Oggetto del Consiglio n. 293 del 16 dicembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 16 DÉCEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 293/XI Ritardi nella procedura della campagna autunnale di risanamento del bestiame. (Interrogazione)
Interrogazione Venuto a conoscenza delle lamentele del mondo agricolo relativamente ai ritardi nella procedura della campagna autunnale di risanamento del bestiame;
Considerato che tali ritardi, acquisiti per stabilire i risultati delle relative analisi, comportano gravose interferenze agli agricoltori impegnati nello spostamento dei capi e nella cessione o acquisto dei capi stessi;
i sottoscritti Consiglieri regionali
Interrogano
l'Assessore competente per conoscere:
1) se è vero che vi sono dei ritardi nell'espletamento delle suddette analisi e quali sono le cause di tali ritardi;
2) i tempi entro i quali verrà ripristinata la regolare tempistica adottata fino a poco tempo fa in merito alle suddette analisi.
F.to: Lanièce - Viérin M.
Président La parole à l'Assesseur à l'agriculture et aux ressources naturelles, Perrin.
Perrin (UV) Vorrei dire in premessa che le analisi sono fatte dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta che è un ente sanitario di diritto pubblico, quindi non è chiaramente un ufficio dipendente dalla Regione. Questo solo per chiarire la nostra posizione di fronte all'Istituto.
È vero che ci sono dei ritardi; quali sono le motivazioni? Me lo dice il Dott. Rusa, Direttore dell'Istituto della sede di Aosta: "Si è verificato un notevole incremento del numero di sieri bovini positivi alle prove per brucellosi rispetto a quanto verificatosi nella campagna precedente di risanamento e ciò comporta tutta una serie di prove in più perché il verificarsi di positività nella prima prova di screening, quella cosiddetta Rosa Bengala test, comporta per il laboratorio in seguito la necessità di sottoporre tutto l'effettivo dell'allevamento di provenienza alla seconda prova prevista per legge che è quella della fissazione del complemento."
Quindi anche se c'è un solo animale positivo a questa prima prova della Rosa Bengala test, poi tutto l'allevamento deve essere sottoposto alla seconda prova, quindi aumentato il numero di allevamenti che hanno avuto problemi, sono notevolmente aumentate queste necessità di analisi.
Ulteriore motivazione, il laboratorio è impegnato in un progetto di qualità delle prove, questo per dare maggiore garanzia per quella che è la certezza di queste prove e tutto questo comporta comunque dei controlli particolari proprio a garanzia della massima affidabilità dei risultati e questo è un progetto che è partito quest'anno.
C'è inoltre da sottolineare che c'è carenza di personale, in parte a questa carenza di personale si è ovviato proprio da parte del nostro Assessorato con l'invio di una persona d'ordine per la trasmissione dei dati e con l'incarico di un personale addetto alle analisi, questo per dare una mano al laboratorio e quindi accelerare le prove.
C'è obiettiva difficoltà di riportare a regime - quando si parla di regime, si parla di 10-12 giorni entro i quali i risultati venivano notificati, oggi invece siamo sui 20-25 giorni - malgrado che ci sia un impegno del Direttore che è stato da noi più volte sollecitato a fare tutto il possibile sempre nel rispetto di tutte le procedure per riuscire ad ovviare a quest'inconveniente, comunque gli allevamenti cui è stata data risposta sono ormai circa 1200 sui 1750 presenti e vorrei approfittare di quest'occasione anche per dare alcuni dati visto che un certo allarmismo si è creato nel settore ed è un allarmismo giustificato.
Gli allevamenti infetti da brucellosi sono fino a questo momento in numero di 41 pari circa al 2,4 percento degli allevamenti provati con 391 capi; se paragoniamo ai dati dell'anno scorso, cioè del 1997, gli allevamenti infetti da brucellosi erano 12 con 75 capi, quindi la Regione aveva acquisito la qualifica di ufficialmente indenne.
C'è da notare che questi 41 allevamenti per una buona parte sono poi concentrati in una parte di grossi alpeggi, quindi i veri focolai non sono così tanti né così numerosi; i veri focolai sono molto più ridotti. Sappiamo qual è la nostra difficoltà cronica proprio per il nostro tipo di gestione aziendale, cioè gli allevamenti che in alpeggio vengono mescolati gli uni con gli altri, quindi quando succede la malcapitata infezione, questa si diffonde e crea dei problemi gravi.
Bisogna inoltre dire che di questi 41 allevamenti solo 21 sono positivi a tutte e due le prove, mentre 20 sono positivi solo al primo "screening" e questo probabilmente è significativo perché la malattia in questo caso non è ancora completamente sviluppata, quindi potrebbe anche darsi che sia una prova di allarme però non definitivamente assodata.
Questi sono i dati, noi stiamo seguendo con attenzione e preoccupazione quest'andamento, probabilmente ci saranno - se così continua - delle difficoltà a mantenere la qualifica di ufficialmente indenne e questo comporterà poi successive prove di accertamento e tutto quanto la legge prevede in tal senso.
Président La parole au Conseiller Lanièce.
Lanièce (Aut) Prendiamo atto della risposta dell'Assessore Perrin. Avevamo presentato quest'interrogazione proprio perché ci era stata sollecitata, visto l'allarmismo che si era creato, nell'ambito degli allevatori, proprio per questi ritardi.
Come ha detto giustamente l'Assessore, mentre lo scorso anno i risultati degli esami arrivavano circa in 10 giorni, quest'anno i risultati arrivano dopo 20-30 giorni e questo nuoce all'attività di compravendita e al trasferimento nei mercati del bestiame: abbiamo quindi ritenuto opportuno sollevare questo problema proprio per le conseguenze e per i danni che questi ritardi arrecano alla compravendita, che è molto importante per l'attività degli allevatori.
Giustamente l'Assessore ci ha detto che l'Istituto è un istituto di diritto pubblico; l'importante è che ci sia da parte dell'Assessorato e dell'Amministrazione regionale una certa sensibilizzazione su questo problema, cercando di fare capire all'Istituto l'importanza del fatto che i risultati di quest'indagine pervengano in tempi i più veloci possibili proprio per far fronte alle esigenze degli allevatori, tenuto conto anche del problema della brucellosi emerso in questi giorni, di cui l'Assessore ci ha fornito una relazione dettagliata: purtroppo dobbiamo constatare che rispetto all'anno scorso c'è stato un incremento di allevamenti infetti da brucellosi.
Invitiamo l'Assessore a cercare di far pressione sull'Istituto per accelerarne la tempistica, magari non ritornando alla tempistica precedente se ci sono difficoltà, ma almeno riducendo sensibilmente questi tempi e poi a far sapere alla commissione competente eventuali nuovi fatti che potrebbero riguardare il problema della brucellosi, che è un problema molto importante e delicato anche perché, essendoci nuovi allevamenti soggetti a brucellosi, corriamo il rischio di perdere la qualifica di Regione ufficialmente indenne.
Penso che questo sia un fatto molto delicato e molto importante e pertanto invitiamo l'Assessore a seguire con attenzione questo problema.
