Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 191 del 11 novembre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 11 NOVEMBRE 1998 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 191/XI Semplificazione dell'approccio dell'utente nei confronti dell'Amministrazione regionale. (Interpellanza)

Interpellanza Visto l'art. 2, ed in particolare i commi 8, 10 e 11 della legge 16/6/1998, n. 191 (la cosiddetta Bassanini ter) che ha ampliato ulteriormente le disposizioni introdotte dall'art. 3 della legge 15/5/1997, n. 127 (la cosiddetta Bassanini bis), che innovano la materia riguardante le dichiarazioni sostitutive e l'autenticazione della sottoscrizione di domande o di istanze, così da semplificare l'approccio dell'utente con la pubblica amministrazione e rendere più spediti gli stessi procedimenti burocratici;

Constatato che, dopo l'entrata in vigore della legge n. 127/97, la Presidenza della Giunta aveva provveduto con circolare prot. 5726/Gab del 8/8/97, n. 43, ad indicare quali disposizioni erano immediatamente applicabili;

Preso atto che alla data attuale nessuna indicazione è stata data agli uffici sul comportamento da tenere rispetto alle innovazioni introdotte dalla legge, n. 191/98;

Preso atto che non esistono a tutt'oggi proposte di leggi regionali finalizzate a introdurre nell'amministrazione pubblica le innovazioni ormai in atto nel restante territorio nazionale;

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

La Giunta regionale per sapere:

Se, quando e con quali modalità la Giunta intende intervenire per consentire che gli utenti dell'amministrazione regionale godano delle stesse semplificazioni di cui godono gli utenti degli uffici comunali;

Se si è provveduto a verificare se e come viene applicata nell'amministrazione regionale la circolare n. 43 prot. 5726/Gab del 8/8/97;

Quali sono i tempi e le procedure previste per adeguare anche la prassi amministrativa della nostra regione a quella innovativa ormai in atto nel restante territorio nazionale.

F.to: Squarzino Secondina - Beneforti - Curtaz

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Faccio una premessa: lo scopo di quest'interpellanza non è certamente quello di affermare la priorità della norma statale sulla norma statutaria su cui si fonda la nostra autonomia, né quello di volere che la norma statale sia applicata a detrimento della nostra autonomia, assolutamente. L'obiettivo politico è diverso ed è proprio il contrario: è affermare la nostra autonomia, è rivendicare la possibilità che abbiamo, all'interno di un quadro generale, di dettare le norme che ci riguardano.

In questi ultimi tempi, nei processi in atto finalizzati al decentramento amministrativo e alla semplificazione amministrativa, si sono moltiplicate le disposizioni che consentono di facilitare la vita del cittadino e della cittadina nel suo rapporto con l'amministrazione.

Queste norme, per la loro applicazione nella nostra regione, richiedono un intervento legislativo ad hoc da parte della Regione stessa. Se non c'è questo intervento legislativo, oppure se questo intervento tarda a venire, diventiamo responsabili - purtroppo, dico io - di una situazione in cui gli abitanti, i cittadini, gli utenti di questa regione si trovano in condizioni di svantaggio rispetto agli utenti del restante territorio nazionale. Cioè l'autonomia in questo caso si traduce in una "diminutio" e non certamente in un vantaggio. E qui consentitemi una parentesi: mi sembra che ultimamente abbiamo avuto alcuni esempi di questa situazione che purtroppo si sta verificando; stamattina il collega Comé ricordava come nel contratto integrativo dei pediatri noi, ad esempio, arriviamo buoni ultimi rispetto ad altre regioni. Ricordo la stessa normativa sull'autonomia scolastica, anche noi qui siamo responsabili di una situazione per cui le nostre scuole sono meno autonome di quelle del territorio regionale. Chiusa la parentesi.

Dicevo che in questo caso la semplificazione amministrativa, quando verrà, seguirà con ritardi, non sempre comprensibili all'utente, quella che già avviene nel restante territorio nazionale. E qui c'è un esempio molto significativo (è su questo che volevo attirare l'attenzione), e cioè nel giugno di quest'anno con la legge n. 191, la cosiddetta "Bassanini ter", si sono ulteriormente ampliate le possibilità di sostituire l'autocertificazione. Addirittura c'è una nuova possibilità - anche se si poteva già apporre in presenza del dipendente addetto la propria firma, per cui questo sostituiva l'autenticazione - ovvero (leggo direttamente dalla norma) "l'istanza sia presentata unitamente a copia fotostatica, ancorché non autenticata, di un documento di identità del sottoscrittore".

Credo allora che questa norma in particolare - perché questo è l'argomento che ho preso come esempio - che apre nuove possibilità di facilitazioni per gli utenti dovrebbe essere applicata in tempi brevi anche nella nostra Valle. Quando è uscita la legge n. 127/97, la cosiddetta "Bassanini bis", che già innovava la materia riguardante le dichiarazioni sostitutive e l'autenticazione della sottoscrizione, il Presidente della Giunta aveva emanato una circolare, la circolare n. 43, che faceva proprie alcune di queste indicazioni. È una circolare che è stata emanata tre mesi dopo l'uscita della "Bassanini bis".

Può darsi che dal momento in cui ho presentato l'interpellanza ad oggi siano già intervenute delle circolari o degli atti normativi, ma nel momento in cui abbiamo presentato quest'interpellanza a noi non constava che fosse stata data un'indicazione agli uffici sul comportamento da tenere rispetto alle innovazioni introdotte dalla legge n. 191/98.

Pertanto il nostro intento è quello di chiedere se la Giunta intende intervenire per consentire agli utenti dell'Amministrazione regionale la possibilità di godere delle stesse semplificazioni di cui godono gli utenti degli uffici comunali, che già hanno iniziato ad applicare questa normativa. Sono passati tre mesi ormai. Quindi anche se si calcola in tre mesi il tempo per predisporre una circolare, questa poteva già essere fatta.

La seconda domanda, su cui volevamo avere una risposta, chiede di verificare se è stata fatta una valutazione di come è stata applicata all'interno dell'Amministrazione regionale quella circolare, perché a noi risulta che in alcuni uffici nessuno dei funzionari si dichiari "addetto" a ricevere la firma, per cui di fatto nei nostri uffici non è possibile neanche usufruire delle facilitazioni previste dalla "Bassanini bis" e previste anche dalla circolare n. 43 del Presidente della Giunta.

Con la terza domanda si chiede di sapere qual è l'intento dell'Amministrazione rispetto a questo problema, quali sono i tempi, le modalità, le procedure che si intendono seguire, se si intende aspettare ancora per fare una legge regionale, una "Bassanini nostra" (ma dovrei dire meglio una "Viérin regionale" perché credo sia il Presidente Viérin responsabile di tutti i procedimenti amministrativi della Presidenza della Giunta), oppure se intende procedere con un'ulteriore circolare o con una modifica della circolare già emanata l'anno scorso; oppure se ha altri intenti. Chiediamo inoltre di sapere, ripeto, se è stata fatta una verifica rispetto alle disposizioni precedenti.

Président La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) Nous avons apprécié le plaidoyer de Mme Squarzino en faveur de l'autonomie et nous espérons que ses déclarations pourront nous éviter la réduction les compétences de la Région autonome de la Vallée d'Aoste au niveau des régions à Statut ordinaire. C'est un thème de caractère général, donc nous partageons…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

… oui, il faut l'éviter. Je pense que si nous croyons à la validité de notre autonomie, il s'agit d'une autonomie spéciale, et donc nous devons sauvegarder ces principes et ces prérogatives. J'exprime donc à cet égard notre appréciation.

Pour ce qui est, par contre, des questions qui ont été posées dans l'interpellation, tout d'abord je veux souligner que l'un des objectifs de la majorité, et partant de ce Gouvernement qui en est l'expression, est sans aucun doute celui de faciliter l'activité administrative et par conséquent de simplifier davantage les rapports entre les citoyens et l'Administration régionale par une série de mesures législatives prises en vertu de la compétence primaire, que la lettre a) de l'article 2 du Statut spécial attribue à la Région en matière d'organisation des bureaux. Il s'agit d'objectifs qui sont énoncés dans le programme de législature et auxquels nous donnerons application: déclaration sur l'honneur, possibilité de produire des pièces tenant lieu d'acte ou de certificat, réduction des formalités dans les relations entre les citoyens et les responsables de l'activité administrative, voilà autant de points importants des objectifs que nous nous proposons tous de réaliser.

Ce sont des objectifs qui par ailleurs - et je partage également la remarque faite par Mme Squarzino - ne peuvent simplement se traduire au Val d'Aoste par l'application automatique des "lois Bassanini", étant donné la particularité de notre ordre juridique que la loi n° 127, la "loi Bassanini", elle-même reconnaît; la preuve en est que l'alinéa 137 de son article 17 prévoit que dans les régions autonomes ses dispositions seraient appliquées dans le respect des limites des normes établies par les Statuts et par leurs actes d'application.

C'est ainsi que dès l'entrée en vigueur de la loi n° 127/97, la Présidence du Gouvernement s'est activée en vue de garantir l'application immédiate des dispositions qui visent la simplification des rapports citoyens-usagers-Région, sans contraster avec la législation régionale en vigueur, notamment avec la loi régionale n° 59/91 et les différentes lois régionales sectorielles, qui prévoient expressément que les citoyens produisent certaines pièces dans leurs relations avec l'administration publique.

Parallèlement, les différents services de l'Administration régionale ont été appelés à définir les mesures de modification de l'ordre juridique régional, qui s'avèrent nécessaires pour une adaptation rationnelle de la législation valdôtaine aux nouveautés introduites dans le domaine de la simplification de l'action administrative. A ce propos, la circulaire n° 43 du mois d'août 1997 avait pour but d'attirer l'attention sur l'importance de la loi n° 127 et d'inviter les dirigeants à lire attentivement tous les textes de cette loi. Elle soulignait également un certain nombre de dispositions qui avaient été jugées immédiatement applicables et complémentaires par rapport à la loi régionale n° 59 et au règlement régional n° 3/96, et qui introduisaient des innovations en matière de certificat, de déclaration sur l'honneur et de législation de signature, destinées à produire des effets directs sur l'activité des différents bureaux et sur les rapports de ces derniers avec les citoyens.

La circulaire en question ne pouvait par ailleurs être ni exhaustive ni définitive; elle se voulait en quelque sorte un moyen de sensibilisation des dirigeants ainsi que des fonctionnaires sur indication de leurs dirigeants respectifs, qui visait à assurer l'application des dispositions en matière de simplification des procédures administratives dans le plus grand nombre possible des cas, compte tenu notamment de l'évolution des dispositions étatiques et de leurs liens avec les dispositions de l'Administration régionale.

Par la suite la loi n° 191/97, qui n'est entrée en vigueur qu'au mois de juillet dernier, a apporté des modifications supplémentaires aux dispositions relatives à la simplification de l'action administrative, dont les modifications qui ont été mentionnées par les signataires de l'interpellation.

Mais il y a lieu également de remarquer que les dispositions des alinéas 8, 10 et 11 de l'article 2 de la loi n° 191/97 n'ont aucunement mis en cause l'actualité de la circulaire n° 43/97, et partant il n'a pas été jugé opportun de la modifier. En effet, l'examen ponctuel des dispositions citées par les interpellateurs permet de souligner ce qui suit.

Le 8ème alinéa de l'article 2 de la loi n° 191 n'introduit aucune véritable nouveauté par rapport au 5ème alinéa de l'article 3 de la loi n° 127, il se borne plutôt à préciser les cas où la légalisation des signatures pourrait ne pas être exigée, notamment pour ce qui est des actes et des candidatures en vue de la participation à des sélections, à des concours, à des examens ou autres cas similaires. De plus, ledit 5ème alinéa de l'article 2 de la loi n° 127 n'avait pas été traité explicitement dans la circulaire n° 43, étant donné que cette matière était et est toujours régie pour ce qui est des concours régionaux par l'article 22 du Règlement régional n° 6/96. Les 10ème et 11ème alinéas toujours de l'article 2 de la loi n° 191 ne font que préciser les dispositions du 11ème alinéa de l'article 3 de la loi n° 127, sur les modalités de dépôt des demandes pour lesquelles la légalisation de la signature n'a dès lors plus été exigée. A ce sujet, la circulaire n° 43 considérait déjà le 11ème alinéa de l'article 3 de la loi n° 127 comme immédiatement applicable sous réserve de dispositions régionales différentes en la matière.

Par ailleurs les dirigeants, appelés en cause par la circulaire en question, n'ont présenté aucune observation ou requête d'intervention concernant les éventuels problèmes d'application des nouvelles modalités de dépôt des demandes par la voie télématique ou par personne interposée. Il n'a donc pas été jugé nécessaire d'intégrer là aussi la circulaire n° 43.

D'un point de vue général je me permets d'exprimer quelques doutes, contrairement à ce qu'affirment les interpellateurs sur l'application ponctuelle des "lois Bassanini" par les autres administrations et dans le reste de l'Italie. C'est une constatation, ce n'est pas un modèle à suivre. Il suffit de penser à la méconnaissance malheureusement encore aujourd'hui de la plupart des fonctionnaires publics quant à la loi n° 15/68, qui remonte encore beaucoup plus loin dans le temps, en matière de déclarations sur l'honneur, qui constitue la base du système innové par les lois n° 127 et n° 191.

De plus, il n'existe d'éléments - plaintes ou autre - qui puissent faire penser que les structures et les bureaux régionaux n'ont pas convenablement suivi les indications de la circulaire n° 43/97.

En conclusion, si d'un côté il convient de réaffirmer que ce Gouvernement attribue à la concrétisation d'un système de rapports citoyens-administration publique qui soit toujours plus axé sur les principes de transparence, de simplification des procédures, d'efficacité et d'efficience, il est aussi à remarquer que nous devons intervenir pour modifier les dispositions actuelles, notamment la loi n° 59 et le Règlement n° 3/96, afin de donner pleine application à ces principes. A ces fins nous sommes en train de définir, en vertu de la compétence primaire visée à la lettre a) de l'article 2 du Statut spécial, un projet de loi régional portant refonte de la loi régionale n° 59/91, qui devrait permettre entre autres de corriger toutes les dispositions sectorielles qui prescrivent de présenter certaines pièces ou d'accomplir certaines formalités et par là même, entravent encore le processus de simplification des rapports entre les citoyens et les bureaux.

Ce travail a pris et prend un certain temps, compte tenu de deux éléments: d'une part, les modifications qui ont été introduites à l'intérieur de la structure même de l'Administration régionale, modifications qui n'ont pris effet qu'à compter du 1er août de cette année.

Je cite un exemple: la personne qui participait activement à ce processus de simplification, maintenant exerce ses fonctions à la Présidence du Conseil et nous sommes convaincus qu'elle utilisera ses compétences en termes constructifs et sans esprit de revanche, afin d'atteindre ces finalités.

Il est également à souligner l'évidente complexité de la matière et surtout la superposition d'actes législatifs de nature différente, étatique et régionale; n'oublions pas de surcroît les modifications continues et souvent à notre avis confuses apportées par la législation de l'Etat, dont les modifications introduites tout dernièrement par la loi n° 191, qui ne constitue sûrement pas un point de repère fiable. Tout cela dans un secteur, celui de la réglementation des déclarations sur l'honneur, qui exige justement aux fins de la sauvegarde du droit des citoyens une certaine homogénéité de traitement dans les différentes administrations.

Il est donc dans notre intention de vous soumettre sous peu un projet général de modification de la loi n° 59, pour pouvoir réglementer et définir toutes les dispositions régionales et introduire les modifications nécessaires à la réalisation de ces objectifs.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Sono contenta di aver sentito ripetere un impegno che non dubitavo ci fosse.

Rispetto ai tempi, capisco che non è così facile individuarli in maniera precisa. Spero che il gruppo di lavoro che sta portando avanti quest'operazione, che è sicuramente difficile e complessa, riesca a farlo in tempi ragionevoli, tenuto conto del fatto che si dovranno anche rivedere altre leggi che recentemente abbiamo approvato. A parte il Regolamento n. 3/96, ricordo che quando abbiamo discusso le leggi sulle autonomie locali era venuta da parte dei rappresentanti comunali la richiesta di armonizzare tutte le norme.

Noi rischiamo di aver approvato da poco tempo delle leggi che hanno avuto un iter molto lungo, che quindi sono partite quando la concezione dell'Amministrazione era diversa rispetto a questo aspetto innovativo. Questo per dire che è un lavoro veramente grosso. Quindi pregherei non solo di rivedere la legge n. 59/91 e il Regolamento n. 3/96, ma di ripensare alle ultime leggi che abbiamo approvato nella scorsa legislatura, che riguardano le autonomie locali, il funzionamento dei vari organi dell'Amministrazione.

Non credo che la n. 191 "n'est pas fiable", signor Presidente, perché se fosse così non lo sarebbe neanche il famoso articolo 20bis; non sarebbe "fiable" neanche il comma 22 della "Bassanini ter" che recita: "All'articolo 21 dopo il comma 20 aggiungere il seguente comma 20bis", il quale dice "con la stessa legge regionale la Regione Valle d'Aosta stabilisce tipologie e modalità di svolgimento e di certificazione di una quarta prova scritta di lingua francese". Non penso che "n'est pas fiable" la legge che introduce la quarta prova scritta di lingua francese all'interno degli esami di Stato.