Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2997 del 11 marzo 1998 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL'11 MARZO 1998

OGGETTO N. 2997/X Misure adottate per diminuire i rischi derivanti dall'inquinamento elettromagnetico. (Interrogazione)

Interrogazione Avendo avuto notizia, dai mezzi d'informazione locali, della costituzione in Aosta di un Comitato per la prevenzione dei rischi derivanti dall'inquinamento elettromagnetico;

Ritenuto che il problema sussista effettivamente, e soprattutto in Aosta, ove sono presenti impianti base per telefonia cellulare, radiotelevisiva e simili;

il sottoscritto Consigliere regionale

Interroga

la Giunta regionale per conoscere quali misure amministrative e legislative sono state adottate per diminuire i rischi derivanti dall'inquinamento elettromagnetico e per favorire la delocalizzazione fuori dai centri abitati degli impianti base per telefonia cellulare, radiotelevisivi e altri, al fine di salvaguardare la salute della popolazione.

F.to: Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'ambiente, urbanistica e trasporti, Riccarand.

Riccarand (PVA-cU) Il tema dell'inquinamento derivante da campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici si è posto in questi ultimi anni al centro dell'attenzione pubblica, c'è una sensibilità indubbiamente crescente su queste tematiche anche legate alla crescente infrastrutturazione del territorio e alla diffusione non solo di elettrodotti, ma anche di antenne e di sistemi di teletrasmissione. Questa sensibilità si esprime anche con richieste di verifiche, controlli, petizioni, lettere, come ben conosciamo anche nella realtà della città di Aosta.

Il problema ha tre aspetti. C'è un aspetto di carattere più paesaggistico, che riguarda l'impatto visivo che elettrodotti e impianti di telecomunicazione hanno nel territorio; c'è poi un aspetto di carattere urbanistico nel senso che la disciplina è rimasta a lungo incerta anche a livello nazionale rispetto a comportamenti diversi delle varie amministrazioni comunali, localizzazione dei siti eccetera; c'è poi un aspetto di carattere prevalentemente sanitario legato ai possibili effetti che possono provenire dalle onde derivanti da questi impianti.

Per quanto riguarda il primo punto, sull'aspetto paesistico evidentemente abbiamo uno strumento di intervento a livello regionale costituito dall'autorizzazione nelle zone sottoposte a vincolo paesaggistico ai sensi della n. 1497 o ai sensi della legge Galasso. Quindi già da tempo si presta attenzione e si cerca di limitare le conseguenze dal punto di vista ambientale tenendo presente comunque la necessità di dotare il territorio della richiesta infrastrutturazione.

Per quanto riguarda l'aspetto urbanistico, questo è stato affrontato nella legge urbanistica che abbiamo approvato in Consiglio regionale la scorsa settimana in cui è stato previsto che gli impianti di telecomunicazione devono essere localizzati in siti ben precisi, individuati attraverso una pianificazione di cui è stata affidata la competenza alle comunità montane. Con la legge regionale quindi siamo andati a disciplinare quest'aspetto pianificatorio.

Per quanto riguarda l'aspetto sanitario, con l'istituzione avvenuta da poco più di un anno dell'ARPA la Regione si è dotata dello strumento per questo tipo di verifiche. In effetti, in alcuni casi che sono stati segnalati e per i quali sono state richieste verifiche - via Monte Emilius, vicino ad una centrale ENEL, o in viale della Pace, vicino agli impianti della TELECOM - l'ARPA ha provveduto a fare delle verifiche e i risultati sono sempre stati tali da tenersi al di sotto delle soglie attualmente previste dalla normativa nazionale.

C'è però da dire che la normativa nazionale è ancora in fieri, proprio nelle scorse settimane è stato depositato un disegno di legge del Governo, c'erano già disegni di legge di iniziativa di gruppi parlamentari, ma adesso c'è una proposta del Governo fatta di concerto fra Ministero dell'ambiente, Ministero della sanità e Ministero dei trasporti che prevede una disciplina organica della materia dei campi elettromagnetici e dei parametri ben precisi.

Su questa base ovviamente sarà possibile anche per la Regione Valle d'Aosta andare con una propria legge a disciplinare in modo adeguato rispetto al suo territorio, però dobbiamo aspettare che si sia consolidata questa normativa a livello nazionale perché in questo momento è notevolmente incerta, nel frattempo operiamo attraverso i controlli basandoci sui dati dei decreti che finora sono usciti.

Voglio anche sottolineare che l'attenzione con cui è stato affrontato questo problema ci ha portato anche ad organizzare uno specifico momento di riflessione che si è svolto la settimana scorsa, organizzato dagli Assessorati dell'ambiente e della sanità insieme al CO.RE.RAT. proprio per fare il punto della situazione con la partecipazione dei massimi esperti dell'Istituto superiore della sanità, del Ministero dell'ambiente e delle società che operano in questo campo e che provocano l'inquinamento, cioè ENEL, TELECOM e RAI. È stato un incontro molto utile perché ci ha permesso di avere un quadro completo di quello che si sta muovendo a livello nazionale anche per quanto riguarda gli aspetti giuridici, quindi credo che possiamo tranquillizzare i cittadini per quanto riguarda i controlli che vengono fatti laddove vengono richiesti e che in nessun caso finora hanno indicato livelli di pericolo, cioè siamo al di sotto delle soglie che erano state preventivate. Però queste soglie possono e probabilmente saranno abbassate dai provvedimenti normativi in corso anche se a livello scientifico c'è un dibattito molto ampio e non ci sono ancora certezze in questo campo e quindi bisognerà prefigurare al più presto - penso all'inizio della prossima legislatura - un provvedimento normativo a livello regionale che recepisca le normative a livello nazionale e dia un assetto definitivo alla questione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (Aut) Prendo atto della risposta fornitami dall'Assessore Riccarand da cui si evince la volontà da parte della Giunta regionale di aspettare il disegno di legge che è stato presentato a livello nazionale per poi verificare la possibilità di legiferare in materia in campo regionale.

Anch'io ho partecipato al convegno che si è svolto in questa settimana dal quale sono emerse alcune situazioni e nel quale si è cercato di fare un po' di chiarezza cercando di confortare i cittadini di Aosta preoccupati per la presenza di questo traliccio che poteva portare forti conseguenze per quanto riguarda l'inquinamento elettromagnetico.

È vero che i cittadini hanno formato un Comitato per la prevenzione dall'inquinamento elettromagnetico, ma è anche vero che le risposte fornite in quella sede erano risposte non completamente esaustive perché se da un lato si è riferito dei controlli effettuati da parte dell'ARPA sia per quanto riguarda il traliccio presente in viale della Pace, sia per quanto riguarda i problemi esistenti in via Monte Emilius, dall'altro si sono paventati anche timori per le conseguenze di lungo periodo perché i controlli, come si sa, vengono fatti nel breve periodo e il timore dei cittadini è per gli effetti di lungo periodo.

Penso che questo sia un problema importante in quanto investe la salute pubblica, quindi rivolgo all'Assessore e alla Giunta regionale l'invito a seguire questo problema tenendo conto delle lamentele dei cittadini e a porre dei limiti, inizialmente con l'ARPA e poi con un sistema normativo regionale, non appena ci sarà la normativa nazionale per cercare di prevenire l'inquinamento elettromagnetico.

Aggiungo solo una cosa che mi avevano fatto presente i promotori della petizione: sembra che l'installazione di un settore dell'antenna presente in viale della Pace non abbia ancora dal ?94 il parere dell'USL per quanto riguarda l'istanza di installazione; questa mi sembra una cosa un po' assurda, quindi invito l'Assessore a farsi portavoce di questa richiesta e a verificare di persona se è vero, come risulta da quest'atto del Comune di Aosta, che una parte del settore di quest'antenna non è stata ancora autorizzata con parere dell'USL. Questo sarebbe anche un primo segnale della volontà dell'Amministrazione regionale di tener conto di questo problema e di venire incontro alle esigenze di questi cittadini che hanno solo posto in evidenza un problema importante perché riguarda la salute pubblica. Questo è un invito che rivolgo all'Assessore e spero che si faccia portavoce di questo problema anche presso il Comune di Aosta per verificare quest'anomalia.