Oggetto del Consiglio n. 121 del 9 novembre 1988 - Resoconto
OGGETTO N. 121/IX - AFFIDAMENTO DEI LAVORI DEL TRATTO AUTOSTRADALE QUART - SARRE IN PENDENZA DELL'APPROVAZIONE DEL PROGETTO ESECUTIVO E DELLO STUDIO DI IMPATTO AMBIENTALE. (Interpellanza).
PRESIDENTE:Do lettura dell'interpellanza in oggetto, presentata dal Consigliere Riccarand ed iscritta al punto 8 dell'ordine del giorno.
INTERPELLANZA
RICORDATO che con deliberazione n. 2082 del 10 giugno 1986 il Consiglio regionale, con voto unanime, aveva impegnato la Giunta:
1) ad affidare al Comitato Scientifico presieduto dal prof. arch. Franco Karrer l'incarico di uno studio sull'impatto ambientale del tratto autostradale Quart-Sarre;
2) a trasmettere alla Commissione consiliare competente ed al Consiglio regionale i risultati dello studio;
RICORDATO altresì che la Giunta ha, quindi, effettivamente provveduto ad affidare l'incarico per lo studio di valutazione dell'impatto;
APPRESO che nei giorni scorsi sono iniziati i lavori di costruzione del tronco autostradale Quart-Sarre;
SORPRESO dal fatto che i lavori siano stati affidati ad una impresa costruttrice prima ancora che il Consiglio regionale abbia esaminato lo Studio di impatto ambientale ed abbia espresso il suo parere sul progetto esecutivo;
STUPEFATTO dal nuovo metodo adottato dalla Giunta per cui prima si fanno i lavori e poi si approvano i progetti con relativi studi di impatto ambientale;
EVIDENZIATO che l'iter di approvazione dell'opera appare viziato da evidenti illegittimità ed abusi di potere;
AL FINE di conoscere come si sia potuto giungere all'attuale assurda situazione;
il sottoscritto Consigliere regionale
INTERPELLA
l'Assessore regionale ai Lavori Pubblici per conoscere:
1) gli estremi dei provvedimenti regionali, ministeriali e dell'ANAS di approvazione del progetto esecutivo del tronco autostradale Quart-Sarre.
2) per quali motivi i provvedimenti di approvazione dell'opera (e la stessa aggiudicazione dei lavori) sono stati assunti prima dell’esame da parte del Consiglio regionale dello Studio sull'impatto ambientale e prima che il Consiglio regionale potesse esprimere il suo parere sul progetto esecutivo;
3) se la Giunta intende ancora portare all’esame della Commissione competente e del Consiglio regionale i risultati dello studio di impatto ambientale o se ritiene inutile ed ininfluente tale esame.
4) in che modo sono stati affidati i lavori all'impresa INCISA; quando è stata costituita e chi sono i soci di tale Società; ed inoltre in che modo saranno affidati i lavori per gli altri lotti del tronco autostradale Quart-Sarre.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): Con la deliberazione n. 2082 del 10 giugno 1986, il Consiglio regionale impegnò all'unanimità la Giunta a commissionare al Comitato scientifico presieduto dall'arch. Karrer ed alla Società BONIFICA, composta dallo stesso gruppo di collaboratori e studiosi che avevano redatto lo studio sull'impatto ambientale del tratto autostradale da Sarre al Monte Bianco, uno studio sull'impatto ambientale del tratto autostradale della cosiddetta tangenziale, cioè da Quart sino a Sarre. Il provvedimento approvato dal Consiglio impegnava anche la Giunta a trasmettere alla Commissione consiliare competente ed al Consiglio regionale i risultati dello studio sull'impatto ambientale del tronco autostradale Quart-Sarre.
Conseguentemente alla deliberazione del Consiglio la Giunta regionale, nel settembre del 1986, affidò l'incarico per lo studio dell'impatto ambientale al Comitato scientifico presieduto dal prof. Karrer, limitatamente al tratto che era di competenza dell'Amministrazione regionale. Nello stesso periodo, stando a quanto mi è stato detto, la società SAV provvide ad affidare allo stesso Comitato scientifico l'incarico di fare uno studio sull'impatto ambientale relativamente al tronco in concessione di competenza della SAV.
Date queste premesse, la conclusione che io mi attendevo e quella che si attendevano tutti coloro che hanno seguito la vicenda dell'autostrada in questo Consiglio era che la Giunta, gli Assessori competenti ed il Presidente della Giunta, acquisiti gli elementi dello studio sull'impatto ambientale, recepite le indicazioni dello studio e suggerite le opportune correzioni al progetto esecutivo da parte di chi era stato incaricato di redigere il progetto, portassero all'approvazione un progetto esecutivo della tangenziale che tenesse conto dei risultati dello studio sull'impatto ambientale.
Un mese fa, invece, ho avuto la sorpresa di notare casualmente un comunicato, firmato dall'ufficio stampa della SAV, a cura dell'agenzia "Bonaparte '48", che non so che cosa sia, con cui si invitavano genericamente delle persone ad una cerimonia, "all'altezza del cantiere dell'impresa costruttrice INCISA, in adiacenza al Pont-Suaz", con cui si sarebbe dato l'avvio ai lavori di costruzione della tangenziale di Aosta. Sempre in data 24 ottobre ho notato un comunicato dell'ufficio stampa della Presidenza della Giunta, in cui si dice: "Questa mattina, alla presenza delle autorità, è stato dato l'avvio ai lavori della tangenziale...". Vi si afferma anche che a realizzare l'opera in concessione alla SAV sarà il consorzio AOSTA 2000, il cui maggiore azionista è l'impresa INCISA del Gruppo Ligresti e si aggiunge una considerazione piuttosto ridicola: "Una volta realizzato il traforo sotto il canale della Manica, Londra sarà più vicina a Milano, mentre nell'immediato, grazie ad una migliore organizzazione del traffico, le distanze fra Torino e Milano e le località turistiche attorno a Courmayeur si accorceranno".
Ho notato che anche il comunicato, che pure è stilato su carta intestata dell'ufficio stampa della Presidenza della Giunta regionale, è datato in calce: "Milano, 24 ottobre 1988". Evidentemente, neanche il comunicato è stato redatto in loco, ma proviene da una fonte esterna e non ci si è preoccupati neppure di cambiare il nome della località da cui è stato diramato.
Perché ho detto tutto questo? Perché è inconcepibile che partano i lavori di un tratto importante come quello che interessa la tangenziale di Aosta, cioè del primo tronco dell'autostrada, che pone dei grossi problemi di impatto ambientale e di scelta sull’opportunità dell'opera e sul quale c'è stato un dibattito in Consiglio, senza che lo stesso Consiglio abbia mai discusso né i risultati dello studio, come invece era sua competenza, né abbia mai approvato il relativo progetto. Mi chiedo, quindi, chi ha approvato il progetto di quest’opera la cui approvazione era di competenza del Consiglio regionale.
Con questa interpellanza vorrei riuscire a capire qual è stato l'iter di questo provvedimento, che mi sembra del tutto anomalo; per quali motivi lo studio dell'impatto ambientale non è stato portato, ovviamente prima dell'inizio dei lavori e dell'approvazione del progetto, all'esame della Commissione consiliare e del Consiglio, così come richiesto da una precisa votazione di questo Consiglio; che cosa intende fare la Giunta, a questo punto, per sanare una situazione che a mio avviso è evidentemente irregolare; ed infine vorrei sapere in che modo sono stati affidati i lavori per il lotto che riguarda l'INCISA; da chi è costituita questa società ed in che modo si intendono affidare i lavori per gli altri lotti del tronco autostradale Quart-Sarre.
PRESIDENTE: Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici, Fosson; ne ha facoltà.
FOSSON (D.C.):Il dibattito sulla tangenziale di Aosta e sull'autostrada ha già tenuto impegnato questo Consiglio, per quanto mi ricordo, dal 1980 fino ad alcuni mesi fa. Ho pertanto l'impressione, anzi la certezza, che di tangenziale e di autostrada si sia discusso con tutti i necessari approfondimenti e che i progetti, così come sono stati redatti nella loro fase finale e così come ci si appresta ad eseguirli, siano stati sufficientemente approfonditi per ottenere un risultato accettabile.
Faccio ancora rilevare che la valutazione di impatto ambientale per l'autostrada Sarre-Courmayeur e per il tratto della tangenziale di Aosta è stata fatta redigere in assenza di una normativa italiana; in effetti quest'ultima, che recepisce quella europea, è stata pubblicata nelle scorse settimane. Questo sta a significare che l'attenzione della nostra Regione al tema dell'impatto ambientale è stata del tutto particolare, tant'è che noi abbiamo fatto redigere la valutazione dell'impatto ambientale anche in assenza di una normativa che ce lo imponesse, nel senso che abbiamo preceduto i tempi e, tutto sommato, tale valutazione ha dato utili consigli che ci hanno permesso di affinare il progetto.
Per quanto riguarda la valutazione di impatto ambientale della tangenziale di Aosta, occorre dire che le osservazioni contenute nella relazione dei tecnici non modificano assolutamente l'impostazione progettuale che è maturata di mese in mese e di anno in anno con le discussioni con i Comuni, con le associazioni interessate e con il Consiglio regionale. La tangenziale di Aosta corre lungo un percorso che è praticamente obbligato. Nella relazione di sintesi della valutazione di impatto ambientale si danno alcune indicazioni migliorative che potranno essere recepite, ma che comunque non modificano sostanzialmente l'opera, anzi non la modificano neppure marginalmente.
L'esecuzione delle opere e degli appalti ha seguito l'iter di legge, che prevedeva tutta una serie di approvazioni. Il Consigliere Riccarand mi chiede "gli estremi dei provvedimenti regionali, ministeriali e dell'ANAS" ed io glieli elenco tutti.
Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, il 26 aprile 1984, con deliberazione n. 520 ha approvato il progetto preliminare della tangenziale di Aosta. Le deliberazioni della Giunta regionale che approvano il progetto esecutivo sono: la n. 104 del 10 gennaio 1986; la n. 4342 del 13 giugno 1986; la n. 4147 dell' 8 maggio 1987 che è relativa allo spostamento del confine concessionale tra la concessione RAV e la concessione della Regione Autonoma Valle d'Aosta dal km. 11+200 da Quart-l’Eglise al km. 10+882, cioè all'imbocco della galleria di Jovençan. Quei 300 metri circa in meno sulla concessione regionale si spiegano col fatto che non sarebbe stato pensabile situare il confine tra le due concessioni dentro una galleria e pertanto lo abbiamo spostato all'imbocco della stessa.
Ci sono poi due decreti del Ministero dei Lavori Pubblici, che sono conclusivi di tutto un iter che citerò più avanti. Questi due decreti sono:
- il n. 1014 del 29 luglio 1987, concernente l'approvazione del progetto esecutivo del tratto Aosta est-Aosta centro (Pont-Suaz), in concessione alla SAV;
- il n. 554 del 7 aprile 1988, concernente l'approvazione del progetto esecutivo del tratto Aosta centro (Pont-Suaz) - Aosta ovest, l'unico tratto di costruzione in concessione alla Regione.
Le approvazioni dell'ANAS sono contenute nei voti del Consiglio di Amministrazione n. 1097 del 18 dicembre 1986 e n. 302 del 9 aprile 1987, relativi al tratto in concessione alla SAV. Per il tratto in concessione alla Regione le approvazioni sono contenute nei voti del Consiglio di Amministrazione n. 583 del 9 settembre 1987. C è un altro voto del Consiglio di Amministrazione dell'ANAS, il n. 1047 del 25 novembre 1986, che riguarda il progetto dell'intera tangenziale.
Le convenzioni di concessione, per quanto riguarda la SAV, sono state approvate con decreto ministeriale n. 3959 del 21 dicembre 1972 (vecchia convenzione), a cui ha fatto seguito una successiva convenzione approvata col decreto interministeriale n. 85 del 16 gennaio 1987. La convenzione di concessione di sola costruzione alla Regione è stata approvata con decreto interministeriale n. 843 del 26 aprile 1986. Posso mettere a disposizione dei Consiglieri interessati le copie di tutti questi documenti.
La Giunta regionale poi, con deliberazione del 20 ottobre 1988 n. 9369, ha approvato la valutazione di impatto ambientale e ne ha proposto al Consiglio regionale l'approvazione, trasmettendo gli atti ed i documenti, come è stato annunciato questa mattina dal Presidente del Consiglio, agli uffici della Presidenza del Consiglio. Il dibattito quindi ci sarà, potrà essere ampio e potrà raggiungere le conclusioni che il Consiglio riterrà più opportune. Naturalmente, la Giunta regionale chiederà di approvare la valutazione di impatto ambientale così com'è stata redatta. Mi pare di aver risposto alle prime tre domande dell'interpellanza.
All'ultima domanda posso rispondere dichiarando che il lotto affidato all'impresa INCISA è uno dei lotti in concessione alla Società Autostrade Valdostane. La convenzione di concessione prevede che la società concessionaria possa affidare in proprio lavori pari al 40% a base d'asta del totale dei lavori. Ora, il lotto n. 3 della SAV coincide con il 40% a base d'asta. I lavori, quindi, sono stati affidati direttamente ad un'impresa di fiducia della SAV. I prezzi sono quelli di progetto, verificati dall'ANAS, e l’aggiudicazione è stata fatta con un ribasso verificato dall'ANAS e che comunque sarà ancora soggetto a variazioni, nel senso che sarà ragguagliato alla media degli altri lotti in concessione alla SAV. Questa procedura è prevista dalla legge ed è prevista anche dalla convenzione di concessione.
Cos'è l’INCISA? Da informazioni che ho avuto dal Direttore della SAV risulta che l’INCISA è una società tra le più vecchie e di maggiore tradizione nel campo delle costruzioni in Italia; ha sede a Parma ed a tutt'oggi è una delle prime 15 società italiane. Negli ultimi anni ha eseguito tutta una serie di lavori all'estero, come ad esempio in Iran ed in Afghanistan, e più di recente ha spostato la sua attenzione dall'estero in Italia. Nell'autunno del 1987 è stata acquisita in parte dal Gruppo Ligresti, che è entrato anche nella SINA e nella TORINO-MILANO. Il Presidente della società è l'ing. Santi Pergolizzi. Il Direttore della SAV aveva i dati relativi ai non soci della Società e ci ha pregato di rivolgerci al Tribunale di Parma, dove sono regolarmente depositati i libri contabili l'atto costitutivo della Società.
In che modo saranno affidati i lavori degli altri lotti del tronco autostradale Quart-Sarre? Ci sono ancora da affidare 4 lotti principali, 2 della SAV e 2 della Regione, e verranno affidati con regolari gare d'appalto a licitazione privata, secondo le norme stabilite dalla legge.
Si dà atto che alle ore 10,28 assume la Presidenza il Vicepresidente BENEFORTI.
PRESIDENTE:Ha chiesto la parola il Consigliere Riccarand; ne ha facoltà.
RICCARAND (N.S.): Ho seguito molto attentamente la puntuale risposta dell'Assessore Fosson, però devo dire che, a mio avviso, la Giunta ha commesso un grave errore di leggerezza, nel senso che ha seguito una prassi illegittima. Dovrebbe essere evidente a tutti l'assurdità di un comportamento che vede portato all'esame ed all'approvazione del Consiglio il progetto preliminare, mentre poi il progetto esecutivo, che è quello che conta, risulta essere votato con una serie di deliberazioni di Giunta, senza che mai il Consiglio sia stato chiamato a pronunciarsi in merito.
Ora, è chiaro che la Giunta è un organo della Regione, però basta leggersi la legge regionale n. 66 del 1979, che definisce le funzioni che spettano ai tre organi della Regione (Consiglio, Giunta e Presidente) per rendersi conto, senza ombra di dubbio, che qui trattasi di competenza del Consiglio, sulla quale la Giunta non può deliberare, oppure può deliberare in via d'urgenza, se c'è urgenza motivata, salvo ratifica da parte del Consiglio, cosa che però non è mai avvenuta. Ci troviamo, quindi, di fronte ad atti illegittimi per vizi di competenza da parte della Giunta e di conseguenza sono illegittimi i provvedimenti successivi dei Ministeri e del Ministro dei Lavori Pubblici, che, sulla base dei provvedimenti della Giunta, ha provveduto ad approvare l'opera.
Questo è tanto più rilevante se consideriamo che il progetto autostradale in diversi punti è in contrasto con i piani regolatori dei Comuni, nel senso che va a modificare quello che è previsto dai loro piani regolatori ed in particolare da quello del comune di Aosta.
Evidentemente esiste una precisa norma di legge, che è quella contenuta nell'art. 51 del D.P.R. n. 182 del 1982 che prevede la possibilità, per opere statali di rilevante interesse di andare anche in deroga a quanto previsto dai piani regolatori dei Comuni, ma perché ciò possa avvenire ci deve essere un preciso parere favorevole da parte della Regione interessata, sentiti i Comuni. Ora, i Comuni sono stati sentiti, ma la Regione, cioè il Consiglio regionale, non ha espresso questo parere. Pertanto, voi avete costruito un castello molto grosso, che però non ha fondamenta, nel senso che non ha basi e quindi io mi chiedo quale sarà il futuro di questo provvedimento.
Oltre tutto, se vogliamo andare al di là dell'aspetto giuridico, in cui l'illegittimità del provvedimento è palese, entriamo nell'aspetto più tipico dell'opportunità, ma anche in questo caso ci troviamo completamente fuori strada. L'Assessore afferma infatti che il progetto di tangenziale è stato approvato con la deliberazione di Giunta del 10 gennaio 1986 e con un successivo provvedimento del giugno dello stesso anno. Attenzione, però, perché entrambi questi provvedimenti sono precedenti all'incarico di studio dell'impatto ambientale. Ora, se lo studio doveva avere una sua rilevanza e doveva essere di fondamentale importanza per l'iter amministrativo - si era deciso di farlo perché c'era stata una precisa richiesta del Consiglio, accompagnata da un'altra precisa richiesta di ritornare in Consiglio - l'approvazione dei progetti doveva seguire, anche per consentire modifiche o conferme ed in ogni caso si sarebbero dovute tener presenti le conclusioni di quello studio.
Credo che tutto questo modo di procedere presenti degli aspetti piuttosto preoccupanti, anche se non so per quale motivo: se per leggerezza, per volontà di scavalcare il Consiglio o semplicemente per un modo di operare in cui il ruolo della Regione, com'è mia sensazione, è stato del tutto marginale, perché le decisioni sono state prese a Milano, come ben dice il comunicato stampa da me citato; del resto anche la scelta del Gruppo Ligresti è piuttosto significativa.
Approfitto dell'occasione e, per concludere, cercherò di andare anche al di là degli aspetti giuridici, in cui si ravvisa dell'illegittimità, ed al di là degli aspetti politici, in cui c'è un rapporto scorretto e sbagliato rispetto all'impostazione data dal Consiglio al problema, per entrare nel merito di questa vicenda. Si potrebbe anche sostenere di essere giuridicamente fuori strada e di essere stati scorretti nei rapporti politici, ribadendo però l'urgente necessità dell'autostrada e della tangenziale, perché è richiesta dalla gente... Credo, però, che anche da questo punto di vista si faccia molta demagogia.
Ho letto e conservato una pagina della rassegna stampa, che ci viene mandata quotidianamente all'Ufficio Gruppi, del 29 ottobre 1988. E' una pagina bellissima, nella quale c'è in alto un titolo: "TIR, via dalla città! Sarà pronta tra due anni ad Aosta l'attesa tangenziale". Questo è il merito e la volontà della Giunta regionale e poi, più sotto, c'è una notizia dell'ANSA, sempre dello stesso giorno, in cui si dice: "Viabilità: deroghe per i TIR in Valle d'Aosta. Sia sabato 29 ottobre, che martedì 1° novembre, nel tratto stradale che collega l'autoporto di Pollein con i Trafori alpini del Monte Bianco e del G.S. Bernardo, i veicoli, in entrata ed in uscita dall'Italia e con portata superiore ai 50 quintali, potranno circolare liberamente".
Mentre si dice e si diffonde tra l'opinione pubblica il concetto che qui siamo uccisi, massacrati ed inquinati dai TIR, che dobbiamo liberare la nostra città, i nostri comuni e la nostra gente da questi effetti negativi, contemporaneamente non si sfruttano neanche le competenze che si hanno, come Presidente della Giunta e come Prefetto, per porre un argine. Invece si deroga anche a delle precise limitazioni previste a livello nazionale, per fare in modo che comunque questi TIR circolino anche quando è vietato.
Io credo che questo atteggiamento sia veramente...
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
No, no; queste motivazioni non stanno assolutamente in piedi. Oltre confine i TIR possono benissimo essere fatti fermare a le Fayet; basta prendere gli accordi necessari..
(...Interruzione del Presidente Rollandin...)
... No! Se andiamo a vedere il calendario dello scorso anno, scopriamo che in quasi tutti i giorni vietati alla circolazione dei TIR è stato emanato sistematicamente un provvedimento del Presidente della Giunta che ha detto: "E' vietato, però potete passare lo stesso"...
ROLLANDIN (fuori microfono):...per arrivare sino all'autoporto.
RICCARAND (N.S.): Se, invece, si vogliono tener lontani i TIR dalla Valle d'Aosta, si deve assumere un comportamento diverso. Se il Presidente della Giunta vuole avere delle indicazioni, noi, ma credo anche altri Gruppi, siamo disposti a collaborare per cercare la strada da seguire, perché c'è, bisogna solo volerla seguire.
In conclusione, non sono assolutamente soddisfatto della risposta dell'Assessore ai Lavori Pubblici, perché ritengo che non si siano seguite le strade giuridicamente corrette, ritengo che si siano prevaricate le competenze del Consiglio e ritengo grave il modo in cui si continua ad impostare il problema dell'autostrada e della tangenziale, facendo balenare un problema che invece si potrebbe e si dovrebbe risolvere diversamente.
