Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 344 del 13 gennaio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 13 JANVIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 344/XI Attivazione di corsi di formazione professionale rivolti ad industrie insediate in Valle d'Aosta. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso

- che nel mese di dicembre la Giunta regionale ha deliberato a sanatoria l'approvazione di corsi di formazione professionale finanziati con fondi pubblici e rivolti ad industrie insediate in Valle;

- che nelle premesse si legge che i corsi sono iniziati "per improrogabili esigenze produttive" e che comunque "i controlli sulle attività in argomento sono stati effettuati";

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore all'Industria per conoscere:

- quali siano le cause che hanno determinato l'impossibilità di approvazione dei progetti formativi anteriormente all'inizio degli stessi;

- se sono garantite pari opportunità alle aziende operanti in Valle per accedere a tali fondi e con quali criteri;

- quali provvedimenti intende adottare l'Assessore, al fine di evitare il perpetuarsi del regime in sanatoria.

F.to: Frassy - Tibaldi

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) L'argomento non è sicuramente nuovo, è un tema che è stato a più riprese discusso in Consiglio ogni qualvolta venivano portate delibere in materia; è un tema che ciclicamente occupa i lavori e l'attenzione di questo Consiglio ed è un tema che tornerà in Consiglio penso anche nei prossimi mesi.

Molte volte la fretta e l'urgenza che accompagnano quei provvedimenti impediscono di fare delle riflessioni, cosa che invece oggi non dovrebbe esserci preclusa proprio perché stiamo discutendo su un meccanismo senza essere prigionieri delle urgenze che spesso accompagnano questi atti deliberativi.

La formazione sicuramente ha un ruolo importante per quanto riguarda l'impiego e ha un ruolo importante anche per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse finanziarie, risorse pubbliche in parte con fondi regionali, per la maggior parte con fondi comunitari.

Abbiamo notato, e lo avevamo già detto durante la discussione delle delibere a cui facevo precedentemente riferimento, che molte di queste delibere sono giunte in quest'aula a sanatoria e avevamo espresso in quella sede alcune perplessità. Quest'oggi vorrei fare il punto su quanto è accaduto negli scorsi sei mesi per capire cosa accadrà nei 12 mesi del 1999 e mi spiego meglio con alcuni dati.

La formazione nel programma del 1998, delibera di marzo, prevedeva di impegnare qualcosa come quasi 16 miliardi dei quali peraltro solo 11 erano previsti sull'esercizio 1998 in quanto più di 5 miliardi andavano sull'esercizio 1999.

Le delibere di integrazione e l'integrazione del progetto stesso hanno avuto impegni per oltre 4 miliardi; questi due dati ci portano a dire in primo luogo che il 50 percento del programma della formazione viene di fatto approvato e gestito al di fuori della delibera di programmazione. Questo per quanto riguarda il programma impegnato sul 1998; scendiamo al 30 percento se invece è il programma comprensivo dei miliardi impegnati sul 1999, perciò un 50 percento o un 30 percento a seconda del punto di riferimento della formazione viene gestito al di fuori di quella che è la programmazione cosiddetta.

Con l'interpellanza vorremmo capire quali sono le cause che stanno alla base di questa situazione che, se possiamo accettarla come una "tantum", diventa difficile accettarla quando ha le percentuali che ho appena finito di indicare. Anche perché riteniamo che questo tipo di improvvisazione nel senso di provvedimenti che escono dalla programmazione può per certi versi andare a confliggere con quella esigenza di trasparenza della gestione delle risorse pubbliche, nel senso che non vengono messe in condizione tutte le imprese di poter partecipare all'utilizzo e alla gestione di questi fondi.

È una sensazione, sarà la Giunta a dirci se è una sensazione immotivata o se invece può avere una sua logica fondatezza.

Perché diciamo questo? Perché se è vero che nella programmazione vengono individuati dei fondi, è altrettanto vero che anche arrivando all'ultima delibera di dicembre e a dicembre ne sono state adottate due di delibere in materia, non ci si trova di fronte a delle risorse infinite, ma ci si trova di fronte a delle risorse che sono in parte predeterminate. È perciò evidente che chi ha la possibilità di accedere a certi meccanismi, ha anche la possibilità di accedere ai fondi stessi. Chi queste possibilità non le ha, è evidente che rischia di trovarsi escluso o perlomeno di arrivare tardi.

Perciò vorremmo capire se per il 1999 c'è l'intendimento di evitare di ridurre e di ridimensionare quelli che sono gli utilizzi dei fondi di formazione al di fuori di quella che è la programmazione. Di più, non solo al di fuori di quella che è la programmazione, che è già un dato significativo, ma la gran parte degli impegni presi al di fuori della programmazione sono impegni a sanatoria e allora sugli impegni a sanatoria le riflessioni che si fanno sono ulteriori.

Perché se l'obiettivo è quello di andare a fare della formazione seguendo le previsioni normative che impongono all'Ente Regione come ente controllore dei fondi comunitari di fare tutta una serie di verifiche, diventa difficile capire e condividere quanto sta scritto in delibera, ossia che i fondi sono stati erogati a sanatoria, perché l'Amministrazione aveva fatto i controlli durante lo svolgersi di questa formazione che verrà riconosciuta con atto deliberativo e pagata, sul presupposto - e vorrei che l'Assessore spiegasse qual è il presupposto - che tutto dovesse andare a buon fine.

Ovvero, le aziende quando iniziano questa formazione, che viene poi regolata a sanatoria, la iniziano, ritengo, arbitrariamente e spontaneamente senza avere la certezza che questa formazione venga riconosciuta, questo dal punto di vista teorico; dal punto di vista pratico probabilmente così non è perché in delibera si legge che l'Amministrazione regionale ha provveduto ad effettuare i controlli che la normativa comunitaria impone.

Mi domando: se l'Amministrazione ha provveduto ad effettuare i controlli, vuol dire che queste delibere in sanatoria erano già state "garantite" nei loro risultati positivi, altrimenti diventa difficile pensare come possa l'Amministrazione regionale andare a impegnare risorse, energie e uomini con quelli che sono i costi su dei progetti dei quali non vi sia certezza alcuna. Anche perché paradossalmente potrebbe esserci nel futuro prossimo una moltiplicazione tale di queste iniziative, che partono senza avere certezza, che potrebbero andare a creare non pochi problemi ai compiti di istituto dell'Amministrazione regionale.

Leggendo le statistiche, vediamo che la Regione Valle d'Aosta è in vetta alle capacità di utilizzo e di impiego dei fondi della formazione comunitaria, mentre altre regioni hanno avuto molte difficoltà ad utilizzare e a spendere queste risorse; se queste medie regionali maggiori di quelle nazionali sono incoraggianti per un certo verso, diventa peraltro difficile capire come si concilino con i risultati che sono stati conseguiti; questa formazione per certi versi dovrebbe darci un quadro di quello che è l'impiego e di quello che è lo stato di salute dell'industria in Valle d'Aosta che onestamente è difficile intravedere anche con il più roseo ottimismo, perché la situazione dell'industria in Valle d'Aosta sicuramente non è delle migliori perlomeno rispetto a quella che è la situazione nazionale.

Allora c'è un altro dubbio che noi poniamo - e lo approfondiremo probabilmente in iniziative successive -: siamo sicuri che questa formazione effettivamente sia finalizzata a dare alle maestranze un di più su quello che è il loro curriculum, su quella che è la loro capacità e che non siano invece molte volte più funzionali alle aziende rispetto a quello che è l'obiettivo della formazione professionale?

Perché dico questo? Dico questo intanto perché è scritto nelle delibere a sanatoria, dove si dice che approvando a dicembre il finanziamento, il corso era partito a giugno per esigenze inerenti la produzione. Perciò abbiamo ulteriori perplessità sul fatto che alcune aziende possano utilizzare in maniera impropria questo tipo di fondi. Abbiamo anche letto sulla stampa locale la polemica che era sorta in merito alla Zincocelere sull'utilizzo reiterato di questi fondi. Perciò vorremmo capire se prima di arrivare all'approvazione del programma di formazione per il 1999, ci sia l'intendimento di far chiarezza e di superare tutti questi chiaroscuri che hanno contraddistinto la formazione sicuramente nel 1998, ma direi anche la formazione sino ad ora espletata.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, artigianato ed energia, Ferraris.

Ferraris (GV-DS-PSE) Non sto a ripetere quanto poco fa ha detto il Consigliere Frassy rispetto al ruolo della formazione nel settore industriale e, credo, in tutti i settori dell'attività economica. Si deve tener conto innanzitutto di una pari opportunità fra le imprese, cosa che viene fatta, ma altresì di una necessaria flessibilità, nel senso che tutti sappiamo che il mondo dell'impresa deve scontrarsi con dei problemi di tempestività di risposta rispetto alle esigenze di mercato, di cambiamento dei prodotti, di innovazione tecnologica e quant'altro.

Per rispondere alle domande che sono state poste, vorrei ricapitolare le procedure seguite nel campo della formazione professionale sia per quanto riguarda il programma regionale, sia per quanto riguarda il programma integrativo.

Per quanto riguarda la formazione professionale, i soggetti operanti nel settore dell'industria, dell'artigianato e della cooperazione, che erano interessati nel 1998 ad interventi formativi in convenzione con la Regione beneficiando dei contributi pubblici previsti dalla normativa comunitaria, da quella nazionale e da quella regionale - perché venivano ricordati i fondi comunitari in cui le prestazioni della Valle d'Aosta sono indubbiamente eccellenti, ma la formazione in Valle è finanziata anche con fondi regionali -, dovevano presentare le domande entro il 30 settembre 1997.

Questo era un termine perentorio, stabilito con una delibera della Giunta regionale n. 2822 in data 11 agosto 1997; analoga procedura è stata seguita per il 1998 con uno spostamento dei termini al 15 ottobre, anziché al 30 settembre.

Entro tale termine i vari soggetti operanti sul territorio della Regione hanno complessivamente presentato all'Assessorato dell'industria, artigianato ed energia 75 progetti, alcuni dei quali comprendevano più corsi, in particolare sono stati 61 i progetti concernenti l'aggiornamento del personale già occupato, obiettivo 4 del fondo sociale europeo e 14 quelli relativi alla formazione di personale da assumere o di personale neoassunto presso realtà produttive, obiettivo 3 del Fondo sociale europeo.

I progetti di cui sopra sono stati oggetto di selezione da parte del Dipartimento delle politiche del lavoro, Direzione dell'Agenzia del lavoro che dipende dalla Presidenza della Giunta regionale.

Per quanto attiene l'Assessorato dell'industria, artigianato ed energia, delle 61 proposte riconducibili all'obiettivo 4 ne sono state giudicate idonee 41, 11 sono state quelle giudicate idonee per l'obiettivo 3 per un totale di 52 progetti ammissibili a finanziamento sui 75 presentati, quindi il 69 percento delle domande è stato accolto.

Per quanto riguarda l'accoglimento della domanda, i criteri di selezione sono stati definiti con una delibera della Giunta regionale, n. 4490 del 1° dicembre 1997 che istituisce un nucleo di valutazione presso l'Agenzia del lavoro, il quale opera attraverso una scheda di valutazione dei progetti, quindi il criterio di omogeneità è garantito per tutti i progetti.

Quali sono i criteri che vengono utilizzati? Sono criteri di ammissibilità formale, quindi di regolarità formale della domanda, la titolarità del proponente, quindi la competenza specifica del proponente di effettuare la domanda, l'eleggibilità del progetto a finanziamento pubblico, quindi eleggibilità rispetto a obiettivi regionali o eleggibilità rispetto agli obiettivi del Fondo sociale europeo oppure la non eleggibilità del progetto stesso. Sono criteri di capacità del soggetto proponente di attuare il progetto che viene elaborato.

Vengono individuate anche le priorità rispetto alle politiche di settore, quindi la pertinenza rispetto agli interventi formativi con le politiche di settore, i mutamenti legislativi, eccetera. Ci sono verifiche per quanto riguarda la qualità del progetto stesso, ne viene valutata la ricaduta occupazionale rispetto alla creazione di nuova occupazione o al mantenimento dei posti di lavoro.

Poi vi sono gli aspetti finanziari. Il costo complessivo del reddito degli allievi non deve superare il 50 percento del costo totale del progetto; il costo della preparazione del corso non deve superare il 10 percento del costo del progetto e non è riconducibile il costo del lavoro per attività di formazione sulla produzione, quindi non si può pensare che questi corsi vengano utilizzati in modo surrettizio da parte delle aziende per finanziare la loro attività produttiva. Infine, il monte ore dell'attività formativa sulla produzione non può essere superiore al 50 percento del monte ore complessivo, quindi ci deve essere anche un'attività di aula ben definita. Questi sono i criteri.

Per quanto riguarda i progetti che hanno superato le valutazioni del nucleo di valutazione, sono state fatte, come veniva ricordato dal Consigliere Frassy due delibere: la n. 796 del 9 marzo 1998 che riguarda gli obiettivi 2 e 4 del Fondo sociale europeo e la n. 1088 del 30 marzo 1998 che ha approvato l'analogo programma relativo all'obiettivo 3 del Fondo sociale europeo. Un primo dato che risulta evidente è questo: i progetti vengono presentati entro il 30 settembre, il piano delle attività formative della Regione viene varato il marzo successivo, quindi c'è un periodo di tempo di un certo rilievo. Questo è un primo problema che spiega - ci tornerò dopo - le questioni che aveva sollevato il Consigliere Frassy.

Inoltre, nel corso dell'esercizio 1998 si sono resi disponibili circa 5600 milioni, dei quali 3680 corrispondenti a somme non impegnate in occasione dell'adozione della deliberazione della Giunta regionale n. 1088 del 30 marzo 1998 per carenze di proposte progettuali e 2000 milioni derivanti da avanzi di amministrazione dell'esercizio 1997.

Tali fondi, resi disponibili con legge regionale n. 33/98, l'assestamento di bilancio, hanno successivamente consentito il finanziamento di ulteriori 10 progetti, questo è il programma integrativo, dei quali 6 rivolti a personale da assumere o neoassunto presso imprese locali e 4 finalizzati all'aggiornamento di occupati. Questi sono stati approvati con la delibera della Giunta regionale n. 2633 del 27 luglio. Questo è il programma integrativo.

Per quanto riguarda i programmi nel loro complesso c'è da dire che il termine entro il quale dovevano essere presentati i programmi, il 30 settembre, è stato comunicato in tempo utile alle associazioni, il 12 agosto, e mediante comunicato stampa il 13 agosto per cui tutte le aziende erano informate della cosa. Possiamo quindi dire che le aziende operanti in Valle hanno avuto pari opportunità nell'accedere ai finanziamenti in argomento.

I soggetti che hanno presentato le proposte oltre il termine stabilito, quelli della seconda delibera, hanno potuto beneficiare dell'integrazione al programma 1998 di cui alla delibera n. 2633/98. Anche qui le domande che sono state fatte, sono state tutte accolte, quindi non c'è stata una discriminazione fra un'azienda e l'altra.

Ovviamente la motivazione del fatto che ci sia stata un'integrazione al programma è dovuta a due elementi: il primo: si sono reperite risorse di bilancio; il secondo: in questo modo si è data risposta alla necessità di fare ricorso a delle imprese che altrimenti avrebbero dovuto aspettare quanto meno 9 mesi in più per poter accedere ai corsi con il rischio che le opportunità di mercato che in quel momento si erano presentate non potessero essere sfruttate.

Inoltre, un'azienda di Pont-Saint-Martin, la Nord Elettronica, (Via System dal 1° gennaio 1999), ha chiesto il finanziamento di corsi di aggiornamento per il proprio personale. Si tratta di corsi finalizzati all'approfondimento di problematiche tecniche già oggetto di precedente formazione di base volte a consentire nello stabilimento di Pont-Saint-Martin la produzione di circuiti complessi multistrato, prodotto strategico per l'Azienda in questione. La crescente richiesta di miniaturizzazione dei prodotti elettronici infatti richiede circuiti stampati a sempre più elevato contenuto tecnologico, caratterizzato da un crescente numero di strati interni.

A questo proposito c'è da dire che non era possibile attivare questi corsi in quanto non c'erano fondi nell'integrazione di bilancio presentata nel 1998; si è sopperito a questo in quanto, in occasione del secondo provvedimento di variazione del bilancio, è stato possibile utilizzare un ulteriore finanziamento di 2 miliardi dovuto alla riduzione degli interessi legali sulle somme dovute alle società del gruppo Ilva per dilazioni di parte del pagamento del prezzo di acquisto dell'area Cogne, quindi i risparmi che sono fatti in questo modo sono stati utilizzati per la formazione e questo è stato oggetto della delibera n. 4752/98. In questo modo è stato possibile anche adempiere ad una convenzione che è stata sottoscritta fra la Regione e la Nord Elettronica (oggi Via System), la quale prevede un limite massimo di 6 miliardi di finanziamento dei corsi di formazione messi in atto - e ovviamente approvati da parte della Regione - dalla Via System. Si è così ottemperato ad un preciso obbligo contrattuale con quest'Azienda.

Per quanto riguarda l'iter, mi pare che sia chiaro; ci sono delle delibere che definiscono i progetti che vengono accolti e successivamente ci sono delle delibere che definiscono il piano, sia il piano regionale, sia il piano integrativo, rinviano a successive deliberazioni della Giunta regionale per quanto riguarda l'approvazione delle modalità di organizzazione gestionale e di liquidazione della spesa relativa e qui veniamo alle questioni poste nella seconda parte dell'intervento di Frassy.

Relativamente alle deliberazioni istitutive dei corsi adottate dopo l'avvio degli stessi, occorre distinguere due casi: i corsi avviati prima dell'approvazione del relativo progetto avvenuta in sede di adozione del piano per le attività del 1998 - sappiamo che il piano viene approvato di norma nel mese di marzo, ci sono dei corsi che partono dal mese di gennaio o febbraio, quindi prima dell'approvazione del piano stesso - e i corsi avviati dopo l'adozione del piano per i quali le rispettive deliberazioni di istituzione sono state adottate in ritardo.

Le attività formative hanno di norma avuto inizio dopo l'approvazione dei rispettivi progetti, questo è quanto succede; in taluni casi l'Assessorato dell'industria ha autorizzato alcune aziende, in particolare la Cogne Acciai Speciali e la Balteadisk ad avviare le attività formative candidate a finanziamento nonostante i relativi progetti non fossero stati ancora approvati.

Quanto sopra si è verificato ad esempio nei mesi di gennaio-marzo 1998, in attesa dell'approvazione della delibera della Giunta regionale del 9 marzo 1998 n. 796, il primo dei quattro atti amministrativi che costituiscono il programma delle attività formative per il 1998.

Tale autorizzazione è stata motivata dalla necessità espressa da taluni soggetti di avviare i corsi nei primi mesi dell'anno sia per la difficoltà di conciliare iniziative formative lunghe e ponderose con le normali attività produttive, sia per problemi legati alla disponibilità di docenti o società di formazione esterne.

In questi casi le aziende interessate sono state informate che il finanziamento pubblico dei corsi sarebbe stato subordinato all'approvazione dei rispettivi progetti in sede di adozione del programma delle attività del 1998, quindi le aziende sapevano di iniziare i corsi però a loro rischio e pericolo, diciamo così. Nel frattempo le imprese in argomento hanno consentito ai funzionari dell'Assessorato l'espletamento delle normali attività di controllo sull'effettivo svolgimento delle lezioni comunicando prima dell'avvio dei corsi la data di inizio delle attività formative, i relativi calendari e luogo di svolgimento nonché i nominativi degli allievi e degli insegnanti, cioè si è proceduto per questi corsi non autorizzati con delle forme di controllo che sono analoghe per tutti gli altri corsi.

È evidente che in questo caso lo scollamento temporale fra lo svolgimento del corso e l'adozione della rispettiva deliberazione è fisiologico e che allo stesso si può porre rimedio anche con una più celere adozione del programma regionale, cioè il problema posto dal Consigliere Frassy è un problema vero, una possibilità per affrontarlo è quella - ed è un impegno dell'attuale maggioranza e dell'attuale Giunta - di andare ad una riforma della legge n. 28/83, legge quadro sulla formazione professionale che condiziona i tempi di approvazione del piano di formazione professionale regionale.

A questo proposito si tratterà di compatibilizzare un accorciamento dei tempi con i vincoli che vengono indicati dall'Unione Europea. Indubbiamente questo è un problema che è intenzione dell'Amministrazione regionale affrontare sia perché vi è un'evidente richiesta anche da parte delle imprese di avere tempi più ristretti dal momento in cui viene richiesta l'iniziativa al momento in cui tale iniziativa viene approvata e può essere messa in opera sia perché è interesse anche della Regione andare in questa direzione.

L'accorciamento dei tempi dovrà essere compatibilizzato con quei problemi di flessibilità di intervento che rimarranno comunque sul tappeto.

Per taluni corsi avviati dalle aziende, dopo l'approvazione del piano regionale e del rispettivo progetto formativo, le relative deliberazioni istitutive approvanti le modalità organizzative e gestionali di liquidazione della spesa relativa sono state adottate dopo l'avvio dei corsi stessi; erano quelle delibere di sanatoria che venivano ricordate prima.

Trattasi in questo caso di ritardo imputabile agli uffici assessorili ai quali compete la predisposizione delle proposte e delle deliberazioni di cui sopra, in particolare la limitata dotazione organica degli stessi.

Va però precisato che nell'impossibilità di espletare puntualmente tutte le attività correnti, gli uffici in argomento hanno comunque garantito il controllo sul corretto svolgimento dei corsi, quindi la funzione essenziale di controllo è stata effettuata privilegiando in questo caso l'attività di vigilanza da svolgersi necessariamente in concomitanza con le lezioni rispetto all'attività squisitamente amministrativa.

C'è da dire che, rispetto a quest'ultimo argomento è prevista per l'anno in corso l'assegnazione agli uffici della formazione professionale dell'Assessorato del personale necessario, cosa che dovrebbe consentire una tempestività nell'azione amministrativa e quindi sopperire a questi ritardi che si sono verificati.

Mi scuso per la tecnicità della risposta, ma era necessario spiegare l'iter per comprendere come funziona questo meccanismo tenuto conto del fatto che gli obiettivi che venivano indicati e le preoccupazioni che sono manifestate nell'interpellanza, sono preoccupazioni che la Giunta condivide e a cui sta cercando di trovare delle soluzioni concrete vista la necessità di offrire pari opportunità a tutte le aziende e di dare delle risposte sufficientemente flessibili rispetto alle esigenze delle imprese e del mercato.

Presidente La parola al Consigliere Frassy.

Frassy (FI) Ho ascoltato con attenzione la risposta dell'Assessore che in gran parte si è articolata su una serie di dati statistici e tecnici e in parte ha affrontato i problemi che avevamo posto nell'interpellanza.

La soddisfazione è sul fatto che queste preoccupazioni siano fatte proprie dalla Giunta così ha finito testé di dire l'Assessore.

Ci sono due punti però che vorrei evidenziare e sono il secondo e il terzo dell'interpellanza. Per quanto riguarda il problema della sanatoria, ci sono due tipi di sanatorie. Un problema è quello dell'atto amministrativo e che comunque è un problema perché da un punto di vista formale non è completato l'iter amministrativo.

C'è un secondo problema, ben maggiore, ed è quello della valutazione tecnica che deve essere fatta dall'organismo tecnico che è l'Agenzia del lavoro. L'Assessore non ha precisato se questa sanatoria si riferisca all'atto amministrativo che deve giungere all'approvazione del Consiglio e alla predisposizione da parte della Giunta, o se si riferisca addirittura - e questo sarebbe molto grave - all'assenza di quel vaglio dell'organismo tecnico, cioè dell'Agenzia del lavoro perché se così fosse ci sarebbe più di una preoccupazione…

(interruzione dell'Assessore Ferraris, fuori microfono)

… erano tutti anche quelli iniziati prima della delibera…

Ferraris (fuori microfono) Anche quelli iniziati prima della delibera, cioè c'è omogeneità di valutazione, chiedo scusa se non l'ho precisato.

Frassy (FI) Questa era una preoccupazione che permaneva, mi fa piacere che l'Assessore l'abbia chiarita ora. La seconda preoccupazione che permane è che è vero che c'è la pari opportunità per le imprese soprattutto in riferimento alla programmazione. Dove mi sembra invece che la pari opportunità venga a mancare è nella fase successiva quando ci sono tutta una serie di progetti che alla chetichella vengono vagliati, approvati e deliberati. Bisognerebbe trovare un meccanismo per il quale ci sia la necessaria pubblicità di quelle che sono le risorse ancora disponibili.

Mi auguro che l'ipotesi di riforma della legge n. 28/83, al di là delle dichiarazioni fatte oggi in aula dall'Assessore, trovi poi modo e compimento di essere esaminata in commissione e far sì che si risolvano i problemi che sono stati enunciati nell'interpellanza e condivisi, così ha detto anche l'Assessore.