Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 652 del 4 maggio 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 652/X - Quote di finanziamento di mutui di edilizia residenziale pubblica a favore di cooperative edilizie. (Interpellanza).

Interpellanza - Vista la delibera della Giunta n. 2913 dell'8 aprile 1994 avente per oggetto "ammissione a finanziamento delle domande relati­ve al 2° semestre 1993 di cui alla legge regionale 28 dicembre 1984 n.76";

Richiamato l'articolo 3 della legge che recita "i finanziamenti di cui al precedente articolo 2 sono destinati ai privati, alle Coope­rative edilizie a proprietà individuale, nonché agli Enti pubblici territoriali;

Richiamato altresì l'articolo 3 comma 2 delle "Norme per la concessione di mutui ad interesse agevolato a favore di privati nel settore dell'edilizia residenziale" che recita "la ripartizione delle disponibilità per i vari settori d'intervento può essere an­nualmente o semestralmente variate dalla Giunta regionale; nello stesso provvedimento è definita l'eventuale quota di finan­ziamento a favore degli Enti pubblici territoriali o di Cooperati­ve edilizie;

Accertato che fra le domande del 2° semestre 1993 aventi i rego­lari requisiti per poter accedere ai fondi di rotazione sono pre­senti n. 3 richieste di Cooperative edilizie per un totale di 36 alloggi;

Constatato che nella delibera della Giunta di cui al primo ca­poverso non si fa cenno ad eventuali quote di finanziamento a favore di Cooperative edilizie;

i sottoscritti consiglieri regionali

Interpellano

l'Assessore competente per sapere:

1) se la mancata definizione delle quote di finanziamento a fa­vore delle Cooperative sia da addebitare a mero errore o se essa sia frutto di scelta politica;

2) se di scelta si tratta quali sono i motivi che la giustificano.

F.to: Marguerettaz, Collé e Marco Viérin

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Questa interpellanza nasce dopo aver visto la delibera di giunta 2913, avente per oggetto l'ammissione a finanziamento delle domande relative al secondo semestre 1993, di cui alla legge regionale 28 dicembre 1984, n. 76. In questa delibera la giunta ha fissato in lire 15 miliardi la somma per il finanzia­mento delle domande di mutuo, che sono state presentate ap­punto in questo semestre.

La delibera in questione fa riferimento alla legge che citavo prima, ed ho scoperto fra l'altro documentandomi per questa interpellanza che, se andiamo a leggere questa legge, viene da sorridere pensando a tutte le affermazioni che sono state fatte nei mesi scorsi in quest'aula, quando autorevoli membri della giunta dicevano che se l'opposizione pensava che una ripresa del settore edile nella nostra regione potesse passare attraverso questa legge si sbagliavano di grosso.

La cosa simpatica è che il titolo di questa legge è: "Costituzione di fondi di rotazione per la ripresa dell'industria edilizia". Allo­ra, o sono cambiati i tempi o sono cambiate le idee: e qui biso­gnerebbe saperlo con più precisione.

Comunque questa legge che è nata, ripeto, proprio con lo scopo già nel 1984, sotto la presidenza Rollandin, di prendere delle disposizioni che permettessero la ripresa della industria edili­zia, stabilisce all'articolo 3 chi sono i soggetti destinatari di questi fondi di rotazione: "I finanziamenti di cui al precedente articolo 2 - dice l'articolo 3 - sono destinati ai privati, alle coo­perative edilizie e agli enti pubblici territoriali". Poi la stessa legge rimanda ad un successivo regolamento che fu approvato nel consiglio, il quale all'articolo 3, comma 2, recita: "La ripar­tizione delle disponibilità per i vari settori di intervento può es­sere annualmente o semestralmente variata dalla giunta regio­nale". É bene precisare che questa ripartizione è fissata dal comma 1 dell'articolo 3, dove si parla dello stanziamento del 30 percento per l'acquisto, del 20 percento per la costruzione, del 50 percento per il recupero e l'ampliamento. Quindi se la giunta vuole variare queste distribuzioni percentuali, lo può fa­re con una delibera. Lo stesso comma continua: "Nello stesso provvedimento è definita l'eventuale quota di finanziamento a favore degli enti pubblici territoriali o di cooperative edilizie". Evidentemente non ci è sfuggito il termine "eventuale", nel senso che non è un obbligo di legge, ma è una scelta politica, una scelta della giunta.

Abbiamo avuto modo di leggere, come dicevo all'inizio, la deli­bera della giunta nella quale non si fa cenno a questo eventuale finanziamento alle cooperative edilizie. Non è questo che ci ha preoccupati più di tanto perché non è detto che sia questa la delibera che debba prendere queste decisioni o queste eventuali scelte, ma la preoccupazione è nata dal comunicato dell'ufficio stampa della presidenza della Giunta che ha seguito la delibe­ra, dove si ribadisce - e credo che in questo campo l'informa­zione sia più che mai da valutare con attenzione, visti anche i trascorsi - che l'elargizione di questi 15 miliardi sarà destinata al 30 percento per l'acquisto, al 20 percento per la costruzione, al 50 percento per il recupero. Quindi questi 15 miliardi di lire andranno a finanziare tutte (o meglio: vedremo dopo con la mozione che non sono tutte) le domande dei privati, ma non si fa minimamente cenno alle cooperative edilizie.

Le quali, così come i numerosissimi altri privati che hanno fatto domanda, hanno presentato anch'esse la domanda per poter accedere a questi fondi di rotazione. Le cooperative che hanno presentato queste domande nel secondo semestre sono tre per un totale di 36 alloggi ed un finanziamento complessivo di circa 3,6 miliardi.

Quello che si vuole chiedere alla Giunta, con questa interpel­lanza è, in sintesi, quale volontà politica c'è in questa direzione: se la giunta pensa di assumere un provvedimento deliberativo integrativo rispetto a quello che ha assunto l'8 aprile scorso, e se di conseguenza intende darne comunicazione adeguata a chi ha presentato domanda.

Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore ai Lavori Pubblici Ferrero.

Ferrero (Ass.tec.) - Le informazioni di base le ha già fornite il Consigliere Marguerettaz, c'è poi la mozione specifica sulla questione del mutuo prima casa, per cui mi limito a fornire po­chissimi elementi.

Come ha ricordato il Consigliere Marguerettaz, per il secondo semestre si è applicata la legge e il regolamento; in particolare fissando questa disponibilità per il secondo semestre a 15 mi­liardi, si è fatto scattare, mantenendo le proporzioni previste dalle disposizioni, quella chiave di ripartizione che il consigliere ricordava stabilendo le seguenti quote: 7,5 miliardi per la ri­strutturazione (50 percento), 3 miliardi per la nuova costruzio­ne (20 percento), 4,5 miliardi per l'acquisto (30 percento).

Le domande aggiornate a ieri, nel senso che sono stati visti dall'apposita commissione anche i ricorsi presentati, sono: 55 per la ristrutturazione, quindi c'è un residuo rispetto ai 7,5 mi­liardi, cioè si possono finanziare tutte e rimane un residuo; 31 per la nuova costruzione; 212 per l'acquisto. Le domande sono 298, non c'è stata nessuna modifica rispetto al passato. Il pro­blema è quindi che si riescono a finanziare tutte le domande presentate, in possesso dei requisiti, per quanto riguarda la ri­strutturazione, tutte le domande per la nuova costruzione e solo una parte delle domande di acquisto.

C'è la possibilità di (uso un termine improprio) stornare 1,6 miliardi dalla ristrutturazione verso l'acquisto, essendo la cate­goria di domande più penalizzata rispetto alle disponibilità: questo consentirebbe di finanziare circa 60 domande invece delle 45 che si possono finanziare stando ai 4,5 miliardi.

Le tre cooperative non potrebbero comunque essere finanziate tutte e tre, in quanto abbiamo a disposizione soltanto questo residuo di 1,6 miliardi rispetto ai 3,6 miliardi che sarebbero ne­cessari, e la motivazione fondamentale (a parte altre conside­razioni) che porta ad utilizzare questo miliardo e seicento mi­lioni in questo modo, cioè non per cooperative, ma per le do­mande di acquisto, è che nel prossimo futuro la regione, soprat­tutto in presenza di fondi provenienti dallo stato nell'ambito del piano quadriennale 1992-95, all'incirca 20 miliardi di lire, potrà indirizzare nel settore delle cooperative altri fondi anche di provenienza statale.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.

Marguerettaz (PpVA) - Credo che nelle risposte date, l'assessore abbia fatto forse un po' di confusione, nel senso che ha messo insieme i contenuti della mozione che andremo a discutere con quelli dell'interpel­lanza.

I quesiti dell'interpellanza erano molto più semplici, chiedeva­no se c'era volontà di finanziare le cooperative e bastava ri­spondere: "per quest'anno no", perché questa è stata in sintesi la risposta dell'assessore. Ne prendiamo atto e quando parle­remo della mozione non potremo non riparlare di questa que­stione, perché se è vero che nell'allora dibattito che si fece in Consiglio, allorquando ci fu quella grossa battaglia per finan­ziare tutte le domande del primo semestre, autorevoli membri della giunta affermarono che non è con questa legge, né con la destinazione di questi fondi che si agevola una ripresa della in­dustria edilizia, bene, assessore, potremo discutere probabil­mente per quanto riguarda l'acquisto. Quando parliamo di coo­perative per una costruzione di 36 alloggi, là dove fra l'altro le procedure di appalto vengono by-passate perché portate avanti evidentemente dai privati, sicuramente non finanziare 36 al­loggi vuol dire penalizzare ulteriormente il settore edile in questa regione.

Quindi sono chiaramente insoddisfatto, ma ne riparleremo nel corso della mozione.