Oggetto del Consiglio n. 392 del 22 ottobre 1976 - Verbale

OGGETTO N. 392/76 - Iniziative per far fronte alla grave situazione della Società Nazionale Cogne. (Reiezione di mozione)

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione sulla seguente mozione, presentata dai Consiglieri Pollicini, Lustrissy, Chanu, Quey e Fournier, concernente l'oggetto: "Iniziative per far fronte alla grave situazione della Società Nazionale Cogne", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 6 e 7 ottobre 1976:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Premesso che il 18 aprile 1975 il Consiglio regionale ha approvato una mozione tendente a definire la politica del Governo e dell'EGAM nei confronti della Nazionale Cogne, a seguito di iniziative della Giunta regionale precisate nella mozione stessa;

Richiamato l'ordine del giorno approvato dalla Conferenza dei Capi Gruppo del Consiglio regionale in data 29 luglio 1976, con cui si richiedeva l'inizio di urgenti trattative triangolari (Regione - Sindacati - EGAM-Cogne), un incontro immediato col Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro delle Partecipazioni Statali nonché un urgente intervento governativo per sanare l'insostenibile esposizione debitoria della Società Cogne;

Rilevato che nessun esito hanno avuto sinora sia la mozione sia l'ordine del giorno sopra precisati e che la Giunta regionale non ha comunicato nulla al Consiglio in merito all'azione a cui era stata impegnata con detti documenti;

Constatata la gravissima situazione in cui versa la Nazionale Cogne, dove l'aumentata situazione debitoria, la crisi gestionale derivante dalle annunciate dimissioni del Presidente dell'EGAM, la mancanza di prospettive a breve e medio termine si uniscono ad una allarmante carenza di disponibilità di cassa;

A conoscenza di voci ufficiose circa il pericolo di una interruzione della continuità dell'erogazione degli stipendi al personale dipendente della Nazionale Cogne;

Vista la persistente inutilità dei precedenti appelli del Consiglio;

IMPEGNA

la Giunta regionale:

1) a porre in essere tutte quelle iniziative atte a dare assicurazione al Consiglio regionale circa la regolare continuità dell'erogazione degli stipendi al personale della Nazionale Cogne e a provvedere ad attuare interventi diretti alla tutela della regolare continuità di dette erogazioni;

2) a provvedere a fissare la data degli incontri richiesti con ordine del giorno del 29 luglio 1976 dei Capi gruppo del Consiglio, comunicando al Consiglio stesso le ragioni del ritardo;

3) a portare a conoscenza del Consiglio regionale, nella prossima riunione, i risultati dell'azione a cui la Giunta stessa era stata impegnata con mozione n. 149 approvata dal Consiglio il 18 aprile 1975;

4) a iniziare un'azione intesa ad accertare, nelle sedi competenti, quanto sia gravato sul bilancio della Cogne l'andamento deficitario dell'EGAM in relazione ad operazioni non connesse con la Cogne stessa, ma delle quali oggi la Cogne sta pagando le conseguenze e a presentare al Consiglio le proposte per le iniziative da assumere in relazione a quanto accertato;

IMPEGNA ALTRESÌ

la Giunta regionale ad approfondire nelle sedi competenti quanto consegue alle dichiarazioni in ordine agli acciai speciali dell'EGAM rilasciate alla Fiera del Levante il 17 settembre u.s. dall'Amministratore Delegato della Società FIAT, Sen. Umberto Agnelli, e a presentare, entro breve termine, al Consiglio regionale proposte alternative da sottoporre all'esame del Ministero delle Partecipazioni Statali per una definitiva sistemazione dello Stabilimento Cogne e delle varie unità collaterali, quali le Miniere, la Sadea, Pantox ecc."

F.ti: A. Pollicini, F. Lustrissy, G. Chanu, Cesare Quey, Fournier.

Il Consigliere POLLICINI illustra la mozione mettendo in luce la estrema gravità della situazione degli stabilimenti Cogne ed accusando l'esecutivo regionale ed il suo Presidente di non aver saputo intervenire con la dovuta energia, nei confronti degli organi ministeriali competenti, per sanare la situazione ormai insostenibile.

Il Consigliere CLUSAZ ricorda che, in passato, per la Società Cogne già si sono verificate situazioni altrettanto gravi.

Il Consigliere RAMERA vuole precisare che l'intervento più efficace nei confronti degli organi governativi per ottenere la soluzione dei gravi problemi di cui si sta discutendo, sarebbe una manifestazione unitaria di volontà di tutte le forze politiche rappresentate in Consiglio.

Il Consigliere MONAMI sottolinea l'opportunità di un'azione unitaria di tutte le forze politiche e sindacali per fare pressioni sul Governo allo scopo di avere assicurazioni circa la continuità dello sfruttamento della miniera di Cogne e per la verticalizzazione della produzione negli stabilimenti di Aosta.

Conclude invitando il Consiglio ad opporsi con ogni mezzo alle manovre tendenti alla privatizzazione dell'industria siderurgica aostana.

Il Consigliere BORDON, pur concordando sull'opportunità di una presa di posizione del Consiglio regionale, ritiene che tale manifestazione di volontà debba essere seguita da concreti interventi da parte dei parlamentari valdostani e dei parlamentari rappresentanti le forze politiche presenti in Consiglio.

Il Consigliere CHANU pone l'accento sulla grave responsabilità politica e morale del Consiglio e della Giunta regionale per quanto concerne il futuro della Cogne.

Il Consigliere TAMONE, mentre da un lato manifesta la più netta opposizione da ogni tentativo di privatizzazione della Cogne, d'altra parte fa presente che sarebbe opportuno insistere, presso gli organi governativi, sulla necessità ed opportunità di avviare in Italia una politica degli acciai speciali, trovando così una soluzione generale alla crisi che travaglia le aziende metallurgiche dell'EGAM.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, ricordato che il problema della Cogne trascende la competenza regionale per rientrare in quella statale, sottolinea la necessità di fare pressioni sul Governo e sul Parlamento per avviare la politica degli acciai speciali dando, in questo quadro, un ruolo specifico allo stabilimento Cogne, poiché solo con una produzione di alto valore tecnologico si può giustificare la continuità dell'attività siderurgica in una zona di montagna.

Il Consigliere MONAMI paventa l'ipotesi ventilata di una riduzione dei livelli occupazionali presso gli Stabilimenti Cogne.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE, ricordato che il problema della Cogne trascende la competenza regionale per rientrare in quella statale, sostiene che non è sufficiente preoccuparsi di garantire oggi il mantenimento dei livelli occupazionali; occorre fare soprattutto un discorso di prospettiva per garantire l'avvenire dell'azienda.

Il Consigliere LANIVI considera che il Consiglio regionale deve tendere a rivendicare per la Valle d'Aosta, insieme alle altre Regioni italiane, il diritto a partecipare alle decisioni ed alle scelte governative in materia di politica economica nazionale.

Il Presidente della Giunta ANDRIONE concorda sull'opportunità di un'azione concertata con le altre Regioni.

Il Consigliere RAMERA, pur dichiarando di condividere lo spirito della mozione, ritiene che la stessa comporti degli impegni che vanno al di là delle competenze dell'esecutivo regionale, per cui invita i Consiglieri di maggioranza ad astenersi dal partecipare alla votazione.

Il Consigliere PARISI dichiara di non partecipare alla votazione.

Il Vice Presidente CHABOD, dopo aver constatato che nessun altro Consigliere intende prendere la parola sull'argomento in esame, pone ai voti, per alzata di mano, la mozione in discussione.

Procedutosi alla votazione, per alzata di mano, il Vice Presidente CHABOD accerta e comunica che il Consiglio, con voti favorevoli tredici e diciotto astensioni (Consiglieri presenti: trentuno; votanti e favorevoli: tredici; astenutisi dalla votazione i Consiglieri Andrione, Bondaz, Borbey, Bordon, Chabod, Clusaz, Di Stasi, Jorrioz, Manganone, Mappelli, Marcoz, Milanesio, Pedrini, Perruchon, Ramera, Tamone, Tripodi e Viglino), non ha approvato la sottoriportata mozione:

MOZIONE

Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Premesso che il 18 aprile 1975 il Consiglio regionale ha approvato una mozione tendente a definire la politica del Governo e dell'EGAM nei confronti della Nazionale Cogne, a seguito di iniziative della Giunta regionale precisate nella mozione stessa;

Richiamato l'ordine del giorno approvato dalla Conferenza dei Capi Gruppo del Consiglio regionale in data 29 luglio 1976, con cui si richiedeva l'inizio di urgenti trattative triangolari (Regione - Sindacati - EGAM-Cogne), un incontro immediato col Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro delle Partecipazioni Statali nonché un urgente intervento governativo per sanare l'insostenibile esposizione debitoria della Società Cogne;

Rilevato che nessun esito hanno avuto sinora sia la mozione sia l'ordine del giorno sopra precisati e che la Giunta regionale non ha comunicato nulla al Consiglio in merito all'azione a cui era stata impegnata con detti documenti

Constatata la gravissima situazione in cui versa la Nazionale Cogne, dove l'aumentata situazione debitoria, la crisi gestionale derivante dalle annunciate dimissioni del Presidente dell'EGAM, la mancanza di prospettive a breve e medio termine si uniscono ad una allarmante carenza di disponibilità di cassa;

A conoscenza di voci ufficiose circa il pericolo di una interruzione della continuità dell'erogazione degli stipendi al personale dipendente della Nazionale Cogne;

Vista la persistente inutilità dei precedenti appelli del Consiglio;

IMPEGNA

la Giunta regionale:

1) a porre in essere tutte quelle iniziative atte a dare assicurazioni al Consiglio regionale circa la regolare continuità dell'erogazione degli stipendi al personale della Nazionale Cogne e a provvedere ad attuare interventi diretti alla tutela della regolare continuità di dette erogazioni;

2) a provvedere a fissare la data degli incontri richiesti con ordine del giorno del 29 luglio 1976 ai Capi Gruppo del Consiglio, comunicando al Consiglio stesso le ragioni del ritardo;

3) a portare a conoscenza del Consiglio regionale, nella prossima riunione, i risultati dell'azione a cui la Giunta stessa era stata impegnata con mozione n. 149 approvata dal Consiglio il 18 aprile 1975;

4) a iniziare un'azione intesa ad accettare, nelle sedi competenti, quanto sia gravato sul bilancio della Cogne l'andamento deficitario dell'EGAM in relazione ad operazioni non connesse con la Cogne stessa, ma delle quali oggi la Cogne sta pagando le conseguenze e a presentare al Consiglio le proposte per le iniziative da assumere in relazione a quanto accertato;

IMPEGNA ALTRESÌ

la Giunta regionale ad approfondire nelle sedi competenti quanto consegue alle dichiarazioni in ordine agli acciai speciali dell'EGAM rilasciate alla Fiera del Levante il 17 settembre u.s. dall'Amministratore Delegato della Società FIAT, Sen. Umberto Agnelli, e a presentare, entro breve termine, al Consiglio regionale proposte alternative da sottoporre all'esame del Ministero delle Partecipazioni Statali per una definitiva sistemazione dello Stabilimento Cogne e delle varie unità collaterali, quali le Miniere, la Sadea, Pantox, ecc.