Oggetto del Consiglio n. 169 del 21 ottobre 1998 - Resoconto
SÉANCE DU 21 OCTOBRE 1998 (APRÈS-MIDI)
OGGETTO N. 169/XI Ritiro della mozione: "Soluzioni per ovviare ai disagi causati dalla certificazione di idoneità alle attività sportive agonistiche".
Mozione Richiamata la legge regionale n. 70 del 1982 ed in particolare l'articolo 26 comma "a" che prevede quali attività medico-legali gli accertamenti preventivi di idoneità e non idoneità generica specifica psico-fisica;
Vista la circolare ministeriale della Sanità del 18 marzo 1996 n. 500.4 (linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alle attività sportive agonistiche);
Vista la delibera di Giunta n. 4152 del 20 settembre 1996 dove sono state stabilite le tariffe della certificazione relativa alla pratica sportiva agonistica;
Constatato che le società sportive si troverebbero a far fronte ad un notevole costo per sottoporre alle visite di controllo dell'idoneità specifica allo sport dei propri atleti;
Impegna
La Giunta regionale, d'intesa con il C.O.N.I., ad individuare la soluzione più idonea per ovviare a tale disagio.
F.to: Comé - Lanièce - Collé - Marguerettaz - Viérin M.
Président La parole au Conseiller Comé.
Comé (Aut) Come Gruppo degli Autonomisti abbiamo presentato questa mozione a seguito di una situazione abbastanza reale che si sta verificando nelle società sportive valdostane. Mi sto interessando sul discorso dell'idoneità generica specifica per quanto riguarda le attività sportive.
Sappiamo che la circolare ministeriale della sanità, la n. 504, che prevede linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione dell'idoneità alle attività sportive agonistiche, ha stabilito quali sono le visite a cui devono sottoporsi gli atleti che esercitano attività agonistiche lasciando la libertà alle varie regioni di determinare le tariffe per le varie specialità.
Ha inoltre fissato l'obbligo per gli atleti di sottoporsi a queste certificazioni dai 10, 11 o 12 anni a seconda delle diverse federazioni sportive.
La Giunta con deliberazione n. 4152/96 ha stabilito le tariffe della certificazione relative alle pratiche sportive, determinandole in lire 50.000 per i soggetti al di sotto dei 18 anni e in lire 70.000 per i soggetti al di sopra dei 18 anni. La richiesta che facciamo si intende chiaramente per gli atleti che sono nella fascia al di sotto del diciottesimo anno di età.
Nella mozione ho scritto: si constata che le società sportive si troverebbero a far fronte ad un notevole costo per sottoporre alle visite di controllo dell'idoneità specifica allo sport i propri atleti. So già che l'Assessore competente mi risponderà che questo spetta alle famiglie, ma realmente stiamo constatando che le varie società sportive si trovano di fronte ad una duplice strada e abbiamo dei dati anche al riguardo delle persone che fanno le visite e sono dati che superano appena il 25 percento e si avvicinano più o meno al 30 percento, dove le famiglie sono estremamente sensibili - poi dipende anche dalle varie federazioni - e quindi fanno passare queste visite mediche ai propri figli. Le società, dicevo, si trovano di fronte ad un bivio: o sottoporre gli atleti alle visite mediche a costi della società, e questo comporterebbe un costo abbastanza elevato per le società, oppure far finta di niente e allora nel caso in cui succedesse qualcosa il Presidente della società incorrerebbe in sanzioni penali.
Su questo abbiamo presentato la mozione, chiedendo all'Assessore competente di intesa anche con il CONI di individuare una soluzione per poter ovviare a questo disagio, per venire incontro alle società sportive solo per quanto riguarda gli atleti che raggiungono il diciottesimo anno di età.
Président La parole à l'Assesseur à la santé, au bien-être et aux politiques sociales, Vicquéry.
Vicquéry (UV) Ringrazio il Consigliere Comé di questa mozione - anche se avrei preferito l'interpellanza o l'interrogazione, ma evidentemente sta alla libera scelta del Consigliere lo strumento da adottare - perché mi dà l'opportunità di anticipare un'iniziativa del Governo regionale, iniziativa su cui stiamo discutendo da tempo e che riguarda questa materia così complessa che negli anni è già stata molte volte esaminata in questo Consiglio regionale.
Lo ringrazio anche per aver precisato che la mozione fa riferimento solo ai minori perché così come era impostata era di per sé inaccoglibile perché una legge, la legge n. 382/89, ribadita dalla finanziaria del 1995, dopo varie vicissitudini - fra parentesi ricordo che la Regione era all'avanguardia in materia, in virtù di una legge del 1980 che per la prima volta in Italia dava gratuitamente queste visite ai ragazzi - ha statuito l'esenzione esclusivamente per gli accertamenti del possesso dei requisiti di idoneità da parte dei giovani che si avviano all'attività sportiva agonistica nelle società dilettantistiche. Pertanto, se qualcuno chiede di esentare tutti, la risposta è negativa perché non è nella facoltà del Consiglio regionale andare a modificare una normativa nazionale sui ticket.
Ricordo anche che c'è già stato anni fa un tentativo in tal senso da parte del Consiglio regionale che aveva legiferato per assorbire sul bilancio regionale le spese dei ticket per una serie di fasce deboli e il Presidente della Commissione di coordinamento aveva bocciato la legge perché, non avendo competenza primaria, non possiamo fare questo per cui questo deve essere un punto chiaro.
Possiamo intervenire nei riguardi dei minori e allora dobbiamo chiederci chi sono i giovani minori che esplicano attività agonistica. Con mia grande sorpresa personale, ma non solo mia, ho verificato che c'è una varietà enorme di interpretazioni perché il Ministero si rifà alle determinazioni assunte dalle federazioni sportive nazionali o dagli altri enti sportivi riconosciuti ai sensi di un decreto ministeriale del 1982 e cioè sono le federazioni sportive che stabiliscono le fasce d'età all'interno delle quali si considera attività agonistica l'attività espletata dalle varie federazioni.
Faccio due esempi: per quanto riguarda la Federazione gioco calcio, la tabella della Federazione dice che è agonistica l'attività dei calciatori che, superato il dodicesimo anno di età, prendono parte a campionati o tornei organizzati dalle leghe di competenza del settore giovanile escluse le manifestazioni indette nell'ambito dei giochi della gioventù proprio perché, essendo comprese fra i giochi della gioventù, non sono attività agonistiche. Pertanto per la Federazione gioco calcio si può intervenire dal dodicesimo al diciottesimo anno di età. Per quanto l'altro sport più praticato in Valle d'Aosta, cioè la FISI, l'età va dai 10 ai 18 anni e così di seguito.
Per cui, chiarito che ci riferiamo solo a queste fasce di età, da questo punto di vista devo dire che stiamo procedendo in tal senso perché, applicando la circolare ministeriale che citava il Consigliere Comé, abbiamo istituito il Comitato di controllo sull'attività sportiva di cui fa parte anche il Rappresentante del CONI, un esperto del CONI della Regione Piemonte e i Dottori Lamastra e Chiantaretto per la Regione Valle d'Aosta.
Questo Comitato si è riunito all'inizio dell'anno e ha già prodotto un documento che in sintesi andrà a definire per ogni ragazzo che espleterà attività agonistica un libretto sanitario personale nonché una certificazione sanitaria che sarà utilizzata dai medici con la specializzazione in medicina dello sport perché solo loro possono espletare questa attività, per poter prescrivere gli esami e certificare l'idoneità o meno all'espletamento.
In estrema sintesi, si vuole mettere in piedi un sistema informatizzato che prevede la stampa materiale dei certificati sanitari da parte dell'USL, la consegna di questi certificati al CONI, la gestione dell'archivio dell'anagrafe dei ragazzi da parte del CONI che è l'unico ente che è in possesso degli elenchi dei ragazzi delle società federate al CONI, la trasmissione aggiornata tramite disco all'USL degli inscritti alle varie società, la certificazione e susseguente pagamento della visita sportiva da parte dell'USL che verrà finanziata con un finanziamento ad hoc che viene previsto sul bilancio regionale. Non mi azzardo a fare delle cifre perché il bilancio regionale verrà adottato dalla Giunta regionale la prossima settimana, comunque la voce è indicata in funzione anche dell'avvio del sistema perché il sistema per la sua complessità si avvierà difficilmente nel primo semestre.
Resta aperto il problema di chi farà queste visite perché in Valle d'Aosta non esiste l'Unità operativa o budgetaria che sia di medicina dello sport per molti storici motivi che non sto a riepilogare, ma ciò non esclude che la Regione potrebbe dire all'USL di cercarsi i medici sportivi di cui ha disponibilità e far fare le visite sportive all'USL. Ma è una strada difficilmente praticabile perché i medici sportivi che hanno questa specializzazione sono due all'interno dell'USL di cui uno è medico titolare di ruolo nella Medicina generale e l'altro è medico incaricato per cui è una situazione addirittura di precariato. L'altra ipotesi è quella di utilizzare le strutture private accreditate.
Nella mozione il Consigliere Comé fa riferimento alla delibera dell'accreditamento della Giunta regionale che però in parte è già superata perché nel frattempo è entrato in vigore un decreto ministeriale a cui la Giunta regionale ha adempiuto immediatamente, rivedendo tutti i sistemi di accreditamento per le strutture residenziali, semiresidenziali e ambulatoriali, sistema molto complesso che è stato approvato con una recentissima delibera di Giunta, la delibera n. 3570 del 12 ottobre.
Siamo in fase assolutamente sperimentale perché le società esterne che intendono essere accreditate devono fare domanda alla Giunta regionale indicando gli obiettivi, l'ammissione, le strutture organizzative, le strutture dal punto di vista logistico, il sistema di trasparenza, il sistema di tutela della privacy e tanti altri elementi conoscitivi che devono andare nell'ottica della massima trasparenza da parte del privato nei confronti del pubblico e viceversa.
Dopodiché dovranno fare un contratto (ex convenzione) con l'USL per stabilire i flussi finanziari che devono basarsi sui prezzi sociali che citava il Consigliere Comé perché quelle tariffe di lire 50.000 per i minori e di lire 70.000 per i maggiorenni sono le tariffe sociali che sono ben al di sotto del costo effettivo di ogni esame se si pensa che per specializzazioni come quella del gioco calcio si chiede non solo la visita medica, l'esame delle urine, l'elettrocardiogramma a riposo e sotto sforzo, ma anche la spirometria e quant'altro per cui il costo effettivo di queste certificazioni sanitarie sarà ben al di là delle 50.000 lire.
È infatti pura teoria pensare che possano essere effettuate tutte quelle analisi e tutte quelle visite con questa cifra quando si sa che un medico di Medicina generale, secondo il tariffario della Finmg, chiede lire 35.000 per la sola visita medica pertanto, il costo sarà molto superiore e di questo dobbiamo tenere conto perché, quando parliamo di interventi, in questo caso per il settore sportivo e agonistico dei giovani, ma in altri casi per altri settori, dobbiamo tenere conto del riflesso sul bilancio regionale.
Non voglio aprire, dicendo questo, tutta la tematica se spetta o non spetta alle famiglie, non do quella risposta. Dico sommessamente in quanto Assessore alla sanità e alle politiche sociali, che se è vero, come è vero, che le famiglie spendono dei soldi per comprare la tuta e le scarpe da ginnastica, dovrebbero prima spendere dei soldi per pensare alla salute dei loro ragazzi, ma questa è ovviamente una risposta che l'Assessore alla sanità non può non dare perché istituzionalmente questo è il suo ruolo. Devo dirlo, ma devo anche tenere in considerazione la normativa in vigore e devo cercare di farla rispettare.
Con un po' di pazienza riusciremo a mettere in piedi un sistema che sarà il primo e unico sistema in Italia, dove ci sarà il coinvolgimento del CONI, delle federazioni sportive, della Regione e dell'USL proprio perché possiamo farlo essendo una realtà con una sola USL, essendo una realtà in cui il CONI raggruppa più del 90 percento delle società che espletano attività agonistica in Valle d'Aosta. Chiedendovi questa pazienza, vi chiedo di conseguenza di ritirare la mozione, perché non saremmo in grado di mettere in piedi questo sistema dal primo gennaio.
Saremo in grado di farlo nel corso del 1999 perché questi passaggi dell'accreditamento prima, dell'accordo di programma tra USL e società accreditate, del sistema informatizzato perché l'USL deve mettere in piedi una banca dati in collegamento con la banca dati del CONI, della stampa delle certificazioni sanitarie, della stampa del libretto sanitario individuale che dovrà essere consegnato all'atleta e sul quale verranno stampati di volta in volta con la periodicità prevista dal decreto ministeriale tutte le visite, tutti questi passaggi, vi rendete conto, implicano almeno un semestre di tempo materiale.
L'impegno ce lo prendiamo, ma contemporaneamente chiediamo di ritirare la mozione.
Président La parole au Conseiller Comé.
Comé (Aut) Siamo anche disponibili a ritirare la mozione viste le dichiarazioni da parte dell'Assessore di impegnarsi. Condividiamo che la questione non sia così facile e che non si riesca ad imbastire il tutto in un tempo limitato però, vorremmo che da parte dell'Assessore vi fosse un impegno in questo bilancio in maniera che si veda concretamente che ci si attiva per portare avanti questa nostra richiesta.
Président La motion est retirée.
