Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 2328 del 18 dicembre 1996 - Resoconto

SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996

OGGETTO N. 2328/X Vertenza fra la sede INAIL di Aosta ed i lavoratori e pensionati invalidi per infortuni sul lavoro e malattie professionali. (Interpellanza)

Interpellanza A conoscenza della vertenza che si è riaperta fra la Sede INAIL di Aosta e i lavoratori e pensionati invalidi per infortuni sul lavoro e malattie professionali a seguito della decisione presa dall'Istituto, in virtù dell'articolo 55 della legge n. 88 del 9 marzo 1989;

Preso atto degli accordi raggiunti a suo tempo fra la Regione e la Direzione Nazionale dell'INAIL, relativi al rispetto dell'articolo 3 della legge regionale n. 57 del 22 dicembre 1980;

Considerato che l'intesa Regione - INAIL era stata realizzata dalla Giunta regionale in carica a seguito del mandato ricevuto all'unanimità dal Consiglio regionale nell'adunanza del 21 marzo 1990;

Considerato, altresì, che sembra che la Sede INAIL di Aosta per contenere le spese abbia messo in atto una profonda e massiccia azione di riduzione ed annullamento delle rendite per silicosi e malattie professionali;

Vista la Circolare guida normativo-operativa n. 71 del 30 ottobre u.s. inviata dalla Direzione Nazionale dell'INAIL alle sedi periferiche

il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore competente per conoscere:

1) se è a conoscenza del comportamento dell'INAIL locale e dei problemi sociali che si sono venuti a verificare fra i pensionati e lavoratori a cui sono state ridotte o azzerate le rendite fino ad oggi corrisposte;

2) quali iniziative intende intraprendere per far rispettare gli accordi a suo tempo sottoscritti fra la Regione e l'INAIL, su richiesta delle OO.SS e in base alla legge regionale n. 57 del 22 dicembre 1980, nonché la mozione approvata all'unanimità del Consiglio regionale, nell'adunanza del 21 marzo 1990.

F.to: Lanièce

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) La vertenza fra i silicotici e l'Inail ebbe inizio con l'approvazione della legge statale 88/89, precisamente il comma 5 dell'articolo 55 di tale legge.

Detto articolo dava all'Inail la possibilità di rettificare le prestazioni erogate in caso di errore di qualunque natura commesso in sede di attribuzione o di riliquidazione delle prestazioni.

Preso spunto da questa legge, l'Inail di Aosta prese l'iniziativa per cercare di ridurre le spese a carico dell'istituto, azzerando o riducendo le rendite erogate agli invalidi. Nacque, come è noto, un conflitto fra patronati e Inail. L'Inail inviava spesso fuori Valle i silicotici per gli accertamenti sanitari.

Il conflitto quindi giunse anche in Consiglio regionale, a seguito di interpellanze e mozioni presentate da gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione.

Il Consiglio regionale, nella seduta del 21 marzo 1990, approvò all'unanimità una risoluzione, con la quale: "si richiede all'Inail il rispetto della legge regionale 57 del 22 dicembre 1980 in merito agli accertamenti da effettuare nei confronti dei silicotici, quindi di revocare immediatamente i provvedimenti deliberati dall'istituto; dà mandato all'Assessore competente di porre in essere tutte quelle iniziative, incontri e confronti che si rendono necessari onde ottenere la piena tutela dei diritti acquisiti dai silicotici della Valle d'Aosta; impegna la Presidenza del Consiglio a trasmettere la presente risoluzione agli organi istituzionali dell'Inail a livello regionale, nazionale, nonché ai competenti Ministeri".

L'Inail, dopo una serie di incontri in sede ministeriale e in sede locale, accolse l'invito rivoltole dal Consiglio regionale, di fare gli accertamenti sanitari nelle strutture dell'USL della Valle d'Aosta, ritenute idonei da tecnici Inail dopo le dovute verifiche e gli accertamenti sul posto. In allegato c'è la lettera con cui l'Inail dichiarava questo. Il direttore della sede Inail di Aosta, nonostante l'intesa raggiunta a livello nazionale, non intese rispettare gli accordi; infatti ad aprile 1991 tentò di inviare nuovamente i silicotici fuori Valle. Anche questo è documentato da lettera.

Riprese quindi la presentazione di interpellanze in Consiglio regionale, con le quali veniva chiesto all'Assessore alla sanità di far rispettare le intese che erano state raggiunte. Ho qui un'interpellanza, a firma dei consiglieri Bajocco e Chenuil, che interpellavano l'Assessore "per sapere se non ritiene opportuno intervenire per dare un contributo al chiarimento di una questione che sta creando notevoli disagi alla popolazione valdostana", e una interrogazione, a firma dei Consiglieri Agnesod, Viérin, Perrin, Marcoz e Voyat, con la quale si chiedeva all'Assessore competente di farsi portavoce perché venissero rispettati gli accordi fatti con l'Inail e messi in evidenza dalla risoluzione che ho appena letto.

L'Inail riconfermò il rispetto degli accordi, a suo tempo raggiunti, e tutto rientrò nella normalità. Il direttore della sede, a seguito dei normali avvicendamenti, lasciò la sede di Aosta.

Con l'attuale direttore si è riaperta purtroppo la vertenza e si è tornati indietro alla situazione del 1990. Non si rispettano gli accordi raggiunti fra Inail e Regione, le rendite vengono ridotte o azzerate, i pensionati lavoratori interessati vengono inviati fuori Valle come e dove crede opportuno l'istituto, gli assistiti sono considerati quasi come delle specie di approfittatori, quindi suscettibili di controlli a tutto spiano.

In sostanza l'Inail sta risanando il proprio bilancio a spese dei lavoratori valdostani, si stanno creando purtroppo dei grossi disagi sociali: famiglie di pensionati che si trovano dopo 20-30 anni senza alcun reddito, dopo aver lavorato per una vita nelle miniere e nel settore siderurgico.

Su questo problema i patronati stanno trattando in sede locale, anche dopo essere intervenuti in sede nazionale. É stata emessa una circolare, nella quale si dice che dopo 70 anni di età non vengono più fatti gli accertamenti, però la situazione è ancora in subbuglio, quindi si chiede all'Assessore competente di fare qualcosa. Chiediamo quali iniziative intende assumere l'amministrazione regionale, se non è opportuno che questo Consiglio prenda posizione su tale problematica come fece nel '90, e quali passi intende intraprendere oggi l'Assessore rispetto a 6 anni fa, dato che siamo tornati alla stessa situazione, come se nulla si fosse modificato.

Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore alla sanità e assistenza sociale, Vicquéry.

Vicquéry (UV) Mi consenta il Consigliere Lanièce di fare alcune piccole osservazioni di carattere generale.

Innanzitutto L'Inail è un istituto che non è soggetto a vigilanza e controllo da parte dell'amministrazione regionale, e questo deve essere ben chiaro a tutti. É pur vero che, trattandosi di un istituto che opera in Valle d'Aosta, può e deve in alcuni casi il Consiglio regionale esaminare problematiche connesse ai cittadini valdostani, ma sempre nella consapevolezza della totale autonomia dell'Inail, così come è totale l'autonomia di altri istituti, quali l'Inps, l'ispettorato del lavoro, il NAS e altri ancora.

Auspico a titolo personale che i consiglieri regionali non contribuiscano a surriscaldare il clima sulla problematica, perché tale atteggiamento potrebbe verosimilmente provocare un pericoloso effetto boomerang, a scapito dei lavoratori pensionati Inail.

É invece a mio parere da privilegiare la politica diplomatica dei piccoli passi, che stiamo attuando da tempo, nella più ampia discrezione, piuttosto che eclatanti azioni che rischiano di "déclencher" rovinose ricadute.

É ben noto infatti a tutti che il problema degli accertamenti ai silicotici in Valle è sorto nel 1988 a seguito di alcune denuncie anonime alla magistratura. L'Inail fece effettuare dei controlli sui silicotici valdostani e su una ventina di persone solo due risultarono affette da silicosi. Vennero pertanto incriminati con l'accusa di falso in atto pubblico i medici dell'istituto incaricati degli accertamenti, nonché quelli dei patronati. Nella primavera del '92 si è svolto il processo con la condanna dei suddetti medici, che hanno comunque presentato ricorso. I medici dell'Inail sono stati quindi sostituiti e si è proceduto ad alcune revisioni, che hanno portato alla riduzione di alcune silicosi e in alcuni casi anche al loro azzeramento.

Il Consigliere Lanièce ha già brevemente fatto un excursus storico della vicenda, che giustamente è stata portata all'attenzione di tutte le forze politiche nella riunione del Consiglio regionale del 21 marzo '90, che ha adottato la risoluzione ricordata, dando mandato all'Assessore della sanità di intercedere in merito, pur ribadendo la risoluzione la totale autonomia dell'istituto.

L'Assessore alla sanità dell'epoca, Lanièce, convocò una riunione in data 30 maggio '90 con i rappresentanti dell'ACLI, dell'INGA, della CGIL, dell'ITAL, dell'INAS e dell'ITAL-INAS; in questa riunione tutte le parti esposero il loro punto di vista in materia e concordarono (il verbale della riunione è agli atti) che comunque uno degli aspetti che era all'attenzione non poteva essere risolto, quello cioè delle visite fuori Valle, tant'è che nel verbale si dice testualmente: "Tutti i presenti concordano, nel caso di accertamenti da effettuare fuori Valle, nella individuazione di una struttura con la quale convenzionarsi al fine di un pari trattamento degli interessati", in quanto il problema all'epoca era che ci si presentava a visite presso istituti di medicina legale diversi. Per cui già allora non si escludeva e non si può escludere neppure oggi che gli accertamenti diagnostici più importanti e più delicati venissero fatti presso istituti di medicina legale altamente specializzati fuori Valle d'Aosta.

Nel '91 agli atti risulta un'intervista dell'allora Assessore alla sanità, Beneforti, pubblicata sul quotidiano "La Vallée Notizie", dal titolo: "Saranno riviste le rendite Inail, che erano state ridotte o annullate. Buone notizie, dopo le polemiche, per i silicotici". L'Assessore Beneforti afferma - si dice nell'articolo - che le rendite che erano state ridotte o azzerate saranno riviste dietro la presentazione di un ricorso da parte dei pensionati da una collegiale medica; insomma, chi dall'oggi al domani aveva avuto la propria rendita, percepita per anni e anni, drasticamente decurtata se non addirittura annullata, avrà la possibilità di averla. Si citano, sempre nell'articolo, incontri a Roma con il direttore generale dell'Inail dell'epoca, avv. Mario Palma, e si fanno delle prospettive per il futuro. Alla domanda del giornalista: "E per il futuro?" l'Assessore Beneforti risponde che si dovrà riscrivere il famoso comma 5 dell'articolo 55 della legge 88/89 in materia. Assicura l'Assessore di stare predisponendo un disegno di legge di iniziativa statale, ma preannuncia che i tempi per giungere ad una modifica della normativa non saranno certo brevi.

Si tratta della proposta di legge di iniziativa statale, firmata da tutte le forze politiche, presentata in data 10 febbraio '92, che è stata come molti presumevano drasticamente bocciata dall'organo di controllo, non essendo assolutamente di competenza del Consiglio regionale adottare provvedimenti di questo genere, perché non poteva configurarsi assolutamente come interpretazione autentica di una legge il disegno di legge di iniziativa statale che è stato presentato. Disegno di legge che aveva già avuto delle osservazioni critiche sul punto di legittimità da parte degli organi legislativi del Consiglio regionale.

Un altro tentativo che mi sovviene è stato quello di assumere a carico del bilancio dell'amministrazione regionale i ticket sanitari, iniziativa bocciata anche questa e che spero non si voglia ripetere, perché la demagogia non deve essere al centro dell'attenzione del Consiglio regionale; noi dobbiamo seguire e monitorare tutti i fenomeni che si producono in Valle d'Aosta, ma dobbiamo essere molto realisti.

Incontri si susseguono sotto le legislature che seguono, per quanto mi riguarda ne ho avuto più di uno con l'Inail e con i patronati, uno convocato ufficialmente nell'aprile '95 a cui pochi patronati si sono presentati, perché il livello di conflittualità era e rimane ancora aperto.

Il tutto, come già citato da Lanièce, viene regolamentato ultimamente dalla circolare della direzione dell'Inail dal titolo: "Guida normativa ed operativa per la revisione delle rendite" del 30 ottobre '96, circolare che fa seguito ad una serie di interventi della Regione autonoma Valle d'Aosta, ivi compreso il sottoscritto e ivi compresi i parlamentari che si sono attivati in più incontri ufficiali con i responsabili, senza però (questo spero non venga considerato un peccato) predisporre dei comunicati stampa sulla data della convocazione, l'ordine del giorno e l'esito dell'incontro, perché ognuno ha il suo modo di operare. Comunque voglio in questa occasione ringraziare ufficialmente i parlamentari valdostani, perché il risultato di questa circolare lo si deve, in parte, anche al loro intervento.

Questa circolare ha due punti fondamentali che interessano la problematica della Valle d'Aosta in materia di rendite Inail, che ricordo è assolutamente anomala rispetto al quadro nazionale, rispetto a qualunque tipo di parametro, per motivi storici evidenti: la grossa siderurgia, le grosse industrie del passato hanno fatto sì che in Valle d'Aosta ci sia un numero di rendite Inail assolutamente abnorme rispetto alle medie nazionali. Come tutti sanno, l'Inail oggi ancora paga delle rendite per un buon 25 percento di non residenti in Valle d'Aosta, ma che all'epoca hanno contratto la malattia in Valle e pertanto sono a carico della sede di Aosta. Questo è un dato da ricordare, perché in termini assoluti anche i dati statistici possono portare a delle conclusioni errate.

Questa circolare, dicevo, ad un certo punto dice che tali complesse e interdipendenti considerazioni suggeriscono in linea di massima e fatte salve le situazioni particolari, di soprassedere alle revisioni attive nei confronti dei soggetti ultrasettantenni, specialmente per quanto riguarda le tecnopatie. É un risultato raggiunto. Ma la discrezionalità sull'attuazione di questo punto è lasciata ovviamente alle sedi regionali, in virtù di tutta una serie di considerazioni che precedono.

Il secondo punto importante di questa circolare riguarda la rettifica di provvedimento errato, ai sensi dell'articolo 55, comma 5, della legge 88/89, e il provvedimento di rettifica per errore riguardante le situazioni pregresse, proprio il punto che era stato esaminato dal Consiglio regionale con il disegno di legge di iniziativa statale. Al riguardo si dice che per attuare questa iniziativa - iniziativa che è stata oggetto di interpretazioni dell'istituto superiore del ministero del lavoro, di sentenze della Cassazione, quindi una tematica che va ben al di là delle prese di posizione di ogni singolo Consigliere regionale o comunale, ci rendiamo conto che non contiamo nulla in materia essendosi espressi organi istituzionali così autorevoli - le sedi dovranno riesaminare su motivata richiesta dei singoli interessati o dei loro patronati gli atti che hanno dato luogo al provvedimento contestato.

Il riesame, se richiesto, può essere condotto congiuntamente con il medico designato dall'interessato o con quello del patronato, al quale è stata conferita la rappresentanza. Nel caso che il provvedimento a suo tempo modificato risulti erroneamente motivato - perché tutto si gioca sull'interpretazione dell'errore - o la motivazione stessa sia riconosciuta incompleta, la sede dovrà procedere alle necessarie correzioni dandone immediata informazione all'assicurato, con la procedura di cui al precedente punto 2. Il riesame dovrà essere limitato ai provvedimenti adottati dopo gli accordi del luglio '95, resi operativi con le istruzioni impartite eccetera, effettuato - salvo situazioni particolari - sugli atti della pratica, finalizzato a modificare o rettificare, ove ne ricorrano le condizioni, la modulistica utilizzata per la comunicazione del provvedimento.

In merito all'interpellanza, ho sentito ufficialmente il direttore della sede Inail, il quale mi ha autorizzato a dare lettura in questa sede della sua risposta, che è la seguente:

"Con riferimento alla richiesta pervenuta in data odierna, via fax, mi pregio di fornire alla S.V. alcune informative relative al problema, oggetto della interpellanza stessa.

La sede dell'Inail di Aosta non è a conoscenza di eventuali vertenze aperte da parte dei lavoratori pensionati, già indennizzati in rendita per malattia professionale o infortunio sul lavoro, per l'applicazione dell'articolo 55 della legge 88/89. Esistono invero alcuni ricorsi inoltrati per via giudiziaria, ma ciò rientra nella normale prassi del contenzioso previdenziale.

La sede è a conoscenza di iniziative, ripetutamente pubblicizzate dalla stampa, da parte di qualche esponente politico in cerca di consenso, che con enfasi ha proposte le sue iniziative a tutela degli assistiti Inail, pur senza aver alcun titolo a livello di interlocutore e senza aver mai richiesto all'istituto informative di alcun genere, e contribuendo ad alimentare il clima di tensione sufficientemente balzato alla ribalta con le note vicende giudiziarie degli anni scorsi, che non poco peso hanno avuto nell'evoluzione della gestione locale del problema revisione.

Da parte della sede si è sempre cercato, per quanto possibile, di dare attuazione alle disposizioni di cui alla legge regionale 57/80, nonché alle intese realizzate dalla Giunta con la direzione generale dell'Inail in materia di accertamenti in loco.

L'ulteriore ricorso a strutture esterne alla regione per l'effettuazione di indagini a più elevato contenuto specialistico è stato motivato dall'esigenza di garantire l'assistito che, dai primi esami effettuati in loco, risultava già virtualmente destinatario di revoca o di pesante riduzione dell'invalidità precedentemente riconosciuta".

In pratica il direttore dell'Inail dice, e lo ha ripetuto in tutte le riunioni che abbiamo fatto con i patronati e con le associazioni degli invalidi del lavoro, che gli ulteriori accertamenti presso gli istituti di medicina legale non vengono fatti per penalizzare il cittadino, il lavoratore, il pensionato, ma al contrario per verificare, là dove sussistono dubbi sulla macchiolina, se quella macchiolina può essere considerata valida, per cui può essere riscontrata la positività e non la negatività - come qui afferma - di pesante riduzione di chi è già virtualmente destinatario di revoca. É un po' come il sesso degli angeli, può essere interpretato in un modo o nell'altro, possiamo discuterne all'infinito, ma se la finalità è questa, è una finalità positiva nei limiti consentiti dalla legge.

Continuo a citare il dr. Romano:

"D'altro canto è opportuno far rilevare il fatto che la posizione di incomunicabilità da parte dei patronati ha di fatto impedito l'attivazione del filtro previsto dalla stessa legge 57/80, ponendo l'istituto nella condizione di decidere sul merito di tali accertamenti da solo.

É assolutamente priva di ogni fondamento l'ipotesi che l'Inail abbia cercato di contenere il bilancio, riducendo le spese e procedendo a revisione massiva dei tecnopatici.

L'istituto ha da tempo avviato a livello nazionale una programmazione del lavoro delle sedi periferiche, che prevede fra gli obiettivi stessi quantificati direttamente dalla stessa direzione generale, l'esaurimento di un determinato numero di revisioni delle rendite in godimento.

É da rilevare peraltro che l'obiettivo numerico è andato progressivamente riducendosi negli anni, da 1000 a 600, a fronte della obiettiva lungaggine procedurale derivante dalle misure garantiste volute dalla sede e dalla impossibilità da parte delle strutture esterne a far fronte a carichi di lavoro maggiori, che sicuramente le strutture locali, eventualmente attrezzate, avrebbero potuto effettuare in misura quantitativamente maggiore.

Che tutto sia venuto in un momento in cui il settore assistenza e previdenza è nell'occhio del ciclone - i gravi eccessi di cui la stampa nazionale ha ampiamente fornito notizia - è un fatto meramente occasionale, che comunque nulla ha a che vedere con le ipotesi strumentali evidenziate nell'interpellanza stessa, che vengono con fermezza respinte.

Recentemente, sulla base di lunghi e approfonditi incontri con le associazioni di patrocinio e sindacali, incontri avviati fin dall'inizio del corrente anno a livello centrale, è stata emanata da parte della direzione generale dell'Inail la circolare 7196, in ciò seguendo una precisa linea di indirizzo del comitato di vigilanza dell'Inail, che ha fornito una guida normativa la cui unica novità consiste nel suggerire, per quanto non controindicato da fattori particolari ambientali, a soprassedere alla visita di revisione degli ultrasettantenni affetti da malattie professionali e non più in costanza di lavoro.

La sede ha già comunque fornito a tal proposito precise indicazioni alle organizzazioni sindacali regionali intervenute sul tema e sta predisponendo incontri con le organizzazioni dei patronati locali, al fine di addivenire alla stesura di un protocollo d'intesa finalizzato sia a ridurre il disagio dell'utenza, sia a contenere le eventuali visite specialistiche fuori Valle, sia a garantire comunque una trasparenza conforme ai principi della legge 241/90.

Sarà premura dello scrivente informare la S.V. eccetera".

Il direttore ha allegato il verbale della riunione con i patronati in data 15 novembre '96 e il riscontro alla lettera delle organizzazioni sindacali del 25 novembre '96, che sono agli atti. In sintesi, il verbale dell'incontro del 15 novembre scorso si esplicita in una serie di interventi da parte dei segretari regionali delle organizzazioni sindacali in Valle, che si felicitano per il fatto che si è riaperto il dialogo e che si va a definire un protocollo di intesa. I sindacati il 26 novembre hanno inviato una lettera all'Inail, dicendo che a seguito dell'incontro del 15 novembre, in occasione dell'illustrazione della guida normativa e operativa, chiedono di sospendere temporaneamente gli inviti a visita già disposti presso strutture fuori Valle, in attesa degli approfondimenti e delle integrazioni al protocollo di intesa. Il direttore dell'Inail risponde con una nota, dove ribadisce che gli accertamenti fuori Valle sono 15 e riguardano situazioni pregresse già virtualmente negative e che la finalità delle visite è quella che ho indicato prima, per cui non sto a darne lettura.

In conclusione, per rispondere ai due punti dell'interpellanza, evidentemente l'Assessorato è a perfetta conoscenza dell'evolversi della situazione, la tendenza è quella di seguire con attenzione il fenomeno per verificare che il tutto si svolga nella perfetta correttezza e che vengano contemperate le esigenze del rispetto della legge con le esigenze giuste delle popolazioni delle fasce più anziane che, se si trovassero dall'oggi al domani senza rendita, si troverebbero in situazioni economiche molto difficili. A me pare che la decisione di soprassedere e di non richiedere più la visita di revisione per gli ultrasettantenni sia un primo obiettivo, a cui se ne possono aggiungere altri.

Le iniziative che si intendono intraprendere sono quelle di mantenere continuamente i contatti con le organizzazioni sindacali , contatti che ci sono con i patronati e con le associazioni invalidi del lavoro nella più totale discrezione, operando secondo noi con il buon senso, perché questo è alla fine quello che conta.

Presidente Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.

Lanièce (GA) Prendo atto della risposta datami dall'Assessore, chiedo se posso avere la documentazione inviata dal direttore dell'Inail, dr. Romano, per poterla avere agli atti.

Per quanto riguarda quello che ha detto l'Assessore, anzitutto non ho ben capito il passaggio in cui diceva che molte volte interventi di politici sul problema possono peggiorare la situazione. Mi sembra che sia compito di un Consigliere di minoranza di sollevare in questa sede problemi che riguardano l'intera collettività, qualunque sia la natura del problema, altrimenti qual è il ruolo del Consigliere regionale di minoranza?

Se volete che veniamo qua a fine mese, prendiamo lo stipendio e non diciamo niente, non ci alziamo, non prendiamo nessuna iniziativa, non mi sembra che sia questo il nostro compito. Quindi ogni problema che c'è nella collettività valdostana, spetta alla sensibilità di ogni Consigliere, soprattutto di minoranza, di sollevarlo, ma senza voler strumentalizzare nulla; non sono andato a fare nessun comizio, ho solo preso atto di una situazione e mi sono permesso di chiedere qual è la situazione reale, il parere dell'Assessorato, tenuto conto che nello stesso Consiglio regionale diverse forze, fra cui quella a cui appartiene lo stesso Assessore, avevano presentato a suo tempo delle iniziative su questo problema.

Non penso che allora si sia detto che quelle iniziative erano strumentali, anzi erano iniziative utili e non per niente ho anche richiamato una risoluzione presentata in questo Consiglio e votata all'unanimità. Questo dimostra che tutte le forze politiche sono consapevoli e coscienti di questa problematica e che si sono prese l'incarico di firmare assieme una risoluzione. Non mi sembra che questo sia strumentalizzare, o fare polemica, o peggiorare la situazione. Vuol dire solamente dimostrare che c'è qualche amministratore che si interessa del problema e giustamente, non essendo nelle stanze dei bottoni e non potendo essere colui che incontra il responsabile dell'Inail per prendere delle decisioni, si permette di chiedere gentilmente le informazioni per sapere qual è la situazione.

Fatta questa piccola precisazione, rivolgo alla Giunta, in particolare all'Assessore, l'invito a tenere in considerazione questo problema, come egli ha ribadito, per riuscire a trovare un accordo, come si fece nel '90, e un invito anche a tutte le forze politiche in questo Consiglio a verificare la possibilità di presentare una risoluzione o un ordine del giorno su tale problema, che dimostri la volontà del Consiglio di far non solo rispettare una risoluzione già votata, ma la stessa legge regionale 57/80 dove all'articolo 3 si dice che gli accertamenti radiologici per la revisione della rendita a favore dei lavoratori malati di silicosi sono effettuati con spesa a carico dell'istituto nazionale per l'assicurazione presso le strutture sanitarie pubbliche della regione che ulteriori indagini radiologiche sono ammesse solo in casi eccezionali, su specifica e documentata richiesta degli enti e istituti di patronato, e i relativi oneri sono a carico degli enti richiedenti.

Penso che far rispettare una legge regionale sia compito di questo Consiglio regionale, quindi l'invito è ancora quello di seguire con particolare attenzione questo problema, visto che riguarda persone che potrebbero avere dei grossi danni anche economici da scelte che portino alla eliminazione dello loro rendita.

Mi sembra che questo sia un invito non strumentale, ma serio da parte di un Consigliere di opposizione che chiede chiarimenti e invita le forze politiche e la Giunta a tenere in considerazione il problema.