Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 282 del 2 dicembre 1998 - Resoconto

OGGETTO N. 282/XI Iniziative per far fronte alle richieste di lavoro da parte di portatori di handicap. (Interpellanza)

Interpellanza Constatato il numero dei portatori di handicap in cerca di una occupazione;

A conoscenza della grave crisi economica e sociale esistente in numerose famiglie valdostane dei portatori di handicap;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per conoscere:

1) quali iniziative intende assumere per far fronte alla richiesta di lavoro proveniente dai portatori di handicap;

2) quale ruolo intende far assumere all’Agenzia del Lavoro che fino ad oggi non risulta abbia affrontato concretamente detto problema.

F.to: Beneforti - Squarzino Secondina

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Quest'interpellanza è stata presentata per affrontare il problema del lavoro per i portatori di handicap che sono in cerca di un'occupazione. Tutti sappiamo che la disoccupazione è una malattia per l'intera umanità, è un'emergenza sociale che va affrontata per tutti, ma in particolare è una disgrazia per coloro che non possono provvedere a sé stessi.

Nella nostra Regione iniziative in tal senso sono state prese, ma ancora ci sono dei giovani o meno giovani disabili che sono in attesa di un'occupazione; un'occupazione anche per fare fronte alla situazione economica e sociale in cui si trovano anche le loro famiglie. Certamente mi riferisco a quei giovani che possono essere impegnati in un lavoro idoneo alle loro carenze fisiche, anche se devono essere seguiti nell'attività lavorativa che sono chiamati a svolgere.

Ora, non è che ci siamo alzati la mattina e abbiamo deciso di presentare un'interpellanza a favore dei disabili; questo problema ci è stato posto dalle famiglie interessate, diverse famiglie sono venute a presentarci la loro situazione e io ho creduto che fosse nostro dovere riferirne in questa sede perché ritengo che una risposta debba essere data. Queste famiglie non possono certamente essere abbandonate a sé stesse.

I privati, pur dichiarando di comprendere il problema, hanno sempre rifiutato l'invito che è stato loro rivolto di assumere alle loro dipendenze dei giovani disabili; non vogliono assumersi responsabilità, non si pongono il problema sociale di cui tutti insieme dovremmo farci carico. Certamente ci rendiamo conto della complessità e delle difficoltà che possono incontrare anche queste nostre iniziative, ma l'ente pubblico credo debba fare qualcosa in quest'ambito.

Dicevo all'inizio che qualcosa abbiamo fatto nella nostra Regione rispetto a quello che accade in altre regioni e province, ma c'è ancora qualcosa che bisogna fare per venire incontro a queste categorie che necessitano di avere un'occupazione nell'interesse loro ed anche nell'interesse economico delle loro famiglie.

Forse l'Assessore competente, la Giunta, ci diranno le iniziative che intendono assumere oltre a quelle già intraprese in passato, ma è opportuno che si conosca l'entità del fenomeno che abbiamo di fronte fino in fondo, pertanto un censimento dei disabili, se non è stato ancora fatto, si rende indispensabile, un censimento per conoscere la situazione che abbiamo nella nostra Regione per questa categoria di cittadini. Questo anche perché, conoscendo la situazione, si possono seguire i disabili durante tutto il loro arco di vita, dalla nascita alla morte.

Conoscendo il fenomeno, si possono inoltre programmare gli interventi che si rendono necessari e nello stesso tempo anche le risorse utili per fare fronte alle esigenze esistenti. Solo conoscendo il fenomeno in tutte le sue parti, si possono prevedere dei piani per l'inserimento dei giovani nella scuola a tutti i livelli, per l'inserimento nella vita lavorativa ed anche per la realizzazione e il potenziamento dei centri necessari per alleviare i sacrifici delle famiglie nel corso della giornata, i centri diurni che già esistono ed anche i centri di riabilitazione per quanti ne hanno bisogno.

Infine c'è anche un altro problema che dobbiamo porci ed è quello di quando questi disabili rimarranno senza i genitori, la collocazione di queste persone che un domani rimangono senza una famiglia.

Io dico che quest'opera di censimento per conoscere il problema e per affrontarlo alla radice può essere anche affidata all'Agenzia del lavoro, se si assume l'onere e l'onore di fare questo censimento come pure all'Agenzia del lavoro può essere affidato il compito di vedere la collocazione di questi giovani sapendo chi sono e quanti sono per vedere di collocarli nel privato, negli enti locali ed ovunque è possibile in base alle iniziative che la Regione in tal senso ha già assunto.

Ripeto che una risposta va data perché ci sono molte famiglie che ci chiedono di intervenire in quanto si trovano in determinate situazioni. Qualcosa, come ho già detto, abbiamo fatto; cerchiamo di fare un altro passo per vedere di far fronte a questa situazione che ci sta davanti perché bisogna mettersi nelle condizioni in cui si trovano le famiglie con disabili per sapere quali situazioni vivono.

PrésidentLa parole au Président du Gouvernement régional, Viérin Dino.

Viérin D. (UV)En ce qui concerne l'interpellation présentée par les Conseillers Beneforti et Squarzino, au nom également du collègue Vicquéry permettez-moi d'apporter les précisions suivantes.

L'insertion professionnelle des personnes qui vivent une situation de difficulté sociale, est sans aucun doute l'une des questions que toute société solidaire et responsable se doit d'aborder avec non seulement des idées claires, mais également avec des moyens adéquats.

Il y a lieu de rappeler d'autre part les problèmes que présente l'insertion dans le monde du travail de ce que l'on appelle les catégories défavorisées ou marginales du marché de l'emploi, catégories dont les personnes handicapées font partie en raison entre autres de l'offre de travail que notre territoire peut produire et notamment du phénomène que Monsieur Beneforti soulignait, à savoir que ou ce sont les collectivités publiques qui se chargent de ce problème ou alors difficilement on arrive à donner des réponses positives. Il ne faut pas non plus confondre la juste attente et même la satisfaction des besoins de ces personnes en matière d'emploi avec d'autres problématiques économiques et sociales relatives aux handicapés et à leurs familles qui relèvent de l'assistance et de l'intégration sociale. Ce sont deux aspects différents d'un même problème social.

Pour ce qui est des mesures que le Gouvernement entend mettre en place pour répondre à la demande d'emploi des handicapés, différentes initiatives ont été prévues par l'Assessorat du bien-être, de la santé et des politiques sociales.

En premier lieu, je veux faire référence à la délibération qui est actuellement en phase de définition et qui vise, compte tenu des contraintes du marché du travail valdôtain, l'attribution et l'octroi des financements aux communes de la Vallée d'Aoste pour l'année 1999 au titre de la loi régionale n° 54 du 11 août 1991 portant mesures pour faciliter l'insertion professionnelle des citoyens handicapés. Cet acte, qui concerne 22 communes et 32 personnes handicapées, fixe à 820 millions de lires l'engagement de dépenses afférent à l'année 1999.

En outre, toujours en 1999, le Centre pour handicapés d'Olignan doit ouvrir ses portes. Il accueillera durant la journée des personnes qui seront employées, en fonction du type et du degré de leur handicap, à la réalisation de divers travaux dans le secteur de la production agricole, de la transformation et de la vente des produits agricoles ou dans des secteurs annexes. A ce propos, la rédaction de l'étude de faisabilité est actuellement en cours en collaboration avec une société qui a été chargée spécifiquement du soutien de cette phase de démarrage et également du suivi du fonctionnement du Centre d'Olignan.

D'un point de vue général, l'Assessorat assure également l'accompagnement de personnes présentant des handicaps sévères qui, dans leur activité que ce soit du secteur public ou privé, remplissent des fonctions ne pouvant être qualifiées comme un emploi au sens strict, mais qui représentent toutefois une réponse adéquate en termes de formation et d'intégration sociale.

Et encore, pour ce qui est de l'Agence de l'emploi, cette Agence, en collaboration avec les services de l'Assessorat de la santé, s'est attaquée au problème de l'insertion professionnelle de personnes en situation de difficulté sociale et continue d'y travailler concrètement et ce, en application d'un des points du plan des politiques du travail, à savoir le macrobjectif n° 3, visé à la loi de 1995. Macrobjectif qui a été proposé de nouveau pour les trois années à venir et que nous aurons la possibilité d'examiner en discutant du plan triennal de l'emploi.

C'est à cette fin, que l'Agence de l'emploi a créé en son sein un service spécifique, dénommé Projet pour l'insertion dans la vie professionnelle, qui programme, organise et gère les interventions de soutien des itinéraires de première approche ou de nouvelle approche de travail pour ces catégories dites défavorisées, dont font partie les personnes handicapées.

Par rapport à ces dernières, l'activité en matière d'insertion professionnelle touche à chaque phase de ce processus, c'est-à-dire l'orientation, la formation professionnelle, l'insertion professionnelle, mais aussi le suivi de l'insertion après l'embauche. Dans ce domaine, au cours de la période 1995-1998, l'Agence de l'emploi a organisé tant des cours de formation que des interventions personnalisées.

Pour ce qui est des cours de formation, un cours pour jeunes handicapés mentaux a été réalisé en 1995-1996 d'une durée de 1200 heures, il a été suivi par 15 élèves. En 1997-1998 8 autres élèves ont participé à un cours de formation professionnelle toujours de 1200 heures pour handicapés mentaux.

Les interventions personnalisées quant à elles ont porté sur les activités d'apprentissage professionnel de 25 personnes handicapées, dont 14 sont aujourd'hui employées de manière stable. En 1998 des stages de formation préparatoire à l'emploi ont été ouverts à 9 handicapés psychiques et/ou sensoriels; 3 de ces stages se sont conclus par un contrat de travail et donc il y a eu insertion et pour les 6 autres - qui sont actuellement encore en formation - l'embauche devrait avoir lieu à partir du mois de janvier 1999.

Par ailleurs, depuis 1995 quatre handicapés psychiques bénéficient également d'une autre mesure appelée "bourse travail". Cette dernière, qui a une durée limitée, mais renouvelable, est destinée aux sujets qui, même si leur capacité productive ne suffit pas à en justifier l'embauche, peuvent tirer un bénéfice de leur séjour dans un milieu de travail.

Deux autres interventions de formation ordinaire ont été également réalisées au cours de cette année toujours en vue de l'insertion dans le monde du travail de personnes présentant un handicap mental.

Enfin, entre 1995 et 1998 trente-six personnes handicapées ont été embauchées, dont 14 présentaient un handicap physique et vingt-deux un handicap psychique avec le soutien des aides économiques toujours prévues par le plan triennal des politiques du travail de 1995-1998.

Toutes ces interventions entrent donc dans le cadre du plan régional de formation qui reçoit un financement partiel du fonds social européen et également des programmes d'initiative communautaire, tels que par exemple le programme Horizon emploi. Ce sont des mesures qui, à notre sens, ont eu des effets positifs; ce sont des mesures que nous allons proposer de nouveau pour les prochaines années et, comme je le disais tout à l'heure, nous aurons la possibilité d'y revenir et d'approfondir ce thème lors de la discussion de ce plan triennal.

PrésidentLa parole au Conseiller Beneforti.

Beneforti (PVA-cU)Prendo atto di quanto il Presidente ha riferito su questo problema. Non è che io non avessi dubbi che non fosse stato fatto niente, ho già detto che la nostra è una Regione che in questo settore ha già fatto abbastanza. So benissimo che ci sono 22 comuni nella Valle che hanno alle loro dipendenze 30 disabili come ci sono altre aziende private che hanno un numero molto ristretto, si contano 2 o 3 persone, e l'Assessore Vicquéry mi può smentire?

(interruzione del Presidente della Giunta, fuori microfono)

? sì, ma ho spiegato, ho capito. Il problema qual è? È vero che si fanno i corsi di formazione e di preparazione per disabili, ma è anche vero che solo una parte trova collocazione, mentre l'altra parte, pur avendo fatto formazione e preparazione, resta a casa. Mi auguro che, quando discuteremo il piano triennale, si possa affrontare anche questo problema perché ritengo che sia un problema che merita tutta la nostra attenzione.

Sono soddisfatto anche che si apra il Centro agricolo di Quart, si era iniziato negli anni novanta, per non dire 1989, finalmente si arriva alla conclusione anche di questo Centro agricolo che l'Associazione delle famiglie dei disabili ha sempre rivendicato e sostenuto. Credo che questa sia un'occasione buona perché credo che si dia la possibilità ad un gruppo di disabili di poter lavorare in un centro agricolo che possa soddisfare le loro esigenze e quelle delle loro famiglie.

La raccomandazione che rivolgo è quella di spingere il più possibile per trovare lavoro a questi giovani disabili; riprenderemo la discussione in occasione della presentazione del piano triennale.