Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 67 del 29 luglio 1998 - Resoconto

SÉANCE DU 30 JUILLET 1998 (MATIN)

OGGETTO N. 67/XI Approvazione di un accordo di programma, ai sensi dell'articolo 27 della L. 142/90, tra la Regione Valle d'Aosta e il Comune di Aosta per la realizzazione di opere per la ristrutturazione urbanistica di aree ricomprese tra Avenue du Conseil des Commis e Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto".

Deliberazione Il Consiglio

Vista l'opportunità che la Regione Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta definiscano, in concerto tra loro, quanto occorre per la ristrutturazione, dal punto di vista urbanistico, di aree ricomprese tra Avenue du Conseil des Commis e Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto;

Preso atto che la "Finaosta S.p.A.", tramite la società controllata "Finaosta Iniziative S.r.l.", ha acquistato la proprietà dell'area ex-Alpino al fine di ristrutturare l'edificio e di realizzare la sede delle proprie attività in modo coerente con le esigenze dell'Amministrazione regionale di rendere più adeguati e tempestivi i servizi resi alla collettività, date le strette interdipendenze con le principali strutture finanziarie e bancarie regionali;

Ricordata l'esigenza della Regione di trasferire la sede dell'Ufficio Informazioni Turistiche, attualmente dislocato in Piazza Chanoux presso l'Hotel des Etats, che dovrebbe trovare collocazione, una volta ristrutturato l'edificio "ex Alpino", nei locali al piano terreno;

Ravvisata la necessità di riqualificare Piazza Narbonne, nonché l'asse stradale di Via Festaz, nel tratto ricompreso tra Avenue du Conseil des Commis e Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, con la realizzazione di opere che sviluppino l'offerta di sosta all'esterno delle mura e che prevedano una riorganizzazione delle aree mercatali;

Rilevato che per la realizzazione degli interventi di riorganizzazione urbanistica dell'area si rende necessario apportare variazioni alla vigente disciplina urbanistica del Comune;

Preso atto che, al fine di pervenire al raggiungimento degli obiettivi proposti e di meglio definire le incombenze dei due Enti interessati, la Regione ed il Comune hanno ritenuto di verificare la possibilità di operare mediante apposito accordo di programma, come previsto dall'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142 e che, a tal fine, in seguito a numerosi incontri, i rappresentanti di detti Enti hanno concordato una bozza di tale accordo, comportante la determinazione dei rispettivi obblighi per la realizzazione delle opere infrastrutturali per l'area e la conseguente ridefinizione della disciplina urbanistica ed edilizia della stessa;

Atteso che il Comitato regionale per la Pianificazione Territoriale (C.R.P.T.), con nota prot. n. 260/C.R.P.T. in data 28 aprile 1998 ed il Comitato Scientifico per l'Ambiente (per la Valutazione di Impatto Ambientale), con nota prot. 43-98/CSA in data 23 aprile 1998, hanno espresso pareri favorevoli in ordine alle variazioni alla vigente disciplina urbanistica del Comune di Aosta conseguente alla proposta di accordo di programma in oggetto;

Rilevato, inoltre, che il Consiglio Comunale di Aosta ha approvato il testo dell'accordo di programma, oggetto di approvazione con la presente deliberazione, con deliberazione n. 129 del 29 giugno 1998;

Ravvisata la necessità di inoltrare al Consiglio regionale la proposta di approvazione dell'allegato testo di accordo di programma, da adottarsi con Decreto del Presidente della Giunta regionale;

Su proposta del Presidente della Giunta, Dino Viérin, di concerto con l'Assessore al Bilancio, Finanze e Programmazione, Gino Agnesod;

Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 4853 in data 30 dicembre 1997 concernente l'approvazione del bilancio di gestione per l'anno 1998 e per il triennio 1998/2000, con attribuzione alle strutture dirigenziali di quote di bilancio e degli obiettivi gestionali correlati e di disposizioni applicative, nonché la circolare n. 2 in data 15 gennaio 1998 (prot. n. 861/5FIN);

Visti i decreti legislativi n.ri 320/1994 e n. 44/1998;

Visto il parere favorevole di legittimità rilasciato dal Direttore della Direzione delle Finanze dell'Assessorato del Bilancio, Finanze e Programmazione, ai sensi dell'articolo 72 della legge regionale n. 3/1956 e successive modificazioni, e del combinato disposto degli articoli 13 - comma 1 - lett. e) e 59 - comma 2 - della legge regionale n. 45/1995, sulla presente deliberazione;

Visto il parere della III Commissione consiliare permanente;

Delibera

1) di approvare, per quanto di competenza, l'unito accordo di programma, con il relativo allegato "A", costituente parte integrante della presente deliberazione, tra la Regione Autonoma Valle d'Aosta ed il Comune di Aosta, per la ristrutturazione, dal punto di vista urbanistico, di aree ricomprese tra Avenue du Conseil des Commis e Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto;

2) di dare atto che il presente accordo produrrà gli effetti dell'intesa di cui all'articolo 51 del D.P.R. 22 febbraio 1982, n. 182, determinando le conseguenti variazioni degli strumenti urbanistici;

3) di stabilire che l'accordo di programma, dopo la firma delle parti e l'adozione del decreto da parte del Presidente della Giunta regionale ai sensi dell'articolo 27 della legge 8 giugno 1990, n. 142, venga pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione.

Allegato A

(Omissis)

Président Le 21 juillet dernier la IIIème Commission a exprimé un avis favorable sur l'acte administratif en question. La parole au Président du Gouvernement, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) La finalité de cet accord est le réaménagement d'une zone de la commune d'Aoste allant de Avenue du Conseil des Commis à place des Chevaliers de Vittorio Veneto. A cet égard diverses interventions sont prévues, dont la principale est la restructuration du bâtiment de l'ancien Hôtel Alpino et son affectation à siège de Finaosta et des sociétés y afférentes.

L'on prévoit également le déplacement dans ce même bâtiment du Bureau des renseignements touristiques afin de permettre les travaux de réfection de l'Hôtel des Etats qui ont déjà été approuvés par le Conseil municipal d'Aoste.

Il est prévu également de revaloriser Place Narbonne et l'axe routier allant de Avenue du Conseil des Commis à Place des Chevaliers de Vittorio Veneto, dans le cadre des projets prévus par la commune d'Aoste en matière d'interventions prévues par la loi de Aosta Capitale, par la construction d'un parking de 420 places au-delà de l'enceinte des remparts romains Place Chevaliers de Vittorio Veneto.

Compte tenu du fait que ces différentes interventions impliquent des modifications aux normes urbanistiques actuelles, nous avons proposé à la commune d'Aoste de stipuler cet accord de programme qu'aujourd'hui nous soumettons à votre approbation, un accord de programme qui a eu l'avis favorable du CRPT et de la Commission scientifique pour l'environnement, a été approuvé par la Commission de l'urbanisme de la commune d'Aoste et par le Conseil municipal d'Aoste.

Dans l'accord sont indiqués les différents engagements et de la Commune et de l'Administration régionale ainsi que les temps de réalisation des différentes interventions.

Président La parole à la Conseillère Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) In Commissione mi ero astenuta rispetto a quest'atto essenzialmente per il fatto che i commissari non avevano avuto la possibilità di esaminare la documentazione che faceva parte integrante dell'accordo di programma.

Poi, sia durante la Commissione, sia nei giorni successivi, sono arrivati tutti i diversi atti allegati che danno alcuni elementi più concreti rispetto al contenuto di quest'accordo. Al di là di quest'incidente - già ieri ho sentito con piacere il Presidente che ha preso impegno di fornire a tutti i commissari in tempi dovuti la documentazione -, entrando adesso nel merito dell'atto, notiamo ancora una volta con dispiacere che quest'accordo di programma come altri accordi precedenti di programma, (ricordo il penultimo su cui abbiamo discusso a lungo, quello sull'ospedale), rivela un atteggiamento impositivo da parte della Regione nei confronti del Comune di Aosta e, quando parlo del Comune di Aosta, parlo proprio dei cittadini che vivono e lavorano su questo territorio.

Se esaminiamo l'intervento, riusciamo a capire il senso della mia affermazione. Forse pochi consiglieri qui presenti hanno avuto modo di vedere in cosa consiste l'intervento. Esso consiste in una costruzione in pieno centro storico di un edificio di quattro piani oltre al piano terra, quindi, cinque piani fuori terra più due sotto terra, di circa 8000 metri cubi. Questi, uniti ai 3000 metri cubi dell'ex albergo Alpino, costituiscono una volumetria di circa 11000 metri cubi. Avremo quindi un grosso parallelepipedo che sorgerà in pieno centro storico a nord dei giardini pubblici e che ingombrerà ulteriormente il centro storico.

Il Comune di Aosta, rispetto ad ipotesi di edificazione di grandi volumetrie, aveva sempre detto di no precedentemente, ricordo che c'erano state nel 1988, poi nel 1992, delle proposte di edificazioni di grandi volumi. Il Comune di Aosta aveva affermato con il proprio piano regolatore che in quella zona l'indice di edificabilità era di 3 metri cubi per ogni metro quadrato e in questi limiti aveva dato il suo assenso ad un progetto presentato nel 1990, e concessionato il 18 febbraio 1991, dalla Società CO.ME.FRE.. Il progetto poi è stato prorogato, prima, sempre a questa Società CO.ME.FRE e, successivamente, alla Finaosta che era diventata nel frattempo proprietaria dell'ex Alpino.

Il progetto in questione, che aveva avuto l'assenso del Comune, prevedeva sì la ristrutturazione dell'Alpino, e su questo siamo d'accordo, ma prevedeva la costruzione di un edificio ad est, di 2236 metri cubi, che corrispondono quasi ad un quarto dell'edificio che adesso si vuole costruire. Il Comune di Aosta aveva detto di sì ad una edificazione all'interno del centro storico, ma nel rispetto degli indici di edificabilità di tutta quella zona.

Non solo, quando si è approvato in Consiglio comunale l'ultimo piano regolatore in data 21 maggio 1998, questa zona è stata ancora trasformata in centro storico e quindi è stato ulteriormente diminuito l'indice di edificabilità, quasi 2 metri cubi per metro quadrato. Un mese dopo circa, il 29 giugno 1998, all'improvviso il Comune di Aosta cambia idea.

Ora che i tempi di decisione del Comune di Aosta siano celeri non lo metto in dubbio, ma questa volta sono stati così celeri da riuscire in neanche 40 giorni a rivedere le proprie decisioni e quindi a pensare che questa zona in pieno centro storico non ha più le caratteristiche per far parte del centro storico, ma diventa un'altra cosa. Cosa è successo per modificare il piano regolatore, per introdurre all'interno del centro storico, quasi come un francobollo, una zona F9 in cui non c'è nessun limite di edificabilità? In genere le zone F9 sono collocate più in periferia e sono ampie zone; ora qui un piccolo francobollo viene inserito appositamente nel centro storico per poter cambiare gli indici di edificabilità e per affermare che qui non esiste nessun limite.

Se in tutti questi anni il Comune di Aosta ha detto no ad un'impostazione di questo genere, l'ha fatto perché andava contro ogni criterio urbanistico corretto. Infatti mettere grossi volumi nel centro storico significa intasare ulteriormente il traffico cittadino soprattutto se ci portiamo dei servizi; significa rendere ancora più deserta e triste, ancora meno vivibile la vita in città nel centro storico. Già tutti ci lamentiamo che il centro storico la sera e nei giorni festivi con tutti gli uffici chiusi non è vivibile e qui aumentiamo questa caratteristica negativa della città.

Ancora se il Comune di Aosta aveva detto di no in tutti questi anni, è proprio perché è convinto, come i criteri urbanistici prevedono, che occorre portare in periferia e decentrare sul territorio i servizi che si rivolgono agli utenti di tutta la Regione. Da quando in qua bisogna concentrare in Aosta tutti i servizi per tutta la Regione? Quindi c'è stata finora, da parte del Comune di Aosta, una decisione corretta perché ispirata a principi urbanistici che sono unanimemente accettati.

All'improvviso il Comune di Aosta cambia decisione. Può anche darsi che ci siano dei motivi molto seri, non lo voglio mettere in dubbio. A volte, diceva giustamente l'Assessore Vicquéry, uno cambia idea, ma ci devono essere delle motivazioni molto forti per far cambiare idea al Comune di Aosta. Allora, quali sono le motivazioni? Ci sono interessi della cittadinanza? Ci sono interessi, progetti particolari per la città capoluogo?

Nelle motivazioni, sia quelle indicate nella delibera del Comune, sia quelle elencate nella delibera di Giunta che andiamo ad approvare oggi, si fa un elenco di alcuni fatti, di cui il Comune prende atto. La delibera del Comune di Aosta del 29 giugno è come se dicesse: sono successi alcuni fatti contingenti: la Finaosta ha acquistato la proprietà dell'ex Alpino per realizzarvi la propria sede, il progetto proposto supera di molto i limiti posti dal vigente piano regolatore; allora, visto che c'è da parte della Regione la richiesta di modificare il piano regolatore, noi accettiamo di modificarlo e ci adeguiamo a questa richiesta, cambiamo il piano regolatore, creiamo un'apposita zona F, modifichiamo anche le distanze dai confini privati senza avere interpellato tra l'altro la confinante Banca d'Italia.

Qual è il motivo profondo per cui bisogna fare tutto questo? È detto con molta chiarezza nella delibera di Giunta laddove si parla di "un'esigenza dell'Amministrazione regionale di rendere più adeguati e tempestivi i servizi resi alla collettività date le strette interdipendenze con le principali strutture finanziarie e bancarie regionali".

Allora, che nella nostra società in cui c'è la telecomunicazione, c'è il computer, c'è internet, si debbano spostare fisicamente vicini i servizi perché possano meglio lavorare, pare una cosa

decisamente folle. In base a questo principio il Consiglio regionale dovrebbe interrompere i suoi lavori e fare sciopero perché, primo, molti dei servizi sono collocati in modo dislocato e non si può lavorare bene; secondo, tutti quelli che hanno dei servizi pubblici che interessano tutto il territorio chiedono di poter venire in città al centro. Ma da quando questo è un criterio così motivante per cambiare progetto urbanistico? Ci troviamo di fronte all'assurdo che una Società, la Finaosta, che fra l'altro è una Società nata per favorire i finanziamenti e la gestione di progetti per conto della Regione, detta i criteri urbanistici per la città di Aosta, cioè pretende di venire qui in pieno centro e pretende di aumentare ancora di più uno degli elementi critici della nostra città che è il traffico, che è l'intasamento, che è la presenza nella città di Aosta di tutti gli utenti che arrivano da tutta la Valle.

Credo che questi siano motivi sufficienti per dire che noi non siamo d'accordo su quest'atto, assolutamente. Nel momento in cui la Giunta regionale, tramite Finaosta, decide di intervenire sull'organizzazione urbanistica della città di Aosta, lo fa, secondo me, senza rispettare le esigenze dei cittadini di Aosta; ancora una volta vengono concentrati nuovi ed ampi spazi per attività terziarie in zone già cariche di funzioni pubbliche congestionando ulteriormente il traffico. Lo so che c'è questo garage, so che c'è la possibilità di un parcheggio fuori le mura che può accogliere parte di questi utenti, ma non possiamo noi pensare che costruendo - tra l'altro pagando come Regione - 140 garage controbilanciamo i guai che quest'edificio comporta per la città di Aosta.

Ci sono ancora due elementi formali, ma neanche poi tanto perché diventano sostanziali. Nell'accordo di programma non è detto, per esempio, come vengono recuperati i finanziamenti per i parcheggi. Qui si fa un accordo di programma senza che vengano indicati nell'accordo di programma i finanziamenti per le opere. Sì, c'è l'indicazione che da Aosta capoluogo vengono prese le risorse per Piazza Narbonne, cioè che, per quanto riguarda le opere di cui al punto A dell'articolo 3, progettazione ed esecuzione delle opere di riqualificazione di Piazza Narbonne, si fa riferimento ai fondi per Aosta capoluogo, ma per le opere di cui al punto B dell'articolo 3, cioè tutte quelle che riguardano progettazione, esecuzione di un parcheggio pluripiano con capienza minima di 420 posti auto su aree di proprietà comunale, per queste opere non viene detto chiaramente, dove si attingono i finanziamenti. Basti vedere l'articolo 4, dove si parla di tempi di attuazione e dove sono indicati anche i finanziamenti, come vengono recuperati i fondi per questo tipo di intervento.

Si dà atto che, dalle ore 10,20 alle ore 11,04, presiede il Vicepresidente Viérin Marco.

Presidente Sempre in tema di discussione generale, ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (Aut) Anch'io prendo la parola per esprimere l'astensione che il Gruppo degli Autonomisti avrà su quest'atto.

Come ha già detto la Consigliera Squarzino, che ha evidenziato alcuni aspetti tecnici, quest'atto mostra diverse lacune, lacune, come diceva la stessa Consigliera Squarzino, dal punto di vista anche dei documenti allegati. Fatto sta che se uno legge quest'atto, all'articolo 2 dell'accordo di programma si parla di un allegato B che noi commissari di commissione abbiamo richiesto, ma che non so quanti dei commissari presenti in aula abbiano ricevuto. Di per sé questo dimostra una grossa lacuna dell'atto amministrativo che oggi stiamo per votare.

Passando ad altri aspetti, possiamo dire, sintetizzando, che questo progetto fa in pratica un'inversione di tendenza, mentre si tende a portare i servizi all'esterno e a cercare di rendere meno intasato il centro città, qui si fa un'azione inversa, si contribuisce cioè ad un maggiore intasamento del centro della città con una costruzione nell'Albergo ex-Alpino dove saranno collocate le sedi della Finaosta, dell'Aosta Factor, del Centro sviluppo, che avranno circa 80 dipendenti. Questo dimostra già un maggiore accentramento, questa è la prima considerazione da fare rispetto anche alle stesse tendenze del Consiglio comunale di Aosta che sosteneva la necessità di dislocare all'esterno i servizi. Qui, ripeto, si fa un'azione inversa che porterà un maggiore intasamento del traffico urbano della città di Aosta, già abbastanza caotico.

Vi è un secondo problema, di natura più tecnica, che era già stato evidenziato. Come si evince dalla lettura della delibera del Consiglio comunale, la consistenza dell'intervento edilizio proposto è notevolmente superiore ai limiti posti dagli strumenti urbanistici vigenti: infatti, si parla di un aumento eccessivo di volumetria che porterà ad un indice pari a 10 metri cubi per metro quadro. Questo dimostra anche, come diceva la stessa Consigliera Squarzino, che per questo provvedimento c'è stato un aumento eccessivo di volumetria e questo spingerà sicuramente i cittadini a chiedersi perché alla loro richiesta di ristrutturare degli edifici di loro proprietà situati in questa zona si sono sempre sentiti rispondere negativamente, mentre adesso vedranno che con quest'intervento si passa all'eccesso opposto, quindi ad un aumento di volumetria.

Come dicevo, quest'accordo di programma è un accordo abbastanza lacunoso: non vengono dettagliati i finanziamenti che sono necessari per poter eseguire quanto previsto da quest'accordo di programma; nella stessa delibera di Consiglio comunale si parla dell'urgenza e della necessità dell'Amministrazione regionale che hanno spinto il Comune ad accelerare i tempi per approvare quest'accordo di programma, necessità ed urgenza che ad esempio non sono menzionate nella delibera regionale. Una piccola contraddizione, se così si può dire.

Un altro problema, anche questo abbastanza importante, è quello del parcheggio. Nell'accordo di programma fra i vari interventi previsti si parla della ristrutturazione dell'Alpino, della costruzione di questo parcheggio pluripiano di 420 posti, parcheggio che dovrà essere localizzato al di là delle mura, quindi nella zona della Piazza del Mercato.

In sede di Commissione avevo fatto rimarcare come la costruzione di un parcheggio nelle vicinanze delle mura romane sicuramente avrebbe riportato alla luce, nel corso degli scavi, dei reperti archeologici e, visto che nell'accordo di programma veniva fissato il tempo di attuazione di tale parcheggio (entro il 2001), avevo chiesto se si era così sicuri che entro il 2001 questo parcheggio verrà realizzato dato che si tratta di un parcheggio di 420 posti ovvero tre volte tanto il parcheggio che esiste adesso all'ospedale.

Mi ha risposto il Responsabile della Finaosta precisando che non è detto che questo parcheggio sarà interrato. A questa risposta sia io che la collega Squarzino siamo rimasti a bocca aperta, ma non avendo nulla a disposizione non potevamo che prendere atto di una cosa che potrebbe anche avere un grosso impatto ambientale.

In questi giorni è arrivato uno dei tanti documenti che mancavano alla discussione dell'atto in Commissione ed è il famoso programma urbano dei parcheggi nel quale, al riguardo di questo parcheggio, che verrà fatto nella zona del mercato, si parla di due livelli sotterranei serviti da rampe destinate alle autovetture. Queste sono delle forti contraddizioni: per quale motivo è stato allegato all'accordo di programma un atto che parla di parcheggio sotterraneo, mentre in sede di discussione, nel momento che poniamo un problema così importante, anche perché, sicuramente, scavando per costruire un parcheggio si troveranno dei reperti archeologici, il Responsabile della Finaosta mi rassicura dicendo che non è detto che il parcheggio sarà interrato? Testuali parole che ritroviamo sul verbale della Commissione. Questo dimostra una contraddizione forte e suscita delle forti perplessità da parte nostra su quest'accordo di programma, accordo che serve forse anche per superare certe deroghe al piano.

Comunque rimangono le nostre perplessità ad esempio sul parcheggio anche perché a quanto ci risulta fino a poco tempo fa vi era a livello di Consiglio comunale un impegno finanziario nel bilancio del Comune di Aosta per la ristrutturazione del mercato coperto; a quanto mi risulta quest'intervento è stato accantonato. Questo cosa vuol dire: che il parcheggio verrà fatto nel mercato coperto?

Ci sono parecchie domande che non hanno avuto una risposta adeguata che ci potesse permettere di comprendere meglio la situazione reale. È per questo che siamo propensi ad astenerci su quest'atto proprio perché mi sembra un atto frettoloso e non completo che probabilmente realizzerà sì nell'ex Alpino la sede della Finaosta e poi la sede dell'Ufficio per le informazioni turistiche, ma che non realizzerà il parcheggio che serve ai dipendenti della Finaosta per parcheggiare la propria auto e questo porterà automaticamente un maggiore intasamento del traffico urbano nella città di Aosta.

Questo mi sembra un fatto rilevante da tenere in considerazione perché se si vuole fare un intervento per ristrutturare un sito importante, è necessario fare un intervento anche per fare il parcheggio e per evitare un forte intasamento di auto, come sia io che la Squarzino abbiamo messo in evidenza.

Ad oggi l'intervento sul parcheggio è molto lacunoso, contraddittorio, come dicevo prima, quindi non vorremmo che il parcheggio fosse stato inserito nell'accordo di programma solo per tacitare le eventuali critiche, ma che poi - per problemi dovuti agli scavi o dovuti al problema del mercato che non si può spostare perché non si trova una nuova localizzazione - non venga fatto, dilazionando il tempo previsto dall'accordo di programma. Ricordo che nell'accordo di programma per la realizzazione del parcheggio viene fissato il termine per il 2001. Riteniamo che questo termine sicuramente non verrà rispettato e quindi, in presenza di queste forti contraddizioni, ci asterremo su quest'atto.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lattanzi.

Lattanzi (FI) Aggiungere qualcosa alle motivazioni già espresse molto bene dai Consiglieri Squarzino e Lanièce e, dopo la posizione che Forza Italia ha assunto a livello di Consiglio comunale, manifestando la sua contrarietà a questo progetto, dicevo che aggiungere qualcosa a quelle motivazioni diventa veramente difficile.

Però è giusto che vi significhiamo qual è stata la posizione che ci ha contraddistinto in sede comunale e che ci metterà nelle condizioni di non essere a favore, anche oggi, su questo disegno di legge.

Al di là dell'impatto ambientale degli 11.000 metri cubi - che sicuramente sono una bella botta però, se non li costruiamo qui dove li andiamo a costruire: sui prati di Sant'Orso a Cogne probabilmente no, su Montfleury neppure pertanto, credo che se non li costruiamo in città, diventa difficile trovare altri luoghi - il problema non è tanto della quantità e dell'impatto ambientale. Per quanto ci riguarda il problema è invece più legato alla destinazione d'uso e qui condividiamo le perplessità manifestate dalla Consigliera Squarzino che diceva come nell'era della tecnologia sostenere un'esigenza di fisicità e di presenza nel centro di Aosta della Finaosta diventi insostenibile.

Credo che qui ci sia l'ambizione di qualche megadirigente di quella struttura che è anche appoggiata da una volontà politica per la quale si ritiene che l'organo finanziario della Regione debba essere laddove istituzionalmente sono presenti gli istituti di credito, le società finanziarie e tutto quanto, ma non per un problema di operatività perché non credo che vedremo dei messi che corrono da una banca all'altra semplicemente per una questione di immagine istituzionale che effettivamente può essere anche una motivazione, ma che diventa abbastanza discutibile laddove quest'esigenza impatta con quella che è invece un'esigenza della città. E qui parlo da cittadino di Aosta e da ex Consigliere comunale del Comune di Aosta, il quale - come Squarzino citava - aveva già opposto la sua volontà a questo progetto, non per chissà quale senso di masochismo finanziario piuttosto che edilizio, ma semplicemente per un principio - che poi è venuto meno credo per giochi di palazzo - che era quello di decentrare le strutture finanziarie, regionali, pararegionali, per un principio stupidissimo, ma altrettanto importante per la qualità della vita dei cittadini: la desertificazione della nostra città.

È sufficiente venire alle sette e mezza di sera quando gli Uffici della Regione e gli annessi e connessi chiudono per comprendere quanto sia sbagliato per il capoluogo regionale da una parte dire che si vuole rendere il centro storico vivibile, ricco, centro turistico, ma anche momento di incontro della cittadinanza e dall'altra sostenere - e sono sempre le stesse persone che adducono ora posizioni pseudoculturali piuttosto che pseudosociali - concetti completamente diversi. Quest'incoerenza l'abbiamo denunciata già a livello comunale, ci è dispiaciuto che quella sede strutturale venisse destinata ancora una volta ad uffici che alle otto di sera saranno chiusi e che, dopo aver creato problemi di parcheggio durante la giornata, lasceranno il vuoto nella serata.

Per chi vive ad Aosta questo problema è sentitissimo, probabilmente molti dei consiglieri presenti in aula questo problema non lo vivono perché alla sera rientrano nel loro paese e lì vivono in un ambiente sociale sicuramente di qualità migliore sotto l'aspetto dei rapporti.

Aosta sta vivendo un dramma inascoltato e disatteso dall'Amministrazione regionale, dramma che si è perpetrato addirittura attraverso la costruzione del Centro di formazione permanente di via Federico Chabod, che contribuirà insieme alle scuole, agli istituti e a tutto il resto ad una completa desertificazione della città.

Noi lanciamo un urlo, ma sappiamo che quest'urlo cadrà nel vuoto perché pare che in questo caso sia più importante l'immagine di qualche dirigente o di un istituto finanziario piuttosto che la vita dei cittadini. Un urlo che richiama a lavorare per dare alla città di Aosta una qualità di vita per i cittadini di Aosta vivibile.

Certo che queste scelte, non questa in specifico, ma la continuità di questo tipo di approccio, continuano a far vivere alla città un dramma dal quale non ne usciamo più. Checché se ne dica se vogliamo rendere il capoluogo regionale città turistica, città dell'ospitalità, città della convivenza, città del cittadino, queste sono le scelte da non fare. Bisogna avere il coraggio, per un obiettivo più grande che è la qualità della vita dell'uomo, di dire che le istituzioni e gli strumenti finanziari si devono decentrare.

Nella stessa ottica si dovrà affrontare il problema dell'Ospedale regionale, si dovrà affrontare il problema degli assessorati che sono stati centralizzati addirittura in via de Tillier perché prima o poi la città esploderà nella sua desolatezza o imploderà.

Quindi ribadiamo oggi, lo abbiamo già detto in Consiglio comunale, che la continuità di queste scelte porta ad una qualità della vita dei cittadini di Aosta assolutamente invivibile. Mi rendo conto che c'è meno sensibilità da parte di chi questo problema non lo vive, mi sembra però quanto mai incoerente che queste scelte vengano appoggiate da chi in questa città non solo ha vissuto, ma ha ricoperto anche ruoli istituzionali e ha potuto in prima persona rendersi conto del dramma di questa città.

Avevamo promesso che alle nostre eventuali elezioni in Consiglio regionale avremmo tenuto presente le esigenze del capoluogo regionale che in questi anni a nostro avviso sono state più di una volta disattese ed addirittura ignorate - dall'area Cogne, agli insediamenti delle strutture operative della Regione nel nostro capoluogo, ad una completa assenza di politica turistico-commerciale sul territorio perché le scelte di più ampio respiro vengono decise in Regione -, accusavamo il Sindaco Fiou prima e poi il Sindaco Thiébat di essere sudditi di una Regione, che imponevano loro delle scelte decise in altri salotti, questa è una di quelle decisioni che sicuramente Thiébat non ha potuto appoggiare, ha dovuto accettare - anche se ha messo la firma qui sotto chiaramente non lo riconoscerà mai - e che sa perfettamente non corrispondere alla volontà dei cittadini di Aosta. E questo credo sia giusto significarlo.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Fiou.

Fiou (GV-DS-PSE) Credo che sia a conoscenza di tutti che la conformazione territoriale di Aosta rende difficile una razionalizzazione della viabilità, dei parcheggi, eccetera proprio per problemi di spazio, quindi qualsiasi intervento che si faccia all'interno della città crea problemi di non facile soluzione e rischia di aggravare proprio i problemi già esistenti.

Di fronte a queste difficoltà c'è stato un periodo in cui la città di Aosta ha avuto un atteggiamento di difesa verso proposte della Regione che ponevano con una certa facilità richieste di interventi per risolvere problemi logistici della Regione stessa o richieste di società collegate. Con una certa facilità, sì, perché la Regione diceva: ho bisogno di risolvere questi problemi, ma non si faceva carico delle questioni urbanistiche, di viabilità, di parcheggio o altro che questi interventi inducevano.

Quest'atteggiamento di difesa ha però creato una condizione che non poteva essere retta a lungo perché abbiamo bloccato situazioni della città che stanno degradando e che sono lì ferme. Ora bisogna cominciare a porci il problema se è meglio tenere in piedi un ex albergo Alpino che sta pian piano crollando (e a questo riguardo abbiamo avuto interpellanze, mozioni sugli alberelli che crescevano sul tetto dell'Alpino ... c'è tutta una storia riguardo al degrado dell'Alpino) o se mediamo fra le esigenze che la Regione sta portando avanti con un atteggiamento che in questa fase definirei diverso. Ed è questa forse la novità che non dobbiamo sottovalutare nel momento in cui affrontiamo il problema Alpino che è vero viene ad aggiungere qualche problema di viabilità e di parcheggio, ma nello stesso tempo la Regione esprime la volontà di farsi carico di una parte delle opere che devono essere fatte per andare incontro alle esigenze nuove che vengono poste dall'intervento stesso.

Mi pare che questo tipo di mediazione possa aprire una fase diversa perché interventi nella città di questo tipo ne troveremo altri: sto pensando allo Splendor, sto pensando all'intervento sull'area megalitica di Saint-Martin che riproporrà problemi di parcheggio e di viabilità, sto pensando all'ospedale e così via. Ci sono cioè tutta una serie di iniziative che sono necessarie e che dobbiamo fare, altrimenti rischiamo un maggior degrado della città.

È l'attenzione diversa che si affaccia in questa occasione che deve essere sottolineata. Io richiamo l'esigenza di rafforzare ancora di più questo atteggiamento perché adesso risolviamo il problema dei finanziamenti dei parcheggi per il pezzo che spetta al Comune con Aosta capitale, ma quando cominceremo a pensare all'area megalitica e ad altre situazioni, è chiaro che i soldi di Aosta capitale, tra l'altro già impegnati in altre opere, non basteranno più. Quindi se si scaricano sul Comune fette di finanziamenti, bisognerà anche pensare dove il Comune dovrà andare a prendere i soldi a meno che si induca il Comune a cominciare ad aumentare l'ICI e le tasse nel momento in cui, mi pare, ci sia un clima anche in campo nazionale di sollevazione di attenzione rispetto a questa fiscalità che attraverso i comuni sta crescendo a dismisura.

Ancora due questioni sull'Alpino in particolare. L'Alpino è comunque una zona di terziario, non so se qualcuno si illudeva che la Regione lì intervenisse in una ristrutturazione per fare degli alloggi. Io dico che è possibile, anche a me piace sognare però poi di tanto in tanto scendo con i piedi per terra.

È un intervento, ed è la seconda questione, che richiede sì un aumento di volumetria, ma che non induce questo grande traffico; sembra quasi sia il centro commerciale dove ci sono trecento macchine alla volta che vanno ad ammucchiarsi sotto l'Alpino. C'è la proposta di un intervento di parcheggio che mi pare importante e che va a risolvere problemi non solo per l'Alpino ma anche per altre esigenze. C'è un impegno di recuperare un'area che va dall'Alpino fino a Piazza Vittorio Veneto. Mi pare una mediazione accettabile anche se è vero che crea qualche problema in più rispetto a quello che c'era prima, ma ne risolve altri, quindi mi pare una mediazione realistica che vada sostenuta.

Presidente Ha chiesto la parola la Consigliera Squarzino Secondina.

Squarzino (PVA-cU) Volevo rispondere con alcune osservazioni a quanto ha detto il Consigliere Fiou.

Vorrei che fosse chiaro che la nostra posizione non dice no alle ristrutturazioni dell'area dell'ex albergo Alpino. Non per niente nel mio intervento ho fatto riferimento a quel progetto che il Comune aveva già approvato in cui è prevista sia la ristrutturazione dell'Alpino, sia l'edificabilità di un corpo di una certa volumetria, però non ai livelli attuali.

La città deve pagare qualche costo, certo. Ho chiesto prima per quale motivo. Credo che il problema dello Splendor sarà diverso perché quello è un servizio per la cittadinanza. È diverso un centro culturale rispetto ad un centro finanziario che ha solo bisogno di far lavorare in linea i computer.

È stato detto che c'è un "do ut des"; vorrei capire cosa dà la Regione. La Regione paga tutto questo con 140 parcheggi su 420; non so fare i calcoli, saranno 1,5 miliardi, 2 miliardi, 3 miliardi? Allora questo è il costo che la Regione paga per poter condurre l'operazione, operazione che poi la cittadinanza paga sulla propria pelle.

A conclusione del mio intervento precedente avevo detto che c'erano alcune cose formali, ma che diventano poi sostanziali, nell'accordo di programma che stiamo approvando; la prima era il fatto che non sono indicati i finanziamenti di quei parcheggi e prego il Consigliere Fiou di verificare con il Comune di Aosta se ci sono nel finanziamento di Aosta capitale i soldi per i parcheggi da mettere in Piazza Vittorio Veneto. Non ci sono.

C'è un altro elemento formale; la delibera richiama l'articolo 27 della legge n. 142/90 nel quale si dice che, per verificare la possibilità di concordare l'accordo di programma, il Presidente della Regione o il Presidente della Provincia o il Sindaco convoca una conferenza tra i rappresentanti di tutte le amministrazioni interessate. Chiedo se questa Conferenza è stata convocata, quando, da chi, in che data, chi ha partecipato, cosa è stato detto. Pongo un problema formale dell'atto che diventa problema sostanziale.

Presidente Se nessun altro Consigliere chiede la parola, dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) J'ai apprécié la verve et même la présentation romancée que Dina a faite de cette proposition, en étant tous dans l'attente de connaître pourquoi nous avons changé d'idée en l'espace d'un mois. C'est depuis longtemps que ce problème est à l'attention non seulement de l'Administration régionale, mais également de la Commune d'Aoste et si on a recouru à l'accord de programme, ce n'est pas pour modifier totalement la zone qui avait été définie au mois de mai 1998, mais c'est pour pouvoir intervenir dans une partie spécifique de cette même zone. Mais, en tout cas, le problème est un problème de caractère général parce qu'il y a - il est vrai - l'intervention concernant le bâtiment de l'ancien Hôtel Alpino, mais il y a également le projet général de réaménagement de toute une zone. La proposition s'insère donc dans ce contexte de caractère général.

Pour ce qui est des financements, ceux-ci n'ont pas été insérés dans cet accord de programme tout d'abord parce que les financements concernant la restructuration de l'ancien Hôtel Alpino sont à la charge de la Société qui s'occupera de ces travaux, Finaosta, directement ou par le biais d'une de ses Sociétés; ensuite pour ce qui est des "parkings" il y a le rappel à l'article 3 où l'on dit que la commune s'engage "alla progettazione ed esecuzione di un parcheggio pluripiano per una capienza minima di 420 posti".

Cent quarante places sont à la charge de l'Administration régionale, dont 50 seront encore à la charge de Finaosta parce que Finaosta prévoit des "parkings" dans les limites qui sont prévues dans le plan des déplacements urbains et non urbains. Cette intervention n'est pas en contraste avec le plan qui a été approuvé par la commune et tous les problèmes de circulation ou tout ce catastrophisme auquel fait référence Mme Squarzino ne sont pas tels. Si la Commune a approuvé un plan pour réglementer la circulation à l'intérieur de la ville et si cette intervention n'est pas en contraste avec ce plan, alors il faut modifier le plan pour pouvoir affirmer que nous sommes en dehors de toute logique. De même, si vous regardez, Mme Squarzino, la hauteur de ce bâtiment, vous pourrez constater qu'il n'y a pas de contrastes majeurs. Au contraire, il y a des bâtiments qui ont déjà une hauteur plus élevée par rapport à l'intervention qui est prévue. Cela simplement pour remettre les choses au clair vu que de votre présentation il apparaît qu'on est en train de construire un gratte-ciel. Vous avez l'alignement des différents bâtiments qui déjà existent et vous pouvez constater qu'il n'y a pas de contraste.

Pour ce qui est par contre des sentiments de M. Lattanzi, il est bien constater comme M. Lattanzi change d'attitude. Quand prend la parole, il est sur la scène, il se transforme et il nous rappelle toujours que nous ne sommes pas sensibles, il est le seul sensible aux intérêts de la municipalité, de la communauté valdôtaine tout entière. J'espère qu'il quitte un peu son habit de Conseiller municipal d'Aoste pour être sensible en général aux problèmes de cette Vallée. Il présente une hypothèse où à l'intérieur du centre de la ville l'on ne devrait pas insérer des services publics, dans ce cas Finaosta avec ses différentes sociétés. J'espère qu'il peut accepter la présence d'exercices commerciaux ou sinon des habitations.

En effet si l'on ne garde pas un équilibre entre ces différentes présences, aussitôt après il y a le Comité des commerçants ou des hôteliers, comités qui sont soutenus par ceux qui aujourd'hui nous contestent, nous disent: attention, nous sommes en pleine crise, le centre historique meurt, il n'y a plus personne. Ou encore, avec l'ouverture de la route qui contourne Aoste, la circulation ne passe plus à travers l'Amérique et alors il y a la pétition de tous ceux qui exercent leur activité à l'Amérique.

Je souligne ces aspects simplement pour souligner que s'il y a différentes sensibilités, et l'on ne peut soutenir la thèse que si nous avons prévu d'insérer à l'intérieur du centre historique des activités du tertiaire, nous sommes insensibles aux problèmes de cette ville.

Nous nous rendons compte que les problèmes de cette ville sont des problèmes importants, mais il doit y avoir un équilibre entre les différentes présences et les différentes activités. Je pense que cette intervention est une intervention qui tout d'abord donne une réponse immédiate à une situation de dégradation…

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... Dina Squarzino si vous voulez parler, je vous laisse volontiers la parole... la Comefre était une Société privée, mais il n'y a personne qui a voulu intervenir. Il faut souligner cet aspect également. Tout d'abord il y avait comme hypothèse d'utilisation la Banque de la Vallée d'Aoste. A cet égard, certaines remarques auraient été plus motivées vu que la Banque entraîne un nombre majeur de personnes et donc, du point de vue de l'équilibre existant à l'intérieur d'un centre historique, la présence d'une banque est une chose différente par rapport à la présence de sociétés financières, qui n'ont pas une activité de guichet. Dans ce cas la solution a été celle de prévoir 30 "parkings" à l'intérieur du bâtiment et les autres "parkings" en dehors de l'enceinte des remparts romains, vu que si l'on veut fermer à la circulation le centre historique, il faudra maintenir des activités à l'intérieur de ce même centre et déplacer à l'extérieur les "parkings".

Pour ce qui est par contre de la remarque formulée par Mme Squarzino, concernant l'article 27 de la loi n° 142/90, à part la considération que le CRPT et le Comité scientifique pour l'environnement ont été convoqués et ont exprimé leur avis favorable, l'article établit: "pour vérifier la possibilité de concerter l'accord de programme".

Il n'y avait pas dans ce cas la nécessité de vérifier la possibilité de concerter cet accord. Je relis en italien: "Verificare la possibilità di concordare l'accordo di programma"; Qu'est-ce que nous devions concerter? La municipalité d'Aoste et l'Administration régionale étaient d'accord et avaient déjà exprimé leur volonté; la convocation doit donc être effectuée pour vérifier cette possibilité. Selon l'avis des Responsables des bureaux il n'y a pas la nécessité de pourvoir à la convocation de cette Conférence parce qu'elle devrait vérifier une volonté qui a déjà été exprimée. Donc pourquoi convoquer un organe pour vérifier une volonté déjà concertée?

Les accords de programme, si vous lisez entièrement, l'article concernent plusieurs sujets; la convocation de la Conférence des services veut simplifier les procédures. Si nous devons trouver un accord - et nous l'avons fait - entre ANAS, les différents bureaux de l'Etat, les collectivités locales, la Région, l'USL, il est donc opportun de convoquer une conférence des services pour vérifier cette possibilité et, sur la base des décisions de la Conférence des services, nous simplifier la procédure. Or si l'interprétation logique n'est pas celle-là, alors vous ne voulez pas simplifier les choses, Mme Squarzino, mais vous voulez les compliquer parce que vous voulez qu'on convoque des organes simplement pour faire ratifier ou pour examiner des décisions qui ont déjà été prises.

(interruzione della Consigliera Squarzino Secondina, fuori microfono)

... je ne discute pas que ce soit un organe technique, mais dites-moi pourquoi cette Conférence des services est convoquée: "per verificare la possibilità di concordare l'accordo di programma".

Président La discussion générale est fermée. Est-ce quelqu'un demande la parole pour déclaration d'intention? La parole au Conseiller Curtaz.

Curtaz (PVA-cU) Non farò perdere tempo. Voto contrario, anzi contrarissimo a quest'operazione che è contro ogni criterio elementare di urbanistica perché la tendenza dappertutto è quella di decentrare i servizi e di lasciare possibilmente gli automobilisti fuori dalle città per farli entrare con altri mezzi.

Qui invece facciamo i parcheggi al centro di Aosta in modo da favorire l'uso dei mezzi privati, facciamo un centro di servizi al centro della città e quindi mi sembra che sia una cosa priva di ogni logica. Questo è un argomento sufficiente per dichiararci contro questa scelta.

Voglio anche immaginare, forse sarò un po' pessimista, che come minoranza questa vicenda ci darà da fare in futuro perché sarà curioso verificare con quali tempi verranno realizzati i parcheggi.

Sono meno preoccupato per la struttura, credo che quella andrà avanti abbastanza bene, invece per i parcheggi ho l'impressione che avremo occasione di lavorare e di riparlare sulla validità di quest'accordo di programma così come è stato impostato con tutti i cuscinetti messi intorno per fare "digerire la pillola".

Président Je soumets au vote l'objet n° 21.1 à l'ordre du jour, les collègues sont invités à voter:

Conseillers présents: 32

Votants: 29

Pour: 23

Contre: 6

Abstentions: 3 (Comé, Lanièce, Viérin M.)

Le Conseil approuve.