Oggetto del Consiglio n. 599 del 6 aprile 1994 - Resoconto
OGGETTO N. 599/X - Disegno di legge: "Integrazione e modalità di attuazione della legge regionale 26 gennaio 1993, n. 4 (Interventi per la riqualificazione e lo sviluppo dell'area industriale "Cogne" di Aosta)".
Articolo 1 - (Attuazione delle linee di intervento)
1. La Giunta regionale è autorizzata a realizzare le linee di intervento previste dall'articolo 2 della legge regionale 26 gennaio 1993, n. 4 interventi per la riqualificazione e lo sviluppo dell'area industriale di Aosta), mediante apposite società di capitale in gestione speciale, ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 28 giugno 1982, n. 16 (Costituzione della società finanziaria regionale per lo sviluppo economico della Regione Valle d'Aosta) e successive modificazioni.
Articolo 2 - (Area industriale)
1. É autorizzata, altresì, con le modalità di cui all'articolo 1, l'acquisizione della totalità delle quote di partecipazione nella società proprietaria degli impianti idroelettrici e di tutti gli immobili costituenti l'area industriale di Aosta, compresa l'area indicata come esclusa dall'acquisto nella planimetria allegata alla legge regionale 4/1993.
Articolo 3 - (Disposizione finanziaria)
1. Per i fini di cui all'articolo 1 è autorizzato il trasferimento alla gestione speciale Finaosta, ad integrazione del fondo di lire 40 miliardi di cui all'articolo 4, comma 2, lett. b, della legge regionale 4/1993, della somma di lire 72.500 milioni. Al riguardo si provvede mediante utilizzo dello stanziamento di lire 12.500 milioni iscritto al capitolo 46100 del bilancio di previsione della Regione per l'anno 1994 e del residuo passivo di lire 60.000 milioni mantenute con iscrizione al capitolo 46965 del medesimo bilancio ai sensi dell'articolo 64, comma 2, della legge regionale 27 dicembre 1989, n. 90 (Norme in materia di bilancio e di contabilità generale della Regione Autonoma Valle d'Aosta), come modificata dalla legge regionale 7 aprile 1992, n. 16.
2. La Giunta regionale è autorizzata ad apportare con propria deliberazione le necessarie variazioni al bilancio regionale.
Presidente - Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) - Con questo disegno di legge si intende accelerare la procedura con cui la regione potrà entrare in possesso delle aree delle centrali Cogne. Come vedete, il disegno di legge è stato presentato in data 16 febbraio, siamo al 6 aprile, ed arriva in Consiglio regionale con l'iscrizione d'urgenza. Proprio per accelerare le modalità con cui acquisire le aree Cogne e le centrali, il disegno di legge prevede che anziché operare come regione, come previsto dalla legge 4/93, si possa operare attraverso società di capitale in gestione speciale, utilizzando la finanziaria regionale. Quindi la decisione di provvedere all'acquisto delle aree, alla bonifica delle stesse, all'urbanizzazione, ai lavori necessari per l'infrastrutturazione e per il reinsediamento di nuove attività attraverso una società apposita, è motivata proprio dal fatto di riuscire a concludere tutti i contratti entro la fine dell'anno, come previsto dai protocolli siglati con Ilva.
Al secondo articolo della legge si precisa che si acquistano tutte le aree e che è possibile acquisire la totalità delle azioni della società idroelettrica dell'Ilva, perché la legge parlava di quote e quindi poteva dare origine ad interpretazioni non conformi sulla possibilità di acquisire il tutto.
Con l'articolo 3 si trasferisce al fondo speciale della Finaosta la parte di somma che è già stata ricavata dai fondi globali dell'anno scorso e la parte di somma che è iscritta nel bilancio di quest'anno, vale a dire vengono trasferiti alla Finaosta tutti i fondi finora stanziati per la Cogne, per cui non si tratta di nuovi fondi. Lo scorso anno era stata approvata una legge che trasferiva 60 miliardi in un capitolo apposito e lasciava 40 miliardi nel fondo già a disposizione della Finaosta; adesso si utilizzano i 60 miliardi già predisposti lo scorso anno, più i 12,5 previsti per il bilancio di quest'anno. Si prevede di avere stanziamenti ancora di 12,5 miliardi per i prossimi tre anni, in modo da raggiungere la cifra di 150 miliardi. Ricordo che il protocollo con l'Ilva prevede una spesa complessiva a blocco di 150 miliardi di lire per l'acquisto di tutte le aree e di tutte le centrali.
Questo disegno di legge non dà alcun vantaggio diretto al nuovo gestore delle attività produttive, il disegno di legge è finalizzato all'acquisto delle aree e all'acquisto delle centrali. Da questo punto di vista è necessario accelerare il procedimento di acquisizione, perché finquando la regione non entrerà in possesso delle aree delle centrali, ci sarà una fase transitoria di contratti particolari e molteplici fra il nuovo gestore e i vecchi proprietari, che sono Ilva gestioni patrimoniali, Ilva in liquidazione, Cogne in liquidazione e Ilva centrali elettriche.
É quindi necessario approvare questo disegno di legge, per poter costituire due società che più rapidamente provvedano agli interventi, alla stesura dei piani dei contratti, perché si possa raggiungere l'obiettivo di entrare in possesso di 1 milione di mq., di entrare in possesso di un'energia di 200 milioni di kwh, e di consentire al privato di effettuare gli spostamenti di impianti e tutti gli interventi necessari al rilancio dell'attività produttiva della Cogne stessa. Mi permetto di segnalare questo dato: nei primi tre mesi di gestione privata le produzioni sono state superiori a quelle della vecchia Cogne ed anche le vendite di prodotti Cogne sono state uguali o superiori soprattutto in settori dove c'era stato da parte della Cogne un abbandono, vale a dire in settori a più alto valore aggiunto. Le prime indicazioni quindi dicono che la gestione privata sta mantenendo tutta la clientela della vecchia Cogne e sta recuperando nuova clientela, e si sta, in modo particolare, dedicando alla vendita sul mercato dei prodotti a più alto valore aggiunto.
Ovviamente questi primi dati - che possono anche essere, se necessario, con l'intervento dei nuovi gestori in commissione illustrati più diffusamente - ci confortano nell'obiettivo di avere contemporaneamente un intervento regionale che consenta di poter programmare sull'area, di poter acquisire uno strumento importante di manovra economica quale le centrali, e di mantenere un'attività produttiva che garantisce per gli impegni presi almeno 800 addetti rispetto ai 1550 attuali.
Presidente - Dichiaro aperta la discussione generale. Ha chiesto la parola il Consigliere Lanièce.
Lanièce (GA) - Vorrei chiedere all'assessore una spiegazione, che però gli avevo già chiesto in sede di commissione consiliare, ed è questa. In base all'articolo 1 si denota che si debba per forza procedere alla costituzione di una società, la quale dovrebbe poi rilevare le quote dell'ICE (Ilva Centrali Elettriche).
Ho posto all'attenzione dell'assessore la possibilità eventuale che fosse la stessa Finaosta ad acquisire le quote, anche per evitare che si costituiscano due società con conseguenti maggiori costi gestionali. A meno che il problema non consista nel fatto che questa nuova società, che verrà costituita, acquisti la partecipazione dell'ICE e poi si proceda successivamente ad una fusione per incorporazione, cosa che porterebbe di conseguenza ad una ripartizione del costo di 70 miliardi sui cespiti patrimoniali con conseguente passaggio degli ammortamenti ordinari finanziari da 1 miliardo circa attuale a circa 6-7 miliardi. Questo porterebbe come conseguenza ultima un passaggio del costo del kwh da 30 lire a 60 lire circa. Ovviamente questa è una scelta politica, perché un aumento del costo del kwh da 30 a 60 lire potrebbe avere ripercussioni sulle società che verrebbero in Valle d'Aosta, a cui si dovrebbe vendere l'energia.
Avevo chiesto all'assessore di verificare la possibilità di far fare questa acquisizione direttamente dalla Finaosta, senza creare una nuova società, e questo comporterebbe una modifica del disegno di legge soprattutto nell'articolo 1, che così varrebbe solo per l'acquisizione delle aree, mentre per quanto riguarda l'acquisizione delle centrali si farebbe riferimento direttamente alla Finaosta. Volevo solo sapere se è stata approfondita questa mia richiesta e se c'erano notizie in merito.
Si dà atto che, dalle ore 16,58, presiede il Vicepresidente Aloisi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.
Bich (APA) - La "Stampa" di stamani, alla pagina della regione, riportava "si terrà oggi il Consiglio regionale" ed ha messo un trafiletto di tre righe, perché si pensava che la seduta di oggi fosse una seduta assolutamente ordinaria anche per i temi portati in discussione. In verità la seduta di oggi ha un rilievo notevole, sia per quanto si è discusso stamane, sia per quanto si discute oggi, in modo particolare per questo disegno di legge che viene portato dall'assessore.
Perché ha un valore particolare questo disegno di legge? Non nel contenuto in sé, ma perché è la prima tappa di un lungo iter, molto travagliato, di cui si sono già identificati alcuni punti fermi, che dovrebbe portare al risanamento della società Cogne e ad una garanzia dei livelli occupazionali.
L'obiettivo politico è quindi questo: i livelli occupazionali, definiti da una serie di protocolli e da una serie di impegni assunti dall'Ilva, dalla Marzorati e da quanti altri contraenti di questa materia, da un lato, e dall'altro lato lo sviluppo e il mantenimento di certe condizioni economiche.
Questo è il primo passo, quindi il Consiglio regionale, licenziando questa legge, è come una nave che parte da questo porto, la nave va via ed è affidata ad un capitano, sulla tolda non ci sono più i 35 Consiglieri con le loro diversificate posizioni riguardo alla politica industriale guidata da un governo, ma ormai abbiamo affidato in altre mani la rotta di questo naviglio. Questo per esemplificare quanto sta succedendo. Ed è un momento difficile, un momento complesso, perché bisogna sapere anche dove va a finire il naviglio, con la speranza che non vada ad infrangersi sulle secche o non si creino delle falle nello scafo.
Ebbi modo in tempi non lontanissimi di sollevare alcune obiezioni su questi protocolli di intesa fra regione ed enti svariati, e subito fui messo nelle mani di un "boxeur" sindacalista, che mi trattò come un punching-ball. Poi, man mano che si precisavano i profili della trattativa, il pugile si sentì un po' suonato anche lui e cominciò a pensare che una vigilanza attenta e un approfondimento dei problemi fosse un atto indispensabile. Tant'è che abbiamo assistito ancora ultimamente a prese di posizione anche del sindacato, in cui si denotava una non totale assonanza con quanto si era stipulato.
Si parte quindi con questo primo atto e si affida alla Finaosta la trattativa. Attenzione però, perché ci sono una serie di adempimenti che devono essere comunque verificati e conclusi, mi riferisco in particolare al protocollo di accordo fra regione e Ilva in liquidazione. L'Ilva la vedremo comparire ancora per un po' di tempo, ma fra un po' di Ilva non se ne parlerà più. É una società in liquidazione, sappiamo già che ha super-responsabilità limitata. Mi riferisco al punto 8 di questo accordo, in cui si dice: "Gli impegni della regione, illustrati nel protocollo, sono sospensivamente condizionati alle seguenti circostanze", quindi gli impegni della regione che stiamo assumendo oggi, ancorché in modo mediato, perché conferiamo alla Finaosta, e poi dice ancora al punto 8, sub b): "Impegno da parte dell'Ilva a mettere a disposizione di tale soggetto acquirente", cioè Cogne Acciai Speciali, "un fondo di ristrutturazione con questo concordato": questo fondo è già stato costituito? É un elemento sospensivo o è nell'accordo?
La stipulazione del contratto di cessione è già stata siglata? Ne possiamo avere documentazione? Perché l'attività della IV commissione è un'attività da fiume Carso: un momento sotto terra, poi risale, poi di nuovo sotto. Non so in che fase siamo, però non so più la documentazione da dove arriva e se arriva. La stipula di questo atto è indispensabile per la definizione degli accordi successivi.
Per quanto riguarda gli impegni politici che si sono assunti, a parte la criticità dell'assetto di questa società contraente, società Ferriere di Stabio, con 4 miliardi di capitale di rischio, facciamo fare un'operazione del genere - in cui le obbligazioni di questi contraenti sono diverse centinaia di miliardi - da un operatore che ha come capitale di rischio 4 miliardi. Questo la dice già lunga sul tipo di criticità che può avere l'operazione. Però soprattutto gli 800 dipendenti che vengono garantiti dal protocollo di accordo fra regione e Ferriere di Stabio, mi riferisco in particolare al punto 3, sub 2, non vengono supportati, com'è detto nello stesso protocollo, da dei piani industriali operativi, precisi. I piani industriali operativi non ci sono, non li conosciamo; sappiamo degli intenti, sappiamo delle direttive, sappiamo degli indirizzi, però il piano operativo oggettivo non esiste ed è un elemento imprescindibile per dare delle valutazioni. Il Consiglio non può che confrontarsi su questo elemento.
Ci è stato dato viceversa un elemento del piano di ristrutturazione e rilancio della Cogne Acciai Speciali sempre da parte delle Acciaierie di Stabio, che però per una fraseologia anglofona un po' strana che non tutti conosciamo ed una serie di espressioni molto ermetiche, rappresenta il "Bignami del Bignami" di un piano industriale operativo, perché vengono semplicemente enunciati alcuni principi, però non si dimostra come questi principi vengono espletati. Mi riferisco alla pagina 2 "Personale", dove si tirano fuori una serie di politiche del personale, che qualsiasi operatore in campo industriale avrebbe scritto; però vorrei vedere questi principi come, quando, con che tipo di interventi e di strumenti possono calzare nell'ambito della nuova Cogne Acciai Speciali.
Quindi sono una serie di atti che sono indispensabili e che vanno confrontati in commissione. Non sto qui a far perdere tempo su tutta una tematica che è molto complessa e che dovrebbe essere vista con attenzione, a cominciare dall'ICE, dal come la Marzorati entra nell'acquisizione del capitale sociale di questa società, dal 15 al 49 percento dice l'accordo, con i 4 miliardi di lire. Ma cosa fa con i 4 miliardi? Cambia il lay out della fabbrica, esegue operazioni di remake dell'area industriale, diciamo di rimessa a norma dell'area industriale, cambia il tipo di produzione, però l'approvvigionamento è quello del capitale di rischio di 4 miliardi. Dove vengono reperite le risorse per eseguire la ristrutturazione dello stabilimento.
A parità di condizione chiedo di essere informato in modo più vasto e più ponderabile sulla stima che è stata fatta già da tempo del patrimonio immobiliare, perché da informazioni assunte presso associazioni di categoria emerge che in altri luoghi della penisola, in altri siti, l'acquisizione di spazi industriali, quindi di aree finalizzate all'industria ancorché della stessa tipologia di questa, gravate dal vincolo dell'utilizzo in sede industriale, non si va al di là di una remunerazione di 30-40-50mila lire/mq.
Qui si va ben oltre; abbiamo superato delle condizioni che mi sembrano gravate da un moltiplicatore doppio o triplo di quello che avviene in altre aree urbane e industriali. Quindi sarebbe il caso anche qui, anche se non avviene nell'assise massima, quanto meno in commissione di poter capire qualcosa di più.
Esistono anche alcuni aspetti di cui la Regione ha obbligazione; ad esempio si dice qui una discarica del tipo 2b, ma questo non dice niente. Fra gli adempimenti, se parte l'acquisizione dell'area, devono partire anche la localizzazione della discarica, la definizione della tipologia, il costo della discarica stessa e via discorrendo, ma discarica tipo 2b cosa dice? Sono tre parole messe in croce, dietro non c'è nessun progetto; si vorrebbe capire se esistono già dei progetti di massima, la quantificazione di questi progetti, non basta dire 50-60 miliardi, vogliamo sapere la definizione di una entità precisa finanziaria alla quale questo tipo di obbligazione viene vincolato.
Un altro punto è quello della bonifica del terreno, su cui opera la nuova Cogne Acciai Speciali, bonifica a carico nostro; si dice 32,6 miliardi, ma anche qui per quanto riguarda il risanamento ambientale dell'area industriale già preso in esame dalla Zimatec vorremmo conoscere il progetto di risanamento. Cosa vuol dire risanamento? C'è un pretrattamento del materiale? Che tipo di materiale è? C'è un riutilizzo del materiale? Viene inviato da qualche parte? Viene utilizzato in loco? Va stivato subito in discarica? Non va stivato? Insomma ci sono una serie di cose che sono assolutamente indefinite, e questo comporta da parte della regione degli impegni finanziari molto diversificati.
Allora noi lasciamo andare il vascello, però l'unica cosa di cui siamo certi è quanto dà "sull'unghia" la Regione; questo lo sappiamo perché lo si delibera oggi. Stamani si diceva "manina dare - manina avere", ecco dalla parte della "manina avere" non abbiamo niente di sicuro e siccome gli uomini di Gambardella erano già venuti nello stabile a parlare di ampie garanzie per la Regione per sviluppi eccetera, stessi discorsi che si fanno qui, negli anni scorsi sarebbe stata garantita, poi viceversa abbiamo visto che fine ha fatto la garanzia dello staff Gambardella sullo sviluppo della Cogne; oggi mi permetto di suggerire che la Regione sia padrona di questa operazione. E già il primo atto, quello di trasferire operatività dalla Regione alla Finanziaria mi lascia abbastanza perplesso. Vorrei sapere come intende l'assessore continuare a maîtriser questa operazione, continuare a coinvolgere l'intero Consiglio, perché abbiamo detto che sulle cose importanti l'intero Consiglio deve cercare di esprimersi al meglio con la più ampia maggioranza possibile, indipendentemente da quelli che possono essere gli schieramenti tradizionali maggioranza e minoranza, e poi soprattutto dare le garanzie al personale, perché anche sul personale non tutto il protocollo è stato espletato.
In modo particolare il punto 8, sub c, dove si parla di "impegno da parte dell'Ilva ad assicurare per i lavoratori in esubero le coperture sociali che saranno previste per i dipendenti della società del gruppo Ilva, nonché a gestire il processo di liquidazione della Cogne in maniera tale da non pregiudicare la continuità dell'attività produttiva Cogne Acciai Speciali", ma soprattutto nel punto 9 successivo, dove si dice: "Si impegna a rappresentare al governo centrale l'esigenza di adottare ammortizzatori sociali in grado di fronteggiare dette problematiche specifiche della società Cogne Acciai Speciali"; quindi una chiave in più di assorbimento del disagio che si sta creando all'interno delle maestranze della società Cogne.
Non chiedo all'assessore che sia un operatore in eterno movimento, ma un minimo indispensabile di documentazione e di prospettive precise di quanto incassiamo ce le deve dare.
Presidente - Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha chiesto la parola l'Assessore all'industria, commercio e artigianato, Mafrica.
Mafrica (GV-PDS-SV) - Il Consigliere Lanièce aveva già posto in commissione la domanda, pertanto gli rispondo nello stesso modo. Finaosta ha l'incarico di costituire una società che può o comprare le azioni o comprare gli impianti, a seconda del miglior esito fiscale per la Regione. Questo sarà deciso nella fase successiva di approfondimento del contratto fra Finaosta e Ilva Centrali Elettriche in base all'elemento di avere per la Regione il minor impatto fiscale, perché esistono queste due possibilità che vanno valutate ed è previsto di scegliere la strada che porterà alla minore imposizione fiscale.
D'altronde qui con la legge si dà la possibilità alla Regione di operare attraverso società di capitale e quindi anche attraverso la Finaosta o altre società.
Rispetto al discorso più complesso fatto dal Consigliere Bich, non c'è nessuna difficoltà; iscrivendo l'oggetto in IV commissione, credo di essere andato sui temi della Cogne almeno 3-4 volte, portando tutta la documentazione disponibile, approfondendo i temi e portando a conoscenza diretta dei consiglieri quanto espone il gruppo Marzorati. Su questo punto vorrei fare una precisazione. L'8 aprile 1993 la Cogne ha deciso di vendere la Cogne Acciai Speciali, ha aperto una gara, si sono interessati una decina di gruppi e aziende di varia natura, italiani ed esteri; soltanto quattro di queste hanno poi formalizzato con una offerta la loro partecipazione alla gara per acquisire la Cogne Acciai Speciali. Di queste quattro, tre sono state ritenute idonee da Ilva; una, il gruppo Roda, ha rinunciato, le altre due sono state, su sollecitazione regionale, anche per un certo periodo pronte a procedere di concerto, successivamente una delle due ha rinunciato ed è rimasto il gruppo Marzorati.
Il 1° ottobre la Cogne S.p.A. è entrata in liquidazione; se entro il 31 dicembre questo gruppo non avesse deciso di proseguire nell'acquisto della Cogne Acciai Speciali, di fatto sarebbe entrata in liquidazione anche la Cogne Acciai Speciali. Quindi l'intervento di questo gruppo ha consentito due cose: di mantenere un'attività produttiva, per cui è stato preso l'impegno di almeno 800 addetti; di consentire un graduale processo degli altri lavoratori con la copertura degli ammortizzatori sociali previsti dall'attività complessiva a quella finale, prevista a regime. Diciamo che l'intervento di Marzorati non è stata una scelta regionale, ma è il risultato di una gara ed io credo che si debba dire che è stato un intervento che, per le condizioni della occupazione regionale, è positivo, che se non ci fosse stato avrebbe fatto trovare la nostra Regione con il problema di 1550 persone senza occupazione.
Per ciò che riguarda domande più specifiche: se è stato stipulato il contratto di cessione e questo è stato stipulato. Se è stato erogato un fondo di ristrutturazione: è stato erogato un fondo di ristrutturazione, ritenuto adeguato dalla nuova società per operare nelle difficoltà della riconversione produttiva, per far fronte alle perdite previste per i primi due anni e per operare con questo fondo di ristrutturazione gli interventi che si potevano ritenere necessari. Credo che fare riferimento al capitale sociale di una società sia un elemento utile, ma non esaustivo.
Questa società, che in realtà fra Ferrerie di Stabio e Nuova Metal ha 8 miliardi di lire di capitale, gestisce un'attività per 100 miliardi di capitale; la Cogne ha 300 miliardi di fatturato. Se con 200 addetti il risultato è stato di fare un fatturato di 100 miliardi, credo che almeno da questo punto di vista una certa capacità imprenditoriale sia stata dimostrata e credo che venga anche dimostrata dai primi dati sul primo trimestre di gestione della Cogne, da cui risultano produzioni e vendite superiori a quelle dell'analogo trimestre dell'anno precedente. Questi dati potranno essere illustrati in commissione, se richiesto, e danno l'idea di un mantenimento della clientela Cogne con prezzi di vendita da parte della Cogne anche superiori di quelli praticati dall'Ilva, e della ricerca di nuovi clienti.
Per ciò che riguarda la copertura sociale, in effetti è stato emanato un decreto che è stato successivamente riconvertito, che interessa in modo particolare la siderurgia, che dei 750 lavoratori che secondo i programmi non troveranno occupazione nella Cogne Acciai Speciali, ne copre per il momento 430. Vale a dire, il decreto per la siderurgia consente alle persone che hanno almeno 50 anni di età e almeno il minimo contributivo di avere il prepensionamento immediato, con la possibilità di utilizzare fino a 10 anni ulteriori di copertura.
C'era stata da parte di questo Consiglio una richiesta, che è stata trasmessa in sede di incontro ministeriale, per aggiungere a questa copertura di 430 su 750 anche una ulteriore, che preveda la possibilità per i lavoratori che hanno almeno 30 anni di attività di avere il prepensionamento, anche se non hanno ancora raggiunto i 50 anni. Finora su questo punto non si è riusciti ad andare avanti, c'è stato l'impegno della regione e, per quel che ci risulta, anche l'impegno dell'Ilva. Il discorso dovrà essere ripreso in sede di conversione di quel decreto legge sui prepensionamenti per la siderurgia, che è stato presentato una volta, riconfermato una seconda, modificando soltanto parzialmente, ma senza ancora accogliere questo punto che interessa la Valle d'Aosta e che dovrà essere seguito dalla Regione e dai parlamentari valdostani. Perché se passasse quest'altro punto, altri 200 lavoratori potrebbero trovare copertura e quindi il problema degli esuberi si ridurrebbe ad un centinaio di persone.
Le iniziative che comunque si intendono promuovere su quell'area dovrebbero essere in grado di far fronte (almeno questo è l'intendimento della Giunta regionale) agli esuberi esistenti nell'arco dei cinque anni di copertura della cassa integrazione, che è prevista per gli anni '94-95-96, e della mobilità, che è prevista per i due anni successivi. Cioè i lavoratori in esubero hanno, in base alle leggi esistenti, la possibilità di avere 3 anni di cassa integrazione ed altri 2 di mobilità se hanno più di 40 anni. In questo periodo è ipotizzabile che una riconversione produttiva avvenga e che nuovi posti di lavoro su quell'area possano essere creati.
Per ciò che riguarda il piano operativo, il nuovo gruppo è entrato da tre mesi, ha cominciato a presentare primi elementi di piano non più sulla base di sue intenzioni, ma sulla base di una verifica effettiva della situazione dello stabilimento, delle vendite e dei mercati; si è impegnato a precisare ulteriormente - e credo che lo farà in tempi brevi - quali sono le indicazioni per gli investimenti, per il layout e per gli interventi necessari.
Sono state fatte ulteriori osservazioni, che potranno essere chiarite in commissione.
Per la discarica di tipo 2b esiste una definizione precisa ai sensi della legge; la legge prevede quali materiali possono essere immessi in una discarica di tipo 2b, che è per rifiuti speciali particolari, ed a questo si fa riferimento, quindi l'identificazione è precisa. La sede individuata è il comune di Pontey, dove esiste un'autorizzazione di massima da parte del comune che andrà approfondita.
Per il valore delle aree, la richiesta iniziale di Ilva per le centrali e per le aree era di 450 miliardi; c'è stata una trattativa che è durata per mesi sulla base di perizie fatte dalla regione e dalla controparte. Non si riusciva a raggiungere un accordo e si è dovuti ricorrere all'intervento ministeriale per superare quella differenza di 40 miliardi che esisteva fra l'offerta massima della regione, che era di 150 miliardi per le aree e per le centrali, e la richiesta di 190 miliardi, che era l'ultima cifra considerata possibile dall'Ilva per raggiungere l'accordo. Questa copertura è avvenuta attraverso un disegno di legge, che è diventato legge e che ha già portato all'accordo del 22 febbraio per renderlo esecutivo. Si possono esaminare tranquillamente queste cose; credo che un milione di mq nel comune di Aosta, con i valori che hanno le aree nel comune, e centrali che hanno un reddito potenziale (a 100 lire al kwh, che è quanto si può pensare di vendere all'Enel) di 20 miliardi all'anno, siano un intervento economico finanziario valido di per sé, al di là del mantenimento dell'occupazione, che pure è sempre stato il primo obiettivo.
Per la bonifica esiste uno studio di massima e la cifra di 32,6 miliardi si riferisce alla messa in sicurezza in loco attraverso una guaina protettiva che impedisca percolazioni; su queste cose si può approfondire il discorso e questo rimane uno dei problemi che è alla massima attenzione della Giunta.
Credo che con successive riunioni della commissione e con l'esame da parte del Consiglio delle indicazioni che la Giunta comunque dovrà dare alla Finaosta per procedere, si possa seguire questo intervento, che è uno dei principali della politica regionale e che credo finora abbia consentito di affrontare situazioni molto complesse con qualche risultato.
Risultati in assoluto, garanzie in assoluto sulla continuità produttiva di una qualunque azienda non possono essere onestamente date da nessuno; esistono però garanzie di serietà che questo gruppo ha fornito nella trattativa complessa con la Regione, che crediamo possano consentirci di dare a questo gruppo fiducia perché gli obiettivi concordati vengano raggiunti.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Tibaldi, per dichiarazione di voto.
Tibaldi (LN) - Per dichiarazione di voto, ma anche per alcune precisazioni. So che la discussione è stata chiusa, però mi sembra talmente importante l'argomento da poter evitare di essere eccessivamente formalistici.
Presidente - Non è una questione di formalismo, è una questione di applicare il regolamento.
Tibaldi (LN) - Vedrò di osservare i tempi. Alcune delle considerazioni che ha fatto il Consigliere Bich in questa sede, le ho fatte anche io in IV commissione alla presenza dell'assessore Mafrica. Il mio intervento era più centrato sul protocollo di intesa fra Ilva in liquidazione e regione autonoma Valle d'Aosta, mentre giustamente Bich lo ha ampliato anche al protocollo di intesa fra il privato e la regione.
Però mi sembra che alle formulazioni che allora feci in commissione l'assessore diede le risposte che grosso modo ha ripetuto adesso. Mi sembra però importante, a fronte di un impegno finanziario così grande da parte della Regione, che ci sia un'ulteriore cautela da parte dell'amministrazione, in questo senso. Sappiamo che il contratto di cessione fra privato e regione autonoma Valle d'Aosta è stato stipulato, ma non ne conosciamo il contenuto.
L'assessore in un colloquio telefonico mi disse che, trattandosi di un rapporto fra privati, non poteva la Regione interferire nella sfera dell'autonomia privata, in quanto ente pubblico e quindi al di fuori della trattativa. Già allora gli obiettai che sarebbe interessante invece conoscere per tutti i consiglieri la sostanza di questa cessione, anche per sapere quali sono gli impegni che si è assunto il privato e quali sono gli impegni che si è assunto il cedente, cioè l'Ilva.
Un'altra cosa che ritengo importante è il piano di dettaglio, di cui faceva prima cenno il Consigliere Bich. Un piano di dettaglio che stando al protocollo di intesa doveva essere consegnato entro il 31 marzo di quest'anno, ma che non ci risulta sia stato fatto, o perlomeno il sottoscritto non ne è assolutamente a conoscenza, a parte una serie di pagine che sono molto sintetiche.
Infine, tra gli oneri per Ilva, fra quelle condizioni sospensive di cui si parlava prima, risulta questo fondo di ristrutturazione a favore di Geval, che è stato concordato con il privato, che è stato attribuito all'acquirente e che è ritenuto congruo; sarebbe anche qui interessante conoscere l'entità di questo fondo, che ovviamente costituisce un onere per Ilva e un beneficio per il privato.
Presidente - Consigliere Tibaldi, le ripeto, l'applicazione del Regolamento non è una cosa che può essere lasciata alla discrezionalità di ognuno di noi. Lei ha altri strumenti per farsi dare tutti i dati che desidera in Consiglio. Lei può sempre chiedere la parola sull'articolato, ma non possiamo riaprire la discussione generale.
Si passa all'esame dell'articolato. Pongo in votazione l'articolo 1.
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 1 (Chiarello)
Il Consiglio approva
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 2
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 1 (Chiarello)
Il Consiglio approva
Presidente - Pongo in votazione l'articolo 3.
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 1 (Chiarello)
Il Consiglio approva
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Bich.
Bich (APA) - Semplicemente per poter aggiungere due cose. La dichiarazione di voto, si vede già dalla votazione sul primo articolo, è favorevole e gran parte dell'assemblea è favorevole; l'unica cosa che chiedo all'assessore è la precisazione dei punti che restano in sospeso, che anche dopo l'intervento dell'assessore aleggiano.
Tanto per riassumere: la discarica; poi c'è la Zimatec, comparsa in modo dovizioso sulle ultime cronache giudiziarie, vorremmo sapere qual è la definizione Zimatec, cosa ci propone la stessa.
Vorremmo sapere quanto costa la discarica di tipo 2b e conoscere il piano di dettaglio operativo di ristrutturazione del lay out e la definizione del prodotto, sia nell'ambito di commercializzazione del prodotto Cogne, sia nell'ambito del riassetto degli impianti. Siccome nessuno di noi ha una cultura industriale molto profonda, si chiede anche di avere un minimo di appoggio, non so se la regione ha dei consulenti a cui affidare la spiegazione dei protocolli e della politica industriale emergente da questa trattativa. Fin qui si può arrivare con i propri strumenti, ma d'ora in avanti quando si definirà meglio l'assetto produttivo, quindi le attrezzature, gli impianti e quant'altro, a quel punto dobbiamo capire cosa ci sta dietro e quanto costa questo riassetto.
Pregherei l'assessore, nell'ambito della IV commissione, di fornirci delle consulenze che imparzialmente ci diano spiegazioni sulla trattativa. Quindi voto favorevole sub conditio.
Presidente - Pongo in votazione la legge nel suo complesso.
Presenti: 28
Votanti e favorevoli: 27
Astenuti: 1 (Chiarello)
Il Consiglio approva
