Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 328 del 13 gennaio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 13 JANVIER 1999 (MATIN)

OGGETTO N. 328/XI Opere di protezione dell'area megalitica di Saint-Martin de Corléans. (Interrogazione)

Interrogazione Considerata l'importanza dei siti archeologici che si vogliono proteggere con il progetto di copertura dell'area megalitica di Saint Martin de Corléans;

Visto quanto previsto dall'art. 6 della legge regionale n.56/83 (Misure urgenti per la tutela dei beni culturali);

Visto quanto previsto dall'art. 38 della legge 16 maggio 1978, n. 196.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

La Giunta per conoscere:

1) quale è stato il parere del Ministero per i beni culturali ed ambientali circa il progetto in questione:

2) se i negozi e il ristorante previsti nel progetto di copertura possono essere definiti "opere dirette a proteggere e rendere accessibili al pubblico i reperti archeologici" come previsto dall'art. 6 della l.r. n. 56/83.

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz

Presidente La parola all'Assessore all'istruzione e cultura, Pastoret.

Pastoret (UV) La loi n° 196/78, portant: "Règlement d'application du Statut spécial du Val d'Aoste", prévoit à l'article 38 l'obligation d'informer tous les deux mois le Ministère des biens culturels de l'activité administrative de la Région, mais elle ne prévoit pas les avis du Ministère en matière de projets de réalisation des sites archéologiques ou de leur mise en valeur.

En effet, la loi citée dit à l'article 38: "Sono trasferite alla Regione Valle d'Aosta, in attuazione dell'articolo 4, 1° comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 4, in relazione all'articolo 3 della legge costituzionale medesima, le funzioni amministrative degli organi centrali dello Stato in materia di antichità e belle arti per quanto concerne il territorio della Valle d'Aosta. Tutti gli atti previsti dalle leggi 1° giugno 1939, n. 1089 e 29 giugno 1939, n. 1497 e da ogni altra disposizione comunque concernente le materie sopraindicate sono adottati dall'Amministrazione regionale che ne dà bimestrale comunicazione per conoscenza al Ministero per i beni culturali ed ambientali".

A ce sujet notre Administration a obtempéré à la loi par sa note du 27 novembre 1998 qui a été transmise au Ministère pour les biens culturels et qui récite: "Con riferimento a quanto previsto dall'articolo 38 della legge 196/78 si trasmette per conoscenza comunicazione dell'attività amministrativa svolta nel periodo settembre/ottobre 1998".

Quant à la deuxième partie de la question, concernant la présence d'un restaurant à l'intérieur de la structure et de magasins sur la place qu'on devrait réaliser sur l'aire mégalithique, peut-être dans les années passées on n'a jamais eu la possibilité de s'occuper de ce projet.

Je rappelle qu'à ce propos une discussion a été déjà entamée au sein de la Vème Commission lorsqu'on a examiné ce projet là où on a déjà eu l'occasion d'expliquer que le projet d'aménagement de l'aire mégalithique de Saint-Martin de Corléans répond aux besoins de protection, de mise en valeur et de jouissance des fouilles, revêtant ces fouilles une remarquable importance historique et archéologique, principes d'ailleurs qui ont dûment été considérés par les services compétents qui se sont occupés de ce projet.

Mais ce projet aborde aussi un problème de type urbain et propose la mise en place de services tels que magasins, restaurants et cetera permettant ainsi la revitalisation du quartier et ce projet représente donc sous ce point de vue le complément adéquat de la visite des fouilles et de la jouissance de toute la structure comme d'ailleurs ce n'est pas rare de retrouver dans n'importe quel autre pays au monde dans des espaces de visite tels que parcs, musées, monuments divers.

On cite encore l'article 6 de la loi régionale n° 56/93, "Misure urgenti per la tutela dei beni culturali", cette loi définit les compétences appartenant à la Région Vallée d'Aoste en la matière et l'article 6 affirme: "È ammessa solamente l'esecuzione di opere dirette a proteggere e rendere accessibili al pubblico i reperti archeologici che devono essere conservati in situ. Tali opere non sono soggette a limiti di volume, di superficie coperta, di altezza e possono essere costruite anche sui confini di proprietà".

En effet on ne prévoit pas de réaliser des immeubles qui aient une autre destination et des finalités différentes que celles de permettre aux gens de visiter et de jouir ces sites. D'ailleurs sur ce projet et autour de ce projet ont travaillé des experts et ce projet est conforté par l'avis favorable qui a été donne de la part du Gouvernement régional d'un côté, mais surtout de la part des techniciens, notamment des techniciens de la Surintendance qui, ayant pris vision de ce projet, en l'ayant réaménagé maintes fois, trouvent que la réalisation du restaurant et des sites commerciaux autour et à l'intérieur de cette aire est tout à fait compatible avec les lois de protection qui sont en vigueur, un avis que je trouve beaucoup plus conforme et adéquat de ce que je pourrais moi-même donner.

Presidente La parola alla Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Chiaramente, per quanto riguarda la prima domanda, sapevo benissimo che non era richiesta una risposta, ma era un modo ironico per chiedere: "Avete inviato questo?" Quindi sono contenta della risposta positiva, del fatto che quest'informazione è stata inviata il 27 novembre 1998, anzi pregherei l'Assessore di darmi una copia di questa comunicazione, quindi il mio obiettivo, che era quello di sapere se questa comunicazione era stata fatta oppure no, è stato raggiunto dal mio punto di vista.

Rispetto alla seconda domanda, l'Assessore ha letto la norma che io rileggo perché mi sembra che debba essere capita nel suo significato: "Nelle aree archeologiche individuate ai sensi dell'articolo 5 è ammessa solamente l'esecuzione di opere dirette a proteggere e a rendere accessibili al pubblico i reperti archeologici che devono essere conservati in situs".

Rispetto a questa norma l'Assessore non ha indicato un percorso da seguire, ma ha detto che c'era un parere; ora, sarà un parere di persone competenti, non dico di no, ma a volte anche gli stessi uffici possono sbagliare. Ieri in III Commissione, ridiscutendo per l'ennesima volta sul famoso elettrodotto di Covalou, è emerso che la Sovrintendenza prima ha dato il suo parere, poi ha detto che si era sbagliato, quindi credo che anche la Sovrintendenza è fatta di persone umane che possono sbagliarsi. In questo caso, visto che non è una norma, ma è un parere, il parere è totalmente soggettivo se mi permette, Assessore.

Vorrei anche far capire come il ristorante e i negozi, che sono previsti nel progetto definitivo redatto dall'Architetto Valletti in data 30 settembre 1998, non siano dei servizi a disposizione dei semplici turisti. Intanto si parla di un ristorante che sarà di 400 metri quadri, con una capienza di 120-150 posti a sedere; vorrei sapere se è stata fatta una valutazione del flusso di turisti e del fatto che tutti i giorni almeno 100 persone si fermano a pranzo, non dico al buffet, ma a pranzo. Mi chiedo se sia funzionale alla visita di questi reperti un ristorante che preveda la distribuzione di almeno 100 pasti al giorno. Da notare che c'è già un bar per i turisti, e questo si giustifica, ma oltre al bar c'è questo ristorante con 120-140 posti a sedere, quindi mi chiedo da quali dati informativi sia corredato tale parere per poter dire che va bene.

La seconda osservazione riguarda i negozi. Esiste già un "book shop" giustamente, fra l'altro una sala multipla di 650 metri quadri, quindi abbastanza grande tale da soddisfare le giuste esigenze dei turisti che vanno a visitare un sito e hanno piacere di comperarsi una cartolina, una cassetta, un ricordino o quello che è; ma qui oltre a questo ci sono i negozi: sul lato nord della piazza, a quota più 6,90, sono previsti 560 metri quadri di negozi di genere diverso. Si può supporre che i generi potranno essere di tipo "souvenirs", ma quelli ci sono già nel "book shop" oppure tabacchi, ma i tabacchi possono essere nel locale per il caffè, oppure una banca. Ma è necessaria una banca quando oggi le banche sono sostituite addirittura da uno sportello automatico? Oppure una gelateria, ma come: abbiamo già un bar, occorre un'altra gelateria per la sera?

Insomma, credo che questa serie di "servizi" tra virgolette, offerti ai turisti, non siano funzionali ai turisti, ma rispondano ad un altro obiettivo. Mi chiedo se questi servizi non potevano essere messi altrove. Avremo dei turisti che arrivano da lontano per vedere i reperti di 5000 anni fa ma che non potranno godere dei beni archeologici perché una parte della copertura è dedicata a dei servizi inutili. Mi chiedo come il parere del Soprintendente non abbia preso in giusta considerazione questi dati.