Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 551 del 14 marzo 1994 - Resoconto

OGGETTO N. 551/X - Azioni dirette a tutelare l'immagine della Regione Valle d'Aosta. (Iscrizione all'ordine del giorno di nuovo ogget­to - Approvazione di risoluzione)

Risoluzione - Il Consiglio regionale della Valle d'Aosta

Preso atto del contenuto dell'articolo apparso sul quotidiano "Corriere della Sera" del 7 marzo scorso dal titolo "Aosta, mafia di montagna" e delle successive prese di posizione e puntualiz­zazioni del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Aosta Dott. Vaudano;

Considerato che la popolazione valdostana nel suo insieme non è immune dalla presenza di fenomeni di corruzione e da fatti criminosi, quali si sono verificati e purtroppo si verificano in tutte le regioni;

Rileva

che il contenuto del succitato scritto si presenta gravemente diffamatorio risultando il popolo valdostano estraneo alla cul­tura mafiosa e stante il permanere di un apprezzabile senso ci­vico all'interno della nostra comunità, cresciuto e rafforzato nell'ambito dei valori della tradizione storica, culturale e civile che trovano nell'autonomia individuale e collettiva della nostra gente la capacità di affrontare il futuro della nostra comunità;

Ribadisce

che le Istituzioni valdostane perseguono l'obiettivo di una stretta collaborazione con gli Organi di giustizia al fine di raf­forzare le difese sociali e culturali contro possibili infiltrazioni criminose nella nostra Regione;

Richiede

agli Organi politici, alla Magistratura e agli Organi di infor­mazione di svolgere ciascuno il proprio compito nel rispetto dei rispettivi ruoli e con spirito di collaborazione e di verità evitan­do ogni tipo di generalizzazione;

Confida

nel fatto che la Magistratura valdostana continui nella positiva opera avviata, mantenendo un giudizio equilibrato su una realtà sociale che non può essere ridotta a mero contenitore di illegalità;

Impegna

la Giunta regionale a porre in essere tutte quelle azioni che ri­terrà più idonee dirette a tutelare una corretta e veritiera im­magine della Regione Valle d'Aosta.

F.to: Collé - Dujany - Parisi - Ferraris - Bich - Lanièce - Perrin G.C. - Lavoyer

Presidente - É stata portata al tavolo della Presidenza una risoluzione, che è stata firmata da tutti i gruppi, ad eccezione di: Lega Nord, Verdi Alternativi e Rifondazione Comunista.

Se il Consiglio è d'accordo, pongo in votazione l'iscrizione della risoluzione.

Presenti, votanti e favorevoli: 27

Il Consiglio approva all'unanimità

Presidente - Propongo l'immediata discussione della risoluzione, se il Con­siglio è d'accordo. Credo di interpretare il parere dei colleghi consiglieri nel dire che il Consiglio è d'accordo. Ha chiesto la parola il Consigliere Florio.

Florio (VA) - Abbiamo ascoltato stamani i numerosi interventi di autorevoli consiglieri su questo problema, su questo falso problema costi­tuito da un articolo di giornale. Abbiamo partecipato alla riu­nione pomeridiana per discutere di quest'ordine del giorno, il cui risultato finale che ci troviamo qui davanti non condividia­mo, quindi non lo abbiamo sottoscritto.

Mi sembra di poter dire che di fronte a questi argomenti la memoria dei Valdostani presenti in quest'aula - quasi tutti da anni fanno politica, quasi tutti da anni partecipano attivamen­te comunque alla vita sociale ed economica di questa nostra Regione - sia molto corta, mi sembra anche, talora, che manchi del tutto.

É una constatazione, questa, che faccio con molta serenità, an­che perché ho l'impressione che nella mente di taluni questa memoria molto corta sia giustificata da problemi raccolti nel passato, da situazioni nelle quali si sono venuti a trovare e che li hanno visti oggetto magari di indagine, soprattutto nella ve­ste di pubblici amministratori.

Infine, vorremmo sottolineare due aspetti di questa vicenda: il primo, che non crediamo opportuno che una istituzione come quella del Consiglio regionale si rivolga all'esterno con un pro­prio atto formale, con un ordine del giorno, sollecitato da un articolo di giornale, per quanto questo sia un giornale autorevo­le, a diffusione nazionale, per quanto possa essere non corretto ciò che viene riportato sul giornale stesso; il secondo - ancora più grave -, che questo Consiglio fa finta di non ricordarsi (ed ecco appunto la memoria corta) di quasi fosse la situazione dell'organismo inquirente esistente nella nostra regione prima della venuta in Aosta del dott. Vaudano.

Io lo ricordo bene, l'ho vissuto stando all'opposizione in Comune di Aosta, allorquando a gestire quel Comune c'era chi della le­galità amministrativa sovente non faceva più di tanto, non si interessava più di tanto, e nonostante fiere proteste del sotto­scritto e di chi lo aveva preceduto o seguito in quella carica, nulla mai si muoveva all'interno di quel palazzo, tutto sembra­va cadere nel dimenticatoio, tutto veniva costantemente in­sabbiato. Ed è nei confronti di quella situazione che noi abbia­mo salutato allora con piacere la venuta in Aosta del dott. Vau­dano, che è riuscito comunque a cambiare l'atmosfera generale nella quale l'organismo inquirente in questa nostra regione ha finalmente potuto lavorare, da allora fino ad oggi, e speriamo possa continuare nel futuro.

Quando si dice che non c'è stato questo cambiamento, questo diverso modo di essere dell'organismo inquirente, non più lega­to come un tempo a rapporti più o meno evidenti con il potere politico e con quello economico, si fa una affermazione senza ri­cordarsi di ciò che è successo in questi anni, fino all'altro ieri.

Ci si dimentica che sono stati eseguiti mandati di arresto nei confronti degli ultimi quattro ex Presidenti della Giunta regio­nale; ci si dimentica che due ex Presidenti della Giunta sono stati condannati in 1° e 2° grado e sono stati sospesi dalle cari­che di consiglieri regionali; ci si dimentica che i segretari di al­meno quattro partiti politici sono accusati di aver ricevuto da­naro da imprenditori valdostani; ci si dimentica che un ex Pre­sidente della Giunta è accusato di aver comprato voti con soldi e promesse di posti di lavoro; ci si dimentica che c'è stato un grande rinnovamento nella composizione di questo Consiglio, soprattutto a causa delle vicende giudiziarie che hanno prece­duto le elezioni regionali dell'anno scorso.

Ci si dimentica che molti fatti sono già stati giudicati, appurati, e che sono ormai dei capitoli chiusi; ci si dimentica che tutto quanto ho detto di­mostra che c'è stata in Valle d'Aosta una grave degenerazione della politica.

Non possiamo allora scagliarci contro espressioni che possono anche essere infelici e discutibili, che possono essere state ri­portate in un articolo di giornale, e dimenticarci del ruolo posi­tivo svolto dalla magistratura, da quel gruppo di giovani ma­gistrati di Aosta, nell'individuare responsabilità, nel porre fi­nalmente fine ad abusi di potere e ad illegalità che avevano se­de proprio nel Palazzo regionale. E questo quando - ed è questo il vero problema di detto Consiglio e di tale istituzione - questo Consiglio, quest'organismo politico-amministrativo non era in grado (si è dimostrato non in grado nel recente passato, alme­no), di controllare quelle responsabilità, di definire quelle re­sponsabilità, di condizionare quelle figure che qui dentro hanno fatto e disfatto ciò che hanno voluto per almeno un decennio.

Non possiamo, nel momento in cui colui che ha avviato almeno quel processo di rinnovamento dell'organismo inquirente se ne va, non formulare una valutazione positiva del suo operato. Non possiamo dimenticarci che quanto costui ha fatto - poi continuato da chi con lui ha iniziato a lavorare - lo abbia fatto (noi riteniamo senza timore, finalmente), di quei "sancta sanc­torum" fino allora intoccabili.

Non crediamo che quest'ordine del giorno risponda corretta­mente a "questi" requisiti, riporti correttamente "queste" valu­tazioni; individua addirittura un impegno della Giunta a porre in essere quelle azioni che riterrà più idonee e dirette a tutelare una corretta e veritiera immagine della Regione Valle d'Aosta, quando non ci si è preoccupati di tutelare una corretta e veri­tiera immagine, allorquando i fatti che ho appena elencato sono avvenuti uno dietro l'altro, sempre più vorticosamente e sem­pre più impressionanti per la gente che sta fuori di questo Pa­lazzo.

Non possiamo votare quest'ordine del giorno, anzi credo proprio che voteremo contro.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.

Chiarello (RC) - A questo riguardo mi sono già espresso questa mattina, non voglio dilungarmi anche perché il Consigliere Florio mi ha tolto molte delle cose che intendevo dire.

Volevo solo sottolineare che questa risoluzione è una forzatura, perché stamani era stata presentata una risoluzione che è stata stravolta da questa; l'importante è fare qualcosa contro questo articolo di giornale perché stamani, al punto "si ribadisce", era scritto che "le istituzioni hanno sempre collaborato con la giu­stizia". Su questo punto avevo obiettato in relazione a quello che adesso ha detto Florio.

La Giunta e questo Consiglio devono dare dimostrazione di cor­rettezza nelle azioni che svolgono e che hanno iniziato a svolge­re, da un anno a questa parte; non è utile a questo Consiglio presentarci con delle risoluzioni contro articoli di giornale, ma è molto più utile lavorare bene a favore dei Valdostani.

Per queste ragioni voterò contro.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Mostacchi.

Mostacchi (UV) - Premetto che anche io voterò contro, ma non per gli stessi mo­tivi di Florio e Riccarand.

Voterò contro perché quest'ordine del giorno mi sembra un invito più che a Vaudano - del quale ho la massima stima ed anzi lo ringrazio per l'operato che ha svolto nella sua militanza ad Aosta - al potere giudiziario a continuare nelle esternazioni alla stampa, che sanno più di potere politico che di potere giu­diziario.

Non so se qualcuno di voi ha letto stamani l'intervento del dott. Borelli, Procuratore Capo della Procura di Milano, il quale dice più o meno che anche i giornalisti facevano parte del "sistema". Mi chiedo come lui possa affermare questo. Potrei dire che an­che il potere giudiziario faceva parte del "sistema", e ci sono molti atti, anche di questi giorni, che lo dimostrano.

Condivido molto del tuo intervento, ma quella è la loro funzione; non quella di scrivere articoli sulla stampa per diventare protago­nisti di un certo disegno - questa è una mia impressione e se è sbagliata chiedo scusa - che va da Aosta a Sciacca, perché è una catena di tutto il potere giudiziario fare esternazioni di tipo politico.

Il potere giudiziario lo possiamo giudicare? Penso di sì. Non penso che i giudici siano infallibili, o intoccabili, ingiudicabili. Penso, invece, che anche il potere giudiziario debba accettare da parte nostra delle osservazioni al suo operato.

Mi auguro (e lo chiederò) che dopo le elezioni di fine marzo il potere giudiziario ritorni a fare il potere giudiziario con tutta la sua funzione, nulla di meno e nulla di più, che il potere legisla­tivo ritorni a fare il potere legislativo e che il potere esecutivo ritorni a fare il potere esecutivo. Oggi c'è una intersecazione di questi poteri, e un "vuoto di potere" ha permesso a certi poteri di invadere campi che non sono di loro competenza.

Pertanto voterò contro la risoluzione perché mi sembra un invi­to al potere giudiziario a continuare "l'andazzo" che ha preso in questi ultimi mesi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Aloisi.

Aloisi (APA) - Voteremo quest'ordine del giorno per tutta una serie di consi­derazioni che già abbiamo esternato. Non siamo entrati natu­ralmente in quella che è la valutazione di merito sull'operato che è stato svolto dal Procuratore della Repubblica presso la Pretura, ma abbiamo contestato violentemente il modo, il me­todo e l'esternazione che ha fatto, cercando così di difendere, e difendendola per quanto è possibile, l'immagine della Regione autonoma della Valle d'Aosta.

Stamani ho detto, ed oggi lo ripeto, che di fronte a quel tipo di pubblicizzazione ogni coscienza libera deve avere il coraggio di rispondere, perché generalizzazioni, offese e momenti di confu­sione non possono essere né accettati, né tollerati.

E non è un falso problema, Vanni, perché se quello è un falso problema, dimmi tu qual è un problema reale. Casomai mi crea forti problemi il taglio che tu hai dato all'intervento, un taglio da Verde, ma da Verde Alternativo fazioso.

Questa è una Re­pubblica fondata sul diritto, quindi non ci può essere memoria corta per nessuno.

Una Repubblica fondata sul diritto significa che, fino a quando una sentenza non passa in giudicato, si ha sempre la presun­zione di innocenza, e solo in quella occasione possiamo dire che una persona ha abusato del suo ruolo.

Fino a prova contraria, e fino a quando quella sentenza non passerà in giudicato, chiun­que sia stato colpito da provvedimenti giudiziari il nostro Ordi­namento giuridico lo tutela con la presunzione di innocenza.

E non credo che ci possa essere memoria corta nel popolo val­dostano, né credo ci possa essere memoria corta in modo parti­colare nel popolo meridionale.

Nel popolo valdostano anche per­ché in passato, quando si sono verificati abusi, fenomeni di malcostume, corruttela, la magistratura ha operato con coeren­za ed ha operato ieri, come credo ha operato oggi, ma in modo particolare i piani della Procura della Repubblica presso il Tri­bunale, mentre presso la Procura della Repubblica della Pretu­ra si è operato solo con una forma di pubblicizzazione che ha colpito parte di questa collettività valdostana, che è specifica­tamente quella meridionale.

Ecco perché credo che la memoria storica, ma non solo quella storica, anche quella giuridica, sia necessaria a tutti, perché qui la magistratura ha avuto un comportamento coerente, continuo, costante.

Ho detto che non volevo entrare nel merito, né voglio entrare, ma mi auguro che quanto prima venga chiarita e definita qual­che posizione particolare che si è creata nel Comune di Aosta, nei confronti della quale, a tutt'oggi, non abbiamo avuto alcuna risposta. Questo significa poi operare in una certa direzione, altrimenti possiamo aprire tutte le inchieste giudiziarie che vogliamo; quello che conta è capire dove si va a parare.

Non voglio assolutamente fare la difesa d'ufficio di qualche mio amico, però quando questa persona ha ricoperto quell'incarico per dieci anni non è stata colpita da azioni giuridicamente rile­vanti, né penso sia stata al contempo un confessore. Credo che abbia operato con dignità, salvaguardando l'istituzione del Co­mune di Aosta, e i fatti sono lì, sono chiari, chi li vuole vedere li guardi; poi, chi vuole sempre dare un taglio di un altro tipo, lo dia. Ognuno di noi ha un suo concetto di giustizia, credo che poi siano i magistrati ad applicare le leggi.

Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Perron.

Perron (UV) - Je ne veux pas répéter les choses qui ont déjà été dites ce matin, choses que je partage dans leur contenu. Compte tenu que dans ce Conseil je représente peut-être la personne qui a moins de mémoire historique, je veux au nom de l'Union Valdôtaine souligner deux aspects et je termine.

Selon nous chacun a son rôle, la magistrature a certaines fonctions, le pouvoir politique en a d'autres. Ces rôles peut-être ont été confondus, et l'Union Valdôtaine ne partage pas certaines généralisations qui ont été faites à travers les journaux de la part du pouvoir judiciaire. Nous ne les partageons pas, au-delà de toute discussion qu'on peut faire sur cet argument. Il est évident que nous avons des points de vue totalement différents de concevoir certaines choses. Mais jusqu'à où il y aura quelqu'un qui dit que la Vallée d'Aoste a une culture mafieuse, jusqu'à où il y aura quelqu'un qui dit que les Valdôtains n'ont pas de sens civique, l'Union Valdôtaine ne soutiendra jamais cette thèse.

Certaines précisions nous les soutenons encore une fois avec force et nous voterons cet ordre du jour.

Presidente - Pongo in votazione la risoluzione in oggetto.

Presenti e votanti: 27

Favorevoli: 22

Contrari: 5

Il Consiglio approva