Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 116 del 7 ottobre 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 8 OCTOBRE 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 116/XI Ricerca sul bilinguismo in Valle d'Aosta nel quadro del programma "Pax Linguis". (Interrogazione)

Interrogazione Preso atto che con Delibera di Giunta n. 2046 del 9/06/1997 è stata affidata alla società "Explorer Marketing Research srl" una ricerca sul bilinguismo in Valle d'Aosta, nel quadro del programma plurilingue europeo "Pax Linguis";

Considerato che è trascorso più di un anno dall'affidamento dell'incarico.

I sottoscritti Consiglieri regionali

Interrogano

L'Assessore competente per conoscere:

Se la società "Explorer Marketing Research srl" ha concluso il suo lavoro e se questo è avvenuto, quali sono i risultati raggiunti;

Se è intenzione dell'Assessore competente fornire tale documentazione ai Consiglieri e in particolare alla V° Commissione consigliare competente in materia;

F.to: Squarzino Secondina - Curtaz

Président Nous avons encore 30 points à l'ordre du jour pour la journée d'aujourd'hui. Je suspends la séance pour 5 minutes pour une courte réunion des Chefs de groupe, pour mieux organiser les travaux de la journée.

Si dà atto che la seduta è sospesa dalle ore 11,16 alle ore 11,24.

Président Je dois vous préciser que la convocation de la Vème Commission du Conseil qui était prévue pour 15 heures a été annulée et que les travaux dans l'après-midi reprendront à 15 heures 30.

Nous sommes au point n° 3 à l'ordre du jour.

La parole à l'Assesseur à l'éducation et à la culture, Pastoret.

Pastoret (UV) La société Explorer Marketing a été chargée d'une recherche soutenue par le groupe de travail de Pax Linguis par la délibération du Gouvernement n° 2046 du 9 juin 1997. La recherche devait fournir des éléments de réflexion, de suggestion, et un document de travail définissant les objectifs que le programme Pax Linguis se proposait de réaliser.

La recherche - soutenue par le groupe de travail de Pax Linguis - avait comme but l'approfondissement des opinions des parents d'élèves des établissements scolaires de tout ordre et degré au sujet du bilinguisme.

La recherche étant de type qualitatif, n'a pas concerné interview et questionnaires recueillant les opinions de tous les parents d'élèves ou d'un groupe représentatif, ce qui aurait permis de savoir combien de personnes partagent ou refusent le concept exprimé.

Il a été plutôt choisi de discuter un groupe d'éventuels refus ou acceptation du bilinguisme sur la base de l'analyse du vécu et de perception des personnes interviewées. La méthode utilisée est celle de la recherche qualitative. Une première phase a été l'enquête téléphonique, quatre soirées ont été consacrées à la discussion des groupes créatifs par des activités spécifiques animées par un psychologue.

Les sujets abordés peuvent être regroupés autour de 4 axes: la Vallée d'Aoste, comment on y vit et comment on la vit, le bilinguisme, les origines et ses aspects politiques et institutionnels, le bilinguisme et le projet du Statut, l'avenir du bilinguisme.

La composition des groupes de discussion a pris en compte l'âge, le sexe, le lieu de résidence, la ville ou le village, favorable ou défavorable au bilinguisme.

L'enquête a été réalisée dans le plus strict anonymat, le mandataire aux différents niveaux de responsabilités ne connaît absolument qui a dit quoi.

La recherche a été menée à terme et un compte rendu a été rédigé, répondant aux objectifs posés.

De l'analyse des résultats il apparaît que le bilinguisme est une composante extrêmement complexe de la réalité valdôtaine et qui recouvre diverses significations. En effet, au-delà de l'opinion pour ou contre, une simplification qui ne correspond pas d'ailleurs à la réalité, il existe plusieurs argumentations complexes. Il y a une cohabitation conflictuelle à l'intérieur d'une même personne, relevant au domaine du rationnel et de l'émotionnel.

Voilà, en gros, ceux qui sont les contenus dont je suis à connaissance.

Pour ce qui est de la dernière partie de la question, rien ne s'oppose à que le résultat de l'enquête et les documents produits par le groupe Pax Linguis soient diffusés, tout en tenant compte que le document est de compétence du Comité exécutif de Pax Linguis, aux termes de la loi régionale qui a institué cet organisme en 1993.

Président La parole à la Conseillère Secondina Squarzino.

Squarzino (PVA-cU) Grazie, signor Assessore. Avevamo formulato quest'interrogazione proprio nel clima del dibattito che si sta svolgendo, perché ci sembrava utile che fossero portati a conoscenza di tutti i risultati di una ricerca che è stata condotta, a sentire dall'Assessore, in modo serio, una ricerca di tipo qualitativo i cui risultati, è vero, non possono essere tradotti in numeri, ma che ci fotografano molto bene una situazione, un dato di fatto, e che riguarda molto bene i comportamenti.

Ringrazio l'Assessore per aver detto che è sua intenzione chiedere al gruppo Pax Linguis di fornire questi documenti alle Commissioni e ai Consiglieri, in modo che se ne possa discutere.

Dopo aver presentato quest'interrogazione, qualcuno mi ha chiesto: ma non li hai visti i risultati? E mi ha fotografato alcune pagine delle conclusioni, che iniziano proprio con le parole che ha letto adesso l'Assessore, e cioè che il bilinguismo è una componente estremamente complessa, controversa e che all'interno della stessa persona convivono più atteggiamenti e sensazioni.

Ma le conclusioni continuano e vorrei qui leggerne alcune perché a mio avviso fotografano la realtà di questi giorni.

Si dice che "in questo contesto il bilinguismo appare essere percepito, vissuto e rappresentato positivamente allorché è proposto come fattore propulsivo e opportunità di arricchimento culturale e professionale, riferibile alla conoscenza di una doppia lingua".

È considerato "uno strumento importante per il valore aggiunto alla professionalità futura" e "veicolo e sostegno all'apertura internazionale dei propri figli", dicono i genitori.

C'è quindi una percezione positiva del bilinguismo, perché garantisce e sostiene l'autonomia regionale valdostana con i pregnanti vantaggi economici, occupazionali per i residenti.

Ma, si dice ancora, "ci sono resistenze verso il bilinguismo che riguardano la promozione del francese come fattore imposto e preteso istituzionalmente, il quale rischia di essere vissuto e percepito come elemento di supporto a tendenze dirigistiche di chi governa la Regione Valle d'Aosta".

"Le resistenze verso il francese riguardano anche il timore di un insegnamento marginale e limitato della lingua attualmente più diffusa e praticata nel contesto internazionale, che è l'inglese".

Quali sono - continua ancora - le indicazioni della ricerca? Riguardano dunque "l'opportunità di favorire una diffusione del bilinguismo come strumento che offre ampie possibilità sul piano individuale e sociale, favorendo il riconoscimento delle potenzialità del bilinguismo in una prospettiva dinamica ed allargata europea e mondiale".

Ciò significa che nelle strategie politiche e comunicative volte a sostenere il bilinguismo occorre "attuare scelte orientate a lenire l'immagine del francese come lingua quasi esclusivamente istituzionale e promossa dall'alto, per favorire invece la sensazione di accedere liberamente a un'opportunità linguistica e relazionale".

A me sembra che da questa indagine emergano chiaramente delle indicazioni di politica culturale che, devo ancora una volta registrare, questa Giunta non ha seguito nel predisporre il disegno di legge sull'esame di Stato di francese.