Oggetto del Consiglio n. 87 del 23 settembre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 23 SEPTEMBRE 1998 (MATIN)
OGGETTO N. 87/XI Realizzazione di azienda agri-turistica-venatoria per svezzamento di lepri riprodotte in cattività. (Interpellanza)
Interpellanza Vista la delibera n. 2173/98 della Giunta regionale, con la quale l'Amministrazione ha autorizzato in Quart. Loc. Fonteil, la realizzazione di un'azienda agri-turistico-venatoria per lo svezzamento di lepri riprodotte in cattività, l'immissione di 70 capi di dette lepri nei terreni dell'azienda, la loro caccia secondo quanto previsto dai calendari venatori, l'addestramento di cani da seguito su altri capi di lepre, da immettere tutto l'anno;
Rilevato che tale tipo di caccia è del tutto estraneo ad ogni etica sportiva e alla tradizione della caccia di montagna presente nella nostra Regione, riducendosi ad una sorta di "tiro al bersaglio";
Osservato che tale tipo di attività presenta caratteristiche più commerciali che di impresa agricola;
Ritenuto inoltre che attività del genere potrebbero essere autorizzate solo in conformità ed in attuazione al Piano faunistico-venatorio;
Appreso che espresse critiche al progetto sono state evidenziate dal WWF e dall'E.N.P.A.;
i sottoscritti Consiglieri regionali,
Interpellano
l'Assessore competente per sapere
1) se l'azienda in questione ha beneficiato e/o beneficerà di contribuzione e/o agevolazioni regionali e quali tipi di controllo verranno effettuati per verificare se gli animali da abbattere vengano allevati come dichiarato oppure altrove;
2) in base a quali criteri l'attività suddetta è stata equiparata a quelle agro-turistiche e l'azienda qualificata come agricola;
3) perché è stato eluso il problema dell'assenza del Piano faunistico-venatorio di riferimento e della conseguente illegittimità della delibera.
F.to: Curtaz - Squarzino Secondina - Beneforti
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Abbiamo presentato quest'interpellanza a proposito di questa nuova azienda che è stata recentemente autorizzata dall'Amministrazione regionale e che avrebbe come scopo quello di allevare e svezzare delle lepri da caccia.
Nella sostanza si allevano delle lepri che poi vengono messe in un recinto spero piuttosto ampio e poi i cacciatori - chiamiamoli così perché mai definizione fu più impropria - come si va alla pesca alla trota in un laghetto, pagando, entrano in quest'azienda, sparano a una o più lepri e poi se ne vanno contenti di essere stati dei grandi cacciatori. Questo è lo spirito di quest'iniziativa, spirito che non condivido.
Non ho grandi simpatie per la caccia tradizionale che pure ha una sua etica sportiva tradizionale in Valle d'Aosta, figuriamoci per una roba del genere.
Lo spunto dell'interpellanza non è tanto questa mia osservazione, che può lasciare il tempo che trova, perché ci sarà qualcuno che sarà immensamente felice a sparare a delle povere lepri allevate un attimo prima, quanto il fatto che ci sembra che questo tipo di attività più che un'attività agri-turistica-venatoria, cioè di allevamento, sia un'attività commerciale anche perché abbiamo dei forti dubbi che si riesca ad allevare tutte le lepri necessarie per questo tipo di attività sulla località, dubbi che sono confortati anche dal parere di alcuni esperti. Quindi c'è il rischio che quest'azienda prenda le lepri fuori, le porti lì e poi le faccia uccidere: tutto questo con le agevolazioni che l'Amministrazione regionale eroga a favore di quest'azienda.
Ulteriore osservazione, e poi termino la mia illustrazione, è relativa al fatto che mi sembra piuttosto chiaro che questo tipo di attività poteva essere autorizzato nell'ambito del piano faunistico venatorio che dobbiamo ancora approvare e quindi riterrei che, in assenza di tale piano, quest'attività non poteva essere autorizzata. Chiedo all'Assessore di spiegarmi perché invece si è ritenuto non solo opportuno, ma anche legittimo autorizzare quest'attività.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'agricoltura e alle risorse naturali, Perrin.
Perrin (UV) L'istituzione delle aziende agri-turistiche-venatorie è regolamentata dall'articolo 16 della legge nazionale n. 157/92 "Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio" e dall'articolo 9 della legge regionale n. 64/94 "Norme per la tutela e la gestione della fauna selvatica, e per la disciplina venatoria". Quest'ultima prevede anche l'acquisizione dei pareri della Consulta faunistica e della comunità montana interessata, pareri che sono stati forniti.
Quest'Azienda è stata istituita con delibera della Giunta regionale ed è stata autorizzata, è vero, in assenza del piano faunistico venatorio, però rispetta i criteri contenuti nello studio del piano faunistico venatorio. Esiste infatti uno studio dell'IPLA in merito al piano faunistico venatorio.
Inoltre, il competente Ufficio per la fauna selvatica ha visionato a suo tempo la pratica di istituzione per verificare l'esistenza eventualmente di errati principi di gestione faunistica e non ha riscontrato controindicazioni.
L'Azienda in oggetto ha fini di impresa agricola, questo per venire alla domanda precisa, perché all'interno di questa zona è prevista la risemina di foraggiere, di cereali, di leguminose per l'alimentazione complementare della selvaggina, ivi compreso il recupero di terreni incolti; costituisce quindi, un istituto con scopo di lucro da non confondersi con le aziende faunistico-venatorie e per essa come per qualsiasi azienda la legge n. 64/94 prevede contributi per l'utilizzo dei fondi agricoli secondo criteri rivolti alla tutela e valorizzazione della fauna, per la definizione dei quali è fra l'altro in redazione un apposito regolamento. Non risulta che quest'Azienda abbia usufruito di contributi di altra natura, quindi non ha avuto contributi per l'istituzione di un'azienda agri-turistica, potrebbe ricevere contributi per il miglioramento dei terreni su cui è posta, questo in base alla legge regionale n. 30.
Nell'Azienda sono consentiti l'immissione e l'abbattimento di lepri di allevamento, a tale proposito si ricorda che le lepri liberate nei recinti dell'Azienda provengono dall'allevamento di proprietà del concessionario sito in Saint-Christophe - quindi diciamo che è una produzione dell'Azienda - come già precisato in delibera e che l'estensione delle superfici destinate allo svezzamento delle lepri seguono i parametri guida forniti dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica. Si fa inoltre presente che le lepri destinate all'abbattimento verranno liberate su una superficie ampia, priva di recinzione, che quindi dà anche la possibilità di fuga ai selvatici. Se saranno in grado di fuggire queste lepri di allevamento, non lo so dire. Per quanto riguarda i controlli, il Corpo forestale valdostano può effettuare tutti i controlli necessari e verificare l'andamento dell'Azienda e la sua corretta gestione. Credo di aver risposto sinteticamente a tutte le domande poste con l'interpellanza.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Curtaz.
Curtaz (PVA-cU) Prendo atto della cortesia con cui l'Assessore ha risposto a tutte le domande. Apprezzo molto l'ultima frase relativa ai controlli perché in questo momento si rischierebbe anche di fare un processo alle intenzioni però, insisto sulla necessità di controllo perché tutto lascia presagire che quest'attività da pseudo-agricola, come parte, si trasformi poi in commerciale.
Evidenzio una cosa che invece non va bene. Si è autorizzata quest'Azienda quando non si poteva autorizzare perché l'autorizzazione è subordinata all'approvazione del piano faunistico. Sarà pur vero che rispetta quello che potrebbe essere il nuovo piano. Però questa è una finzione: si dice che va abbastanza bene però non lo si poteva fare. Quindi, mi sembra che ci sia da rilevare un grave favoritismo. Adesso, indipendentemente dalla validità o meno dell'iniziativa, che pure ha anche degli aspetti positivi tipo quello del recuperare dei pascoli incolti, ritengo che in quel momento quell'Azienda non poteva essere autorizzata e non la si doveva autorizzare, altrimenti con questi sistemi va a finire che le norme le rispettano solo i fessi o gli onesti.
Si dà atto che, dalle ore 12,38, riassume la Presidenza il Presidente Louvin.
