Oggetto del Consiglio n. 393 del 22 ottobre 1976 - Verbale

OGGETTO N. 393/76 - Problemi riguardanti i rapporti tra la Regione e la Società ALPILA e lo sviluppo turistico della conca di Pila. (Reiezione di mozione e approvazione di ordine del giorno)

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri Manganoni, Chincheré, Dolchi, Crétier, Monami, Tonino e Siggia, concernente l'oggetto: "Problemi riguardanti i rapporti tra la Regione e la Società ALPILA e lo sviluppo turistico della conca di Pila", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 6 e 7 ottobre 1976:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

Venuto a conoscenza di quanto segue:

1) dai verbali dell'Assemblea della Società ALPILA, tenutasi in Aosta il 29.7.1976, risulta che la Società ALPILA ha deliberato la riduzione del capitale sociale da lire 2.500.000.000 a lire 400.000.000, mediante riduzione del valore nominale delle 500.000 azioni da lire 5.000 a lire 800, utilizzando lire 2.100.000.000 a copertura delle perdite, e di aumentare il capitale sociale da lire 400.000.000 a lire 3 miliardi, con il risultato che l'Amministrazione regionale, azionista della Società ALPILA, sottoscrive azioni per lire 800 milioni, oltre ai 238 milioni di lire già sottoscritti nel 1976, o passa dal 20% di capitale azionario al 2.78% venendo così di fatto ulteriormente emarginata trovandosi, tra l'altro, con un solo suo rappresentante al posto dei tre che precedentemente la rappresentavano all'interno della Società;

2) nella relazione del Consiglio di Amministrazione, accompagnante il bilancio presentato il 31.3.1976, si legge testualmente: "...costituzione del "Consorzio di gestione dei servizi comprensoriali della stazione di Pila" la cui attuazione significherà l'assunzione delle responsabilità di gestione della stazione stessa da parte di tutti gli interessati pubblici e privati, con esonero da responsabilità e riduzione di oneri per la Società ALPILA".

Il che lascia prevedere per un prossimo futuro ingenti spese permanenti a carico dell'Ente pubblico;

3) nella relazione del Consiglio di Amministrazione citata è previsto l'aumento del capitale azionario della Società Pila, collegata alla Società ALPILA, per un ammontare di lire 500 milioni e tutto lascia prevedere che verrà chiesto alla Regione di contribuire a detta sottoscrizione.

Ricordato che le zone di secondo sviluppo previste dal piano regolatore di Pila, Pos e Perché, sono sorte senza che una convenzione regoli i rapporti tra le Società proprietarie degli immobili costruiti e costruendi e l'Ente pubblico;

Considerato che l'emarginazione della ALPILA non consente più alla Regione nessun potere decisionale e di controllo dall'interno per gli sviluppi futuri della Società e che contemporaneamente restano pesanti gli immediati e futuri impegni finanziari, diretti e indiretti, dell'Ente pubblico in una situazione economica particolarmente difficile, dove ogni investimento deve essere riservato ai servizi sociali e all'allargamento della base produttiva;

Delibera

di impegnare la Giunta:

1) a non firmare la nuova convenzione, decisa a maggioranza il 30.3.1976 con delibera consiliare n. 113, regolante i rapporti tra Regione, Comune di Gressan e Società ALPILA, convenzione che a tutt'oggi non è ancora stata firmata da nessuno dei contraenti;

2) ad esercitare i suoi poteri affinché le Società che costruiscono a Pos e Perché regolino i loro rapporti con l'Ente pubblico mediante apposite convenzioni soprattutto in ordine agli oneri di urbanizzazione;

3) ad uscire definitivamente dalla Società ALPILA nella quale ormai, dopo le ultime decisioni della stessa, la Regione, che ha già sborsato centinaia di milioni in azioni, conta per il 2,78%;

4) a non consentire, mediante modificazione della legge regionale 11.3.1968, n. 9: "Norme per l'approvazione del piano regolatore della Conca di Pila, nel Comune di Gressan", ulteriori edificazioni nella zona di Pila, compresi Pos e Perché, ad eccezione delle necessarie infrastrutture.

F.ti: Manganoni Claudio, Chincheré, Giulio Dolchi, Crétier Egidio, Luigi Monami, Tonino Aldo, Gianna Bianco Siggia.

Il Consigliere CHINCHERÉ illustra la mozione.

Il Consigliere FOURNIER rivolge alcune domande riguardo alla situazione finanziaria ed alle prospettive future della Società ALPILA.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, nel confermare la volontà dell'esecutivo e della maggioranza di non procedere ad ulteriori sottoscrizioni di capitale della Società ALPILA, precisa che l'ultima sottoscrizione di azioni, per 238 milioni di lire, è stata decisa dal Consiglio, pur a conoscenza della situazione deficitaria della Società, per mantenere l'impegno preso dal precedente Presidente della Giunta che, con lettera, aveva esercitato il diritto di opzione sull'aumento di capitale operato nel 1973.

Quindi, dopo aver risposto ai quesiti, di carattere tecnico e finanziario, del Consigliere Fournier, rappresenta l'opportunità di una rinegoziazione della convenzione ALPILA e di una eventuale modificazione della legge regionale relativa al piano regolatore della conca di Pila, fermo restando che non sarà ammessa alcuna trasferibilità di volumetria e che certi territori saranno dichiarati inedificabili.

Il Consigliere POLLICINI vuole precisare che l'opzione, cui ha fatto cenno il Presidente della Giunta, venne effettuata nell'anno 1973, allorquando non era ancora prevedibile il clamoroso dissesto finanziario della Società ALPILA.

Il Consigliere MANGANONI vuole che risulti ben chiaro l'impegno a non sottoscrivere ulteriore capitale azionario della Società ALPILA.

L'Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti MILANESIO, dopo aver fatto una disanima dei principali avvenimenti connessi con la questione ALPILA, rileva che la mozione contiene alcune imprecisioni per cui non può essere accolta. Pertanto, a nome della maggioranza, propone l'approvazione del seguente ordine del giorno:

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta,

A seguito della mozione presentata dal Gruppo comunista circa il problema dei rapporti tra la Regione e la Società ALPILA, la Società PILA e le Società operanti nell'ambito della zona turistica di Pila;

ribadisce la validità delle decisioni fino ad ora adottate, sull'argomento, dal Consiglio regionale;

prende atto delle dichiarazioni rese dal Presidente della Giunta regionale e dall'Assessore al Turismo;

concorda sulla opportunità di non procedere ad ulteriori sottoscrizioni di capitale azionario nella Società ALPILA, ritenendo così esaurito il compito promozionale che la Regione aveva attribuito alla propria presenza come azionista nella Società stessa;

si riserva per contro l'opportunità di intervenire ulteriormente, di fronte a proposte precise e motivate, a sostegno della Società PILA che, essendo titolare degli impianti di arroccamento e di risalita nel comprensorio turistico di Pila, svolge un compito insostituibile per i destini turistici non solo di Pila, ma dello stesso comprensorio di Aosta;

dà mandato alla Giunta regionale di stabilire d'intesa con il Comune di Gressan una riserva sullo stato di attuazione delle infrastrutture nel comprensorio turistico di Pila tendente a far carico alle Società ivi operanti degli oneri di urbanizzazione in misura adeguata e comunque proporzionale alle dimensioni delle singole iniziative.

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Il Consigliere CHINCHERÉ, nel confermare che l'operazione ALPILA è consistita, a suo giudizio, in una enorme speculazione ai danni della Regione, dichiara di non poter condividere l'ordine del giorno testé presentato, perché troppo vago; pertanto insiste per l'approvazione della mozione.

Il Consigliere MANGANONI dice basta allo sperpero di denaro pubblico per finanziare l'operazione ALPILA.

Il Consigliere DOLCHI annuncia, a nome del Gruppo comunista, voto contrario all'ordine del giorno presentato dall'Assessore Milanesio a nome della maggioranza.

Il Consigliere CHANU, pur concordando in parte sull'ordine del giorno, dichiara di non condividere alcune affermazioni contenute nelle premesse del medesimo, per cui annuncia l'astensione del Gruppo dei Democratici Popolari.

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, l'approvazione dell'ordine del giorno presentato dall'Assessore Milanesio, a nome della Giunta regionale.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli diciotto e voti contrari sei (Consiglieri presenti: trenta; votanti: ventiquattro; astenutisi dalla votazione i Consiglieri Chanu, Fournier, Lanivi, Lustrissy, Maquignaz e Pollicini), ha approvato il sottoriportato ordine del giorno:

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta;

a seguito della mozione presentata dal Gruppo comunista circa il problema dei rapporti tra la Regione e la Società ALPILA, la Società PILA e le Società operanti nell'ambito della zona turistica di Pila;

ribadisce la validità delle decisioni fino ad ora adottate, sull'argomento, dal Consiglio regionale;

prende atto delle dichiarazioni rese dal Presidente della Giunta regionale e dall'Assessore al Turismo;

concorda sulla opportunità di non procedere ad ulteriori sottoscrizioni di capitale azionario nella Società ALPILA, ritenendo così esaurito il compito promozionale che la Regione aveva attribuito alla propria presenza come azionista nella Società stessa;

si riserva, per contro, l'opportunità di intervenire ulteriormente, di fronte a proposte precise e motivate, a sostegno della Società PILA che, essendo titolare degli impianti di arroccamento e di risalita nel comprensorio turistico di Pila, svolge un compito insostituibile per i destini turistici non solo di Pila, ma dello stesso comprensorio di Aosta;

dà mandato alla Giunta regionale di stabilire, di intesa con il Comune di Gressan, una verifica sullo stato di attuazione delle infrastrutture nel comprensorio turistico di Pila tendente a far carico alle Società ivi operanti degli oneri di urbanizzazione in misura adeguata, e, comunque, proporzionale alle dimensioni delle singole iniziative.

Il Consiglio prende atto.

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Il Consigliere CHANU annuncia il voto favorevole del suo Gruppo sulla mozione presentata dai Consiglieri comunisti.

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sulla mozione in esame, pone ai voti, per alzata di mano, la mozione l'approvazione della mozione stessa.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con diciotto voti contrari e dodici favorevoli (Consiglieri presenti e votanti: trenta), non ha approvato la sottoriportata mozione:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta;

Venuto a conoscenza di quanto segue:

1) dai verbali dell'Assemblea della Società ALPILA, tenutasi in Aosta il 29.7.1976, risulta che la Società ALPILA ha deliberato la riduzione del capitale sociale da lire 2.500.000.000 a lire 400.000.000, mediante riduzione del valore nominale delle 500.000 azioni da lire 5.000 a lire 800, utilizzando lire 2.100.000.000 a copertura delle perdite, e di aumentare il capitale sociale da lire 400.000.000 a lire 3 miliardi, con il risultato che l'Amministrazione regionale, azionista della Società ALPILA, sottoscrive azioni per lire 800 milioni, oltre ai 238 milioni di lire già sottoscritti nel 1976, o passa dal 20% di capitale azionario al 2.78% venendo così di fatto ulteriormente emarginata trovandosi, tra l'altro, con un solo suo rappresentante al posto dei tre che precedentemente la rappresentavano all'interno della Società;

2) nella relazione del Consiglio di Amministrazione, accompagnante il bilancio presentato il 31.3.1976, si legge testualmente: "...costituzione del "Consorzio di gestione dei servizi comprensoriali della stazione di Pila" la cui attuazione significherà l'assunzione delle responsabilità di gestione della stazione stessa da parte di tutti gli interessati pubblici e privati, con esonero da responsabilità e riduzione di oneri per la Società ALPILA".

Il che lascia prevedere per un prossimo futuro ingenti spese permanenti a carico dell'Ente pubblico;

3) nella relazione del Consiglio di Amministrazione citata è previsto l'aumento del capitale azionario della Società Pila, collegata alla Società ALPILA, per un ammontare di lire 500 milioni e tutto lascia prevedere che verrà chiesto alla Regione di contribuire a detta sottoscrizione.

Ricordato che le zone di secondo sviluppo previste dal piano regolatore di Pila, Pos e Perché, sono sorte senza che una convenzione regoli i rapporti tra le Società proprietarie degli immobili costruiti e costruendi e l'Ente pubblico;

Considerato che l'emarginazione della ALPILA non consente più alla Regione nessun potere decisionale e di controllo dall'interno per gli sviluppi futuri della Società e che contemporaneamente restano pesanti gli immediati e futuri impegni finanziari, diretti e indiretti, dell'Ente pubblico in una situazione economica particolarmente difficile, dove ogni investimento deve essere riservato ai servizi sociali e all'allargamento della base produttiva;

DELIBERA

di impegnare la Giunta:

1) a non firmare la nuova convenzione, decisa a maggioranza il 30.3.1976 con delibera consiliare n. 113, regolante i rapporti tra Regione, Comune di Gressan e Società ALPILA, convenzione che a tutt'oggi non è ancora stata firmata da nessuno dei contraenti;

2) ad esercitare i suoi poteri affinché le Società che costruiscono a Pos e Perché regolino i loro rapporti con l'Ente pubblico mediante apposite convenzioni soprattutto in ordine agli oneri di urbanizzazione;

3) ad uscire definitivamente dalla Società ALPILA nella quale ormai, dopo le ultime decisioni della stessa, la Regione, che ha già sborsato centinaia di milioni in azioni, conta per il 2,78%;

4) a non consentire, mediante modificazione della legge regionale 11.3.1968, n. 9: "Norme per l'approvazione del piano regolatore della Conca di Pila, nel Comune di Gressan", ulteriori edificazioni nella zona di Pila, compresi Pos e Perché, ad eccezione delle necessarie infrastrutture.

Il Consiglio prende atto.