Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2569 del 21 maggio 1997 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 21 MAGGIO 1997

OGGETTO N. 2569/X Necessità di ridefinizione del ruolo dell'Institut Valdôtain de l'Artisanat Typique. (Interpellanza)

Interpellanza Presa visione dello studio della società CAST di Milano, consegnato nell'ottobre dello scorso anno e relativo alla necessità di ridefinire il ruolo dell'I.V.A.T. e di aumentarne l'efficacia gestionale;

Rilevati i risultati di tale consulenza, approvata dal Consiglio di amministrazione dell'I.V.A.T., dai quali emerge che:

a) l'attività commerciale registra un andamento economico negativo, con disavanzo nel 1995 del -33 percento;

b) l'attività promozionale non appare pianificata;

c) l'attività di formazione è correntemente ferma;

d) esiste una mancanza di direzione strategica nella conduzione dell'Ente;

Rilevato altresì che lo studio CAST propone una serie di interventi atti a rilanciare il ruolo dell'I.V.A.T., tra i quali risulta la necessità di modificare in primis la legge costitutiva dell'Ente;

Sottolineato che tale necessità era già stata più volte espressa dal precedente Consiglio di amministrazione, come risulta dal resoconto dell'allora Presidente consegnato in data 26 ottobre 1994;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore all'Industria, Commercio ed Artigianato per conoscere:

a) se condivide l'analisi dello studio CAST e quali eventuali riflessioni ha da fare in merito alla responsabilità di una gestione così fallimentare;

b) se condivide tutte le proposte avanzate dallo studio per riqualificare l'I.V.A.T.;

c) cosa si è fatto finora in merito, cosa si intende fare nel futuro e con quali scadenze.

F.to: Marguerettaz-Collé- Viérin Marco

Président La parole au Conseiller Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) Nell'ottobre dello scorso anno la Società CAST di Milano, che tutti voi conoscete perché è la stessa società che aveva svolto quello studio inerente l'INVA di cui avemmo modo di discutere un po' di tempo fa, ha consegnato all'Institut Valdôtain d'Artisanat Typique un suo studio che era stato commissionato dall'Institut stesso, inerente appunto la situazione di quest'Istituto.

Leggendo i risultati di questo studio era inevitabile la presentazione di un'interpellanza, qual è quella che stiamo discutendo, perché appare evidente come la situazione dell'Institut sia tutt'altro che florida.

Leggerò alcuni passaggi di questo studio per supportare questa mia affermazione. Nello studio si parla ad esempio di aree di insoddisfazione generalizzata che necessitano di interventi correttivi, si fa riferimento al fatto che vi sia un personale di vendita scarsamente motivato, si fa riferimento ad un preoccupante decremento degli artigiani conferitori, si fa riferimento ad un'esposizione merceologica dei negozi che non consente di differenziare i prodotti, ma la parte più preoccupante è certamente la parte economica, commerciale dell'Institut.

Per quanto concerne l'attività commerciale dallo studio risulta come economicamente si sia registrato un andamento in valore assoluto negativo con un margine lordo che indica il disavanzo fra ricavi e costi di gestione in meno il 33 percento nel 1995. Così come si dice pure che organizzativamente si è registrato un peggioramento dell'efficienza operativa in quanto, a fronte di un incremento delle vendite del 9,89 percento annuo, nel periodo ?92-'95 si è registrato un incremento del margine lordo solo dell'1,55 percento.

Per quanto concerne l'attività promozionale si fa presente come essa appaia non pianificata e gestita di anno in anno; per quanto riguarda l'andamento economico si sottolinea la perdita di efficacia dell'ente derivante da opportunità di investimento non sfruttate; per quanto riguarda la struttura organizzativa si fa presente come per la Commissione qualità, che è quella che dovrebbe fare la cernita dei prodotti, non esistono dei criteri definiti per l'assegnazione del marchio per cui la decisione sui conferimenti sembra essere molto legata alla discrezionalità dei membri. Faccio presente che alcuni dei membri dei consigli sono anche dei conferitori dell'Institut. Da qui la sintesi dei risultati, così come appare scritta nell'interpellanza.

Non è da oggi che..., il sottoscritto sì è da poco tempo nel senso che... quando ha preso visione di questo studio e quindi ha ricostruito un po' la situazione dell'IVAT, ma non è da oggi che perlomeno chi è preposto a seguire quest'Institut era a conoscenza della situazione, perché - come ricordato nell'interpellanza - il Presidente uscente del precedente Consiglio di amministrazione scriveva nella sua relazione consegnata nell'ottobre ?94 di aver fatto più volte presente con relazioni e verbalmente la necessità di modificare la legge per consentire all'IVAT di avere una gestione snella e manageriale di tipo privatistico e svolgere l'attività commerciale con profitto seguendo le regole del mercato, non potendo seguire un ente, che persegue finalità di sviluppo, promozione e commercializzazione, le rigide regole della gestione pubblica.

Così come, sempre nella relazione del ?94, il Rag. Raimo faceva presente come la gestione commerciale dell'IVAT, pur non essendo istituzionalmente almeno la principale, assorbisse dal punto di vista finanziario ed economico oltre l'80 percento delle risorse dell'Institut stesso, non dando per contropartita risultati economici apprezzabili. Poi più avanti diventa più chiaro quando dice che per la gestione dell'ente ha avuto modo di rilevare come la medesima risulti economicamente assolutamente insoddisfacente.

Se tutto ciò non bastasse, forse tornando allo studio CAST, potrebbe dire in conclusione come fra i vari punti a giustificazione del crac di quest'Istituto venga messa la mancanza di direzione strategica nella conduzione dell'ente.

A fronte di questa situazione con l'interpellanza in oggetto chiediamo all'Assessore anzitutto di darci un giudizio sull'analisi fatta dallo studio CAST e se, a suo avviso, ci possono essere delle responsabilità così come apparirebbe dallo studio medesimo.

In seconda istanza gli chiediamo se condivide le proposte che lo studio ha avanzato per la riqualificazione dell'IVAT e poi vorremo sapere cosa si è messo in cantiere per il futuro, ma al tempo stesso saremmo ben lieti se l'Assessore ci desse una qualche giustificazione per il fatto che dal 1994 ad oggi tutto è proceduto senza colpo ferire, come se non ci fosse nessun bisogno di intervento presso quest'Istituto. Ricordo infatti che nei tempi di intervento che lo studio CAST prevedeva come utili per porre mano al problema dell'IVAT si indicavano entro il novembre del ?96 la proposta di modifica della legge e dello Statuto, sempre entro lo scorso anno si prevedeva l'approvazione del documento di pianificazione, riservando invece all'anno in corso le modifiche della pianta organica, l'assunzione del direttore generale e la concessione dei negozi a privati.

Si dà atto che, dalle ore 10,18, presiede il Vicepresidente Marco Viérin.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio ed artigianato, Mafrica.

Mafrica (GV-PDS-SV) Come il Consigliere Marguerettaz ben conosce, quest'Ente ha una duplice funzione. Ha innanzitutto il compito di promuovere la tutela, la valorizzazione, l'incremento dell'artigianato tipico e artistico della Valle d'Aosta e in secondo luogo quello di commerciare i relativi prodotti.

Quindi rispetto alla situazione complessiva dell'Ente e all'analisi che è stata fatta posso dire che, da un confronto che ha avuto luogo prima con la CAST, poi con i responsabili dell'IVAT, poi con entrambi, è venuta l'esigenza di apportare miglioramenti. Miglioramenti che, per ciò che riguarda l'analisi tecnica di CAST, sicuramente sono necessari, quindi questo tipo di analisi, se riferita al puro esame della parte commerciale, dal punto di vista tecnico è ineccepibile e le soluzioni che vengono proposte sicuramente devono essere prese in considerazione.

Il giudizio invece complessivo sull'attività dell'Ente credo che possa essere meno drastico, possa essere di considerare un ente che ha delle difficoltà, che però sta prendendo, ha preso e prenderà iniziative per migliorare la sua efficienza.

Prendiamo per esempio la questione dei negozi: se i negozi fossero pure strutture commerciali, le cifre sulle vendite, sul fatturato, sul margine lordo, sarebbero estremamente negative. Questi negozi però hanno anche una funzione di sede espositiva, di presa di contatto del turista con opere dell'artigianato, di collegamento con l'intero mondo - che è complesso - dell'artigianato tipico, con dei costi non valutabili, ma che sono relativi a funzioni positive dell'Istituto.

Le cifre sono le seguenti. Le vendite erano di 615 milioni nel ?94, 686 nel ?95 pur in presenza della chiusura del punto di Valtournenche, 713 nel ?96, in presenza della chiusura di Valtournenche e della chiusura per ristrutturazione di Ayas quindi, da questo punto di vista, sicuramente le spese non sono coperte dai ricavi, ma i ricavi sono crescenti e sono crescenti in una situazione in cui si va a qualificare la presenza commerciale dell'Ente nei diversi centri turistici.

Dal punto di vista dei conferimenti si è passati dai 439 milioni del ?94 ai 445 del ?95, ai 518 del ?96. Quest'incremento dei conferimenti come valore, pur in presenza di fenomeni di diminuzione del numero dei conferitori, va rapportato al tipo di mercato, vale a dire esiste nel settore dell'artigianato tipico un ridotto numero di imprese artigianali che producono oggetti in serie, mentre è molto vasto il numero degli hobbisti, però non tutti si mettono nelle condizioni fiscali per poter avere rapporti con un ente pubblico. Quindi è un mercato complesso.

Quanto al giudizio sulla conduzione dell'Ente, credo che come il precedente Presidente aveva consapevolezza delle difficoltà, anche l'attuale gestione ha questa consapevolezza. La cosa è dimostrata dal fatto che è stato avviato un concorso per la promozione, sono state invitate agenzie pubblicitarie e grafici della Valle d'Aosta, è stata avviata con una spesa annua di 150 milioni una campagna pubblicitaria per rafforzare l'immagine dell'IVAT attraverso lo studio Seghezio e Grivon, campagna che è tuttora in fase di realizzazione.

Per migliorare la rete distributiva si sono chiusi i punti vendita che non avevano un riscontro significativo, cioè quelli di Valtournenche e Gressoney-La-Trinité e si stanno potenziando le attività per Aosta, Courmayeur, Cogne e Antagnod; ad Aosta e ad Antagnod sono in fase di realizzazione proposte di ristrutturazione che tendono anche ad una migliore esposizione. Ad Antagnod si utilizzerà la Maison de l'Ours per esporre gli oggetti e i prodotti in una sede adeguata e anche con un significato culturale specifico, ad Aosta si predisporranno ambientazioni particolari per gli oggetti esposti.

Il Consiglio di amministrazione ha affrontato le questioni del ruolo dell'Ente in un convegno specifico con il supporto tecnico del Centro di sviluppo già nel dicembre del ?95 ed ha in quell'occasione confrontato le esperienze con quella dell'Isola della Sardegna, che è la struttura organizzativa per l'artigianato tipico della Sardegna, e con il Rettaz in Savoia.

Sempre dal punto di vista della consapevolezza e delle iniziative prese, proprio l'aver affidato ad una società specializzata l'analisi tecnica del proprio andamento è significativo dell'interesse portato ad un miglioramento della gestione.

Sicuramente le osservazioni tecniche fatte da CAST sulla necessità di avere un direttore generale, di avere un consiglio di amministrazione più snello, di rendere di tipo privatistico la gestione dei negozi, separandola dalla complessiva attività di promozione, formazione e tutela, sono indicazioni che vengono ritenute positive.

Per ciò che riguarda la formazione, faccio presente che l'Amministrazione regionale ha organizzato più di 30 corsi per la formazione di artigiani nei settori della vannerie, della tornitura, della scultura e dell'intaglio e che anche corsi più specializzati sono organizzati dall'Agenzia del lavoro e dall'Assessorato stesso, quindi la formazione sicuramente in questo campo non è trascurata, anche se non svolta attraverso l'IVAT. Si tratta di definire chi fa e che cosa in questo quadro complesso della formazione.

Per quel che riguarda gli interventi proposti, le iniziative che dovranno andare avanti con l'assestamento di bilancio finanzieremo la ristrutturazione dei locali di Aosta e di Antagnod per oltre 200 milioni; dal confronto con i Responsabili dell'IVAT e con quelli della CAST abbiamo preso l'impegno di accogliere le indicazioni con una riformulazione del testo di legge nel senso indicato.

I problemi ancora da valutare riguardano il ruolo della Commissione qualità perché, secondo le indicazioni di CAST, dovrebbe dipendere gerarchicamente dal Direttore. Si tratta di vedere - questo è un punto da approfondire - la presenza di una commissione che abbia un suo ruolo, con criteri magari più precisi come veniva suggerito da Marguerettaz, e che possa porsi in relazione dialettica con le strutture operative.

Lo sforzo fatto comunque dall'IVAT si è tradotto, oltre che in una diminuzione dei punti di vendita, aumento del fatturato, aumento del valore di conferimento da parte dei produttori, anche in una riduzione degli addetti che ha portato da 13-14 a 8 addetti, per cui il risanamento è avviato con l'adeguamento di questa struttura e con la separazione più netta dei compiti commerciali dai compiti di promozione e tutela. Ci auguriamo che in questa materia complessa si possa ulteriormente migliorare.

Sicuramente questo studio va preso nel senso di un contributo al miglioramento e non come una sentenza negativa sul complesso dell'attività; sono suggerimenti utili per un Consiglio di amministrazione, per dei responsabili che hanno presente i problemi, che stanno già operando per modificare in meglio la situazione.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) Stavo pensando a come dichiararmi: soddisfatto, non soddisfatto, quasi sufficiente verrebbe da dire. Non del tutto sufficiente, però Assessore per alcune osservazioni che credo doveroso fare.

È evidente Assessore che, quando si vuole porre mano - come mi è sembrato dalle sue parole - ad un istituto quale l'IVAT per migliorarne l'efficacia, si può partire da due posizioni: una è la sua che, consapevole di alcune difficoltà, intende andare verso un miglioramento; l'altra è quella di CAST che ha una consapevolezza maggiore e che vede non tanto le difficoltà, quanto una situazione pressoché drammatica alla quale occorre mettere mano con una certa risolutezza.

L'importante è che si vada nella direzione di migliorare questa situazione che ad alcuni appare sufficiente, ad altri, come al sottoscritto, decisamente insufficiente. Anche perché alcuni punti portati a difesa della conduzione dell'IVAT da parte dell'Assessore non sono poi così convincenti. L'Assessore ha accennato all'incremento delle vendite, ed avevo fatto riferimento anch'io a questa cosa, ma abbiamo visto come sull'incremento del 10 percento abbiamo avuto un margine lordo di incremento dell'1,5 percento; questo è indice di una non oculata gestione sicuramente.

L'Assessore ha accennato alla chiusura di punti vendita che non erano produttivi, ed è vero, ma ha evitato di dire - giustamente, vista la sua posizione - da quanti anni questi punti vendita erano improduttivi e dopo quanti anni ci si sia decisi a chiuderli, perché questo sarebbe anche interessante.

Penso che quando lo studio fa riferimento alle mancate opportunità per quanto riguarda gli investimenti si riferisca in parte a questo, o magari a soluzioni che ancora oggi si stanno prendendo; l'Assessore accennava al discorso di ristrutturare due punti vendita, quello di Aosta e quello di Antagnod, e qui faccio una piccola parentesi. Sul punto vendita di Antagnod, che non mi risulta essere uno dei più favorevoli dal punto di vista dell'andamento delle vendite, mi risulta che ci fosse un'opportunità per situare il punto vendita IVAT a Champoluc, mentre si è scelto di ristrutturare il vecchio punto vendita ad Antagnod. Credo che per tutti noi, che conosciamo il flusso di turisti che transita in quel di Champoluc e quello che va ad Antagnod, appare evidente come sarebbe stato assai più conveniente dal punto di vista degli investimenti spostare il punto vendita a Champoluc. Questo per dire che ancora oggi ci sarà questa consapevolezza forse, Assessore, ma le scelte non sono sempre conseguenti, in questo senso la inviterei proprio ad essere un po' più vigilante.

Capisco che lei ha tanto da fare, ma credo sia necessaria una maggiore vigilanza sulle scelte che il Consiglio di amministrazione dell'IVAT sta tuttora prendendo, anche perché lei non mi ha dato un giudizio - ma è anche qui comprensibile l'omissione - su uno dei punti più pesanti che appare dallo studio CAST, che è quello in cui si sottolinea la mancanza di direzione strategica. Lei dice che l'Amministratore e il Presidente hanno la consapevolezza, ma verrebbe da chiedersi: forse hanno la consapevolezza di non saper dirigere? Perché questo appare dallo studio CAST.

Infine due ultime osservazioni. I corsi di formazione per gli artigiani è vero che sono svolti prevalentemente dall'Assessorato, ma mi risulta anche che, probabilmente a causa di quella non chiara funzione che ha oggi la Commissione qualità, vi siano stati dei pezzi fatti artigianalmente durante i corsi di formazione di un certo pregio - non però in legno, a questo riguardo so che lei, Assessore, ha investito per quanto riguarda l'acciaio, le ceramiche eccetera - che non hanno ottenuto il marchio qualità.

Sono tutta una serie di situazioni alle quali credo vada messo mano con forza perché, se il concetto della privatizzazione dei punti vendita è sacrosanto, come lei stesso ha detto, bisogna fare sì che questo risulti possibile. A fronte dell'esempio che ho fatto prima bisogna rendere appetibili i punti vendita se li si vuole privatizzare. Lo stiamo facendo? Mi auguro di sì, ma non ne sono così certo.

Un'ultima considerazione, ma capisco che quando l'opposizione chiede dei tempi, non sempre ha delle risposte; in genere si usa dire tempi brevi e spero che davvero la riforma della legge costitutiva possa avvenire in tempi brevi.