Oggetto del Consiglio n. 2327 del 18 dicembre 1996 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996
OGGETTO N. 2327/X Modalità stabilite dal calendario venatorio relativamente alla caccia al cinghiale. (Interpellanza)
Interpellanza Visto la legge regionale n. 64 del 27 agosto 1994.
Visto la delibera di Giunta n. 4468 del 11 ottobre 1996 inerente l'approvazione del nuovo testo del calendario venatorio per la stagione 1996.
Saputo di un ricorso avverso l'amministrazione regionale inerente le attuali modalità di caccia al cinghiale.
Visto le note dell'Assessorato all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali prot. n. 22597/SF del 15 novembre 1996 e prot. n. 23709/SF del 2 dicembre 1996.
Ribadito che il vero problema è il prelievo dei cinghiali o meglio definiti dagli esperti "porcastri".
I sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
l'Assessore all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali per conoscere:
1) quali sono stati i motivi che hanno determinato tale situazione;
2) se la ripartizione territoriale, per l'esercizio della caccia al cinghiale, oggi prevista con delibera di Giunta e con comunicazioni e disposizioni impartite dall'Assessorato all'Agricoltura, Forestazione e Risorse Naturali, non rientri nell'articolo 5 della legge regionale n. 64;
3) se l'evoluzione di tali fatti non pregiudicherà i risultati e le aspettative del mondo agricolo.
F.to: Marco Viérin-Lanièce
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (PpVA) Questa interpellanza non ha prettamente lo spirito delle passate in merito al problema - ne avevamo parlato anche con l'Assessore già nell'ultima adunanza del Consiglio in maniera non ufficiale - ed affronta il tema di quel ricorso che era stato presentato da parte dei cacciatori della Bassa Valle che, se accolto, avrebbe creato grossi problemi all'impostazione del calendario venatorio e quindi anche della legge inerente. Fortunatamente ho appreso proprio quel giorno che il TAR non aveva accolto il ricorso.
Chiedo comunque all'Assessore che mi risponda ai quesiti posti, perché ritengo che siano importanti anche dopo aver saputo che il ricorso è stato respinto; pertanto mi riservo di intervenire successivamente.
Président Répond l'Assesseur de l'agriculture, forêts et ressources naturelles, Vallet.
Vallet (UV) Per rispondere alle domande poste nell'interpellanza è necessario fare alcune premesse, che fanno riferimento a quanto previsto per la disciplina di questa materia dalla legge 64/94, dove all'articolo 11 si dice che provvisoriamente la regione Valle d'Aosta sia costituita in un unico comprensorio alpino di caccia, precisando al comma 2 che la Giunta regionale, sentiti il comitato regionale per la gestione venatoria e la consulta faunistica regionale, istituisce i comprensori alpini di caccia.
Sempre la stessa legge all'articolo 5, là dove si parla di piano regionale faunistico venatorio, alla lettera h) dice che lo stesso piano dovrà contenere i criteri per l'istituzione dei comprensori alpini di caccia.
Come il Vicepresidente Viérin ricorderà, la Giunta ha affidato all'IPLA lo studio e la realizzazione della proposta di piano regionale faunistico venatorio, studio che dovrebbe concludersi nella primavera del '97; probabilmente questo Consiglio sarà chiamato ad approvare lo stesso piano nel corso del '97, quindi sarà a decorrere dalla prossima stagione venatoria che avverrà l'istituzione dei cosiddetti comprensori alpini di caccia.
Nel frattempo la stagione venatoria è regolata da quanto previsto dal calendario venatorio, il quale distingue la caccia al cinghiale in caccia vagante, da effettuare nel mese di novembre, e caccia speciale in battuta, da attuare nei mesi di dicembre e gennaio. Lo stesso calendario recita che la caccia in battuta è consentita solo e unicamente nei settori individuati dall'ufficio per la fauna selvatica e riportati su apposita cartografia. Inoltre definisce il numero di squadre che possono dedicarsi a questo tipo di caccia e divide la regione in tre territori: alta, media e bassa Valle.
Un'altra norma prevista nel calendario venatorio alla lettera q) stabilisce che in ogni singolo settore può essere effettuata una sola battuta giornaliera e non più di due battute alla settimana, purché le stesse non siano consecutive.
É precisamente rispetto al numero di squadre da definire e rispetto all'assegnazione di queste squadre ai tre comprensori che abbiamo definito prima, che sono sorti i problemi. Sono nati dalla necessità di ridurre da 17 a 14 il numero delle squadre da far operare, partendo dalla considerazione che il numero delle squadre operanti nella stagione scorsa, ovvero 17, è stato giudicato troppo elevato. Emerge infatti con molta chiarezza dall'analisi dei dati e dei risultati prodotti da queste squadre che parecchie delle squadre non hanno ottenuto alcun risultato in termini di abbattimento. Considerato che la caccia speciale in battuta è comunque un tipo di caccia molto particolare, delicato dal punto di vista della gestione faunistica, perché è un tipo di caccia che arreca disturbo all'altra fauna, è stato deciso di ridurre da 17 a 14 le squadre, e qui sono nati i primi problemi.
Altri problemi sono sorti poi per l'assegnazione di queste squadre ai comprensori, così come li abbiamo definiti prima.
La norma che ho letto prima e che recita che in ogni singolo settore può essere effettuata una sola battuta giornaliera e non più di due battute alla settimana consecutivamente, ci ha imposto di fatto di rivedere la divisione di queste tre aree in settori, perché così come erano stati definiti nel '95, il loro numero non consentiva in alta e media Valle una corretta rotazione delle squadre. É stato nel ridefinire questi settori, che si sono scatenati quelli che definirei gli egoismi di alcuni capibattuta e cacciatori ed è con assoluta mancanza di buon senso, nonostante avessi sollecitato con uno scritto a trovare un accordo, che tale accordo non è stato trovato da parte dei cacciatori. É evidente che, in mancanza di accordo, qualcuno comunque avrebbe dovuto decidere e così ho fatto, provvedendo a ridefinire i settori, non i comprensori, ma i settori.
Questa è la decisione che non è piaciuta ai rappresentanti della circoscrizione n. 6, che hanno impugnato la lettera con la quale ho definito questi nuovi settori.
Per quanto riguarda il secondo punto, è evidente come, al contrario di quanto sostenuto nel ricorso, la suddivisione del territorio della regione in tre parti, alta, media e bassa Valle, derivi da una semplice esigenza di tipo organizzativo per una caccia di tipo particolare che il calendario venatorio definisce come caccia speciale in battuta. Quindi, niente a che vedere con gli articoli 11 e 5 della legge, che prevedono l'istituzione dei comprensori alpini di caccia.
Per quanto riguarda il terzo punto, la conclusione è contenuta nelle ultime righe del ricorso là dove i ricorrenti chiedono che il TAR sospenda l'esecutività della mia decisione. Leggo: "É chiaro che se non interviene il provvedimento soprassessorio, la discussione del merito per quanto possa essere fondato si rivelerà tardiva e rimarrà priva di effetti", nel senso che mercoledì scorso il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva, discuterà nel merito a marzo quando la caccia speciale in battuta sarà conclusa ormai da un mese e mezzo. Quindi è evidente che non ci saranno effetti negativi.
In conclusione illustro quelli che sono i risultati finora ottenuti nel '96 per quanto riguarda la caccia vagante e la caccia in battuta, relativi solo ai primi 16 giorni di esercizio, per dire che i risultati sono sicuramente migliori e confortanti rispetto a quelli del '95, quando erano stati abbattuti in caccia vagante 24 animali, mentre a novembre '96 ne sono stati abbattuti 62, quindi tre volte tanto.
Per quanto riguarda la caccia in battuta sempre nel '95, complessivamente nei due mesi erano stati abbattuti 89 animali; alla data del 16 dicembre, dopo 16 giorni di esercizio della caccia speciale in battuta, già sono stati eliminati 66 animali.
Président La parole au Vice-président Viérin Marco.
Viérin M. (PpVA) L'Assessore ha dato una risposta articolata ed anche precisa.
Innanzitutto sono soddisfatto per la garanzia che lo stesso Assessore ci ha dato, in merito al non coinvolgimento degli articoli 5 e 11, che era la cosa che più mi preoccupava, quindi ne prendo atto, anche se il TAR ha deciso di non sospendere le normative attualmente applicate ma di discutere la cosa a marzo. Non vorrei che nella discussione il TAR invece smentisse l'Assessore in merito alla non applicazione di detti articoli. Comunque confido nelle sue parole al riguardo.
Ritengo anche che ci sia stata la mancanza di buon senso da parte di alcuni cacciatori, però l'Assessore non ha spiegato perché non ha fatto ricorso al metodo utilizzato lo scorso anno, che non ha creato problemi, cioè di assegnare una squadra della media Valle in bassa Valle e una in alta Valle. Quest'anno ha scelto di assegnarne una in alta Valle, e anziché assegnarne una della media Valle alla bassa Valle ha preferito staccare dei pezzi di comprensorio. Speravo che invece mi fornisse le motivazioni del diverso percorso seguito; non ho capito perché si è modificato, anche perché molti cacciatori della bassa Valle sono inscritti nelle squadre della media Valle.
Per quanto riguarda la riduzione delle squadre da 17 a 14, l'Assessore dice che è un fatto tecnico, per non disturbare troppo l'altra fauna selvatica; in un momento in cui la gente vive fortemente sul territorio questo problema dovuto alla presenza di questo, che io definisco porcastro, avrei preferito che l'Assessore non avesse proceduto a questa riduzione. Comunque aspetteremo i dati finali a febbraio; è chiaro che i dati saranno migliorativi perché la presenza è aumentata di gran lunga rispetto agli anni passati, anche se sulle delibere di Giunta, mi permetta, Assessore, si continua a leggere che il numero dei cinghiali presenti in Valle è di 300, ovvero 300 rispettivamente nel '93, nel '94, nel '95 e nel '96.
Mi pare che questo non sia possibile e lo possa capire chiunque, proprio per la capacità riproduttiva di questi animali. Confido che nella delibera per il '97 non sia riportata la presenza di 300 cinghiali in Valle d'Aosta, anche perché poi ogni volta l'Assessore mi conferma che se ne può abbattere solo il 20 percento, quindi nella delibera si dice che si può abbattere fino ad un massimo di 60 cinghiali. Ritengo che si dovrebbe avere la sensibilità di mettere nella delibera del '97 un dato più credibile.
