Oggetto del Consiglio n. 3116 del 9 aprile 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 10 APRILE 1998
OGGETTO N. 3116/X Disegno di legge n. 313 presentato dalla Giunta regionale in data 18 marzo 1998: "Finanziamento degli interventi per l'istituzione dell'università in Valle d'Aosta".
Articolo 1 (Finalità)
1. Per gli interventi finalizzati all'istituzione dell'Università nella Regione autonoma Valle d'Aosta, in attuazione dell'articolo 17, comma 120, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo) è autorizzata per il triennio 1998/2000 la spesa di lire 1.700.000.000.
Articolo 2 (Adempimenti della Giunta)
1. La Giunta regionale, nel rispetto delle procedure previste dalle disposizioni statali in materia, adotta gli atti necessari al perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1.
Articolo 3 (Assegnazione di personale)
1. Al fine di garantire un adeguato supporto tecnico al soggetto promotore dell'Università non statale, di cui all'articolo 17, comma 120, della l. 127/1997, ovvero alle strutture didattiche universitarie di cui all'articolo 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341 (Riforma degli ordinamenti didattici universitari), l'assessore regionale competente in materia di istruzione e cultura può disporre il collocamento fuori ruolo di personale ispettivo, direttivo e docente appartenente ai ruoli.
2. Il collocamento fuori ruolo di cui al comma 1 è disposto anche in deroga al limite numerico previsto all'articolo 16 della legge regionale 15 giugno 1983, n. 57 (Norme concernenti l'istituzione delle scuole ed istituti scolastici regionali, la formazione delle classi, gli organici del personale ispettivo, direttivo e docente, il reclutamento del personale docente di ruolo e non di ruolo, l'immissione straordinaria in ruolo di insegnanti precari e l'utilizzazione dei locali e delle attrezzature scolastiche), ed in misura non superiore a tre unità.
3. Per lo svolgimento dei compiti amministrativi connessi all'istituzione dell'Università, la Giunta regionale può disporre l'utilizzazione di personale regionale ai sensi dell'articolo 28 della legge regionale 23 ottobre 1995, n. 45 (Riforma dell'organizzazione dell'Amministrazione regionale della Valle d'Aosta e revisione della disciplina del personale).
Articolo 4 (Disposizioni finanziarie)
1. L'onere derivante dall'applicazione della presente legge, ammontante a lire 1.700.000.000, graverà sul capitolo 56655 di nuova istituzione del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1998 e pluriennale 1998/2000.
2. Alla copertura degli oneri di lire 200.000.000 per il 1998, di lire 500.000.000 per il 1999 e di lire 1.000.000.000 per l'anno 2000, previsti per l'applicazione della presente legge, si provvede mediante utilizzo degli stanziamenti iscritti al capitolo 69000 (Fondo globale per il finanziamento di spese correnti) del bilancio della Regione per l'anno 1998 e del bilancio pluriennale per gli anni 1998/2000 a valere sugli appositi accantonamenti previsti al punto D.2.1 (Interventi in materia di istruzione universitaria) dell'allegato n. 1 ai bilanci medesimi.
3. A decorrere dal 2001 gli oneri per l'ulteriore applicazione della presente legge, valutati in annue lire 1.000.000.000, saranno iscritti annualmente con la legge di bilancio, ai sensi dell'articolo 15 della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta).
Articolo 5 (Variazioni di bilancio)
1. Alla parte spesa del bilancio di previsione per l'anno 1998 e pluriennale per gli anni 1998/2000 sono apportate le seguenti variazioni in termini di competenza:
a) in diminuzione:
cap. 69000 "Fondo globale per il finanziamento delle spese correnti"
anno 1998: lire 200.000.000
anno 1999: lire 500.000.000
anno 2000: lire 1.000.000.000 ;
b) in aumento:
programma regionale: 2.2.4.04.
Codificazione: 1.1.1.4.8.2.6.4.
Cap. 56655 (di nuova istituzione)
"Oneri per l'istituzione dell'Università in Valle d'Aosta"
anno 1998: lire 200.000.000
anno 1999: lire 500.000.000
anno 2000: lire 1.000.000.000 .
Articolo 6 (Dichiarazione d'urgenza)
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi dell'articolo 31, comma terzo, dello Statuto speciale per la Valle d'Aosta ed entrerà in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione.
Président La parole au Conseiller rapporteur Perron.
Perron (UV) Spero di essere in grado di fare la relazione anche a nome del collega Perrin Carlo.
Riprendiamo oggi un argomento importante, un argomento che questo Consiglio ha già discusso nel momento in cui la Giunta aveva portato all'approvazione del Consiglio il progetto che istituiva l'Accademia degli studi universitari. Non è un argomento nuovo, nel senso che comunque il dibattito sull'istituzione o meno di una struttura universitaria nella nostra Regione non è nuovo né per l'Amministrazione regionale né per l'ambiente intellettuale valdostano nel suo complesso.
Mi pare importante in questa fase, al di là dell'esame del progetto di legge in sé, ripercorrere il cammino che l'Assessorato dell'istruzione e cultura ha effettuato in questi anni.
C'è un costante monitoraggio e anche un progressivo esame di quelle che sono le politiche universitarie cercando di concentrare i propri sforzi nella raccolta, nell'elaborazione, nella diffusione di materiale informativo che sia puntuale e anche nell'implementazione di una rete di contatti e di professionalità che sono utili per un futuro inserimento della Regione nel circuito universitario non soltanto italiano, ma anche europeo.
L'Assessorato ha portato in passato l'Amministrazione regionale nel suo complesso a dare vita a corsi di natura universitaria, attivati in convenzione con il Politecnico di Torino, Università degli studi di Torino, nonché a sostenere finanziariamente corsi di alta formazione e corsi universitari per studenti lavoratori in collaborazione con alcune facoltà universitarie.
Va poi ricordato che negli ultimi decenni sono stati costituiti diversi soggetti pubblici o privati che svolgono attività di ricerca; ricordiamo a questo proposito i servizi della Pubblica Amministrazione oppure enti pubblici strumentali oppure ancora fondazioni per i quali l'esistenza di una struttura universitaria può rappresentare certamente un importante punto di riferimento e un prezioso interlocutore.
Mi sembra importante inoltre ricordare che nel ?96 l'Amministrazione regionale aveva previsto, attraverso un proprio provvedimento di legge, la creazione di un ente strumentale regionale qual era l'Accademia europea degli studi superiori della Valle d'Aosta, ma quest'idea non ha avuto il buon esito a causa del non visto da parte del Presidente della Commissione di coordinamento.
Nel corso del ?97 il quadro normativo nazionale di riferimento ha subito dei cambiamenti e delle innovazioni che danno delle nuove prospettive e garantiscono alla nostra Regione un'ampia autonomia per quello che riguarda le scelte da effettuare in ordine alla creazione di un ateneo non statale e alla definizione anche di quello che è il relativo ordinamento didattico. Infatti, l'articolo 17 della legge 15 maggio 1997, n. 127 prevede l'istituzione di un'università non statale nella Regione Valle d'Aosta che sia promossa o gestita da enti e da privati.
È quindi emersa, anche a seguito di riunioni tenutisi fra i nostri rappresentanti regionali e rappresentanti del Ministero, la necessità di individuare l'ente promotore di una futura università quale soggetto responsabile dell'elaborazione e della realizzazione dell'iniziativa nonché quale unico referente presso l'Osservatorio.
Fatte queste premesse, si è cercato di attivare tutte quelle risorse che potevano essere necessarie all'elaborazione del progetto di istituzione dell'Università statale della Valle d'Aosta.
Data la notevole importanza di quest'iniziativa per la Comunità valdostana nel suo complesso, tenuto conto anche dell'elevata complessità di tutte le procedure che si devono mettere in atto, si è reso necessario prevedere il coinvolgimento e l'impegno non solo dell'Amministrazione regionale, ma anche di altri enti territoriali, di attori socio-economici e culturali regionali e di docenti universitari di pluriennale esperienza. Si è proposto quindi di costituire un Comitato promotore dell'Università non statale della Valle d'Aosta al quale affidare il compito di elaborare e di redigere il progetto di istituzione del futuro ateneo regionale avvalendosi nel contempo anche di un Comitato scientifico.
Si è proposto di dare mandato al Comitato promotore di attivare tutte quelle procedure e di mettere in piedi anche tutte le risorse che possono essere necessarie alla definizione del progetto istitutivo dell'università. Sono state chiamate a far parte del Comitato promotore diverse persone, rappresentanti dell'Amministrazione regionale come rappresentanti del settore imprenditoriale locale, del settore economico finanziario locale, del settore della ricerca, dei docenti.
Si è istituito all'interno del Comitato promotore un Consiglio direttivo, si è cercato di costituire un Comitato scientifico dell'Università non statale della Valle d'Aosta al quale affidare il compito di supportare il Comitato promotore nell'elaborazione delle linee guida da seguire e in quella che è anche l'individuazione delle facoltà da attivare tenuto conto anche della peculiarità e delle potenzialità del tessuto socio-economico regionale.
Si è cercato di chiamare a far parte del Comitato scientifico delle persone che abbiano un elevato prestigio accademico in vari ambiti culturali e disciplinari e che siano quindi in grado di rappresentare con sufficiente ampiezza l'arco delle discipline che potranno essere oggetto di attività, di insegnamento e di ricerca.
Si è cercato di individuare personalità del mondo accademico che, per la loro conoscenza della realtà sociale, della realtà economica e culturale della Valle d'Aosta, siano in grado di fornire un apprezzabile contributo alla valutazione dell'impatto e delle possibili ricadute in termini di sviluppo per la Regione dell'istituenda università.
Alla fine si è proposto, con una successiva deliberazione, una consulta regionale dell'università, anche qui al fine di assicurare un'adeguata informazione in ordine agli sviluppi delle proposte in campo universitario e per cercare di consentire la massima partecipazione di tutte le componenti regionali che possono essere interessate all'avvio e alla realizzazione dell'attività di ricerca e di insegnamento nella futura università.
Si è cercato anche di suggerire a tale organismo che venga costituito anche attraverso il coinvolgimento fattivo, come ricordavamo prima, di ambiti politico-istituzionali, economici, scolastici, imprenditoriali, professionali, del mondo della didattica, della ricerca e della formazione, del mondo del lavoro e della Regione.
Questo è in modo molto schematico il percorso che si è seguito fino ad oggi; con questa legge quindi mi pare che si muovono anche i primi passi concreti per giungere a quella che è l'istituzione dell'Università della Valle d'Aosta.
Questa legge che non è complessa, è una legge di tipo finanziario; con essa si prevede il prelievo degli stanziamenti iscritti nel fondo globale del bilancio regionale per il triennio 1998-2000 al fine di finanziare le azioni che sono preliminari all'istituzione dell'università in Valle d'Aosta e autorizza la Giunta regionale a porre in essere tutti gli atti necessari al perseguimento di tale scopo.
Al fine di garantire un adeguato supporto di tipo amministrativo e tecnico all'istituenda struttura didattica nella fase di avvio, è prevista anche la possibilità di assegnare alla stessa rispettivamente del personale regionale, ovvero del personale ispettivo, direttivo e docente appartenente a ruoli regionali.
Dicevo, mi pare importante perché vediamo muoversi i primi passi concreti per giungere all'istituzione di quest'università.
Il Gruppo dell'Union Valdôtaine dà un giudizio estremamente positivo su quest'atto e ci auguriamo che lo stesso giudizio positivo possa pervenire dalle diverse forze politiche che sono presenti in Consiglio.
Presidente È aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (PVA-cU) Siamo qui di fronte, come diceva prima il collega Perron, ad una legge essenzialmente di finanziamento, ma l'oggetto di questa legge, a nostro avviso, è molto importante e richiede un minimo di attenzione e di riflessione.
Questa legge di finanziamento infatti è uno dei passi che ci deve portare a realizzare il "progetto università" in Valle d'Aosta.
Noi abbiamo sempre dato moltissima importanza alla formazione universitaria e tutti sappiamo come la qualificazione delle risorse umane sia uno degli "atouts" grossi su cui può contare lo sviluppo della nostra Regione.
Abbiamo sempre detto che siamo contrari ad istituire singole facoltà, che non fanno altro che riproporre corsi di studio già presenti in altre università anche perché vediamo che i nostri studenti accettano facilmente la mobilità. Le ultime ricerche danno come dato significativo la diminuzione degli studenti universitari che frequentano l'Università di Torino e al contempo un aumento degli studenti universitari che si dirigono verso facoltà di altre città. Questo significa che abbiamo sempre più studenti capaci di individuare il percorso di studio che a loro interessa e non si lasciano spaventare dal fatto di dover studiare per lunghi anni fuori casa.
Questo è uno dei motivi, dicevo, per cui siamo stati sempre contrari ad istituire singole facoltà o singoli corsi.
Avevamo dato anche il nostro appoggio alla legge sull'Accademia perché vedevamo in questo un primo tentativo per creare in Valle d'Aosta un'università che, come dicevo, non riproponesse corsi di studio presenti in altri luoghi a noi vicini. Con la legge Bassanini è stato fatto un passo avanti rispetto al nostro progetto iniziale; si apre infatti per la Valle d'Aosta la possibilità interessante, se giocata in prospettiva europea, di dotare la nostra Valle di un centro universitario molto interessante.
Come vorremmo noi quest'università? Pensiamo che questa potrebbe essere l'occasione per aprire le nostre frontiere allo scambio di esperienze proprio per rivitalizzare la nostra cultura che a volte è un po' troppo localistica. Dobbiamo individuare, in collaborazione con altre università straniere, alcuni corsi nuovi, post laurea, di alta specializzazione, tali da costituire lo sbocco necessario e desiderabile di corsi di studio che si svolgono in altre università, oppure corsi che consentano di acquisire competenze facilmente spendibili sul mercato del lavoro e della ricerca. Un'università dunque, come già abbiamo detto altre volte, che non riproponga titoli già esistenti, ma che diventi se possibile uno dei nodi del sistema delle università e degli istituti di ricerca a livello europeo. Un'università che si caratterizzi proprio per l'adozione di comunicazione plurilingue sia nei docenti che nei partecipanti. Tra l'altro il decreto Bassanini consente proprio all'università libera della Valle d'Aosta di utilizzare docenti che provengono da altri paesi europei fino al 50 percento del personale previsto, quindi questo apre a noi una grande possibilità. Un'università che scelga di lavorare su contenuti collegati con le caratteristiche del nostro territorio in modo che si abbia una ricaduta in termini di conoscenza, di sperimentazione, di innovazione in settori importanti della nostra Regione. Già qui erano emersi alcuni possibili settori di ricerca, qualcuno pensava ad un'università europea di montagna; potremmo anche pensare a scuole di specializzazione post universitarie nel settore economico, amministrativo, oppure anche di insegnamento plurilingue.
È chiaro che questa legge di finanziamento non delinea il progetto di università, nel senso che c'è stata una delibera precedente, la n. 826, in cui vengono indicate a grosse linee alcune di queste caratteristiche, cioè in questa delibera, in cui si istituisce il gruppo di lavoro, il Comitato promotore, il Comitato scientifico per quest'università, si dice molto chiaramente che si vuole andare verso "un'apertura alle esigenze formative di un più vasto ambito geografico" e questo lo ritengo molto positivo. Come pure ritengo positivo il fatto che già venga indicata in delibera la volontà di "andare verso una forte qualificazione a livello internazionale nel rispetto della vocazione culturale della Regione". Come pure viene detto qui in delibera che si vogliono "porre in essere le basi per un'offerta di servizi di elevata qualità con una didattica plurilingue e un significativo livello di flessibilità e gradualità degli ordinamenti didattici". Ancora, "un'offerta formativa non in diretta concorrenza con altre università italiane e europee, ma che si ponga come alternativa in termini di novità e complementarità attraverso l'impostazione di curricula ad alto livello di specializzazione e spendibilità non solo in Italia, ma anche all'estero".
Mi sembra che anche da queste poche indicazioni che sono presenti nella delibera si delinei un progetto di università che va nella logica del progetto dell'università che abbiamo auspicato e che desideriamo che venga istituito per il bene e per il progresso di questa Valle.
Si tratterà poi, ma questo non è un problema da esaminare oggi, di vedere il rapporto che esiste fra quest'università così delineata e i singoli diplomi di laurea che in questi anni si sono poco per volta moltiplicati in Valle. Forse sarà necessario rivedere tutta la materia, ma non è questo il momento in cui trattare quest'argomento.
Questa legge, come dicevo prima, è una legge di finanziamento che finanzia gruppi di lavoro che dovrebbero delineare un progetto di università.
Se limiti ce ne possono essere, sono non tanto nella legge, ma semmai negli strumenti che vengono attivati, nel senso che nel gruppo promotore l'iniziativa privata è quasi assente e questo è un limite dovuto probabilmente anche alle caratteristiche economiche di questa nostra Regione, però un limite con cui dobbiamo fare i conti.
Il Comitato scientifico è formato da persone molto competenti, molto eterogenee e questo consente di esprimere idee. La difficoltà secondo me sta nel fatto che non è sufficiente esprimere idee, ma bisogna giungere ad un progetto di università e questo progetto probabilmente ha bisogno di maggior radicamento sulla realtà e mi spiego: un progetto di università si fonda anche sul rapporto che ha con gli istituti di ricerca presenti sul territorio con questo substrato culturale e qui effettivamente noi abbiamo un po' di difficoltà perché non abbiamo un tessuto di ricerca abbastanza sviluppato. Per cui si tratterà di studiare come è possibile attivare questo humus culturale in cui si possa inserire un progetto di università perché senza un humus culturale questo progetto rimane solo un progetto sulla carta, ma non si incardina nella realtà. Qui permettetemi una notazione che può apparire polemica, ma che è una semplice considerazione: l'Istituto storico della resistenza ultimamente per esempio non ha visto valorizzata questa sua capacità ed autonomia nella ricerca scientifica.
Ritengo positivo anche nella delibera la previsione di una consulta che possa fare un po' da volano, da rapporto con il mondo più ampio dell'opinione pubblica e degli operatori sociali, con quelle che sono via via le idee e le progettualità che emergeranno dal Comitato scientifico.
Tutto questo mi sembrava doveroso dirlo perché per noi è estremamente importante ed utile ed è un "atout" grandissimo per la nostra Regione riuscire ad avviare qui in Valle un'università così come noi l'abbiamo delineata e come è presente nella delibera di Giunta.
Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-DS-PSE) Credo che in questa fine di legislatura, in cui viene esaminata una molteplicità di leggi, valga la pena di fare alcune brevissime riflessioni su questa proposta di legge che, come è stato detto, è una proposta di legge che pur affrontando esclusivamente da un punto di vista finanziario l'istituzione di un'università libera in Valle d'Aosta, non per questo assume minore rilevanza.
Questo è un tema che è stato molto dibattuto nella Regione. La forza politica che rappresento ha sostenuto in passato e sostiene oggi che l'istituzione di un'università in Valle d'Aosta rappresenta in sé sicuramente un elemento positivo. Già la legge sulla costituzione di un'Accademia europea degli studi superiori andava in questa direzione. Credo che oggi con questa legge e con gli atti che sono stati precedentemente approvati dalla Giunta regionale si stia facendo un concreto passo avanti per la costituzione di un'università in Valle d'Aosta.
Affermo questo perché credo che la costituzione di un'università in Valle rappresenti un modo concreto per collegarsi all'Europa. Sono convinto che indubbiamente le risorse naturali di cui dispone questa Regione siano importanti, ma in un'Europa che sarà più competitiva quello che farà la differenza sotto questo aspetto sarà la capacità di collegarsi a circuiti del sapere e della conoscenza di livello sempre più elevato e soprattutto su questo terreno si giocherà la possibilità di formare nuove generazioni di Valdostani che siano in grado di disporre di conoscenze sempre più qualificate ed importanti. Da questo punto di vista, nella competizione internazionale ormai è più importante il possesso di beni immateriali più di quanto non conti la disponibilità di risorse naturali, anche se queste ultime rimangono comunque importanti. Il possesso di beni immateriali, quindi la conoscenza, la cultura universitaria, una formazione più qualificata, una circolazione più ampia di idee sono quindi un elemento importante. Ne consegue che l'università deve avere una duplice caratteristica. Da un lato avere la capacità di valorizzare quello che è un patrimonio culturale di conoscenze presente in Valle, e qualcuno ricordava prima di me gli istituti che già fanno ricerca in Valle d'Aosta; d'altro lato essere aperta - e mi pare che i documenti preparatori a quest'atto lo definiscono - ad un mondo culturale europeo e attraverso la ricerca e l'istituzione di corsi di studio innovativi perché credo che nessuno ambisca a riprodurre facoltà che già da altre parti del paese sono sature.
Si tratta perciò di inventare strade e soluzioni nuove per questa Regione. Ritengo che, per concretizzare questa esigenza di rapportarsi ad ampie aree culturali esterne alla Valle, ci debba essere un collegamento con diverse culture e con diversi circuiti universitari presenti a livello europeo, indubbiamente con il circuito francofono per ragioni ovvie, di tradizione, di cultura e di storia, e anche con l'area linguistica tedesca per motivi altrettanto collegati alla nostra realtà e alla dinamicità che quest'area culturale esprime a livello europeo e ugualmente con la cultura anglosassone.
Quindi questa dell'università è una cosa importante per la Regione perché può rappresentare un cambiamento di fase anche nel modo di affrontare i problemi. Sicuramente è una scommessa che si fa e come tutte le scommesse, possono essere vinte o perse, io credo che oggi ci siano i presupposti per poter vincere questa scommessa.
Questa vale anche come dichiarazione di voto che sarà favorevole al disegno di legge proposto.
Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore all'istruzione e cultura, Louvin.
Louvin (UV) Les interventions du rapporteur, Monsieur Perron, et des Conseillers Squarzino et Ferraris, ont déjà largement introduit l'argument et posé les bases de la discussion.
Il m'appartient simplement d'y rajouter quelques considérations, étant donné la taille du problème dont il est question aujourd'hui, comme il a été rappelé non seulement par le contenu formel de cette loi, mais par tout ce qu'il y a derrière l'initiative de l'université et par tout ce qu'il nous appartient d'imaginer comme parcours à suivre.
Il a été correctement rappelé que le projet que nous avions discuté dans ce même Conseil il y a un an et demi n'avait pas eu un résultat positif du point de vue du contrôle de légalité.
Comme souvent cela arrive, c'est des moments de conflit que naissent les meilleures opportunités, les nécessités de renforcer et de mieux équiper nos positions pour obtenir de meilleurs résultats.
Et ça a été le cas dans cette circonstance, où dans un contexte politiquement un peu brouillé et dans le cadre d'une loi qui aurait dû porter sur d'autres arguments, nous avons obtenu, de même que la Province de Bolzano, une grande opportunité qui est celle de réaliser dans notre Région une université libre.
Une université libre, je tiens à le souligner parce que déjà dans le temps il avait été question de projets universitaires: dans les années ?70, ?80 et je garde des souvenirs de grandes assemblées souvent convoquées dans une période préélectorale pour relancer ce grand thème de l'université, mais le moment n'était pas favorable et les possibilités accordées à notre Région d'intervenir sur ce terrain nous auraient fatalement amenés à reproduire le modèle de l'université italienne, ce qui aurait amené à des résultats négatifs sur notre Région.
Le fait d'avoir obtenu ce droit d'instituer, collectivités publiques et particuliers, une université libre dans notre Région représente un atout remarquable que nous devons essayer de bien jouer et nous avons fait un travail de préparation, un travail de terrain. Nous ne disposons pas de personnes dans cette Région qui connaissent comment marche une université; nous n'avons pas sur le terrain des expériences solides dans la matière. Nous devions former des gens et nous devions surtout nous renseigner pour comprendre de quel côté il fallait passer, côté des procédures juridiques bien sûr, mais côté des perspectives générales: la localisation et les infrastructures, la façon d'aborder l'enseignement, l'innovation dans l'enseignement, la télédidactique, toute une série de problèmes que nous avons petit à petit découvert au fil des mois pendant lesquels nous avons peaufiné cette délibération, adoptée au mois de mars par le Gouvernement régional et par laquelle nous avons demandé de pouvoir faire démarrer cette locomotive.
Avec cette humilité nous partageons également les avis qui ont été formulés par les collègues conseillers, en particulier l'avis de sortir des ornières traditionnelles de la logique bornée et figée du système universitaire national tel qu'il est connu, si cela sera possible, en contournant le problème fatal des facultés pour donner à notre future université une structure extrêmement souple lui permettant d'intervenir à tout niveau de la formation universitaire, des diplômes, des maîtrises, des spécialisations, des doctorats, avec la souplesse qui est indispensable aujourd'hui pour affronter la formation universitaire, et dans la logique - Mme Squarzino a bien fait de le rappeler - d'une grande mobilité de nos étudiants.
L'étudiant valdôtain ne devra pas se former uniquement en Vallée d'Aoste, une partie au moins de son parcours universitaire devra être réalisée à l'extérieur. Je crois avoir déjà eu l'occasion de dire que ce n'est pas pour éviter que nos étudiants s'enrhument en attendant le train à la gare de Porta Nuova que nous devons faire l'université en Vallée d'Aoste, car il faudra que nous étudiants rentrent obligatoirement dans un circuit européen de formation ou qu'une partie de leurs cours universitaires se réalise à l'extérieur de la Région parce que nous avons besoin de cela, nous avons besoin de nous ressourcer à l'extérieur pour revenir à notre bercail avec d'autres idées et d'autres formations.
Cela dit, et je crois que ça devra être le grand effort de notre Comité promoteur et des scientifiques qui l'accompagneront, pensons aux étudiants, c'est-à-dire à ceux qui devront étudier et donc il y aura un problème d'éducation universitaire permanente aussi à affronter. Pensons à l'étudiant et pensons à la situation actuelle; seulement un tiers de nos étudiants arrivent à obtenir une maîtrise, nous perdons en cours de route plus de la moitié de nos ressources humaines, nous jetons à la poubelle une quantité d'intelligence et d'énergie, qui ne doit plus être gaspillée, même si, il faudra, peut-être, revoir certains mécanismes d'accès à l'université. Mais les étudiants doivent avoir un soutien fort, les instruments indispensables, l'attention, le monitorage nécessaire pour augmenter au maximum les chances de réussite, pour des systèmes universitaires qui amènent à la maîtrise 90 pour cent des étudiants. En Italie un tiers des étudiants seulement atteint cet objectif et c'est de là que nous devons partir.
Je partirais de cette considération pour dire qu'une initiative universitaire, modeste en dimension mais très attentive aux besoins des étudiants, pourra nous donner des résultats exceptionnels au niveau du redressement et de l'élévation de la qualité professionnelle et culturelle de notre Région.
C'est donc un projet ambitieux que nous avons devant nous, un projet qui devra tout miser sur l'originalité de ce nouveau modèle pour lequel nous avons déjà commencé un pèlerinage pour voir ce qui se passe autour de nous, pour voir des réalités proches de la nôtre. Nous avons évoqué Bolzano, Lugano, Chambéry; nous avons connu Urbino, Liège, Bruxelles et d'autres universités encore pour comprendre ce qui se passe dans différentes situations et nous le ferons avec un éclairage international.
Merci, Monsieur Perron, pour avoir rappelé que nous avons essayé d'ouvrir la palette pour ce qui concerne les collaborateurs; nous avons essayé de faire une opération qui puisse mettre en contact des expériences très diversifiées sur le terrain de la recherche, de l'enseignement, de la gestion universitaire, de la planification du système pour avoir tous les renseignements utiles. Mais, pour finir, tous les conseils seront bons, il nous appartiendra de choisir et c'est là que nous aurons nos grandes responsabilités à prendre; il appartiendra certainement aux futurs organes de la Région valdôtaine de délibérer en la matière, de lancer ce projet, mais pour notre part nous avons l'intention de faire un travail de préparation très sérieux. Je disais lancer l'initiative parce que la future université devra avoir une claire autonomie, mais des relations très précises avec l'ensemble des institutions présentes sur la Région et avec les forces économiques et culturelles de ce Pays. L'université ne doit pas évoluer en vase clos, il faudra qu'il y ait une relation constante entre les organes institutionnels, entre les différents milieux présents dans notre Région pour qu'elle ne devienne pas l'affaire des universitaires. L'université sera l'affaire à nous tous, à notre Région et son travail devra être constamment suivi et accompagné par les institutions régionales.
Je demande aussi qu'on veille à ce qu'il y ait un engagement clair de la part de nos institutions pour ce qui est du soutien économique; nous savons qu'une université coûte cher, il faudra bien mesurer les pas, nous approuvons aujourd'hui une loi de financement à la réalisation du projet d'institution de l'université, mais il faudra savoir que cela entraînera un engagement financier important pour notre université dont les retombées ne sont pas immédiates, mais dont nous devons nous attendre des résultats importants.
Voilà, les quelques réflexions que je me suis borné à faire dans cette matinée que j'estime importante pour ce qui est de cette initiative ambitieuse. Je pense que de la synergie entre l'enseignement et la recherche que cette université pourra prévoir dépendront, dans une large mesure, les capacités de compétition de notre Région.
La Région valdôtaine ne pourra plus interpréter sa défense institutionnelle que sur le plan politique et juridique; la défense de son autonomie passera par sa capacité de compétition au niveau international, par le renforcement de son identité et de sa capacité de réagir dans le circuit des régions pesantes dans notre continent. Il est par conséquent fondamental que le pacte que nous faisons aujourd'hui puisse avoir une suite concrète et c'est exactement ce que nous souhaitons.
Président Je voulais répondre à Mme Squarzino. Je n'ai pas bien saisi ce qu'elle a dit, mais je tiens à la rassurer que le nouveau Comité de direction est à même de donner tout son apport et toute sa contribution à n'importe quelle initiative culturelle. Je dirais qu'avec sa vision Chanousienne il est à même de répondre à n'importe qui et à n'importe quoi.
(commenti e ilarità da parte dei Consiglieri del Gruppo PVA-cU)
On passe à l'examen du projet de loi. On vote l'article 1er:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote l'article 2:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote l'article 3:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote l'article 4:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote l'article 5:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote l'article 6:
Présents, votants et favorables: 29
Président On vote la loi dans son ensemble:
Présents, votants et favorables: 29
Le Conseil approuve à l'unanimité.
