Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 559 del 23 marzo 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 559/X - Situazione amministrativa e societaria dell'INVA S.p.A.. (Interpellanza).

Interpellanza - Vista la grave crisi di mercato che sta attraversando il settore dell'informatica;

Considerato che la Regione Autonoma Valle d'Aosta detiene una rilevante quota azionaria dell'"INVA S.p.A." con sede in Aosta;

A conoscenza che la stessa "INVA S.p.A." sta attraversando un difficile momento sotto l'aspetto amministrativo e societario.

Il sottoscritto Consigliere regionale

Interpella

la Giunta regionale per conoscere:

1) qual è la reale situazione della società "INVA S.p.A.";

2) quali sono i suoi intendimenti in merito al futuro della stessa Società per azioni.

F.to: Viérin

Presidente - La parola al Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) - Ringrazio il Presidente. Questa interpellanza viene posta in un momento in cui si discute sempre più sulla finalità della par­tecipazione pubblica in alcune società. Non c'è dubbio che ci sia una grave situazione nel mercato dell'informatica e quindi in questo settore e che la Regione partecipi al 40 percento in que­sta società denominata "INVA". Sappiamo anche che l'"INVA" sta attraversando un difficile momento dal punto di vista am­ministrativo e societario e alcuni giorni fa, dopo che già avevo presentato questa interpellanza, è anche giunta una lettera dei dipendenti che denuncia una situazione piuttosto grave. Le mie domande tendevano a sapere qual è veramente la situazione di questa società e quali sono gli intendimenti di questa Giunta in merito al futuro della stessa, visto che le finalità originali che hanno determinato nel 1989 la costituzione dell'INVA S.p.A. non sono ancora state perseguite. Visto che si è parlato in que­sta Giunta di continuità, dico che nel 1993 una proposta di ri­organizzazione del comparto informatico che era stata approva­ta dalla Giunta Lanivi è stata annullata dalla Giunta Viérin. Voglio quindi capire i motivi che hanno determinato questa dif­ferenziazione di vedute quando, come dicevo, si era parlato di continuità. Vorrei una risposta chiara e mi riservo di interveni­re più tardi.

Presidente - Risponde l'Assessore del bilancio e delle finanze, Lévêque.

Lévêque (Ass.tec.) - La società INVA è stata costituita sulla base della legge regio­nale n.81 del 1987, con l'intento di favorire lo sviluppo dell'in­formatica nella regione, di coordinare le iniziative dei diversi Enti pubblici, di costituire un riferimento per la formazione e l'aggiornamento del personale nell'utilizzo di nuovi strumenti informatici, nella ricerca, nella didattica, cose rivolte soprattut­to alle esigenze della pubblica amministrazione. L'avvio opera­tivo della società è avvenuto nel 1988 dopo che la Regione ave­va selezionato gli altri azionisti nelle persone giuridiche dell'Olivetti capogruppo, con il 40 percento del capitale, e della società consortile Intesa che raggruppa alcune società locali di informatica e detiene il 20 percento.

Attualmente la società ha un capitale sociale di un miliardo interamente versato. In questi anni la società ha presentato i risultati economici che dirò ed ha avuto accesso a mercato ex­tra-regionale per le percentuali che dirò.

Ricavi del 1989: 1843 milioni; ricavi del 1990: 2473 milioni; ri­cavi del 1991: 3861 milioni; ricavi del 1992: 4866 milioni; ricavi del 1993, dati di bilancio provvisorio approvati dal Consiglio di amministrazione, ma in attesa di approvazione da parte dell'assemblea dei soci: 4610 milioni. Il risultato di esercizio per il 1993 atteso è una perdita di 9 milioni di lire circa a seguito di un risultato del 1992 che era stato in utile per 17 milioni. I tre esercizi precedenti avevano invece fatto registrare perdite complessive per circa 210 milioni di lire, da attribuire in via prevalente agli investimenti di avviamento dell'attività. Per quanto riguarda la ripartizione del fatturato della società, è da indicare che è crescente la presenza di commesse o ordini non dipendenti dall'amministrazione regionale pur in presenza di un fatturato totale in crescita. I dati sono: nel 1989 il fatturato interamente per la Regione, nel 1990 un 18 percento extra-re­gione, nel 1991 un 25 percento, nel 1992 un 30 percento. I dati del 1993 raggiungono un 48 percento di fatturato extra-regione. Attualmente nella società sono in forza 18 persone di cui 7 lau­reati e 11 diplomati. Nel corso del 1993, con l'entrata in vigore delle nuove normative relative all'acquisizione di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione, il rapporto tra Regio­ne e società ha richiesto una revisione nelle procedure e nella collocazione strategica della società per le difficoltà crescenti derivanti dalle modalità per le quali le assegnazioni di specifi­che attività alla società con la formula della trattativa privata non risultano percorribili. Di fronte a tali difficoltà la società ha cercato ed ha ottenuto nuove attività, nuove commesse sui mercati esterni alla regione seppure il mercato, come ricordava il Vicepresidente Viérin, sia caratterizzato a sua volta da una situazione di generalizzata e diffusa difficoltà, più forte per quanto attiene al settore dell'hardware, ma significativamente evidente anche per quanto riguarda il settore del software e dei servizi. Ho qui infatti alcuni dati che sottolineano come nei di­versi comparti dell'economia la situazione sia stazionaria: nella pubblica amministrazione gli investimenti del 1993 rispetto a quelli dell'anno precedente sono diminuiti del 5 percento a li­vello nazionale, nelle pubbliche amministrazioni locali sono diminuiti del 2 percento, nel settore dell'industria e delle attivi­tà produttive industriali gli investimenti di informatica sono diminuiti di circa il 2 percento e sono aumentati per importi lievissimi, intorno al 3,4 percento nel settore banche, assicura­zioni e distribuzione.

La Giunta regionale, in considerazione della situazione e con­scia del valore strategico che il settore informatico riveste sia per le attività che esso genera sia per le professionalità che esso contribuisce a creare, ha manifestato il proprio orientamento secondo le seguenti linee guida. La Regione per il proprio am­modernamento ha necessità di fare largo uso di sistemi e mezzi innovativi tra i quali quelli delle tecnologie informatiche. É stata quindi ribadita la necessità per la Regione di individuare un partner di fiducia soprattutto per le attività di ideazione, progettazione dei propri sistemi informativi e per le attività le­gate alla gestione di alcune particolari attività e servizi. Questo naturalmente compatibilmente con quelle che sono le norme che presiedono agli affidamenti di incarichi. Tale impostazione riteniamo che consenta la valorizzazione di INVA, società a partecipazione regionale, come società di engineering all'in­terno della quale siano valorizzate quelle professionalità che servono all'amministrazione per concepire, ideare e progettare il cambiamento amministrativo che sta dietro all'innovazione tecnologica informatica.

Secondo: la necessità complessiva di modernizzare ed integrare con tecnologie informatiche la pubblica amministrazione nel suo insieme, ha consigliato la Regione di estendere le finalità pubbliche di questa società anche a quello che è il comparto degli enti locali, per cui la Giunta regionale nella seduta del 17 marzo scorso ha approvato un disegno di legge di modifica dell'attuale legge istitutiva dell'INVA che consente di aprire l'azionariato possibile della società anche agli enti locali: co­muni, comunità montane e consorzi, consentendo loro di entra­re a far parte del capitale sociale della stessa. Dietro a questa modifica c'è la volontà, ove le comunità locali siano interessate, di avere un partenariato più ampio all'interno della società, in modo da procedere in maniera più strutturata ed organica a quel processo di informatizzazione che deve interessare l'am­ministrazione regionale, ma anche il sistema delle comunità lo­cali. In aggiunta a questo disegno di legge che sarà presentato in Consiglio prossimamente, l'altra modifica intervenuta è la previsione che ogni anno la Giunta regionale debba approvare un piano operativo delle proprie attività in campo informatico, sulla base del quale sia possibile pianificare gli interventi la stessa società INVA possa in qualche modo programmare la fornitura di quella attività di intelligence, di engineering di cui parlavo prima e che la Giunta ha ritenuto indispensabile. Tali linee dovranno operativamente consolidarsi possibilmente in un rapporto contrattuale ed organico tra la Regione e la società, in modo tale che siano assicurate per entrambe sia la qualità delle attività sia la loro programmazione sia la continuità del rapporto di collaborazione tra i due soggetti.

In sostanza la Giunta ritiene di poter valorizzare la società IN­VA sia per le attività di modernizzazione specifica della propria struttura sia come riferimento per specifiche iniziative che ten­dano ad uno sviluppo concreto del settore informatico e del settore delle telecomunicazioni in Regione.

Riguardo alla continuità, nella sostanza non mi sento di soste­nere che ci sia una significativa discontinuità nella scelta di questa Giunta rispetto a quanto la Giunta Lanivi aveva in qualche modo approvato; si trattava allora di una proposta di organizzazione societaria tendente a costituire un unico gruppo controllato da INVA al quale venivano affidate due missioni: la capogruppo aveva la missione di engineering di cui parlavo prima e doveva raggruppare un numero limitato di professio­nalità e di progettisti con i quali instaurare un rapporto fidu­ciario dell'amministrazione. Le società facenti parte di quel gruppo avrebbero dovuto operare sul mercato in modo autono­mo e seguendo quelle che sono le procedure per gli affidamenti. La scelta che la Giunta ha fatto adesso è analoga: rapporto di fornitura di idee ed alta consulenza per quanto riguarda INVA, l'equivalente della capogruppo di quella ipotesi, e volontà di as­secondare e promuovere forme di riorganizzazione, di collabo­razione, di joint-venture fra le società del settore informatico operanti in Valle d'Aosta, senza che per questo ci sia un legame societario fra la società INVA e le unità operative del settore. Quindi mantenimento della stessa filosofia, vedere INVA come partner di fiducia sui livelli di alta progettazione e sullo svilup­po dell'amministrazione e promuovere comunque una forma di ammodernamento organizzativo e di mercato da parte del set­tore, ammodernamento che a modo di vedere sia dei consulenti interpellati sia della Giunta stessa è necessario in quanto la struttura dell'offerta in questo settore deve in qualche modo ri­organizzarsi e consolidarsi per il futuro, in modo da poter af­frontare le sfide che il mercato richiede.

Presidente - La parola al Vicepresidente Viérin Marco.

Viérin M. (PpVA) - Non sono per niente soddisfatto della risposta e direi qui che si continua come prima. L'Assessore per quasi la totalità del suo intervento ha ripreso i documenti che ci sono stati consegnati, alcuni giorni fa, dai dipendenti dell'INVA. Vedo dunque che ri­sposte effettive non ce ne sono. Dobbiamo smetterla di girare intorno al problema; l'INVA è una società che sta avendo dei buchi enormi, è una società che mette in crisi gli stessi dipen­denti. Abbiamo iniziato, caro Assessore, a dare dei dati senza affrontare i problemi veri. Partiamo dal bilancio: mi chiedo, se l'INVA fosse una società privata, come farebbe ad avere un bi­lancio di 4 miliardi con una spesa di oltre 300, 350 milioni per gli amministratori. Non può esistere una società che sta in piedi in questo modo perché noi spendiamo per l'INVA quasi 300 milioni per il Consiglio di amministrazione su di un bilan­cio di 4 miliardi. Non può esistere che il Presidente del Consi­glio di amministrazione percepisca di più di un Presidente della Giunta regionale, è qui che dobbiamo intervenire, una situa­zione del genere non è più fattibile e dobbiamo avere il coraggio di dire queste cose. Sempre sul bilancio: ricerca didattica, dice­va l'Assessore; la ricerca didattica ci sta bene, ma da quello che ci risulta tale ricerca, se è stata fatta, è nei cassetti e altri pr­ogetti dati prima all'INVA per essere preparati sono poi stati dati a del personale esterno e la parte fatta dall'INVA è rima­sta nel cassetto. Ci si può dunque chiedere se i dipendenti dell'INVA non abbiano la capacità o se la Regione stia perse­guendo un'altra strada che ha difficoltà ad esternare. Andiamo avanti: negli ultimi tempi si è, come è giusto, arrivati agli ap­palti, ma gli incarichi sono a discrezione dell'amministrazione regionale e se l'amministrazione regionale è detentrice al 40 percento di questa società non capisco perché ultimamente 10 incarichi di questo tipo sono stati dati ad esterni e non a questa società. Sul bilancio abbiamo poi ancora un problema più grave rispetto a quello detto prima: il bilancio è secondo noi fittizio, usato per evitare di fare delle scelte perché sappiamo benissimo che ci sono stati dei problemi in questa società, dei lavori non sono stati portati avanti, ad esempio il discorso sulle fustelle, il rapporto con la Siemens. Abbiamo, in questo bilancio che è stato approvato, dei crediti e dei debiti che non sussistono per­ché si sa benissimo che questo rapporto ci vede perdenti e quindi dovremmo pagare i danni alla società Siemens e l'INVA non potrà avere quei crediti che attualmente proporrà nel pro­prio bilancio. Altro problema: andiamo a vedere le consulenze che l'INVA ha dato ultimamente e ci rendiamo conto che ha dato delle consulenze all'ILVA COGNE, io chiederei all'Asses­sore di accertarsene perché mi risulta che queste consulenze siano state date a degli ex dipendenti o dipendenti dell'ILVA. Qui c'è una situazione che è molto delicata ed è per questo che ho fatto un'interpellanza e ho chiesto di sapere qual è la reale situazione di questa società e no la cronistoria degli ultimi quattro anni perché, purtroppo, la conosciamo tutti e dico pur­troppo perché è il classico esempio di come stanno andando avanti le cose.

Quindi tutto questo continua ad essere portato avanti per non arrivare al nocciolo del problema che è o di ri­capitalizzazione dell'INVA e perseguire degli obiettivi chiari oppure di non ricapitalizzazione. Perché dico questo? Perché, se queste cose emergono dal bilancio in maniera reale, la Regione deve decidere se ricapitalizzare o meno la quota capitale dell'INVA. Basta consultare il codice civile: se si va sotto 1/3 del capitale interamente versato si deve decidere o di sciogliere la società o di ricapitalizzarla ed è qui che sta il nocciolo del pro­blema. É inutile che diciamo che la Giunta ha predisposto questo disegno perché questo disegno di legge del 18 marzo è il risultato della situazione che ho esposto. Io speravo che l'Asses­sore fosse più concreto nelle sue risposte, invece ha girato in­torno al problema.

Oltretutto, parliamoci chiaro, senza usare una terminologia complicata per evitare di affrontare concretamente i problemi: esiste una commissione della Regione in merito al discorso dell'informatica che non è mai stata convocata, e dico mai. Mi dispiace che non sia presente il Presidente della Giunta, visto che l'Assessore ha sostenuto una continuità tra la Giunta pre­cedente; io speravo che non ci fosse continuità in altri sensi perché in queste situazioni bisogna applicare il criterio della discontinuità, altrimenti continueremo a ripetere gli errori del passato. Io aspetterò comunque che arrivi in aula il disegno di legge per poi affrontare in maniera completa questo problema e chiedo che l'Assessore lo affronti in maniera più dettagliata per verificarlo concretamente. Grazie.