Oggetto del Consiglio n. 2103 del 11 luglio 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2103/XI Criteri di valutazione delle compagnie teatrali operanti nella Regione in applicazione della l.r. 45/97. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la legge regionale n. 45/97, che detta disposizioni a favore dell’attività teatrale locale e che disciplina, tra l’altro, tempi, modalità e criteri per attribuire contributi alle Compagnie teatrali professionali;
Visti i criteri sulla base dei quali vengono esaminati i progetti delle Compagnie teatrali e viene definito il piano annuale di riparto dei contributi da erogare alle Compagnie professionali;
Preso atto che le delibere di Giunta n. 1111/98 e n. 4709/98, che definivano il piano di riparto dei contributi per gli anni 1997 e 1998, sono state annullate dalla sentenza del Tribunale Amministrativo della Valle d’Aosta che si è pronunciato in seguito al ricorso di una Compagnia teatrale;
Preso atto che, secondo il T.A.R., i criteri seguiti per determinare i finanziamenti, ed in particolare i criteri riguardanti i risultati artistici raggiunti dalle Compagnie teatrali, non erano sufficientemente motivati e trasparenti;
Visto che anche l’applicazione della delibera di Giunta n. 3783/99, con la quale venivano definiti i contributi alle Compagnie teatrali professionali per l’anno 1999, è stata sospesa con D.G. n. 2076 del 26 giugno 2000, in quanto si era in presenza di un altro ricorso analogo ai precedenti che hanno determinato la sentenza del TAR;
Appurato che per gli anni 1997, 1998, 1999, le Compagnie teatrali hanno ricevuto finora solo degli acconti;
Preso atto che non sono stati neppure erogati i contributi relativi alle attività svolte nell’anno 2000 né è stata ancora data una risposta alle richieste di contributo presentate dalle Compagnie professionali per l’anno 2001;
Ricordato che la suddetta legge regionale era finalizzata proprio a definire regole e comportamenti chiari per dare certezza a chi opera nell’ambito dello spettacolo;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interpellano
l’Assessore competente per sapere:
1) da chi, e in base a quale modalità, vengono fissati i criteri di valutazione delle Compagnie teatrali;
2) se, e come, l’Assessore, intenda procedere, per risolvere la situazione che si è venuta a creare in seguito alle sentenze del TAR della Valle d’Aosta;
3) se, e quando, si pensa di erogare alle Compagnie teatrali professionali i contributi loro spettanti e sulla base di quali criteri.
F.to: Squarzino Secondina - Curtaz - Beneforti
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU)Questa volta abbiamo un nuovo soggetto all’ordine del giorno della discussione.
Nel 1997 con la legge regionale n. 45, che detta disposizioni a favore dell’attività teatrale locale, si era cercato di mettere un po' di ordine e di chiarezza nel mondo artistico con il quale era difficile dialogare e definire modalità, tempi, entità dei contributi. È una legge che ha, a mio avviso, fra i tanti vantaggi, quello di chiarire bene che ci sono dei contributi che vanno riservati per le compagnie professionali. Si tratta infatti di persone che vivono di questo mestiere, che mettono il loro tempo, la loro energia, la loro creatività per allestire degli spettacoli che vengono distribuiti, rappresentati in Valle d’Aosta o anche fuori. Credo pertanto che sia opportuno sostenere finanziariamente questo tipo di attività. Ricordo che nessuna attività teatrale in tutta Italia vive per conto proprio ma necessita di proventi e di aiuti dell’ente pubblico, che considera importante questo tipo di settore culturale.
Nel momento in cui questa legge è stata applicata sono iniziati probabilmente alcuni problemi. La legge prevede che ci sia una commissione che sulla base delle domande fa una proposta di riparto dei contributi indicando anche alcuni criteri. Il primo piano di riparto per il 1997, che era stato fatto dalla Regione, ha dato origine ad un ricorso: c’è stata una compagnia teatrale che è ricorsa contro questo piano di riparto e il TAR ha dato ragione a questa compagnia, dichiarando che la delibera con cui veniva definito il riparto dei fondo doveva essere annullata.
Le motivazioni con cui il TAR procede all’annullamento della delibera sono abbastanza precise, dice che nella delibera non è stata data adeguata contezza delle concrete modalità applicative dei criteri, che si doveva tenere in conto e apprezzare in modo particolare l’utilizzo di elementi locali, le valutazioni relative ai risultati artistici raggiunti dalla compagnia, invece sembra che fra i criteri adottati che hanno avuto un rilievo particolare ci fossero i disavanzi delle varie compagnie per cui il TAR dice: "? I criteri adottati si discostano in larghissima misura da quelli fissati dalla legge donde l’illegittimità dell’operato regionale?". Qui parlo di una sentenza del TAR del 20 gennaio 2000 che annulla la delibera per il riparto dei finanziamenti per il 1997.
Viene nel frattempo presentato il secondo riparto per le attività teatrali del 1998. Anche questa delibera da adito ad un ricorso. Anche in questo caso il TAR si pronuncia a favore dei ricorrenti e quindi annulla la delibera.
Avviene poi il terzo riparto, per l'anno 1999. Anche in questo caso c’è il ricorso ma, a differenza degli anni precedenti, questa volta la Regione non aspetta la sentenza del TAR, ma interviene sospendendo la delibera.
È la stessa Giunta che si autocritica dicendo: "Ammettiamo che nel nostro piano di riparto del 1999 non abbiamo valutato in modo adeguato i risultati artistici raggiunti per cui a questo punto, visto che le motivazioni non sono sufficientemente trasparenti e manifeste, riteniamo opportuno sospendere la delibera già formulata per cui si sospende la formulazione del piano del 1999".
I piani di riparto per il 2000 e per il 2001 sono ancora da definire, almeno questo è quanto risulta a me a marzo del 2001.
Siamo di fronte ad una situazione che è perlomeno strana: i piani di reparto del 1997 e del 1998 sono contestati, e la delibera è sospesa dal TAR; il piano 1999 è contestato, ed è la Regione stessa che sospende la delibera; mancano elementi per il 2000-2001.
C’è qualcosa che non va nella definizione dei criteri, nella trasparenza delle decisioni, nella procedura seguita.
A gennaio di quest’anno esprimo un interesse per avere delle informazioni al riguardo, a marzo mi viene risposto che la Giunta ha deciso di nominare un consulente che prenda in mano tutta la questione. Alla data del 7 marzo il consulente non ha ancora dato il suo responso per cui non c’è ancora nessuna notizia precisa.
Il 28 giugno presento un'interpellanza per sapere a che punto è la situazione, visto che non ho più avuto notizie e il 9 luglio, pochi giorni dopo, la Giunta delibera relativamente agli impegni teatrali per il 1997-1998-1999 riconfermando il piano precedentemente deliberato e annullato dal TAR.
Quest’ultimo elemento è nuovo rispetto alla situazione illustrata nell'interpellanza, al momento in cui è stata predisposta l’interpellanza, comunque le domande di fondo rimangono sostanzialmente valide e cioè qui si vorrebbe capire:
- primo "da chi, in base a quale modalità sono fissati i criteri di valutazione delle compagnie teatrali" perché è proprio su questo che c’è il problema fondamentale nel cui merito è entrato il TAR;
- secondo: "come l’Assessore intenda procedere per risolvere la situazione che si è venuta a creare in seguito alla sentenza del TAR" e mi pare che la risposta siano state le tre delibere adottate lunedì scorso, però non è una risposta chiara per cui sarei interessata a conoscere l’intento politico dell’Assessore;
- infine: "quando, e se, si erogheranno alle compagnie teatrali professionali i contributi che loro aspettano e in base a quali criteri".
PresidenteLa parola all’Assessore all’educazione e cultura, Pastoret.
Pastoret (UV)Un contentieux est en cours entre l’Administration régionale et une compagnie de théâtre professionnelle portant sur le partage des contributions à l’appui de l’activité de théâtre professionnelle locale. Le plan de répartition pour les années 1997-1998 avait été approuvé par les délibérations du Gouvernement régional n° 1.111 du 6 avril 1998 et n° 4.709 du 21 décembre 1998 qui ont été annulées par les jugements du TAR n° 59/2000 et n° 60/2000 dans les limites des contributions accordées aux compagnies professionnelles.
Les jugements susmentionnés ont relevé le défaut de motivation ainsi que la non application des critères, notamment à l’article 7 de la loi régionale 19 décembre 1997 n° 45, coûts du personnel artistique et technique, coûts de production, préparation, circulation et gestion, utilisation d’éléments locaux, évaluation des résultats artistiques atteints par les compagnies. En réalité la commission compétente avait pris en considération de tels éléments pour la répartition des fonds, mais elle ne les a pas explicités dans le procès-verbal; en ce qui concerne l’évaluation artistique elle les a explicités, mais d’une façon retenue insuffisante de la part de l’organe de jugement.
En tout état de cause, cependant, quant à quelques éléments qui sont contenus dans les prémisses, il faut remarquer que les financements pour les années 1997 et 1998, contrairement donc à ce qui a été indiqué par la collègue Squarzino, ont déjà entièrement été affectés puisque les délibérations ont été annulées par le TAR lorsque l’activité des compagnies dans les années en question était désormais depuis longtemps terminée et avait déjà fait l’objet des comptes-rendus.
Au contraire, en ce qui concerne l’année 1999, en considération de la démission de la part du TAR des précédents recours, il est paru opportun au Gouvernement régional de suspendre par la disposition n° 2.076 du 26 juin 2000 l’application de la délibération qui approuvait le plan de répartition pour l’année 1999 et de considérer ce qui avait déjà été réglé à titre d’acompte en demandant en même temps à la commission de redéfinir le plan.
A la suite de ces prémisses et en relation aux requêtes spécifiques de l’interpellation, je vais essayer de donner les réponses.
Quant à la première question: "da chi, e in base a quale modalità, vengono fissati i criteri di valutazione delle Compagnie teatrali", les paramètres et les critères sur la base desquels est prédisposé le plan de répartition des contributions sont fixés par l’article 7 de la loi régionale 19 décembre 1997 n° 45; le deuxième alinéa établit que les contributions sont déterminées sur la base de la documentation qui illustre les activités programmées dans l’année et précisément la mise en scène, les interprètes, les collaborations artistiques, le nombre des répliques prévues compte tenu surtout des coûts du personnel artistique et technique, des coûts de production, de préparation, de circulation, de gestion, de l’utilisation d’éléments locaux et de l’évaluation des résultats artistiques atteints par les compagnies.
Les considérations et les évaluations de l’activité réalisée par les compagnies les années précédentes et des résultats artistiques atteints sont exprimées par la commission compétente, chargée aux termes de l’article 10 de la loi régionale susmentionnée, compte tenu des présentations artistiques des programmes, de la documentation envoyée par les compagnies, critiques, programmes de salle et cetera et sur la base de la connaissance de l’activité jusque là effectuée par les différentes compagnies et par les directeurs artistiques respectifs et en outre, évidemment, par la vision des spectacles.
La loi régionale n° 45 a introduit comme nouveau critère celui de l’évaluation de la qualité artistique, évaluation qui revient à une commission formée par le Dirigeant responsable du service, incluant le représentant de l’AGIS (Association générale italienne pour le spectacle), M. Roberto Morano, et de deux importants experts qui, en considération de leurs compétences spécifiques et prouvées en matière de théâtre, garantissent de façon pertinente l’évaluation de la qualité artistique, il s'agit là de M. Guido Davico Bonino, critique littéraire, professeur d’histoire et du théâtre à la Faculté de lettre et philosophie de l’Université des études de Turin, déjà membre de la Commission de consultation pour le théâtre constituée auprès du Département pour le spectacle, collaborateur depuis des années des éditions Einaudi et tout récemment nommé Directeur de l’Institut italien de la culture à Paris et Tsvi Hercberg, déjà Conseiller pour le théâtre à la Drac (Direction régionale des affaires culturelles) de la Région Rhône Alpes et actuellement Responsable de la Direction de la musique, de la danse, du théâtre et du spectacle auprès du Ministère de la culture et de la communication de Paris.
Ce sont là les personnes qui portent le jugement sur le plan d’activité et non pas le Gouvernement parce que vous avez dit, Madame: "La Giunta fa autocritica", mais le Gouvernement assume des actes sur la base des avis qui sont fournis par la commission.
Quant à la deuxième question: "se, e come, l’Assessore, intenda procedere, per risolvere la situazione che si è venuta a creare in seguito alle sentenze del TAR della Valle d’Aosta", en considération du contentieux en cours depuis plusieurs années entre l’Administration régionale et cette compagnie théâtrale professionnelle ainsi que de la grave situation d’incertitude qui s’est créée à la suite des jugements du TAR, le Gouvernement régional a confié au Professeur Giuseppe Ferrari de Pavia une consultation juridique relative entre autres aux problématiques juridiques particulières liées au financement de l’activité théâtrale locale.
Après avoir pris acte des avis légaux exprimés par le Professeur Ferrari, la Commission du théâtre a donc été conduite, à l’occasion de la réunion qui a eu lieu le 4 mai dernier, à reformuler les plans de répartition des contributions aux compagnies professionnelles pour les années 1997-1998-1999, plans de répartition qui successivement ont été approuvés par délibération du Gouvernement lors de la séance du 9 juillet dernier.
Le Service activités culturelles va donc, sur la base de ces actes, pourvoir au plus tôt au paiement du solde des contributions de l’année 1999 sur la base des bilans présentés par les compagnies.
Quant à la troisième question: "se, e quando, si pensa di erogare alle Compagnie teatrali professionali i contributi loro spettanti e sulla base di quali criteri", à la suite des jugements du TAR n° 59/2000 et n° 60/2000, ont été notifiés à l’Administration régionale les actes relatifs d’injonction ainsi que les actes de sommation et de mise en demeure. Compte tenu en outre que la compagnie qui a recours a successivement présenté le recours d’observance à exécuter le susmentionné jugement avant le délai maximum de trente jours, la commission a dû donc tout d’abord reformuler les nouveaux plans de répartition précédemment annulés en différant donc l’examen des requêtes de contribution pour les années successives, donc années 2000 et 2001.
Maintenant cette partie est close, la prédisposition des plans de partage des financements pour les années 2000 et 2001 est cependant urgente et nécessaire, elle est prévue à l’ordre du jour de la prochaine réunion de la Commission du théâtre. Cette réunion avait déjà été convoquée pour les 12 et 13 juillet, mais je viens ce matin d’être informé de son report car le Professeur Davico Bonino a dû renvoyer cet engagement suite à une convocation urgente au Ministère du spectacle à Rome, convocation afférente à sa nouvelle charge en tant que Président de l’Institut italien de la culture à Paris.
Cependant on prévoit au cours de l’été de définir les réunions de la commission et le partage des fonds pour les années 2000 et 2001.
Les partages seront effectués, ainsi que précédemment affirmé, sur la base des critères indiqués à l’article 7 de la loi régionale n° 45/1997 compte tenu des évaluations exprimées et à la suite de la vision de quelques spectacles qui seront représentés par les compagnies professionnelles pour permettre à la commission d’évaluer les résultats des différentes activités.
PresidenteLa parola alla Consigliera Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Ho assistito a una presentazione ragionieristica dei fatti che sono avvenuti, non c’è un minimo accenno di valutazione politica eppure, a mio avviso, qui dal punto di vista politico ci sono alcuni elementi abbastanza preoccupanti.
Parlare di "qualche ritardo" nell’affrontare la questione è usare un eufemismo. Ricordo solo alcune date. Il TAR si pronuncia il 20 gennaio 2000, solo il 23 dicembre 2000, quindi un anno dopo, viene deciso di nominare un consulente per risolvere il problema. Sarà anche vero che, come dice sempre il Presidente della Giunta, bisogna cercare persone in cui uno ha fiducia, però credo che impiegare un anno intero per trovare la persona nella quale uno ha la confiance e che sia anche expert, mi sembrano tempi al quanto lunghi, biblici li potremo definire. Ripeto, un anno di tempo per trovare un consulente. Il consulente si esprime il 27 marzo, la commissione si riunisce il 4 maggio e soltanto il 9 luglio viene data risposta alle compagnie teatrali. A me sembra che la procedura non contempla tempi così biblici; ci deve essere qualcosa che non funziona in questo procedimento; non è possibile che occorra così tanto tempo per dare una risposta alle esigenze delle compagnie teatrali, ma soprattutto a quello che dice la legge.
A me sembra che il rimedio che è stato trovato con le tre delibere adottate lunedì 9 luglio scorso, sia peggiore del male, in quanto le delibere non tengono conto di quello che effettivamente è avvenuto. Le nuove delibere riprendono tal quale il piano di riparto dei contributi, quindi non si è fatto quello che avrebbe dovuto essere fatto: cioè se il piano di riparto dei contributi 1997-1998-1999 è stato annullato, questo va ritirato e se ne deve presentare un altro. Invece no, se ne ripresenta uno tale e quale, specificando le valutazioni dei risultati artistici aggiunge altri dati, per spiegare i motivi per cui si è giunti ad una certa valutazione. Ma proprio questo specificare il giudizio mette in luce una contraddizione di fondo fra le valutazioni artistiche e il contributo che viene dato. Questa è la "follia", questo è il carattere più negativo di queste delibere e quindi della scelta che è stata fatta. Faccio alcuni esempi.
Si dice di una compagnia, della quale chiaramente non faccio il nome, rispetto a questo spettacolo: "? Per quanto concerne la creatività artistica, la regia si rivela a tratti frammentaria, a tratti del tutto assente e la riscrittura scenica sembra priva di particolare rilievo e, per concludere, la recitazione dei singoli attori cede spesso ai più risaputi vezzi di maniera dei teatri dei ragazzi come nel frequente ricorso ai sovratoni del grido e dell’urlo?". Di fronte a questa valutazione artistica estremamente negativa vengono erogati 63 milioni, cifra che di per sé non dice niente, ma 63 milioni è un quinto delle somme erogate per le compagnie professionali e sono sei le compagnie professionali. Ora a questa compagnia con questi risultati si dà un quinto del budget. Allora non c’è una contraddizione fra le valutazioni espresse e poi i contributi che vengono erogati? Questa è la cosa che non va bene, forse i criteri prima non erano esplicitati; perché sarebbero emerse le contraddizioni; esplicitandoli le contraddizioni sono evidenti, ma queste contraddizioni pongono serie domande sull'uso del denaro pubblico.
Chiede pubblicamente conto perché a compagnie che sono state valutate così negative si dà un quinto dei contributi delle compagnie professionali.
Si dice ancora che una compagnia che lavora in ambito scolastico, ha un'importante valenza didattico-pedagogica, mentre risulta poco significativa dal punto di vista teatrale. Prendiamo atto che questa azione teatrale ha una valenza pedagogica, ma poi, assistendo allo spettacolo, cosa si vede? Che "? Il clima diventa così fortemente pedagogico?" leggo "? tanto più discutibile dal momento che erano degli adulti ad imporre il loro gioco teatrale ad un pubblico per età e per cultura impossibilitato a difendersene. I clichés si succedevano alle trovate orali e sceniche senza che i ragazzi potessero distanziarsene ed esercitare su di esse un giudizio critico?" e di queste iniziative è stato detto che hanno un’importante valenza didattico-pedagogica? E in base a questo vengono dati milioni di contributi?
Sono queste le cose, Assessore, che mi lasciano perplessa e che lasciano perplesse le persone che hanno avuto modo di vedere il tipo di scelte che è stato fatto. Questo, secondo noi, è molto grave ed è doppiamente grave perché questa è una legge che è stata fatta proprio perché voleva mettere chiarezza sui contributi alle compagnie teatrali.
L’Assessore deve assumersi le sue responsabilità rispetto a questa situazione, deve spiegare pubblicamente come vengono spesi i soldi pubblici.
Sono i soldi di tutti questi, non sono né dell’Assessore né di qualcun altro, sono soldi delle tasse, soldi che devono servire giustamente per gli spettacoli teatrali, ma che in base alla legge dovrebbero essere dati seguendo anche risultati artistici e invece c’è pochissimo o nessun rapporto diretto fra le valutazioni della compagnia e i soldi che vengono erogati. Certo che delibere simili possono essere impugnate perché chiunque prendesse una delibera come questa e vi avesse interesse può impugnarla tranquillamente di fronte al TAR.
A me sembra molto grave che qui si debba sempre dire: "È il TAR, è la giustizia che deve intervenire" per chiedere che ci sia una corretta amministrazione. Questo è grave, Assessore.
