Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 245 del 25 novembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 25 NOVEMBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 245/XI Iniziative per favorire la frequenza di corsi universitari da parte degli studenti valdostani. (Interpellanza)

Interpellanza Ribadita l'importanza primaria di investire nella cultura e nella professionalità dei giovani che saranno il futuro della nostra "petite patrie";

Considerate le disponibilità economiche della nostra Regione;

Preso atto del livello di scolarità della Valle d'Aosta inferiore rispetto al resto d'Italia, soprattutto per quanto riguarda gli studi universitari;

Presi in considerazione i notevoli disagi conseguenti alla frequenza di corsi universitari in altre città, causa molto spesso dell'abbandono degli studi;

Preso atto che per un certo periodo era stata presa in seria considerazione l'idea di realizzare una "casa dello studente" nella città di Torino;

Ritenuta tale iniziativa meritevole e eventualmente proponibile ad altre realtà;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

L'Assessore competente per sapere:

1) perché tale iniziativa non si è ancora concretizzata;

2) in particolare, quali interventi urgenti, opportuni e concreti sono stati o saranno previsti per rendere più agevole possibile, specialmente in termini economici, il soggiorno dei nostri studenti nelle varie città universitarie;

3) come intende adoperarsi l'Amministrazione regionale per promuovere seriamente la crescita culturale e professionale dei nostri giovani valdostani.

F.to: Lanièce - Comé

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Abbiamo voluto riportare in aula un problema che era già stato analizzato in Consiglio per parecchio tempo. Tornando indietro, nel 1990 era stata presentata una petizione per la creazione a Torino di una "casa dello studente", petizione firmata da circa 600 persone, nella quale si chiedeva all'Amministrazione di porre in essere tutte quelle iniziative necessarie per la creazione di una cosiddetta "casa dello studente" a Torino, che è la sede universitaria a noi più vicina, con il giusto obiettivo di consentire agli studenti valdostani, che si iscrivevano all'università, di poter meglio seguire i corsi, perché sappiamo bene che i disagi, dovuti anche agli spostamenti con i mezzi di trasporto, potevano comportare dei disguidi alla volontà di seguire tali corsi.

In base a questa petizione, che era stata approvata con una risoluzione in Consiglio votata all'unanimità, si era dato un input all'Amministrazione sia di verificare la possibilità di creare questa casa dello studente, sia di istituire degli incentivi finanziari ed economici agli studenti, cosa che attualmente è stata fatta.

Ovviamente a seguito di questa risoluzione vi erano state delle prime iniziative prese dall'Amministrazione regionale, che riguardavano delle strutture di proprietà dei Salesiani prima in Borgo S. Paolo, poi vicino a Madama Cristina, e ognuna di queste iniziative aveva comportato un periodo di attesa anche perché, essendo queste strutture dei Salesiani, si doveva aspettare la risposta dei proprietari.

Fra le altre varie interpellanze che era state presentate, ce n'era anche una dell'attuale Presidente della Giunta Dino Viérin, che aveva chiesto a che punto era l'istituzione di una casa dello studente, rivendicando la necessità al più presto di porre in essere delle iniziative per raggiungere questo scopo, perché era giusto cercare di aiutare gli studenti valdostani e questo poteva essere un mezzo, assieme ai contributi economici, finalizzato a raggiungere questo scopo.

Nel 1993, al momento della presentazione del programma di maggioranza della passata legislatura, nel capitolo riguardante "les jeunes" c'era scritto: "Nous sommes convaincus que le futur appartient aux jeunes, il est évident que nous devons assumer tous les moyens nécessaires à leur formation".

Poi parlando anche del tasso di scolarità della Valle d'Aosta, che è inferiore rispetto al resto dell'Italia, si diceva che "La région se pose comme objectifs primordiaux de créer un foyer d'étudiants à Turin réservés aux Valdôtains et d'organiser sur place des cours universitaires de laurea breve et de laurea traditionnelle", cosa che è stata fatta perché fra poco partirà l'università libera in Valle d'Aosta.

Oltre a questi impegni che erano stati presi con il programma di maggioranza, abbiamo verificato sempre nella passata legislatura anche degli impegni finanziari, nel senso che nel bilancio di previsione per gli anni 1994-1997 nei fondi globali, che sono quelle assegnazioni che servono per porre in essere quei cosiddetti "sogni nel cassetto" che l'Amministrazione ha, cioè quegli interventi importanti che un'amministrazione può compiere nell'arco del suo mandato, ad esempio per quanto riguarda la residenza universitaria a Torino, nel 1994 erano stati preventivati 4 miliardi, nel 1995 vi era stato un impegno di 700 milioni, così anche nel 1996, mentre nel 1997 si era passati sempre per quanto riguarda la voce iniziative e residenzialità in campo universitario a lire 300 milioni.

Nel nuovo programma di maggioranza non si parla più di casa dello studente e nel bilancio di previsione che andremo a discutere la prossima settimana vi è solo una voce che parla di interventi in materia d'istruzione universitaria: ci siamo quindi posti il problema di chiedere se questi nuovi dati corrispondono a una mutata scelta, visto che questa idea che era sorta con questa petizione, sostenuta da tutte le forze politiche, e che era stata oggetto di stanziamenti nei fondi globali nella passata legislatura e di un apposito capitolo nella passata legislatura, sembra attualmente essere stata del tutto abbandonata.

Quindi giustamente con quest'interpellanza vogliamo sapere qual è la reale situazione, perché questa iniziativa era importante da perseguire, oltre naturalmente alle iniziative che ci sono già, fra cui i prestiti d'onore, quei contributi dati per le spese che dimostrano l'attenzione che l'Amministrazione regionale ha nei confronti degli studenti. Però questa, secondo me, era una iniziativa da seguire, in quanto con essa si cercava di agevolare il più possibile gli studenti valdostani che volessero seguire i corsi universitari.

Quindi noi chiediamo a che punto è questa situazione, se è possibile riprenderla in mano e riconsiderare questo problema. Aspettiamo la risposta dell'Assessore, per poi poter controbattere.

Président La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) Je vois qu'aujourd'hui l'histoire fait un peu l'honneur de la première page, parce que nous passons du Théâtre romain aux problèmes suscités par la circulaire de l'Assesseur, à une liste historique d'éléments qui avaient été introduits dans le temps par rapport à une maison des étudiants universitaires à Turin.

D'après ce que je sais - même si je ne suis pas un chroniqueur si ponctuel pour ce qui est de l'activité passée du Conseil régional - des contacts avaient été pris dans le temps avec les représentants de l'Ordre salésien, mais qui n'ont pas abouti à une solution possible pour toute une série de raisons, liées surtout à la disponibilité de ces mêmes personnes. D'autre part, et d'ailleurs il me paraît que le Conseiller Lanièce vient de l'évoquer, on a fixé toute une série de contributions en ce qui concerne les aspects liés à une situation de loyer des étudiants, en augmentant une série de subventions d'une façon substitutive au fait qu'il existe une maison de l'étudiant à Turin.

On souligne que dans le programme de majorité il n'y a aucune citation par rapport à ce problème, il est vrai, et même il n'y a aucune inscription aux fonds globaux du bilan pour cette initiative. Pour quelle raison? Pour deux raisons fondamentales.

La première c'est l'augmentation des subventions, que je viens de rappeler, en substitution du fait de poursuivre l'achat d'une maison pour l'étudiant à Turin.

Deuxièmement le fait de placer une maison de l'étudiant à Turin laisserait dehors tous les étudiants, qui sont en continuelle augmentation, qui choisissent d'autres facultés dans d'autres villes. Alors, qu'est-ce qu'on va faire: une maison dans chaque ville?

Troisième aspect, si l'Administration régionale poursuit - comme elle est en train de le faire - le fait d'installer au Val d'Aoste une université, ce sens déjà faible d'une maison universitaire à Turin face à un quota qui se réduit toujours plus de jeunes qui se rendent dans cette ville pour étudier chuterait d'une façon verticale, ce qui ne serait pas une bonne solution du point de vue d'une bonne gestion du bilan régional et de son budget.

Donc, pour ce qui est enfin de la réponse, je peux dire qu'il n'y a aucun programme pour la réalisation d'une maison pour l'étudiant à Turin.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Prendo atto della risposta dell'Assessore, quindi non ci sarà più nessuna iniziativa finalizzata alla creazione della casa dello studente.

Vorrei fare alcune considerazioni. L'Assessore dice che c'è stato un aumento di contributi, che tale aumento sostituisce le spese per l'eventualità di una ricostruzione di una casa dello studente. Questa è poi una cosa che verificheremo e cioè se in effetti questi contributi sono così elevati da corrispondere a quelli che sarebbero stati necessari per la costruzione di una casa dello studente…

(interruzione dell'Assessore Pastoret, fuori microfono)

… ovviamente verificheremo con un'altra interrogazione, ma questo è da verificare.

L'Assessore diceva che adesso con l'avvio della nuova università in Valle questo problema viene meno; volevo solo ricordare che la casa dello studente non prevedeva 1000-2000 posti, ma ne prevedeva 100-150 perché sapevamo che non poteva essere un casermone.

Quindi presumo che comunque, al di là del fatto che prenda avvio oppure no l'università in Valle, visto che adesso ci sono più di 1000 persone che frequentano l'università fuori Valle, 150 si recheranno sempre, come minimo, a Torino come in altre sedi universitarie, di conseguenza avanzare la giustificazione che non si può più prevedere questo intervento perché ci sarà l'università in Valle, mi sembra una risposta riduttiva perché il problema è comunque presente.

È infatti impensabile che in un prossimo futuro quei 1000-1500 giovani che si iscrivono all'università, frequentino tutti solamente l'università in Valle d'Aosta.

Giustamente noi dobbiamo ragionare su dei dati un po' obiettivi, per cui non saranno tantissimi ma sarà pur sempre la metà che si recherà fuori Valle, quindi ipotizzare la creazione di una struttura di 100-150 posti a Torino non era una cosa così campata in aria. E comunque noi abbiamo detto anche di verificare nelle altre città universitarie il numero degli studenti valdostani iscritti.

Purtroppo dobbiamo prendere atto che questa volontà che era emersa negli anni '90 con tanto di petizione non sarà più realizzata e questo ci dispiace, anche perché ritenevamo che la costruzione di una casa per lo studente potesse essere un'azione che invogliasse gli stessi giovani a seguire i corsi universitari, dato che comportava delle agevolazioni importanti.

Sicuramente non pensiamo che i contributi elargiti siano pari al costo che uno studente sostiene a Torino, perché sappiamo, io lo so perché ho fatto l'università a Torino, che i costi sono notevoli: c'è il problema del trasporto, c'è il problema del vitto e dell'alloggio, ci sono le spese per i libri.

Comunque verificheremo al più presto se quanto ha detto l'Assessore, in merito ai contributi elargiti, corrisponde al vero.