Oggetto del Consiglio n. 207 del 11 novembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 12 NOVEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 207/XI Sostituzione di componenti in seno alla Commissione speciale per le riforme istituzionali.
Deliberazione Il Consiglio
Premesso che:
- con provvedimento n. 63/XI in data 29 luglio 1998, il Consiglio regionale ha provveduto a costituire, ai sensi di quanto previsto dall'articolo 21 del Regolamento interno del Consiglio, una Commissione speciale per le riforme istituzionali con il compito di elaborare una proposta di revisione dello Statuto Speciale per la Valle d'Aosta;
- da tale atto risulta che il Signor Rollandin Augusto è stato nominato membro della Commissione speciale;
- con provvedimento n. 173/XI in data odierna il Consiglio regionale ha preso atto dell'ineleggibilità alla carica di Consigliere regionale di Rollandin Augusto ed ha provveduto alla sua sostituzione;
Rilevato che, con lettera in data 11 novembre 1998, il Consigliere Bionaz Augusto ha rassegnato le dimissioni da componente della Commissione speciale;
Ritenuto pertanto necessario, in seno alla Commissione speciale per le riforme istituzionali, provvedere a:
1) sostituire il sig. Augusto Rollandin;
2) prendere atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Bionaz Augusto e provvedere alla sua sostituzione;
Dato atto che l'articolo 20 del Regolamento interno prevede che le sostituzioni siano effettuate con votazione palese su proposta del Presidente, sentita la Conferenza dei Capigruppo;
Visto che la Conferenza dei Capigruppo, riunitasi in data 11 novembre 1998, ha preso atto della ineleggibilità di Augusto Rollandin e delle dimissioni di Augusto Bionaz, proponendo di integrare la composizione della Commissione speciale sostituendo Augusto Rollandin con Eddy Ottoz e Augusto Bionaz con Ego Perron;
Preso atto delle dimissioni rassegnate dal Consigliere Augusto Bionaz da componente della Commissione speciale per le riforme istituzionali;
Delibera
di nominare, in sostituzione del Consigliere Augusto Rollandin e del Consigliere Augusto Bionaz, quali componenti della Commissione speciale per le riforme istituzionali, i Consiglieri Eddy Ottoz e Ego Perron, appartenenti alla maggioranza.
Président Il s'agit ici de procéder au remplacement non plus d'un membre mais de deux membres au sein de la Commission spéciale pour les réformes institutionnelles.
La proposition formulée, dont a pris acte la Conférence des Chefs de groupe, prévoit le remplacement de M. Auguste Rollandin par le Conseiller Eddy Ottoz et du Conseiller Auguste Bionaz par le Conseiller Ego Perron.
La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Penso che prima di andare a votare questa sostituzione, sarebbe forse opportuno fare una riflessione sulla "Commissione Nicco". Non so se sia il caso, lo domando al Presidente, ma lo domando soprattutto al Presidente della Commissione, Consigliere Nicco, se non ritenga opportuno fare una riflessione politica sulla vicenda prima che si innesti un dibattito su questo argomento. Se così fosse, mi siedo, se invece il Presidente Nicco ritiene che non ci sia nulla da dire, faccio io delle considerazioni di carattere generale. Mi siedo.
Président La parole au Conseiller Nicco.
Nicco (GV-DS-PSE) Il Consiglio ha discusso in modo approfondito di questa questione, quando si è trattato di nominare questa commissione.
Alle forze di maggioranza era sembrato opportuno allora, di fronte ad un compito specifico, ad un compito importante, complesso come quello della revisione dello Statuto speciale, una necessità che mi pare sia stata riconosciuta ampiamente da parte di tutti i gruppi che sono presenti in questo Consiglio regionale, era sembrato - dicevo - opportuno e necessario istituire uno strumento specifico che fosse in grado di occuparsi di questo tema in modo continuativo ed organico. Questo anche nell'ottica più volte richiamata dalle forze della minoranza e da me condivisa di mantenere distinti il piano politico-amministrativo dal piano politico-istituzionale. Quindi una prima commissione permanente che segua le materie che normalmente vengono trattate dal Consiglio ed una commissione speciale che abbia il compito invece di occuparsi esclusivamente di questo tema.
Ci sono state allora delle opinioni diverse sulla costituzione di questa commissione, a seguito degli esiti di quel dibattito consiliare. C'è stato allora il tentativo da parte del Presidente del Consiglio e anche del Presidente di questa commissione di verificare se esisteva la possibilità di ricomporre su una base diversa quella stessa commissione.
Questo tentativo è stato fatto all'inizio in modo informale e poi è stato invece proseguito all'interno della Conferenza dei Capigruppo. Mi è parso ad un certo punto che ci fosse qualche margine per ritornare in Consiglio su una base differente in merito a questo importante tema, invece il 24 settembre è stato emesso un comunicato siglato dalle forze della minoranza, in cui si diceva che "allo stato non ci sono le condizioni politiche perché le forze di opposizione possano partecipare a questa commissione". Solo a quel punto la commissione è stata effettivamente insediata ed ha avviato i suoi lavori.
Ovviamente la disponibilità nostra per verificare se esistono ulteriormente delle possibilità per ricomporre su una base unitaria questa commissione c'è sempre. Siamo consapevoli che su questo tema è opportuno il coinvolgimento pieno di tutte le forze che sono presenti in questo Consiglio, non solo, ma anche il coinvolgimento più complessivo della comunità valdostana nelle sue differenti espressioni, e dunque se esistono oggi dei margini per verificare ulteriormente la possibilità di ricomporla su una base unitaria, è bene che questo tentativo sia esperito fino in fondo.
Nel contempo la commissione ha ritenuto di dover avviare i suoi lavori e quindi in una serie di riunioni ha cominciato a tracciare un programma di lavoro, ha affrontato alcune tematiche di fondo sulla base di orientamenti che già erano emersi in questo Consiglio, che più volte ha discusso di questa materia nella precedente legislatura e in quella precedente ancora.
Nelle premesse della deliberazione istitutiva della commissione i richiami sono puntuali e precisi e quindi la commissione ritiene di poter comunque lavorare in questo senso e di portare poi in Consiglio, così come è previsto dal punto 6 della deliberazione istitutiva, delle linee più precise e particolari d'intervento e di azione su questa materia, sulle quali il Consiglio possa pronunciarsi e ovviamente modificarle, secondo quella che sarà la discussione in materia.
Président La parole au Conseiller Frassy.
Frassy (FI) Ho ascoltato l'intervento del Consigliere Nicco, non se n'abbia a male il Consigliere Nicco, ma mi aspettavo qualcosa di più. Ma non qualcosa di più dal Consigliere Nicco, qualcosa di più dal Presidente Nicco. Perché è evidente che forse oggi ci poteva essere un passaggio che potesse per certi versi andare a ricucire il dialogo sul discorso istituzionale, facendo forse un passo indietro anziché mettendo una pezza. La pezza è la delibera che ci apprestiamo a votare.
Se la commissione fosse un organo eletto a suffragio universale, con oggi non esisterebbe più, in quanto oltre il 50 percento dei suoi componenti sono venuti meno. Sappiamo che è un organo indiretto, che viene nominato dal Consiglio comunale, mi correggo, regionale - lapsus freudiano - di conseguenza questo ragionamento non ha senso di essere fatto da un punto di vista giuridico.
Ha senso però di essere fatto da un punto di vista forse più prettamente politico e ieri tutti i Consiglieri dell'Union che sono intervenuti hanno rivendicato la politicità del dibattito che avviene in quest'aula.
Il Consigliere Nicco però ha detto all'inizio che le forze di maggioranza hanno ritenuto opportuno costituire una commissione speciale e probabilmente è proprio in quest'affermazione che si può andare a individuare il peccato originale della "Commissione Nicco": le forze di maggioranza hanno ritenuto opportuno. Legittimo, ma sulle riforme istituzionali è sempre stato costume che il confronto avvenga non soltanto sull'organo costituito, ma anche sui modi e i tempi per andare a costituire l'organo stesso. Perciò sicuramente questo è un passaggio che non può essere ignorato, anche perché è stato confermato dal breve intervento del Consigliere Nicco.
Ci aspettavamo che quest'oggi, prendendo atto di una commissione che non è nulla più che un gruppo di lavoro delle forze di maggioranza, peraltro inserito sul bilancio pubblico dell'Amministrazione regionale, si proponesse di azzerare la situazione, di rifare una serie di ragionamenti con le forze politiche qui rappresentate, con i Capigruppo, con l'Ufficio di Presidenza, per verificare di partire in maniera tale da poter arrivare a delle conclusioni concrete. Probabilmente questa è stata una suggestione che è durata lo spazio della prima ora del Consiglio.
Però io vorrei sottolineare un'altra evidenza di questa situazione. Avevamo detto, e penso purtroppo che oggi avremo la conferma, che la commissione speciale l'avevamo equiparata a quelli che sono a livello nazionale i Ministeri senza portafoglio, cioè un mini Assessorato. E l'avevamo affermato sulla base di alcuni malesseri e malumori che avevano per certi versi preceduto e accompagnato le trattative per arrivare alla composizione dell'attuale maggioranza, ma anche dell'attuale Esecutivo.
Chiaramente questa era la tesi delle opposizioni, che è stata smentita a più riprese dai Consiglieri di maggioranza, i quali hanno sostenuto la bontà di quello che era un progetto di riforma istituzionale, e hanno dichiarato che nella "Commissione Nicco" auspicavano il coinvolgimento di tutte le forze politiche e che le varie forze politiche indicassero le persone che avessero maggiori, se non competenze, quantomeno disponibilità sull'argomento.
Il Consigliere Rollandin è decaduto ed è evidente che debba essere sostituito. Consigliere Bionaz, la sua disponibilità ad andare in quella commissione è una disponibilità genuina per la Regione Valle d'Aosta, oppure è una disponibilità di alchimia politica per equilibri interni alla sua forza politica e a questa maggioranza? Come possiamo pensare di credere che una commissione speciale, perché così viene definita, abbia dignità istituzionale quando un Consigliere si dimette per andare a fare il Presidente di una commissione consiliare ordinaria?
Io sono veramente sorpreso, Presidente Viérin, che in maniera sfacciata continuiate a giocare con le istituzioni!
Allora, Presidente Nicco, io questa riflessione la pongo alla sua attenzione, perché politicamente siamo distanti, però ho avuto modo di confrontarmi con il Consigliere Nicco in dibattiti pubblici, televisivi, di leggere e di apprezzare anche delle sue valutazioni e devo dire che ho sempre pensato che il Consigliere Nicco avesse una sua filosofia di vita che andasse al di là dei giochini della politica spicciola. Un Presidente che accetti una "deminutio" come quella che andrà a consumarsi di qui a breve, porta a una "deminutio" non solo della commissione, ma anche, me lo consenta il Consigliere Nicco, della stessa autorevolezza della Presidenza. Qui si sta giocando ancora una volta con le istituzioni per dirimere "questioni di bottega"! Potete smentirlo, ma se non lo smentite con i fatti sarà una smentita che forse si farà scrivere sulla carta stampata, ma che difficilmente potrà convincere quelle persone che seguono con un minimo di attenzione le vicende della politica valdostana.
Consigliere Bionaz, mi dispiace dirlo, ma lei sta scrivendo una bruttissima pagina della storia di questo Consiglio regionale, perché sarà ricordato come quel Consigliere che è andato nella commissione speciale per sistemare situazioni di partito o personali politiche, quando queste situazioni potevano essere sistemate meglio con un incarico che lei evidentemente riteneva più prestigioso, più soddisfacente dal punto di vista politico (e probabilmente non solo politico, perché certi meccanismi li conosciamo in quanto li pratichiamo); lei ha dato un calcio alla Commissione speciale, dando un calcio all'Autonomia e dando anche un calcio alla sua dignità di Consigliere regionale!
Noi non accettiamo che le riforme istituzionali vengano gestite con questa filosofia. Riteniamo che l'Autonomia, lo Statuto speciale siano argomenti seri, che non debbano essere lasciati alle beghe di partito.
Auspico, e voglio illudermi ancora per un attimo questa mattina, che ci sia un sussulto di dignità dei 35 consiglieri, al di là di quelli che possono essere gli schieramenti e gli ordini di scuderia, auspico che il Consigliere Ottoz, neofita di questa sala, ma neofita come lo posso essere io, per un'anzianità poco superiore alla sua, abbia un sussulto che voglia rivendicare quello che è il suo ruolo.
Ieri ha esordito dicendo: "Spero di essere degno del ruolo che vengo chiamato a ricoprire"; sicuramente questo di oggi è il momento per dimostrare, tutti e 35, la dignità che dobbiamo dare nel ricoprire un certo ruolo di tipo istituzionale.
Président Avant de donner la parole au Conseiller Lattanzi, qui l'a demandée, je tiens à préciser que les remarques qui viennent d'être faites, peuvent tenir à une question de dignité "politique", pas de dignité personnelle des membres de ce Conseil.
Pour ce qui est en particulier de la question politique qui a été soulevée, et donc de l'opportunité de remettre en question toute la composition de la Commission spéciale des réformes institutionnelles, je me dois de rappeler à ce Conseil que ce même argument a été traité dans la Conférence des Chefs de groupe, qui s'est déroulée dans la journée d'hier, et que sur une question précisément posée par la Présidence du Conseil il a été répondu - et personne n'a voulu prendre la parole ultérieurement à ce sujet - que les conditions n'étaient pas présentes pour qu'il y ait une renégociation de la composition de l'ensemble des forces politiques à l'intérieur de cette commission.
Je tiens à le préciser parce que cela est un devoir vis-à-vis de ce Conseil, que l'on remette un peu le pendule à l'heure, par rapport à des propos qui ont été tenus par tous les Chefs de groupe au sein de la réunion d'hier. Un Chef de groupe n'était pas présent, il était représenté par un autre Conseiller de la même force politique qui n'aura pas manqué de faire part à ses collègues de ce qui a été discuté à ce moment-là.
La parole au Conseiller Cottino.
Cottino (UV) Pas pour faire de la polémique, mais je crois que quelque chose il faut bien dire à propos de l'intervention de M. Frassy.
M. Frassy a fait des remarques qui soulignent encore une fois la position que sa force politique avait exprimée dès le début, quand on a discuté à propos de cette commission, en oubliant que toutes les forces de majorité ont demandé à plusieurs reprises aux forces de minorité d'entrer à faire partie de cette commission.
On l'a dit dans cette salle, on l'a répété en plusieurs occasions officielles lors des réunions des commissions, on avait même revu à la dernière minute la possibilité de faire quelque chose de semblable ou encore la même chose que M. Frassy vient de demander.
Le Président du Conseil a bien fait à souligner qu'encore à la dernière réunion des Chefs de groupe, dans l'après-midi d'hier, le même argument a été traité et personne n'a dit qu'il y avait le minimum des possibilités politiques de faire un quelque chose de différent vis-à-vis de ce qui est possible de faire maintenant.
Alors je ne voudrais pas - j'emploie le conditionnel parce que ce n'est pas mon habitude de faire de procès aux intentions - que cela soit une tentative pour éviter que la commission dont nous parlons ne travaille plus, arrête ses travaux, parce que cela ce n'est pas notre intention.
Je voudrais, s'il y a encore besoin, souligner pour une dernière fois dans la journée que toutes les forces de la majorité, en particulier l'Union Valdôtaine a souhaité dès le début que toutes les forces présentes dans cette salle puissent faire partie de la Commission des réformes institutionnelles, qu'elles puissent travailler à l'intérieur de cette commission sur un argument qui est trop important pour être laissé à des querelles personnelles.
Donc, d'un côté, nous souhaitons que la commission puisse continuer à travailler; de l'autre, nous soulignons notre disponibilité à faire de façon que toutes les forces soient représentées.
Vu qu'on a parlé de dignité en entrant dans des questions personnelles, attitude que je ne partage pas évidemment, laissons de côté les questions d'intérêt personnel ou tout au moins des groupes politiques, pour faire l'intérêt des travaux de ce Conseil, et surtout l'intérêt de la population valdôtaine.
Président La parole au Conseiller Lattanzi.
Lattanzi (FI) Ho ascoltato con interesse e con molta attenzione la replica del Capogruppo dell'Union Valdôtaine, perché in un certo senso intorno all'Union Valdôtaine ruota questo dilemma: quanto interessano le riforme all'Union Valdôtaine? Quanto interessano le riforme al Consigliere Nicco? Quanto interessano le riforme dello Statuto speciale della Valle d'Aosta a questo Consiglio regionale? Perché il mio collega Frassy ha sottolineato come siamo ancora di fronte a una cosa incomprensibile a tutt'oggi, a distanza ormai di 4 mesi sul dibattito della commissione speciale, perché a parole tutti siamo disponibili e pronti a fare inviti alla minoranza, piuttosto che quest'ultima ad essere pronta ad entrare nell'argomento che tutti riteniamo importante per i Valdostani, cioè il loro futuro costituzionale, ma quando viene il momento di entrare nel concreto della faccenda, cioè nel determinare il gruppo di lavoro, le linee di lavoro, i tempi di lavoro, le persone che coordinano il lavoro, gli interessi personali, Capogruppo dell'Union Valdôtaine, Consigliere Cottino, si fanno pesantissimi!
Abbiamo chiesto, come voi avete fatto nei nostri confronti, più volte avete invitato la minoranza - in questo caso parliamo di Forza Italia - a partecipare alla Commissione delle riforme speciali. Noi abbiamo detto che la cosa era possibile se il metodo utilizzato per la costituzione della commissione speciale fosse stato - voglio usare un termine forse un po' forte - onesto intellettualmente, e visto che si era persa un'occasione nella fase di avvio di questo Consiglio regionale in questa legislatura in termini di onestà politica, avevamo richiesto in una seconda battuta che ci fosse quello che il Consigliere Frassy ha sottolineato, un ritorno alla ragionevolezza. Cioè, se l'argomento è importante, magari qualcuno può aver fatto un passo in più a inizio legislatura, può aver sbagliato, si può anche comprendere: si ha una buona idea, si vogliono fare le riforme, l'Union che è maggioranza insieme al PDS, che è in maggioranza, decidono che la I Commissione, quella istituzionalmente portata a fare le riforme dello Statuto, non è adatta perché non è fatta da membri così elevati, quindi decidono di farne una speciale, e noi questo lo abbiamo contestato, ma arrivano a determinare che ci vuole una commissione speciale.
Peccato che quando poi è il momento di decidere come, non è che il Presidente del Consiglio convoca i Capigruppo e, dopo aver comunicato che la volontà politica è quella di creare una commissione speciale, chiede qual è il loro parere, quali sono i loro rappresentanti, come si concordano i pesi all'interno della commissione in termini di maggioranza e di minoranza.
Se è vero che c'è interesse in questa cosa, i passaggi avrebbero dovuto essere diversi, e abbiamo ribadito che potrebbero essere diversi; sarebbe sufficiente che non tanto soltanto il Presidente Nicco di questo gruppo di lavoro di maggioranza, ma il Presidente del Consiglio che ha sospinto questa riforma e la costituzione di questo lavoro, insieme al Presidente Nicco, insieme ai Consiglieri stessi, buon ultimo l'amico Bionaz, decidessero che forse hanno fatto un passo in più, e dunque facciamone uno indietro, rimettiamoci al tavolo con tutte le forze, ripeto, tutte le forze del Consiglio, non solo una parte e determiniamo i pesi, la Presidenza - magari siamo anche d'accordo su Nicco - ne parliamo!
Ma è diverso, Cottino, dire: parliamone, ma la nostra commissione c'è già e andrà avanti comunque, vi invitiamo a venire ma se non venite andiamo avanti lo stesso. Lo capisci che è diverso, perché se è vero che questi quattro anni e mezzo ormai ci separano dal poter presentare un lavoro costruttivo, deve essere al di fuori delle beghe dei pesi, dei mini assessorati, delle questioni personali, e siamo perfettamente d'accordo. Peccato che poi quando si arriva al dunque, il passo indietro qualcuno non lo fa, alla poltrona ci rimane attaccato in maniera molto salda e non si capisce più il perché. Ma il perché potrebbe essere che qualcuno è talmente attaccato alla poltrona e alla forma e alla Presidenza...
(interruzione del Consigliere Nicco, fuori microfono)
… ma è quello che non riusciamo a capire: dov'è il problema? Facciamo un passo indietro, azzeriamo la commissione, ragioniamo - se è il caso - di costruire una commissione speciale per lo Statuto, perché ci dobbiamo confrontare anche su questo. Una prima Commissione c'è, c'è un Presidente, il Consigliere Piccolo, è una commissione che istituzionalmente è considerata la commissione ideale per le riforme, nata per quelle. Dobbiamo ancora capire perché dobbiamo farne un'altra, non ci avete ancora spiegato perché bisogna fare un'ulteriore commissione con ulteriori aggravi di costi, di tempi, di risorse umane che comunque vengono distratte dall'attività consiliare. Questo non ce lo avete ancora spiegato, o avete tentato di farlo, non lo abbiamo ancora capito. Parliamone!
Quindi per quanto riguarda la nostra disponibilità a parlare di riforme in I Commissione o in una commissione speciale non c'è il problema; Forza Italia è disponibilissima, anzi, ho avuto anche incontri personali con il Presidente, al quale ho chiesto di poterci incontrare e parlare culturalmente, intellettualmente per confrontarci su qual è il futuro costituzionale di questa regione. Ma dalle parole ai fatti non si riesce ad arrivare!
La nostra disponibilità al dialogo, al confronto politico, alle riforme per questo Statuto c'è, lo ribadiamo ed è molto forte; non possiamo però stare ai giochi, ai personalismi di qualcuno di voi che per questioni prettamente - crediamo di capire - personali non è disposto a mollare la poltrona!
Presidente Nicco, faccia il beau geste, si dimetta, rimettiamo in gioco la commissione, visto che lei vola tanto alto, altrimenti c'è il sospetto che invece di volare tanto alto, lei abbia nidificato su quella poltrona!
Per questo discorso, per il fatto che lei ha ribadito che tutti siamo d'accordo sul rispetto delle differenze, delle particolarità, che sono la vera ricchezza del Popolo valdostano, noi il rispetto di queste differenze, di queste particolarità, in questo momento non lo vediamo.
Allora crediamo di poterne fare a meno di questo approccio al rispetto delle particolarità e delle differenze, per cui non parteciperemo a questa votazione, come abbiamo fatto in fase di costituzione di questa commissione.
Président La parole au Conseiller Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Solo due parole. Sono fra coloro che in Conferenza dei Capigruppo hanno dichiarato che non c'erano le condizioni, attualmente, per la ricomposizione di questa frattura grave, che si è verificata all'interno del Consiglio regionale al momento dell'istituzione della commissione speciale. E lo dico con amarezza, ma lo dico con onestà, perché a me sembra che al di là delle invocazioni che ci vengono più volte riproposte dalla maggioranza, non ci sia una disponibilità effettiva a fare un passo indietro, perché di questo si tratta!
Ricordiamo che la commissione speciale è nata non da un dibattito consiliare, non da un coinvolgimento delle minoranze, ma dall'applicazione di un programma della maggioranza consiliare. Ricordo che noi abbiamo letto della commissione speciale e della Presidenza Nicco sui giornali e che in Consiglio ci è stato detto, qualche minuto prima della discussione del relativo punto all'ordine del giorno, che dovevamo nominare tre persone. Al che abbiamo detto: no grazie!
Questa è stata la cronaca di quella vicenda, una cronaca che dal punto di vista istituzionale ci aveva colpiti, perché non si era mai vista una commissione costituzionale avviata in questo modo.
Credo che all'interno della maggioranza sia anche maturata nel frattempo la consapevolezza di aver commesso un errore, di aver manifestato una grave insensibilità istituzionale nel non coinvolgere effettivamente, fin da subito l'opposizione.
Oggi questi appelli lasciano il tempo che trovano, perché o c'è la volontà di ripartire da zero, ma ripartire da zero non vuol dire ripartire da: "iniziamo i lavori," ripartire da zero significa riprendere a discutere da capo! Se è necessario fare una commissione istituzionale speciale stabiliamo cosa fa questa commissione, da chi è composta, chi è il presidente e chi sono i membri. Questo significa ripartire da zero, altrimenti ripartiamo dalle posizioni consolidate che voi, autonomamente, avete scelto senza alcun coinvolgimento.
Allo stato attuale non vedo niente di sostanziale, non ci sono le condizioni per ridiscutere la nostra posizione. È questo il punto. Qui apro un inciso, forse superfluo: ho condiviso le osservazioni iniziali che ha fatto Frassy, devo dire la verità e lo dico pubblicamente, non ho condiviso invece il discorso che il Consigliere Frassy ha voluto allargare ai problemi di risistemazione all'interno dell'Union, perché in questo caso è anche un atto dovuto; sappiamo che quando entra un Consigliere nuovo, a questo Consigliere sono dovuti degli incarichi nelle commissioni.
A me scandalizzano tante cose, com'è noto, però non mi scandalizza che all'interno dell'Union Valdôtaine ci sia una risistemazione delle cariche e ancor meno mi scandalizza il fatto che il Consigliere Bionaz, che non mi sembra un cercatore di non so quali incarichi, assuma in quest'occasione un altro incarico. Insomma, mi sembra proprio un'argomentazione fuori tema.
Naturalmente, vista la situazione, annuncio che il mio gruppo non parteciperà alla votazione.
Président Il me revient de vous informer, comme cela a été communiqué à la Conférence des Chefs de groupe, que le nouveau Chef de groupe de l'Union Valdôtaine, M. Aldo Cottino, remplacera M. Rollandin au sein de la Commission pour le Règlement.
Les déterminations seront adoptées successivement par la Présidence du Conseil.
Je soumets au vote proposition qui a été précédemment examinée par la Conférence des Chefs de groupe, soit le remplacement de M. Rollandin par M. Ottoz et le remplacement de M. Bionaz par M. Perron:
Conseillers présents et votants: 24
Pour: 24
Le Conseil approuve à l'unanimité.
