Oggetto del Consiglio n. 2121 del 12 luglio 2001 - Resoconto
OGGETTO N. 2121/XI Ritiro di mozione: "Impegno a costituire una commissione di indagine sullo stato della sanità in Valle d’Aosta".
Mozione Preso atto delle numerose interrogazioni, interpellanze e mozioni che vengono presentate al Consiglio regionale sullo stato della Sanità in Valle d’Aosta;
Constatato l’aumento costante della spesa sanitaria a carico del bilancio regionale;
Rilevato il malcontento esistente fra gli operatori della Sanità operanti all’interno dell’Ospedale regionale e dell’USL;
Ritenuto opportuno verificare il reale stato dell’Assistenza Sanitaria erogata nelle strutture ospedaliere e sul territorio;
Il Consiglio della Valle d’Aosta
Dà mandato
alla Giunta regionale e all’Assessore competente di costituire una Commissione d’indagine sullo stato della Sanità in Valle d’Aosta e di riferire entro trenta giorni, o comunque prima della discussione del nuovo Piano Socio-sanitario, al Consiglio regionale.
F.to: Beneforti - Curtaz – Squarzino Secondina
PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.
Beneforti (PVA-cU)La richiesta di una commissione di indagine l’avevamo avanzata quando portammo in questa sede il problema relativo alla petizione sottoscritta da un gruppo di operatori sanitari e amministrativi dell’USL, allora affermammo che di fronte a certe ingiustizie non si poteva far finta di niente; affermammo, altresì, che, di fronte all’aumento costante della spesa sanitaria senza avere un miglioramento dell’assistenza e dei servizi resi alla comunità valdostana, occorreva ricercare le cause che stanno alla base delle inefficienze e del degrado a cui si va incontro.
Con questo, non volevamo, e non vogliamo, fare di tutto un’erba un fascio e colpire tutto e tutti, perché c’è una parte veramente sana all’interno della sanità che svolge il lavoro con serietà, con esperienza, con passione ed attaccamento, con professionalità.
Del resto chi segue il dibattito e il confronto che cerchiamo di aprire in Consiglio con le nostre mozioni, interpellanze ed interrogazioni si rende conto che non è generalizzato. Noi cerchiamo di mettere il dito sulla piaga quando è necessario, quando ce lo impongono situazioni che non sono sostenibili, quando ci sono denunce e situazioni visibili e sono riscontrate con i fatti, quando tradiscono, fra l’altro, la fiducia degli assistiti, quando vengono meno allo spirito con cui le norme di legge, le riforme vengono approvate da enti e istituzioni, quando si ignorano volutamente le norme di legge, come è avvenuto in occasione della nomina del Direttore sanitario dell’USL; quando vengono affidate consulenze e convenzioni più nell’interesse dei sottoscrittori, che degli assistiti.
Credo che tutti, almeno a parole, in questa sede, vogliano eliminare le inefficienze che sussistono, però occorre dimostrarlo.
L’approvazione del piano socio-sanitario è l’occasione più opportuna per questo; è l’occasione da non perdere se effettivamente vogliamo cambiare, perfezionare, potenziare l’assistenza sanitaria che oggi è erogata nelle strutture ospedaliere e sul territorio, ma se questo è l’obiettivo, dovete convenire che è indispensabile conoscere a fondo la situazione esistente prima di decidere quali progetti vogliamo mettere in atto, contro ciò che oggi attenta alla dignità e alla salute della persona.
Per questo abbiamo presentato la mozione in oggetto. Riteniamo che solo dopo un'indagine conoscitiva e approfondita si possa stabilire il da farsi; crediamo che prima di decidere occorra conoscere da parte di tutti, la realtà che con lo stesso piano vogliamo modificare altrimenti non si può venire in aula con un piano socio-sanitario. Crediamo che si debbano creare le premesse e le condizioni per evitare il ripetersi di situazioni che non ci hanno fatto e non ci fanno onore.
Mi auguro che questa mozione non venga respinta, mi auguro che anche la maggioranza comprenda che non basta più - anche se mi illudo, Assessore, certamente - alzare la mano ed approvare quanto viene proposto dall’alto, perché qui così avviene. Vorrei sapere quanti dei miei colleghi conoscono la situazione reale che esiste sul territorio, che esiste all’interno dell’Ospedale regionale, che esiste all’interno dell’USL.
Credo che sia giunto il momento, anche per i ventinove Consiglieri di maggioranza, di rendersi conto che quanto da tempo andiamo sostenendo non è affatto campato in aria, non è strumentale, non è solo una querelle fra il sottoscritto e l’Assessore Vicquéry, come spesso affermano alcuni giornalisti valdostani.
Qui si tratta di conoscere se c’è la volontà umana, politica e sociale di mettere al centro del servizio sanitario l’ammalato, l’uomo. Qui si tratta di conoscere se i servizi della sanità pubblica sono resi ed organizzati tenendo conto delle esigenze del malato oppure degli operatori della sanità, perché oggi spesso e volentieri è il contrario di ciò che dovrebbe essere.
Qui si tratta di conoscere come si intenda approfondire il fenomeno delle liste di attesa per visite specialistiche, per ricoveri ospedalieri, per interventi chirurgici, fenomeno che in certe unità operative sta diventando una vergogna.
Qui si tratta di conoscere, perché nessuno dei responsabili della gestione sanitaria ha il coraggio di denunciare certe situazioni e quindi di rimuovere le cause che ci stanno dietro; si tratta di conoscere, come ho sempre sostenuto e ripetuto in altre occasioni, perché non esiste un’etica morale e del diritto del malato nella nostra sanità regionale.
Oggi il malato non conta o conta poco. Questa è la verità, mentre tutto deve essere fatto nel suo interesse, nella difesa della vita e della salute.
Nella sostanza con la commissione di indagine si tratta di conoscere noi dell’opposizione, ma anche voi della maggioranza, la verità che magari nessuno conosce.
Voi della maggioranza, e non voglio aprire una polemica, voi della Stella Alpina e dei Democratici di Sinistra, non potete ritenervi appagati perché uno o due dei vostri amici sono stati nominati "nella stanza dei bottoni" anche se non aveva ed ha i requisiti richiesti.
La verità non deve far paura, non deve essere coperta o circondata dall’omertà. Non si devono trovare giustificazioni o far ricadere le responsabilità sull’una o sull’altra parte. Fare il "Ponzio Pilato" non serve a nessuno, Assessore.
Occorre avere il coraggio di agire, di rispettare le regole: chi sbaglia deve pagare, non si possono usare due pesi e due misure, non si può giustificare tutto e tutti.
Chi non ha le carte in regola deve tornare a fare il proprio mestiere, non si possono né si devono creare precedenti di nessun genere se si vuole gestire la sanità senza commettere ingiustizie, abusi o concedere privilegi che non hanno niente a che vedere con il servizio che deve essere reso.
Noi dai banchi dell’opposizione abbiamo cercato di fare chiarezza sulle nomine come sulle mansioni superiori conferite a circa 150 operatori della sanità amministrativi e sanitari, ma non è stato possibile fare del tutto questa chiarezza, tant’è vero che l’USL continua a deliberare le proroghe concernenti le mansioni superiori a suo tempo già erogate.
Prendiamo la delibera n. 1.354 del 18 giugno: "Proroga mansioni superiori di caposala tecnico radiologia, coordinatore e terapista della riabilitazione"; in data 13 giugno l’USL prende atto che il Consiglio di Stato ha dato quella sentenza sulla "questione Thiébat"; il 13 giugno stesso con delibera successiva n. 1.353 assegna mansioni superiori al Dott. Thiébat quale Responsabile dell’Urologia; l’11 giugno delibera ad appartenenti ad unità diverse proroghe e mansioni superiori; in data 11 giugno, delibera n. 1.286, dipendenti appartenenti all’Unità di igiene degli alimenti e della nutrizione, mansioni superiori.
C’è una serie di delibere - ne abbiamo prese qualcuna a caso - dove si delibera e si continua a concedere mansioni superiori, quindi retribuzioni, non con equità e giustizia, ma secondo i principi che stabilisce l’USL, magari al di fuori di ogni linea sindacale; ma, se andiamo poi a leggere le delibere relative ai progetti obiettivo e sperimentazioni, assistiamo a certe situazioni veramente paradossali.
Abbiamo visto la delibera n. 1.311 dell’11 giugno concernente la sperimentazione sino al 31 dicembre 2001 presso la Radiologia di attività per la riduzione dei tempi di attesa per la TAC attraverso l’istituto della libera professione; anche questa è ridicola perché l’attività viene svolta con lo stesso personale, negli stessi locali e se è a pagamento, le liste si riducono, altrimenti le liste si allungano. Con lo stesso personale?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? la legge dice questo, ma voi la interpretate come la volete interpretare, caro Assessore, ma come si spiega questo fenomeno? Lei non mi può dire che è la legge! Ancora una volta, Assessore, si pagano di più, soprattutto certi medici, per fare quello che dovrebbero fare nel normale orario di servizio, questa è la realtà. Si fanno i progetti obiettivi, le sperimentazioni e il tutto avviene sempre a scapito degli utenti, perché chi potrà pagarsi la prestazione libero professionale passerà prima degli altri e le liste di attesa, per chi non può permettersi questi privilegi, restano lunghe, uguali. Questa è la realtà.
La delibera n. 1.243 del 1° giugno: "Liquidazione compensi per la partecipazione al progetto obiettivo dell’Unità di Pediatria": saranno anche pochi soldi, perché in fondo non sono molti, ma, viste le cronache di questi giorni rispetto all’affidabilità dei pediatri ospedalieri, non sarebbe meglio congelare tutti questi compensi extra? E in questo caso specifico come mai l’USL è così silenziosa rispetto alla vicenda del bambino idrocefalo e dei cinque sanitari denunciati da un papà giustamente arrabbiato, vicenda nella quale ha perso di credibilità l’USL? Come mai non si è neppure ipotizzato di costituire una commissione interna di inchiesta per capire come realmente sono andate le cose? Non ci si può liberare la coscienza pensando che faccia tutto la magistratura, ma anche internamente si deve indagare, sul piano amministrativo, quando capitano certe situazioni! Non si possono lasciare passare sotto silenzio!
Perché si cerca sempre di nascondere le cose che non vanno, invece di mettere al bando certi comportamenti e far capire che la maggior parte dei dipendenti lavora seriamente? Bisogna isolare chi non è altrettanto serio, lo dicevo all’inizio, questo.
Prendiamo la delibera n. 1.256 del 1° giugno per l’istituzione di un servizio stagionale di assistenza medica generica ai villeggianti in località turistiche della Regione: e qui viene il bello, perché intanto viene deliberato solo il 1° giugno, mentre in altre regioni turistiche al 1° giugno il servizio è già in funzione?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? questa è la realtà, Assessore! Non ci sarà il turismo, cosa vuole che le dica, ma dove c’è il turismo c’è il servizio?
(nuova interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? questa è la realtà, caro Assessore, è inutile che lei se la prenda, io dico quello che devo dire perché è la verità e, se la verità le fa male, faccia quello che crede, cosa vuole che le dica!
E non sto a raccontarle quello che è successo in mancanza del servizio: la gente è stata mandata all’Ospedale, da lì al medico curante, si è verificata tutta una situazione e fortuna ha voluto che il turismo ancora non ci fosse in pieno, altrimenti posso immaginare le lettere di protesta che potevamo ricevere per questo fatto che non ci fa onore!
Non abbiamo ottenuto neanche giustificazioni accettabili quando abbiamo richiamato l’attenzione della Giunta e del Consiglio sulle numerose consulenze e convenzioni che vengono affidate all’esterno; di questo abbiamo parlato quando abbiamo discusso l’interpellanza presentata sull’argomento specifico.
Non voglio ripetere ciò che abbiamo detto allora, ma non posso tacere, Assessore, che a quelle che sono state oggetto di interpellanze e interrogazioni sono da aggiungere le convenzioni deliberate nel giugno 2000, e non sono poche.
Ve ne cito alcune: con l’Ospedale San Gerardo di Monza, con l’Ospedale San Giovanni di Torino, con l’Ospedale San Luigi di Orbassano, con l’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, con l’Ospedale Valduce di Como, con il CTO di Torino e tante altre. L’elenco è lungo e sarà sempre più lungo, se la gestione della sanità resta quella attuale.
Cari colleghi, è possibile che all’USL ci sia bisogno di tutori per qualsiasi cosa che vada al di là dell’attività ordinaria? È possibile che i nostri medici siano tutti degli incapaci? Penso di no, ma come mai noi, che veniamo descritti dall’Assessore come una realtà sanitaria tanto invidiata, dobbiamo andare a pagare i servizi fuori Valle e quelli di fuori, Assessore, non vengono mai a pagare i nostri specialisti per attività che fuori Valle magari non hanno? Noi chiamiamo gli altri, ma gli altri da noi non vengono!
Altra stranezza è che l’USL prenda in prestito il personale dell’INVA, anziché indire concorsi per coprire i posti vacanti quando è possibile; ma ciò che è ancora più strano è che ci sono dipendenti dell’INVA, società convenzionata con l’USL, che preparano e sono responsabili all'interno dell’USL delle delibere con le quali l’azienda sanitaria affida all’INVA stessa acquisti e servizi. Questa è la realtà dei fatti, questa è la situazione che abbiamo! Ecco perché è necessario andare a vedere quali sono le verità, dove stanno effettivamente le spese. È comprensibile anche che ci siano delle ragioni valide per sopprimere certi servizi, ma non è giusto che l’USL attenda che vadano in pensione i primari responsabili, com’è accaduto all’ex dispensario e per il primariato di Odontoiatria all’Ospedale regionale. Il primariato di Odontoiatria, com’è noto, è stato sostituito da un servizio ambulatoriale, senza prima tentare almeno un rilancio del servizio stesso, che, si dice, era decaduto, e questo per evitare che i Valdostani siano costretti a recarsi fuori Valle per curarsi le loro bocche.
È pensabile che manchi una normativa adeguata per le esigenze di chi vive il dramma dei malati di mente, è pensabile che debba nascere - lo chiedo - un’associazione che opera a favore dei malati psichici e delle loro famiglie e che si ponga l’obiettivo, fra l’altro, di sensibilizzare sia l’opinione pubblica e le istituzioni regionali perché ci sia qualcuno che si occupi di loro? E le istituzioni regionali?
È l’Assessorato che ha bisogno di essere sensibilizzato per occuparsi di una branca di malati di mente: questo ho letto dalla documentazione che mi è pervenuta da questo centro! Credo che non si debba essere sensibilizzati per affrontare il problema: ma quante volte, da questi banchi, lo abbiamo denunciato, senza essere ascoltati?
Cari colleghi, nessuno (o pochi forse) si pongono i problemi che stanno sul tappeto e poi quando chi, come noi, denuncia certe situazioni, è accusato di speculare e di strumentalizzare. Infatti pochi o nessuno di voi condanna chi cerca di fare i soldi a spese del malato con le visite specialistiche negli studi privati anziché pubblici, chi cerca di speculare sulla salute per fare carriera, chi ignora coscientemente quanto costa all’ente pubblico questo tipo di sanità, chi condiziona il posto letto per il ricovero ospedaliero, chi sostiene nomine di parte per il proprio tornaconto politico senza guardare agli interessi della collettività. Una strada da seguire, che da tempo noi indichiamo, non è solo nostra: ciò che noi indichiamo lo ha detto anche la Chiesa, lo dice il Papa, lo dice il Presidente della Repubblica, lo dice la parte sana che opera all’interno dell’Ospedale e sul territorio.
Arrivando alla conclusione, sussiste la necessità di un'indagine sulla gestione della sanità in Valle d’Aosta, affinché venga resa più decorosa, più giusta e per capire, dall'indagine, il perché anche il 2000 si chiuda con 24 miliardi di passivo. Di fronte a una spesa sanitaria così rilevante, nessuno si lamenterebbe se alla spesa corrispondessero dei servizi efficienti, ma così non è.
Purtroppo, non possiamo accettare le giustificazioni addotte, anche dall’Assessore, al passivo che ancora si riscontra. Ho letto sul giornale che, secondo l’Assessore, le cause sono due (ed anche il Presidente della Giunta le individua come causa principale del disavanzo dell’USL): una è la sottostima delle previsioni di spesa, i costi contrattuali e farmaceutici vengono decisi fuori Valle.
Io dico che le bugie hanno sempre, come dice un proverbio, le gambe corte.
Noi, Assessore, proprio in questa sede avevamo richiamato la sua attenzione, e quella della Giunta, su come era stato presentato e deliberato il bilancio di previsione dell’USL per il 2000, a cui corrisponde oggi il consuntivo che comporta il disavanzo di 24 miliardi, per coprire il quale saranno necessari ulteriori mutui, come è accaduto in passato.
Sulla base del consuntivo 1999, che riportava una perdita di esercizio di 33 miliardi, il 9 agosto 2000, con delibera n. 1.763, l’USL approva il primo bilancio e la Giunta lo ratifica; il 24 ottobre 2000, con delibera n. 2.195, l’USL lo revoca e presenta il secondo bilancio, più aderente alla spesa da sostenere in modo da renderlo più credibile. Il bilancio quindi si era fatto ad agosto, si rifà ad ottobre, le delibere vengono ratificate dalla Giunta regionale. La Giunta approva il bilancio dell’USL il 13 novembre, con delibera n. 3.827.
Dopo aver definito la spesa a novembre, come si fa a parlare di sottostima? È stato fatto due volte il bilancio, proprio perché non si ripetesse quello che era successo in passato e, nonostante questo, ci sono 24 miliardi di passivo! Allora o la spesa sanitaria è resa incontrollabile, e quindi non si sa dove si va a cadere, o chi amministra l’USL non è persona idonea a tale lavoro.
Per quanto riguarda il contratto di lavoro, come avviene in tutte le categorie, a meno che non venga cambiato il sistema, è trattato a livello nazionale e quindi sono le regioni che trattano e approvano. Non ho sentito mai esprimere in quella sede parere diverso dai rappresentanti della Valle d’Aosta, che certamente saranno stati presenti. Io non ho letto, Assessore?
(l'Assessore Vicquéry protesta vivacemente, fuori microfono)
? so che c’è anche il comitato di settore, non vanno certamente tutte e venti le regioni a trattare, ci sarà una rappresentanza delle regioni che tratta, ma questa rappresenta tutte le regioni e poi riporta alla collegialità delle regioni quello che hanno ottenuto e quello che è stato sottoscritto. Dopo che è stato sottoscritto, Assessore, non ho letto nessun comunicato da parte sua contro quello che era stato stabilito con le organizzazioni sindacali, questa è la realtà! Comunque, non credo che gli operatori sanitari della Valle d’Aosta potrebbero accettare un trattamento diverso da quello dei colleghi delle altre regioni!
Vista la petizione a suo tempo sottoscritta a seguito dell'iniquità dei trattamenti economici erogati dall’USL e che ha portato alla presentazione di questa mozione, non vorremmo che si volesse uscire dalla contrattazione nazionale per ripetere quello che è accaduto e che ha originato la famosa petizione, che a sua volta ha originato la presente mozione.
Credo che la verità debba essere detta: non potete far finta che niente è successo e sta succedendo, anche gli organi di informazione locale, che fino ad oggi hanno cercato di coprire gli episodi di malasanità, devono informarsi e democraticamente denunciare ciò che accade! Questa è la situazione.
Noi oggi manteniamo questa mozione, checché ne dica l’Assessore e qualunque sia la risposta che la maggioranza darà, perché riteniamo che solo con una preventiva indagine si può giungere a predisporre un piano socio-sanitario che porti a soluzione i problemi che abbiamo, in modo da impedire per il futuro il ripetersi di certe situazioni che non fanno onore neppure alla nostra autonomia.
Si dà atto che, dalle ore 11,16, presiede il Vicepresidente Lattanzi.
PresidenteÈ aperta la discussione generale. Se nessuno chiede di intervenire, dichiaro chiusa la discussione generale.
La parola all’Assessore alla sanità, salute e politiche sociali, Vicquéry.
Vicquéry (UV)Siamo ormai abituati ai toni roboanti del collega Consigliere Beneforti, non ci stupiscono più neppure quando usa parole del tipo: omertà, ingiustizia, verità; in altre occasioni mi pare abbia usato anche il termine mafia. Non ci stupiamo più di nulla, è il suo livello culturale che lo porta all’approccio dei temi e ne prendiamo atto.
Così come prendiamo atto che ad interventi del Consigliere Beneforti in quest’aula, legittimi e più che giustificati, stranamente seguono spesso inchieste giudiziarie a cui finora è stata data sempre una risposta di totale assoluzione. Leggo l’ultima della serie proprio perché il Consigliere Beneforti ha iniziato il suo intervento dicendo che tutto è partito dalla petizione sottoscritta dai dipendenti riguardo alle mansioni superiori, non l’avrei letta se non l’avesse citata.
Leggo il comunicato del 23 giugno u.s. dell’USL dal titolo "Nessun rilievo all’USL dalla Corte dei conti per le mansioni superiori":
"Oggetto a più riprese di interventi in sede di Consiglio regionale con richiesta di pronunciamento estesa anche alla Procura regionale della Corte dei conti si chiude ora l’argomento mansioni superiori. Prendiamo atto con soddisfazione? dice la Dott.ssa Riccardi, Direttore generale dell’USL "? del decreto del 20 giugno u.s. con il quale la Procura Regionale della Corte dei conti ha archiviato la vertenza relativa all'attribuzione di mansioni superiori a diversi dipendenti, in particolare la Corte dei conti ha evidenziato che l’USL nella procedura di affidamento di tali mansioni si è attenuta scrupolosamente a quanto stabilito dal contratto collettivo di lavoro, alla normativa vigente e ai regolamenti concordati con le organizzazioni sindacali. Nessuna responsabilità dunque è stata riconosciuta all’USL nell’adozione dei provvedimenti per il riconoscimento di mansioni superiori a propri dipendenti non risultando in definitiva violati specifici obblighi di servizio e disposizioni normative e con ciò escludendo anche qualsiasi ipotesi di danno erariale all’azienda".
Non mi pare di aver visto pubblicato questo comunicato stampa sugli organi di informazione, i quali sono sempre molto attenti ad altri tipi di denuncia ed è giusto che denuncino all'opinione pubblica un problema gravissimo come quello citato dal Consigliere Beneforti: la mancata assistenza, o supposta tale, rispetto ad un neonato idrocefalo, cosa della quale ero stato informato due anni fa dai genitori ai quali avevo detto di aprire l’inchiesta penale e l’inchiesta amministrativa per cui, Consigliere, la prego di non riferire di cose che non conosce.
L’inchiesta amministrativa è stata aperta due anni fa, l’attività di questi pediatri si è svolta anche fuori dalle mura dell’azienda USL, due di questi pediatri avevano visitato il bambino e la mamma puerpera in ambulatorio privato a pagamento, in un rapporto non di dipendenza con l’USL. La cosa è assolutamente grave, sarà sicuramente la magistratura che dovrà esprimersi, ma su questo mi permetto di dire che forse sarebbe opportuno che lei cominciasse a distinguere i livelli di responsabilità. Non può l’Assessore assumersi la responsabilità dell’attività terapeutica o dell’attività propria di un medico o di un tecnico di radiologia o altro, i livelli di responsabilità sono diversi soprattutto nel settore sanitario e per legge la responsabilità è personale, ognuno deve rispondere per quello che fa.
Tutto il suo intervento è incentrato su aspetti di responsabilità totalmente gestionali, anzi chiedo cortesemente alla Presidenza del Consiglio di far avere copia dell’intervento così come della replica in modo che gli appunti - chiamiamoli così con termine eufemistico - che sono stati fatti dal Consigliere Beneforti vengano puntualmente verificati nella sede competente che è la V Commissione, delibera per delibera e punto per punto, perché se in quella sede si accertassero le responsabilità a carico ovviamente della Direzione generale dell’USL, venga posta a carico della Direzione generale dell’USL la responsabilità stessa.
I livelli di responsabilità sono diversi. L’Assessore può essere accusato di altre cose, sicuramente in questo caso di non vigilare sull’attività dell’USL, che è stretta, fermo restando l’assoluta autonomia dell’azienda stessa. Non esiste più, come sa il Consigliere Beneforti, il controllo sugli atti amministrativi perché un filone di pensiero, unanimemente riconosciuto, ha fatto sì che si provvedesse a un controllo sull’attività gestionale e sugli obiettivi, sull’efficacia e sull’efficienza degli interventi, ma non sugli atti amministrativi, pertanto chi emana un atto amministrativo ne è totalmente responsabile. Potrei rispondere punto per punto perché conosco quasi tutti gli argomenti citati dal Consigliere, ma non voglio farlo per rispettare questa suddivisione dei principi di responsabilità.
È un principio generale, riconosciuto da tutti, ed è data facoltà giustamente al consigliere regionale come al cittadino di levare questo livello di omertà così come lo definisce. Può farlo e la proposta che faccio è che venga fatta in commissione un’audizione dell’Assessore assieme ai Responsabili dell’USL che esaminino punto per punto le cose contestate perché è data facoltà, ai sensi dell’articolo 24 del Regolamento regionale, al Consiglio regionale di fare indagini conoscitive.
Queste sono indagini conoscitive: si andrà ad accertare la convenzione assunta con l’Ospedale Sant'Anna di Torino di cui parleremo nella mozione successiva per una proposta puntuale e precisa del Consigliere Tibaldi rispetto all’uso del sangue del cordone ombelicale; si andrà a verificare se la convenzione con l’Ospedale di Lecco per i casi di handicappati gravi è utile o non utile; si andrà a verificare punto per punto tutto ciò che l’USL fa.
Il Consigliere Beneforti non avrebbe d’altronde necessità di un'indagine conoscitiva perché ha già delle informazioni che gli vengono date da chi sappiamo, informazioni che vengono addirittura a volte tradotte in atti amministrativi e devo dare atto al Consigliere Beneforti di avere dei consulenti preparati e in gamba. Mi dispiace constatare che questi consulenti partono sempre e comunque da un principio di negatività, sono consulenti che rivestivano delle posizioni di responsabilità dirigenziale fino a pochi mesi fa e che, in qualità di consulenti, hanno l’abitudine di cercare di demolire quanto di buono stiamo facendo. Vi assicuro che l’azienda in questo anno e mezzo ha fatto dei progressi enormi in una situazione di difficoltà gestionale non indifferente.
Sicuramente gestire bene non significa dire di sì a tutti, sicuramente gestire bene non significa dire di sì a chi pretende di diventare primario di Odontostomatologia e si rivolge al Consigliere Beneforti senza neppure avere il titolo per fare l’aiuto, sicuramente gestire bene significa non andare dietro alla demagogia imperante vetero-sindacalista, sottolineo vetero-sindacalista perché questo è l’habitus mentale che il Consigliere Beneforti continua purtroppo a portarsi dietro e che continua a investire dei suoi problemi questo Consiglio regionale che dovrebbe interessarsi di livelli leggermente superiori.
Concordo con lei quando dice che il piano sanitario è l’occasione per dibattere dei temi. Il piano è stato distribuito più di un mese fa da parte del Consiglio regionale ai singoli consiglieri, c’è stato tutto il tempo per approfondirlo ed esaminarlo nei dettagli: è quella l’occasione per dibattere dell’attività programmatoria e legislativa del Consiglio regionale, non dell’attività gestionale, Consigliere Beneforti.
Lei continui a fare l’attività che fa, continui a fare l’indagine ed è suo diritto farla perché in quel modo lei può essere di supporto all’Assessore e non in contrapposizione "sic et simpliciter" all’Assessore.
Se lei e tutti i colleghi verificano delle illegittimità, delle illiceità, dei comportamenti non corretti, hanno l’obbligo di dirlo perché in diritto amministrativo i comportamenti illeciti possono essere in via di autotutela corretti, ma quello è un modo, Consigliera Squarzino, che fa da consulente bis al Consigliere Beneforti, per operare e lavorare assieme?
(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)
? non di mettersi sempre a contrastare? la mozione è comune, chiedo scusa.
Pertanto concordo sul fatto che sia il piano sanitario l’occasione. Non è mio costume fare comunicati stampa su tutto ciò che faccio, partecipo attivamente alle riunioni della Conferenza degli assessori regionali alla sanità, dove ho detto più volte la mia su tutti i contratti perché sono l’assessore più anziano, fra virgolette, e ho una certa visibilità.
Questo non significa che in regime democratico le contrattazioni e le scelte poi non siano diverse da quelle che ognuno di noi vorrebbe, di certo nella contrattazione collettiva tutte le regioni hanno sottoscritto i contratti a una condizione: che le spese contrattuali fossero assorbite dal fondo sanitario nazionale, ma così non è, e che le spese contrattuali fossero state predeterminate in maniera corretta, ma così non è stato perché rispetto alla predeterminazione c’è stato uno sbilancio di ottomila miliardi.
Non è mio costume fare comunicati stampa per dire che alla riunione degli assessori ho preso una certa posizione piuttosto che un’altra, non ho mai detto che in Valle d’Aosta i contratti avrebbero dovuto avere una valenza inferiore rispetto al resto d’Italia, né lo penso.
Sono molto scettico sull'impostazione che qualcuno vorrebbe dare alla contrattazione regionale.
C’è il rischio che ci siano ventun contratti regionali del personale dipendente secondo alcuni; secondo me è un rischio notevolissimo che porterà, se così sarà, a un innalzamento della spesa.
Concludo dicendo che con tutte le buone intenzioni non si può accogliere una mozione di questo genere. Chiedo che venga ritirata con l’impegno che tutti i punti citati dal Consigliere Beneforti vengano trattati in una o più audizioni in commissione consiliare alla presenza dell’Assessore e dei Responsabili dei vertici dell’USL e che in quella sede, se si ritiene opportuno approfondire con indagini e con altri mezzi che sono previsti dal Regolamento consiliare, ci si impegni in tal senso.
PresidentePrima di concedere la parola al Consigliere Beneforti per la replica informo l’Assessore che la sua richiesta è stata messa agli atti della Presidenza e informo il Consiglio che appena le bozze corrette dell’intervento del Consigliere Beneforti verranno concesse all’archivio, saranno messe a disposizione del Presidente della V Commissione, Consigliere Rini.
La parola al Consigliere Beneforti.
Beneforti (PVA-cU)Ogni volta che qualcuno richiede gli atti, mi si chiede se io autorizzo, non sono un esperto, ma pensavo che anche in questa occasione mi si dovrebbe chiedere se sono d’accordo?
Presidente ? ho specificato, Consigliere, che non appena lei avrà corretto le sue bozze, verranno concesse all’archivio e alla Commissione.
Beneforti (PVA-cU)? Autorizzo a dare questi atti?
Presidente ? corrette, Consigliere, non autorizzate. Quando verranno prese dall’archivio, verranno consegnate al Presidente della V Commissione?
Beneforti (PVA-cU)? Presidente, non ne faccio una questione. Posso essere anche d’accordo a rinviare la continuazione di questo confronto in sede di V Commissione, ma non vorrei che questa facesse la fine che hanno fatto altre richieste che sono state portate in V Commissione. Una volta ho dovuto inviare una lettera nella quale richiamavo la Commissione agli impegni che erano stati presi in questo Consiglio perché forse, se fosse stato portato avanti il discorso in quel momento, certi argomenti sarebbero stati già chiariti.
Io, in questa sede - non potete negarlo - ho sempre detto che occorre il confronto, che occorre esaminare i problemi, che non siamo qui per fare l’opposizione per l’opposizione. Voglio chiarire subito il discorso della Corte dei conti. A parte che la Corte dei conti non cita neanche i nominativi, ma io ho visto questi atti, li ho letti ed è un atteggiamento, - e lo denuncio qui in questa sede, anche se la stampa ne parla - quello della Corte dei conti, che non è quello che noi ci aspettiamo, tant’è vero, caro Assessore?
(interruzione dell’Assessore Vicquéry, fuori microfono)
? no, ma perché è la verità. Ripeto, li ho visti questi atti, me li ha mostrati vedere chi era interessato a farmeli vedere e le devo dire che, nella sentenza della Corte dei conti, si riprende punto per punto tutto quello che ha detto la Dott.ssa Riccardi nella sua lettera, si ignora completamente quello che chi aveva denunciato aveva scritto, tant’è vero che chi ha scritto ha fatto ricorso a livello nazionale, per chiedere se questa Corte dei conti è la Corte dei conti dell’USL oppure è la Corte dei conti della Valle d’Aosta?
Caro Assessore, non ho timore di dire le cose, le ho sempre dette con tutta sincerità, per cui non mi fa né caldo né freddo il parere della Corte dei conti di Aosta; io resto del mio parere e, quando in Commissione esamineremo certi passaggi a mansioni superiori che sono avvenuti, dovranno giustificare perché li hanno fatti! L’importante è che la V Commissione si metta in condizione di lavorare, però. Io lo dico, lo dico al Consiglio, perché ho scritto già, ripeto, delle lettere di sollecito. Avevo chiesto perfino di sentire a livello di commissione gli enti locali sulla sanità perché l’ultima legge prevede che anche i comuni abbiano un ruolo da svolgere. Quell’incontro non è mai avvenuto! Il prosieguo della trattativa sulle liste di attesa non è avvenuto, e allora non venite a rimproverare a me che parlo in Consiglio, anziché in Commissione: la Commissione deve essere messa in condizione di funzionare!
Voi ci costringete a venire qui a portare i problemi perché in quelle sedi non si affrontano certe cose.
Dice l’Assessore che ho dei consulenti. È chiaro che le cose non me le invento, non vengo certo qui a raccontare quello che mi sogno la notte o quello che mi dice il primo che incontro per strada? Ci sono persone (? e non sono quelli andati in pensione, cui lei vorrebbe alludere, caro amico Vicquéry) e sono quelle che operano all’interno e, intenda bene, che sono quelle che neanche lei pensa, perché se lo pensasse, toglierebbe loro certi incarichi che hanno! Lei sarebbe capace di rimuoverli, perché sono amici di Beneforti! Questa è la realtà, e io mi guardo bene dal venire qui a dire chi sono!
La realtà è che la gente è stufa di una situazione che non è più sostenibile all’interno. Io non vengo qui ad accusare lei, Assessore, di tutto quello che succede all’interno dell’USL.
Se rilegge quello che ho detto, io parlo sempre di USL: l’USL ha fatto, ha scritto, ha detto, ha deliberato. Però c’è una responsabilità, Assessore, ed è quella politica, che è sua, della Giunta, della maggioranza.
Non è dell’USL la responsabilità politica, la responsabilità politica è vostra perché siete voi che avete nominato quegli amministratori, siete voi che gli avete dato fiducia. So che hanno autonomia sugli atti, ma loro hanno una responsabilità tecnica, amministrativa, quella politica l’avete voi! E non vi domandate del perché, dopo aver fatto il bilancio due volte nel 2000, si va a chiudere il consuntivo con 24 miliardi di passivo? Questo è il problema, Assessore. Allora vogliamo andare a verificare perché ci sono questi 24 miliardi? Trentatré erano nel 1999, ventiquattro sono ora, e avete rimosso Bragonzi perché la gestione costava troppo, voi dite, c’erano dei debiti da pagare: ma erano sempre inferiori a quelli che vive dopo! Questa è la realtà, caro Assessore.
La responsabilità politica, ripeto, è vostra. Sono d’accordo: vogliamo fare questa verifica in Commissione, punto per punto, di quello che ho detto?
Benissimo, però voglio, e lo dichiaro di fronte all’intero Consiglio, che si faccia sul serio, altrimenti si torna in Consiglio a denunciare! Eppure mi conoscete da una vita: non vengo qui a strumentalizzare, né a cercare allori! Ormai sono il decano di questo Consiglio e forse è l’ultimo Consiglio regionale al quale parteciperò: perderete senza di me, ma comunque forse non ci sarò!
Scherzando, voglio dire questo nel concludere: Assessore, non voglio, come lei ha detto usando una parola molto grave, demolire ciò che si sta facendo all’interno dell’USL.
Su questa parola concludo: noi non vogliamo demolire proprio niente, cerchiamo solo di mettere in evidenza fatti e avvenimenti che, guardi bene, non colpiscono coloro che hanno i soldi in tasca, ma coloro che soldi in tasca non ne hanno, che vengono da noi e che ci dicono che per un femore devono aspettare un anno! Una vecchietta con seicentomila lire al mese di pensione è venuta e mi ha detto: ho un femore da farmi operare, mi hanno detto che al Day Hospital pagando cinque milioni mi operano il giorno dopo, mentre per essere operata in Ospedale devo aspettare più di un anno.
È demolire denunciare queste cose? E questo non è che un caso, ma ce ne sono tanti altri, vi posso portare l’elenco quando volete. È questione che poi la gente non vuole, e l’Assessore lo sa, far sapere il proprio nome all’esterno perché dell’Ospedale si ha sempre bisogno, questa è la realtà.
Ci vuole maggior coscienza negli operatori della sanità che stanno all’interno e io credo che noi, cercando di scovare ciò che non va all’interno della sanità, non demoliamo niente. Demoliamo coloro che meritano di essere demoliti, all’interno dell’Ospedale, come dell’USL e sul territorio. Sul territorio, io, da Châtillon, a Morgex, a La Thuile, ricevo sempre segnalazioni di cose che non vanno: la mancanza di personale, la mancanza di specialisti, la mancanza di questo o di quell’altro. Questa è una realtà: ma volete accertarvi se esiste o non esiste questa situazione o se veniamo qui a raccontarvi quello che vogliamo noi, che ci sogniamo la notte?
Io non me lo sogno di notte quello che affermo, quindi Assessore, vi metteremo ancora una volta alla prova. Andiamo a verificare, siamo disponibili, ma sappiate che se constateremo che la commissione tirerà le cose per le lunghe o non affronterà i problemi con serietà e documentazione, torneremo in questo Consiglio per denunciare ulteriormente questa situazione.
Ritiriamo la mozione.
PresidenteLa mozione viene ritirata.
Il Consiglio prende atto.
