Oggetto del Consiglio n. 1 del 12 gennaio 1977 - Verbale

OGGETTO N. 1/77 - PROBLEMI CONCERNENTI LA RIFORMA DEI SERVIZI SOCIO-SANITARI. (Reiezione di mozione)

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri Siggia, Monami e Dolchi, riguardante l'oggetto: "Problemi concernenti la riforma dei servizi socio-sanitari", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 30 settembre 1976:

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Ill.mo Signor PRESIDENTE

del Consiglio regionale

AOSTA

I sottoscritti Consiglieri regionali chiedono alla S. V. Ill.ma che venga inserita fra gli argomenti in discussione nella prossima adunanza del Consiglio regionale la seguente

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

- venuto a conoscenza che la Giunta regionale ha deliberato in data 16 aprile 1976, con provvedimento n. 1493, "di approvare la sottoriportata bozza di convenzione da stipulare tra la Regione Valle d'Aosta e la S.p.A. S.P.O., di Torino, ai fini dello svolgimento di uno studio di fattibilità tecnica per la ristrutturazione organica di tutti gli ospedali della Valle d'Aosta, nonché di far provvedere alla redazione dei relativi progetti di massima";

- rilevato che tale studio viene a costare lire 24 milioni oltre all'IVA e a "ultimazione spese" che si prevedono da liquidarsi con successivi provvedimenti deliberativi;

- premesso che sarebbe utile conoscere i risultati fin qui conseguiti nonché l'andamento dei lavori da parte della Società incaricata;

- considerato utile un dibattito sulle linee di riforma dei servizi socio-sanitari che la Giunta regionale intende perseguire, all'interno delle quali deve essere collocata la riorganizzazione dei presidi ospedalieri;

- considerato inoltre che, alla luce della mutata situazione delle Regioni e degli Enti ospedalieri in conseguenza della legge statale 17 agosto 1974, n. 386, sembra sia più corretto e rispondente all'attuale normativa in materia fissare, da parte della Regione, gli obiettivi di piano che si intendono raggiungere avviando in questo modo un processo generale di riforma del settore socio-sanitario;

- evidenziato che, in particolare, nella ristrutturazione dei servizi ospedalieri occorre rispettare la funzione dell'Ente Regione e dell'Ente Ospedale tenendo presente il ruolo "strumentale" di quest'ultimo ed anche per quanto riguarda il contributo tecnico è indispensabile favorire un processo di professionalizzazione e di acquisizione di conoscenze da parte dei tecnici operanti nella Regione;

- riaffermato comunque che le scelte di politica socio-sanitaria non possono e non devono essere frutto di sole analisi tecniche, ma devono anche scaturire da un dibattito tra forze politiche, sindacali, operatori del settore e organizzazioni sociali;

Delibera

di impegnare la Giunta a operare nel quadro degli orientamenti esposti in premessa che impongono stretta collaborazione con la Commissione consiliare permanente per la Sanità e a presentare all'esame consiliare non oltre il 30 novembre 1976:

a) i primi elaborati della Società S.P.O.;

b) le linee di riforma e riorganizzazione dei servizi socio-sanitari;

c) nonché i conseguenti provvedimenti legislativi.

Aosta, 15 settembre 1976

F.ti: Gianna Bianco Siggia, Luigi Monami, Giulio Dolchi.

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Il Consigliere MONAMI illustra diffusamente la mozione e critica l'operato della Giunta regionale che avrebbe dovuto, prima di stipulare la Convenzione con la S.P.O. per lo studio di una ristrutturazione organica degli ospedali della Valle d'Aosta, sottoporre la questione all'esame del Consiglio regionale.

Ritiene che la spesa a carico della Regione, preventivata in lire 24 milioni, sarà largamente superata perché la stessa non è comprensiva dell'IVA, né degli onorari relativi a progettazioni particolari.

Critica inoltre la determinazione di affidare l'incarico di consulenza ad una Società non valdostana, allorquando esistono, in Valle d'Aosta, dei tecnici qualificati che sarebbero senz'altro in grado di effettuare gli studi richiesti; questa tendenza, di affidare incarichi a tecnici non residenti in Valle d'Aosta, ormai invalsa purtroppo da parecchio tempo, suona come atto di sfiducia nei confronti di coloro che operano in loco.

Riguardo al documento elaborato dalla S.P.O., distribuito a tutti i componenti della Commissione Sanità con notevole ritardo rispetto alla data di predisposizione dello stesso, fa notare che si tratta di un atto a carattere squisitamente tecnico, che non tiene affatto conto di volontà politiche, quindi lo giudica di scarso valore. Infatti, ritiene errato cercare di risolvere la situazione sanitaria valdostana semplicemente aumentando il numero dei posti-letto presso l'ospedale, senza tenere in debito conto la situazione generale socio-sanitaria della Regione.

A conclusione del suo intervento, rimprovera la Presidenza del Consiglio di non aver inserito all'ordine del giorno dell'adunanza il gruppo di proposte di legge, di iniziativa di diversi Consiglieri, concernenti la istituzione dei Consultori familiari.

Il Consigliere Giovanna SIGGIA, a completamento delle osservazioni del collega Monami, mette in risalto alcuni errori ed imprecisioni contenuti nel documento, predisposto dalla S.P.O., per la ristrutturazione ospedaliera della Valle d'Aosta. Infatti fa notare come gli elaborati della Società facciano riferimento all'"Ospedale regionale", mentre è noto che la strutturazione di un ospedale regionale prevede alcuni servizi o divisioni (ad esempio, reparto di chirurgia maxillo-facciale) che non possono essere attuati in rapporto all'esiguo numero della popolazione che gravita sull'unità ospedaliera. Rileva inoltre che lo studio presuppone l'esistenza, al 31 dicembre 1975, di 728 posti-letto ospedalieri, indicazione non esatta e comunque superiore alla realtà.

Ritiene altresì non indicativo il raffronto fatto con la situazione esistente nelle altre Regioni, al fine di determinare il numero dei posti letto, in relazione alla particolare situazione dei servizi ospedalieri locali, da cui derivano tempi lunghissimi per la effettuazione di semplici esami od analisi, con la conseguenza ovvia di prolungare oltre misura la durata media delle degenze.

Esamina quindi le proposte emergenti dal documento, predisposto dalla S.P.O., che prevede soluzioni a lunga scadenza e, tra l'altro, nella terza ipotesi, dimentica completamente il reparto geriatrico dell'Ospedale attualmente localizzato al terzo piano dell'edificio dell'Istituto specializzato Maternità. Rileva inoltre che il documento della S.P.O. non tiene neppure conto dell'esistenza di considerevoli strutture sanitarie come, ad esempio, il Consorzio Antitubercolare regionale al quale potrebbe essere utilmente decentrato il settore diagnostico radiologico.

In conclusione, dopo aver sollecitato Consiglio a fornire alla Società incaricata dello studio di ristrutturazione dell'organizzazione sanitaria regionale concrete proposte politico-programmatiche che tengano anche conto della realtà esistente nella bassa Valle gravitante, in maggior parte, sull'ospedale di Ivrea, considera che, a quanto sembra, le Organizzazioni sindacali hanno formulato, riguardo al problema, le stesse obiezioni e gli stessi suggerimenti fin qui esposti dai Consiglieri del Gruppo comunista

Il Consigliere POLLICINI rileva come lo studio predisposto dalla S.P.O. prospetti semplicemente delle possibili soluzioni alternative, in attesa di conoscere le intenzioni politiche della Giunta, indicazioni che non sono ancora emerse e che tardano a venire, benché il documento in questione risalga all'8 settembre 1976.

Premesse queste considerazioni negative sul comportamento dell'esecutivo regionale, passa ad esaminare il documento predisposto dalla S.P.O., rilevando che lo stesso pare piuttosto scialbo in quanto considera la riorganizzazione delle strutture sanitarie regionali quasi esclusivamente come un fatto edilizio; inoltre il documento in questione non prevede la creazione di quelle indispensabili strutture filtro atte a ridurre la durata dei ricoveri ospedalieri, né sembra che il contenuto delle proposte sia stato discusso all'interno dell'ospedale regionale.

Definisce pertanto il documento predisposto dalla S.P.O. come un atto ante-riforma che non tiene affatto in considerazione la realtà costituita dalla riforma sanitaria e lascia trasparire, dalla varietà delle proposte in esso contenute, la mancanza di indicazioni precise e di una seria indagine conoscitiva effettuata a monte.

Il Consigliere CHANU constata che la obiettiva carenza del documento predisposto dalla S.P.O esplicita, in modo inequivocabile, la totale mancanza di una indicazione politica da parte dell'attuale esecutivo che si dimostra così incapace di attuare una seria programmazione.

Il Consigliere BENZO fa presente di non voler entrare nel merito del documento predisposto dalla S.P.O., ritenendo pii opportuno riprendere il precedente studio di ristrutturazione ospedaliera fatto predisporre alcuni anni or sono dalla precedente maggioranza della quale egli faceva parte, in qualità di Assessore alla Sanità: tale piano prevedeva, oltre alla sistemazione di alcune strutture esistenti, una destinazione definitiva per il complesso di Beauregard e la costruzione ex-novo di una città ospedaliera che potrebbe far fronte a tutte le esigenze della popolazione valdostana.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, in risposta alle osservazioni ed ai rilievi, fa presente, innanzi tutto, ai componenti della minoranza i quali criticano la scelta di una Società non residente in Valle d'Aosta per lo studio del programma di ristrutturazione ospedaliera, che essi stessi, negli anni 1973-1974, allorquando erano in maggioranza, conferirono il medesimo incarico ad un tecnico, il Prof. Brenna, che di valdostano non aveva proprio nulla.

Rileva poi che il piano predisposto dal Prof. Brenna, pur essendo interessante, è parso irrealizzabile sia per il tempo necessario alla sua realizzazione, sia per l'elevatezza dei costi previsti,

Pertanto afferma che la Giunta regionale è venuta nella determinazione di cercare, per una prima serie di interventi in materia di ristrutturazione ospedaliera, delle soluzioni più semplici ed immediate, quali l'ultimazione dell'ala nuova dell'Ospedale generale (i cui lavori si trascinano da 8 anni) e la determinazione del ruolo da assegnare al complesso di Beauregard. In relazione a quanto sopra si è affidato alla S.P.O. l'incarico di effettuare quegli studi, eminentemente di carattere tecnico, che oggi sono così criticati.

Sostiene che le proposte avanzate dalla S.P.O. sono valide in quanto, oltre a prevedere due ipotesi per il completamento e la sistemazione delle strutture esistenti, prevedono altresì la collocazione di servizi oggi mancanti, quale l'emodialisi e la creazione, nella bassa Valle, di servizi poliambulatoriali che agirebbero da filtro per i centri ospedalieri.

Infine, dopo aver considerato che alla Valle d'Aosta non possono essere applicati, in materia ospedaliera, i parametri validi per il restante territorio nazionale, perché in tal caso si potrebbe addirittura sostenere l'assurdo che per 110.000 abitanti non sarebbe necessario un ospedale, fa presente che le proposte della S.P.O. sono già state esaminate, sin dallo scorso mese di settembre, dalla Giunta regionale, che si è consultata con le forze sindacali e con l'Ente Ospedaliero regionale trovando delle posizioni differenti. Di conseguenza ritiene che anche il Consiglio regionale debba effettuare una scelta in merito alle ipotesi prospettate nel documento della S.P.O.

Il Consigliere MANGANONI chiede quale sia il pensiero della Giunta riguardo ad un manifesto, affisso su tutti i muri della città, intitolato "L'ospedale fa acqua", di denuncia delle carenze dell'Ospedale cittadino.

Il Consigliere BENZO ribadisce che, a suo giudizio, lo studio predisposto nel 1974, con la consulenza del Prof. Brenna, esperto di grande valore, presenta degli aspetti alquanto positivi poiché da un lato, come lo studio della S.P.O., prevede la sistemazione e l'ultimazione delle strutture esistenti (destinazione del complesso di Beauregard, ultimazione della nuova ala dell'ospedale generale) e dall'altro lato, a lunga scadenza, prevede la creazione ex-novo di un centro ospedaliero sufficiente a far fronte ai fabbisogni di tutta la popolazione valdostana.

Fa quindi presente che, al momento attuale, devesi effettuare necessariamente, prima di dare l'avvio ad un qualsiasi piano di ristrutturazione, una scelta politica fondamentale: creare delle strutture ospedaliere autosufficienti per tutta la Valle d'Aosta, oppure prevedere, per la bassa Valle, una dipendenza nei confronti dell'ospedale di Ivrea?

Il Consigliere POLLICINI polemizza dapprima con l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale, accusandolo di essersi dichiarato contrario a portare il presente dibattito in Consiglio e di aver affermato che la Giunta regionale non aveva mai esaminato il documento predisposto dalla S.P.O.

Fa quindi rilevare che, se sono veritiere le asserzioni del Presidente della Giunta, circa il conferimento alla S.P.O. di un incarico di tipo ingegneristico, la Società stessa non ha rispettato le modalità dell'incarico in quanto si è anche occupata di riorganizzazione funzionale dei servizi sanitari e di tecnologia sanitaria aggiornata.

Il Consigliere MONAMI, dopo aver insistito sulla necessità di fornire ai tecnici incaricati dello studio di riorganizzazione dell'apparato sanitario regionale, delle precise indicazioni politico-programmatiche, propone di apportare, alla mozione, i seguenti emendamenti:

- sopprimere il terzo capoverso delle premesse e sostituirlo con il seguente:

"Visto lo studio per la ristrutturazione della rete ospedaliera della Valle d'Aosta, redatto dalla S.P.O.;"

- sopprimere interamente la parte deliberativa e sostituirla con la seguente:

"di impegnare la Giunta a:

1) promuovere un ampio dibattito consiliare sui temi socio-sanitari;

2) indicare gli orientamenti della Giunta per lo studio e l'attuazione dei servizi socio-sanitari da prevedere sul territorio della Regione;

3) successivamente ad inquadrare tra questi le strutture ospedaliere".

Il Presidente della Giunta ANDRIONE comunica che la Giunta regionale non ritiene di dover predisporre, in materia ospedaliera, dei programmi a lungo termine, poiché in tale campo la tecnologia è in continua evoluzione.

Si dice poi favorevole all'accoglimento della mozione, nel testo emendato come da proposta del Consigliere Monami, ma con esclusione del punto terzo della parte dispositiva e con la sostituzione, al quarto capoverso della premessa, della parola "utile" con la parola "indispensabile".

L'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale JORRIOZ premette di essere stato frainteso dal Consigliere Pollicini, non essendosi mai opposto al dibattito consiliare ed avendo affermato semplicemente che la Giunta non aveva preso alcuna decisione sulle proposte fatte dalla S.P.O.

Fa poi presente che, in materia di organizzazione dei servizi socio-sanitari, la Giunta regionale aveva predisposto un disegno di legge, concernente l'istituzione dei Consultori familiari e l'avvio della riforma sanitaria. Tale disegno di legge, purtroppo, non ha riportato l'approvazione consiliare a causa dell'errore tecnico verificatosi nella votazione segreta il cui risultato è stato di parità.

Promette quindi che la Giunta, non appena possibile, ripresenterà per l'approvazione il disegno di legge di cui si tratta.

Infine illustra al Consiglio alcune iniziative poste in essere nel campo della medicina preventiva, quali il centro per l'analisi precoce dei tumori ginecologici ed il servizio per il coordinamento socio-sanitario dell'infanzia, per l'assistenza ai bambini, dalla nascita sino al terzo anno di età.

Il Consigliere MANGANONI insiste affinché l'esecutivo prenda una posizione nei confronti delle critiche contenute nel manifesto affisso su tutti i muri della città e rivolte all'Ente ospedaliero, anche perché alcuni dei componenti del Consiglio di Amministrazione di quell'Ente sono di nomina regionale.

L'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale JORRIOZ comunica, in risposta, di aver già interpellato il Presidente dell'Ente ospedaliero regionale al fine di essere informato con esattezza sulla situazione venutasi a creare nell'interno dell'ospedale.

Il Consigliere CHANU si pronuncia ancora criticamente nei confronti dell'esecutivo insistendo sulla inderogabile necessità, in sede di affidamento di un incarico di carattere tecnico, quale quello conferito alla S.P.O., di stabilire preventivamente delle precise indicazioni di carattere politico-programmatico.

Il Consigliere MONAMI accoglie la richiesta di soppressione del terzo punto della parte dispositiva della mozione emendata, ma a condizione che il precedente punto secondo sia completato con l'aggiunta delle seguenti parole: "ed a cui ovviamente adeguare le strutture ospedaliere".

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione della mozione in discussione.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con voti contrari diciassette e voti favorevoli quattordici (Consiglieri presenti trentadue; votanti trentuno; astenutosi dalla votazione il Consigliere Parisi), non ha approvato la sottoriportata mozione:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

- venuto a conoscenza che la Giunta regionale ha deliberato in data 16 aprile 1976, con provvedimento n. 1493, "di approvare la sottoriportata bozza di convenzione da stipulare tra la Regione Valle d'Aosta e la S.p.A. S.P.O. di Torino, ai fini dello svolgimento di uno studio di fattibilità tecnica per la ristrutturazione organica di tutti gli ospedali della Valle d'Aosta, nonché di far provvedere alla redazione dei relativi progetti di massima";

- rilevato che tale studio viene a costare lire 24 milioni oltre all'IVA e a "ultimazione spese" che si prevedono da liquidarsi con successivi provvedimenti deliberativi;

- considerato indispensabile un dibattito sulle linee di riforma dei servizi socio-sanitari che la Giunta regionale intende perseguire, all'interno delle quali deve essere collocata la riorganizzazione dei presidi ospedalieri;

- considerato inoltre che, alla luce della mutata situazione delle Regioni e degli Enti ospedalieri in conseguenza della legge statale 17 agosto 1974 n. 386, sembra più corretto e rispondente all'attuale normativa in materia fissare, da parte della Regione, gli obiettivi di piani che si intendono raggiungere avviando in questo modo un processo generale di riforma del settore socio-sanitario;

- evidenziato che, in particolare, nella ristrutturazione dei servizi ospedalieri occorre rispettare la funzione dell'Ente Regione e dell'Ente Ospedale tenendo presente il ruolo "strumentale" di quest'ultimo ed anche per quanto riguarda il contributo tecnico è indispensabile favorire un processo di professionalizzazione e di acquisizione di conoscenze da parte dei tecnici operanti nella Regione;

- riaffermato comunque che le scelte di politica socio-sanitaria non possono e non devono essere frutto di sole analisi tecniche, ma devono anche scaturire da un dibattito tra forze politiche, sindacali, operatori del settore e organizzazioni sociali;

- visto lo studio per la ristrutturazione della rete ospedaliera della Valle d'Aosta redatto dalla S.P.O.;

DELIBERA

di impegnare la Giunta a:

1) promuovere un ampio dibattito consiliare sui temi socio-sanitari;

2) indicare gli orientamenti della Giunta per lo studio e l'attuazione dei servizi sociosanitari da prevedere sul territorio della Regione;

3) successivamente ad inquadrare tra questi le strutture ospedaliere.

Il Consiglio prende atto.

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