Oggetto del Consiglio n. 2948 del 11 febbraio 1998 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DELL'11 FEBBRAIO 1998
OGGETTO N. 2948/X Crediti della gestione straordinaria del Casinò nei confronti di clienti. (Interpellanza)
Interpellanza Premesso che nel rendiconto consuntivo della Gestione Straordinaria regionale del Casinò di Saint-Vincent, relativamente all'esercizio 1° luglio 1996 - 30 giugno 1997, si evince un'evidente situazione creditizia dell'azienda nei confronti di clienti di gioco;
Considerato che la Gestione Straordinaria regionale ha una natura giuridica pubblica: ciò in base a una recente circolare del Ministero delle Finanze, secondo cui "la gestione delle case da gioco da parte di organi straordinari (commissari prefettizi, ad acta, eccetera) designati per motivi contingenti è da considerarsi comunque gestione diretta da parte dell'ente pubblico, a prescindere dalla personalità giuridica ricoperta dal commissario o dall'autonomia contabile e amministrativa attribuitagli";
Atteso che spetta dunque all'ente pubblico, in tal caso l'Amministrazione regionale, vigilare sull'operato di tali enti e dei relativi preposti;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interpella
la Giunta regionale per conoscere:
1) se gli importi indicati nel prospetto contabile in oggetto sono da essa ritenuti un fenomeno che sia configurabile nel normale andamento della Gestione Straordinaria regionale, e ciò, con particolare riferimento, al volume dei "crediti verso clienti", ritenuti di dubbia ricuperabilità o di incerta solvibilità;
2) se gli affidamenti erogati dall'ufficio competente siano stati effettuati nel rispetto delle regole vigenti e, in particolare, ottenendo le relative garanzie a tutela del prestito concesso;
3) qual è, nell'ambito dei "crediti verso clienti", l'entità degli importi dovuti ad anticipazioni a clienti procurati dai rabatteurs, quale percentuale percepiscono costoro a titolo di provvigione e se i medesimi garantiscono l'eventuale insolvenza dei propri clienti;
4) se nella complessiva attività dell'ufficio interno preposto agli affidamenti ai clienti siano ravvisabili elementi di responsabilità in capo al funzionario (o ai funzionari, se più di uno) preposto e, in caso affermativo, quali provvedimenti si intendano adottare.
F.to: Tibaldi
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (Ind) Abbiamo già avuto occasione di sorvolare quest'argomento - purtroppo senza poterlo approfondire - quando è stato esaminato ed approvato il rendiconto consuntivo della gestione straordinaria relativo al periodo 1° luglio ?96 - 30 giugno ?97. Argomento che con quest'interpellanza penso possa essere più facilmente chiarito in merito ad alcune cifre che compaiono sul documento contabile.
È per questa ragione che l'interpellanza è stata proposta all'attenzione della Giunta. In particolare si vuole sapere se la situazione creditizia in cui versa l'Ufficio fidi - non so se tecnicamente si chiama così - della gestione straordinaria sia oggi, sulla base dei dati che si evincono dal documento contabile, da considerare un fatto fisiologico, cioè rientri nei canoni di normalità, oppure no e quindi sia da considerare un fatto patologico, nel senso che c'è stata un'evidente lievitazione dei crediti dalla gestione precedente a quella attuale. Le cifre mi sembra siano particolarmente significative perché al 30 giugno 1996 i crediti iscritti relativi all'esercizio dei 12 mesi erano di 615 milioni, al 30 giugno 1997 - sempre secondo i dati di bilancio - sono a 2,279 miliardi di cui crediti netti verso clienti di gioco 2,161 miliardi.
Un altro dato significativo è quello che, se l'ammontare totale dei crediti verso i clienti di gioco è di quasi 4 miliardi, in particolare per la precisione di 3,960 miliardi, c'è un forte abbattimento a deduzione che è iscritto nell'ambito del fondo svalutazione crediti, e poi c'è anche un abbattimento - presumo, ma sentirò il Presidente cosa ci risponde - che è determinato dal fondo rischi.
Orbene, leggendo quello che c'è scritto nella relazione di bilancio, il fondo svalutazione crediti e il fondo rischi hanno una precisa funzione, in particolare: i crediti - così è scritto - sono esposti al loro presumibile valore di realizzo, determinato attraverso l'accantonamento di un apposito fondo svalutazione crediti, quantificato in funzione di una stima relativa alla solvibilità dei crediti stessi. Esso è stato classificato nell'attivo dello stato patrimoniale a rettifica diretta dei crediti commerciali. In poche parole, il fondo svalutazione abbatte quella quantità di crediti che sono ritenuti di difficile solvibilità e quindi di difficile ricuperabilità da parte della Casa da gioco. Vi è poi il fondo per rischi ed oneri che è stato stanziato a titolo prudenziale al fine di coprire perdite di esistenza, certo probabile, delle quali tuttavia - sempre si legge nella nota - alla chiusura dell'esercizio non sono determinabili l'ammontare o la data di sopravvenienza.
Sulla base di quello che si riesce a comprendere da quest'insieme di spiegazioni e di dati contenuti nel documento contabile, sembra che l'abbattimento a titolo prudenziale dell'ammontare totale dei crediti rispetto a quelli esigibili e di certa ricuperabilità sia notevolmente differente.
Per questo con l'interpellanza si vuole conoscere un po' più approfonditamente questa situazione, in particolare si chiede se gli importi indicati nel prospetto contabile sono ritenuti un fenomeno di normalità oppure no. Le altre domande invece vogliono comprendere intanto in maniera più precisa quali sono i canoni di regolamento degli affidamenti dei prestiti a favore dei clienti, in particolare anche dei cosiddetti rabatteurs, cioè di coloro che portano clienti di particolare prestigio e capacità finanziaria a giocare al Casinò. Vorremmo, se possibile, sapere quali sono le garanzie che vengono richieste a questi soggetti e se queste garanzie sono fornite, penso che dall'interpellanza si evinca anche la volontà di conoscere, da parte del sottoscritto nei confronti del Presidente, i meccanismi di affidamento del credito a favore di questi soggetti e qual è l'entità delle provvigioni riconosciute ai rabatteurs, e poi - tornando alla domanda iniziale - se sulla base della considerazione generale, alla luce dei risultati che si sono verificati, sia stato ritenuto opportuno o meno prendere dei provvedimenti nei confronti dei titolari dell'Ufficio in questione.
Président La parole au Président du Gouvernement régional, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) La gestion extraordinaire, instituée par la loi régionale n° 88/93, n'est pas selon nous et sur la base également d'avis qui nous ont été fournis, contrairement à ce qui est indiqué dans les prémisses de cette interpellation, un organisme public, dans la mesure où elle possède sa propre personnalité juridique de droit privé - il suffit de se référer à l'article 2 de la loi régionale portant institution de la gestion extraordinaire - qu'elle n'entretient aucun rapport d'ordre hiérarchique avec l'Administration régionale et avec les organes qui dépendent de cette dernière; qu'elle dispose de sa propre organisation autonome et indépendante, même du point de vue de l'organigramme et de la réglementation; qu'il n'est donc pas possible d'envisager l'hypothèse d'une gestion directe de la maison de jeu de la part de la Région.
La gestion extraordinaire constitue donc une gestion autonome du casino de la Vallée de Saint-Vincent, même si elle est soumise aux contrôles prévus par la loi n° 88/93, et non pas une gestion directe de la Région. En tant que gestion autonome, elle exprime donc dans ses rapports juridiques avec des tiers sa nature privée et se comporte comme n'importe quel sujet de droit privé dans le cadre des dispositions de droit privé.
Quant aux questions qui ont été posées par Monsieur Tibaldi, sur la base des données qui nous ont été fournies par le Commissaire Ramojno et tout en nous déclarant à la disposition de Monsieur Tibaldi pour tout complément d'information, si jamais les réponses ne sont pas exhaustives, je fournis les éléments qui devraient permettre de répondre aux dites questions et ce, sur la base d'un tableau récapitulatif "movimento clienti anni dal 1° luglio 1994 al 30 giugno 1997", dont je donnerai un double à Monsieur Tibaldi. Le Commissaire Ramojno nous formule donc ces considérations:
"Gli importi indicati nel prospetto contabile, in particolare i crediti verso i clienti ritenuti di dubbia ricuperabilità o di incerta solvibilità, nei tre anni di gestione straordinaria dal 1° luglio 1994 al 30 giugno 1997, rientrano senza alcun dubbio entro i limiti di una sofferenza consolidata che precede la gestione straordinaria e che si attesta da anni, seppure con scostamenti legati ad episodici incrementi, in una media che è riscontrabile in tutti i bilanci della gestione della Casa da gioco, considerata nel suo complesso e nelle sue varie fasi anche di natura gestionale. È bene precisare che i tre anni presi in considerazione hanno sviluppato un volume complessivo di assegni e movimenti a fronte dei quali sono state consegnate fiches per giocare di circa 815 miliardi e che ben 584 miliardi, pari al 72 percento del giocato in fiches, sono stati movimentati dall'Ufficio cassa assegni, e che a fronte di tale movimento l'Ufficio cassa assegni ha registrato una sofferenza sicuramente contenuta di 3,431 miliardi, pari a circa lo 0,60 percento sul volume del cambiato. I rimanenti 230 miliardi circa, derivanti da cambi centax e carte di credito, hanno rappresentato per contro, con una percentuale di costo commissione del 2,3 percento circa, costi fissi di commissione per circa 5,2 miliardi ed è del tutto evidente che le operazioni fatte senza rischio imprenditoriale, che rappresentano meno del 30 percento, hanno di fatto rappresentato un costo fisso certo e non ricuperabile ben superiore ai 3,431 miliardi oggetto di esame per quest'interpellanza. Va inoltre sottolineato che tale percentuale, con scostamenti comunque assorbiti in piani pluriennali, è consolidata anche nelle precedenti gestioni della Casa da gioco e rientrano pertanto, e malgrado le volontà degli attuali gestori, in una normalità fisiologica di rischio imprenditoriale. Vale la pena di sottolineare inoltre che, nei confronti del debito di gioco e ai sensi delle vigenti leggi nazionali, non è riconosciuta azione legale per il recupero. Il dato consolidato e riportato in bilancio è riferito ai tre anni di gestione straordinaria ed è di molto inferiore, se vogliamo prendere dei termini di paragone e di confronto, con i dati emergenti dalla nota sull'andamento economico della Valle d'Aosta nel ?96 e redatto dalla Banca d'Italia, dove alla pagina 32 nel prospetto "Impieghi bancari e sofferenze in Valle d'Aosta per settori di attività economica, Tav. 5C" ha fatto registrare valori di sofferenze sul territorio valdostano con percentuali che vanno dall'8 percento al 6,7 percento. È comunque scontata, riteniamo doverosa, e applicata l'azione di tentativo di recupero che l'azienda effettua con le dovute cautele nei confronti della clientela con la collaborazione di istituti ed agenzie specializzate nel pieno rispetto della normativa vigente. Ciononostante - ed è il secondo punto dell'interpellanza - nel normale avvicendamento della clientela si verificano dopo momenti di regolare e costante copertura degli assegni emessi da parte della stessa, difficoltà, ritardi e in alcuni casi anche inadempienze che determinano complessivamente la percentuale di insolvenza evidenziata. Gli affidamenti erogati dall'ufficio competente sono stati effettuati nel rispetto dei regolamenti vigenti. È anche opportuno sottolineare che l'azienda ha predisposto fin dall'inizio del ?97, con il supporto di consulenti esterni e al fine di recepire le nuove disposizioni di legge e di rendere sempre più aderente il regolamento alle esigenze della clientela di gioco, una nuova regolamentazione che ha avuto applicazione sperimentale nel corso del mese di dicembre ?97. Tale regolamentazione prevede a mezzo di informazioni commerciali e bancarie tutte le garanzie a tutela del credito concesso che comunque viene limitato ad un importo ampiamente al di sotto della potenzialità patrimoniale stimata.
Nell'ambito poi dei crediti verso clienti, l'entità degli importi dovuti ad anticipazioni a clienti procurati dai rabatteurs è pari al 20 percento del totale della sofferenza in essere. Ai rabatteurs viene riconosciuta una percentuale sugli assegni negoziati presso la cassa assegni e andati a buon fine del 6 percento a titolo di provvigione. Si precisa che tale tipologia di collaboratori è oggi limitata ad una sola persona; gli altri rabatteurs percepivano un compenso fisso, che oscillava da un minimo di 200 mila lire a un massimo di 400 mila lire per presenza di giocatore. Da intendersi, questa presenza, per week-end o periodo di ospitalità più lungo in concomitanza di festività. In entrambi i casi il compenso veniva erogato solo a fronte di provate partecipazioni al gioco del cliente segnalato. I rabatteurs partecipano al rischio dell'eventuale insolvenza dell'assegno dei propri clienti.
Infine - l'ultima domanda - non si ravvisano nell'esercizio 1° luglio 1996 - 30 giugno 1997 elementi di responsabilità in capo al Responsabile dell'Ufficio cassa assegni o di altre persone delegate e non sono quindi stati adottati provvedimenti nei loro confronti".
Président La parole au Conseiller Tibaldi.
Tibaldi (Ind) Per una breve replica. Innanzitutto chiedo al Presidente se è possibile disporre di una copia di quella risposta per poterla esaminare attentamente.
Due considerazioni. La prima si riferisce alle premesse dell'interpellanza: qui non è che si voglia fare un dibattito di carattere giurisprudenziale sulla natura della gestione straordinaria, però come il Presidente dice che non si tratta di gestione diretta quella del Casinò de la Vallée, bisogna anche tenere presente che c'è una specifica circolare ministeriale che, pur rispettando la personalità giuridica di diritto privato o la natura autonoma a livello decisionale, contabile, del soggetto preposto alla guida di un ente commissariato, l'ente locale - in questo caso la Regione - resta il gestore del Casinò commissariato. Questa è una circolare ministeriale del 2 giugno dello scorso anno che non fa distinzioni fra Casinò commissariati dal comune o Casinò commissariati dalla Regione, comunque sono punti di vista differenti.
Per quanto riguarda invece l'interpellanza nella sua sostanza, non posso in questo momento che prendere atto delle affermazioni del Presidente sulla base delle risposte che ha fornito il Commissario. Faccio solo un'osservazione laddove il Commissario fa riferimento al cosiddetto credito consolidato, cioè che i valori che ci siamo ritrovati in bilancio sono riferibili a somme di crediti che si sono accumulati nel corso di questi tre anni di gestione commissariale però, pur rispettando quest'affermazione del Commissario, mi pare di evincere, come dicevo già illustrando l'interpellanza, che c'è un'anomala crescita di crediti dallo scorso anno a quest'anno e già dal ?95, dalla gestione precedente, al '96, in particolare: 367 milioni di crediti verso clienti nei 12 mesi nel primo anno di gestione straordinaria; 615 milioni nel secondo anno; 2,279 miliardi nel terzo anno, quindi c'è stata una progressione che non è nemmeno costante, ma che è più che costante, se vogliamo fare un ragionamento di carattere matematico.
Il Commissario dice che nonostante ciò questo valore è da considerarsi nella normalità, cioè è fisiologico; io chiedevo se era fisiologico o patologico il Presidente risponde: il Commissario dice che è fisiologico. Su questa risposta mi permetto di avere qualche perplessità, riservandomi di esaminare in maniera più compiuta il documento letto dal Presidente fornendomi la risposta a quest'interpellanza anche perché, sulla base di altri dati che invece abbiamo nel prospetto di bilancio, notiamo un altro gap particolare in questa gestione, cioè, oltre all'ammontare dei crediti, che è comunque aumentato, è aumentato anche il volume dei crediti di difficile recuperabilità e di difficile solvibilità rispetto agli anni passati quindi, sono due ragionamenti che non possiamo sottovalutare e che devono essere tenuti in costante considerazione.
La risposta di Ramojno, ripeto, la prendo per buona, ma ritengo di non poterla accettare come ragionamento finale di un incremento di valori economici che qui stanno ad indicare una situazione da campanello di allarme da tenere sotto costante attenzione perché da quei pochi e scarni numeri che abbiamo letto in bilancio e che in qualche maniera sono stati ripresi dal Presidente ritengo che non si debba affrontare con un'estrema o certa leggerezza una situazione di questo tipo.
Ringrazio il Presidente per la risposta e chiedo se è possibile avere una copia del documento di Ramojno.
