Oggetto del Consiglio n. 86 del 16 marzo 1976 - Verbale
OGGETTO N. 86/76 - Prosecuzione della discussione generale sul disegno di legge regionale concernente: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1976" e sulla mozione del Gruppo del P.C.I. concernente: "Indicazione di criteri per la formazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio 1976".
Il Presidente CAVERI propone la prosecuzione della discussione sul progetto di legge presentato in data 26 febbraio 1976 dalla Giunta e concernente: "Approvazione del bilancio di previsione della Regione Autonoma Valle d'Aosta per l'anno finanziario 1976", progetto di legge trasmesso in copia ai Consiglieri con lettera in data 26 febbraio 1976, prot. n. 135 e sulla seguente mozione dei Consiglieri Dolchi, Manganoni, Crétier, Chincheré, Tonino, Monami e Siggia, concernente: "Indicazione di criteri per la formazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio 1976", mozione trasmessa in copia ai Consiglieri unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 26, 27 e 28 febbraio 1976.
Il Presidente della Giunta ANDRIONE esordisce che, dopo l'ampia analisi tecnica dell'Assessore alle Finanze, si limiterà ad illustrare alcune scelte e l'impostazione generale di una proposta politica relativa agli anni 1976, 1977 e 1978.
Premette che, se in termini di numerario il bilancio si è estremamente gonfiato, ciò peraltro corrisponde ad una effettiva diminuzione della capacità di assicurare beni e servizi a causa del continuo slittamento della lira, che mette le Amministrazioni nella grave situazione di dover fare fronte a sempre maggiori richieste di servizi o beni con disponibilità sempre minori.
A dimostrazione di ciò, afferma che la discussione sui residui passivi ha evidenziato come questi non siano aumentati rispetto agli anni in cui il bilancio rappresentava il 50% della somma attualmente disponibile.
Sottolinea quindi la novità che questo progetto di bilancio presenta rispetto ai precedenti: per la prima volta si è provveduto a predisporre, oltre al consueto "bilancio per Assessorato", un bilancio studiato per funzione ove, cioè, la spesa non è più accentrata per capitoli e rubriche dipendenti dagli Assessorati, ma è comparata per analogia.
Sotto il profilo degli interventi qualificanti, sostiene esservi in atto uno sforzo inteso a dotare la Regione di un serio studio di programmazione socio-economica che peraltro, anche per volontà del Consiglio, è rimasto a livello di enunciazioni teoriche.
In conseguenza di ciò, la Giunta ha ritenuto di individuare delle priorità in relazione sia alle possibilità della spesa sia ai bisogni attualmente emergenti nella società.
La priorità assoluta è sembrata quella della sanità, sia per il fatto che con legge nazionale del 1 gennaio 1975 l'assistenza ospedaliera è stata trasferita alle Regioni, sia perché l'Ospedale è più un ospedale albergo che un ospedale cura.
L'attuale maggioranza intende, pertanto, concentrare tutta la possibilità finanziaria regionale nel dotare l'Ospedale di quei servizi indispensabili ad una struttura ospedaliera moderna (rianimazione, emodialisi, ecc.) e nel creare, rispetto ad un ospedale di questo tipo, quei filtri o presidi sanitari che ne permettano la migliore utilizzazione.
I tre miliardi che saranno introitati dal fondo nazionale saranno tutti investiti nel recupero dell'Ospedale Mauriziano e alla messa in opera dell'Ospedale di Beauregard, che dovrebbe diventare un reparto di rianimazione e riattivazione.
Informa, a tale proposito, che, a seguito della sentenza del TAR che ha riconosciuto la capacità dell'Ordine Mauriziano a gestire enti ospedalieri, la Regione avrebbe appurato che l'Ordine in intenderebbe esercitare il suo diritto di proprietà, ma con ogni probabilità proporrà di transare tale diritto con una somma di denaro. Se la transazione sarà giudicata conveniente dal Consiglio, potrà essere accettata, in caso contrario è già stato predisposto quanto necessario per il ricorso al Consiglio di Stato contro la predetta sentenza.
La spesa prevista all'inizio dell'anno per la ristrutturazione ospedaliera era di cinque miliardi, che vanno opportunamente aumentati a causa del continuo slittamento della lira e, sostiene, impegnerà la Regione per i prossimi tre anni 1976, 1977 e 1978.
In secondo luogo comunica essersi ritenuto indispensabile completare l'opera di dotazione di moderne strutture scolastiche per tutta la Regione concentrando gli sforzi, in particolare, sulle scuole secondarie di secondo grado, di cui maggiore è la carenza e che dovrebbero essere il più possibile decentrate.
Sottolinea, però, che l'orografia della Valle 'Aosta e la predominanza eccessiva in Valle d'Aosta in termini di popolazione non permettono un decentramento così capillare come si vorrebbe per evitare che esistano scuole non dotate di adeguato corpo insegnante.
Ribadisce, infine, di non condividere l'opinione di coloro che pensano a "fantasiose" riforme scolastiche in chiave mini-regionale o addirittura sub-regionale con creazione di titoli di studio che non avrebbero alcun valore.
Pensa, invece, si debba incentivare il recupero della validità dei titoli di studio delle scuole professionali, evitando di creare disoccupati mantenendo in essere scuole ormai superate.
Annuncia che, parallelamente a questo impegno di natura scolastica, a livello di struttura, la maggioranza intende proporre l'adozione di una legge generale sulle biblioteche con l'obiettivo di realizzare una concreta difesa dei valori minacciati ed un effettivo acculturamento della popolazione valdostana.
Come terzo obiettivo, indica la realizzazione di edilizia economica e popolare attraverso il recupero dei centri storici e ciò perché non si ritiene di dover ulteriormente compromettere lo scarso territorio ancora disponibile in Valle e perché, da una sommaria stima effettuata, risulta che vi sono almeno sessanta milioni di metri cubi di abitazioni abbandonate o in stato di semi-abbandono.
Per quanto riguarda i lavori pubblici, informa che si è inteso privilegiare il settore delle opere igienico-sanitarie.
Asserisce poi che il problema dei trasporti presenta difficoltà di soluzione, non essendosi provveduto a chiarire le competenze delle Regioni in tale materia e gli interventi dello Stato a favore delle Regioni per l'assunzione dei carichi derivanti dalla gestione dei servizi.
Si devono poi aggiungere anche difficoltà di altro genere, che sono la particolare orografia della Valle e lo stesso contingentamento del carburante che rendono il mezzo pubblico foriero di pesantissimi passivi.
Per concludere afferma che sempre in relazione alla predisposizione del bilancio per funzione, la Giunta intende realizzare una concreta politica di decentramento attraverso la delega di competenze agli enti locali e attraverso la ristrutturazione dell'apparato amministrativo regionale.
Il Consigliere CHANU, dopo aver evidenziato la grave situazione di crisi economica, sociale e politica del paese, le cui conseguenze si avvertono certamente anche in Valle d'Aosta, accusa la Giunta di non aver saputo, nel predisporre il progetto di bilancio per l'anno 1976, trovare efficaci rimedi.
Il bilancio in discussione, a suo parere, altro non è che la ripetizione fedelissima degli schemi di bilancio degli anni precedenti e sottolinea la "latitanza" di quelle novità di impostazione politica e programmatica preannunciate dal Presidente della Giunta in occasione della sua elezione. D'altra parte, sostiene essere questo il risultato dell'equivoco politico sul quale si sarebbe formata l'attuale maggioranza.
Confuta la tesi dell'Assessore alle Finanze, Fosson, secondo cui il bilancio che la Giunta chiede di votare sia "ancora un buon bilancio", chiedendosi quale debba essere il termine di paragone di fronte alla continua perdita di valore della lira e di fronte alla mancanza di un piano programmatico di sviluppo e di un piano per un nuovo riparto fiscale.
Ritiene che il Presidente della Giunta, nel suo intervento, abbia riconosciuto di non credere nella programmazione.
Afferma, comunque, che, pur condividendo in parte tale giudizio, non sia possibile affidarsi al pragmatismo proposto dal Presidente della Giunta.
Denuncia la mancanza di un qualsiasi accenno alla pianificazione del territorio così come non esiste, a suo dire, una concreta proposta di ristrutturazione, dell'apparato burocratico regionale che possa dar credito ad un intervento serio nel settore del decentramento.
Il progetto di bilancio in discussione è, quindi, un bilancio inefficiente ed insufficiente nella sua rigidità, seppur diligentemente redatto dal punto di vista contabile ed amministrativo.
Pertanto, anche se presenta un incremento, in termini assoluti, dell'entrata e della spesa, annuncia il voto contrario del Gruppo dei Democratici Popolari.
Il Consigliere DOLCHI, premesso che considera la discussione sul bilancio come un dibattito eminentemente politico, lamenta la difficoltà di affrontare tale dibattito, dal momento che né l'Assessore alle Finanze né il Presidente della Giunta hanno fornito ai Consiglieri una relazione scritta.
Sottolinea che le accuse dei Democratici popolari circa l'impostazione del bilancio in senso non programmato, burocratico e tradizionale sono condivise oltre che dal Gruppo comunista anche dal P.S.I. che ha manifestato tale critica in un suo comunicato.
Sostiene che la maggioranza, per bocca del Presidente della Giunta, ha dimostrato di non sapere esattamente cosa fare e che le proposte sono frutto di improvvisazione.
Aggiunge che la valutazione delle entrate non è reale ed è stata fatta per difetto e rimprovera alla maggioranza di non programmare gli interventi limitandosi ad un superficiale pragmatismo del giorno per giorno.
Tra le priorità indicate dalla Giunta, esamina le proposte relative al settore sanità, che ritiene inadeguate e settoriali.
Chiede un preciso impegno per la realizzazione del decentramento amministrativo, strumento indispensabile, a suo dire, per lo snellimento del bilancio e per incidere concretamente nella comunità; auspica, quindi, una diversa impostazione della spesa pubblica.
Ritiene indispensabile modificare il rapporto tra maggioranza e opposizione, nel senso del coinvolgimento di quest'ultima in tutte le scelte al fine di instaurare un nuovo modo di governare.
Conclude esprimendo un giudizio assolutamente negativo sul progetto di bilancio proposto dalla maggioranza.
Il Consigliere BONDAZ analizza i motivi della crisi economica e politica in generale in Italia per passare poi alla disamina della situazione locale, nei confronti della quale lamenta una certa mancanza di lealtà tra le forze componenti la maggioranza consiliare.
Affronta, quindi, alcuni temi specifici, quali la difesa del suolo, l'assistenza ospedaliera e la programmazione.
Il Consigliere POLLICINI sottolinea il ritardo con il quale è stato presentato il progetto di bilancio per l'anno 1976, che non presenta alcuna novità di rilievo rispetto a quelli precedenti, per lo meno per quanto riguarda l'impostazione.
Sostiene esservi incoerenza tra le dichiarazioni fatte dal Presidente Andrione in altre occasioni e quelle fatte ad illustrazione del presente progetto di bilancio in materia di programmazione, piano di sviluppo, ecc.
Insiste sulla mancanza di idee e di coraggio da parte della Giunta in carica, la cui linea politica alquanto contradditoria, stando agli atteggiamenti assunti dalle forze che la compongono, non sarebbe in grado di cogliere la dinamica sociale della realtà valdostana, in quanto conservatrici e antiregionalista.
Il Presidente CAVERI, data l'ora tarda, sospende i lavori del Consiglio rinviando alla seduta pomeridiana la continuazione della discussione generale sul bilancio di previsione per l'anno 1976 e sulla mozione del P.C.I. concernente: "Indicazione di criteri per la formazione del bilancio preventivo della Regione per l'esercizio 1976".
Si dà atto che il Consiglio concorda, unanime, sulla proposta del Presidente.
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Si dà atto che l'adunanza è sospesa alle ore dodici e minuti quarantasette e rinviata alle ore sedici e minuti trenta.
