Oggetto del Consiglio n. 60 del 27 febbraio 1976 - Verbale

OGGETTO N. 60/76 - Discussione generale sul disegno di legge regionale n. 161, concernente: "Norme in materia urbanistica e di pianificazione territoriale".

Il Vice Presidente CHABOD dichiara aperta la discussione generale sul disegno di legge regionale n. 161, concernente: "Norme in materia urbanistica e di pianificazione territoriale", disegno di legge trasmesso in copia ai Consiglieri con apposita relazione, unitamente all'ordine del giorno dell'adunanza del 19 dicembre 1975 e riportato, con la relazione stessa, nel verbale della seduta del 26.2.1976, all'oggetto n. 55.

All'ampio dibattito che segue prendono parte i Consiglieri:

MONAMI che, dopo aver messo in evidenza l'impegno dei Consiglieri comunisti per addivenire ad una soluzione del problema connesso all'approvazione del disegno di legge sull'urbanistica, fa presente che il disegno di legge in esame dovrebbe essere il frutto di molte esperienze derivanti dalla applicazione delle leggi urbanistiche dello Stato. Purtroppo di esperienze, in questo campo, non ne sono state fatte, per cui il disegno di legge ha parecchi limiti e sembra essere un "pot-pourri" delle norme contenute nelle leggi nazionali;

CHANU che, pur considerando il disegno di legge un passo utile, lo giudica modesto e ritiene che avrebbe potuto essere predisposto in modo più organico, nella forma di testo unico, e che avrebbe dovuto contenere delle direttive sull'impostazione dei piani regolatori comunali e comprensoriali;

MAQUIGNAZ, il quale, premesso un giudizio critico sull'esecutivo che sembra disinteressarsi dei problemi importantissimi dell'urbanistica, analizza il disegno di legge sottolineandone i seguenti aspetti positivi:

- accollo, ai richiedenti lottizzazioni, degli oneri per infrastrutture;

- ristrutturazione dei vecchi nuclei di fabbricati;

- potenziamento dell'organo preposto al controllo degli strumenti urbanistici;

mette però anche in evidenza i seguenti aspetti negativi:

- carenza di norme di pianificazione territoriale;

- mancanza di disposizioni precise per interventi finanziari per infrastrutture a carico di titolari di licenze singole;

- dal punto di vista formale la legge dovrebbe limitarsi alle disposizioni di carattere generale, evitando norme di dettaglio che dovrebbero essere contenute nei regolamenti di attuazione;

- rigidità delle norme nei confronti degli esercenti le attività agricole;

annuncia infine la presentazione dei seguenti emendamenti, con riserva di presentarne altri in un secondo tempo:

1) all'articolo 1 aggiungere il seguente nuovo comma:

"Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge le amministrazioni comunali in collaborazione con un tecnico della amministrazione regionale avente specifica competenza e designato dalla Giunta stessa, predisporranno la cartografia del territorio comunale in scala 1: 2.000 con l'indicazione delle zone sottratte all'edificazione in base alle norme di cui ai precedenti commi";

2) all'articolo 5 devesi stabilire che le volumetrie relative ai locali residenziali, strettamente necessari all'uso delle aziende agricole, non devono asservire alcun terreno;

3) l'articolo 6 è da stralciare perché reca una norma troppo restrittiva;

4) sostituire l'articolo 12 con il seguente:

"I piani regolatori comunali devono favorire il riequilibrio dello sviluppo demografico, economico e sociale su tutto il territorio regionale; devono inoltre consentire agli enti locali di diventare dei validi operatori del processo di crescita e di armonico sviluppo della comunità valdostana.

Inoltre, gli strumenti urbanistici comunali devono prevedere i nuovi insediamenti tenendo conto dell'esistente sviluppo edilizio al fine di garantire il necessario equilibrio funzionale tra insediamenti, infrastrutture e servizi.

Per conseguire gli obiettivi di cui ai commi precedenti i piani regolatori comunali devono tenere conto del rapporto attuale tra la popolazione residente nel Comune ed il numero medio delle presenze giornaliere rilevate nell'alta stagione turistica e programmare i nuovi insediamenti per un periodo non superiore ai 10 anni in base ai seguenti criteri:

a) i Comuni con un rapporto residenze-presenze inferiori allo 0,20 devono prevedere un numero di nuovi posti letto non superiore al 50% rispetto a quello esistente;

b) i Comuni con un rapporto residenze-presenze che va dallo 0,20 allo 0,50 devono prevedere un numero, di posti letto non superiore al 100% rispetto a quello esistente;

c) i Comuni con un rapporto residenze-presenze superiore allo 0,50 devono prevedere un numero di nuovi posti letto non superiore al 200% rispetto a quello esistente".

5) all'articolo 13 aggiungere i seguenti nuovi commi:

"Nel caso di edificazione di fabbricati ad uso abitativo mediante licenza singola, il titolare della licenza, oltre a quanto previsto dall'articolo 9 della presente legge, deve contribuire nelle spese per le infrastrutture primarie e secondarie, versando all'amministrazione comunale una somma rapportata al valore commerciale dell'immobile oggetto della licenza stabilita in base ai seguenti criteri:

a) il 2% per gli immobili di valore non superiore a 50 milioni;

b) il 3% per immobili di valore compreso tra i 50 e i 100 milioni;

c) il 5% per immobili di valore compreso fra i 100 e i 150 milioni;

d) l'8% per immobili di valore superiore ai 150 milioni.

La tassazione di cui al comma precedente non è dovuta qualora il titolare della licenza o l'acquirente, nel caso di edifici destinati alla vendita di alloggi, sia residente nel comune o vi lavori abitualmente, limitatamente però ai seguenti casi: che non possieda dei locali di abitazione; che i locali di abitazione di sua proprietà non siano idonei o sufficienti per la propria famiglia.

Nel caso di eventuali contrasti per stabilire il valore dell'immobile, il comune si avvarrà della valutazione dell'U.T. di Aosta".

MANGANONI che ricorda il lungo iter seguito dal disegno di legge, dal 1973 sino ad oggi, mettendo in evidenza la lentezza dei lavori della Commissione, nonché le responsabilità della maggioranza che nulla ha fatto per addivenire ad una sollecita approvazione. Mette in evidenza l'urgente necessità di uno strumento legislativo che possa porre fine alle continue speculazioni edilizie che deturpano il paesaggio.

Auspica, pertanto, una sollecita approvazione del disegno di legge in questione, benché il medesimo non possa essere considerato una legge urbanistica vera e propria.

Annuncia, infine, la presentazione, per iscritto, di alcuni emendamenti da sottoporre al vaglio della Commissione competente per l'esame definitivo da parte del Consiglio entro il mese di marzo;

MILANESIO, Assessore al Turismo, Antichità e Belle Arti, che giudica positivamente l'apporto concreto proveniente dalle forze politiche che compongono la minoranza; fa presente che il progetto di legge non è solo limitativo, ma contiene anche delle norme di pianificazione territoriale, per cui la proposta, eventualmente modificata in relazione agli emendamenti presentati nel corso del dibattito odierno, potrà costituire un passo avanti, anche se non definitivo, per la risoluzione del problema urbanistico;

BENZO, che premette l'impossibilità della regolamentazione della materia urbanistica, in mancanza del piano urbanistico regionale, piano che dovrebbe trovare riferimento nei singoli piani delle Comunità montane; illustra poi diverse osservazioni formulate dagli ingegneri facenti parte del Centro regionale di studi urbanistici, in merito al disegno di legge che presenta alcune lacune, sia per la mancanza di una scelta precisa degli indirizzi politici, sia per la mancanza di un quadro di riferimento economico e sociale; dal punto di vista strettamente tecnico formula alcuni rilievi e dichiara la propria piena disponibilità per l'elaborazione di un testo organico e definitivo che possa riportare una sollecita approvazione da parte del Consiglio;

CLUSAZ, che si congratula con la Giunta per il disegno di legge in esame; chiede però che il limite massimo di altezza netta dei piani, di cui al secondo comma dell'art.2, sia elevato a metri 2,30 e che l'articolo 8 sia così emendato:

- primo comma: prevedere la possibilità di costruire in allineamento con gli edifici già esistenti, ferma restando la distanza minima di metri 5 dal ciglio della strada;

- penultimo comma: la distanza minima dall'asse stradale venga portata a metri 5;

BORDON, che respinge le accuse secondo le quali la maggioranza vorrebbe far insabbiare il progetto di legge ed invita i Consiglieri ad effettuare interventi di carattere tecnico, con proposte concrete, atte a migliorare il disegno di legge in esame, evitando le inutili polemiche;

CHANU, che propone che i presentatori degli emendamenti siano sentiti direttamente dalla Commissione Affari Generali;

BONDAZ che, quale presidente della Commissione Affari Generali, comunica che la procedura seguita dalla Commissione stessa, per quanto concerne il disegno di legge in questione, anche se anomala, è stata decisa all'unanimità da tutti i membri; ora, con tutti gli emendamenti presentati, la Commissione si rimetterà al lavoro, avvalendosi, se del caso, della collaborazione della Commissione per i Lavori Pubblici;

CHANU che constata, obiettivamente, la lentezza dell'iter seguito dal disegno di legge in esame e ne attribuisce le colpe all'attuale maggioranza;

MANGANONI, che si dice scettico sulla possibilità che il disegno di legge venga approvato in tempi brevi; successivamente chiede di poter illustrare gli emendamenti annunciati in precedenza;

BONDAZ, che propone invece di invitare, in Commissione Affari Generali, i presentatori degli emendamenti;

MAQUIGNAZ, che ha dei dubbi sulla volontà della maggioranza di condurre in porto l'approvazione del disegno di legge, ma si augura di essere smentito dai fatti;

CHANU, che ritiene opportuno che tutti gli emendamenti siano presentati al Consiglio stesso, nella seduta pomeridiana, in modo che i consiglieri siano a conoscenza degli orientamenti e degli indirizzi che la Commissione dovrà perseguire.

A conclusione del dibattito ed in relazione ai suggerimenti emersi, il Vice Presidente CHABOD invita i Consiglieri a presentare formalmente, per iscritto, gli emendamenti annunciati, per dar modo alla Presidenza di distribuire copie degli stessi a tutti i componenti dell'assemblea, per la prosecuzione del dibattito.

Data l'ora tarda, il vice Presidente CHABOD, propone di sospendere la discussione generale sul disegno di legge di cui trattasi, rinviandone la continuazione alla seduta pomeridiana.

Il Consiglio prende atto.

---

Si dà atto che la seduta ha termine alle ore dodici e minuti trentacinque e che i lavori del Consiglio sono aggiornati alle ore sedici e trenta.