Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 270 del 30 novembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 30 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 270/XI Illustrazione della legge finanziaria e della legge di bilancio per il 1999.

Président Collègues conseillers, les questions concernant les sangliers sont notamment des questions qui attirent l'attention et qui demandent beaucoup de temps; c'est pourquoi je vous proposerai de suspendre l'examen des questions et des interpellations, pour passer directement à la présentation des rapports concernant les points 19 et 20 à l'ordre du jour.

La parole au Conseiller rapporteur Rini pour l'illustration du rapport concernant ces deux points à l'ordre du jour.

Rini (UV) Pour cette Assemblée et pour la communauté et pour la Communauté valdôtaine le budget régional est réputé un acte fondamental, le plus important et le plus délicat du point de vue administratif et politique.

Nous allons bientôt examiner et approuver le premier document de programme de la XIème législature, d'autant plus significatif qu'il nous donnera la possibilité de mesurer la cohérence de cette majorité par rapport au programme que le Conseil a approuvé au début de la législature.

J'estime que ce budget reflète exactement ce programme et qu'il se place sous le signe de la continuité.

Tous ceux qui s'attendent à des nouveautés éclatantes par rapport aux années précédentes seront déçus, car il est tout à fait normal qu'une majorité, qui a été récompensée pour son activité aux dernières élections, poursuive ses idées-forces, que la plupart des électeurs partage.

La gestion des recettes sera assurée de façon responsable et sérieuse, comme cela a été le cas ces dernières années, de façon à que la collectivité puisse saisir, comme par le passé, les chances de croissance économique, culturelle et sociale, et parallèlement contribue au renforcement de l'identité valdôtaine.

Ce budget, ainsi que tous ceux qui ont été conçus par cette majorité, est caractérisé par une forme simple et compréhensible, malgré le nombre élevé des postes qu'il comporte, et surtout par le réalisme de l'action qui y figurent et qui sont au prorata des disponibilités; il ne s'agit donc pas d'un livre des contes comme certains conseillers se plaisent chaque année à définir, mais plutôt d'un instrument fondé sur les ressources réelles et axé sur un développement ultérieur de tout le système économique.

Si certains par contre tiennent, comme toujours, à affirmer qu'il ne recèle pas de grandes nouveautés voire qu'il évoque une impression de "déjà vu", de "déjà entendu", ils admettrons par là que cette majorité entend maintenir les promesses qui ont été faites aux Valdôtains même au cours de la campagne électorale.

Si l'on poursuit l'activité déployée ces dernières années le taux de croissance de l'économie valdôtaine dépassera durablement le chiffre moyen national, la valeur ajoutée par habitant restera parmi les plus élevées d'Italie, le taux de chômage atteindra des niveaux décidément inférieurs par rapport à la situation nationale et européenne, tandis que les collectivités locales pourront bénéficier d'une autonomie dont rêvent les autres organismes italiens.

Ce budget, placé sous le signe de la continuité, se propose de:

- renforcer l'autonomie de la Région et des collectivités locales (la divise "plus d'autonomie, davantage d'autonomies" est plus que toujours actuelle);

- revaloriser et diversifier l'activité productrice;

- améliorer le fonctionnement de l'appareil administratif régional;

- développer le secteur du crédit;

- mettre en valeur le patrimoine environnemental;

- limiter le poids des finances publiques dans l'économie régionale;

- renforcer les politiques visant au soutien de l'emploi (un problème qui n'atteint pas l'ampleur qu'il connaît dans les autres régions, mais qui constitue pour le chômeur un problème insurmontable).

Come ho già sottolineato, il bilancio ci viene presentato sotto una veste simile a quella che eravamo abituati ad esaminare negli anni precedenti, con una documentazione chiara e comprensibile non solo agli addetti ai lavori.

Avrete certamente notato che gli importi sono espressi sia in lire che in Euro, questo per abituarci fin d'ora alla moneta unica europea, che sarà a regime dal 1° luglio 2002, ma che dobbiamo introdurre in modo graduale a partire dal 1° gennaio 1999.

Tendenzialmente la finanza locale regionale continua ad evidenziare una sempre maggiore autonomia; aumentano le entrate proprie e si riducono i trasferimenti statali.

L'aumento delle entrate per quanto riguarda i tributi non è dovuto a scelte fiscali impositive della Regione, ma all'attribuzione alla Regione di imposte che fino ad ora venivano introitate dalle casse centrali dello Stato. In particolare, dall'anno prossimo verranno versate direttamente l'imposta regionale di iscrizione e trascrizione di veicoli al PRA e l'imposta nelle assicurazioni contro la responsabilità civile che deriva dalla circolazione di veicoli a motore.

La nostra regione rimane ancora fortemente penalizzata dall'applicazione del sistema di Tesoreria Unica, che, come sappiamo, prevede che le liquidità siano depositate su un conto corrente infruttifero, oltre ai ritardi nell'attribuzione del gettito delle principali imposte di competenza regionale.

Per quanto concerne le risorse da destinare agli enti locali è da sottolineare un aumento considerevole. Ciò significa che sta crescendo per volontà della Regione l'autonomia e la responsabilità degli enti locali della Valle d'Aosta. È finito il tempo in cui i vari amministratori degli enti locali dovevano recarsi ogni martedì presso i vari assessorati ad elemosinare i finanziamenti. Ora hanno le risorse e tocca a loro investirle nel modo migliore per la collettività.

Per il triennio 1999/2001 avremo una disponibilità finanziaria mediamente di poco superiore a quella del 1998 e in termini reali possiamo parlare di una certa stabilità.

Lo stato di previsione della parte entrata e della parte spesa per il triennio 1999/2001 ammonta a complessive lire 8.659.175.000.000 di cui lire 2.912.175.000.000 per il 1999, lire 2.882.725.000.000 per il 2000 e lire 2.864.275.000.000 per il 2001.

Per effetto delle leggi regionali elencate nell'allegato "A", si prevede una spesa di lire 135.568 milioni per l'anno 1999, lire 145.879 milioni per l'anno 2000 e lire 151.798 milioni per il 2001.

Per l'acquisto di beni immobili per fini istituzionali, per lo sviluppo del settore industriale, per le procedure espropriative per la realizzazione di opere pubbliche e per l'acquisto di terreni da destinare ad aree naturali e protette, si prevede complessivamente per il 1999 la spesa di lire 16,610 milioni.

Per quanto riguarda le partecipazioni azionarie ed i conferimenti, è autorizzata per il 1999 la spesa di lire 2.500 milioni anziché lire 1.500 milioni per la sottoscrizione dell'aumento di capitale della Centrale Laitière di Aosta.

Delle giacenze esistenti presso la Finaosta sul fondo di rotazione "Alberghi" lire 10.000 milioni verranno trasferiti al fondo di rotazione "Villaggi rurali".

Per gli interventi da effettuarsi dalla gestione speciale della Finaosta per il 1999 è prevista la spesa di lire 5.965 milioni, dei quali lire 5.000 milioni per l'ulteriore sottoscrizione di quote di capitale sociale dell'Autoporto Valle d'Aosta S.p.A.

Per la copertura del disavanzo finanziario registrato dalla Gestione speciale della Casa da Gioco di Saint-Vincent, al termine dell'esercizio 1997/1998 è autorizzato un finanziamento straordinario di lire 537.100.000.

In linea con quanto già avvenuto negli anni precedenti si persegue con il contenimento della spesa complessiva di funzionamento della struttura amministrativa della Regione adottando un meccanismo di limitazione della spesa per lavoro straordinario e per trasferte del personale, prevedendo una pianta organica pressoché invariata. La spesa complessiva per il personale previsto in 2.614 unità è di lire 168.756 milioni annuali, prevedendo una spesa aggiuntiva legata al rinnovo del contratto di lavoro in lire 12.000 milioni per il 1999, lire 8.000 milioni per il 2000 relativi al biennio 1998/1999 e lire 5.000 per l'anno 2.000 e lire 10.000 milioni per il 2001 relativamente al biennio 2000/2001.

L'ammontare complessivo delle risorse finanziarie da destinare agli enti locali è determinato in lire 340 miliardi per il 1999 dei quali circa lire 159 senza vincolo di destinazione.

Viene autorizzata un'ulteriore spesa di lire 7.000 milioni per l'anno 2001 per interventi per la riqualificazione di Saint-Vincent e previsti lire 15.000 milioni nell'anno 1999, 2000 e 2001 per interventi per la riqualificazione di Aosta quale moderno capoluogo regionale.

È rideterminata l'autorizzazione di spesa per la realizzazione delle infrastrutture tecniche per il parco regionale "Mont Avic".

Sul piano delle politiche del lavoro si autorizza per il triennio 1999-2001 una spesa annua di lire 8.560 milioni, comprensivi dell'onere relativo alla realizzazione di un programma straordinario per lavori di pubblica utilità.

Per quanto riguarda la spesa sanitaria di parte corrente si prevede per l'anno 1999 una spesa di 269.348 milioni, quasi totalmente trasferiti all'USL.

Per la gestione di comunità riabilitative a favore di tossicodipendenti, alcooldipendenti, affetti da HIV e malati di AIDS si spenderanno lire 250 milioni annuali mentre, per gli anni 1999 e 2000 per le spese di gestione la comunità Désaymonet che opera per il recupero dei tossicodipendenti riceverà 450 milioni.

Si prevede per la realizzazione del centro occupazionale agricolo per portatori di handicap un'ulteriore spesa di lire 400 milioni per il 1999 e di lire 500 milioni per il 2000.

Per l'eliminazione delle barriere architettoniche, come previsto dalla legge regionale n. 42/95, è prevista la spesa di lire 1.500 milioni per il 1999 e lire 2.000 milioni per gli anni 2000 e 2001.

Imponente è la spesa prevista per la manutenzione, progettazione e realizzazione di strutture sanitarie, che nel triennio ammonta a lire 70.257 milioni, di cui lire 31.457 milioni per il 1999, lire 26.400 milioni per il 2000 e lire 12.400 milioni per il 2001.

Per l'applicazione delle leggi regionali nn. 15/95, 41/97 e 29/97, per lo sviluppo del servizio ferroviario, per il completamento del collegamento ferroviario Cogne/Charemoz/Plan-Praz, per le infrastrutture aeroportuali e di radioassistenza dell'aeroporto "Corrado Gex", per il sistema funiviario di Chamois e Antey-Saint-André e per i lavori di ammodernamento e sistemazione della strada dell'Envers, si interverrà con una spesa complessiva di circa lire 154 miliardi nel triennio.

Per la realizzazione di stazioni intermedie di stoccaggio dei rifiuti solidi e per le discariche annesse al compattatore di Brissogne si prevede una spesa di lire 6.900 milioni per il 1999, lire 8.900 milioni per il 2000 e lire 6.200 milioni per il 2001.

Viene estesa al 2001 la spesa annua prevista in lire 3.700 milioni per aiuti alle aziende agricole che aderiscono ad un programma pluriennale su metodi innovativi di produzione nel rispetto dell'ambiente, mentre si prevede la spesa di lire 7.800 milioni per l'ulteriore applicazione della legge n. 66/94 a favore dei titolari di allevamenti che acquisiscono o mantengono la qualifica sanitaria di ufficialmente indenni.

Si ridetermina il modo di utilizzo nel quinquennio 1999/2003 della residua spesa di lire 35 miliardi per l'intervento edilizio nel polo scolastico di Verrès e viene ridefinita la spesa per l'avvio dell'Università in Valle d'Aosta.

Viene rideterminata la spesa per interventi per la realizzazione di infrastrutture sportive con ricorso a mutui da contrarsi con l'istituto per il credito sportivo.

Per il triennio 1999/2001 si prevede una spesa annua di lire 1.020 milioni in riferimento alla legge n. 7/97 per le guide alpine.

Per il 1999 è prevista la spesa di lire 7.000 per la manutenzione e la gestione di piste per lo sci di discesa. Sempre per il 1999 si prevede una maggiore spesa di 1.200 milioni per interventi a favore delle piccole e medie imprese industriali, artigianali e commerciali.

Per quanto riguarda i dipartimenti dell'agricoltura e delle risorse naturali, con un aumento di spesa del 3,6 percento ci manteniamo complessivamente sui 170 miliardi annuali dei quali circa 135 nel settore dell'agricoltura, settore che è al servizio del turismo e alla tutela ambientale. Proviamo solo ad immaginare cosa sarebbe la Valle d'Aosta senza l'agricoltura e i suoi addetti.

Secondo me non si spende mai troppo per l'agricoltura, e con quanto si è deciso di investire potremo migliorare la viabilità rurale, proseguire nel riordino fondiario, sistemare i vecchi "Ru", investire per la commercializzazione e la distribuzione dei prodotti lattiero-caseari, incentivare la cooperazione transfrontaliera, incentivare la ricostruzione degli edifici rurali e la sistemazione dei sentieri, incentivare l'agricoltura ecocompatibile, investire per il miglioramento della qualità delle produzioni, sostenere ed aiutare i caseifici e le cooperative, dare assistenza tecnica, incentivare l'agricolturismo e continuare negli aiuti strutturali alle aziende.

Nel settore delle risorse naturali ingenti somme vengono investite per il Parco del Mont Avic, per la forestazione, per il ripristino ambientale, per la gestione dei vivai e per lo stabilimento ittico.

Per quanto riguarda le opere edili, importanti risorse verranno impiegate nel settore viario con particolare riguardo per le strade ex statali, nella costruzione di acquedotti e nella manutenzione in generale.

Molta importanza si continua a dare al comparto turistico e lo dimostrano gli aumenti notevoli di risorse che ad esso sono collegate.

Notevoli sono gli investimenti per la valorizzazione del paesaggio, la sua fruizione e il sostegno del commercio.

Apprezzabili risorse vengono impegnate per la realizzazione e la manutenzione degli edifici scolastici, per l'istituzione dell'Università, per la istituzione di corsi di laurea e d'integrazione.

Per quanto concerne i beni culturali, si intende ultimare i lavori in corso prima di iniziarne di nuovi. Ingenti somme verranno impegnate per l'Area megalitica di Saint-Martin di Corléans, per l'ultimazione dei restauri dei Castelli di Aymavilles e Sarre e per il riordino dell'impiantistica dei castelli e dei musei.

Rilevanti investimenti verranno fatti per interventi nel settore industriale e artigianale, e questo anche per incentivare nuovi insediamenti.

Sono stati previsti i fondi necessari per attivare la legge sulla famiglia e un particolare riguardo si evidenzia nei confronti della politica degli anziani e per l'assistenza infermieristica.

Nel settore sanitario continua l'investimento per migliorare le strutture e la spesa complessiva continua a crescere di anno in anno, contrariamente a quanto avviene nel resto d'Italia.

Un'ultima considerazione è opportuna riguardo alla rigidità del bilancio, in quanto sono sempre più ingenti le risorse sottratte alle scelte programmatiche dell'Amministrazione e destinate alla copertura di spese "obbligatorie" e per così dire "incomprimibili".

Per quanto riguarda le entrate, possiamo constatare una crescente crescita delle risorse proprie ed una diminuzione progressiva negli anni delle risorse statali; siamo sempre più vicini, e dobbiamo esserne orgogliosi, all'autosufficienza regionale, considerando che rispetto ad altre regioni abbiamo tutta una serie di spese in più, quali: la sanità, i trasporti pubblici, le spese di prefettura, la protezione civile, i servizi forestali, le spese correnti degli enti locali, le spese per gli insegnanti, il pagamento delle pensioni di invalidità, i servizi antincendi, i vigili del fuoco e le spese per le strade ex statali.

Per quanto ho fatto rilevare, le risorse utilizzabili per nuovi investimenti sono progressivamente in calo, per cui l'Amministrazione continua la strada intrapresa nel senso del rigore e della sobrietà per risparmiare risorse là dove è possibile, per destinarle a settori importanti quali la salute, la cultura, gli enti locali, l'aiuto alle persone meno abbienti e in difficoltà di vario genere.

Come ho già detto e ripetuto ritengo questo un bilancio che, seppure imperfetto, contiene tutta una serie di elementi positivi, per cui è sicuramente definibile di buona qualità.

Il documento contabile programmatorio che stiamo per approvare è stato esaminato in modo approfondito in II Commissione consiliare permanente, che ha ritenuto - visto fra l'altro l'incomprensibile mancanza del parere del CREL - di sentire le parti sociali, le categorie produttive, gli enti locali e le rappresentanze sindacali, che hanno nel complesso espresso un parere tendenzialmente positivo, pur lamentando in certi casi la mancanza di un confronto e, in generale, per avere avuto tempi troppo stretti ed inadeguati per l'approfondimento e l'esame di un documento così importante e complesso.

Sono certo che l'Assessore alle finanze e la Giunta terranno conto delle osservazioni fatte dalle categorie e dai loro rappresentanti, come pure dovranno verificare quali sono i vantaggi derivanti dall'esistenza del CREL, che in quest'occasione si è trincerato dietro ad un deplorevole silenzio. Ricordo benissimo che quattro anni fa, quando è stata istituita la Consulta regionale dell'economia e del lavoro (CREL), ero convinto - come molti di voi - che un organismo apposito, composto anche da esperti, avrebbe potuto aiutare a dare impulso ai processi di sviluppo dell'economia regionale. Oggi, dopo quattro anni, ho dei grossi dubbi sulla sua efficienza e sulla sua reale utilità. Credo che seguendo la strada già intrapresa del rigore e della sobrietà, sia indispensabile una riflessione e una serena valutazione sull'effettiva necessità di mantenere quest'organismo così com'è, o non sia il caso di intervenire per far sì che gli obiettivi voluti dalla legge istitutiva vengano raggiunti.

Je termine en espérant ne pas avoir abusé de votre patience.

Voilà que le rite annuel du débat sur le budget va s'engager.

D'un coté la majorité, qui considère ce document d'une manière positive, de l'autre l'opposition, qui le qualifie inadéquat et insuffisant. Je suis tout de même persuadé qu'à la fin du débat nous devrons reconnaître que ce budget est loin d'être parfait (rien n'est parfait, tout peut être perfectionné).

Certains en souligneront les mérites, d'autres les défauts, mais je crois que l'ensemble des observations nous donnera un résultat qui, traduit en note, sera très bon.

Président Merci au Conseiller rapporteur.

La parole maintenant à l'Assesseur au budget, aux finances et à la programmation, Agnesod, pour sa présentation du budget 1999.

Agnesod (UV) Mesdames et Messieurs les Conseillers, avant tout permettez-moi de remercier le rapporter Rini pour l'approfondissement exprimé dans son rapport et tous les composants de la IIème Commission pour le travail accompli dans l'analyse constructive du budget, que nous sommes en train d'examiner.

Nous soumettons aujourd'hui à l'examen du Conseil régional le premier budget prévisionnel annuel et triennal de cette législature. Je souhaite mettre en évidence que, lors de la préparation de ce document, une attention particulière a été accordée à la recherche d'une formulation rigoureuse, soucieuse de vérifier l'application des programmes en cours et cohérente dans la réalisation à moyen terme, à partir de 1999, des contenus énoncés par cette majorité dans son programme de législature.

Les objectifs qui sont à la base de ce texte de programmation économique et financière, ainsi que les méthodes choisis pour sa préparation, répondent au souci de la plus grande ouverture possible aux instances et aux problématiques, existant au sein de notre communauté.

J'aimerais rappeler par ailleurs que la préparation du budget fait suite à toute une série d'entretiens que nous avons eus avec le monde du travail, les associations professionnelles et les organisations syndicales. De ces concertations sont ressorties des indications et des appréciations utiles, que nous avons cherché de réunir dans ce document.

Ce texte s'inscrit dans le cadre économique et politique italien et européen en constante évolution et représente un instrument de planification clair et efficace, permettant à la Vallée d'Aoste de se doter d'un projet original visant à obtenir une plus large autonomie du point de vue économique, financier et institutionnel.

Le budget annuel et triennal aujourd'hui soumis à l'examen du Conseil recèle une nouveauté importante; la possibilité de lire le budget en Euro s'avère importante pour permettre à nous tous, à nos services, ainsi qu'à tous ceux qui sont en contacte avec la Région, de s'habituer à cette nouvelle réalité monétaire. Ce tournant historique doit nous trouver prêts et tout à fait intégrés dans cette dimension nouvelle, qui pourrait dégager des espaces et des perspectives intéressantes, si nous sommes en mesure d'en saisir les contenus et les enjeux.

Avant d'illustrer les contenus et les objectifs du budget, je m'attarderai brièvement à analyser les différents contextes dans lesquels il s'insère.

Lo scenario internazionale è caratterizzato da fattori negativi, che stanno rallentando il tasso di crescita mondiale. La crisi finanziaria che ha colpito i Paesi del sud-est asiatico, la difficoltà del Giappone nel superamento della fase recessiva, l'aggravarsi della situazione economica della Russia, la decelerazione dell'economia statunitense, sono alla base della revisione delle prospettive di crescita mondiale, che sono passate dal 3 al 2 per centro per l'anno in corso, e dal 3,7 al 2,5 per cento per il prossimo.

Anche l'evoluzione economica dei paesi europei dell'area dell'Euro sta risentendo della sfavorevole congiuntura internazionale, i cui effetti negativi sulle esportazioni e sul tasso di disoccupazione sono però parzialmente attutiti da un sostegno alla domanda interna, attraverso l'applicazione di bassi tassi di interesse reale.

Sul fronte dell'inflazione bisogna sottolineare che le politiche di rigore dei paesi membri hanno permesso di stimare il tasso di inflazione al di sotto del 2 percento sia per il 1998, sia per il 1999.

Il 1° gennaio 1999 sarà una data fondamentale per 280 milioni di Europei. I cittadini di 11 Paesi dell'Europa faranno parte di un unico mercato, caratterizzato dalla libera circolazione, dal libero scambio delle merci e da un'unica moneta, l'Euro.

Questo processo, iniziato con la firma il Trattato di Maastricht il 7 febbraio 1992, si concluderà nel 2002, con l'emissione delle banconote in Euro e la cessazione del corso legale delle monete nazionali. Entro il luglio 2002 l'Euro sarà l'unica moneta dell'Unione. Sempre dal 1° gennaio 1999 la Banca centrale europea con sede a Francoforte assumerà il controllo della politica monetaria. Di conseguenza verrà ridefinito il ruolo delle banche centrali degli stati membri, che avranno il compito di rendere operative le decisioni della Banca centrale europea e di vigilare sul sistema bancario interno.

La fissazione dei tassi di cambio fra le valute e la piena operatività della Banca centrale europea, istituita con il compito di difendere la stabilità dei prezzi e con il potere di fissare il tasso di sconto per tutta l'Unione, determineranno una stabilità dei prezzi, dei beni e servizi prodotti dal paesi membri, non più soggetti alle variazioni dei tassi di cambio, e un conseguente contenimento dell'inflazione, una stabilità dei tassi di mercato in quanto collegati al tasso ufficiale di riferimento unico.

L'incertezza a livello internazionale potrebbe determinare un ridimensionamento delle stime di crescita economica contenute sia nel documento di previsione economica e finanziaria di aprile, che prevedeva un incremento del PIL per il 1998 del 2,5 percento, sia nella relazione previsionale e programmatica dello scorso settembre, che indicava un incremento dell'1,8 percento.

Alla luce del perdurare della crisi economica mondiale, probabilmente anche la stima dell'espansione del PIL per il 1999, prevista intorno al 2,7 percento dal documento di programmazione economica e finanziaria e al 2,5 percento dalla relazione previsionale e programmatica, dovrà essere rivista, come recentemente dichiarato dall'OCSE, anche se la piena adesione alla UME e la maggiore vivacità della domanda interna, favorita dalla recente diminuzione dei tassi di interesse anche a livello nazionale, potrebbero in parte compensare gli effetti negativi della crisi economica internazionale.

Sul fronte della domanda e dell'offerta di lavoro, le previsioni per il 1999 sono caratterizzate da una modesta ripresa produttiva soprattutto nei settori della trasformazione industriale, nelle costruzioni e nel terziario, che permetterà comunque di ridurre lievemente l'attuale tasso di disoccupazione.

Per l'anno in corso appare consolidato il processo disinflazionistico in atto con un tasso al di sotto del 2 percento, favorito dall'andamento dei mercati del petrolio e delle materie prime.

Nel 1999 il tasso di inflazione dovrebbe ulteriormente diminuire attestandosi intorno all'1,5 percento, grazie anche al positivo effetto sui prezzi della maggiore concorrenzialità conseguente alle novità legislative nel settore della distribuzione commerciale.

Grazie alla politica di risanamento della finanza pubblica, al contenimento dei prezzi con il conseguente calo dei tassi di interesse di mercato e al proseguimento del programma di privatizzazioni, anche il rapporto debito pubblico-PIL è diminuito di oltre 3 punti percentuali nel 1998, attestandosi al 118,3 percento per il 1999; è previsto un ulteriore calo che dovrebbe portare il rapporto a 114,6 percento.

Le taux de croissance prévu pour l'économie valdôtaine est sensiblement supérieur au taux moyen national, équivalent au taux moyen européen. Toutefois il y a lieu d'envisager une diminution au cours de 1999, en raison des retombées de la crise internationale et nationale. Cette diminution pourrait toutefois être amortie par le caractère spécifique de la réalité économique valdôtaine, où l'industrie, secteur qui ressent tout particulièrement les conséquences de la crise actuelle, joue un rôle moins important qu'en Italie, et où le tertiaire contribue à la formation du produit interne brut en raison de 60 pour cent contre le taux de 50 pour cent de l'Italie.

Deux autres indicateurs importants permettent de formuler des hypothèses relativement optimistes sur l'évolution de l'économie valdôtaine en 1999. D'une part, le taux de chômage, qui est déjà nettement en dessous de la moyenne nationale et européenne, et qui devrait diminuer légèrement. D'autre part la valeur ajoutée par habitant, qui est en croissance et qui place la Vallée d'Aoste au IIème range des régions italiennes après la Lombardie.

I finanziamenti erogati dalle aziende di credito in Valle d'Aosta, dopo una lieve flessione nel 1997, sono nuovamente in incremento, mentre i depositi bancari continuano a registrare una sensibile riduzione.

Per quanto concerne i tassi d'interesse, va rilevato che, anche se in misura minore rispetto a quanto si verifica in campo nazionale, i tassi applicati in Valle d'Aosta hanno mostrato una tendenza al ribasso. Lo "spread" medio, cioè la differenza fra il tasso attivo e passivo, è peggiorato sensibilmente nel 1997 a causa, da un lato, della tardiva diminuzione dei tassi applicati ai finanziamenti, dall'altro della rapida riduzione dei tassi sui depositi. Nel 1998, pur mantenendosi al di sopra della media nazionale, il divario fra tassi attivi e passivi è migliorato.

Coerentemente con quanto previsto dal programma che la maggioranza ha presentato in Consiglio il 30 giugno 1998, abbiamo elaborato uno strumento che vuole incidere nella nostra comunità per sviluppare quelle caratteristiche che la rendono sempre più in grado di autogestire il proprio futuro. In particolare, dal programma di maggioranza vogliamo riprendere alcuni concetti che ci sembrano principi fondamentali: autonomia significa oggi capacità di sviluppare le proprie risorse, rivalorizzarle anche attraverso una forte carica e capacità innovativa, per essere maggiormente competitivi nell'attuale contesto economico e politico internazionale.

Proprio in quest'ottica abbiamo operato per la predisposizione di un bilancio sobrio, rigoroso e attento al contenimento delle spese per il funzionamento della pubblica amministrazione, privilegiando la ricerca di risorse proprie ed indirizzando la spesa nella realizzazione di interventi qualificanti.

Certains indicateurs confirment que les finances régionales suivent une tendance positive à moyen et à court terme, ce qui devrait leur permettre d'atteindre une plus grande autonomie. L'analyse des tableaux que vous avez sur la relation fait ressortir les données suivantes: sur le total des recettes les droits propres à la Région feront l'objet d'une hausse de 0,8 pour cent par rapport à 1998 et s'élèveront ainsi à 18 pour cent. Il y a lieu de souligner que cette augmentation ne découle pas de la volonté d'accentuer la pression fiscale, mais des lois nationales qui attribuent à la Région la recette des impôts perçus au titre de ses mêmes lois, à savoir notamment l'impôt relatif à la transcription des véhicules immatriculés au registre des automobiles et les droits sur les assurances contre la responsabilité civile dérivant de la circulation des véhicules à moteur. Le pourcentage des droits et de coparticipations sur le total des recettes demeurera substantiellement inchangé.

Les virements de l'Etat feront enregistrer un accroissement sensible en raison non pas d'affectations supplémentaires, mais d'une classification différente d'impostes importantes, emprunts avec frais d'amortissement à la charge de l'Etat pour des actions concernant les structures sanitaires, qui auparavant avaient été inscrites aux recettes dérivant des prêts.

La réduction des montants des recettes régionales dans le cadre du produit interne brut de la Vallée d'Aoste témoigne de la capacité accrue de notre système économique de produire de la richesse sans avoir recours aux mesures régionales. La croissance du rapport entre le produit interne brut valdôtain et le produit interne brut national est un autre indice de la bonne santé de notre économie.

La suddivisione delle entrate è riportata nella tabella che avete a pagina 13. Con l'entrata in vigore del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 si è verificata una sostanziale modificazione delle entrate regionali, tra una serie di nuove tasse introdotte in questo decreto la più rilevante sia per l'importanza del gettito, sia per l'impatto sul mondo economico, è l'imposta regionale sulle attività produttive, il cui importo è iscritto invariato a bilancio per il 1999 in quanto, per motivi legati alla riscossione, i dati relativi al 1998 saranno disponibili solo a fine anno. Per quanto concerne la compartecipazione, c'è da dire che sui 9/10 delle imposte e tributi pagati dai Valdostani vi è un aumento dell'IVA di circa il 12 percento e una contrazione dell'IRPEG del 7 percento. Queste valutazioni tengono conto dell'andamento effettivo delle imposte nel corrente anno, sostanzialmente stabili le altre voci con un lieve aumento dell'IRPEF, grazie anche al maggior gettito previsto per l'applicazione dell'articolo 6 della legge n. 690/81.

Un fatto positivo da evidenziare è che questi tributi fanno parte di una ricchezza prodotta dalla nostra comunità. In riferimento alla presunta dipendenza della nostra Regione da trasferimenti statali, questione troppo spesso utilizzata in modo improprio, occorre sottolineare che tali trasferimenti, che riguardano una serie di progetti specifici e poche leggi di intervento su mutui accesi in passato da vari enti operanti in Valle d'Aosta, hanno un'incidenza pari solamente al 2,25 delle entrate totali.

Una voce importante delle entrate, sulla quale è opportuno soffermarsi, è la quota in sostituzione dell'IVA da importazione. Tale quota, introdotta dalla legge 23 dicembre 1992, n. 489, è derivata da una mancata entrata regionale che esisteva fino al 1993, anno in cui con l'abolizione delle barriere doganali la Regione perse un'entrata netta che in quell'anno fu di 620 miliardi. Va considerato che la quota compensativa pattuita, che segue unicamente l'incremento dell'indice inflazionistico, raggiunge, per il 1999, 506 miliardi.

Per contro, sono di competenza della Regione oneri che da un lato rivestono un'importanza notevole dal punto di vista politico - maggiore autonomia - ma che dall'altro gravano pesantemente sul bilancio regionale. Tali oneri, che non vengono sostenuti da nessuna regione a statuto ordinario in Italia, comportano per noi una spesa di 687.700 milioni così suddivisa: le entrate derivante da rendite patrimoniali subiscono un incremento sostanzialmente dovuto a quanto disposto da un decreto del Ministero delle finanze, che ha notevolmente aumentato i canoni delle concessioni di acque pubbliche ad uso idroelettrico; per quanto riguarda le entrate derivanti da alienazioni di beni patrimoniali, comunque di relativa entità, occorre sottolineare che la riduzione del 63 percento è dovuta al carattere straordinario del programma di dismissione degli immobili e di alienazione di partecipazioni per il 1998.

Lo strumento finanziario del bilancio consente all'ente Regione di intervenire con incisività nei settori strategici, attivando quelle sinergie necessarie per soddisfare le necessità dei cittadini e favorire uno sviluppo armonico della nostra comunità. Per una corretta lettura della parte spesa del bilancio è importante sottolineare l'approccio metodologico seguito per l'impostazione della stessa nei vari capitoli, una previsione puntuale e prudente dei costi con un vaglio attento sia da parte della componente tecnica che politica, e qui ringrazio per la collaborazione i miei colleghi di Giunta, sia per l'inserimento di progetti cantierabili, cioè di progetti non solamente a livello di idea, ma per la cui esecuzione esistono buone certezze di concreta realizzabilità. Tale approccio, tenendo conto delle non illimitate disponibilità, permette di effettuare una programmazione effettiva ed attenta nell'arco del triennio, in quanto per opere da realizzare in più anni è necessario imputarne la spesa su più esercizi finanziari, per evitare di creare una mole inutile di residui e, nel contempo, di penalizzare altre nuove iniziative.

Complessivamente, le spese previste per il 1999 ammontano a 2.040 miliardi contro i 1.972 miliardi per l'anno in corso, con un aumento del 3,4 percento. Le disponibilità finanziarie sono finalizzate a spese correnti e spese per investimenti. Il rapporto fra queste due componenti indica un sensibile aumento delle prime, giustificabile sostanzialmente con un incremento dell'introito dell'IRPEF 1997, e con un conseguente maggior trasferimento agli enti locali, con l'incremento del capitolo riguardante il fondo per il rinnovo del contratto di lavoro del personale regionale, con la previsione di maggior fabbisogno dell'USL per il ripiano del disavanzo 1998, con il trasferimento al Fondo cessazione servizio e con il finanziamento dell'ordinamento del Servizio antincendio.

Il rapporto fra la spesa corrente strettamente regionale e quella di investimento rimane sostanzialmente stabile rispetto agli esercizi precedenti. All'interno poi delle spese correnti esistono delle spese non discrezionali che possono essere definite obbligatorie, o almeno incomprimibili nel breve periodo. E sono: 269 miliardi per spese di funzionamento istituzionale dell'amministrazione regionale in senso stretto (organi della regione, personale regionale, sedi per uffici, manutenzioni, imposte, tasse, assicurazioni eccetera), 298 miliardi per spese dell'area relativa alla sanità e all'assistenza sociale, in particolare dell'USL, per il concorso nelle spese correnti e nelle strutture socioassistenziali, per le provvidenze a favore degli invalidi civili; 164 miliardi per spese di funzionamento connesse al settore dell'istruzione pubblica, in particolar modo al personale scolastico docente; 339 miliardi per trasferimenti vincolati o liberamente disponibili imputati agli enti locali; 45 miliardi a Fondo di riserva e 22 miliardi per quote ammortamento mutui. Il tutto ammonta a 1.132 miliardi, pari al 55,5 percento del totale delle entrate, rispetto al 53,7 percento del 1998.

Il totale delle spese correnti per il 1999 è previsto in 1.300 miliardi, contro i 1.239 previsti per il 1998 con un aumento di 61 miliardi, pari al 4,9 percento, imputabili come detto in precedenza principalmente al rinnovo del contratto del personale regionale, ai maggiori trasferimenti agli enti locali, al maggior fabbisogno per il ripiano del disavanzo dell'USL, alla maggiore assegnazione nei fondi globali per spese a carattere istituzionale (Fondi pensione). Il maggiore incremento si registra percentualmente nelle spese sui programmi d'informatizzazione di interesse regionale (+ 24,6 percento), volti all'adeguamento tecnologico delle sedi degli assessorati, dei servizi e degli uffici della Regione.

La riduzione delle spese nel settore della formazione professionale è da attribuire alla non iscrizione in bilancio della quota di cofinanziamento statale e comunitario, la quale potrà avvenire solo dopo l'assegnazione dei relativi fondi.

La parte più rilevante delle spese per investimenti concerne interventi per lo sviluppo economico, che si attestano attorno al 30 percento del totale e al 45 percento del settore interventi a carattere specifico, testimoniando l'attenzione che viene dedicata a questo comparto, nel quale si sono ormai esauriti importanti interventi, quali la riqualificazione dell'area industriale Cogne.

Significativo è l'impegno di spesa contenuto in questo documento programmatorio, riguardante il settore del commercio, settore in cui sono previsti interventi sia legislativi che di promozione e creazione di servizi di assistenza tecnico-economica e di marketing per le imprese.

Per quanto concerne l'assetto del territorio, si è tenuto in particolare considerazione gli interventi per la protezione di frane e valanghe, la costruzione e sistemazione di acquedotti, fognature e altre opere di risanamento igienico negli abitati e il problema dello smaltimento dei rifiuti. L'obiettivo è quello di rivolgere una sempre maggiore attenzione alle funzioni collegate alla sicurezza e all'equilibrio territoriale, vale a dire cercare di riallocare le risorse in quegli interventi che sono indispensabili per una migliore qualità della vita in tutto il territorio della nostra regione.

Di una certa rilevanza nei settori della sicurezza sociale e della promozione sociale sono i finanziamenti importanti per opere urgenti di ripristino e manutenzione straordinaria delle strutture ospedaliere, e per la costruzione, sistemazione e adattamento degli edifici scolastici.

Nel triennio 1999-2001 il totale delle risorse destinate ai fondi globali ammonta a 230,8 miliardi, pari al 3,8 percento del totale, di cui 76,3 nel 1999, 75,8 nel 2000, 78,6 nel 2001.

Analizzando le voci per interventi, emerge che nel settore interventi a carattere istituzionale sono previsti 36,5 miliardi per il 1999, 33,3 miliardi per il 2000 e 38,7 miliardi per il 2001. Per lo sviluppo economico risulta un impegno previsto di 39,7 miliardi per il 1999, 27,1 miliardi per il 2000 e 27 miliardi per il 2001.

Sul territorio, ambiente e reti tecnologiche la somma destinata al 1999 è di 1,9 miliardi, 4,9 miliardi nel 2000 e 5,9 miliardi nel 2001.

Infine, nel settore istruzione e cultura le previsioni sono, per il 1999, 8,2, per il 2000, 10,5, per il 2001, 7 miliardi.

I residui indicati nel bilancio di previsione sono il risultato di una stima effettuata dalle strutture competenti in base ai risultati dei precedenti esercizi finanziari; la loro incidenza sulle entrate e sulle spese si mantiene sui livelli del precedente esercizio. Per i residui attivi esiste un'obiettiva difficoltà nella riscossione delle entrate, dovuta agli effetti della riforma del sistema della riscossione dei tributi. Per contro, si rileva un sensibile miglioramento per quanto riguarda il recupero dei contributi provenienti dai fondi comunitari.

Il sensibile aumento dei residui passivi per alcuni settori è determinato essenzialmente dalle difficoltà createsi con l'avvio della riorganizzazione delle strutture dirigenziali di inizio legislatura. Per il settore istituzioni diverse l'incremento è interamente attribuibile ai contributi da versare alla società Servizi previdenziali per l'avviamento dei fondi pensione, e per il settore sicurezza sociale ai tempi necessari per il trasferimento delle risorse all'USL e ai tempi della realizzazione di interventi sulle strutture sanitarie.

Les finances locales bénéficient d'une augmentation constante des ressources, du fait notamment de la loi régionale n° 48/95, qui leur réserve un montant correspondant à 95 pour cent des recettes régionales de l'IRPEF de l'avant-dernier exercice financier par rapport à l'exercice au titre duquel la ventilation des crédits a eu lieu.

Le schéma qui suit, met en évidence la tendance à la hausse des ressources globalement destinées aux finances locales pendant la période 1995-2001, selon des taux d'augmentation supérieurs aux taux relatifs au montant des ressources disponibles au budget régional au titre de la même période.

Au moins 50 pour cent du montant susmentionné est affecté aux communes et aux communautés de montagne, sans aucune obligation de destination, tandis que 30 pour cent alloué au titre de lois sectorielles a une destination obligatoire, le reste est consacré aux programmes d'investissement FOSPI, ex FRIO.

Par ailleurs, il y a lieu de rappeler les dépenses que la Région supporte directement en vue du financement des actions relatives aux structures scolaires, sportives et sanitaires, et des actions dont l'intérêt artistique et culturel est d'envergure régionale, à réaliser au sein des communautés locales.

Il importe de souligner le fait que tous les crédits alloués aux collectivités locales grèvent le budget régional et si d'une part ils représentent l'une des raisons les plus importantes de l'incompressibilité du budget et de l'augmentation des dépenses ordinaires, d'autre part ils garantissent aux collectivités locales des recettes sûres, qui leur permettent de planifier ponctuellement leur activité et par conséquent de gérer rationnellement les ressources dont ils disposent.

La Regione prevede di disporre per il triennio 1999-2001 di oltre 5.821 miliardi di lire, contro i 5.923 del triennio 1998-2000, con un decremento dell'1,7 percento causato principalmente dall'impossibilità di iscrivere a bilancio la quota di cofinanziamento comunitario e statale per interventi soprattutto sviluppo economico e formazione professionale.

Analizzando il bilancio triennale 1999-2001 si possono cogliere alcune indicazioni programmatiche di particolare rilevanza. Per la fase di transizione all'Euro, a supporto dei settori economici per quanto riguarda l'aspetto informativo, per l'aspetto dei costi relativi all'addestramento del personale, per l'adeguamento dei sistemi informatici e per la nuova modulistica, la Regione impegna una risorsa consistente nel triennio; 60 miliardi dei 100 pianificati nel quinquennale sono destinati all'attivazione dei fondi pensione a base territoriale regionale e dei trattamenti di fine rapporto del personale regionale maturati al 31 dicembre 1997. Una consistente risorsa è stata inoltre destinata al settore dei Servizi antincendio della Valle d'Aosta, intervento che si inserisce nella politica di potenziamento dei servizi di protezione e tutela della sicurezza dei cittadini. In questo settore, oltre ad interventi specifici e qualificanti che vanno a collocarsi nel contesto di rilancio della nostra economia, abbiamo voluto predisporre alcune azioni di intervento significative, volte ad un potenziamento del sistema di organizzazione generale.

Nella previsione di giungere a una ridefinizione e riorganizzazione del sistema del sostegno alle imprese e alla costituzione di un organismo incaricato di svolgere le funzioni camerali, sono stati impegnati nel triennio 15 miliardi che potranno dare una risposta alle attese di questo settore. Inoltre è da sottolineare il rilevante impegno in un settore che in questi ultimi anni ha vissuto una profonda trasformazione, il piccolo commercio, che nella nostra regione, come nel resto d'Italia, sta operando in una condizione di difficoltà e disagio, dovuto all'incremento dei grandi punti distributivi.

Tenuto conto dell'importanza che l'esercizio al minuto riveste nel tessuto sociale valdostano, sia come servizio al residente, sia come offerta di qualità all'ospite turista, abbiamo predisposto un gruppo di lavoro che provvederà ad elaborare una legge regionale in attuazione della riforma prevista dal decreto legislativo n. 114/98, la quale potrà essere lo strumento per regolamentare il comparto in maniera adeguata alle esigenze della nostra realtà. L'investimento complessivo nel settore per il triennio è previsto in circa 31 miliardi.

Per l'appuntamento del 2000, vale a dire le celebrazioni collegate con l'Anno Santo, la Regione ha predisposto un proprio programma e sta elaborando un progetto di coordinamento di tutte le attività, in modo da rendere omogenea la nostra proposta. Nello specifico si stanno attivando alcuni cantieri di lavoro cofinanziati dallo Stato ed altri interventi a carico della Regione. Occorre evidenziare come la Regione Valle d'Aosta abbia operato in questo settore da anni per il recupero del patrimonio artistico e religioso attraverso l'impegno di proprie risorse in misura notevole e direi quasi esclusiva, senza dover attendere la vigilia dell'importante appuntamento per operare. Quindi gli interventi che ancora si stanno effettuando sono un completamento di un lavoro complessivo, importante, svolto dalla nostra Sovrintendenza e che fa onore alla nostra regione.

Nel settore del turismo alcune indicazioni di previsione significative di spesa riguardano i finanziamenti per la pubblicità e le azioni promozionali turistiche, le spese per il potenziamento delle infrastrutture sportive e ricreative, il sostegno alla realizzazione degli impianti di risalita, che complessivamente impegnano la cifra di 81 miliardi nel triennio.

L'importanza strategica di migliorare i collegamenti da e per la Valle d'Aosta attraverso il potenziamento e il collegamento dell'Aeroporto regionale Corrado Gex, aeroporto commerciale di terzo livello, ha determinato la scelta di destinare per gli impianti una considerevole risorsa.

Benché siano confortanti i tassi sui dati di occupazione e disoccupazione del mercato del lavoro valdostano, la nostra scelta è quella di destinare importanti finanziamenti per sostenere in maniera adeguata il piano triennale di politica del lavoro.

Per quanto concerne l'agricoltura, oltre al mantenimento di un livello di attenzione importante per il settore, basilare per la conservazione del territorio e per la sua presentazione in maniera adeguata all'interno dell'offerta turistica, fra gli altri sono stati previsti nel triennio sostegni per interventi legati al miglioramento fondiario, alla zootecnia, allo sviluppo della cooperazione e dell'associazionismo in agricoltura.

Il fondo regionale di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia, settore che in Valle conta un significativo numero di imprese e di addetti, prevede un intervento consistente che nel triennio ammonta a 36 miliardi.

La complessità delle problematiche legate a questo settore necessita di un intervento molto articolato; in particolare si è posta attenzione alla prevenzione del dissesto idrogeologico, con investimenti cospicui per sistemazioni idrauliche, cioè per la protezione da frane e valanghe e per la regimazione delle acque sui corsi d'acqua principali. Inoltre, a sostegno della politica di tutela dell'ambiente, nel triennio sono stati previsti interventi a protezione delle risorse naturali per la costruzione e la sistemazione di acquedotti e fognature ed altre opere di risanamento igienico degli abitati, per lo smaltimento dei rifiuti.

Per il potenziamento delle strutture sanitarie e ospedaliere e per la realizzazione sul territorio di una rete di servizi efficienti, efficaci ed accessibili a tutti i cittadini, nel triennio è ipotizzato l'impegno di 100 miliardi.

Occorre rilevare che nel prossimo triennio è prevista la piena applicazione della legge n. 44/98 sulla famiglia, con l'impiego di risorse pari a 16.300 milioni. Questa recente normativa attesta una volontà di considerare il ruolo fondamentale della famiglia nella nostra comunità per l'educazione dei bambini, per l'integrazione degli anziani, per una crescita equilibrata dell'individuo.

Lo sviluppo della risorsa umana è uno dei cardini fondamentali della nostra azione di governo. L'attenzione che viene riservata al momento formativo è testimoniata dall'impegno finanziario iscritto al bilancio ed al triennio: 470.000 milioni per il personale direttivo e docente delle scuole regionali, 150.500 milioni per il miglioramento delle strutture destinate ad ospitare le attività didattiche e per il diritto allo studio; 35.000 milioni per la formazione professionale. In questo settore un momento importante della nostra storia culturale e nel contempo un'occasione per lo sviluppo della Valle d'Aosta è l'avvio della Università valdostana, che permetterà ai nostri giovani di completare in Valle il proprio ciclo di studi.

Signori Consiglieri, l'analisi che questa relazione ha espresso evidenzia l'importanza e il peso di questo strumento di pianificazione economico-finanziaria nel contesto della nostra comunità. Importanza e ruolo determinanti per uno sviluppo armonico ed equilibrato della nostra economia, delle nostre istituzioni, dei nostri servizi, in una sola definizione: della qualità della vita dei nostri cittadini.

Per ottenere quest'obiettivo, questa maggioranza e questo Governo regionale si muovono verso un'azione graduale, attraverso un percorso di riferimento che è indicato nel programma di legislatura. Molteplici sono le linee di sviluppo su cui intendiamo muoverci e focalizzare l'attenzione delle risorse regionali. L'elemento fondamentale su cui si fonda la nostra azione è basato sulla reciproca collaborazione, sull'onestà, sulla trasparenza, sulla competenza, sul coinvolgimento e la partecipazione attiva di tutta la società valdostana. Il significato, in altri termini, è quello di consolidare l'autonomia e l'autodeterminazione di questo popolo. Mi sia concesso di rifarmi ad alcuni principi espressi in sede programmatica da questa maggioranza, principi che ritengo fondamentali per cogliere in pieno il significato vero di essere amministratori di questa comunità.

La Valle d'Aosta costituisce un'identità geopolitica che ha radici profonde nella storia, una realtà che si è progressivamente definita nel corso dei secoli, cementando una tradizione millenaria di autogoverno e di libertà. Esistono valori di fondo in questa comunità, che si caratterizza per la sua civilizzazione alpina, per la sua cultura particolare, le sue lingue, valori che sono la solidarietà, il rispetto dell'individuo, il ruolo della tradizione, la gestione collettiva dei beni comunitari, l'attaccamento al lavoro e alla famiglia, la tolleranza, il culto della libertà e il sentimento e la consapevolezza di appartenere ad un solo popolo.

Questi valori hanno creato le condizioni ideali ad una crescita di questa comunità, che nel corso della sua storia ha saputo in maniera esemplare integrare culture ed esperienze diverse. Oggi, autonomia significa più responsabilità e più autogoverno, condizioni indispensabili per far emergere tutte le nostre potenzialità e far concretamente partecipare i cittadini alle grandi decisioni da cui dipendono il futuro nostro e dei nostri figli. Sono questi i solchi programmatici di indirizzo che hanno ispirato questo documento che ora il Consiglio si accinge ad esaminare e su cui è chiamato ad esprimersi.

Questa nuova realtà europea, questo cambio epocale che stiamo per affrontare potrà consentire di sviluppare più facilmente, in ambiti e spazi territoriali più ampi, l'azione di accrescimento e di consolidamento dei nostri soggetti economici. Siamo convinti che esistono, perché i fatti lo dimostrano, all'interno della nostra comunità con un giusto equilibrio fra l'azione pubblica e lo sforzo dei privati, le condizioni per concretizzare questa forte autonomia. I risultati positivi finora ottenuti ci confortano e ci confermano che la strada su cui operiamo è quella maestra.

Président Nous remercions l'Assesseur pour son rapport.

Comme il a été convenu, chers collègues, les travaux de la journée d'aujourd'hui sont suspendus et ils reprendront, après une adéquate méditation des rapports que nous venons d'entendre, demain matin à 10 heures. Cela également pour permettre à tout le monde de bien se préparer et de bien affûter les couteaux en vue de la discussion sur le budget.

Les travaux reprendront demain à 10 heures.

La séance est levée.

La séance se termine à 19 heures 30.