Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 312 del 17 dicembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 17 DÉCEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 312/XI Fissazione dei limiti di reddito nonché dei criteri per la formazione di eventuali graduatorie ai fini dell'ammissione alle provvidenze previste dalla legge regionale 68/93 per l'anno 1999 (Interventi regionali in materia di diritto allo studio).

Deliberazione Il Consiglio

Vista la legge regionale 20 agosto 1993, n. 68, recante "Interventi regionali in materia di diritto allo studio" e le successive integrazioni apportate con legge regionale 1° agosto 1994, n. 37;

Vista la deliberazione del Consiglio regionale n. 2802/X del 22 ottobre 1997 con la quale sono stati stabiliti, ai fini dell'ammissione alle provvidenze di cui agli articoli 6, 7, 7 bis, 8, 9, 10 e 11 della citata legge regionale n. 68/1993 da attribuire nell'anno 1998, il tetto di reddito nonché i criteri per la formazione di eventuali graduatorie, in applicazione della citata legge regionale n. 68/1993;

Atteso che ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della richiamata legge regionale n. 68/1993 il limite massimo di reddito imponibile lordo deve essere aggiornato annualmente secondo l'indice di inflazione ISTAT, corrispondente al momento attuale a circa il 2%;

Ritenuto di provvedere al riguardo per le provvidenze da attribuire nell'anno 1999;

Richiamata la deliberazione della Giunta regionale n. 4853 in data 30 dicembre 1997 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per l'anno 1998 e per il triennio 1998/2000, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative, nonché la circolare n. 2 in data 15 gennaio 1998 (prot. n. 861/5FIN);

Visto l'articolo 8 del decreto legislativo 22 aprile 1994, n. 320, come modificato dall'articolo 1 del decreto legislativo 16 febbraio 1998, n. 44, in ordine alla sottoposizione dell'atto a controllo;

Visto l'articolo 3, comma 1 della legge regionale 68/1993 in ordine alla competenza del Consiglio regionale;

Visto il parere espresso dal Direttore delle Politiche Educative dell'Assessorato Istruzione e Cultura ai sensi del combinato disposto degli articoli 13, comma 1, lettera e) e 59, comma 2 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45, sulla legittimità della presente deliberazione;

Visto il parere della V Commissione consiliare permanente;

Delibera

di stabilire, ai fini dell'ammissione delle provvidenze di cui agli articoli 6, 7, 7 bis, 8, 9, 10 e 11 della legge regionale n. 68/1993 da attribuire nell'anno 1999, il tetto di reddito, avuto presente l'indice di inflazione ISTAT, nonché i criteri per la formazione di eventuali graduatorie, come da prospetto allegato alla presente deliberazione di cui fa parte integrante.

Allegato

(Omissis)

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Rispetto a quest'atto amministrativo volevo porre alcune domande all'Assessore. Prima domanda: se può dirci grosso modo qual è rispetto all'anno scorso il numero di utenti per le diverse categorie tanto per avere un ordine di grandezza; seconda domanda: quante risorse sono previste per le varie categorie indicate nei diversi articoli della legge n. 68/93; terza domanda: chiedo come mai in questo tipo di assegnazione di borse di studio è rimasto il reddito familiare complessivo del nucleo e non si è andati verso il reddito pro capite.

Ho voluto fare una verifica di cosa significano le fasce di reddito previste. Nella delibera è scritto "limite di reddito appartenente a nuclei familiari il cui reddito sia comprensivo fra lire 44 milioni e lire 48 milioni". La mia domanda è se il reddito è pro capite oppure no perché se non è pro capite, secondo me, siamo di fronte ad un'ingiustizia, nel senso che ho qui sotto mano gli indicatori economici utilizzati dal Politecnico di Torino per fissare le tasse per gli studenti dove si individuano una serie di fasce di reddito.

Allora, se manteniamo questo reddito per l'intero nucleo familiare e non per fasce di reddito, ci troviamo di fronte all'assurdo che, per esempio, se queste stesse famiglie dovessero fare domande all'Università di Torino e in base al proprio reddito avere degli sgravi o avere l'entità delle tasse calcolate in modo diverso, ci troveremmo di fronte al fatto che un nucleo familiare composto da una sola persona con reddito fino a 42 milioni è collocato nella sesta fascia, quindi molto alto, mentre un nucleo familiare formato da due persone con lo stesso reddito, 44 milioni, si troverebbe nella terza fascia, una famiglia con tre persone con un reddito di questo tipo si troverebbe nella prima fascia e una famiglia con questo reddito con quattro persone sarebbe addirittura fuori.

Questo vuol dire che, se è vero che le tasse universitarie sono pagate in modo diverso a seconda del reddito familiare e il reddito familiare è calcolato non come intero nucleo, ma per persona, questo consente una vera differenziazione dei benefici in base al numero dei familiari. Se noi invece consideriamo questo limite per il nucleo vediamo che siamo di fronte a delle palesi ingiustizie. Può darsi che tutto questo non sia vero e sarei contenta di sentirlo dire dall'Assessore.

Président S'il n'y a pas d'autres interventions, je ferme la discussion générale. La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Avant tout je dois préciser que cet acte qui est porté à l'attention du Conseil se réfère à la loi régionale n° 68/93 qui n'a nullement à voir avec ce qui est le droit de l'étude pour les étudiants universitaires.

Pour ce qui est de la dernière question: si le montant doit être rapporté à la personne ou à l'ensemble de la famille, la loi à laquelle nous nous référons, à l'article 3 (limiti di reddito e graduatorie) dit très clairement: "il limite di massimo di reddito imponibile lordo complessivo del nucleo familiare", donc nous sommes là obligés à nous tenir à ce que la loi dit.

Pour le nombre des gens qui font recours à ces bourses d'études, vous avez le détail avec le classement qui fait partie des actes qui ont été remis à tous les conseillers et au point A), "Borse di studio a favore di studenti frequentanti scuole secondarie di 2° grado di tipo od indirizzo non esistente nella Regione", on fixe le seuil du montant des revenus à 44 millions, mais on dit qu'on peut aussi arriver à 48 et cela justement pour quelle raison? Parce que d'habitude on arrive à donner à tous ceux qui font requête les financements requis et dans quelques cas on arrive aussi à ne pas avoir un nombre satisfaisant de requêtes parce que le montant disponible est supérieur aux requêtes qui sont avancées; au point B), "Borse di studio a favore di studenti frequentanti il Liceo Linguistico di…"

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… l'année passée 8 requêtes ont été avancées et 8 requêtes ont été accueillies. Au point B), "Borse di studio a favore di studenti frequentanti il Liceo Linguistico di Courmayeur", on avait 34 requêtes admises au financement et 34 requêtes ont été accueillies car il y avait le montant nécessaire pour les satisfaire. Au point C), "Contributi di studio a favore di studenti per la frequenza di corsi di perfezionamento linguistico nel periodo estivo", il y avait 27 requêtes qui pouvaient être admises et d'après nos données ont été toutes financées. "Borse di studio a favore di studenti meritevoli per la frequenza di corsi di perfezionamento linguistico nel periodo estivo", tous ceux qui ont avancé la requête ont eu satisfaction dans le sens qu'à tout le monde il a été possible de donner le financement.

Pour ce qui est des ressources prévues, je peux fournir ce détail dans un autre moment parce que ça ne fait pas l'objet de discussion aujourd'hui. Je crois qu'il suffit même un coup de fil au Bureau des politiques scolaires ou je peux vous le fournir.

Président La parole au Conseiller Marguerettaz pour déclaration d'intention.

Marguerettaz (Aut) Alcune delle obiezioni o domande poste dalla collega Squarzino sono per le motivazioni che inducono me e il mio gruppo ad astenerci dal votare questa delibera con una motivazione che va nella direzione delle osservazioni fatte dalla collega Squarzino.

Ricordo che alla fine della scorsa legislatura, quando discutemmo a lungo sulle politiche familiari e sulla conseguente legge, che poi fu approvata in modo un po' rocambolesco per la verità, la questione del calcolo dei redditi per accedere alle provvidenze e ai servizi forniti dalla Regione fu oggetto di una lunga discussione tanto che il sottoscritto propose alla fine della stessa, in allegato alla legge sulla famiglia, un ordine del giorno che impegnava la Giunta a porre mano a tutta questa grossa tematica per uniformarla.

L'ordine del giorno fu respinto con una motivazione che certamente aveva un suo valore - alcune volte veniva utilizzata la stessa motivazione, altre volte no -, si disse cioè che, essendo ormai alla fine della legislatura, quello sarebbe stato un lavoro immane per gli uffici, quindi non ci si poteva a fine legislatura assumere un compito così gravoso e al tempo stesso così delicato. Orbene, ora siamo all'inizio di una nuova legislatura e io credo che sia proprio il caso, o almeno io in questo senso mi sento di impegnarmi, ma mi auguro che lo stesso Governo regionale abbia, visto che ha una prospettiva di 5 anni, la volontà di affrontare questo tema.

Sappiamo tutti che la Regione fornisce una serie notevole di provvidenze, di servizi a favore della popolazione valdostana. Oggi come oggi non abbiamo nemmeno la conoscenza precisa, ed è il primo lavoro che sarà da farsi, di quanti e quali siano le valutazioni, le tenute in considerazione del reddito per accedere ai vari servizi e quanto siano diverse fra loro.

Nel corso dei cinque anni passati i consiglieri hanno potuto notare quanto questi vincoli siano diversi a seconda dell'Assessorato, a seconda del servizio, per cui faccio brevemente una serie di esemplificazioni. Abbiamo dei servizi per i quali - ed è questo un argomento tanto caro al collega Rini - il reddito del lavoratore dipendente è calcolato al 60 percento e comunque ad una percentuale inferiore rispetto a quella di un lavoratore autonomo, abbiamo altri servizi per cui questa regola non vale, abbiamo dei servizi nei quali viene conteggiato più o meno il reddito pro capite, abbiamo degli altri servizi, questo ne è un esempio, in cui questo stesso concetto non vale, si conteggia il reddito familiare, abbiamo dei servizi per i quali i figli a carico vengono decurtati dal reddito complessivo in alcuni casi per un ammontare di 2 milioni e mezzo e in altri casi di 500mila lire. Questo per dire tutta una serie di situazioni che a mio avviso non hanno ragione d'essere.

Si tratta di affrontare la materia - e prendo spunto, ripeto, da questo perché affrontiamo una parte di un grosso argomento - perché con lo sforzo di tutti dovremmo riuscire a trovare un sistema decisamente più equo che tenga in considerazione i carichi familiari, che parta dal presupposto che il punto di partenza per la valutazione del reddito deve essere forzatamente quello del reddito pro capite perché dipende dal carico familiare che ogni nucleo familiare ha e iniziamo a lavorare su questa strada. In questa situazione, con un piccolo inciso: che se questo dovesse essere un reddito pro capite, mi sembrerebbe decisamente alto tra l'altro, mi riferisco a quello indicato dalla delibera in questione finché non si metterà mano con decisione e con serietà a questa tematica, noi ci asterremo dal votare parametri quali quelli che ci vengono proposti da questa delibera. Augurandomi che anche le forze di maggioranza vogliano seriamente mettere mano al problema, annuncio fin d'ora che sicuramente nel corso di questa legislatura vedrò di portare il mio contributo in tal senso.

Président Je soumets au vote l'objet n° 23:

Conseillers présents: 31

Votants: 23

Pour: 23

Abstentions: 8 (Beneforti, Collé, Comé, Curtaz, Lanièce, Marguerettaz, Squarzino Secondina, Viérin M.)

Le Conseil approuve.