Oggetto del Consiglio n. 51 del 14 febbraio 1977 - Verbale
OGGETTO N. 51/77 - INIZIATIVE PER EVITARE LO SMEMBRAMENTO DELLE ATTIVITÀ COGNE OPERANTI IN VALLE D'AOSTA E SITUAZIONE ATTUALE DEGLI IMPIANTI IDROELETTRICI DELLA COGNE STESSA. (Interpellanza dei Consiglieri Pollicini, Lanivi e Quey)
Il Vice Presidente CHABOD propone lo svolgimento della seguente interpellanza, presentata dai Consiglieri Pollicini, Lanivi e Quey, concernente l'oggetto: "Iniziative per evitare lo smembramento delle attività Cogne operanti in Valle d'Aosta e situazione attuale degli impianti idroelettrici della Cogne stessa", interpellanza trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza in corso:
"Ill.mo Signor PRESIDENTE
del Consiglio regionale
SEDE
I sottoscritti Consiglieri Democratici Popolari chiedono che sia inserita all'ordine del giorno della prossima seduta consiliare la seguente
INTERPELLANZA
Poiché circolano con insistenza, nell'ambiente "Cogne", voci secondo le quali l'EGAM avrebbe richiesto il pacchetto azionario della SADEA e della PANTOX per trasferirli ad altri enti di gestione, mentre altre voci allarmistiche si stanno diffondendo in conseguenza delle future scadenze delle concessioni degli impianti elettrici Cogne,
INTERPELLANO
il Presidente della Giunta per sapere:
1) se è al corrente di tali notizie e se ha preso gli opportuni contatti per verificarne la fondatezza;
2) in caso affermativo, quali iniziative il Governo regionale intende assumere per evitare lo smembramento delle attività COGNE operanti in Valle d'Aosta;
3) quale risulta essere la situazione attuale degli impianti idroelettrici della COGNE in ordine alla scadenza delle concessioni e ad un paventato trasferimento all'ENEL degli stessi impianti.
Aosta, 18 gennaio 1977
F.ti: A.Pollicini, I. Lanivi, C. Quey"
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Il Consigliere POLLICINI illustra ampiamente l'interpellanza esprimendo le preoccupazioni del Gruppo dei Democratici Popolari circa le voci, ormai confermate ufficialmente, del trasferimento del pacchetto azionario della SADEA dalla COGNE all'EGAM, trasferimento che va contro la logica dell'auspicato processo di verticalizzazione della produzione COGNE, perché la SADEA è l'unico esempio di produzione specializzata ed è, inoltre, un'azienda florida i cui utili hanno sempre consentito di limitare le perdite di gestione degli altri stabilimenti della COGNE stessa.
Ritiene che il trasferimento di cui si tratta rientri in una manovra tendente a creare un nuovo ente per la monetazione, attraverso collegamenti tra le industrie del ramo, cioè la COMSAL, LA CUPRONICHEL e la SADEA stessa.
Si sofferma poi sulla contraddittorietà del comportamento del Commissario dell'EGAM il quale ha chiesto il trasferimento del pacchetto azionario della SADEA, mentre d'altro canto aveva rappresentato, alla Commissione Bilancio del Senato, la necessità di ridurre di 700 unità i posti di lavoro all'interno dello stabilimento siderurgico e delle miniere sostituendo detti posti di lavoro con le nuove unità previste dalla politica di verticalizzazione.
Fa poi rilevare che il pacchetto azionario SADEA è stato ceduto al suo valore ufficiale di un miliardo e cinquanta milioni, non tenendo conto che, per quell'azienda, la Cogne ha recentemente effettuato investimenti per cinque miliardi di lire e che l'Amministrazione regionale ha contribuito, con la somma di 350 milioni di lire (pari al 50% della spesa) all'acquisto del complesso immobiliare in cui si trova lo stabilimento ed ha concesso, alla SADEA stessa, i benefici dei mutui agevolati, previsti dai fondi di rotazione regionali, per un ammontare di circa un miliardo.
Con l'occasione critica la Giunta per aver ammesso la SADEA ai benefici dei fondi di rotazione dal momento che tale industria non versava in difficili condizioni finanziarie e che i fondi sarebbero stati pertanto dirottati verso la Cogne in violazione allo spirito della legge istitutiva dei fondi di rotazione stessi.
Quindi, dopo aver richiesto chiarimenti riguardo alla scadenza delle concessioni idroelettriche Cogne, si pronuncia criticamente nei confronti della RAI locale che ha recentemente, tramite i1 suo direttore, rifiutato di diffondere alcuni comunicati predisposti dal Gruppo demopopolare.
Conclude il suo intervento esprimendo preoccupazione per le future prospettive della situazione COGNE in relazione alle voci di ulteriori tentativi della FIAT di inserirsi nella gestione della Cogne stessa attraverso la Società acciaierie di Piombino di cui possiede già il 50% del capitale.
Il Presidente della Giunta regionale ANDRIONE comunica, in risposta, di essere contrario allo scorporo delle varie attività della Nazionale Cogne e di aver già manifestato tale opposizione al Parlamento, al Governo ed all'EGAM. Auspica, in proposito che in sede di discussione del piano di ristrutturazione dell'EGAM siano tenute presenti le pressanti insistenze della Giunta regionale per il mantenimento, nel complesso Cogne, dello stabilimento SADEA.
Riferisce, poi, che la concessione alla SADEA dei mutui agevolati previsti dalla legge regionale sui fondi di rotazione, rientra nella normalità in quanto non sarebbe stato possibile negare tale beneficio ad un'industria in possesso di tutti i requisiti necessari. D'altro canto i finanziamenti in questione non sono stati dirottati verso la Cogne, ma sono stati impiegati per l'acquisto di nuovi macchinari tecnologicamente molto validi.
Si dice poi preoccupato della ridda di voci, riferite dal Consigliere Pollicini, sulla ventilata creazione di un ente per la monetazione e sulla questione delle acciaierie di Piombino ma ribadisce che il problema della Cogne è un problema di Governo e di Parlamento e che, pertanto, la Regione non può fare altro che manifestare, con la dovuta forza, le proprie posizioni.
Riferisce poi in merito alla complessa situazione degli impianti idroelettrici della Società COGNE, facendo notare che le concessioni dei due impianti di Aymavilles e di Chavonne vengono a scadenza, rispettivamente il 1° febbraio 1977 ed il 1° febbraio 1978, mentre altri due impianti, tra cui quello di Champagne II, possono ottenere dalla Regione una subconcessione che può durare fino all'anno 1999, oppure al 2005.
Fa presente di aver partecipato verso la fine del mese di gennaio ad una riunione tra i rappresentanti dell'ENEL e dell'EGAM, nel corso della quale, con l'adesione di massima dei rappresentanti dei Sindacati della categoria, si è concordato, tra le varie possibili soluzioni, di trasferire immediatamente all'ENEL tutte le centrali, subordinatamente al pagamento, da parte dell'ENEL stesso dell'energia prodotta dalle centrali le cui concessioni non sono ancora scadute.
Si richiama quindi al D.L. 1° febbraio 1977, n. 13, concernente la proroga delle concessioni di grandi derivazioni di acque per uso di forza motrice, ritenuto lesivo dell'autonomia regionale in materia di acque e, pertanto, immediatamente impugnato, da parte della Giunta regionale, dinnanzi alla Corte costituzionale.
A proposito del citato decreto legge, oltre all'impugnativa, comunica di aver preso contatti con numerosi esponenti politici e parlamentari ottenendo l'impegno di presentare, in sede di riconversione in legge del decreto stesso, un emendamento che faccia salvi i diritti della Valle d'Aosta.
Conclude invitando i Capi gruppo consiliari ad una riunione informale, da tenersi nel pomeriggio, con i parlamentari valdostani per concordare la linea di condotta da seguire in sede di discussione del grave problema della ristrutturazione dell'EGAM, cui sono legate le sorti della Cogne.
Il Consigliere POLLICINI replica sostenendo che il problema della Cogne è un problema che riguarda la Valle d'Aosta e, pertanto, il Governo regionale deve prendere in proprio questo problema nei confronti del Parlamento e del Ministro competente, facendosi interprete anche del documento approvato il 2 febbraio scorso da tutte le forze politiche valdostane, eccettuato il P.D.U.P. che ha stigmatizzato il provvedimento di scorporo della SADEA, chiedendone la revoca.
Ricorda che il menzionato documento ha evidenziato che, in considerazione delle particolari condizioni della Regione, debba essere mantenuta l'unità operativa di tutti i settori operanti in Valle d'Aosta, dell'azienda Cogne: miniere, centrali idroelettriche, stabilimenti siderurgici, SADEA e PANTOX.
In relazione allo scorporo della SADEA critica l'incapacità di alcuni uomini impegnati politicamente, addirittura a livello di Assessori regionali, facenti parte dei Consigli di amministrazione della Cogne e della SADEA stessa, che non hanno saputo o voluto impedire la rapina del pacchetto azionario di cui trattasi.
Esprime poi dei dubbi circa la legittimità dell'accesso ai benefici dei fondi di rotazione regionali da parte della SADEA che, a suo giudizio, non ne aveva diritto.
Fatte queste considerazioni e constatato che nei mesi scorsi sono state scorporate dalla Cogne, oltre alla SADEA, anche la Nuova Utensileria Italiana e la Tecnocogne, entrambe ditte ad alto valore aggiunto, deduce che l'obiettivo del Parlamento è quello di ridurre la Cogne ad un'azienda, limitata all'acciaieria, economicamente deficitaria per renderne necessario il trasferimento alla FINSIDER oppure alla FIAT.
Infine dissente dal proposito, espresso dal Presidente della Giunta regionale, di consentire il trasferimento all'ENEL degli impianti elettrici della Cogne, ritenendo che da tale operazione deriveranno, a carico del bilancio della Cogne, maggiori oneri per oltre cinque miliardi, in relazione all'elevatezza dei costi delle tariffe fissate dall'ENEL.
In conclusione, dichiara quindi di non essere assolutamente soddisfatto della risposta avuta.
Il Presidente della Giunta regionale ANDRIONE ribadisce che il problema della COGNE è un problema proprio del Governo regionale, ma che la definizione del medesimo sfugge alla competenza regionale.
In riferimento al problema delle centrali idroelettriche fa rilevare che la proposta di trasferimento all'ENEL rientra nella politica della nazionalizzazione delle fonti di energia.
Il Consiglio prende atto.
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Letto, approvato e sottoscritto.
IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Chabod Guido)
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
(Mappelli Angelo)
IL SEGRETARIO ROGANTE
(Pramotton Costantino)
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