Oggetto del Consiglio n. 518 del 14 marzo 1994 - Resoconto
OBJET N° 518/X - Communications du Président du Conseil régional.
Stévenin (Presidente) - Do comunicazione al Consiglio dell'attività svolta dalla Presidenza del Consiglio e dagli organi consiliari dopo l'ultima adunanza:
Projets de loi présentés:
Disegno di legge n. 43, presentato dalla Giunta regionale in data 24 febbraio 1994: "Interventi finanziari per l'adeguamento tecnologico delle apparecchiature sanitarie" (V e II Commissione);
Disegno di legge n. 44, presentato dalla Giunta regionale in data 1° marzo 1994: Modificazioni alla legge regionale 7 aprile 1992, n. 17 (Modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 17 agosto 1987, n. 80 concernente "Interventi a favore della cooperazione. Modificazioni della legge regionale 1° giugno 1984, n. 16 e della pianta organica del personale dell'Assessorato Industria, Commercio, Artigianato e Trasporti") (IV Commissione);
Disegno di legge n. 45, presentato dalla Giunta regionale in data 2 marzo 1994: "Interventi regionali per favorire l'accesso al credito degli enti locali e degli enti ad essi strumentali dotati di personalità giuridica (I e II Commissione).
Projets de loi visés:
Disegno di legge n. 20 "Modifica alla legge regionale 6 luglio 1984, n. 30 (Interventi regionali in materia di agricoltura, già modificata dalle leggi regionali 12 dicembre 1986, n. 62, 13 giugno 1991, n. 19 e 23 dicembre 1991, n. 84";
Disegno di legge n. 28 "Norme per la redazione del Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Valle d'Aosta, per la pubblicazione degli atti ed istituzione dell'albo notiziario della Regione Autonoma Valle d'Aosta";
Disegno di legge n. 29 "Célébration du cinquantième anniversaire de la Résistance, de la Libération et de l'Autonomie".
Délibérations visées: 1
Réunions:
Bureau de la Présidence du Conseil: 1
Conférence des Chefs de groupe: 1
Commission chargée des nominations: 1
IIème Commission: 1
IIIème Commission: 3
Vème Commission: 1
IIème et IVème Commission: 1
Ière et IIème Commission: 1
Le "Corriere della Sera" a publié lundi 7 mars 1994 un article relatant une interview du Procureur de la République d'Aoste Mario Vaudano. Le journaliste, forçant le ton des déclarations obtenues, a présenté dans son article l'image d'une Vallée d'Aoste manquant de sens civique et dominée par une culture mafieuse.
Le Président du Gouvernement Dino Viérin, le Vice-président du Conseil Giovanni Aloisi, moi?même et différentes forces politiques avons répondu aux accusations en défendant le sérieux et la crédibilité des institutions de la Communauté valdôtaine.
La microcriminalité et la malhonnêteté représentent certainement un grave problème pour une Vallée d'Aoste qui a vu l'implication de personnages politiques dans des affaires judiciaires dont les contours ne sont pas encore définis.
Mais si les institutions valdôtaines doivent être vigilantes pour être dignes des valeurs qui les inspirent, je crois qu'elles doivent aussi empêcher que de fausses et instrumentaires interprétations des événements offencent notre communauté qui conserve de profondes valeurs morales, civiques et politiques. J'ai toujours eu avec monsieur Vaudano un rapport franc, direct et ouvert.
Ce qui m'a poussé, le jour même de la sortie de l'article sur le "Corriere della Sera", à lui adresser une lettre personnelle. Je vous en donne lecture de façon qu'aucune confusion ne soit possible et aucune autre interprétation ne puisse être donnée sur la base d'éléments incomplets.
"Egregio dott. Vaudano, le scrivo queste poche parole per esprimere tutta la mia amarezza per le dichiarazioni da lei rese al quotidiano "Corriere della Sera", edizione di lunedì 7 marzo c.m., al giornalista Riccardo Chiaberge, autore già in passato di un articolo fortemente denigratorio della Valle d'Aosta. Dichiarazioni che sono di una inusitata durezza e dalla cui lettura esce un quadro a fosche tinte della realtà della nostra regione, dipinta come terra del malaffare, dell'illegalità, ove la legalità sembra essere un valore estraneo alla popolazione valdostana tutta.
Secondo quanto da lei sostenuto, la Valle d'Aosta sarebbe una terra di nessuno, in cui tutti si abbandonano alle scorribande più impensabili pur di realizzare profitti illeciti.
Ne esce, insomma, un quadro desolante, quasi che tutto il popolo valdostano sia composto da malfattori.
Ora, se è vero che episodi di malcostume si sono verificati e che hanno richiesto l'intervento dell'Autorità giudiziaria, è altrettanto vero che non è possibile generalizzare, come ha fatto lei, e puntare il dito contro tutta una comunità che, nella sua stragrande maggioranza, è composta di persone oneste e di gente che lavora per migliorare le condizioni generali della vita e della comunità.
Le ripeto: se si sono verificate, e si verificheranno in futuro, situazioni di illegalità, è più che doveroso che la giustizia faccia il suo corso e punisca esemplarmente chi ha sbagliato. Mi metto nei panni però dell'opinione pubblica, che oggi più che mai è frastornata dai messaggi che provengono dai giornali e dalla televisione, e che di fronte alle sue dichiarazioni può essere indotta a credere che in Valle d'Aosta la legalità non esista più a livello alcuno.
Sono convinto invece che i Valdostani nella stragrande maggioranza dei casi hanno senso civico e sono persone perbene.
Sono pertanto amareggiato e provo un senso di profondo scoramento nel leggere le sue argomentazioni.
Con distinta considerazione".
Le jour après j'ai reçu la réponse de monsieur Vaudano. Je vous en donne lecture pour les mêmes raisons.
"Egregio Presidente, ho ricevuto la sua cortese lettera e posso comprendere che la prima reazione da parte sua possa essere di amarezza e scoramento.
Ritengo peraltro che la sua persona, come quella di tutti i cittadini residenti in Valle d'Aosta animati da senso civico reale e da onestà priva di ambiguità, abbia in sé tutte quelle doti morali e intellettuali per comprendere in modo più completo e profondo il senso delle mie dichiarazioni. Ne ho, anzi, profonda fiducia in vista di un futuro migliore per tutti.
Detto questo, debbo precisare che quanto da me dichiarato al giornalista, spesso in colloquio informale ed esplicativo, è stato riportato in modo eccessivamente sintetico ed in alcuni punti decisamente forzato. Il testo, d'altra parte, è stato pubblicato senza essere stato da me preventivamente rivisto.
Rimane il dato di fatto di alcuni punti oggettivi che non può essere negato e che, dall'altra parte, è stato più volte anche con la sua persona oggetto di colloqui informali, al fine di cercare di comprendere e di migliorare la situazione, specie per la microcriminalità e la criminalità del malaffare.
Quanto al senso di legalità e a quello civico, a parte le forzature, mi riferivo alla situazione trovata al mio arrivo nel 1989; oggi, grazie a molto lavoro, la situazione è già in via di crescita e di miglioramento.
Ma la cosa peggiore sarebbe negare il passato e ritenere che ci si possa fermare ed adagiare sugli allori. Sarebbe la peggiore sconfitta e, ritengo, la chiusura di ogni speranza per un futuro degno di questo nome per la Valle d'Aosta, così come per il resto d'Italia.
A ciascuno l'onere di assumere le sue responsabilità nell'ambito delle rispettive competenze.
Ovviamente con distinta considerazione.
Mario Vaudano".
Ho dato lettura a queste lettere poiché queste sono state rese pubbliche dallo stesso dott. Vaudano in un incontro con i giornalisti.
Je tiens, donc, à souligner la phrase du Procureur de la République "debbo precisare che quanto da me dichiarato al giornalista è stato riportato in modo eccessivamente sintetico ed in alcuni punti decisamente forzato...." qui confirme mes perplexités, par rapport à un certain journalisme toujours à la quête du scandale.
Monsieur Vaudano, depuis samedi 12 mars, est passé à la direction d'un important bureau à Rome. En lui souhaitant, au nom du Conseil régional, les meilleurs résultats je vous informe que cette Présidence a concordé avec son bureau l'inauguration au Palais de Justice d'une plaque commémorative à l'honneur des magistrats Falcone et Borsellino, victimes de la Mafia.
Depuis le premier mars l'Union européenne, l'Europe des Douzes, s'est élargie: l'adhésion à la CEE de l'Autriche, de la Suède et de la Finlande constitue un événement économique et institutionnel de grande importance.
L'intérêt de ce fait politique est dû à ce qui a été appelé la chute du mur Baltique. La richesse de l'Europe augmente d'un coup de 10 pour cent car les trois nouveaux adhérants appartiennent au groupe des pays que l'on appelle développés.
L'entrée de l'Autriche dans la Communauté européenne a été accueillie avec satisfaction particulièrement par la communauté Sud-Tyrolienne pour qui les occasions de tutelle et de développement se multiplieront.
Je tiens à rappeler, à ce propos, l'imminence des élections européennes et les difficultés, existant en Italie, liées à la reconnaissance du droit pour les soi?disant "minorités ethniques" d'avoir un représentant au sein du Parlement Européen.
Dimanche 6 mars 1994 j'ai participé à la cérémonie commémorative du premier épisode de lutte armée en Vallée d'Aoste. Cette manifestation, qui fait partie du calendrier des célébrations du 50ème anniversaire de la Résistance, de la Libération et de l'Autonomie, s'est tenue à Plan de Brun de Perloz où, le 6 mars 1944, eut lieu la fusillade entre les partisants de Bono Badery et les "Moschettieri delle Alpi".
Cette manifestation, qui suit la cérémonie du 50ème anniversaire de la Déclaration de Chivasso, est la première d'une série d'initiatives prévues pour célébrer la 50ème anniversaire de la Résistance, de la Libération et de l'Autonomie.
Le 8 mars 1994, en concomitance avec la fête des femmes et à conclusion d'une série d'initiatives culturelles organisées avec la conférence régionale de la condition féminine, un bas?relief représentant Anaïs Ronc Désaymonet, première femme élue au Conseil régional, a été inauguré dans le hall du Conseil.
L'oeuvre, réalisée par le sculpteur valdôtain Fernando Regazzo, était offerte par la F.I.D.A.P.A. à l'occasion du dixième anniversaire de sa fondation.
Anaïs Ronc Désaymonet, née en 1870, a été la première femme élue pour représenter les valdôtains au Conseil régional de la Vallée d'Aoste le 24 avril 1949.
Avant elle Maria Ida Viglino, désignée directement par le Comité de Libération, avait siégé au Conseil régional.
Vendredi 25 et samedi 26 février 1994 j'ai participé, à Padoue, à un séminaire d'étude ayant comme thème "Il Difensore Civico e la tutela dei diritti umani" organisé par l'Université des Etudes de Padoue, le Centre d'Etude et de formation pour la protection des droits de l'homme et des peuples et par le Gouvernement régional de la Région Vénétie.
La désignation du Médiateur de la Région Vallée d'Aoste est imminente et il était donc important de vérifier les résultats apportés par cet organisme dans les autres régions italiennes et dans d'autres réalités européennes.
Les Médiateurs des Régions et des Provinces Autonomes ainsi que des représentants internationaux d'institutions analogues ont participé au Séminaire.
La Présidence du Conseil a reçu le 11 mars 1994 une lettre par laquelle les Présidents des Ordres professionnels des Architectes, des Agronomes, des Ingégnieurs, des Géomètres et des Experts industriels, ayant consulté leurs respectives Assemblées, ont demandé que le projet de loi n. 18 "Disciplina del conferimento di speciali incarichi a soggetti esterni all'Amministrazione regionale e dell'organizzazione, adesione e partecipazione a convegni e ad altre manifestazioni", inscrit à l'ordre du jour de cette réunion du Conseil régional, soit modifié en retirant la partie relative aux charges professionnelles, analyses ou recherches et études de faisabilité, projets techniques et directions des travaux, et en maintenant, au contraire la partie relative aux consultations et participations aux commissions et congrès.
Ha chiesto la parola il Consigliere Squarzino Secondina.
Squarzino (VA) - Innanzitutto vorrei ringraziare pubblicamente il Presidente del Consiglio per l'omaggio floreale alla Consigliere donna, fatto in omaggio credo proprio a tutte le donne; io lo accetto e ritengo di rappresentare tutto l'universo femminile che c'è in Valle. Spero proprio che questo omaggio significhi una volontà ulteriore verso quelli che sono i problemi delle donne che lavorano, i problemi delle donne che stanno a casa e i problemi delle donne che sono disoccupate. É un impegno che qui raccolgo e interpreto questo mazzo di fiori proprio come un omaggio alla donna che lavora, ma anche un impegno ad aiutare la donna a lavorare meglio e a dare con più facilità il proprio apporto alla società.
Vorrei aggiungere una seconda osservazione relativamente ad uno dei punti trattati dal Presidente, riguardante quegli articoli che sono apparsi sulla stampa. Vorrei sottolineare qui, nuovamente, come sia estremamente importante avere una stampa che parli, che dica, una stampa che anche denunci i fatti che ci sono, se ci sono delle illegalità.
Il ruolo di una stampa in una democrazia è prezioso, a volte possono dare fastidio alcuni toni: sicuramente io non avrei usato alcune parole, avrei parlato di "clima di illegalità" piuttosto che di "mafia" tanto per fare un esempio; però credo sia importante apprezzare la funzione che ha la voce dell'informazione. Lo vediamo nelle democrazie che sono più mature della nostra: in questi giorni negli Stati Uniti la stampa ha la funzione di sollecitare dei fatti; è vero che poi dopo, indagando, magari alcuni fatti sono ridimensionati, ma intanto viene messo l'accento su problemi che ci sono.
Soprattutto la funzione della stampa è quella di richiamare ai principi e ai valori etici, su cui la comunità deve basarsi, e il fatto che siano stati presentati alcuni episodi - episodi che sono documentati, che noi conosciamo - ci aiuta, come dicevo già altre volte, a prendere ancora più coscienza del ruolo che come politici abbiamo in questa Valle.
Anche quando questa maggioranza è nata, è sorta proprio con la volontà di cambiare, ed anche nel nostro programma di Governo c'erano alcuni punti importanti che vanno a creare le condizioni per migliorare il sistema nel suo complesso. Credo che questo debba essere il nostro impegno: di continuare ad operare perché il cambiamento che vogliamo perseguire sia accelerato ed emerga dai fatti una immagine della Valle d'Aosta diversa.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Chiarello.
Chiarello (RC) - Anch'io ho letto le dichiarazioni di Vaudano. Uno dei punti in cui non riconoscevo la giustezza delle sue affermazioni era quando affermava, nel primo comunicato, che i meridionali sono stati la causa principale della nascita in Valle di questa famosa "mafia" di cui parlava; però, dopo le precisazioni che ci sono state, anch'io sono dell'avviso del Consigliere Squarzino. L'importante è che la stampa parli e faccia parlare la gente e la gente si confronti, piuttosto che si taccia sempre, che sappia ma che preferisca non dire certe cose.
Riconosco il lavoro che ha fatto Vaudano in Valle d'Aosta, anche solo nella ristrutturazione di questo ufficio che prima non esisteva e che adesso invece ha gli strumenti per poter verificare quello che non va in questa regione.
Chiudersi dentro il guscio come fanno le lumache non è utile né a noi politici né alla Regione Valle d'Aosta. Penso che dovremmo, proprio per il lavoro che ha svolto ristrutturando questo ufficio, per aver avviato certi procedimenti, e per aver vissuto blindato per diverso tempo, porgere un ringraziamento a Vaudano e fargli l'augurio che il suo lavoro prosegua così come è iniziato in Valle d'Aosta.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Perron.
Perron (UV) - Ici personne ne met en doute le rôle fondamental qu'a la presse; sûrement la presse constitue un important moyen d'information qui entre dans les maisons des citoyens et donc qui porte certains messages dans la communauté valdôtaine.
Mais le niveau de discussion à mon avis est un peu différent. Je ne concorde rien avec ce que dit monsieur Chiarello, que l'important c'est que les journaux parlent. Quand les journaux disent "Aosta: mafia di montagna", le soussigné et monsieur Chiarello se trouvent sur un point de vue totalement différent.
Personnellement, quand j'ai lu cet article, en tant que conseiller, et donc en tant que représentant d'une certaine partie de cette petite communauté, que chacun de nous aime à sa manière, mais surtout en tant que Valdôtain, je me suis senti profondément offensé. Encore je me sens offensé quand je vois certaines personnes et certains collègues qui louent certaines affirmations qui sont faites. A mon avis le Conseil ne peut pas accepter sans rien dire certaines affirmations si fortes, certaines généralisations, parce qu'elles sont d'une gravité extrême et sont profondément offensives pour la réalité valdôtaine.
Elles sont offensives pour les Valdôtains originaires, elles ont été profondément offensives pour les personnes émigrées, qui ont trouvé dans cette région un espoir et une occasion pour se faire une nouvelle vie avec leur famille.
Cet article est encore plus grave compte tenu du fait qu'il y a des affirmations généralisées, beaucoup de fois sur des enquêtes qui ne sont pas terminées, et à mon avis le Conseil, en tant que représentant de cette communauté, doit dire sa parole. Ici il n'y a personne et non plus le soussigné qui dit que la magistrature n'a pas joué un rôle important, pour la répression de certains phénomènes qui vont dans l'illégalité, personne n'est en train de dire cela. Mais quand la magistrature, quand monsieur Vaudano exprime des opinions si fortes, si graves, sur des faits qui parfois n'existent pas, quand nous entendons dire que cette région a une culture mafieuse, nous avons le devoir de nous sentir offensés, nous avons le devoir de dire que cela n'arrive pas, nous avons le devoir de dire que cela est totalement faux et inacceptable.
Je ne veux pas entrer dans le mérite de certaines accusations, parce qu'il y en a trop, et d'une gravité extrême; je répète, c'est un avis personnel et je souhaite que le groupe de l'UV partage cet avis: le Conseil régional doit réaffirmer avec force que les Valdôtains et la Vallée d'Aoste ne peuvent pas accepter certaines affirmations d'une gravité si extrême. Affirmations qui, parfois, ne correspondent pas à la vérité et donnent sûrement, au delà d'une impression négative à l'intérieur de la Vallée, une image fortement négative pour ceux qui sont à l'extérieur dans l'Italie.
Presidente - Ha chiesto la parola il Vicepresidente Aloisi.
Aloisi (APA) - Non ripeterò quello che già notoriamente è pubblico, e non lo ripeterò perché in quella circostanza non cercavo né cerco oggi pubblicità. Perché quando una coscienza libera legge, valuta, riflette su quella che è la portata di quell'intervista, quella coscienza libera deve avere l'orgoglio di difendere la dignità di un popolo, di qualsiasi popolo.
Sono stato offeso, Consigliere Chiarello, sono stato fortemente offeso: ma non Giovanni Aloisi, sono state offese con me tutte quelle persone che qui hanno trovato diritto di cittadinanza, che qui hanno lavorato contribuendo allo sviluppo di questa regione, che non è la regione terminale di tutti i mali d'Italia. E il dott. Vaudano, verso il quale non ho nulla di personale, nel momento in cui ha rettificato quella presa di posizione alla stampa, quanto meno avrebbe dovuto avere il buon senso di chiedere scusa a tutta la popolazione della Valle d'Aosta. Ma questo non lo ha fatto.
E allora non ci dobbiamo inventare sempre il ruolo della stampa che esalta o denigra, che capisce o non capisce.
Non so se questo tipo di ragionamento può essere ancora comprensibile. Capisco e condivido giustamente la presa di posizione che ha avuto il Presidente del Consiglio, che è una posizione giusta, doverosa, tranquilla, ma che comunque, a seguito di una conferenza stampa, chi è stato l'estensore di quella intervista non abbia sentito minimamente il dovere di non generalizzare, di non confutare argomentazioni che poi non hanno riscontro, allora questo è fortemente offensivo ed è fortemente lesivo ulteriormente.
Non aggiungo nulla, perché credo che la gente abbia riflettuto ed abbia capito. Ed ha capito moltissimo. Quello che è grave è che molto spesso si tende a fare del potere giudiziario un uso politico, e questo non è accettabile.
Presidente - Prima di passare al secondo punto, volevo solo ricordare che l'episodio singolo può essere anche accettato, ma alcuni mesi fa, nel novembre 1993, lo stesso giornalista, presentando un libro "Breve storia del pensiero federalista", che non dedica neanche un rigo alla Regione Valle d'Aosta, ha trovato il modo di concludere mettendo in cattiva luce la Valle d'Aosta, ed ho la documentazione di quello che affermo.
Così, nel gennaio 1994, sempre sul "Corriere della Sera", un altro articolo di questo tenore.
Solo queste erano le motivazioni.
Ha chiesto la parola il Consigliere Marguerettaz.
Marguerettaz (PpVA) - L'invito del Consigliere Perron va sicuramente raccolto, ed a mio avviso, raccolto da tutte le forze politiche. Stiamo parlando di un argomento molto grave, di un argomento che, anziché contribuire ad elevare lo spirito nella nostra regione, contribuisce ad abbassarlo.
Perché affermo questo? Perché se c'è una cosa di cui tutti noi oggi - e dico noi cittadini, noi Valdostani - sentiamo bisogno è la chiarezza, è il bisogno di sgombrare il campo dalla confusione. E in questo bisogno di chiarezza la prima domanda che viene fuori con prepotenza (e che non sempre sembra essere raccolta) è che ciascuno svolga il suo compito: che i politici facciano i politici, che i magistrati facciano i magistrati, che i giornalisti facciano i giornalisti. Quando queste funzioni da qualsiasi parte viene sovrapposta alle altre, si genera confusione.
A mio avviso, nell'argomento di cui stiamo trattando, si è fatta confusione. Il magistrato Vaudano, che ha compiuto, probabilmente anche validamente, la sua opera di magistrato, su questa intervista ha invaso il campo altrui. Ha invaso il campo politico, che non è di spettanza della magistratura.
Noi oggi non possiamo dire che la mentalità di una regione è mafiosa. Prendo atto delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio che ci portava a conoscenza della rettifica - possiamo chiamarla così? - del dott. Vaudano, quando dice che l'articolo in questione appariva troppo sintetico e forzato; prendo atto di queste dichiarazioni così come ho preso atto, quando ho letto l'intervista del "Corriere della Sera", che tutte le dichiarazioni del dott. Vaudano erano virgolettate. Per quel poco che capisco io di giornalismo (non voglio invadere il campo altrui, ma talvolta uno deve farlo anche per legittima difesa, come suol dirsi), quando le affermazioni vengono virgolettate, significa che sono state pronunciate in quel modo dalla persona intervistata.
Dicevo che qui si invadono dei campi non propri, perché non si può dare un giudizio su una collettività, su una comunità quale quella valdostana; è giusto dare un giudizio, fra l'altro da parte della magistratura, su chi tradisce il senso civico e sociale di questa comunità, e in questo senso il lavoro svolto nell'ordine giudiziario del dott. Vaudano è andato tante volte a segno, come era giusto che andasse. Ma quando questo "lavoro" (perché di "lavoro" si tratta) assume i connotati di giudizio politico, ebbene, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta, e in questo raccolgo l'invito fatto dal Consigliere Perron, non può tacere, non può riappropriarsi del suo compito, anche perché in quest'intervista c'è un giudizio che investe le forze politiche.
L'ultima domanda che viene proposta dal giornalista al dott. Vaudano è chiara: "Ha trovato alleati tra le forze politiche?". Cosa significa trovare alleati nelle forze politiche? Le forze politiche devono essere alleate della magistratura, o le forze politiche hanno un loro compito preciso e la magistratura il suo compito preciso?
A mio avviso, le forze politiche hanno il compito di promuovere attraverso leggi e provvedimenti il bene comune di una società civile, la magistratura ha il compito di vegliare su chi le regole del vivere comune trasgredisce.
Non è tutta sbagliata la risposta che il dott. Vaudano dà a quest'ultima domanda, perché lascia intravedere come a livello locale alcune forze politiche probabilmente abbiano confuso i ruoli anch'esse. Alcune forze politiche hanno fatto una battaglia politica rivolgendo spesso la loro attenzione più alla magistratura, che all'impegno politico vero e proprio.
Poi permettetemi: se l'alleanza delle forze politiche significa recarsi periodicamente con più o meno intensità dalla magistratura, con fascicoli, con delibere, con lettere che possano destare qualche ombra di sospetto, se è questa la collaborazione che veniva chiesta alle forze politiche, mi chiedo se quando si tira in ballo monsignor Vescovo si chiedeva la stessa collaborazione. Credo di no, perché lo stesso monsignor Vescovo è stato oggetto di un avviso di garanzia. Addirittura questo mi offende non più come politico ma come credente. Non credo che il dott. Vaudano possa insegnare ai politici a fare i politici e possa insegnare ai vescovi a fare i vescovi.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Perrin Giuseppe Cesare.
Perrin G.C. (UV) - Uniquement pour demander que le Président du Conseil se fasse promoteur d'une Conférence des Chefs de groupe - on pourrait peut-être se retrouver vers 16 heures -, pour concorder un ordre du jour. Ordre du jour qui a été demandé par certaines forces politiques qui sont intervenues. Je crois que ce serait bien de pouvoir en discuter tous ensembles, pour voir s'il y a cette volonté commune pour l'ordre du jour commun.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Ferraris.
Ferraris (GV-PDS-SV) - Credo che fenomeni di illegalità e di degenerazione indubbiamente ci sono in Valle d'Aosta ed è compito della magistratura denunciare queste cose e colpire i colpevoli; credo altresì che le generalizzazioni non servano.
Non servono le generalizzazioni verso l'intera comunità valdostana, che risultano essere innanzitutto inaccettabili e per certi versi anche offensive, e credo che queste generalizzazioni non debbano essere fatte nei confronti di qualche componente della comunità valdostana stessa: penso alla comunità dei calabresi.
La stessa generalizzazione, per certi versi, offusca quello che può essere il ruolo della magistratura; credo che da questo punto di vista il compito di un magistrato non debba essere tanto quello di sollevare questioni, quanto quello di individuare i colpevoli, vedere di non fare generiche accuse ma andare ad individuare quelli che hanno determinato comportamenti illegali.
Dico questo perché riteniamo che la magistratura abbia indubbiamente svolto un ruolo importante nel paese e svolga un ruolo importante in questa regione; però, nell'ambito in cui questo ruolo rientra in quelle che sono le sue competenze, e soprattutto se lo fa con quel tanto di discrezionalità che ci ha fatto apprezzare l'opera dei magistrati.
Vorrei sottolineare - ed intervengo per questo motivo, siccome c'è stata una chiamata in causa esplicita del PCI-PDS nell'intervista di Vaudano - semplicemente due cose: uno, che la nostra forza politica ha sempre denunciato gli abusi che si sono verificati nella regione e non solo qui, ed ha sempre lottato per modificare queste situazioni. Ha indubbiamente privilegiato l'azione politica, anche se in determinate situazioni, che sono ampiamente documentabili, abbiamo anche fatto delle denunce esplicite nei confronti della magistratura.
Chiudo qui, tenuto conto anche del ruolo che ho in questa campagna elettorale; non vorrei che il mio intervento fosse interpretato come utilizzare una tribuna in più in un momento come questo. Sono intervenuto esclusivamente perché nell'intervista di Vaudano era chiamata in causa direttamente la mia forza politica, quindi ritenevo opportuno esprimere questo tipo di giudizio.
Sono d'accordo con le cose che diceva Perrin di vederci in serata per definire un ordine del giorno.
Presidente - Ha chiesto la parola il Consigliere Dujany.
Dujany (PVA) - Concordo con le considerazioni che poc'anzi sono state sviluppate dal Consigliere dell'Union Valdôtaine e sulla proposta di assumere una posizione ferma come Consiglio regionale.
I temi sono già quelli ricordati da coloro che mi hanno preceduto: un "no" alla generalizzazione e alla criminalizzazione della comunità valdostana; un "no" fermo all'accusa di comunità mafiosa, poiché per comunità mafiosa si intende una comunità che lavora contro le istituzioni e non è immaginabile invece nel nostro contesto, dove tutt'al più vi possono essere stati alcuni atti scorretti, ma nell'ambito di un'organizzazione istituzionale.
Comunità mafiosa significa avere per strumenti di azione quelli dei sequestri, quelli delle estorsioni, quelli della droga, riconducibili a tutta una serie di sistemi che sono ben lontani dall'aver colpito questa comunità. Finquando si parla di microcriminalizzazione, si può concordare; quando si fa un'accusa di questa portata si esce totalmente dalla mentalità della nostra comunità.
Un ultimo aspetto da ribadire è un "no" all'invasione di campo della magistratura nel settore politico: ognuno ha le sue competenze, ognuno ha le sue responsabilità.
Con questo concordo sulla proposta già presentata poco fa dal Capogruppo dell'UV.
Presidente - Ha chiesto la parola il Presidente della Giunta, Viérin Dino.
Viérin D. (UV) - Au sujet de cet article, qui a paru dans le "Corriere della Sera", j'ai tenu à exprimer ma stupéfaction quant aux déclarations rapportées par un journaliste de ce même journal et attribuées au Procureur de la République auprès de la Préture d'Aoste, monsieur Vaudano.
Le tout en raison de la généralisation de certaines enquêtes, des résultats de ces enquêtes, par ailleurs en voie de définition, mais principalement pour le fait que l'on veut, ou que l'on puisse taxer la population valdôtaine de manque de sens civique, jusqu'à affirmer que la Vallée d'Aoste est une région de culture mafieuse, comme d'autres qui m'ont précédé ont voulu le souligner.
Je considère que cette conclusion est inadmissible et qu'il est donc nécessaire de défendre, du point de vue de l'image externe qui en a été donnée, toute la communauté valdôtaine contre des accusations tendancieuses et même de fausses affirmations, qui m'ont rempli et je crois qui ont rempli beaucoup de Valdôtains d'amertume.
Aussi, s'il est vrai que les enquêtes du Procureur Vaudano ont mis en évidence des agissements délictueux, il n'en est pas moins vrai que la population valdôtaine a toujours fait preuve d'un sens civique très fort et que l'Administration régionale a mis à la disposition de la magistrature hommes et moyens aux fins d'une collaboration active pour la réussite de ces enquêtes.
Je crois donc que de tels dénigrements généralisés, surtout quand ils se rapportent à une communauté ou à des catégories socio-professionnelles, à savoir qu'il existerait une impunité généralisée et que le tout serait géré à l'enseigne de la corruption et de l'escroquerie, sont faux et que, par conséquent, la Vallée d'Aoste, sa population, sa communauté, ne peuvent accepter sans avoir la possibilité de répondre, d'exprimer son jugement et ses sentiments à cet égard. Je disais qu'elle ne peut accepter que le discrédit soit jeté sur tous les Valdôtains, qu'ils soient d'origine ou d'adoption, qui ont contribué et qui contribuent encore efficacement à l'essor de cette communauté.
C'est avec ce sentiment que j'ai exprimé mon indignation pour cette présentation que j'estime superficielle et déformée de notre région, en proposant une espèce de théorème de criminalité organisée qui vise à faire oublier tout ce que la Vallée d'Aoste et ses habitants ont fait de positif et ne cessent de faire.
A cet égard, je crois donc que si un ordre du jour est présenté, et donc est discuté par ce Conseil, on aura la possibilité d'approfondir les différents aspects de ce problème, pour que le Conseil tout entier exprime sa position vis-à-vis d'un événement qui a marqué profondément les sentiments et même la vie, non seulement politique, de la communauté valdôtaine.
Président - Ce n'est pas vraiment la Conférence de Chefs de groupe; aujourd'hui à 15h45 une réunion informelle est convoquée pour essayer de mettre sur pied une réponse du Conseil régional.
