elenco dei dati perché bisognerebbe rileggere il rapporto. Rispetto a questa situazione siamo interessati a conoscere il parere della Giunta; vorrei che fosse chiaro anzitutto che siamo favorevoli all’apertura il più presto possibile del tunnel in modo che possa riprendere il passaggio di autovetture e di mezzi di trasporto leggeri, il dissenso semmai è sul traffico pesante.

Non sto qui a rileggere le domande dell'interpellanza: in sintesi si vuole conoscere il parere della Giunta su questo rapporto e anche se alcuni dei dati saranno utilizzati nel momento in cui verranno definite le linee strategiche per lo sviluppo economico della Valle ed eventualmente se ci sono dati in questo senso, quali dati saranno utilizzati e in quale direzione.

PresidenteLa parola al Presidente della Regione, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)Nous avons bien évidemment analysé avec la plus grande attention les résultats de l’étude menée par Centro Sviluppo. Il nous semble qu’ils confirment les résultats et les tendances relevées par l’unité de suivi dès le mois de novembre 2000. Nous pourrions dire en synthèse que l’économie valdôtaine a réagi de manière exemplaire aux difficultés créées par la fermeture du Tunnel du Mont-Blanc, ce qui ne signifie pas que l’interruption de la circulation internationale avec la France ait généré une amélioration de notre économie.

Certes, même si l’impact de cette tragédie a été moins violent que certaines études, réalisées immédiatement après les faits, ne l’avaient laissé présager, il n’en a pas moins été sensible au point que nous n’avons pas pu recueillir les fruits de la conjoncture favorable de l’année 2000.

D’autre part, pour ce qui est des données relatives aux entreprises actives en Vallée d’Aoste, dont fait état l’interpellation, le rapport Interreg également est très clair: la fermeture du tunnel ne semble pas avoir eu de retombées à court terme sur les entreprises existantes, mais la phase d’expansion économique qui s’est manifestée en 2000 n’a cependant pas eu d’effets positifs en termes de naissance d’entreprises.

De même, pour ce qui est des impôts, il faut considérer que si le résultat a été particulièrement positif en tant que perception de ces impôts, notamment de l’impôt sur le revenu, et je cite toujours le rapport Interreg, il faut considérer qu’il y a eu une recette extraordinaire due au fait qu’on a encaissé les revenus qui sont dus à l’article 6. Donc on ne peut pas simplement venir dire ici: "Nous avons augmenté de 3 pour cent les recettes sans dire aussi qu’il y a une centaine de milliards qui sont une recette "una tantum", car nous avons récupéré les arriérées de l’article 6 de la loi n° 690/1981".

Les études auxquelles je me réfère, celles rappelées par l’interpellation, prévoyaient une réduction du produit intérieur brut régional pour l’année 1999 de l’ordre de 7,2 à 9,8 pour cent, soit une fourchette de 400 à 500 milliards de lires.

L’unité de suivi, qui avait été mise en place par le Gouvernement valdôtain, avait toutefois déjà revu ces prévisions à la baisse et estimé la perte de valeur ajoutée au titre de l’année 1999 à environ 3,7 pour cent, ce qui correspond à 183 milliards de lires.

Comme je l’ai précisé devant cette même Assemblée le 24 janvier dernier, l’analyse des données définitives a permis d’établir que pour la Vallée d’Aoste la perte de valeur ajoutée au titre de 1999 avait été de 133 milliards de lires et que cette même donnée devrait se chiffrer à 158 milliards de lires pour 2000. Mais là une remarque s’impose également: s’il est vrai que nous pouvons dire que les résultats ont été moins négatifs que les prévisions, tout de même nous nous trouvons face à des résultats négatifs car nous avons toujours une perte en termes de produit intérieur brut.

Or, compte tenu du fait que seules les données définitives peuvent permettre d’apprécier l’écart entre l’estimation et la réalité, il est déjà évident que l’année 2000 s’est avérée plus favorable que prévu pour deux raisons fondamentales qui sont à mon avis étroitement liées: il y a eu d’une part cette conjoncture favorable, dont nous avons déjà parlé, mais d’autre part également les actions, les activités, les stratégies et les interventions appliquées par les acteurs valdôtains tous confondus et donc également par l’Administration régionale.

Mais cet état de choses est d’ailleurs confirmé - je fais référence à une autorité qui est au-dessus de tout soupçon - par la Banque d’Italie qui, dans son rapport sur l’évolution de l’économie valdôtaine en 2000, souligne en effet qu’à part le ralentissement dû à l’inondation de l’automne dernier, la Vallée d’Aoste a bénéficié de la reprise des marchés.

Ce même rapport indique aussi que les entreprises industrielles ont déjà investi, afin d’améliorer leur capacité de production, vraisemblablement dans l’intention de bénéficier dès que possible des effets de la réouverture du tunnel.

En ce qui concerne les autres domaines, la Banque d’Italie souligne encore que la Vallée d’Aoste a ressenti en 2000 comme en 1999 les effets de la fermeture du tunnel, notamment pour ce qui est du commerce de détail où l’on a enregistré une baisse de 2,4 pour cent du nombre d'emplois et de 1 pour cent du nombre d'entreprises actives. Pour ce qui est des transports, mais là la donnée est évidente, les transits ont diminué de 28,4 pour cent par rapport à 1999 soit une chute de 60 pour cent par rapport aux valeurs enregistrées en 1998.

En matière de tourisme, le rapport Interreg et celui de la Banque d’Italie relèvent une nouvelle réduction par rapport à 1999 du nombre des arrivées (moins 2,3 pour cent) et des nuitées (moins 0,2 pour cent) en dépit des initiatives mises en ?uvre par les acteurs de ce secteur et des signes de reprise du tourisme de montagne dans le reste d’Italie.

Enfin, si l’on examine les facteurs qui ont permis à l’économie valdôtaine de résister, je tiens à rappeler encore une fois le rôle joué par l’Administration régionale qui a pris des mesures dès la fermeture du tunnel et qui, plus tard, a lancé des actions de soutien économique.

Le secteur du bâtiment - vous l’avez cité - a eu une évolution de 17,2 pour cent, mais là il faut considérer que certains marchés publics ont été nécessaires, mais sont la conséquence de l’inondation de l’année dernière, donc cette donnée, à mon avis, ne peut être prise en considération.

Il est donc bien évident, sur la base de ces considérations et pour terminer en répondant à la dernière question posée, que nous tiendrons compte des données du rapport Interreg, mais aussi nous tiendrons compte des propositions et des indications des acteurs économiques lorsque nous définirons les actions de l’Administration régionale en matière économique.

Au mois de décembre nous discuterons du budget, donc ce sera une occasion importante pour vérifier ces décisions, surtout que nous devons tenir compte de la réouverture du Tunnel du Mont-Blanc et des possibilités de reprise. Là on disait que se profilaient à l’horizon 2002 (car nous n’avons pas encore eu la possibilité de les vérifier pleinement), les conséquences des actes de terrorisme du 11 septembre dernier. Le Gouverneur de la Banque des Etats-Unis aujourd’hui a commencé à parler de récession aux Etats-Unis et donc nous ne savons pas quelle sera la conjoncture économique. En tout cas notre volonté est de prévoir les mesures susceptibles à aider les différents secteurs économiques valdôtains dans leurs activités en nous basant sur la réouverture du Tunnel du Mont-Blanc.

PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)Solo per fare un'osservazione su un dato. Qui non voglio riprendere uno ad uno i dati che lei ha elencato come d’altra parte non ho fatto io nella mia presentazione, ma su questo mi sembrava importante intervenire perché era il più significativo. Lei ha parlato di un incremento dei tributi erariali dovuto all’applicazione dell’articolo 6 della legge, però sempre il rapporto che abbiamo sottomano dice che se noi depuriamo il dato generale dell’IRPEF da tali nuove entrate dell’articolo 6, l’incremento del 1999 è dello 0,53 percento, quindi c’è ugualmente un incremento, se depurato dall’incremento dell’articolo 6. Questa è un'annotazione, non siamo neanche in un simposio in cui si dibatte di tutti i vari dati disponibili.

Abbiamo posto questa interpellanza anche per capire quali riflessioni aveva fatto la Giunta su questi elementi, "riflessioni che dovranno poi essere concordate con gli attori economici" dice giustamente il Presidente e io ricordo che queste riflessioni dovrebbero essere condotte anche all’interno del Patto dello sviluppo di cui tutti parlano, ma che incontra difficoltà a realizzarsi in concreto.

È vero che l’economia valdostana ha reagito bene, grazie anche a tutta una serie di aiuti regionali che hanno reso l'impatto meno violento. È anche vero che le cose che ci diciamo, le diciamo un po' fra parentesi, prescindendo per un momento dagli eventi che purtroppo sono successi l’11 settembre e che probabilmente dovranno coinvolgere tutta l’attività di programmazione.

In questo momento prescindiamo da questi dati, altrimenti avremmo dovuto fare un discorso totalmente diverso sia nell'interpellanza sia nella risposta. Mi sembra però di poter sottolineare alcuni aspetti che ritengo interessanti: innanzi tutto l’economia valdostana nel suo insieme non dipende in modo così determinante dal traffico del tunnel, in particolare dal passaggio dei TIR, dal traffico pesante.

I dati del rapporto ci portano a dire che l’apertura il più presto possibile del tunnel ai soli mezzi leggeri potrebbe forse dare una serie di risposte alle difficoltà che ha avuto in alcuni settori l’economia valdostana, in particolare nel settore turistico-alberghiero nel settore del commercio, che sono i due settori che hanno risentito maggiormente della mancanza di passaggio di persone, non di TIR. Quindi se si aprisse in tempi brevi il Traforo del Monte Bianco, e se fosse di nuovo fluido il passaggio delle persone, dei turisti, del traffico commerciale leggero, credo che daremmo una risposta a quelli che sono i due settori più in crisi in questo momento: quello turistico e quello commerciale.

Il passaggio dei TIR sembra non essere così collegato con il quadro economico, come emerge non solo da questo rapporto, ma anche dagli altri dati che il Presidente ci ha fornito. Anzi probabilmente l'assenza di TIR consentirebbe di mantenere la qualità dell’aria migliore, costituendo così un incentivo anche al turismo. Ricordiamo che, se è vero che anche nei momenti di maggior traffico l’inquinamento non superava mai i limiti imposti dalla legge, è pur vero che tali limiti sono poi gli stessi che valgono nelle metropoli, nei centri industriali come a Courmayeur o a Morgex. Ora noi non possiamo porci allo stesso livello delle metropoli, ma dovremmo operare perché il limite di inquinamento dell’aria nelle nostre vallate sia decisamente più basso. Si è verificato che il monossido di azoto, come ricorda il rapporto, è diminuito del 50 percento in questi due anni.

Credo che tutti coloro che questa estate hanno avuto modo di camminare lungo la valle principale abbiano potuto vedere come questa sia libera da smog; se ripartiranno di nuovo a tamburo battente anche tutti i TIR come prima, ci troveremo di nuovo ad avere questa nebbiolina che non è solo antiestetica, ma è soprattutto inquinante. L’analisi comparata dei vari settori economici ha fatto emergere paradossalmente qual è il settore veramente in crisi ed è il settore agricolo.

Questo è il dato drammatico che emerge da questo rapporto, nel senso che è nel settore agricolo che abbiamo una variazione di meno 15 percento di aziende che è il calo percentuale corrispondente a meno 545 aziende. E sicuramente l'andamento del settore agricolo non è in relazione alla chiusura o all’apertura del Tunnel del Monte Bianco, soprattutto al passaggio dei TIR.

Mi sembra, guardando in prospettiva i dati che sono stati presentati e anche le giustificazioni che sono state apportate di fronte a certe scelte economiche, che la tragedia del Monte Bianco a volte ha fatto da paravento ad alcune difficoltà di tipo finanziario che non hanno una dipendenza diretta da questo traffico ma, proprio perché stiamo andando in un periodo in cui sempre meno avremo ingenti risorse finanziarie su cui contare, la tragedia del Monte Bianco è stata politicamente utilizzata in alcuni casi proprio per giustificare scelte economiche dovute ad altre esigenze.

Per cui sorge una domanda e questa domanda credo che molti se la siano posta, noi la porremo ancora e se ci saranno delle occasioni in cui la Giunta vorrà rispondere a questa domanda saremo contenti: mi chiedo se la richiesta del passaggio dei TIR risponda a reali interessi della Valle e a quali interessi risponda. A noi sembra che non risponda certamente agli interessi della Valle nel suo insieme, né del suo sviluppo economico né della salute dei suoi abitanti.

Si dà atto che, dalle ore 12,33, riassume la presidenza il Presidente Louvin.