Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 376 del 27 gennaio 1999 - Resoconto

SÉANCE DU 27 JANVIER 1999 (APRÈS-MIDI)

OGGETTO N. 376/XI Fruizione pubblica del Parco e del Castello Passerin d'Entrèves di Châtillon. (Interpellanza)

Interpellanza Premesso:

- che la Regione ha stipulato nel 1995 una bozza di convenzione per una fruizione pubblica - ma limitata - del parco del castello Passérin d'Entrèves in Châtillon, di proprietà privata;

- che la Regione si è impegnata, allo scopo di rendere fruibile tale area, ad eseguire a proprie spese tutti gli interventi necessari al ripristino e alla manutenzione del parco;

- che la residenza nobiliare, inclusa nel parco, costituisce una indubbia ricchezza storica e architettonica, con preziose sale d'epoca, degna di un'adeguata valorizzazione culturale e turistica;

- che nella cappella interna sarebbe altresì transitata, secondo autorevoli fonti, la Sacra Sindone;

tutto ciò premesso i sottoscritti Consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per conoscere:

1) se, considerata anche la spesa che affronta annualmente la Regione, non sarebbe opportuno disporre - a livello di pubblico accesso - di una maggiore fruizione del parco;

2) se, previo accordo con la proprietà, sia ipotizzabile un progetto di rilancio complessivo, non limitato al solo parco naturale, ma esteso anche all'edificio signorile.

F.to: Tibaldi - Frassy

Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) L'interpellanza vuole sottolineare un aspetto che riteniamo importante relativamente alla Comunità "in primis" di Châtillon, ma non solo, anche delle zone limitrofe. In particolare ci riferiamo ad un insediamento avente una notevole valenza storica, artistica e quindi culturale, ma anche interessante sotto il profilo ambientale perché inserita in un contesto particolarmente suggestivo che è la residenza nobiliare da una parte e il Parco del Castello Passerin d'Entrèves.

Perché quest'interpellanza? Quest'interpellanza viene proposta perché la Regione, in ossequio ad una convenzione del 1995, ha fatto un accordo con la proprietà del Castello, essendo di proprietà privata, per risanare una parte del Parco dove esistono oltre 30 piante monumentali che sono state dichiarate di notevole interesse da parte dell'Assessorato, di conseguenza con questa convenzione del 1995 la Regione si è impegnata al mantenimento di queste piante e alla cura di una parte dello stesso Parco consistente in un certo numero di ettari che adesso non ricordo in quanto non possiedo il documento.

Un impegno che è stato formalizzato in questa convenzione in cambio del libero accesso gratuito da parte del pubblico che è stato successivamente regolamentato in un altro documento e che viene quantificato in un periodo dalla metà del mese di marzo alla metà del mese di novembre, tutti i giorni della settimana ad eccezione di una giornata in cui la chiusura sarà totale. Naturalmente l'accesso, ripeto, è gratuito e la parte di Parco aperta alla visita è previsto che sia costantemente sorvegliata da due addetti regionali.

Orbene questi sono gli impegni reciproci che hanno assunto nel 1995, perfezionatisi con una convenzione successiva, da una parte la Regione e dall'altra la proprietà privata che possiede il Castello.

Sta di fatto che il Castello si inserisce nel contesto del Paese, praticamente domina il Paese ed è inserito, come l'Assessore ben sa, nel cuore del borgo e insieme ad altri due Castelli, quello del Baron Gamba e quello di Ussel, fa sì che Châtillon abbia questa ricchezza storica ed artistica che se adeguatamente valorizzata, potrebbe costituire un ulteriore stimolo e di richiamo turistico e di richiamo culturale e un modo per cercare di rilanciare anche la vita socio-economica di un Paese che in questo momento sta soffrendo un periodo di decadenza.

Sappiamo bene che Châtillon, se in questi anni si è qualificato come polo di servizi, d'altro canto per tutto il resto sta un pochino decadendo, sta morendo. Questa tendenza non riguarda solo il Paese di Châtillon, riguarda anche altri enti locali; numerose attività piccolo-imprenditoriali o anche commerciali stanno a poco a poco abbandonando il Paese tant'è che, al di là dei servizi e di qualche studio tecnico, rimane ben poco.

Il Castello come si collega a questo discorso? Se si riuscisse a trovare delle formule di accordo promozionali con la Regione, che ha già iniziato penso anche in maniera utile e proficua con quest'esperienza di convenzione del 1995, per migliorare l'aspetto promozionale attraverso adeguati… e salvo l'intenzione di parte privata che deve essere naturalmente sentita essendo proprietaria del Castello, se si riuscisse non solo a valorizzare in maniera adeguata il Parco, come è stato fatto, a renderlo maggiormente fruibile magari anche oltre questi sei mesi che sono stati qui compressi nella convenzione, ma anche rendere utilizzabile la residenza nobiliare per gli scopi che possono essere valutati dalle parti, penso che il Castello potrebbe costituire una possibilità di fruizione come è stato fatto anche per Ussel con un notevole investimento da parte della Regione, però Ussel insiste su una rocca che è più decentrata, meno fruibile direttamente da parte dell'utenza rispetto al Castello di Passerin d'Entrèves o al Castello di Baron Gamba che sono decisamente più a portata di mano.

Quest'interpellanza quindi mira a stimolare l'Assessorato a capire se effettivamente c'è l'intenzione politica ed amministrativa da una parte di andare nella direzione della valorizzazione di questa ricchezza, valorizzazione nel rispetto dell'importanza storica del sito perché non si vuole stravolgere le varie tappe evolutive di questa residenza e del contesto nel quale è inserita e dall'altra di andare, attraverso un'iniziativa di questo genere, a rivitalizzare un Paese che sta vivendo un periodo di profonda crisi e di decadenza.

Presidente La parola all'Assessore all'agricoltura e risorse naturali, Perrin.

Perrin (UV) Credo che questa convenzione sia veramente un esempio molto interessante di come un patrimonio privato possa diventare fruibile dal pubblico e abbia dato senz'altro un risultato, almeno in questi primi anni di gestione, senz'altro molto interessante anche dal punto di vista promozionale, e come giustamente si augura il Consigliere Tibaldi, per Châtillon.

Vorrei aggiungere alcuni dettagli all'illustrazione che il Consigliere Tibaldi ha già fatto per quanto riguarda questa convenzione.

La proprietà del Castello con il Parco è della Signora Passerin d'Entrèves, la Regione ha acquisito un diritto d'uso sul Parco per 30 anni ad alcune condizioni, cioè il diritto di accesso per compiere tutte le opere colturali necessarie all'interno del Parco per renderlo fruibile al pubblico che può accedervi, secondo modalità definite con apposito regolamento, da metà del mese di marzo a metà del mese di novembre, e tutti i giorni della settimana eccetto un giorno di chiusura, quindi ampia accessibilità anche a livello di tempo.

Oggi l'accesso è gratuito, ma la Regione potrebbe anche riservarsi di pretendere un pagamento, visto che si serve di due custodi per controllare il pubblico.

È stata preparata anche una proposta per l'utilizzo del giardino storico, attiguo al Castello, ma necessitava di un intervento di notevole portata; il progetto era stato presentato dalla proprietà nell'ambito di un programma finanziato dall'Unione europea, però non è stato accolto; quindi per il momento non si è intervenuti sul giardino storico che merita un intervento del tutto particolare.

La proprietaria ha tra l'altro messo a disposizione dei due dipendenti della Regione, che fanno anche da guida all'interno del Parco, dei locali che aveva provveduto a ristrutturare.

Sulla base di quanto esposto si può dire che la fruibilità del Parco da parte della popolazione di Châtillon, ma non solo, della popolazione valdostana e dei turisti è garantita per gran parte dell'anno; nel corso del 1998 il Parco ha avuto ben 6000 visitatori; questo mi sembra sia un dato degno di nota, a sostegno della piena fruibilità della struttura.

È senz'altro possibile immaginare per il futuro l'apertura al pubblico del giardino storico antistante il Castello; un'ipotesi più ambiziosa sarebbe invece il recupero dell'intero complesso storico, pur essendo senz'altro un'iniziativa molto valida.

Chiaramente quest'iniziativa può solo passare attraverso l'accordo con la proprietaria visto che la proprietà privata per nostra fortuna esiste ancora nel nostro Paese; quindi potremmo impegnarci a prendere contatti nuovamente con la proprietaria per vedere quali sono le sue intenzioni e se c'è la possibilità di dare ulteriore sviluppo a quest'iniziativa che ritengo molto interessante.

Presidente La parola al Consigliere Tibaldi.

Tibaldi (FI) Ringrazio l'Assessore per le precisazioni ulteriori che ha fornito per quanto riguarda l'aspetto convenzionale fra la Regione e il privato relativamente alla fruibilità del Parco. Mi pare di avere appreso che ci sia anche la volontà di cercare di estendere la fruizione da parte dell'utenza non solo del Parco, ma anche del giardino storico previo accordo della residenza nobiliare. Non posso quindi che dichiararmi soddisfatto se effettivamente le intenzioni manifestate dall'Assessore si concretizzeranno in quella direzione.