Oggetto del Consiglio n. 16 del 12 gennaio 1977 - Verbale
OGGETTO N. 16/77 - PIANO DI SPESA DELLA COMUNITÀ MONTANA "MONTE ROSA", CON SEDE IN DONNAS.
Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente proposta relativa all'oggetto: "Piano di spesa della Comunità Montana "Monte Rosa", con sede in Donnas", proposta trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 22 dicembre 1976:
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La Comunità Montana del Monte Rosa, con sede in Donnas, con deliberazione n. 31 in data 18.10.1976, ha approvato il seguente piano di spesa:
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- Redazione piano socio-economico |
L. 36.000.000 |
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- Attuazione piano sanitario |
L. 150.000.000 |
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- Sistemazione ed arredamento sede |
L. 20.000.000 |
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- Personale |
L. 17.000.000 |
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- Spese di studio e progettazione |
L. 30.000.000 |
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- Spese per raccolta e trasporto rifiuti |
L. 63.000.000 |
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- Integrazione legge statale in materia di servizi sociali |
L. 40.000.000 |
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L. 356.000.000 =========== |
Con deliberazione consiliare n. 98 in data 13.3.1975 è stata attribuita alla Comunità la somma di lire 264.040.000 per spese di investimento, demandandone alla Giunta regionale l'esecuzione e riservandosi di essere sentito sul programma delle opere e degli interventi.
La Giunta è favorevole alla approvazione del piano presentato dalla Comunità e chiede al Consiglio di autorizzare la liquidazione a favore della Comunità del Monte Rosa della somma ad essa attribuita in relazione al riparto dei fondi esistenti al 31.12.1974.
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Il Presidente della Giunta ANDRIONE illustra brevemente il piano di spesa di cui trattasi che è stato predisposto al fine di utilizzare i fondi assegnati alla Comunità Montana "Monte Rosa" per gli anni 1973 e 1974.
Il Consigliere BENZO rileva che quello presentato dalla Comunità Montana n. 7 non è un programma di sviluppo, come previsto dalla legge regionale istitutiva, ma una semplice elencazione di spese.
Il Consigliere MANGANONI chiede quando e come saranno realizzate le opere previste nel piano ed esprime delle perplessità sulle ingenti spese destinate a studi, progettazioni ed al personale.
Il Consigliere MONAMI fa notare che se fossero stati organizzati quei dibattiti che a suo tempo il Partito Comunista aveva invano richiesto per quanto concerne l'attuazione del piano sanitario, ora la Comunità Montana del "Monte Rosa" potrebbe avere già delle precise indicazioni di lavoro.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE comunica, in risposta alle osservazioni, che l'intendimento della Comunità Montana è quello di realizzare alcuni ambulatori nella bassa Valle, attualmente sprovvista di strutture sanitarie.
Ammette poi l'esistenza della possibilità che con il decentramento di funzioni alle Comunità Montane si aumenti la burocrazia, ma ciò dipenderà anche molto dall'atteggiamento delle Amministrazioni comunali il cui comportamento dovrà essere attentamente valutato.
Infine promette ai Consiglieri di inviare loro copia dello studio, predisposto in merito alle Comunità Montane, che servirà da base per le prossime discussioni in materia.
Il Consigliere BORDON ribadisce che il problema del decentramento di funzioni alle Comunità Montane dovrà essere attentamente ponderato, eventualmente istituendo una apposita Commissione, per evitare il crearsi di doppioni burocratici.
Il Consigliere LANIVI fa notare che il decentramento di funzioni amministrative a favore delle Comunità Montane corrisponde ad una esigenza della Regione. Così come lo Stato italiano, dopo un secolo di esperienza accentratrice ha dato vita all'esperienza regionale, la Regione deve dar vita all'esperienza delle Comunità Montane, per non essere soffocata dalla burocrazia.
Infatti, attualmente l'attività degli Assessorati regionali è pressoché interamente soffocata dal lavoro di routine normale, per cui gli uffici non sono in grado di affrontare problemi nuovi.
L'obiettivo dell'Amministrazione regionale, quindi, dovrebbe essere quello di guidare e controllare lo sviluppo della regione anziché limitarsi a fare una politica di tipo assistenziale.
Il Consigliere BORBEY, in relazione alle affermazioni del suo Capo gruppo, Consigliere Bordon, fa presente che la Democrazia Cristiana non è affatto contraria al decentramento, ma vuole evitare il pericolo di soluzioni troppo affrettate e non programmate, così come avvenne negli anni passati in materia urbanistica, allorquando furono spesi inutilmente parecchi quattrini per la predisposizione dei piani regolatori comunali. Tali piani, predisposti in assenza di un piano generale regionale, risultano essere inapplicabili, perché privi di collegamenti tra di loro, tanto che dovranno tutti essere rifatti con ulteriore impiego di pubblico denaro.
Il Consigliere BORDON accusa i Consiglieri dell'opposizione di fare della demagogia politica, intervenendo a favore del decentramento, nel momento in cui sono in minoranza, mentre quando erano al potere, e vi sono stati per lungo tempo, nulla hanno fatto di concreto in tal senso.
Il Consigliere QUEY ricorda al Consiglio che le Comunità Montane sono definite, dalla legge regionale che le istituisce, "minima unità territoriale di programmazione", quindi ritiene ingiustificate le preoccupazioni di eccesso di burocratizzazione, di spreco di denaro pubblico, in quanto l'azione della Comunità dovrà servire da collegamento indispensabile tra l'azione della Regione e l'attività dei Comuni.
Chiede poi di conoscere quali Comunità Montane abbiano già predisposto il proprio piano di intervento.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE risponde che le Comunità n. 1 e n. 3 hanno già predisposto il proprio piano di intervento mentre le Comunità n. 5 e n. 6 lo stanno discutendo in questi giorni.
Si dichiara poi favorevole a studiare il problema del decentramento di funzioni a favore delle Comunità Montane, ma ricorda che nel problema stesso dovranno essere coinvolte anche le Amministrazioni comunali, le quali, però, a quanto risulta dagli orientamenti emersi dalle riunioni dell'Associazione Sindaci, sono di avviso completamente opposto.
Infine ricorda che dal decentramento dovranno essere escluse determinate competenze, proprie della Regione, quali, ad esempio, i compiti della Sovrintendenza alle Antichità e Belle Arti, allo scopo di mantenere una certa unità di indirizzi per tutto il territorio regionale.
Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in questione, pone ai voti l'approvazione della proposta.
IL CONSIGLIO
- preso atto di quanto riferito dal Presidente della Giunta, Andrione, e concordando sulle proposte della Giunta stessa;
- ad unanimità di voti favorevoli, espressi per alzata di mano (Consiglieri presenti, votanti e favorevoli: ventisette);
DELIBERA
di autorizzare la liquidazione, a favore della Comunità del Monte Rosa, della somma ad essa attribuita in relazione al riparto dei fondi esistenti al 31.12.1974.
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Si dà atto che la seduta ha termine alle ore venti e minuti diciassette.
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Letto, approvato e sottoscritto.
IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
(Chabod Guido)
IL CONSIGLIERE SEGRETARIO DEL CONSIGLIO
(Mappelli Angelo)
IL SEGRETARIO ROGANTE
(Pramotton Costantino)
