Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 154 del 21 ottobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 21 OCTOBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 154/XI Monitoraggio delle zone sottoposte a rischio di calamità naturali. (Interpellanza)

Interpellanza Considerato l'allarme lanciato più volte dalla stampa locale e nazionale circa i seri rischi provocati dal cambiamento climatico negli ambienti particolarmente vulnerabili come le montagne, ovvero:

- l'impoverimento delle coltri glaciali dovuto in particolare alla forte altitudine raggiunta dallo zero termico durante i mesi estivi;

- l'aumento della franosità ed erosione dei pendii montani con facilità d'inondazioni;

- i crolli improvvisi di fronti glaciali pericolosi per alpinisti ed escursionisti;

- riduzione della durata dell'innevamento, fattore chiave dell'industria turistica che ruota attorno allo sci;

- crisi del turismo d'alta quota che vede declinare uno degli aspetti estetici più affascinati dell'ambiente montano;

Preso atto che l'Università di Zurigo ha realizzato degli studi sullo stato dei ghiacciai delle Grandes Jorasses, che, a quanto ci risulta, non sono ancora stati resi pubblici;

Sottolineata la notevole importanza che rivestono per la nostra Regione le conseguenze dell'agonia dei ghiacciai;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

se intende fare intervenire organi specializzati per un serio monitoraggio di tutte le zone sottoposte a rischio di calamità di ordine geologico ed in particolare di eventi franosi;

quali sono i risultati degli studi svolti dall'Università di Zurigo in merito ai ghiacciai delle Jorasses;

se le scelte politiche intraprese o che si intendono intraprendere relative al turismo d'alta quota e dello sci estivo hanno tenuto o tengono nella giusta considerazione i problemi.

F.to: Lanièce - Comé - Viérin M.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Quest'estate abbiamo letto su tutti i quotidiani nazionali diversi articoli, a volte anche dai toni catastrofici, sul problema del ritiro dei ghiacciai e del forte aumento della temperatura, che porterebbe a dei gravi pericoli per le Alpi e per tutte le zone dove sono presenti dei ghiacciai.

Quindi ci siamo preoccupati, come Gruppo degli Autonomisti, di portare questo problema all'attenzione del Consiglio regionale per verificare e per chiedere all'Assessore e alla Giunta regionale se sono stati fatti degli interventi, a che punto è la prevenzione, perché, giustamente, su certi problemi così importanti occorre un'azione di prevenzione per poter attenuare eventuali situazioni pericolose e anche perché lo scorso anno c'è stato il famoso problema delle Grandes Jorasses, che ha richiamato l'attenzione dei giornali per parecchio tempo.

Io stesso, insieme all'allora collega Parisi, avevo presentato un'interpellanza in aula sulle ricadute economiche che quell'evento aveva avuto per il Comprensorio di Courmayeur, alla luce anche di alcuni articoli fin troppo allarmistici.

Tenuto conto che allora vi era stato l'intervento di alcuni dei massimi esperti in materia, provenienti dall'Università di Zurigo, e poiché ci risulta che il controllo effettuato da questi esperti non è stato ancora ufficializzato, chiediamo se l'Assessore o la Giunta regionale è in possesso di questi dati e se può renderli pubblici in modo da spiegare cosa è stato allora verificato. È vero che la verifica riguardava una zona precisa, ma si può dire che, quando si fa una verifica su una zona di una certa altitudine, quel risultato può essere esteso anche alle altre zone situate alla stessa altitudine che si trovano in Valle d'Aosta e che sono parecchie.

Su questo problema, come dicevo prima, abbiamo letto diversi articoli fin troppo allarmistici, però giustamente è opportuno anche da parte nostra sapere qual è la situazione effettiva, cosa l'Amministrazione regionale ha fatto o cosa intende fare alla luce di questo problema molto importante, anche perché quest'anno, per la prima volta, possiamo dire che il livello dello zero termico è arrivato ai 4.000 metri, passando da un valore precedente di 3.200 metri, con uno sbalzo notevole.

Ciò provoca sicuramente dei gravi pericoli collegati ad un fenomeno naturale: aumenta la temperatura, si sciolgono i ghiacciai, si ha un rammollimento del "permafrost" e conseguentemente un problema per gli stessi rifugi e per l'ancoraggio delle funivie.

Si tratta di problemi che riteniamo sia opportuno verificare alla luce anche delle dichiarazioni di certi esperti svizzeri apparse sulle pagine dei quotidiani locali. Recentemente c'è stata una Conferenza internazionale di meteorologia alpina a Torino; vorremmo sapere se da questa Conferenza sono emersi dei dati interessanti tenuto conto che la stessa Regione Piemonte - in questo senso rivolgo un invito alla Giunta, se ancora non lo ha preso in considerazione - ha presentato due libri, uno riguardante le precipitazioni nevose sulle Alpi piemontesi e l'altro sulla distribuzione regionale di piogge e temperature.

Sono libri molto interessanti perché mettono in evidenza l'andamento delle precipitazioni nevose nella Regione Piemonte nell'arco di 30 anni, che è un dato attendibile, secondo gli esperti, per poter verificare le variazioni. Questi due volumi sono stati fatti in regime di convenzione fra la Regione e l'Università di Torino: questo è un esempio di come anche in sede di prevenzione si possano portare avanti degli studi per verificare la situazione e tener conto del suo evolversi in un certo periodo di tempo e trent'anni sono, secondo gli esperti, sufficienti a fornire un dato abbastanza attendibile.

Ovviamente in merito alla rilevazione è opportuno far riferimento alle stazioni meteorologiche; a quanto ci risulta queste stazioni sono state spostate dal luogo in cui prima erano dislocate nella nostra Regione per cui non è possibile attualmente rifare questo percorso di trent'anni perché avendo spostato le stazioni meteorologiche in altro luogo le misurazioni non sono confrontabili. Comunque queste sono alcune indicazioni che rivolgiamo all'Assessore per sapere a che punto è la situazione.

Attendiamo la risposta per sapere fino a che punto l'Amministrazione regionale si è già mossa, qual è il punto della prevenzione e del monitoraggio su questo problema molto importante in quanto ha delle forti ripercussioni economiche e turistiche sulla nostra Regione.

Président La parole à l'Assesseur au territoire, à l'environnement et aux ouvrages publics, Vallet.

Vallet (UV) Si tratta certamente di un argomento importante, di un argomento complesso, anche interessante credo, ma che non può essere affrontato in modo esaustivo nella risposta ad un'interpellanza.

Dal punto di vista politico la risposta migliore alla domanda di interessamento rispetto a questi problemi sia venuta dalla riorganizzazione dell'Amministrazione e dalla creazione del Dipartimento del territorio e dell'ambiente proprio nella direzione di meglio strutturare ed approfondire questo settore dell'Amministrazione che così ampie problematiche deve affrontare.

Non lo dico in modo polemico, mi perdoni, Consigliere Lanièce, ma rispetto ad un'interpellanza formulata in questa maniera mi diventa molto difficile, per non dire impossibile, dare una risposta organica perché dalle premesse sembra che il problema affrontato sia il problema del cambiamento del clima e delle sue ripercussioni sui ghiacciai, poi quando si scende nelle domande dai problemi di dissesto idrogeologico il discorso si trasferisce in maniera più puntuale ai risultati degli studi e dei lavori che abbiamo fatto sul Ghiacciaio delle Grandes Jorasses, per concludersi con l'interrogazione sulle politiche turistiche e sui riflessi che queste problematiche possono avere sulle strategie nel settore turistico quindi, mi scuso sin da adesso se la risposta sarà quello che sarà, ma ho cercato di mettere insieme qualche dato.

Non esistono, mi consenta, i monitoraggi seri e i monitoraggi non seri e poi, quando nell'interpellanza si parla di monitoraggio, a quale monitoraggio si fa riferimento? Al monitoraggio quotidiano che viene fatto ad esempio dagli uomini del Corpo forestale sul nostro territorio o dagli enti che sono preposti anche alla gestione del nostro territorio, vedi i comuni? E ancora, a quali parti di territorio ci si riferisce? Alle parti urbanizzate o alle parti che sono sopra ad esempio a quote elevate? Ci riferiamo in modo particolare al monitoraggio dei ghiacciai? Bisognerebbe chiarirsi sulla terminologia ed è per questo che dico che è difficile affrontare compiutamente questo tipo di argomento in una risposta ad un'interpellanza, meglio sarebbe forse affrontarlo in una seduta di commissione. Certo è che, per quanto riguarda l'attività di monitoraggio strumentale, quando ci si trova di fronte a fenomeni particolarmente complessi, difficili, eccetera, è evidente che si ricorre anche a questo tipo di monitoraggio.

Per quanto riguarda la seconda domanda, i risultati degli studi svolti dall'Università di Zurigo in merito alle Grandes Jorasses, non è vero che i risultati non sono stati resi pubblici; abbiamo organizzato in collaborazione con l'Amministrazione comunale di Courmayeur un incontro il 23 aprile scorso a cui hanno partecipato tutti gli addetti ai lavori, erano presenti: il Consiglio comunale di Courmayeur, la Società delle guide, i maestri di sci, la Commissione valanghe e tutti quanti hanno attinenza con problematiche di questo tipo. Si è trattato di una perizia volta allo studio del seracco pensile del Ghiacciaio Whimper, l'evoluzione del fenomeno tuttora sotto controllo conferma le ipotesi previste dallo studio e ribadisce la tendenza mondiale sul ritiro dei ghiacciai a seguito di un cambiamento della temperatura media annua. Tale fenomeno, oggetto di dibattiti quotidiani per la sua intrinseca complessità, è materia di ricerca da parte di istituti e organizzazioni a livello mondiale e può comportare certamente in un ambiente delicato e fragile come il nostro delle conseguenze non trascurabili dal punto di vista idrogeologico. Evidentemente i risultati di questi studi si trovano presso gli uffici competenti a disposizione dei consiglieri che riterranno opportuno consultarli.

Per quanto riguarda nel suo complesso la problematica relativa ai ghiacciai, da più di un anno abbiamo commissionato uno studio a due specialisti, uno studio che è stato impostato su più fasi e finalizzato alla ricostruzione dell'evoluzione storica dei ghiacciai mediante raccolta delle informazioni scientifiche ed iconografiche e all'analisi di eventuali situazioni di pericolosità e di utilizzo delle risorse idriche.

Per quanto riguarda il terzo punto, non credo che la politica turistica della nostra Regione debba riorientarsi ogni volta che certe problematiche, tipo buco nell'ozono o cambiamenti climatici, vengono portate all'onore delle cronache. Sono problemi dei quali bisogna tenere conto, ma rispetto ai quali le strategie da definire richiedono tempi ed approfondimenti ben diversi. Credo che riorientare le strategie nel settore turistico sarebbe in questo momento, in relazione a questi fatti, un esercizio un po' aleatorio e perlomeno prematuro.

Président La parole au Conseiller Lanièce.

Lanièce (Aut) Prendiamo atto della risposta dell'Assessore. In effetti, è vero che questo è un problema assai ampio però, ci aspettavamo delle risposte più attinenti.

L'Assessore mi risponde alla terza domanda che si deve aspettare un po' di tempo per orientare diversamente le scelte politiche in merito a questo settore però, se uno va a verificare alcuni dati semplici, questi dicono che nel periodo 1961-1980 la quantità media di neve caduta è di 250 centimetri, mentre dal 1981 al 1996 c'è stato un abbassamento a 191 centimetri; sono 15 anni che questo fenomeno si sta verificando.

L'ultima rilevazione risale a 2 anni fa e se uno fa riferimento al 1996 e vede che nel 1996, dopo 15 anni, la situazione si è trasformata, deve concludere che non è una cosa aleatoria perché in effetti c'è un cambiamento continuo e, quindi, dire che è una questione degli ultimi anni non è rispondente alla realtà. Questi sono dati tecnici, non me li sono inventati io pertanto, sarebbe stato opportuno già cominciare a mettere in atto alcune soluzioni perché questo problema, anche alla luce di quanto dicono gli esperti svizzeri, va avanti nel tempo e non avrà un ritorno indietro, ma solo un peggioramento. Secondo me la prima cosa da fare è cominciare a prendere a considerare questo problema come un problema reale.

Chiederò poi una copia agli uffici perché a noi risultava che i risultati non fossero stati ancora presentati. Per quanto riguarda la prima domanda, forse la parola "serio" riferita a monitoraggio non è la parola corretta, sta di fatto però che se in Valle d'Aosta un evento come quello delle Grandes Jorasses fosse stato monitorato, non dico bene o male, non avrebbe creato tutto quello che ha creato. Ricordo che c'è stata una forte ricaduta economica sul Comprensorio di Courmayeur...

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… mi ricordo benissimo che abbiamo fatto un'interpellanza in cui dicevamo che in merito a questo problema delle Grandes Jorasses non c'era stata nessuna dichiarazione da parte della Regione per fermare gli articoli allarmistici della stampa nazionale ed internazionale e l'Assessore rispose che in effetti non era stato possibile dire più di tanto. Me lo ricordo benissimo, chiedete al Responsabile del Comune di Courmayeur: non era stata fatta nessuna dichiarazione ufficiale per cui in quel momento si era sollevato un grande allarme, giustificato o meno, sui giornali, allarme che aveva purtroppo portato ad una perdita economica per il comprensorio di Courmayeur.

Non sono cose inventate, basta andare a vedere il resoconto di quell'interpellanza presentata da me e dal Consigliere Parisi per accertarsene. Infatti allora chiedevamo perché la Regione non aveva fatto una conferenza stampa per dire che il problema era tutto sotto controllo e non è stata fatta probabilmente perché c'erano dei problemi. Ma ci sono anche altri esempi. Si dice che c'è un preciso monitoraggio su tutto il territorio valdostano, ma secondo me non è proprio così, altrimenti altri fatti…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… siccome parlava prima del serio o del non serio, a parte la parola "serio", il monitoraggio è essenziale. Secondo me in questi ultimi anni forse è mancato un po' di monitoraggio completo su tutto il territorio, altrimenti certe situazioni non si verificavano. Chiedevamo solo questo, chiedevamo solo di eseguire un monitoraggio tenuto conto di questa situazione che purtroppo sta cambiando da 15 anni a questa parte. Non è una cosa che è cambiata ieri, non è che ieri di colpo la temperatura si è alzata; è un effetto che, come dicevo prima, in base ai dati della quantità media di neve caduta nell'anno, risale al periodo 1981-1996, quindi sono già 15 anni che c'è questa nuova situazione. Gli stessi esperti svizzeri hanno detto che fra il 1850 e il 1980 c'è stata una riduzione del 30-40 percento della superficie dei ghiacciai, dal 1980…

(interruzione di un Consigliere, fuori microfono)

… non sto mica dando la colpa all'Assessore, dico solo che bisognerebbe fare un monitoraggio...

Président Je rappelle au Conseiller Lanièce qu'il devrait se borner à intervenir sur le fait s'il est satisfait ou moins de la réponse qui a été donnée à l'interpellation.

Lanièce (Aut) Preciso solo alcune cose, allora a questo punto non chiediamo più niente. Se non si può neanche mettere in evidenza alcuni problemi…

(interruzione dell'Assessore Vallet, fuori microfono)

… di Chevrère, certo, anzi più che altro bisogna dare piena applicazione a quella legge, la strada di Chevrère è ancora lì e chissà quando verrà fatta. Si doveva finire tutto in dieci anni e invece è stato fatto un piccolo tronco. È stata fatta anche una legge regionale per ottenere degli stanziamenti di bilancio da utilizzare per le infrastrutture collegate al Parco del Mont Avic.

Comunque invitiamo ugualmente l'Assessore a seguire questo problema e chiederemo i dati di questi risultati: pensiamo che il monitoraggio particolare di questo problema sia molto importante anche alla luce di quello che sta succedendo da parecchi anni. Inviterei inoltre a verificare l'importanza o meno di seguire l'esempio della Regione Piemonte che ha pubblicato due volumi nei quali vengono analizzate, in un periodo di trent'anni, le precipitazioni nevose e la distribuzione regionale di pioggia con relative temperature perché potrebbe essere una raccolta di dati importante per una futura analisi e per un più opportuno monitoraggio.