Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2194 del 19 settembre 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2194/XI Determinazioni in merito alla sostituzione dell’impianto funiviario Dolonne-Plan Checrouit. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che il Tribunale Amministrativo regionale della Valle d’Aosta ha annullato, con sentenza del 10 aprile u.s., la deliberazione della Giunta regionale n. 3223/2000 relativa alla valutazione positiva condizionata sulla compatibilità ambientale del progetto di sostituzione della telecabina Dolonne-Plan Checrouit nel Comune di Courmayeur;

- che la sentenza in oggetto comporta la revisione complessiva del progetto di realizzazione dell’impianto;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere quali determinazioni intende assumere in merito a quanto esposto in premessa.

F.to: Tibaldi - Lattanzi - Frassy

PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI)Il futuro di Courmayeur è sempre stato legato allo sviluppo dei comprensori sciistici e dei domaines skiables che fanno parte del suo territorio. Abbiamo parlato prima della pausa estiva, a luglio, della ristrutturazione e innovazione dell’impianto del Monte Bianco nel tratto che da La Palud conduce, fino a Punta Helbronner e che dovrà essere rivisto prima della scadenza della concessione, e naturalmente è importante parlare oggi di un altro impianto di risalita, o di "arroccamento" come qui viene definito, che è la telecabina Dolonne-Plan Checrouit.

L’Assessore conosce bene la vicenda, d’altronde è stato partecipe della decisione della Giunta regionale del 25 settembre dello scorso anno, che è stata poi impugnata e che il TAR, accogliendo l’impugnazione, ne ha annullato completamente l’efficacia. Questa decisione della Giunta regionale è stata presa sulla base di una domanda presentata il 18 aprile dello scorso anno dalla società Courmayeur Mont-Blanc Funivie S.p.A., domanda che era rivolta ad ottenere la valutazione dell’impatto ambientale del progetto del nuovo impianto di arroccamento al domaine skiable di Courmayeur, e consisteva nella realizzazione della telecabina Dolonne-Plan Checrouit.

La decisione della Giunta regionale è stata presa nonostante la procedura fosse piuttosto complessa e difficoltosa, caratterizzata da una serie di pareri negativi e di considerazioni di perplessità formulate dai diversi servizi dell’Amministrazione regionale. Segnaliamo in particolare il parere negativo del Servizio di cartografia e assetto idrogeologico dell’Assessorato del territorio per quanto riguarda gli aspetti geomorfologici e geodinamici.

Nei molteplici passaggi si affermava che dagli elaborati progettuali presentati emergeva chiaramente la volontà di una futura espansione del comprensorio sciistico nelle zone di Arp e Arpetta. Per quanto attiene il vincolo paesaggistico del servizio tutela del paesaggio, c’è poi il parere dell’Assessorato all’istruzione e cultura, dove si sollevano alcune perplessità sulla soluzione progettuale che era stata presentata, riferite in particolare al sovraccarico volumetrico della stazione di partenza. Si sottolineavano anche alcune richieste, quale la necessità di un parcheggio completamente interrato, l'individuazione di ulteriori modalità per il recupero ambientale, e si dichiarava, sempre nello stesso parere, di restare in attesa di una nuova soluzione da valutare, che tenesse conto delle richieste per poter esprimere un giudizio definitivo. Non si trattava dunque di parere negativo, era però connotato da profonde perplessità.

Il parere espresso dal Corpo forestale valdostano, per quanto attiene al vincolo idrogeologico, sollevava anch’esso numerose perplessità, come anche il parere espresso dal Servizio infrastrutture funiviarie e piste di sci presso l’Assessorato regionale del turismo che individuava alcune correzioni da apportare sotto il profilo tecnico e un completamento del progetto.

C’è poi stato un parere, il cui diniego è stato di fondamentale importanza, perlomeno per quanto riguarda l’aspetto giurisdizionale, oggetto di questa interpellanza, che è il parere espresso dal Comitato tecnico dell’ambiente, intervenuto in due tempi: un primo del 9 agosto 2000, è un parere negativo, ove si afferma che il progetto debba essere rivisto completamente ridimensionando l’impianto per soddisfare le attuali necessità del comprensorio sciistico, e suggerisce in particolare alcune alternative tecniche. Ad una richiesta di riesame, formulata dall’Assessore Vallet, perviene un secondo parere negativo del Comitato tecnico per l’ambiente, dove vengono ribadite le considerazioni espresse nel parere iniziale.

Lo stesso parere del Corpo forestale valdostano è fortemente condizionato, prendendo atto della circostanza che la realizzazione della telecabina non comporta nell’immediato futuro una conseguente espansione del comprensorio sciistico, pur avendo delle dimensioni di un certo rilievo. Perviene peraltro un secondo parere negativo del Servizio cartografia e assetto idrogeologico presso l’Assessorato del territorio il 13 settembre 2000, cioè poco prima dell’adozione della delibera impugnata e poi annullata, parere che, con ampia motivazione, ribadisce la precedente posizione negativa.

Al termine di questa complessa procedura la Giunta regionale, pur sapendo di muoversi in una sorta di campo minato, adotta la delibera ed esprime una valutazione positiva sulla compatibilità ambientale del progetto, condizionandola all’osservanza di una serie di precetti. L’atto di Giunta viene impugnato e i ricorrenti ottengono la ragione da parte del Tribunale amministrativo.

Sostanzialmente la Giunta, si legge in alcuni passaggi della sentenza, al momento dell’adozione della delibera impugnata non disponeva di tutti gli elementi necessari per valutare compiutamente la compatibilità ambientale del progetto e non avrebbe dovuto esprimere una valutazione positiva, seppure condizionata, in presenza di numerosi pareri negativi. Anche perché la valutazione positiva condizionata è stata individuata dall’organo giurisdizionale come una formula per eludere in realtà dei precetti normativi, quali sono quelli previsti dalla legge n. 14/1999 in materia di vincolo idrogeologico e di vincolo paesaggistico che stabiliscono determinati procedimenti e quindi l’osservanza di norme che sono precise e vincolanti. Questa sentenza viene pronunciata il 10 aprile scorso e viene depositata in segreteria il 18 luglio; il Tribunale amministrativo quindi annulla questa delibera di Giunta.

Alla luce di queste vicende che ho sintetizzato si chiede, con l’interpellanza, quali sono le determinazioni che la Giunta intende ora adottare: se intende resistere in giudizio ricorrendo al Consiglio di Stato avverso questa pronuncia dell’organo giurisdizionale di primo grado; se intende rivedere il progetto; se intende abbandonare l’ipotesi progettuale completamente. Riteniamo importante conoscere le determinazioni dell’organo esecutivo, anche perché, sulla base di quanto scritto nella delibera del 25 settembre, la Giunta ha sostenuto con convinzione i suoi teoremi, superando, scavalcando e calpestando tutta una serie di pareri e di dettami che in realtà erano di segno opposto. Ecco quindi qual è lo scopo di questa interpellanza: conoscere la volontà politica della Giunta in merito al progetto di telecabina Dolonne-Courmayeur, che ora rimane in mezzo al guado.

PresidenteLa parola all’Assessore al territorio, ambiente e opere pubbliche, Vallet.

Vallet (UV)Per fare una piccolissima premessa, a commento del secondo capoverso delle premesse dell'interpellanza, dicendo che la sentenza del TAR non comporta di per sé la revisione complessiva del progetto: la sentenza del TAR si esprime sulla legittimità di una procedura che lo stesso tribunale ha giudicato illegittima, fondando il proprio parere sul fatto che la Giunta non avrebbe dovuto esprimersi in presenza di pareri che non sono positivi e definitivi, evidentemente riferendosi a quelli che sono i pareri vincolanti, perché questo prevede la legge in relazione ai pareri espressi dal Servizio tutela del paesaggio e per quanto riguarda il vincolo idrogeologico.

Peraltro, prendendo anche un piccolo abbaglio, nel senso che non è il parere del Servizio cartografia il parere vincolante per quanto riguarda il vincolo idrogeologico, come sostenuto nella sentenza del TAR, ma il parere del Corpo forestale valdostano. Comunque, in questa sede, non è questo che ci interessa; quello che voglio dire è che il TAR non si è espresso nel merito del progetto e neanche avrebbe potuto farlo. Per quanto riguarda le decisioni che la Giunta regionale intende adottare in relazione a questa sentenza, la Giunta regionale non ricorrerà al Consiglio di Stato avverso la sentenza, perché la valutazione che abbiamo fatto, insieme al Comune di Courmayeur e alla Società, è che per quanto riguarda i tempi - e qui i tempi non sono un aspetto secondario se il problema è cercare di dare una risposta in termini positivi alla realizzazione di un impianto di arroccamento al comprensorio sciistico di Courmayeur - avremmo fatto prima presentando un nuovo progetto alla valutazione del V.I.A. Perché questo? Perché da quel 25 settembre 2000, data della deliberazione di Giunta che è stata poi annullata, alla sentenza che è stata depositata il 18 luglio scorso sono passati dieci mesi, e in questi dieci mesi sia la Società, sia il Comune di Courmayeur non sono rimasti inerti.

La Società, per conto suo, ha provveduto a revisionare il progetto sulla base delle condizioni che erano state poste dai vari servizi, per poter esprimere un parere favorevole. Le soluzioni sono state definite e concordate con tutti i servizi dell’Amministrazione regionale e quindi oggi la Società dispone di un progetto che - almeno sulla carta - non dovrebbe incontrare maggiori ostacoli perché ha risposto a tutte le problematiche che erano state a suo tempo evidenziate, ridimensionandolo e rispondendo alle problematiche evidenziate. Per quanto sappiamo, quindi, l’intenzione della Società è quella di ripresentare il progetto, così come rivisto, ad una nuova valutazione di impatto ambientale.

Per quanto riguarda la posizione della Giunta rispetto alle scelte operate dalla Società e dal Comune di Courmayeur, credo di dover ripetere molto sinteticamente quanto già abbiamo avuto modo di dire sia io, sia l’Assessore Lavoyer, rispondendo diverse volte in quest’aula, e cioè: l’atteggiamento della Giunta è sempre quello di totale e completo rispetto delle decisioni prese dall’organo elettivo del Comune di Courmayeur e, quindi, dal Consiglio comunale di Courmayeur e non abbiamo certo intenzione di cambiare idea.

Devo aggiungere, concludendo, che ci risulta essere in corso da parte del Comune di Courmayeur la definizione delle procedure e la predisposizione degli elaborati per la definizione dell’accordo di programma necessario a risolvere le problematiche di natura urbanistica. La Società ha deciso di ripresentare il nuovo progetto al V.I.A. e, per quanto ci riguarda, nulla è cambiato rispetto a quanto deliberato dalla Giunta nel maggio 2000, attribuendo i finanziamenti necessari, cioè un contributo e un mutuo rispettivamente di 7.940 milioni, uno e l’altro, per la realizzazione dell’impianto di arroccamento al comprensorio dello Checrouit. Questi finanziamenti sono a tutt’oggi disponibili.

PresidenteLa parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI)Per una breve replica. Concordando sul fatto che il TAR possa pronunciarsi solo sotto l’aspetto della legittimità, in quanto non è un organo amministrativo bensì giurisdizionale, prendiamo atto del fatto che la Giunta ha deciso di non ricorrere al Consiglio di Stato e quindi di intraprendere la via della ripresentazione, concordemente con la società Courmayeur Mont-Blanc Funivie e con il Comune, di un progetto ridimensionato, rivisto secondo i dettami a sua volta espressi dai servizi dell’Amministrazione regionale.

L’Assessore ha solamente sfiorato, l'unica nota dolente: il tempo è trascorso, come pure il denaro è stato buttato via; purtroppo sottolineiamo all’Assessore che tempo e denaro sono stati sprecati via per eccessiva testardaggine della Giunta, di Voi che avete perseverato in una scelta che era già minata o, meglio, compromessa da una serie di pareri tecnici vincolanti, supportati da canoni legislativi che inficiavano l'ordinamento amministrativo e politico della vostra scelta. D'altronde lo vediamo anche in calce a questa pronuncia: le spese processuali e gli onorari legali di controparte, oltre che quelli propri, dovranno essere sostenuti dalla Regione!

Questa pervicacia nel voler continuare in una direzione che era comunque sbagliata, avrebbe potuto forse essere ragionevolmente vista e pensata al momento opportuno! Oggi ne prendiamo atto, vedremo quali saranno le impostazioni progettuali del nuovo elaborato, che deve ancora essere presentato dalla società Courmayeur, così come annunciato dall’Assessore, e quali saranno i contenuti. Per il resto, la ringrazio della risposta.

PresidenteLa seduta è tolta, si riprende alle ore 16 di questo pomeriggio.

La seduta termina alle ore 12,56.