Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2125 del 12 luglio 2001 - Resoconto

OGGETTO N. 2125/XI Discussione congiunta del rendiconto 2000 e dell’assestamento del bilancio 2001.

PresidentePrima di dare la parola al Consigliere Cerise, comunico che verrà distribuito ai colleghi la relazione dei revisori dei conti.

La parola al relatore, Consigliere Cerise.

Cerise (UV)Mi scuso con l’Assemblea, ho preparato due relazioni: una per il disegno di legge n. 126 e una per il disegno di legge n. 127, non so se devo leggerle di fila.

Comincerei con la relazione al disegno di legge n. 126 concernente l’approvazione del rendiconto generale della Regione per l’esercizio finanziario 2000. L'esercizio finanziario 2000 chiude con un avanzo di amministrazione di 12 miliardi 400 milioni, un ulteriore avanzo di lire 17 miliardi 128 milioni è rappresentato da fondi dello Stato accertati, ma non impegnati per cui sono attribuiti con vincolo di destinazione all'esercizio 2001 in sede di approvazione della legge di assestamento del bilancio. Emerge pertanto che l'avanzo di amministrazione accertato alla chiusura dell'esercizio finanziario 2000 è pari a 29 miliardi 529 milioni.

Per quanto riguarda i fondi di competenza, nella parte entrate si registra che le entrate accertate sono state pari a 2.833 miliardi di cui 802 miliardi per contabilità speciali e partite di giro.

Le previsioni definitive delle entrate di competenza superano del 9,4 percento le previsioni iniziali; l'incremento si registra in tutti i titoli. Parallelamente gli accertamenti finali sono in linea con le previsioni definitive, salvo per quanto riguarda il titolo V° relativo alle entrate da mutui e da prestiti, dal che si deduce che non si è reso necessario ricorrere a questi per spese di investimento. I 76 miliardi per mutui sono stati stipulati per la copertura del disavanzo del 1999 con 61 miliardi e per la copertura della spesa sanitaria con 15 miliardi.

Si lamenta il costante ritardo in sede di riscossione delle entrate.

Per la parte delle spese, le spese di competenza sono state di lire 2.925 miliardi delle quali sono rimaste da pagare lire 734 miliardi.

Dall'analisi delle operazioni gestionali si evidenzia uno scostamento complessivo tra le previsioni iniziali e quelle definitive di circa il 7 percento; le voci maggiormente incidenti di questa variazione riguardano il settore "Patrimonio e partecipazione", " Assetto del territorio" e "Formazione professionale".

Si registra una piccola accelerazione nella tendenza già rilevata negli ultimi anni ad una maggiore capacità di obbligarsi verso l'esterno e gli impegni hanno raggiunto il 94 percento delle previsioni definitive; la capacità di pagare, ossia di concludere i procedimenti di spesa, è leggermente migliorata rispetto al 1999 e si attesta attorno al 66,5 percento.

Il risultato della gestione di competenza si chiude con un disavanzo di lire 91 miliardi 994 milioni.

La gestione dei residui. I residui attivi complessivi sono stati pari a lire 1.377 miliardi 674 milioni di cui 686 miliardi pari al 57 percento rimasti da riscuotere sui residui degli esercizi precedenti.

La maggior parte delle somme da riscuotere sono costituite da quote di riparto fiscale non accreditate come per il quarto trimestre 2000 e da erogazioni statali o comunitarie non ancora pervenute. L'ammontare complessivo dei residui attivi da riportare nel 2001 è di 173 miliardi superiore rispetto al carico di residui iniziale del 2000.

I residui passivi ammontano a lire 1.385 miliardi 920 milioni. Il volume dei residui passivi è aumentato del 6,53 percento, del tutto accettabile se si considera le difficoltà di erogazione da parte delle strutture regionali in relazione all'evento calamitoso dell'ottobre 2000. Risultano da pagare sulla competenza del 2000 lire 734 miliardi.

La situazione patrimoniale è pari a 1.068 miliardi 305 milioni, superiore di 53 miliardi rispetto al 1999.

Il fondo cassa è determinato in 37 miliardi 775 milioni, dato sul quale incide una flessione delle riscossioni pari al 4,2 percento.

Il 64 percento della somma complessiva impegnata è stato destinato alla copertura di spese correnti (1.348 miliardi) e per il 36 percento alla copertura di spese di investimento (761 miliardi); se si escludono le spese per i servizi scolastici e per quelle afferenti al servizio sanitario nazionale, la spesa corrente di stretta competenza regionale scende al 52 percento.

Con il disegno di legge relativo al rendiconto dell'esercizio finanziario 2000 si regolarizzano all'articolo 12 alcuni accertamenti e impegni il più significativo dei quali riguarda la somma di lire 424 milioni quali fondi raccolti in seguito all'alluvione.

Per quanto riguarda il disegno di legge n. 127, i1 presente disegno di legge è articolato in tre capi: con il primo si dispone in merito all'assestamento di bilancio di previsione per l'anno 2001, con il secondo vengono modificate ed integrate alcune norme, nel terzo si stabilisce la prima variazione al bilancio di previsione 2001 e triennale 2001/2003.

Per quanto riguarda le variazioni di bilancio di cui al titolo I°, vengono così rideterminati rispetto alle previsioni i residui attivi e passivi rispettivamente in lire 1.377 miliardi 674 milioni e in lire 1.385 miliardi 920 milioni, mentre il fondo di cassa è portato a lire 37 miliardi 775 milioni.

Per quanto riguarda le modifiche e le integrazioni a disposizioni legislative aventi influenza sul bilancio sono previste diverse variazioni.

Variazioni di spesa: tra le più significative e in aumento, per l'esercizio 2001, si richiamano i fondi per interventi regionali in occasione di eventi calamitosi (1.000 milioni), per la commercializzazione di prodotti valdostani (400 milioni), per investimenti nel trasporto pubblico di persone (250 milioni), per i servizi di trasporto pubblico di linea (1.750 milioni), in favore dello sport (270 milioni), per l'energia, il suo risparmio, le fonti rinnovabili (500 milioni) e per l'autonomia delle istituzioni scolastiche (555 milioni); variazioni sono previste anche per i successivi anni del triennio considerato come recita l’articolo 4, comma 1 e allegato C.

Sono rideterminate per il 2001: il finanziamento del piano degli interventi per la riqualificazione di Saint-Vincent, per lo sviluppo del piano sociale territoriale, per gli interventi per la progettazione e la realizzazione di strutture sanitarie e per la dotazione finanziaria del fondo per gli interventi conseguenti agli eventi alluvionali dell’ottobre 2000 (103 miliardi).

Viene modificato l'ammontare delle risorse finanziarie destinate alla finanza locale per 660 milioni attraverso storni tra capitoli di spesa e nell’utilizzo della quota dell’avanzo di amministrazione di oltre 5 miliardi e 225 milioni destinandoli al Comune di Saint-Vincent per interventi di riqualificazione della stazione turistica e termale, per contributi agli enti locali per il ripiano delle perdite di esercizio nella gestione degli impianti di risalita e una quota quale fondo a disposizione per la finanza locale.

Variazione di modifica di denominazione: sono ridenominati tre di capitoli di spesa al fine di renderli più coerenti con la natura della spesa.

Variazione di bilancio con atto amministrativo: l’articolo 7 autorizza la Giunta ad effettuare le variazioni di bilancio relative all'introito e alla destinazione nei vari capitoli pertinenti alle eventuali maggiori somme trasferite agli enti locali ai sensi dell'ordinanza del Ministero dell’interno e relative agli eventi alluvionali dell'ottobre 2000.

Variazione dei dispositivi delle norme: l'articolo 8 stabilisce di destinare al canile e al gattile gli introiti derivanti dalle sanzioni amministrative elevate per la violazione alla legge sulla tutela degli animali di affezione.

Con gli articoli 9, 10 e 11 si dispone per la proroga di alcuni termini:

- lo slittamento al 30 giugno 2002 dei termini previsti per l’assunzione di alcuni atti che non si sono potuti rispettare a causa dell’alluvione, come per la verifica e il conseguente aggiornamento del piano delle attività estrattive;

- la proroga al 31 dicembre 2001 per l'adozione delle componenti di costo e della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato;

- la proroga per l'adozione da parte del Consiglio regionale della convenzione tipo con i soggetti gestori del servizio idrico integrato e del relativo disciplinare al 30 giugno 2002;

- viene prorogato al 31 dicembre 2001 il termine di presentazione da parte dei soggetti gestori degli impianti di radiotelecomunicazioni del proprio progetto di rete o di attività;

- la proroga al 30 marzo 2002 per 1'approvazione da parte della Giunta regionale dello schema tipo di convenzione concernente la disciplina delle modalità di insediamento, di gestione, di accesso, di applicazione dei canoni relativi agli impianti di radiotelecomunicazioni.

Con l'articolo12 si estende il principio della dichiarazione di pubblica utilità agli interventi di recupero idrogeologico-ambientale sulle infrastrutture sciistiche danneggiate dall'alluvione dell'ottobre 2000.

La Regione intende avvalersi della possibilità di prorogare i contratti relativi alle forniture dei servizi con le imprese che hanno assicurato la qualità delle forniture previa un'ulteriore riduzione del 3 percento del prezzo stabilito in sede di offerta iniziale da parte delle imprese stesse.

Si dispone per la possibilità di utilizzare le entrate derivanti come corrispettivi per prestazioni professionali rese al di fuori dell'attività propria del servizio, dai vigili del fuoco effettivi, per la corresponsione a questi di indennità previste dai contratti collettivi di lavoro.

L'articolo 15 proroga al 31 dicembre 2001 il termine per l'individuazione delle funzioni amministrative di interesse regionale e i criteri per l'esercizio in forma associata da parte delle comunità montane di alcune funzioni. Con l'articolo 15 bis, oggetto dell'emendamento n. 1, si proroga, previo possesso di precisi requisiti, al 31 dicembre 2003 il termine per il riconoscimento delle casere.

Relativamente al primo provvedimento di variazione del bilancio di cui al titolo III°, viene disposto l'adeguamento della situazione di cassa che consegue all'aggiornamento dei residui di cui ai primi articoli. Le entrate registrano tra le più significative voci in aumento: l'iscrizione dell'avanzo di amministrazione dell'esercizio 2000, lire 29 miliardi 529 milioni; della maggiore entrata di lire 17 miliardi relativa al versamento della Società Edile valdostana, mentre in diminuzione si annota: la minore entrata di lire 10 miliardi relativa a "Recuperi di somme giacenti sulla gestione speciale Finaosta derivanti dai rientri dei finanziamenti richiesti" nell'esercizio 2001.

Per le spese di cui all'articolo 18 le voci di variazione più significative sono: la destinazione alla finanza locale della somma di lire 5 miliardi 225 milioni in quanto economie effettuate nello stesso settore nell'esercizio 2000, lire 7 miliardi 175 milioni per spese impreviste, 1 miliardo per interventi urgenti conseguenti a calamità o avversità atmosferiche, 3 miliardi per interventi conseguenti all'evento alluvionale, 570 milioni per contributi all’Istituto musicale, 520 milioni per gli addetti ai cantieri forestali al fine di assicurarne l'occupazione, 275 milioni per contributi al soccorso alpino e l'utilizzo della maggiore entrata di lire 10 miliardi trasferiti ai fondi di rotazione Finaosta. Questo articolo è stato emendato prevedendo una spesa di lire 20 milioni per aggiornare alle esigenze di spesa il capitolo relativo alla partecipazione di riunioni di negoziato in Bruxelles.

L’articolo 19 stabilisce l'iscrizione al bilancio 2001 dei finanziamenti statali e comunitari non impegnati nel precedente esercizio accertati in lire 17 miliardi 128 milioni. Infine viene disposta la cancellazione dai fondi globali di quello destinato agli interventi finalizzati al risparmio energetico e alla diversificazione delle fonti di energia in quanto i fondi sono stati assorbiti con le variazioni di cui all'articolo 18.

Gli articoli successivi dichiarano la copertura finanziaria e il pareggio di bilancio che risulta essere con questa variazione di lire 4.425 miliardi 727 milioni per la competenza e di lire 4.895 miliardi 633 milioni per la cassa.

Si dà atto che, dalle ore 16,24 alle ore 16,27, presiede il Vicepresidente Lattanzi e che dalle ore 16,27 assume la presidenza il Presidente Louvin.

PrésidentLa parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.

Agnesod (UV)Ringrazio il relatore per la relazione esaustiva ed approfondita. Non ho altro da aggiungere se non la presentazione di tre emendamenti: un emendamento al comma 4 dell’articolo 11, all’ultimo rigo le parole "entro il 30 giugno 2001" sono sostituite da "entro il 30 settembre 2001"; gli altri due emendamenti si riferiscono a due errori materiali che sono riferiti uno alla numerazione degli articoli, l’altro a una sostituzione dell’allegato F in quanto era stata dimenticata la battitura di un capitolo.

Mi riservo di intervenire in chiusura della discussione generale.

PrésidentLa discussion générale est ouverte.

La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU)La relazione che è stata fatta ripercorre in modo puntuale e meticoloso la stessa relazione introduttiva al disegno di legge che stiamo esaminando.

Incomincio con il disegno di legge n. 126. Chiedo che si incominci a pensare modalità diverse di presentare i rendiconti generali per un intero esercizio finanziario. Questo dovrebbe essere il momento in cui non solo si presenta in modo ragionieristico l’insieme delle somme, delle differenze, delle entrate, delle spese, nei vari capitoli, ma dovrebbe essere il momento in cui la stessa Amministrazione fa un po' un bilancio dei progetti che aveva messo in cantiere e di ciò che è riuscita o non è riuscita a realizzare.

Rispetto a questo aspetto, la relazione introduttiva non ha nulla di politico, pertanto chiederei ai vari assessorati di precisare, settore per settore, quali sono stati i motivi di una maggior crescita di spesa o di una eventuale maggiore diminuzione di spesa o di cambiamenti di programma. Ad esempio, viene affermato che sono aumentate di molto le entrate statali al titolo II°: qui erano stati previsti 45 miliardi, ne sono stati accertati 70; sarebbe interessante sapere dall’Assessore alle finanze quali sono le fonti di questo aumento. Probabilmente è determinato dall’andamento dell’IRPEF, però sarebbe interessante capire in base a quali elementi c’è stato questo maggior introito nelle casse regionali, altrimenti il tutto si riduce semplicemente a un numero, che non dice nulla rispetto anche al benessere oppure no che questa Valle è in grado di produrre. Sarebbe invece interessante capire fino a che punto il benessere prodotto in questa Valle incide o non incide sulle maggiori entrate che sono previste.

Per le entrate al titolo III° dei fondi comunitari, è abbastanza palese il criterio in base al quale solo in tempi successivi si riesce a capire quanto è possibile incassare; come pure è comprensibile che, per quanto riguarda il titolo IV°, ci sia stata la partecipazione alla BVA che abbia modificato il capitolo delle entrate.

È positivo che si sia ricorsi meno del previsto al prestito e ad operazioni creditizie, quindi ai mutui; è preoccupante però che si sia ricorsi al mutuo non per impegnare risorse per una progettazione bensì per coprire spese di esercizio, spese che non sono di investimento e che non produrranno beni nuovi, ma spese che creeranno successive richieste di nuove risorse.

È stato coperto dalla Regione il disavanzo dell'USL, che è di 61 miliardi nel 1999 e 15 miliardi per la spesa sanitaria del 2000. A più riprese ho sottolineato la difficoltà dell'azienda sanitaria a progettare a fronte di una non chiara definizione delle risorse regionali messe a disposizione.

Finora non è stata fatta chiarezza di chi sono le responsabilità: se la Regione stanzia meno delle risorse necessarie per gestire la sanità in Valle, allora è l'organo politico che non dà certezze di risorse alla sanità, ma le lesina e le eroga soltanto, in parte, in tempi successivi e solo se l’azienda rispetta i desiderata dell’Assessorato; se invece la Regione stanzia le risorse necessarie perché l’azienda raggiunga tutti gli obiettivi definiti e se queste risorse non risultano sufficienti, allora è l’azienda responsabile perché non ha gestito con oculatezza le risorse pubbliche. C’è comunque qualche responsabilità di cattiva amministrazione, o da una parte o dall’altra, senza naturalmente parlare di risultati raggiunti, discorso che affronteremo poi in altra sede.

Si precisa che la riscossione delle entrate si aggira mediamente sul 75 percento senza alcuna valutazione rispetto a questo dato e senza neppure chiedersi come è possibile aumentare la percentuale di riscossione.

Per quanto riguarda le spese notiamo che c’è un aumento medio del 7 percento, c’è un forte aumento in alcuni settori, uno di questi è il territorio. Ed è comprensibile dato che occorre fronteggiare le spese dell’alluvione: 40 miliardi dello Stato, 10 miliardi messi dalla Regione. Ancora c’è il riassetto della BVA, ci sono risorse che sono date al Casinò, ci sono altri settori, la sicurezza sociale e lo sviluppo economico in cui ci sono percentuali molto alte di differenza fra le spese previste inizialmente e le spese effettivamente fatte.

In settori vitali per il benessere economico c’è un aumento del 13 percento e in quelli per il benessere della persona anche del 15 percento. Questi sono settori in cui c’è un forte spostamento fra previsioni iniziali e quelle definitive, scostamenti che riguardano un solo anno di programmazione dell’attività, per cui sarebbe interessante politicamente capirne le motivazioni. Aspetto pertanto che gli Assessori interessati spieghino come mai in questi due settori ci sia stato uno scostamento così alto fra le previsioni iniziali e le risultanze finali. Dobbiamo aspettare delle risposte, altrimenti si fanno ipotesi che non sono certamente ipotesi positive dell'operato dell'Amministrazione. Quali ipotesi si possono fare? O nel momento della previsione si fa un’analisi non realistica, non basata su dati di realtà oppure si fa una previsione che non sa coniugare gli obiettivi che vuole raggiungere con le risorse umane, procedurali, finanziarie necessarie a raggiungerli. Qui ci sono chiaramente dei motivi che andrebbero evidenziati.

Ci faceva notare il relatore che c’è una maggiore capacità della Regione di impegnare le risorse rispetto agli anni precedenti ma, seppure aumentata, è ancora bassa la capacità della Regione di far pervenire ai destinatari le risorse impegnate per diversi progetti, cioè la capacità di spesa per rispondere alle esigenze di enti locali, imprese e cittadini. C’è un lieve aumento rispetto all’anno scorso, ma rispetto agli anni precedenti è ancora bassa e la stessa lentezza si registra anche nella gestione dei residui attivi.

Nella relazione si ribadisce a più riprese che gli uffici competenti sono stati sollecitati al riguardo ad attivare tutte le procedure, ma che, ciò nonostante, non sono riusciti. Su questo aspetto non si può non esprimere un giudizio politico: se gli uffici sono stati sollecitati ad attivare tutte le procedure, ma non sono riusciti, allora o il sollecito non era adeguato oppure le procedure attivate non erano adeguate.

È stata fatta una verifica in tal senso? Ci sono condizioni oggettive probabilmente, ma quale valutazione è stata fatta sulle cause diverse? Quali rimedi sono stati proposti? Eppure siamo di fronte ad una Regione che, come una macchina, produce interventi, progetti, contributi, proposte, distribuisce risorse, ma tutto in modo molto lento. Basta guardare gli stessi residui passivi, addirittura c’è un rallentamento tanto che sono ulteriormente aumentati.

Credo che su questo punto occorra effettivamente che si inizi una riflessione seria e a largo raggio. Si dice che probabilmente ci sono procedure complesse che devono essere seguite come se queste fossero un dato di fatto nei confronti del quale nulla, o quasi, si può fare. Non dimentichiamo che le procedure sono per buona parte conseguenza di scelte politiche, e che, le procedure comprendono anche distribuzione di compiti, attribuzioni di responsabilità legate all'organizzazione stessa del lavoro. Rispetto a tutto questo, non si dice nulla se non una frase generica e vaga: "ci sono procedure complesse".

Che le procedure siano complesse e che le decisioni molte volte non siano trasparenti lo dimostra l’alto contenzioso che c’è e dovrebbe anche questo far riflettere sulle modalità con cui vengono prese le decisioni. Sarebbe opportuno che si procedesse a una verifica generale dell’organizzazione della struttura amministrativa. In questi ultimi anni sono avvenuti due fatti nuovi, interessanti entrambi, che però vanno valutati e seguiti:

- un fatto è sicuramente la riforma dell’Amministrazione, la legge n. 45, che ha riorganizzato in modo diverso la responsabilità dei tecnici rispetto ai politici;

- l’altro dato nuovo riguarda la struttura organizzativa dell'intera Regione che è stata rimodulata sulla base di una serie di elementi della struttura complessiva: coordinatori, dirigenti di primo, secondo, terzo livello e via dicendo.

Sarebbe interessante capire se questi due interventi facilitano la fluidità delle procedure o l'ostacolano. Chi segue qualche procedura, in qualunque campo, si rende conto come ci siano moltissimi tempi morti, come ci siano dei ritardi nella trasmissione delle informazioni, come ci siano dei passaggi infiniti di documentazione da una parte all’altra. In ambiti diversi si è pensato ad istituire uno sportello unico per facilitare l’approccio delle imprese; mi chiedo se la Regione non dovrebbe fare un’analisi organizzativa complessiva per vedere quali sono le zone che non funzionano e quali sono invece i settori che andrebbero rivisti, cioè ripensare complessivamente alle procedure.

Credo che qualunque azienda interessata a far produrre al meglio le risorse umane, professionali e materiali che ha si preoccupa di ottimizzare, ma ottimizzare vuol dire proprio agire nell'organizzazione stessa del lavoro. Per esempio, esiste il progetto di informatizzazione che va avanti, per il quale si spendono giustamente i soldi anche a fatica perché è un settore in cui si creano degli altri residui, circa il 75 percento, ma con quali risultati? Se tutto questo progetto non velocizza le comunicazioni, il passaggio delle pratiche, si traduce in investimento non produttivo se non per chi vende hardware o per chi produce software, ma non certo per il denaro pubblico che non ha una ricaduta sull’utente, colui che paga le tasse.

Per quanto riguarda il disegno di legge n. 127, in cui si procede al primo assestamento e prima variazione di bilancio, emergono alcuni orientamenti politici ben precisi che non sempre ci trovano d’accordo. Si aumentano, giustamente, i fondi per far fronte ad eventi calamitosi: 1 miliardo sulla legge n. 37 e poi 137 miliardi sul capitolo 37.945.

Si aumentano le risorse per i servizi dei trasporti pubblici di linea, a fronte però di una diminuzione di fondi per lo sviluppo ferroviario e intermodale Aosta/Pré-Saint-Didier; si diminuiscono nel triennio i contributi per le chiese cattoliche private come pure vengono diminuire le risorse per acquisto di aree protette, per la tutela della fauna selvatica. Si fa uno strano baratto fra gli aiuti agli universitari, 70 milioni che diminuiscono, e gli interventi per costruire edifici di culto: 70 milioni in aumento.

Ci sono aumenti per l’aiuto per lo sport, ma a parte la calorosa difesa dello sport fatta dal collega Lattanzi questa mattina non ci sono elementi nel programma di governo che ci aiutino a capire come mai vengono aumentati gli aiuti per lo sport.

Mi sembra che miliardi e miliardi vengano già dati alle varie squadre calcistiche che vengono in Valle d’Aosta, mi chiedo se è proprio il caso di aumentare di poche centinaia di milioni lo sport locale quando abbiamo miliardi utilizzati in modo diverso. Ci sono poi alcune domande che vorrei. Nell’articolo 7 di questo disegno di legge con la semplice modifica della denominazione di alcuni capitoli, dettati - come dice la relazione introduttiva al disegno di legge - dall’esigenza di rendere questi titoli più coerenti con la natura della spesa, si stornano in realtà miliardi dai fondi previsti per il Corpo dei vigili del fuoco professionali ai vigili del fuoco volontari. Si tratta di due miliardi che finora erano collocati nel capitolo in cui è previsto il rinnovo e l’acquisto di attrezzature per i vigili del fuoco professionali e adesso semplicemente togliendo Corpo dei vigili del fuoco professionali e sostituendolo con Corpo dei vigili del fuoco volontari si tolgono 2 miliardi per le attrezzature dei professionali per dare ai volontari, ma questo senza capire le motivazioni. Su questo chiediamo informazioni.

Vengono allungati i tempi di scadenza di alcune leggi che richiedono delle attività istruttorie da parte dei comuni ed è normale che in conseguenza dell’alluvione dell’ottobre 2000, che ha assorbito per mesi l’attenzione degli enti locali, si prenda atto dell'impossibilità da parte dei comuni, specie dei più piccoli, di operare contemporaneamente su più settori così impegnativi.

Mi preoccupano alquanto i ritardi degli adempimenti della legge regionale n. 31/2000 che riguarda l'installazione di servizi e impianti di radiotelecomunicazioni perché non vorrei che questi ritardi si traducessero nella proliferazione selvaggia di antenne di tutti i tipi in assenza delle scelte da parte dei comuni.

PrésidentLa parole au Vice-président Lattanzi.

Lattanzi (FI)Non entrerò nel malloppo che ci siamo dovuti purtroppo leggere - è il nostro mestiere - per andare ad analizzare questa chiusura di bilancio dell’anno 2000, anno che è stato caratterizzato dalla persistente chiusura del Tunnel del Monte Bianco che ha ancora inciso sul versante delle entrate, un bilancio che è stato pesantemente modificato dai miliardi che si sono dovuti trovare alla fine dell’anno per far fronte ai danni dell’alluvione.

Devo ammettere che sotto l’aspetto amministrativo, ragionieristico, contabile, per quella che è la nostra piccolissima competenza, sulla base della valutazione dell'impostazione e della gestione delle risorse di bilancio, della sua distribuzione rispetto alle manovre del Governo, alle politiche annunciate in programma, sia perfettamente coerente, quindi prendiamo atto che la Giunta è molto capace ad amministrare, a diversificare le entrate e le uscite proprio in funzione di quelli che sono i suoi progetti politici ed è sui progetti politici che evidentemente ci differenziamo perché non sono in numeri che ci differenziano, ma sono gli obiettivi politici di gestione del servizio, dell’amministrazione, dell’economia, della cultura, di quelli che sono i processi di governo di questa Regione.

Allora il mio intervento non sarà un intervento di tipo tecnico perché ci sono bastate le notti passate ad analizzare tutte le voci che sono migliaia; mi permetto di dare quella che è la nostra visione del bilancio, una visione che abbiamo già annunciato nei bilanci sia di previsione, di assestamento e di chiusura che da quando siamo qui ci sono stati presentati.

Noi partiamo da un presupposto: siamo sicuramente in un momento di grande trasformazione istituzionale nel nostro Paese e anche per la nostra Regione; siamo in un momento molto particolare dell’economia, quindi di questa integrazione del nostro Paese rispetto a un'economia e un’amministrazione più ampia che è quella europea; siamo tutti consapevoli che è necessario controllare, analizzare, riflettere sulle impostazioni dei bilanci. Stamani abbiamo dovuto essere d’accordo con l’Assessore alla sanità perché, quando si va sui temi pragmatici, non si può non essere d’accordo su una razionalizzazione della spesa, sulla coscienza che, modificandosi le risorse e le esigenze dei cittadini, si devono modificare anche le politiche.

Allora partiamo da un presupposto: oggi abbiamo un bilancio regionale che per il 2000 si assesta sulle entrate di corpo, chiamiamole così, quelle che sono le risorse che la nostra Regione ha a disposizione, per circa 2.300 miliardi. Questa è la cifra che la Giunta ha a sua disposizione per realizzare i suoi programmi.

Di questi 2.300 miliardi ne abbiamo circa 1.100 che sono il riparto fiscale su tutte quelle che sono le voci di tassazione che i cittadini valdostani pagano e che la Regione, per effetto dei 9/10 di opportunità di prelievo, può incamerare e quindi abbiamo di questi 2.300 miliardi 1.100 miliardi che sono le tasse che i Valdostani versano non più allo Stato - possiamo dirlo ufficialmente - ma versano praticamente alla Regione al di là della partita di giro che c’è e delle compensazioni?

(interruzione dell’Assessore Agnesod, fuori microfono)

? auspichiamo che il più presto possibile sia diretto, auspichiamo tutti il federalismo diretto, sin da subito, forse lo auspichiamo tutti, c’è chi lo dice, ma fa di tutto poi per non applicarlo e poi vedremo.

Dicevo: 1.100 miliardi di risorse dei 9/10 delle tasse dei Valdostani, 130 miliardi che frutta il Casinò, 70 miliardi che trasferisce lo Stato per funzioni delegate, 21 miliardi sono invece le entrate - questa è una nota per noi positiva - da alienazione di beni di cui la Regione si è liberata, quindi di questi 2.300 miliardi possiamo dire con "orgoglio da Valdostani" che 1.320 miliardi, a parte i 70 miliardi di trasferimento, ce li produciamo noi, sono roba nostra, nessuno ci potrà mai dire che siamo privilegiati anche se è vero: siamo dei privilegiati rispetto agli altri che hanno magari 2, 3 o 4 decimi, ma noi auspichiamo che anche loro possano avere, non dico i 9/10 sennò non rimangono più soldi per noi? ma certamente qualche decimo in più perché possano entrare nel mercato dell’economia e perché ogni regione possa dotarsi delle proprie risorse per poter amministrare il proprio denaro in un processo di federalismo, come dice il nostro Presidente della Repubblica, solidale ovvero con quei processi di sostegno a quelle regioni che per questioni di difficoltà di economia non riescono o non sono state capaci di crearsi un’economia loro e allora diciamo 1.300 miliardi sono risorse che possiamo considerare a pieno titolo nostre, delle quali non solo non ci dobbiamo vergognare, ma dobbiamo essere orgogliosi e che anche in un processo di riduzione delle aliquote fiscali che tutti auspichiamo sicuramente come cittadini, forse un po' meno come amministratori, potranno aumentare per effetto della ricchezza che viene prodotta in Valle d’Aosta che speriamo possa essere più importante.

In questo bilancio sono invece considerati come entrati i 515 miliardi dell’IVA di trasferimento statale in sostituzione dell’IVA da importazione che non abbiamo più ormai dal 1993 e dobbiamo auspicare che anche i futuri governi - noi ci batteremo perché questo avvenga - possano considerare questi 500 miliardi una risorsa da destinare alla Valle d’Aosta in una situazione di economia difficile perché comunque montana e qui i convegni sull’economia di montagna e sulla difficoltà di produrre economia di montagna in questi ultimi mesi si sono sprecati, quindi ogni Valdostano credo dovrebbe battersi perché si possa mantenere questo trasferimento statale che deve andare a sopperire a questa situazione di difficoltà.

Se così non fosse, se qualcuno andasse a fare le pulci nel bilancio dello Stato e dovesse dire che servono anche quei 500 miliardi per tappare i buchi a Roma, per noi sarebbero veramente grossi dolori. Come sarebbero dolori di questo bilancio se qui non vi fossero 400 miliardi di entrata per mutui contratti. E allora noi arriviamo sì a 2.300 miliardi di risorse, ma ci arriviamo con 1.300 miliardi nostri e con 900 miliardi.

Questa è la sostanza delle entrate. Un primo commento su queste entrate non lo possiamo non fare, magari lo abbiamo anche già fatto: speriamo che 500 miliardi rimangano, qualche perplessità in più c’è su questi 400 miliardi di mutui contratti perché nel bilancio 1999 i miliardi per i mutui erano 156, quindi noi abbiamo avuto qui un'esposizione molto importante in termini di indebitamento del bilancio regionale: nel 1999, ripeto, 156 miliardi di mutui, nel 2000: 400 miliardi di mutui.

È evidente che in questo senso diventa impegnativo il peso delle contrattazioni di entrate dei mutui rispetto a quelle che sono le uscite.

Se andiamo ad analizzare le uscite e andiamo a vedere?

(interruzione dell’Assessore Agnesod, fuori microfono)

? Per il dettaglio delle spese, qui abbiamo due voci importanti: la spesa corrente e la spesa per gli investimenti e anche qui diamo una valutazione politica: sotto l’effetto dei 1.400 miliardi di spesa corrente noi rileviamo, come la relazione dice, che c’è stata una riduzione dell’1 percento, quindi possiamo anche prendere atto degli impegni che questa Amministrazione ha operato per ridurre le spese correnti, spese correnti che purtroppo sono correnti proprio per nome e che sono difficilmente modificabili a meno che non ci siano riduzioni drastiche prospettiche del personale, delle strutture amministrative, di quelle che sono appunto le spese correnti.

L’altra voce importante della spesa è quella per investimenti, per circa 800 miliardi?

(interruzione dell’Assessore Agnesod, fuori microfono)

? Assessore, replicherà, se ho detto qualcosa di inesatto, replicherà, le darò anche il beneficio di inventario.

Se andiamo a vedere gli 800 miliardi, noi abbiamo fatto una valutazione politica evidentemente oltre che contabile dei vari dati, dati che ci sono tutti nei riepiloghi, vediamo che di questi 800 miliardi di investimenti, che dovrebbero essere, oltre ai 1.400 miliardi di spesa corrente, i soldi che si investono per creare servizi, economia, per facilitare lo sviluppo di quel PIL che poi dovrebbe negli anni successivi mantenere forte la possibilità di entrata e comunque la capacità di ingresso di risorse per poter mantenere i livelli di spesa, di questi 800 miliardi:

- 43 miliardi sono per gli uffici e quindi ancora investimenti per quanto riguarda l’amministrazione, spese che non sono correnti, ma che potremmo chiamare ricorrenti;

- 20 miliardi per la cultura;

- 90 miliardi per l’agricoltura e la zootecnica;

- 43 miliardi per la salute;

- 16 miliardi per l’assistenza sociale;

- 40 miliardi per la formazione e lo studio;

-118 miliardi per le opere pubbliche;

- 80 miliardi per l’industria;

- 72 miliardi di spese non attribuite che sono quei famosi miliardi che in corso d’opera in bilancio si sono dovuti stornare per far fronte all'alluvione.

È stata una cifra importante e qui devo dare atto di capacità amministrativa, ma anzitutto di scelta politica di dotarsi subito di risorse perché questi 70 miliardi in quel momento sono stati molto importanti e ancora vi sono 62 miliardi per il turismo che sugli 800 fa poco meno dell’8 percento a cui si devono per correttezza aggiungere una trentina di miliardi per gli investimenti rispetto alle foreste, all’economia di montagna, all’ambiente, alle fiere e a tutte quelle che sono voci che, pur essendo investimento, non rientrano prettamente nel bilancio della voce turismo; 30 più 63 fanno una novantina di miliardi che sono circa il 14-15 percento dell’intera risorsa, gli 800 miliardi che rappresentano le spese per investimenti.

Cosa dire di commento politico? Prendiamo atto che l’impostazione di spesa è coerente con il programma di governo, facciamo solo una riflessione: ribadiamo che secondo noi è necessario un cambio di rotta importante non solo sotto l’aspetto del bilancio, ma della creazione di ricchezza e quindi della garanzia di successivi bilanci.

Dico questo perché quando parliamo della situazione macroeconomica e finanziaria del nostro Paese e della nostra Regione siamo tutti d’accordo sul dirci che siamo in un momento di grande trasformazione, siamo d’accordo quando tutti insieme chiediamo allo Stato più competenze per poter amministrare le risorse e soprattutto le competenze che sono proprie della Regione, del territorio, però continuiamo a sostenere che questo tipo di impostazione, che non ha nulla di avverso, di nemico, ma è semplicemente un'impostazione di gestione, crea dei problemi di sviluppo e comincio a citare alcuni dati che possono essere interessanti per vedere la prospettiva in un termine più ampio di un anno.

Nel 1991 avevamo come Valdostani un reddito pro capite medio che era il terzo in Italia, esattamente di 32 milioni pro capite. Eravamo considerati ricchi in Italia soprattutto dagli altri Italiani non tanto per la nostra capacità di sviluppo, ma perché ci ritenevano, e in qualche caso ancora ci ritengono, privilegiati sotto l’aspetto degli stanziamenti statali, però eravamo terzi nella classifica italiana dei redditi pro capite.

Nel 1999 - cito questo dato perché è l’ultimo di cui disponiamo, immagino che nel 2000 sia anche peggio - siamo saliti a 43 milioni pro capite con un incremento del 35 percento del reddito pro capite lordo dei Valdostani, passando dal terzo posto al sesto posto della classifica nazionale per redditi.

Intanto possiamo dire agli altri Italiani che non siamo più così tanto ricchi come lo eravamo prima così la smettiamo di passare per quelli più ricchi perché il nostro reddito pro capite che si è incrementato del 35 percento negli ultimi 8 anni in realtà oggi è il sesto reddito pro capite. Ci sono città, metropoli e regioni più ricche che ci hanno superato in termini di ricchezza, ne cito alcune:

- la Provincia di Trieste che era a 27 milioni di reddito pro capite quando noi eravamo a 32 e che oggi è a 44 milioni di reddito pro capite;

- Bologna che era come noi più o meno a 34 milioni di reddito pro capite e che oggi è a 53 milioni di reddito pro capite;

- Bolzano, Regione a noi cara per similitudini autonomistiche, che era come noi a 31 milioni di reddito pro capite nel 1991 e che nel 1999 è a 48 milioni;

- così come Firenze che da 30 milioni è andata a 44 con incrementi del 46 percento;

- Trento: da 30 milioni a 44 con incrementi del 45 percento;

- Milano: da 38 a 56 con incrementi del 45 percento;

- Genova: da 26 a 37 con il 43 percento di incremento.

Siamo stati superati anche da Torino, la città proletaria, che era dopo di noi come reddito pro capite con 29 milioni e che oggi è a 41 milioni, praticamente come noi, con un incremento però di circa il 40 percento.

Questo dato ci dovrebbe far riflettere su quello che la politica produce sull’amministrazione in termini di ricchezza del Paese.

Noi andiamo dicendo da qualche anno, perlomeno da quando siamo in quest’aula, che sotto l’aspetto della gestione delle risorse non si può non riconoscere a questo Governo un'ottima capacità di amministrazione, però abbiamo sempre denunciato che rispetto all’obiettivo che viene dichiarato, cioè quello di aumentare la ricchezza dei Valdostani, di mantenere certe prerogative di autonomia che sappiamo essere legate fortemente alle risorse perché se oggi siamo molto autonomi, lo dobbiamo sì ai fattori culturali, etnici, linguistici, ma anche al fatto di gestire noi le nostre risorse, allora se queste risorse calano, se la prospettiva è quella che gli investimenti che andiamo a fare producono sempre meno ricchezza e ci fanno scendere in questa graduatoria, questo deve preoccupare ogni Valdostano.

Così come deve preoccupare il pensiero di quello che accadrà nel momento di trasformazione in termini di federalismo e di sussidiarietà perché i processi relativi non saranno processi che toccheranno solo la Valle d’Aosta magari beneficiandola ancora più di oggi in termini di autonomia.

Siamo i primi a dire che siamo federalisti convinti e sappiamo che quando siamo federalisti in Valle d’Aosta lo dobbiamo essere anche a Ivrea, a Roma, a Caltanissetta e quindi dobbiamo credere in un processo che è quello di un'amministrazione dello Stato che è fatta di sussidiarietà e di federalismo.

Non dobbiamo dimenticare che il federalismo procura "devolution" di cui tanto si parla in questi giorni e la devoluzione delle competenze produce anche la devoluzione degli oneri e magari anche dei debiti di certi comparti e ne prendo uno a caso di cui non si è mai parlato in maniera puntuale.

Lo Stato, l’INPS eroga annualmente 500 miliardi di pensioni in Valle d’Aosta. Sapete quanti sono i contributi che pagano i Valdostani? Sono 356. Abbiamo una copertura del prelievo contributivo sulle pensioni erogate in Valle d’Aosta del 70 percento, mentre un 30 percento non è coperto.

È possibile immaginare in un prossimo futuro che nelle devoluzioni alle regioni ci possa essere anche la competenza dell’assistenza oltre che sanitaria, scolastica, culturale, finanziaria, anche quella pensionistica? Credo di sì. Credo che se ne debba parlare. Noi lo diciamo oggi perché la fornitura di prestazioni assistenziali, in questo caso pensionistiche, non è molto diversa dalla fornitura di servizi sanitari, sociali, scolastici così come abbiamo avuto stamani l’onere purtroppo di ascoltare che abbiamo una spesa sanitaria pro Valdostano che in questi ultimi tempi si è incrementata come in nessun’altra regione pur avendo poi puntualizzato le differenze dei dati e delle cifre.

Rimaniamo fra le regioni che hanno una spesa sanitaria e sociale fra le più alte pro capite, abbiamo una bassissima capacità impositiva, ma questo non è un dato negativo perché in realtà avendo le risorse, non avendo necessità di imporre nuove tasse, risultiamo quattordicesimi nella capacità impositiva e sarà una capacità che acquisiremo man mano che avremo bisogno di risorse e dallo Stato non ne arriveranno più o quelle che abbiamo non ci basteranno più.

Allora crediamo che la lettura di questo bilancio del 2000 non debba essere vista solo per quel che riguarda la competenza del 2000, ma debba essere vista in un'ottica di trasformazione del Paese, delle economie, delle risorse che questa Regione ha, avrà e dovrà avere, a quelli che sono i processi di devoluzione, sì, ma anche di autonomia economica e finanziaria oltre che culturale, linguistica e in quei settori che giustamente rivendichiamo.

Continuiamo a ribadire che qui abbiamo un’industria che produce circa il 50 percento del PIL dei Valdostani dal quale poi vengono prelevati i 9/10, che è l’industria del turismo, ma continuiamo a sollecitare investimenti più importanti per quanto riguarda questo settore e questo settore continua a rimanere un settore che, pur producendo il 50 percento delle entrate e delle tasse dei Valdostani, ha come investimento non più del 14 percento delle risorse di questo bilancio perché ci sono altre scelte, altre priorità, altre urgenze che questa Giunta ritiene importante per lei affrontare.

Crediamo che sia il momento, ma lo era già quando tre anni fa abbiamo iniziato questo confronto sul bilancio, sulle spese, sui progetti politici, di modificare questa attitudine a diversificare le spese così come lo sta facendo questa Giunta; riteniamo che sia importante, come si diceva stamani per quanto riguarda la spesa sanitaria, razionalizzare i costi perché le scelte vanno fatte anche quando sono impopolari, altrimenti il passaggio successivo sarà quello non di dover fare delle scelte, ma di avere delle imposizioni impopolari come è avvenuto in molti altri paesi, quando i soldi non ci sono più, poi ci sono le crisi più gravi.

Questa è una Regione che sta aumentando il proprio indebitamento, che sta aumentando il peso dell’indebitamento sul proprio bilancio, è un dato di fatto; questa è una Regione che, per quanto riguarda il nostro giudizio politico, continua a comportarsi in maniera molto allegra pur affrontando difficoltà come l’alluvione e il tunnel, ma sotto l’aspetto della diversificazione e della distribuzione delle risorse in maniera così allegra che ci pare di cogliere la somiglianza dell’Italia degli anni ’80 quando ancora tutti festeggiavano e distribuivano risorse non rendendosi conto che invece il Paese si stava indebitando e che quell’indebitamento sarebbe poi arrivato sulle nostre spalle, così come è arrivato, perché Maastricht ci ha chiesto di risanare quel debito che abbiamo di 2,5 milioni di miliardi; questa è una Regione che sta aumentando il peso dell’indebitamento sul proprio bilancio; questa è una Regione che non sta facendo scelte diverse importanti per quanto riguarda gli investimenti nell’economia e nello sviluppo e in quello che riteniamo essere il settore trainante, che è il turismo, che produce il 50 percento delle risorse dei 9/10 e che percepisce meno del 15 percento delle risorse di investimento.

Cosa possiamo auspicare? Siamo in un rendiconto, in una chiusura di bilancio; possiamo solo prendere atto di una visione ancora troppo allegra di questo bilancio, non tanto sotto l’aspetto della contabilità: qui i conti sono stati fatti in maniera molto precisa per quanto riguarda gli indirizzi del programma, anzi sotto l’aspetto dell’attività di controllo che l’opposizione può fare in un documento come questo possiamo senz’altro dire in termini politici che questo bilancio rispecchia in maniera tecnica, amministrativa, contabile, economica e finanziaria esattamente il programma che la Giunta si è dato.

Sotto questo aspetto non possiamo neanche dire: "Ma avevate detto che avreste fatto questo, non avete messo i soldi per fare quello?" e via dicendo. No, questo non lo possiamo dire perché addirittura va riconosciuto che nei momenti di crisi gli spostamenti di bilancio sono stati molto veloci.

È proprio l’impostazione di bilancio che non va bene. È proprio una visione completamente diversa che abbiamo del momento storico di questo Paese e di questa Regione di cui questo bilancio sembra non rendersi conto.

Questo bilancio non si rende conto che stiamo andando verso il federalismo, quello vero, quello di cui tutti noi parliamo, ma alla fine bisogna vedere quanto ci porta perché se siamo federalisti convinti come lo sono anche i nostri due Presidenti quando partecipano alle assemblee dei presidenti delle regioni e dei presidenti dei consigli, che si battono insieme agli altri perché anche le altre regioni possano avere l’autonomia impositiva e quindi la gestione delle loro risorse, poi vedremo cosa produrrà questo. Perché in questo senso siamo quelli che diciamo di volere il federalismo, ma siamo anche quelli che ne hanno meno bisogno e il giorno che c’è il federalismo andiamo poi a ridere, quando c’è anche per gli altri.

Questo bilancio non si rende conto che ci sono in atto in termini economici degli sviluppi di tipo europeo che imporranno al nostro Paese di fare delle scelte drastiche nella contabilità del proprio bilancio. Non credo che mancheranno i 500 miliardi, forse non mancheranno mai i 500 miliardi per la Valle d’Aosta, ma proviamo a ragionare se questo bilancio non avesse i miliardi di mutui contratti, 76 più 300, e i 500 miliardi sostitutivi dell’IVA da importazione.

Presidente, siamo d’accordo che i 500 miliardi ce li mandano da Roma? Sì. Allora auspichiamo che continuino ad arrivare. Qui più che "l’effetto Tremonti", vediamo l’effetto Centro Sinistra: indebitamento in aumento e risorse in diminuzione. Quello che diciamo è che l’indebitamento del bilancio sta aumentando, la ricchezza dei Valdostani sta diminuendo, poi fate voi, visto che gestite voi, quando gestiremo noi probabilmente faremo scelte molto diverse. Certo è che chi erediterà la gestione di questo bilancio in futuro si troverà nella stessa condizione che ha ereditato Tremonti, probabilmente con dei debiti magari speriamo non così importanti e pesanti. Enel docet: visto che abbiamo fatto 1.300 miliardi di debiti, sono scelte politiche?

(interruzione del Presidente della Regione, fuori microfono)

? certo è che ci aspettavamo che su questo bilancio si potessero vedere gli effetti dell’allargamento della maggioranza, forse è troppo presto, forse sarà nel bilancio 2001 dove vedremo la Stella Alpina come taglierà, inciderà in termini liberal-democratici questo bilancio?

(commenti in aula dai banchi della maggioranza)

? non c’erano gli Autonomisti, ma la Fédération c’era già, grande incisione liberal-democratica non l’abbiamo ancora vista! Persiste l’impronta molto importante delle Sinistre in questo senso e così crediamo sarà fino alla fine di questa legislatura.

Sotto l’aspetto contabile, ripeto, non abbiamo nulla da dire, sotto l’aspetto politico credo che le differenze non siano nei numeri, ma nella visione dello sviluppo della finanza, dell'economia e della gestione delle risorse di questa Regione.

Ribadisco il dato che è un dato inconfutabile sul quale non possiamo non essere d’accordo al di là dei capitoli di spesa, al di là delle singole voci, al di là dei 10 miliardi in più o in meno: con questo tipo di impostazione di bilancio e di distribuzione delle risorse la ricchezza dei Valdostani sta diminuendo, se in 8 anni la ricchezza dei Valdostani è incrementata del 35 percento contro le altre province che viaggiano a 40-45, credo che questo sia un dato di fatto.

PrésidentLa parole au Conseiller Rini.

Rini (UV)L’esame del bilancio consuntivo riveste sicuramente una grande importanza in quanto offre la possibilità di verificare se quanto programmato è stato realizzato.

In occasione dell’esame del bilancio preventivo qualcuno aveva detto che alle parole non sarebbero seguiti i fatti e che per quadrare i conti erano state gonfiate le entrate; ebbene oggi con dei dati alla mano possiamo dimostrare che alle parole si sono susseguiti i fatti e che le previsioni di entrata erano più che prudenti tant’è che le stesse hanno superato le previsioni.

Già in occasione del dibattito del bilancio revisionale era stato evidenziato il momento congiunturale negativo per la nostra Valle dovuto a diverse cause, ma aggravato in particolare dalle ripercussioni negative sull’economia per la chiusura del Tunnel del Monte Bianco.

Malgrado gli eventi negativi questa maggioranza è riuscita con grande responsabilità e con scelte coraggiose a far sì che la collettività abbia potuto continuare nella crescita economica ed evitare che i traguardi ottenuti venissero ridimensionati.

Per superare le difficoltà si sarebbe potuto aumentare la pressione fiscale e diminuire l’entità dei trasferimenti agli enti locali, sarebbe stato facile, ma ciò avrebbe sicuramente provocato ulteriori danni per la nostra economia.

Si è ritenuto giusto e inderogabile contenere, ove possibile, le spese correnti e di funzionamento con significativi, duri tagli alle spese non strettamente necessarie ed aumentare ancora i trasferimenti agli enti locali evitando così l’adozione di provvedimenti che avrebbero inciso negativamente sui cittadini.

A proposito di enti locali penso che i loro amministratori spenderanno in modo oculato le importanti somme trasferite, sapranno e dovranno compiere gli sforzi necessari per contenere le spese correnti e contribuire con un'azione congiunta al risanamento della spesa pubblica, ciò naturalmente nella loro piena autonomia: quella che pretendiamo dallo Stato e che vogliamo riconoscere ai comuni e alle comunità montane.

Rileviamo a consuntivo la riduzione dell'incidenza dei trasferimenti statali e il consolidamento delle risorse proprie; di questo possiamo essere fieri ed orgogliosi come amministratori e come Valdostani in quanto stiamo raggiungendo la quasi totale autonomia della finanza regionale. Ingenti somme sono state destinate all’ammodernamento delle strutture socio-sanitarie e per il potenziamento delle infrastrutture ricreativo-sportive, per interventi nel settore della scuola, per il sostegno della politica della casa ed a favore delle famiglie, nel settore della forestazione, dell’artigianato, dell’agricoltura, dei trasporti, del turismo, per le politiche dell’occupazione, della formazione professionale e verso tutti quei settori interessanti le fasce meno abbienti.

Il giudizio non può che essere positivo in quanto, seppure con tanta difficoltà e con scelte anche impopolari, si è potuto evitare di riversare sulle comunità locali, sul mondo produttivo ed economico e sul settore sociale e sanitario le difficoltà finanziarie generate dagli eventi negativi che tutti conosciamo.

Per concludere, pur evidenziando tutta una serie di aspetti positivi dell’azione di governo, non possiamo accontentarci. Sicuramente tanto è stato fatto, ma tantissimo rimane da fare ed il momento particolarmente difficile aggravato dall’evento calamitoso dell’ottobre dell’anno scorso potrà essere superato solo con una sempre maggiore, oculata e responsabile gestione delle risorse che dovranno sempre più essere indirizzate verso quei settori che sono alla base della nostra economia e verso i cittadini meno abbienti e con maggiori problemi sociali.

Ancora troppe famiglie sono senza una casa adeguata, troppi cittadini sono in attesa di un'occupazione che gli consenta una sopravvivenza dignitosa, troppi anziani aspettano un'assistenza adeguata e troppe sono ancora le attività imprenditoriali medie e piccole sull’orlo del fallimento. Siamo sicuramente una regione con meno problemi irrisolti, ma non dobbiamo dimenticarci che per chi è in stato di difficoltà il sapere che altri in difficoltà non sono non basta. È a questi ultimi che dobbiamo soprattutto pensare. Anche esaminando il conto consuntivo possiamo evidenziare che, malgrado le difficoltà sopravvenute, il programma di legislatura si sta concretizzando e dimostra sempre più di essere idoneo a far sì che la comunità valdostana possa continuare nella crescita economica, culturale e sociale e che permetta a tutti una vita degna di essere vissuta.

PrésidentLa parole au Conseiller Piccolo.

Piccolo (SA)Permettetemi, come ho già fatto gli anni precedenti in merito al conto consuntivo, grazie anche al fatto di essere uno dei revisori del conto e quindi di aver avuto la possibilità di approfondire con l’Assessore e i funzionari competenti più da vicino il documento contabile, di esprimere alcune considerazioni sul documento anche a nome del gruppo dal quale sono stato ampiamente delegato, bontà loro.

Cercherò di contenere l’intervento premettendo che dovrò in parte ripetere alcune affermazioni fatte in occasione della discussione del bilancio di previsione del 2000.

Vorrei quindi, cercando di essere più sintetico possibile e senza avere la presunzione di insegnare nulla a nessuno, meglio evidenziare che cosa indicano le voci più rappresentative del conto anche dopo l’intervento dell’Assessore e la relazione del collega relatore e senza avere la presunzione di fare una controrelazione e ripetere alcune loro considerazioni.

A proposito delle voci, delle cifre e delle percentuali contenute nel documento, che sono il frutto del lavoro serrato dei funzionari preposti, desidero a titolo personale ringraziarli per l’impegno profuso in questi mesi, in particolare per la disponibilità che mi hanno riservato in questi ultimi giorni pur essendo oberati di lavoro.

Mi preme anzitutto fare, a nome del gruppo della Stella Alpina, alcune osservazioni di carattere generale cercando di dare un contributo al dibattito partendo da alcuni dati che emergono da questo conto consuntivo.

Dall’esame dei dati si evince che le previsioni definitive delle entrate, escluse le partite di giro, superano il 9 percento delle previsioni iniziali, inoltre gli accertamenti finali sono complessivamente in linea con le previsioni definitive a parte il titolo V° riguardante le entrate derivanti dai mutui, dove invece l’accertamento è decisamente inferiore alle previsioni, circa 34 miliardi, il che però rappresenta un elemento positivo perché non si è dovuti ricorrere alle contrazioni di mutui previste per le spese di investimento.

Per quanto riguarda le spese, c’è uno scostamento del 7 percento circa, gli impegni finali rappresentano quasi il 94 percento delle previsioni definitive.

Infine la capacità di pagare le spese impegnate registra un miglioramento rispetto al 1999: circa l’1 percento.

Da queste prime considerazioni si può sottolineare che questo conto consuntivo non si discosta molto dalle previsioni a dimostrazione di una solidità finanziaria della Regione, ma questo non dovrà certo farci cullare sugli allori anche alla luce degli ultimi tragici eventi: la chiusura del Tunnel del Monte Bianco e la terribile calamità alluvionale dell’ottobre scorso.

Occorre quindi da qui alla fine della legislatura affrontare alcune problematiche che devono ancora trovare una loro definizione e che il gruppo della Stella Alpina ha più volte evidenziato in Consiglio.

Casinò: un primo problema, che ha impegnato la precedente legislatura per tutto un quinquennio e chi vi parla anche più da vicino, è quello relativo alla definizione dell’annoso problema della gestione straordinaria della Casa da gioco di Saint-Vincent. Il Casinò rappresenta una delle più importanti fonti economiche ed occupazionali della nostra Regione, occorre quindi dare tempestività alle decisioni e alle azioni che portino alla conclusione della gestione straordinaria, sempre in tempi strettissimi e alla luce anche delle possibili aperture di altri casinò in Italia.

Sanità: altro problema a noi molto caro è quello del settore della sanità e del sociale e che per esperienza personale lavorativa conosco meglio. Occorre dare effettiva attuazione al nuovo piano socio-sanitario regionale presentato in questi giorni e che è in discussione nelle commissioni, piano che nelle sue intenzioni si prefigge anche alcuni obiettivi ambiziosi e che ci auguriamo venga tradotto in termini pratici dalle intenzioni in fatti. Va dato atto all’Assessore Vicquéry di essersi impegnato particolarmente con il nuovo piano per il triennio 2001-2004 a fare alcune scelte precise e puntuali. L’auspicio è che quanto contenuto nel piano si possa realizzare in tempi brevi.

Un riferimento specifico lo voglio fare in merito alle strutture previste per il potenziamento del servizio sul territorio, al funzionamento dei distretti, alla nomina dei direttori per un miglior servizio e più vicino ai cittadini residenti.

Altra puntualizzazione è che occorre prestare un'attenzione più incisiva e puntuale alla cooperazione sociale e al privato sociale, componenti che saranno sempre più necessarie sia per ridurre la burocrazia dell’ente pubblico, sia per sfruttarne a vantaggio della collettività le grandi risorse del volontariato da cui questo settore è animato e in gran parte promosso. Per non vanificare l’impegno delle persone coinvolto è necessario da una parte dare indicazioni e regole precise riguardo alle attività gestite e al controllo delle stesse e dall’altra decidere con rapidità i finanziamenti necessari. Il privato sociale fornisce rilevanti servizi alla collettività a costi molto inferiori rispetto a quelli che sopporterebbe l’ente pubblico per i medesimi servizi.

Altro settore delicato è quello dei malati di mente. Sono persone che versano in stato di infermità mentale, i cui familiari e tutori hanno manifestato oltre al proprio disagio per i loro cari anche quello per doversi recare in istituti fuori Valle nei quali da tempo i malati sono ospitati, malati che cercherebbero di rientrare nella regione di residenza.

Un ultimo problema, sempre in campo sanitario e assistenziale, è quello dell’assistenza e dei servizi rivolti agli anziani. Le microcomunità non sono purtroppo più in grado di soddisfare, e non è fra l’altro il loro compito, particolari casi di persone anziane che necessitano di continua assistenza, persone non autosufficienti e non assistibili a domicilio. Le strutture previste per questi casi sono le RSA, la Valle d’Aosta è purtroppo ancora carente. Occorre crearne altre e in prossimità di strutture ospedaliere e poliambulatoriali in quanto è necessaria la presenza costante di personale medico e paramedico, personale che certo non è facile reperire in Valle. A questo proposito occorrerà ragionare tutti insieme su una migliore applicazione del francese nei concorsi nell’ambito della sanità.

Turismo: molto è stato fatto, molto è ancora da fare. Occorre creare un migliore coordinamento fra i vari enti che si occupano di turismo per una migliore offerta ai turisti. Ci auguriamo che le ultime leggi sul turismo possano risolvere il problema, i presupposti sono stati creati, ma di questo ci facciamo direttamente portavoce come gruppo all’Assessore Lavoyer.

Finanza: alla concretizzazione del polo creditizio valdostano occorre provvedere in tempi brevi.

Maggiore formazione professionale valorizzando al massimo i fondi europei a ciò destinati.

Università: occorre a parer nostro dare un luogo più consono a questa importante struttura.

Occupazione: occorre guardare con attenzione all'occupazione dei lavoratori part time che è sempre più in aumento, diminuiscono gli occupati a tempo indeterminato.

Politica della casa: occorre prestare attenzione a questo settore anche alla luce del sempre crescente numero delle fasce più deboli e degli extracomunitari.

Industria: pensare sempre più a una diversificazione produttiva, dare maggiore spazio all'imprenditoria privata evitando che la Regione svolga un ruolo centrale nell’economia valdostana.

Agricoltura: alla luce degli ultimi eventi che vedono sempre più penalizzato il mondo rurale valdostano a causa delle regole imposte a livello comunitario occorre portare avanti un'accorta politica a sostegno dell’agricoltura di montagna.

Queste erano alcune nostre considerazioni e suggerimenti in merito ad alcune problematiche e in questa occasione di questo consuntivo che non è altro che il frutto del lavoro e dell’impegno profuso da parte della Giunta e della maggioranza.

Mi auguro che questo documento costituisca un importante passo per cercare di dare all’esterno di quest’aula la convinzione che si stia lavorando in modo nuovo e moderno e nell’interesse dei cittadini affinché essi possano credere ancora nelle istituzioni e nei loro rappresentanti.

Concludendo, pur tenendo in debito conto quanto ho osservato nel mio intervento e per le motivazioni addotte, dichiaro il voto favorevole della Stella Alpina al conto consuntivo dell’anno 2000.

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Dopo aver esaminato questo bilancio consuntivo sul piano contabile con gli operatori e i dirigenti dell’Assessorato competente possiamo dire di non avere riscontrato irregolarità nella contabilità, anzi devo dire che ho incontrato persone all’altezza del loro compito, che hanno saputo dare anche a noi sindaci revisori quei chiarimenti che erano necessari su questo consuntivo di bilancio. Sul piano tecnico non abbiamo quindi niente da rilevare, ma sul piano politico non posso esprimere lo stesso giudizio: a nostro avviso, con i miliardi a disposizione che provengono, oltre che dal riparto, dallo Stato, dall’Europa e da altre fonti, si potrebbe fare di più, ma soprattutto si potrebbe anche fare meglio.

Infatti non condividiamo, e lo abbiamo detto in più occasioni, la gestione di questa maggioranza e le considerazioni politiche sul bilancio consuntivo più o meno sono le stesse che il nostro gruppo aveva fatto sul bilancio di previsione del 2000.

Prendiamo atto che c’è stato un aumento delle entrate, che i mutui che erano previsti sono stati utilizzati solo in parte, che le spese sono state contenute nonostante che, rispetto alle previsioni iniziali nell’esercizio di competenza, siano aumentate del 7 percento, che possono esserci tutte le attenuanti possibili dovute ad eventi che ancora pesano sul bilancio, come la chiusura del Traforo del Monte Bianco, gli oneri per far fronte all’alluvione (anche se, a sostegno di questi danni, c’è lo Stato con la "legge Soverato" e la Comunità europea tramite i fondi strutturali). Fra le attenuanti c’è anche quella relativa alla sanità, che con i 24 miliardi di passivo rimangia addirittura i 12 di attivo che vengono indicati, anche se poi non erano 12 perché ci sono altri che, di quei 12, ne attendono una buona parte, come gli enti locali. Quindi oggi questo consuntivo, se si riferisce al 2000 e se mettiamo in conto il discorso della sanità, non si chiude in pareggio, ma pur con tutte queste attenuanti devo dire che la vostra, amici della maggioranza, è un’amministrazione ordinaria, alla giornata: non si riscontrano interventi qualificanti che siano avvenuti nel 2000, oltre a quelli per i quali si era costretti, come gli interventi per l’alluvione e via dicendo.

Avete una disponibilità finanziaria che distribuite, purtroppo, a vostro uso e consumo e molto più a scopo di parte ed elettorale. Si continua con la politica assistenziale e sappiamo tutti che la politica assistenziale non crea ricchezza. L’imprenditoria locale, la nostra, quella valdostana, non cresce. Non è stato dato il via al patto per lo sviluppo, mancano le linee da seguire, gli obiettivi che si vogliono raggiungere e le risorse per far fronte alle iniziative, ma soprattutto manca la coerenza e l’affidabilità: se non ci sono questi presupposti, il patto resterà sulla carta. Non mi sembra che esista quella concertazione che dovrebbe esserci a livello locale.

Voi della Giunta decidete e disponete nella sanità, nel sociale, nel lavoro, nella politica della casa. Non dico che lo facciate di proposito, ma io dico che con il vostro modo di essere e di operare avete alimentato anche una rottura fra le stesse organizzazioni sindacali che della concertazione dovrebbe essere una parte determinante.

L’altro giorno abbiamo sentito, in commissione, che gli operatori turistici sono insoddisfatti, gli operatori del commercio dicono che chiuderanno i negozi; la disoccupazione, se elaboriamo i dati che ci vengono forniti, ci accorgiamo che è sempre la stessa, non diminuisce. Anche in agricoltura i nostri coltivatori diretti non sono più soddisfatti. Questo per quanto riguarda l’anno 2000, ma io ritengo che il 2001 non sarà migliore.

La nuova maggioranza che si è creata nella seduta del 21 febbraio di quest’anno, con la lettura dell’accordo programmatico, non ha portato nessun cambiamento. Ci aspettavamo in quel momento che, con la nuova maggioranza, si mettesse mano a un qualcosa di diverso, ma questo non è avvenuto e oggi occorre porre mano al bilancio e realizzare una riconsiderazione generale dello stesso. Questo anche alla luce del consuntivo che stiamo esaminando perché è indispensabile.

Gli sforzi che voi fate, gli assestamenti che proponete, quelle piccole furberie che mettete in atto per rendere i bilanci più accettabili dimostrano che occorre una riflessione a 360 gradi sul vostro modo di essere e di governare.

Dovete uscire da un bilancio ormai blindato, occorre soprattutto eliminare il superfluo per investire in ciò che conta, occorre riqualificare la spesa ed eliminare o almeno ridurre l’assistenzialismo, occorre far comprendere alla nostra gente che non tutto è dovuto, come invece sta accadendo oggi, e soprattutto dobbiamo cambiare per rendere anche i Valdostani padroni a casa loro perché, nonostante quello che dice la vostra maggioranza, in alcuni settori non lo sono forse mai stati, ma non lo saranno mai se si continua con questa politica. Noi dobbiamo sempre dipendere dall’esterno, come la sanità, che dipende dagli altri ospedali fuori Valle.

Qualcuno che ora mi sta ascoltando forse pensa che Beneforti dovrebbe cambiare disco, ma non posso non ribadire le cose di cui sono e siamo convinti. Noi sosteniamo ciò che voi della maggioranza non fate: non vi rendete conto che occorre un progetto nuovo, occorre una legislazione e una programmazione adeguata alle esigenze della Valle d’Aosta, occorre che ripensiate al vostro programma di legislatura che non può essere il Vangelo, ma deve essere adeguato alle nuove esigenze.

Dovete essere convinti che occorre la partecipazione della gente alle decisioni del potere.

All’inizio di legislatura, se andiamo a rileggere le relazioni di tutti, la prima cosa che si scrive e si dice è "che amministreremo con la partecipazione della gente", ma questo non è mai avvenuto.

Se non rendete la gente partecipe alla gestione del potere, sarà difficile istituire una tassa regionale quando ce ne sarà bisogno. Perché io sento l’Assessore Agnesod dire che anche questa volta non abbiamo aumentato le tasse, siamo stati bravi, non chiediamo soldi ai Valdostani, ma io vorrei vedere oggi andare a istituire una tassa, anche a livello regionale, senza aver spiegato perché ci si trova in questa situazione.

Eppure verrà un giorno, anche se non me lo auguro, in cui bisognerà chiedere anche la partecipazione monetaria ai nostri concittadini! Pertanto questo bilancio consuntivo, sul piano politico, è da bocciare e il nostro gruppo non lo voterà per le ragioni che sinteticamente mi sono permesso di dire.

Ma un fatto ci rende perplessi, anche se lo possiamo comprendere: come non si rendano conto i Consiglieri di maggioranza che, restando in silenzio e, approvando tutto ciò che viene loro sottoposto, avallano a cuor leggero un uso della nostra autonomia che è del tutto strumentale.

L’autonomia non può essere il mezzo per raggiungere gli obiettivi di parte: non era certo questo l’obiettivo che si erano posti i padri dell’autonomia valdostana, quando rivendicavano la specialità di cui oggi godiamo i benefici.

Questo bilancio è da bocciare anche perché, come tanti altri in questi ultimi anni, è diseducativo nei confronti della nostra comunità, tant’è vero che ne paghiamo le conseguenze dal momento che assistiamo ad un decremento, piuttosto che ad un aumento, dell’attaccamento alle ragioni della nostra specificità e autonomia e, venendo meno questo attaccamento, dobbiamo stare attenti, perché è pericoloso.

PrésidentEst-ce que d’autres conseillers souhaitent intervenir? La discussion générale est close.

La parole à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod.

Agnesod (UV)Voglio innanzitutto ringraziare coloro che sono intervenuti perché hanno evidenziato degli argomenti su cui è bene fare chiarezza oltre che confrontarsi dal punto di vista politico.

C’è intanto un primo argomento su cui dobbiamo chiarire fino in fondo come stanno le cose perché sia il Consigliere Lattanzi che il Consigliere Beneforti e forse anche la Consigliera Squarzino sono intervenuti dicendo che i mutui previsti sono stati utilizzati solo in parte. Questo non è vero. Non abbiamo utilizzato neanche una lira dei mutui previsti nel bilancio 2000 e questo non è di poco conto. I 76 miliardi che ci troviamo sono dei mutui che ci derivano dall’esercizio 1999 sia per quanto riguarda i 61 del disavanzo del 1999, sia per quanto riguarda i 15 della sanità. Questo è fondamentale discutendo il rendiconto dell’esercizio 2000.

Le previsioni iniziali sono 336 miliardi, le previsioni definitive sono 412, accertati 76, perché le previsioni iniziali più i 76 di mutui iscritti in corso di esercizio fanno 412, ma contratti e accertati sono i 76 che ci derivano dall’esercizio precedente, dall’esercizio del 1999, quindi nel 2000 i 310 miliardi che avevamo previsto come mutuo a pareggio non sono stati accesi per nulla, siamo andati con una chiusura di esercizio del bilancio 2000 con 12,4 miliardi in attivo.

Abbiamo ottenuto questo risultato, è vero, facendo riferimento al conto gestione residui, non sulla competenza del 2000 perché la competenza è andata sotto di 91 miliardi, ma sul conto esercizio della gestione dei residui siamo riusciti ad avere questo risultato.

Il bilancio di un ente pubblico si compone della competenza e della gestione residui; il fatto di essere andati sotto di 91 miliardi nella competenza è, a nostro avviso, positivo perché significa che in un anno in cui c’era bisogno di spendere abbiamo speso quello che era necessario per quanto riguarda la spesa senza andare a penalizzare i settori, ma facendo riferimento alla gestione dei residui siamo riusciti ad ottenere un risultato che non solo non è andato ad intaccare i 310 miliardi di mutuo a pareggio che avevamo previsto per gli investimenti, ma siamo andati a 12,4 miliardi come avanzo di amministrazione. Questo credo sia opportuno chiarirlo perché è un elemento fondamentale se vogliamo poi analizzare in maniera più approfondita il resoconto stesso.

Per quanto riguarda l’osservazione sulle entrate, in effetti c’è stato un aumento delle entrate sostanziale e una parte di questo aumento, oltre che a un buon andamento dell’economia in generale in Valle d’Aosta su cui successivamente tornerò, è dovuto all’applicazione dell’articolo 6 della legge n. 690/81 che sono i versamenti delle tasse riguardanti l’IRPEF di aziende che operano in Valle anche se non con sede legale in Valle. Questa applicazione è stata fatta al mese di agosto 1999, quindi noi abbiamo portato questo bilancio in Consiglio al mese di ottobre 1999, che è il bilancio del 2000, e non avevamo la quantificazione attendibile da prevedere in bilancio rispetto a quanto sarebbe stato l’introito riferito a questa applicazione dell’articolo 6. È questo il motivo.

Le spese sono lievitate, sì, però ci sono alcune spese che hanno avuto delle motivazioni. Qui mi rifaccio a quelle relative a patrimonio e partecipazioni con il trasferimento a Finaosta delle risorse per l’acquisto della BVA, l’assegnazione del fondo di dotazione alla casa da gioco.

Nel settore assetto del territorio ci sono stati interventi straordinari dovuti all’evento alluvionale dell’ottobre 2000, quindi sicuramente è stato un settore che ha avuto un aumento di spesa più marcato.

Per la formazione professionale ci sono stati i trasferimenti dei fondi Stato per la formazione e la riqualificazione del personale.

Sulle risorse in compensazione vorrei dire, per quanto riguarda questi capitoli, prima di entrare nello specifico di alcuni di essi, che le risorse in compensazione attengono ad una verifica interna puntuale e senza pregiudicare alcuna destinazione ne attribuiscono una parte ad altre voci che necessitano in questo momento di risorse stesse, quindi è un lavorare sul bilancio come avviene in tutte le società ed enti pubblici per calibrare in maniera più adeguata nel corso di esercizio quelle che sono le risorse necessarie.

Nello specifico le aree protette, abbiamo tolto dalla voce acquisto terreni per le aree protette e li abbiamo messi nella sistemazione di danni che ha provocato l’alluvione nell’area di Saint-Marcel. Abbiamo ritenuto prioritario questo intervento piuttosto che lasciare dei fondi per l’acquisto di altri terreni per le aree protette.

Sui vigili del fuoco non abbiamo penalizzato né gli effettivi né i volontari con questo cambio di titolo e qui mi riferisco all'osservazione che faceva la Consigliera Squarzino in quanto abbiamo il capitolo 33.220 che contiene 3,3 miliardi di risorse disponibili per i vigili del fuoco effettivi e avevamo il capitolo 40.841 che aveva lo stesso titolo a seguito di un errore nella predisposizione iniziale del bilancio perché uno doveva essere per i vigili effettivi e l’altro per i vigili volontari, adesso si è messa a posto questa situazione, niente di più.

Nell’articolo 7 della variazione di bilancio si dice con atto amministrativo perché qui era stato sollevato questo problema; secondo me questa è l’autorizzazione alla Giunta ad apportare la variazione di bilancio in conseguenza degli eventi alluvionali ai sensi dell’ordinanza n. 3.090 per fronteggiare le necessità di intervento sul territorio e di rimborso danni ai cittadini. Con questo articolo regolarizziamo le variazioni di bilancio che può fare la Giunta settimanalmente con un iter più dinamico rispetto a quello che potrebbe essere con l’inserimento nell’ordine del giorno del Consiglio che potrebbe prolungare i termini e ritardare gli interventi stessi.

Per quanto riguarda gli interventi sui vari settori, faccio riferimento al discorso che è stato fatto da Lattanzi che ha detto che nel turismo si spende poco; qui non sono d’accordo anche se, leggendo le cifre inserite nei capitoli specifici che parlano solo di queste voci del turismo, può apparire così, prima di tutto l’anno scorso è stato un anno un po' particolare dove non avevamo delle leggi che sono state fatte nuove quest’anno sugli alberghi e per altri settori, ma poi il turismo non è avulso dal contesto sia sociale che territoriale in cui è situato?

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

? ma tutto quanto mettiamo, diciamo il 50-60 percento di quanto destiniamo alla conservazione del territorio, è utile a questo tipo di attività economica. Il 60 percento di quanto destiniamo all’agricoltura è finalizzato anche alla conservazione del territorio che è la materia prima che proponiamo al turista oltre alla capacità nostra di gestire la comunicazione.

Questi sono elementi importanti perché il consuntivo non può essere letto solo con un’ottica a sé stante, non è così perché la nostra economia è basata sul turismo, su questo concordiamo tutti. Come veniva detto, il 50 percento viene proprio da questo settore, però questo settore è inserito in un contesto generale, noi dobbiamo tener conto che ci sono molti settori e, se vogliamo mantenere una Regione che sia in grado di dare dal punto di vista dell’immagine un certo risultato, dobbiamo investire. È la Regione poi meno indebitata d’Italia, non dimentichiamocelo, è questo un riconoscimento che abbiamo avuto a livello internazionale, la facilità con cui abbiamo ottenuto il finanziamento dei BOR dimostra che questo riconoscimento ci viene assegnato dai più grandi investitori a livello internazionale, è la Regione meno indebitata d’Italia e questo è importante sottolinearlo, quel poco che abbiamo di debiti è dovuto ad effetti che sono capitati in questi ultimi anni? come?

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

? percentuale.

Abbiamo avuto la chiusura del tunnel, quindi il 1999 ha patito in maniera pesante questo evento. Sicuramente quest’anno le cose stanno andando meglio e poi abbiamo la relazione della Banca d’Italia che ci è arrivata ultimamente e che ci dà alcuni spunti in questo senso. Ma vorrei ancora fare un’altra considerazione: Lattanzi ha citato una graduatoria, mi sta bene, e questa graduatoria dà questi risultati.

Io voglio citarne un’altra, un’altra tabella in un altro sondaggio nazionale che vede la nostra Regione al primo posto con l’apprezzamento dei cittadini nei confronti della sanità e del sociale. È uscita due mesi fa circa su "Il Sole 24Ore" e questo mi sembra che sia un aspetto da non sottovalutare che rende giustizia a certi interventi che stiamo facendo?

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

? spendiamo di più, però non si può sempre dire allora: "Spendete troppo", spendiamo anche bene, allora, non spendiamo male se la gente è soddisfatta.

L’esercizio si è chiuso con un avanzo di amministrazione di 12,4 miliardi a fronte di un anno in cui abbiamo dovuto ancora patire la chiusura del tunnel per tutto l’anno e abbiamo subito l’alluvione del 15 ottobre, un'alluvione che ha bloccato la nostra Regione per molte settimane, quindi in questo contesto questo risultato è sicuramente positivo, è un risultato che attesta il buon lavoro svolto da questa Amministrazione in questi ultimi anni. È vero, come dicevamo prima, che scaturisce dai residui, è in competenza, ma questo va ancora a maggior vantaggio dell'operatività dell’Amministrazione regionale nel corso del 2000.

Per quanto riguarda il versante delle entrate, c’è stato un incremento rispetto alle previsioni, incremento che è stato particolarmente marcato al titolo I°, vale a dire entrate derivanti da attribuiti propri e compartecipate, hanno avuto un incremento del 4,3 percento e questo al di là di quanto ho spiegato prima, riferito all’articolo 6 della legge n. 690/81, è sicuramente sintomo di una buona salute del nostro sistema.

Gli accertamenti finali sono complessivamente in linea con le previsioni definite, esclusione fatta per il titolo V° come già è stato detto, che è quello dei mutui, su cui non abbiamo dovuto attingere nessun mutuo, abbiamo avuto un allineamento rispetto a quelle che erano le previsioni con un aumento dell’IRPEF per motivi già espressi.

Sul versante della spesa si evidenzia uno scostamento dalle previsioni iniziali e quelle definitive di circa il 7 percento con un aumento in particolare dovuto agli interventi straordinari messi in atto per fronteggiare l’alluvione.

La capacità di concludere il pagamento nel procedimento della spesa è leggermente migliorata rispetto all’anno precedente. Sui residui rimane da osservare che i crediti sono lievemente aumentati rispetto al 1999, mentre per i debiti il volume è aumentato del 6,53 percento, un aumento contenuto considerate le difficoltà che abbiamo avuto nell’ultimo trimestre dell’esercizio finanziario del 2000 a causa dei gravi problemi causati dall’alluvione.

Un significativo e qualificante obiettivo raggiunto nel corso dell’esercizio del 2000 è stata la riduzione delle spese correnti che sono scese di 3 punti: dal 67 del 1999 al 64 del 2000, mentre le spese di investimento hanno raggiunto il 36 percento contro il 33 percento dell’anno precedente. Questo in sintesi il risultato del rendiconto 2000.

Per quanto concerne la prima variazione di bilancio, che segue con la finanziaria bis, occorre dire che si tratta di una variazione di importo molto esiguo e questo va a merito della Giunta, dei colleghi perché 9 miliardi di diminuzione su un'assegnazione di 2.300 miliardi è una cifra irrisoria.

L’assegnazione di 12 miliardi di avanzo di amministrazione rende questo importo complessivo di assegnazione di 29 miliardi, quindi una legge finanziaria bis che inserisce alcune norme in alcuni settori senza modificarne la programmazione e con l’obiettivo di contenere la spesa nel corso del corrente esercizio, soprattutto la spesa corrente, quella che non produce crescita della nostra economia.

Vorrei evidenziare che, come attestato dalla relazione annuale della Banca d’Italia, la situazione nella nostra Regione è buona, i risultati infatti sono positivi in tutti i settori economici.

Nel 2000 le esportazioni sono aumentate del 37,9 percento, in particolare questo è dovuto ai metalli, ad apparecchi meccanici ed elettrici. La crescita dell'esportazione ha riguardato in prevalenza i mercati svizzeri, francesi e spagnoli.

Va evidenziato anche un incremento delle esportazioni destinate al nord America, che sono cresciute del 40 percento, anche se rappresentano ancora nel complesso delle nostre esportazioni meno del 10 percento del totale.

Evidentemente la chiusura del tunnel ha penalizzato il settore dei trasporti e in generale ha contenuto un mercato e deciso segnale di crescita che comunque è avvenuto nel corso del 2000.

Le forze di lavoro sono aumentate di circa 2.000 unità, quasi un 4 percento in più, in presenza di una sostanziale stabilità della popolazione in età lavorativa e qui rispondo al Consigliere Beneforti perché aveva detto che il tasso di disoccupazione è rimasto pressoché uguale, non è vero il tasso di attività è salito dal 52,8 percento al 54,2 percento, superiore di ben 6 punti alla media nazionale. L’incremento dell'occupazione è risultato superiore sia a quello del nord-ovest, più 1,6 percento, sia a quello nazionale, più 1,9 percento, noi siamo al 4 percento. La dinamica è stata sostenuta dalla forte espansione degli addetti ai servizi, più 6,7 percento. Questa crescita ha comportato una riduzione del numero delle persone evidentemente in cerca di occupazione che sono diminuite del 12,4 percento. Il tasso di disoccupazione è diminuito dal 5,3 percento al 4,5 percento posizionandosi sul valore più basso dal 1993 ad oggi. A gennaio 2000 il tasso di attività in Valle è ulteriormente cresciuto passando al 54,9 percento, mentre il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso al 3,9 percento.

Si è rafforzata la tendenza, come in tutte le società industriali avanzate, all’utilizzo di forme contrattuali flessibili per le assunzioni, questo è vero?

(interruzione del Vicepresidente Lattanzi, fuori microfono)

? dati Banca d’Italia.

Nel 2000 le iscrizioni nelle liste di mobilità si sono ridotte del 29,5 percento.

In questo contesto il credito in favore del settore produttivo è tornato a crescere con un incremento del 9,8 percento contro la flessione che c’era stata nel 1999 del 5,5 percento.

La crescita dei prestiti al settore produttivo ha interessato tutti i comparti. I finanziamenti a medio e a lungo termine sono cresciuti dell’11,8 percento, quelli a breve del 7,5 percento, dove c’era stata una caduta del 12,8 nel 1999.

La ripresa dell’accumulazione di capitale si è tradotta in un incremento del tasso di sviluppo dei crediti destinati ad investimenti produttivi che sono cresciuti del 5,9 percento.

Nel corso del 2000 vi è stata una significativa riduzione dei prestiti in sofferenza e anche questo è un sintomo di una buona salute del nostro sistema, infatti l’incidenza delle sofferenze sui prestiti è scesa dal 6,2 al 5,1 per cento con un miglioramento che ha riguardato tutti i settori, non solo dei settori particolari.

Inoltre nel 2000 la raccolta bancaria da clientela residente in Regione è cresciuta del 6,2 percento dopo la contrazione del 4,7 percento avvenuta nel 1999.

In questa situazione positiva generalizzata si inserisce un elemento negativo che riguarda il costo del denaro in Valle che rimane superiore alla media nazionale, in particolare il tasso medio sui finanziamenti a breve termine è aumentato di 1,42 percento rispetto alla crescita italiana dell’1,31 percento.

Ma qui va considerato che questi dati sono basati su una rilevazione relativa alle condizioni pratiche dagli sportelli di un campione di banche, che questi dati non tengono conto dei finanziamenti erogati ai residenti provenienti da sportelli non insediati in Valle d’Aosta, quota non secondaria, pari al 42,5 percento del totale, che sono anche esclusi da questi dati i finanziamenti erogati da Finaosta.

Questo è in sintesi il quadro economico-finanziario in cui va collocato questo rendiconto finanziario della Regione per l’esercizio del 2000, un quadro positivo a nostro modo di vedere che rivela un aumento di risorse per gli investimenti, una capacità di spesa adeguata, una buona risposta in generale dell’economia regionale, un aumento dei consumi, in particolare dei consumi delle famiglie.

Questo risultato riteniamo sia dovuto a condizioni generali favorevoli, certamente, però è da notare che la nostra crescita è stata superiore alla crescita media del nord-ovest e alla crescita media nazionale, quindi crediamo che sia dovuto questo anche a scelte che ha operato questa Amministrazione che, pur in presenza di condizioni non favorevoli come quelle della chiusura del tunnel e dell’alluvione dello scorso anno e che ci ha portato un mese di paralisi, è riuscita ad ottenere un risultato che sicuramente ci rende soddisfatti.

Non secondaria è l’operazione che abbiamo fatto a livello regionale di non andare ad agire su ulteriore prelievo fiscale, quello a cui faceva riferimento Beneforti, cosa che avremmo potuto fare operando su alcuni tributi, magari avendo, come diceva lui, il coraggio di farlo, ma non è questo il punto.

Noi avremmo potuto portare nelle casse una cinquantina di miliardi, ma cosa avrebbe comportato questo?

Avrebbe sicuramente significato appesantimento allo sviluppo, freno agli investimenti, ai consumi, quindi freno alla crescita, cosa che non abbiamo fatto e i risultati li abbiamo ottenuti in maniera sicuramente maggiore rispetto a quanto avremmo potuto percepire aumentando le imposte.

Gli interventi messi in atto in tutti i settori, soprattutto in quelli economici, hanno prodotto questi risultati e quindi interventi vari, non sto a citarne qualcuno perché sono il risultato di un sistema di azioni prodotte in sinergia con gli operatori economici che operano e producono nella nostra Regione.

Questo è il risultato anche della concertazione, del patto per lo sviluppo a cui faceva riferimento Beneforti che sta cominciando a dare dei risultati.

Sicuramente la situazione non è ancora ottimale, ma stiamo operando per raggiungere anche questo risultato.

Crediamo che continuando ad operare in sinergia riusciremo in futuro ad aumentare il livello di benessere di questa comunità.

PrésidentNous avons terminé la discussion conjointe des projets de loi n° 126 et n° 127.