Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2998 del 11 marzo 1998 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL'11 MARZO 1998

OGGETTO N. 2998/X Indennità percepite dai controllori regionali del Casinò de la Vallée. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che sin dalla data di apertura del Casinò si era instaurata la prassi che al controllore che eseguiva le operazioni di chiusura della giornata veniva corrisposta giornalmente un'indennità, previo suo prelievo dalla "cagnotte" del "Chemin de Fer" e prima di procedere alla contabilizzazione degli incassi (indennità che variava a seconda dell'ora di chiusura dei giochi o, meglio, dello "Chemin de Fer");

- che, fin dal 16 dicembre 1978, tale indennità veniva aumentata in modo consistente a seguito del raddoppio dei tavoli da gioco e del volume del gioco ed a causa del numero dei controllori che rimase invariato, anche allorquando, più avanti, vennero introdotti i giochi americani;

- che, a seguito d'una trattativa col Presidente della Giunta dell'epoca, si concordò l'erogazione d'una indennità mensile fissa di Lire 350.000 dal 1° luglio 1982 al 31 luglio 1983 e di Lire 450.000 a decorrere dal 1° agosto 1983 al 31 agosto 1983 (indennità che, successivamente, non venne più pagata);

- che le ragioni del pagamento di tale indennità andavano individuate:

a) incentivare il controllore a non porre problemi di orario e, nel contempo, evitare di pagare il lavoro straordinario;

b) retribuire il maggior carico di lavoro derivante prima dallo sviluppo dei giochi francesi a cui s'aggiungevano, poi, i giochi americani;

- che, con sentenza 10 maggio 1991 la Corte dei Conti condannava i controllori in solido fra di loro a pagare alla Regione la somma di Lire 886.749.352 dando valenza al rapporto della Guardia di Finanza che conteneva errori grossolani di conteggio del "fuori busta", dimenticando che alcuni controllori avevano nel frattempo, raggiunta la pensione e che altri lavoravano a tempo determinato;

i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

la Giunta regionale per sapere:

- se la stessa ha vagliato la posizione individuale di ciascun controllore al fine di andare a ricalcolare, con esattezza il "quantum" dei "fuori busta" realmente percepiti dagli interessati e quale sia il loro reale ammontare;

- alla luce della sopravvenuta illegittimità di tale prelievo se la stessa ha conteggiato od intende conteggiare e valutare il lavoro straordinario eseguito da ciascun controllore nel periodo indicato in premessa così da riconoscere loro il valore dell'attività lavorativa prestata da compensarsi con il cosiddetto "fuori busta".

F.to: Dujany - Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Intervengo anche a nome del collega Lanièce. Questa interpellanza non ha il dono dell'originalità, in quanto questa problematica era già stata oggetto di attenzione di questo Consiglio all'incirca alla fine della scorsa legislatura, allorquando il Vicepresidente Aloisi aveva presentato una mozione il 25 settembre 1992...

Presidente ... era l'altro l'Aloisi, Consigliere Dujany, nel ?92 ero ancora nel Comune di Aosta...

Dujany (Aut) ... aveva presentato una mozione in cui chiedeva al Consiglio di far sospendere ogni contenzioso in atto nei confronti dei dipendenti e amministratori regionali in merito alle decisioni adottate dalla Corte dei Conti, di verificare soprattutto attraverso un'apposita commissione regionale la posizione dei singoli controllori interessati alla vicenda.

Questa mozione veniva poi approvata con i voti favorevoli di 23 persone su 24 consiglieri, nella direzione di dare mandato alla II Commissione di approfondire gli argomenti emersi dalla discussione, per poter riferire al Consiglio su iniziative eventualmente ritenute opportune.

La situazione fu travolta dal termine delle elezioni scorse, poi sono passati circa 4 anni e mezzo senza che questa problematica venisse più raccolta.

A me pare estremamente importante che ci sia un preciso e determinato intervento del Governo regionale, in quanto in particolare dalla sentenza penale di secondo grado della Corte di Appello di Torino risulta chiaramente evidenziato un mancato pregiudizio di danno in capo all'Amministrazione, in forza della corresponsione di queste prededuzioni. Richiamo espressamente i contenuti della sentenza, là dove si precisa che non si sia trattato di un pregiudizio reale, poiché anzi l'attività posta in essere dai controllori ha determinato due vantaggi alla Regione da questo cosiddetto "sistema delle prededuzioni"; qui leggo: "Un risparmio dei costi di gestione pari ad un ammontare medio di lire 138 milioni circa a parità di personale, un aumento degli introiti superiore ai 2 miliardi, dovuti all'ora in più di apertura delle sale a partire dal gennaio-febbraio ?82, sottolineando come dagli 821 milioni dell'83, anno in cui esistevano le prededuzioni, si sia passati ad un costo complessivo del personale per l'anno seguente, in cui non sono più state elargite le prededuzioni, superiore ai 974 milioni, senza contare che nel primo trimestre ?84 i controllori risultavano sospesi e ridotti ad un terzo dello stipendio".

La sentenza chiarisce ancora che la Regione, se avesse dovuto retribuire i propri dipendenti del maggior lavoro da essi prestato, avrebbe tratto dalle proprie casse, evidentemente in termini di lavoro straordinario - cito testualmente la sentenza -, "Una somma ben superiore a quella finita nelle tasche dei predetti, in particolare: versando la retribuzione aggiuntiva nella misura del 100 percento e non soltanto del 78 percento, cioè entro il limite massimo dei proventi assicuratile dalla convenzione con la SITAV, senza poter far concorrere alle spese la controparte privata; pagando i relativi contributi previdenziali all'INPS, all'INADEL e alla GESCAL, a cui erano iscritti i controllori; computando tale cifra anche ai fini dei vari istituti retributivi; sostenendo infine il corrispondente carico fiscale anche in relazione all'ammontare più elevato delle entrate provenienti dal Casinò".

Mi risulta che di recente ci sia stato anche un incontro dei Capigruppo con la Presidenza del Consiglio, in cui è stata affrontata questa problematica, e mi pare che anche da parte dei Capigruppo sia emersa l'esigenza di fare giustizia attorno a questa vicenda, dalla quale la Regione non può tenere una condotta da Pilato, limitandosi a dare esecuzione a delle sentenze della Corte dei Conti. Mi pare che dovere di giustizia e di autotutela impongono all'Amministrazione di intervenire, evitando di nascondersi dietro a formalismi.

Un secondo aspetto che abbiamo evidenziato nell'interpellanza è se, alla luce delle sentenze della Corte dei Conti, che riconoscono l'illegittimità a seguito di un fatto formale della mancanza di delibera di queste prededuzioni, il Governo regionale ritiene doveroso riconoscere queste maggiori prestazioni dei lavoratori in termini di lavoro straordinario e se, conseguentemente all'espletamento di questo lavoro straordinario, ne derivi il diritto ad una compensazione con le cosiddette "prededuzioni".

Presidente Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.

Viérin D. (UV) M. Dujany dans son plaidoyer a abordé principalement les aspects juridiques de ce problème. Ce sont des aspects d'ailleurs qu'il connaît très bien, parce que, à notre connaissance, il semble que ce soit le cabinet d'avocat dont Monsieur Dujany fait partie, qui suit et qui assure une assistance légale aux contrôleurs. Donc je m'excuse auprès de M. Dujany de ne pas aborder le problème de ce point de vue, mais je crois qu'il y aura d'autres lieux, notamment les tribunaux, pour discuter de cette question, et dans ce cas Monsieur Dujany pourra faire valoir à plein titre ses fonctions d'avocat.

Je ne partage pas par contre les affirmations qui ont été faites, sur des tons un peu catastrophiques "nous voulons faire justice... l'Administration régionale est comme Ponce Pilate"; nous ne voulons absolument pas nous laver les mains de ce problème, au contraire, et j'essayerai d'exposer quelles sont les actions que l'Administration régionale a effectuées, mais si vous me le permettez j'essayerai de diviser le problème en deux parties, ou même en trois, avec une petite prémisse concernant les indemnités qui sont versées aux contrôleurs régionaux.

Je disais deux parties différentes, parce que pour ce qui est du montant des sommes qui sont réclamées aux contrôleurs je crois que l'Administration régionale ne peut intervenir, sur la base, là, d'une sentence qui a déjà été définie, qu'on ne peut modifier. Et j'essayerai également de présenter les raisons pour lesquelles les sections réunies de la Cour des Comptes n'ont pu intervenir pour modifier le montant de ces sommes.

Autre aspect - nous avons eu à ce propos une rencontre avec les contrôleurs et il y a eu une action déterminante de l'Administration régionale - celui de la notification de la mise en demeure des dits contrôleurs de payer ces sommes.

Quant aux indemnités, il est vrai, il y a toute une série de modifications qui en réglementent le montant, parce que la législation régionale a été modifiée au fil des années; à partir de 67 il y a les différentes lois: 75-76-77 et ensuite les différentes conventions collectives qui ont réglementé le montant de ces indemnités et également le montant de la majoration par heure de travail supplémentaire diurne et par heure de travail supplémentaire nocturne, durant les jours ouvrables. La dernière en date à laquelle je fais référence, c'est celle qui suit le renouvellement du contrat du mois de mars de cette année, avec un montant d'indemnité de service de 450 mille lires pour le personnel de 8e grade et de 500 mille lires pour le personnel de 7e grade. Mais c'est une prémisse qui nous sert également pour affirmer qu'il y a un montant à titre d'indemnité et qu'il y a également des sommes qui sont versées à titre de majoration horaire pour les services dispensés.

Quant aux questions spécifiques "dei fuori busta", à savoir des sommes qui ont été remises de la main à la main, chacun sait qu'elles ont été au centre d'une affaire judiciaire, qui a eu également des retombées dans le domaine pénal, une affaire qui n'est pas encore terminée pour ce qui est du jugement de la Cour des Comptes. Mais il apparaît de ce fait qu'il ne revient pas à la Région d'évaluer la position de chacun des contrôleurs, ni de refaire le calcul du montant des sommes perçues de la main à la main, parce que ce sont ces mêmes contrôleurs qui ont détaillé les sommes en question devant les instances pénales tout d'abord, puis devant la Cour des Comptes, et cette dernière a chiffré quant à elle son évaluation globale à 606 millions et des poussières dans son premier arrêt du mois de décembre 94, lequel a conduit à sa décision du 12 mars 95, qui en a décidé la saisie conservatoire. Mais la première section juridictionnelle de la Cour des Comptes a ensuite repris son précédent jugement, et par sa décision du 10 mai 1991 a établi que le montant global des dommages à rembourser s'élève à quelque 886 millions de lires, somme qui devra être évaluée en fonction de l'indice annuel moyen de progression des BOT et des CCT, et sur laquelle il conviendra ensuite de calculer les intérêts légaux.

Les sections réunies de la Cour des Comptes ont jugé irrecevable le recours introduit par les contrôleurs, qui contestaient les modalités de détermination de calcul de ce montant en raison des vices de forme commis par les représentants légaux des contrôleurs. En foi de quoi la Cour des Comptes a confirmé cette somme par son arrêt du 12 juin 1997.

Compte tenu de ce qui précède, il n'apparaît pas que l'Administration régionale, qu'il s'agisse du Gouvernement ou du Conseil, soit en mesure de redéfinir ce montant, dont il ne reste plus qu'à prendre acte, alors qu'il était possible aux parties en cause de le contester de plein droit, lorsqu'ils ont fait appel du jugement de 91 rendu en première instance. Ils auront la possibilité de s'y opposer devant le Tribunal civil, avant que le jugement 57 du 12 juin 1997 ne devienne exécutoire.

En ce qui concerne la question des heures supplémentaires, il est à souligner qu'il est impossible de prendre a posteriori des mesures visant à la reconnaissance d'heures de travail supplémentaire à titre de compensation pour des prélèvements que l'autorité judiciaire pénale considère aujourd'hui comme illégitimes.

Par contre, pour ce qui est de la deuxième partie du problème, et en réponse à une lettre qui nous a été adressée par les Chefs de groupe: Joseph César Perrin, Vanni Florio, Piero Ferraris, Vittorino Chiarello et Guglielmo Piccolo, après la réunion que les dits Chefs de groupe aient tenue avec des représentants des contrôleurs, nous pouvons mieux compléter cet aspect général, parce que là encore le montant initial des sommes dues a été déterminé par la Cour des Comptes et celle-ci a jugé irrecevable le recours introduit par les contrôleurs, en raison des vices de forme commis par les représentants légaux de ces derniers. C'était un problème de "notifiche".

Il ne reste plus de ce point de vue à l'Administration régionale qu'en prendre acte au moment de l'application des montants fixés par ces décisions de la Cour des Comptes de 91 et confirmées le 12 juin 1997.

Le Gouvernement a été sommé par la Cour des Comptes de donner exécution à ses jugements. Avant de donner exécution nous avons convoqué les contrôleurs et à la suite de cette rencontre il est effectivement apparu que des erreurs avaient peut-être été commises dans le calcul des montants, erreurs que les contrôleurs eux-mêmes ont indiquées quant à la déduction des sommes qui avaient déjà été versées, à l'actualisation du capital et aux intérêts légaux. Les contrôleurs avaient versé sur un compte courant ces sommes; ces livrets de compte courant sont encore bloqués par la Cour d'Appel de Turin.

Par ailleurs, les contrôleurs qui avaient été à la retraite avaient vu leur pension défalquée d'un montant qui devrait être utilisé pour payer ces sommes. Or, dans le calcul il n'a pas été tenu compte de ce montant. Par conséquent les sommations exécutoires du jugement ont été tout d'abord suspendues et dans un deuxième temps nous les avons retirées. Aujourd'hui le Bureau des affaires générales et légales procède à des vérifications avec la Procure régionale de la Cour des Comptes et avec l'Avvocatura distrettuale dello Stato, pour que les montants soient correctement établis, en partant du montant initial qu'on ne peut pas modifier, dû par les intéressés sur la base de la décision de la Cour des Comptes. Il s'agit de montants qui pourront encore faire l'objet d'une opposition devant le Tribunal civil lors de la notification d'exécution de la sommation.

C'est donc ce procédé juridique qui a été indiqué, pour permettre aux contrôleurs devant les instances civiles de demander que ces sommes soient rendues et c'est seulement lors de ce jugement qu'on pourra aborder ce problème.

Dans le cas spécifique, au-delà des considérations sur l'attitude de l'Administration, je regrette de devoir confirmer, sur la base d'avis légaux, que la seule possibilité pour l'Administration régionale a été celle de tenir compte dans la notification des sommes qu'ils doivent encore payer des montants qui ont déjà été versés par les contrôleurs.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.

Dujany (Aut) Mi permetto di dissentire dall'impostazione data dal Presidente della Giunta su questa problematica, sia sulla prima questione, cioè sul fatto dell'impossibilità attuale della pubblica amministrazione di andare ad effettuare i reali conteggi delle reali percezioni e prededuzioni che sono state percepite dai controllori, sia e ancor più sul fatto che l'Amministrazione in questi anni non si è mai attivata attraverso il proprio Ufficio legale nel determinare con esattezza questi importi, in modo tale da permettere ai controllori stessi, da una fonte indipendente qual era quella dell'Amministrazione regionale, di far valere le reali somme che erano state oggetto di prelievo. Non esiste nessun documento dell'Amministrazione, nonostante il Commissario Manganone avesse a suo tempo esplicitato con esattezza le quantificazioni percepite dai controllori; quindi l'Amministrazione, nonostante avesse a supporto questa documentazione cartacea, si è ben guardata dall'esternarla con un atto amministrativo che potesse essere utilizzato dai controllori per difendere la propria tesi, ma questo solo al fine di un'esattezza di somme percepite. È tanto più grave l'omissione di attivazione da parte del Governo regionale alla luce del fatto che emergevano da parte della Corte dei Conti delle contestazioni, che prevedevano somme esorbitanti rispetto a quelle della realtà. Intravedo in questo una gravità di comportamento dell'Amministrazione.

Non condivido neppure le valutazioni fatte sul lavoro straordinario, perché se è vero che le sentenze hanno dichiarato l'illegittimità di queste prededuzioni e quindi il conseguente obbligo di restituzione delle somme da parte dei controllori, peraltro compito già eseguito dagli stessi durante il procedimento penale, sta di fatto che comunque un'attività straordinaria da parte degli stessi è intervenuta a favore della pubblica amministrazione, e non mi può oggi dire l'Amministrazione, siccome erano illegittime quelle prededuzioni per quei fini, i controllori non hanno diritto neppure al riconoscimento del lavoro straordinario. Sono due aspetti che non possono essere fra di loro mescolati, per cui una cosa è l'illegittimità della prededuzioni, su cui nessuno interviene in modo contrario, e ci sono effettivamente delle sentenze passate in giudicato che vanno in questa direzione; altra cosa è il lavoro straordinario eseguito dai controllori, il beneficio in termini economici che ne è derivato alle casse della Regione, riconosciuto anche dalle sentenze che ho richiamato poco fa, e quindi direi il dovere prima di tutto morale del Governo regionale di calcolare queste somme e di porle in compensazione con quelle delle prededuzioni.

Non posso pertanto dichiararmi soddisfatto della risposta, ritengo di dissentire totalmente.