Oggetto del Consiglio n. 2325 del 18 dicembre 1996 - Resoconto
SEDUTA ANTIMERIDIANA DEL 18 DICEMBRE 1996
OGGETTO N. 2325/X Consulenze per lo studio dei fenomeni calamitosi del settembre 1993 e per l'individuazione dei criteri di intervento. (Interrogazione)
Interrogazione Richiamate le deliberazioni 8352/93 e 4243/94 aventi come oggetto incarichi di consulenza per lo studio dei fenomeni calamitosi del settembre 1993, individuazione dei criteri d'intervento nonché l'approvazione del programma di lavoro;
Tenuto conto che gli elaborati riguardanti la Valle di Cogne, la Valsavarenche, la Valle del Lys, la Valle di Champorcher e la Bassa Valle per quanto riguarda il tratto da Châtillon al confine regionale dovevano essere consegnati entro 9 mesi dalla firma del disciplinare e cioè nell'aprile 1995;
Tenuto altresì conto che nello stesso mese di aprile dovevano essere individuate le strategie e le azioni di intervento;
Atteso che per tali incarichi di consulenza l'Amministrazione regionale ha corrisposto la somma di Lire 317.000.000;
il sottoscritto Consigliere regionale
Interroga
la Giunta regionale per sapere:
1) se e in quale data sono stati consegnati gli elaborati tecnici;
2) se e in quale modo sono state individuate le strategie e le azioni di intervento;
3) se hanno preso il via i lavori riguardanti i sopracitati elaborati, qual è la situazione dei lavori e quale il costo totale degli interventi.
F.to: Collé
Président Répond l'Assesseur Lavoyer.
Lavoyer (ADP-PRI-Ind) Questa interrogazione potrà forse apparire ai colleghi come una interrogazione concordata con l'interrogante, ma in realtà mi dà la possibilità da una parte di fare il quadro complessivo degli interventi per il Consiglio e quindi implicitamente anche di dimostrare in questo caso l'efficienza dell'azione svolta dal governo regionale con la collaborazione del servizio competente, che colgo l'occasione per ringraziare per l'efficienza e per la competenza con cui ha affrontato il problema oggetto dell'interrogazione.
Alcuni dati in premessa, prima di rispondere puntualmente ai quesiti.
Al prof. dott. ing. Butera e al geologo dr. Leporatti è stato affidato l'incarico per lo studio dei fenomeni calamitosi, nonché per l'individuazione dei criteri di intervento.
La caratteristica peculiare di tale attività è di non acquisire solo i dati elementari e le informazioni di dettaglio, quanto di fornire una interpretazione dei fenomeni con relazione di causa-effetto e dei processi alla scala di bacino e delle loro interrelazioni definendo il quadro delle criticità esistenti e delle opzioni di intervento con riferimento al bacino nel suo complesso e alla loro localizzazione sul territorio.
Sono state individuate due aree territoriali in relazione alle diverse caratteristiche geomorfologiche ed idrologiche, per le quali definire gli obiettivi specifici delle attività da intraprendere: una è il fondovalle della Dora Baltea e l'altra sono i bacini montani, affluenti della Dora Baltea, al fine di pervenire alla zonizzazione del territorio in funzione del rischio idrogeologico compatibile, alla individuazione di destinazioni d'uso specifiche di aree per la laminazione delle piene e alla delimitazione delle aree di pertinenza fluviale.
Per venire ai quesiti puntuali, in risposta al primo punto, il dr. Leporatti ha provveduto a consegnare una bozza della relazione conclusiva nell'aprile '95 e gli elaborati definitivi unitamente a quelli cartografici sono stati consegnati in parte il 30 giugno '95, in parte il 17 luglio '95, valli del Lys e dell'Ayas.
Il prof. Butera e l'ing. Fabiani hanno consegnato gli elaborati relativi all'analisi idrologica dell'evento il 30 giugno '95, mentre il prof. Butera non ha ancora consegnato la relazione finale riassuntiva, che però è ininfluente, in quanto riassume semplicemente il lavoro svolto.
Quanto al secondo quesito, con gli eventi alluvionali che hanno interessato il Piemonte nel novembre '94 è stata intensificata l'azione di coordinamento e di indirizzo in materia di programmazione della difesa idrogeologica nell'ambito statale, e più in particolare da parte dell'Autorità di bacino del fiume Po. Le azioni indicate dal dr. Leporatti riprendono, integrandole alla realtà valdostana, tali criteri e indirizzi.
In particolare, le strategie e le azioni d'intervento derivano dalle attività conoscitive e progettuali prima illustrate e sono coerenti con le linee generali di pianificazione del bacino padano nell'ambito del piano, ai sensi dell'articolo 4, comma 5, della legge n. 22.
Il criterio fondamentale di intervento è rappresentato dal mantenimento e dalla salvaguardia delle aree esondabili, disponibili in corrispondenza di zone di pregio non notevole, che permettono al corso d'acqua di espandersi lateralmente, riducendo i valori di portata in transito del corpo idrico.
Tale criterio, oltre a garantire al corso d'acqua la propria libertà di divagazione, consente soprattutto di apportare un beneficio nel tratto di valle costituito da un abbassamento dei livelli idrici di piena.
Le attività conoscitive devono indicare sulla base della caratterizzazione morfologica, naturalistica, ambientale, socio-economica, quali siano le aree in cui permettere l'esondazione golenale rispetto a quelle (centri abitati, infrastrutture produttive eccetera) dove per contro è necessario garantire la non esondabilità del corso d'acqua, ottenibile innanzitutto con l'abbassamento dei livelli idrici e quindi con la realizzazione di adeguate opere di difesa.
La protezione di tale aree può essere conseguita mediante l'abbassamento dei livelli, operato sia con interventi nelle zone a monte, sia con l'inserimento di opzioni direttamente sul tratto considerato, tendenti ad incrementare l'area di deflusso, ampliando e/o riducendo gli elementi di ostacolo rispetto al deflusso di piena, ampliando e/o ricalibrando le sezioni, riducendo gli elementi di ostacolo rispetto al deflusso stesso.
Là dove il decremento di portata e di livelli ottenuto con la realizzazione di tali interventi non risultasse sufficiente e compatibile con la capacità di deflusso dell'alveo, in corrispondenza della zona da salvaguardare, risulterà necessario intervenire con opere di protezione passiva, consistenti essenzialmente nell'adeguamento in quota e in sagoma di strutture arginali di protezione.
Accanto a questi interventi strutturali, finalizzati alla mitigazione dell'impatto e degli effetti dannosi delle piene, è necessario attivare anche misure di tipo non strutturale, caratterizzate dai seguenti elementi: attivazione di idonei sistemi di previsione delle piene, regolazione dell'uso del suolo in funzione del rischio idrogeologico compatibile, gestione del demanio idrico mediante adeguate prescrizioni e indirizzi per la realizzazione di infrastrutture in ambito idraulico, manutenzione preventiva delle opere degli alvei.
Qui vorrei sottolineare al Consigliere Collé, con una piccola tiratina di orecchie, che queste risposte oggetto del secondo quesito sono state tutte risolte con un atto approvato dal Consiglio regionale, cioè con deliberazione n. 1696 del 14 dicembre '95 dal titolo: "Approvazione del piano di ripristino e prevenzione dei danni a seguito degli eventi alluvionali del 1993-94" con il relativo elenco degli interventi, ai sensi dell'articolo 4 della legge 471 e degli articoli 1 e 2 della legge 22, come modificata dalla legge 265, per i quali richiedere finanziamenti alla Cassa Depositi e Prestiti.
Tale piano, redatto sulla base degli studi sull'evento alluvionale del '93, comprende un elenco dei principali interventi di ripristino e prevenzione dei danni a seguito degli eventi alluvionali '93-94 nel settore idraulico, sia per quanto attiene l'Assessorato ai lavori pubblici e l'Assessorato all'agricoltura, per complessivi 71,8 miliardi, e per 33 miliardi dei quali si richiedeva il finanziamento statale attraverso i mutui della Cassa Depositi e Prestiti. Ed è in questo passaggio particolare che volevo sottolineare l'efficienza degli uffici, che sono riusciti ad ottenere questo finanziamento, che è un finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti le cui quote però sono interamente pagate dallo stato.
In risposta al terzo quesito, come si rileva dalle indicazioni sommarie di cui sopra, il complesso delle attività previste non si limita alla sola realizzazione dei lavori, ma comprende anche interventi di tipo non strutturale. La risposta sarà divisa in due parti, la prima parte riguarda i lavori.
Sulla base delle indicazioni preliminari, fornite dal dr. Leporatti, è stato predisposto da parte dell'Assessorato ai lavori pubblici nel gennaio '95 un primo programma di interventi per un importo complessivo di lire 13 miliardi, completato nella primavera del '96.
Sono attualmente in fase di affidamento lavori per circa 5 miliardi. Nel '96 poi è stata avviata, con l'assegnazione dei finanziamenti statali disposti dalla legge 47 per il ripristino dei danni provocati dagli eventi alluvionali nel '93-94, la procedura di affidamento per la realizzazione dei lavori di sistemazione idraulica di questi interventi: torrente Lys in comune di Issime per un importo complessivo di spesa di 5,7 miliardi; torrente Lys in comune di Gressoney-Saint-Jean per un importo complessivo di spesa di 2,5 miliardi; Dora Baltea in comune di Chambave per un importo complessivo di spesa di 2,45 miliardi; Dora Baltea in comune di Issogne per un importo complessivo di spesa di lire 2,95 miliardi. Rimangono da avviare per quanto di competenza solo due altri interventi del programma per complessivi 6 miliardi.
Per quanto attiene invece la seconda parte della risposta, ovvero interventi non strutturali, con le modifiche apportate alla legge 14 e con la legge 44/94 prima e la legge 32/96 poi, i comuni devono individuare le aree soggette a rischio di esondazione per l'applicazione degli opportuni vincoli di utilizzo degli stessi.
L'analisi di tali cartografie da parte degli uffici regionali viene compiuta sulla base delle informazioni dello studio Butera Leporatti nelle aree interessate.
Nell'ambito della delimitazione delle fasce di pertinenza fluviali, avviate dall'Autorità di bacino del fiume, come il piano stralcio di bacino ai sensi della legge 183, le cartografie dello studio Butera-Leporatti sono state utilizzate per tale delimitazione, così come la predisposizione del piano di protezione civile per il corso della Dora Baltea, in fase di approvazione.
Président La parole au Conseiller Collé.
Collé (PpVA) L'Assessore dovrebbe essere d'accordo con se stesso: prima mi ringrazia per aver fatto questa interrogazione, dimostrando così l'efficienza dell'Assessorato ai lavori pubblici, poi mi tira le orecchie perché ho fatto questa interrogazione.
Tuttavia l'ho presentata perché in sede di bilancio l'Assessore era stato in commissione molto evasivo su questa questione; avevamo affrontato questo problema, lo avevamo discusso e devo dire che le risposte che sono arrivate oggi non erano arrivate in quella sede.
Tuttavia, visto la risposta articolata e complessa, mi riservo di leggerla attentamente ed eventualmente presentare ulteriori interrogazioni.
