Resoconto integrale del dibattito dell'aula

Oggetto del Consiglio n. 4319 del 11 marzo 1993 - Resoconto

OGGETTO N. 4319/IX Determinazione di non richiedere la costituzione in azienda del presidio ospedaliero di Aosta, ai sensi dell'articolo 4 del Decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.

Presidente Do lettura del testo della delibera:

Deliberazione Il Consiglio regionale

- visto l'articolo 4 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 "Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della legge 23 ottobre 1992, n. 431", il quale dispone che le regioni, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto stesso, trasmettono al Ministro della Sanità le proprie indicazioni ai fini della conseguente individuazione degli ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione da costituire in azienda ospedaliera;

- evidenziato che il comma 2 del citato articolo 4 del disegno di legge 502/1992 individua come ospedali di rilievo nazionale quelli che dispongono di almeno tre strutture di alta specialità, secondo quanto disposto dal DM 29 gennaio 1992, e che sono dotati di organizzazione funzionalmente accorpata ed unitaria di tipo dipartimentale di tutti i servizi che compongono una struttura di alta specialità;

- evidenziato che, al momento, il Presidio ospedaliero di Aosta non è dotato di strutture di alta specialità funzionalmente accorpate ed organizzate in dipartimenti, come previsto dal DM 29 gennaio 1992;

- evidenziato che il comma 4 dell'articolo 4 del disegno di legge 502/1992 dispone, altresì, che possono essere costituiti in azienda gli ospedali destinati a centro di riferimento della rete dei servizi di emergenza, come individuato ai sensi dell'articolo 9 del DPR 27 marzo 1992;

- preso atto che l'Assessorato della Sanità ed Assistenza Sociale ha ritenuto di acquisire il parere preventivo dei responsabili delle varie Unità Operative, delle organizzazioni sindacali e dei vertici amministrativi dell'USL, nel corso di due incontri collegiali, al fine di effettuare la scelta operativa più razionale ed adeguata alla realtà locale;

- preso atto che i pareri esposti dai soggetti sopraindicati, pur non essendo omogenei, hanno ribadito l'esigenza prioritaria di disporre di un sistema sanitario basato sull'efficienza e sulla professionalità, e quindi competitivo e che - in ogni caso - i vertici amministrativi dell'USL ed i sindacati confederali medici e non medici hanno manifestato la propria preferenza per la costituzione di un'unica azienda, il cui ambito coincida con il territorio della Regione;

- evidenziato che il Presidio ospedaliero di Aosta, essendo destinato a centro di riferimento della rete dei servizi di emergenza e dotato di dipartimento di emergenza, possiede i requisiti per essere costituito in azienda;

- ritenuto, peraltro, che la situazione attuale del servizio sanitario regionale, nonché le peculiari caratteristiche territoriali della Regione non giustifichino, sotto il profilo economico ed organizzativo, la costituzione di due aziende separate per la gestione delle attività sanitarie, in particolare per le seguenti considerazioni:

1) la presenza di una unica USL e di un unico presidio ospedaliero;

2) l'inopportunità di una duplicazione di strutture amministrative, anche in relazione alle risorse disponibili ed al fatto che il raggiungimento dell'efficienza non è legato al tipo di strutture, bensì al funzionamento interno delle stesse;

3) la difficoltà economica di raggiungere l'autofinanziamento dei propri costi in misura non inferiore al 20 percento degli stessi, come precisato nel punto a) del comma 7 dell'articolo 4 del disegno di legge 502/1992;

- ritenuta, infine, non opportuna la costituzione di una azienda ospedaliera separata dall'azienda USL, al fine di evitare, da un lato, un'inutile duplicazione di strutture amministrative e, dall'altro, un appesantimento di costi difficilmente sostenibile da parte della struttura stessa;

- ribadita, peraltro, la necessità di richiedere al Ministero della Sanità di considerare il Presidio ospedaliero di Aosta, per le sue caratteristiche di unica struttura regionale in espansione, destinata a centro di riferimento della rete dei servizi di emergenza, quale ospedale del tutto equiparabile ad azienda, sia sotto il profilo dei finanziamenti, sia per l'accesso alla formazione professionale e specialistica;

- visto il parere della V commissione consiliare permanente;

Delibera

1°) di impegnare la Giunta regionale a richiedere al Ministero della Sanità l'opportunità che il Presidio ospedaliero di Aosta possa accedere ai finanziamenti e possa utilizzare le procedure per la formazione professionale e specialistica, eventualmente previsti in maniera specifica per le aziende ospedaliere di prossima istituzione, in relazione all'importanza che lo stesso presidio riveste, in quanto unica struttura presente sul erritorio regionale, e che sia classificato come spedale di rilievo nazionale;

2) di rinviare a successivi provvedimenti la determinazione delle linee organizzative per l'erogazione delle prestazioni sanitarie in ambito ospedaliero ai sensi del decreto legislativo n. 502/1992, anche ai fini di dotare il presidio ospedaliero dell'autonomia economico-finanziaria di cui al comma 9 dell'articolo 4 del decreto stesso, nonché di tutti gli strumenti necessari per il raggiungimento dell'efficienza organizzativa;

3°) di non richiedere, per il momento, al Ministero della Sanità la costituzione in azienda del Presidio ospedaliero di Aosta, per i motivi in premessa indicati, ai sensi dell'articolo 4 del sopracitato decreto n. 502/1992.

Presidente Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout, ne ha facoltà.

Cout (PCI-PDS) Il decreto legislativo del 30 dicembre 92 n. 502, che tratta del riordino delle discipline in materia sanitaria, dispone che le regioni, entro 60 giorni dalla data di entrata del citato decreto diano le proprie indicazioni ai fini della conseguente individuazione degli ospedali di rilievo nazionale e di alta specializzazione, da costituire in azienda ospedaliera.

Il comma 2 dell'articolo 4 del decreto citato individua come ospedali di rilievo nazionale quelli che dispongono di almeno tre strutture di alta specialità, secondo quanto disposto dal decreto ministeriale 29 gennaio 1992, e che sono dotati di organizzazione funzionalmente accorpata ed unitaria di tipo dipartimentale di tutti i servizi che compongono una struttura di alta specialità. Quindi al momento la unità ospedaliera di Aosta non ha queste caratteristiche.

L'Assessorato alla Sanità ha ritenuto poi di acquisire i pareri preventivi dei responsabili delle varie unità operative, delle Organizzazioni Sindacali. e dei vertici amministrativi dell'USL. Abbiamo avuto diversi incontri e i pareri che sono stati esposti dalle associazioni, dai vertici USL e da quanti ho nominato prima, erano all'inizio abbastanza discordi, però alla fine tutti si sono avvicinati alla proposta di non richiedere uno sdoppiamento delle strutture, ma di mantenere una unica struttura.

In proposito sono state fatte delle valutazioni, però alla fine è stato concordato da parte di tutti che sdoppiare non vuol dire subito avere uno snellimento della struttura, anzi si possono appesantire gli apparati senza poi avere un riscontro positivo. Inoltre la Valle d'Aosta ha degli aspetti molto particolari, è una regione di 114mila abitanti, ha una unica USL ed un unico ospedale a differenza delle altre regioni, e quindi ha una situazione particolare per cui sdoppiando le strutture si creerebbero dei problemi. A proposito leggo quanto è stato esposto da parte di un sindacato, che dice che "...la gestione aziendale degli ospedali pubblici rischia invece di vedere privilegiato l'aspetto economico aziendale, che favorirebbe le esigenze di bilancio a scapito delle reali necessità della popolazione, e che la qualità dei servizi e le insufficienze ospedaliere, così come la lotta agli sprechi, da tante parti invocati, possono essere efficacemente incrementate con opportuni interventi legislativi ed organizzativi all'interno dell'attuale struttura senza snaturare il ruolo sociale dell'assistenza sanitaria, e la costituzione in azienda dell'ospedale di Aosta, scorporato dall'USL, presuppone un raddoppio dell'apparato amministrativo dirigenziale del tutto ingiustificato per una realtà circoscritta come la nostra, distogliendo notevoli risorse dalla tutela della salute dei cittadini. Inoltre un provvedimento di scorporo pregiudicherebbe inevitabilmente lo stretto collegamento che deve esistere fra i tre momenti alla base dell'azione sanitaria: prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, ritornando al superato primato della ospedalizzazione".

Visto che della questione ne abbiamo discusso sia in questi incontri che in commissione, per cui penso che tutti abbiano avuto il tempo valutare la questione, direi che questo coglie il concetto di fondo; in Valle d'Aosta ci troviamo in una situazione del tutto particolare e proprio rispetto a questa situazione è necessario ricercare delle soluzioni anche diverse da quelle attuate nel resto d'Italia.

In un ultimo incontro che abbiamo avuto martedì mattina con uno degli estensori del decreto 502, cui fa riferimento questa proposta di deliberazione, abbiamo potuto appurare che in tutto questo ci sono delle incongruenze, alle quali noi dobbiamo sottostare. In effetti c'è stata rispetto a tutta la vicenda una accelerazione di questo processo di transizione e ne è seguita una scarsa attenzione alla fattibilità delle norme, alle date ed alle scadenze, per cui ci troviamo a correre per iniziare. Probabilmente tutto questo è dovuto ad un ministro che aveva fretta di concludere alcune questioni e senza tener conto di quello che effettivamente si poteva fare, e noi ci troviamo di conseguenza a dover decidere. Dovevamo anzi decidere nel termine di 60 giorni, siamo andati oltre questo termine, per cui abbiamo inviato una lettera al Ministero informando che delibereremo quest'oggi.

In base alla riunione dell'altro giorno si è potuto capire meglio che i finanziamenti non favoriranno gli ospedali di alta specialità che possono essere costituiti in azienda, perché i finanziamenti futuri avverranno per livelli di assistenza e saranno in rapporto alle prestazioni che ogni ospedale darà.

Pertanto gli ospedali che fanno un'operazione di appendicite verranno finanziati in modo diverso rispetto ad un ospedale che farà una operazione di trapianto d'organo, quindi i finanziamenti saranno in rapporto alle prestazioni effettivamente rese dagli ospedali, per cui non ci saranno problemi rispetto al tipo di scelte che facciamo in questo momento.

Anche per ciò che riguarda una eventuale formazione professionale, è stato assicurato che la formazione professionale avverrà anche attraverso una unica azienda ospedale e USL, nello stesso modo in cui potrebbe avvenire direttamente nei confronti di un ospedale di alta specializzazione.

Comunque l'ospedale, anche nel caso della costituzione di una unica azienda, avrà una sua forte autonomia, anche perché avrà un suo budget, del quale dovrà rispondere; ci sarà una delega del direttore generale per la gestione tecnica e comunque il bilancio prima di andare in Regione dovrà essere consolidato con quello dell'USL. A seguito di questo consolidamento si potrà tenere conto di una serie di interventi che possono anche portare degli indubbi vantaggi.

É stato sottolineato in questo incontro che la scelta di avere una unica azienda favorirà senz'altro tutta una serie di interventi collegati con il territorio, proprio perché giustamente (come è stato rilevato da parte di un sindacato) non si fa solo ospedalizzazione ma sempre più si cerca di fare prevenzione, dopo di che si potrà pensare alla diagnosi e alla cura, e successivamente alla riabilitazione che deve essere rivolta e deve tenere conto del territorio.

Alla luce di queste considerazioni, la proposta che viene portata in Consiglio è quella di impegnare la Giunta regionale a richiedere al Ministero l'opportunità che il presidio ospedaliero di Aosta possa accedere ai finanziamenti e possa utilizzare le procedure per la formazione professionale specialistica, eventualmente previsti in maniera specifica per le aziende ospedaliere di prossima istituzione, in relazione alla importanza che lo stesso presidio riveste, in quanto unica struttura presente sul territorio; e quindi di non richiedere almeno per il momento al Ministero della Sanità la costituzione in azienda del presidio ospedaliero di Aosta per i motivi che sono stati indicati finora.

Questo è quanto mi sentivo in dovere di dire al Consiglio, anche perché non è una scelta indifferente ed è una scelta che darà inizio a tutto un processo di riorganizzazione che sarà molto importante non solo per la Valle d'Aosta, ma per tutto il paese, e da questa dipenderà la salute della futura sanità.

Presidente É aperta la discussione generale.

Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Quello che mi dispiace è che in alcuni casi si riesce a trovare un comune denominatore nel lavorare fra opposizione e maggioranza; abbiamo visto anche con la fondazione Istituto musicale che, dopo esserci impegnati per molto tempo, siamo riusciti a livello di commissione e anche fuori, nei colloqui che abbiamo avuto, ad affrontare e risolvere quei problemi che erano di contrasto fra maggioranza ed opposizione. E alla fine abbiamo dichiarato tutti la nostra soddisfazione per lo statuto che è stato approvato.

A me dispiace non poter concordare quasi mai su quanto viene fuori proprio nel settore socio-sanitario, che è quello più delicato che abbiamo di fronte.

Ieri abbiamo presentato una interrogazione per conoscere l'esito di una risoluzione che la maggioranza si era data e della quale doveva rispondere entro 60 giorni al Consiglio, ed abbiamo potuto constatare che niente di quello che era scritto in quel documento è stato realizzato.

L'Assessore ha detto che quel che potrà fare lo farà, altrimenti lo farà la prossima Giunta; e intanto i 60 giorni sono passati, ci si avvicina alle elezioni e qualcuno può fare anche come Pilato e lavarsene le mani.

Anche per quanto riguarda questo provvedimento che abbiamo qui oggi, noi ne avevamo chiesto il rinvio l'altro Consiglio allo scopo di aprire un approfondito confronto tutti assieme a livello di commissione e tutti assieme cercare di scegliere la strada che si deve seguire, perché il problema non è semplice ed ognuno di noi si rende conto della portata che ha questo provvedimento.

L'argomento è stato portato in commissione e da parte della maggioranza ci è stato fatto capire che non si voleva perdere tempo.

Avevamo richiesto le audizioni, ci è stato detto che le audizioni erano già avvenute e che era sufficiente per la conoscenza dei commissari della commissione la distribuzione dei verbali delle audizioni e degli incontri che aveva avuto l'Assessorato con le organizzazioni sindacali confederali mediche e non mediche. In questo verbale (perché poi ce n'è uno solo) stringato al massimo venivano elencati coloro che erano favorevoli e coloro che erano contrari alla realizzazione dell'azienda autonoma dell'ospedale.

Certamente da questi verbali e dai documenti allegati la situazione può apparire anche chiara, infatti le posizioni sono definite. Ciò che non è chiaro è il documento che viene sottoposto all'approvazione del Consiglio ed io richiamo l'attenzione del Consiglio su questo documento, che non è affatto chiaro, che è contraddittorio e che risente purtroppo del costume che è stato introdotto da questa Giunta regionale, che è più abilitata a non decidere che a decidere. Qui non si decide mai, tutto si rimanda.

Questa Giunta rinuncia ad effettuare anche in questo caso una scelta precisa; qui si doveva fare una scelta se costituire una azienda ospedaliera autonoma o se ci doveva essere una gestione unica dell'ospedale e dell'USL. É chiara la scelta, e la legge ce lo dice che entro 60 giorni dovevamo stabilire, come dovevamo stabilire negli altri 60 giorni come da impegno preso il 7 gennaio, se ci doveva essere l'ospedale nuovo o la ristrutturazione del vecchio: lì non si è scelto, oggi non si sceglie fra azienda ospedaliera autonoma e fra gestione unica dell'ospedale e dell'USL.

Le Organizzazioni Sindacali. mediche e non mediche si sono schierate da una parte e dall'altra; i primari dell'AMPO il 12 febbraio si sono schierati a favore dell'azienda ospedaliera e ne indicano anche i motivi. I sindacati valdostani confederali e di categoria degli ospedalieri sostengono che l'azienda deve essere unica, e ci sono dei motivi che io condivido del perché l'azienda ospedaliera deve essere unica e gestita unitariamente con l'USL. Posso essere d'accordo anche con le Organizzazioni Sindacali. perché mi rendo conto della portata che avrebbe il discorso dell'azienda autonoma, e nonostante tutte queste posizioni abbiamo fatto delle verifiche come Gruppo DC per vedere se il manager doveva entrare o meno anche nelle corsie dell'ospedale, così come ricordato da certi giornali. Abbiamo fatto le nostre valutazioni e le nostre scelte, abbiamo parlato con i primari e con i non primari, e devo dire che abbiamo riscontrato delle volontà diverse e lontane fra le componenti. I primari infine si dichiarano d'accordo a fare una gestione unica, però non si vogliono precludere i benefici previsti per l'azienda ospedaliera autonoma.

Inoltre si chiede il mantenimento dei benefici che l'azienda autonoma prevede. Cioè i primari dicono: fate pure la scelta (e in questo senso sono d'accordo sul documento proposto dalla Giunta regionale e sottoposto alla loro attenzione dall'Assessore), basta che non ci precludiamo i benefici che dovrebbero venire da una azienda autonoma. Questo è quanto hanno detto i primari.

Allora è venuto fuori il documento che è un po' un compromesso, in quanto dice: dobbiamo dare una risposta entro 60 giorni ed andiamo a dare questa risposta, però bisogna accontentare chi dice che non vuole l'azienda e chi invece dice di volerla, per cui diciamo che non vogliamo l'azienda, però vogliamo mantenere gli stessi benefici che avrebbe avuto l'azienda sul piano della formazione professionale e su tutti quei requisiti che la legge dice.

E voi pensate su questa posizione di non scelta, ambigua e contraddittoria, di avere l'avallo di questa opposizione? Ma questo non potete immaginarlo. Una volta tanto si deve scegliere, non potete rinviare sempre una scelta e trovare sempre una via di mezzo. Non comprendo come si possa mandare al Ministero un documento di questo genere, in cui non si richiede l'autonomia ma si chiede ugualmente di avere i diritti che spettano perché noi siamo in Valle d'Aosta. Come del resto non ho mai condiviso che, mentre in tutta Italia cambiano le targhe, qui si faccia l'ordine del giorno per avere il leoncino sulla targa. Perfino i romani rinunciano ad avere scritto "Roma" sulla targa, noi invece facciamo perfino un ordine del giorno dove diciamo che il leoncino deve rimanere, pensando forse che l'autonomia valdostana si difenda in questi termini. In questo caso hai una visione dell'autonomia molto ristretta, e tienila pure per te quella visione; io ho un'altra visione dell'autonomia della nostra Regione e non la misuro certamente dal leoncino e neppure dai documenti che portate avanti, come questo sull'azienda ospedaliera. Questo documento è un obbrobrio, che dice tutto e non dice niente, ed è frutto del compromesso che avete fatto con i primari per avere il loro consenso alla realizzazione di questo obiettivo per dare una risposta al Ministero.

Voglio concludere perché è inutile continuare a parlare di questi argomenti, in quanto non c'è più sordo di non vuol sentire. Sappiamo tutti che entro 60 giorni bisognava rispondere, ma si doveva fare una scelta; non si può dire che a Roma sono cattivi perché non ci danno i privilegi, quando la scelta non l'abbiamo fatta, e vogliamo "l'uovo e la gallina". Perché questa è la realtà dei fatti, e se tutte le regioni vogliono questo, chi la realizza l'autonomia delle aziende ospedaliere infine?

Ma dobbiamo rispondere entro 60 giorni - dice l'Assessore Cout - ed abbiamo già mandato una lettera interlocutoria.

Ma perché entro 60 giorni non avete risposto anche alla risoluzione che avete approvato in questo Consiglio, e non avete fatto la scelta se fare l'ospedale nuovo o vecchio? Perché entro 60 giorni non avete fatto gli incontri con il Mauriziano? Perché non avete portato qua il piano sanitario che volevate realizzare a livello regionale?

Perché non avete portato qua tutte le altre iniziative che vi eravate impegnati a fare il 7 gennaio entro 60 giorni? Ma i giorni scadono solo per il Ministero e non scadono nella regione Valle d'Aosta, dove c'è la necessità di affrontare i problemi che ci sono nel settore socio-sanitario.

E poi venite a dire che voglio fare polemica a tutti i costi, che voglio fare il cattivo: non voglio né fare polemica a tutti i costi né fare il cattivo, perché quando non mi si dà l'occasione non la faccio, e ve l'ho dimostrato. Ma in questi casi è diverso e non potete pretendere oggi, su un documento contraddittorio come questo, di avere l'avallo da parte del Gruppo DC.

Pertanto noi su questo documento ci asterremo, perché non decide quello che effettivamente dovrebbe decidere.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin.

Rollandin (UV) Les observations qui ont été présentées ne sont pas à mesure de comprendre quel est le sens d'un choix que le Conseil va faire par le biais de ce document.

L'Assesseur a déjà illustré le sens d'un choix que les conseillers pouvaient saisir de façon meilleure s'ils étaient présents à certaines rencontres organisées par l'Assesseur même. A propos de la position et de l'avis des responsables sanitaires je crois que M. Beneforti est mal renseigné. Je le dis sans crainte car j'ai entendu l'avis des responsables du secteur par rapport à ce choix. Il y avait là un malentendu qui était le suivant: choix "azienda", il y a toute une série d'avantages. Au contraire on a éclairci que l'hôpital inséré dans l'USL a les mêmes fonctions, les mêmes droits, les mêmes financements que l'hôpital inséré en tant que "azienda". Ca c'est évident.

Alors l'important c'était de choisir entre deux aspects, et quelqu'un l'a souligné; l'unique avantage d'avoir l'hôpital "azienda" c'était d'avoir un directeur en plus, qui était en contradiction avec le directeur général de l'USL, qui allait gérer le territoire. Après quelqu'un oublie qu'il y a une série de problèmes économiques très importants, non pas liés aux financements nationaux mais liés aux financements et à la répartition des financements qui auraient été alloués à l'"azienda" plutôt qu'à l'USL. Je crois que c'était légitime de présenter certaines observations, comme l'a fait M. Beneforti; ce que je ne partage pas c'est le point de repère auquel il veut arriver, pour dire que le choix est mal présenté ou ambigu, au contraire c'est un choix clair, c'est un choix qui a les caractéristiques pour faire comprendre qu'en Vallée d'Aoste c'est impensable d'avoir un choix différent. Surtout je tiens à souligner qu'avec le choix de l'USL avec l'hôpital, celui-ci a son autonomie, comme la 502 le dit clairement; ce n'est pas question de voir une position de privilège de l'hôpital qui est "azienda", au contraire il y aura la possibilité de prévoir des compensations économiques uniquement si on a l'USL qui a l'hôpital. Il y aura des budgets au niveau de gestion, chacun fera sa tâche.

Par conséquent je crois qu'on a très bien fait de présenter cette proposition, qui est un signe clair du fait qu'on va primer la compétence de l'hôpital et son autonomie, sans prévoir des frais supplémentaires à la suite d'un choix qui aurait eu le vrai sens de l'inutile. La requête a été posée aux dirigeants et on n'a pas eu la possibilité de saisir un seul point qui soit en raison d'expliquer le choix différent. S'il y avait une raison valable pour dire que c'était mieux l'hôpital-azienda, moi j'aurais écouté avec intérêt; au contraire à aujourd'hui même les déclarations de M. Beneforti sont des déclarations qui vont reprendre des phrases que quelqu'un avait insérées au début sans comprendre quel était le sens de la loi 502.

Par conséquent le choix qui a été présenté aujourd'hui est un choix valable, qui va dans la direction d'augmenter les compétences d'un hôpital qui, comme unique hôpital dans notre Région, aura sans doute la possibilité de s'exprimer au mieux.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti.

Beneforti (DC) Se è come dice il Consigliere Rollandin, che fare l'ospedale azienda o non farlo comporta gli stessi principi e diritti, cosa mandiamo a fare entro 60 giorni questo documento a Roma?

(Interviene il Consigliere Rollandin, senza microfono).

Beneforti (DC) Sì, ho letto, ma io te lo dico per assurdo. Roma vuol sapere se vogliamo costituire l'azienda ospedaliera o non la vogliamo costituire; i primari hanno detto che vogliono costituire l'azienda, altre organizzazioni sindacali mediche e non mediche hanno detto che l'azienda non va costituita perché ci sono delle altre motivazioni. Quindi c'era da fare una scelta, perché se uno ha gli stessi diritti, è inutile che risponda obbligatoriamente entro 60 giorni.

E quando si scrive nel provvedimento di impegnare la Giunta regionale a richiedere al Ministero della sanità l'opportunità che il presidio ospedaliero di Aosta possa accedere ai finanziamenti e possa utilizzare le procedure per la formazione professionale e specialistica, eventualmente previsti in maniera specifica per le aziende ospedaliere di prossima istituzione, questo cosa vuol dire? Che si vogliono i finanziamenti per la formazione professionale e specialistica che saranno o possono essere previsti per le aziende... ma come no? L'italiano è italiano. E allora si vuole lo stesso trattamento per la formazione professionale e specialistica, che hanno domani le aziende che vengono costituite in forma autonoma.

Questo atto è contraddittorio; qui si è dato il contentino sia ai primari, sia alle altre organizzazioni sindacali mediche e non mediche che non volevano l'azienda ospedaliera, ed è venuto fuori un documento che è contraddittorio. E non può essere che così, perché quando non si sceglie resta l'ambiguità.

Ci sono delle caratteristiche che ha anche il discorso sui finanziamenti per quanto riguarda l'azienda autonoma, e sappiamo tutti che l'azienda autonoma, quando si va a costituire, deve avere un prefinanziamento proprio perlomeno del 20 percento. Oggi con tutto quello che avviene all'interno dell'ospedale, non si arriva al 5 percento e bisognerebbe arrivare al 20 percento, che è il minimo indispensabile perché l'azienda ospedaliera abbia un introito proprio. Quindi ci sono delle particolarità per l'azienda, quando l'azienda è autonoma, altrimenti non avrebbero preso questa iniziativa se non ci fossero state delle motivazioni di fondo per realizzare l'azienda ospedaliera.

Diciamo che non vogliamo fare la scelta, così contentiamo tutti e staremo a vedere quello che accadrà; però non potete pensare su questa posizione di non scelta di avere l'avallo del Gruppo Dc.

Presidente Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha chiesto di parlare l'Assessore alla Sanità ed Assistenza Sociale Cout.

Cout (PCI-PDS) Mi sembra che con il Consigliere Beneforti non si riesca proprio a capirci.

Non c'è scelta nella deliberazione proposta, dice il Consigliere Beneforti. La scelta c'è ed è detto al terzo punto: "di non richiedere, per il momento, al Ministero della Sanità la costituzione in azienda del Presidio ospedaliero di Aosta...", quindi non si chiede la costituzione dell'azienda autonoma.

Se ci potevano essere alcuni dubbi per ciò che riguarda i finanziamenti, che non dovrebbero esserci, ma proprio per esserne certi si impegna la Giunta regionale a chiedere al Ministero l'opportunità che il Presidio ospedaliero di Aosta possa accedere a finanziamenti e possa utilizzare le procedure per la formazione professionale e specialistica, eventualmente previsti. Cioè non sono previsti, ci è stato detto che non ci saranno, ma proprio perché c'erano dei timori da parte di alcune OO.SS. che vivono all'interno dell'ospedale e sono i primari, verificheremo anche questo. Ma per il momento infatti non chiediamo la costituzione dell'azienda ospedale, quindi decidiamo di andare verso una unica struttura USL e ospedale, che comunque garantirà all'ospedale una sua autonomia.

L'ospedale avrà una sua autonomia gestionale, avrà un suo bilancio di cui dovrà rispondere, che sarà verificato; non ci sarà, come dice il Consigliere Beneforti, il direttore generale USL all'interno dell'ospedale, e per una serie di questioni, oltre al bilancio che si gestirà da solo, ci sarà una delega del direttore generale per la gestione tecnica.

Soprattutto per quella questione del 5 percento che attualmente è autofinanziata dall'ospedale sulle prestazioni, che dovrà poi diventare il 20 percento, tanto più ci saranno delle assicurazioni se ci sarà una azienda unica, perché in questo caso il bilancio dell'ospedale prima di venire alla regione sarà consolidato con quello dell'USL, e questa casomai è una garanzia in più. Quindi mi sembra che le osservazioni del Consigliere Beneforti non siano esatte rispetto a quella che sarà la situazione.

Per ciò che riguarda la difesa dell'autonomia, vorrei leggere un passo della lettera che abbiamo inviato al Ministero proprio su questa questione: "Con riferimento alla nota in data 26 gennaio 93 si precisa che la regione autonoma Valle d'Aosta, al pari di molte altre regioni, ha proposto ricorso dinanzi alla Corte costituzionale, depositato in cancelleria il 4 febbraio 1993, avverso le varie disposizioni contenute nel decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, fra le quali l'articolo 4 censurato in quanto sottrae alle regioni un compito come quello di individuare gli ospedali a cui conferire autonomia aziendale, che dovrebbe rientrare a pieno titolo fra i compiti della regione medesima, in attuazione dei principi contenuti nella legge 421/92.

É pertanto evidente quanto meno l'opportunità che non si dia corso alla procedura di cui all'articolo 4 fin quando la corte non si sarà pronunciata". Aggiungiamo che "tuttavia, poiché non intendiamo abdicare alle responsabilità di indicare l'eventuale costituzione di una azienda ospedaliera", il Consiglio deciderà quest'oggi.

Penso che ci siano dei momenti in cui si difende l'autonomia delle regioni e dei momenti in cui si deve proporre. Noi l'autonomia la difendiamo con questo ricorso insieme alle altre regioni, per una serie di motivazioni che attengono agli aspetti negativi che uno degli estensori del 502 ci ha illustrato.

In questo decreto fra l'altro c'è un eccesso di specificazione centrale in aspetti non di rilievo nazionale ma di rilievo regionale. Quindi direi che le considerazioni e gli atti vanno fatti nei momenti più opportuni.

In questo momento dobbiamo fare una proposta; per quanto ci concerne questa è una proposta chiara nella quale si dice che non richiediamo al ministero la costituzione di un'azienda ospedale separata. Però nello stesso momento chiediamo delle assicurazioni proprio per le nostre specificità, proprio per tutte le questioni in parte ricordate anche dal Consigliere Rollandin, che in una regione autonoma di 114mila abitanti con un'unica USL ed un unico ospedale, in questo momento sarebbe illogico fare il contrario.

Però, proprio perché abbiamo questi aspetti, chiediamo delle assicurazioni. Mi sembra che almeno questo sia logico chiederlo, altrimenti cosa ci stiamo a fare qui, consigliere Beneforti? É questo su cui non riusciamo a capirci.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Beneforti per dichiarazione di voto, ne ha facoltà.

Beneforti (DC) Per confermare l'astensione del Gruppo Dc e per rilevare la seconda contraddizione di questo documento, perché nel momento in cui questo documento è stato impugnato perché la Regione non concorda sulle competenze, non si comprende perché da una parte debba cercare di darne attuazione e di giustificare una posizione che non.....

(Interviene l'Assessore Cout senza microfono)

Quando un atto viene impugnato perché si ritiene che leda l'au-tonomia della Regione, non si può poi mandare avanti questo e d'altra parte fare altre cose. Allora si doveva rispondere al Mini-stero che, siccome abbiamo impugnato l'articolo 4 del 502, non ci sentiamo di rispondere a questa richiesta, perché questo è un discorso due volte contraddittorio.

Invece volete tenere un piede di qua e un piede di là: volete fare gli autonomisti e i regionalisti quando conviene, e dall'altra parte cercare.... ma è la realtà! La miglior tattica è quella di non scegliere; signori miei, se non si tratta di scegliere, vuol dire che sceglierà qualcun altro nel futuro.

Confermo l'astensione del Gruppo DC.

Presidente Ha chiesto di parlare il Consigliere Rollandin per dichiarazione di voto.

Rollandin (UV) Pour dire qu'on est encore plus convaincu, après avoir écouté M. Beneforti, qu'on a raison de voter cette délibération.

Avant tout les contradictions sont dans les mots de M. Beneforti, qui ne connaît pas ce qui signifie "impugnare un atto" et en même temps dire ce qu'on veut, et deuxièmement pour la simple raison qu'avec cette délibération on a dit clairement qu'on ne veut pas faire à présent un choix qui dans le futur puisse être contraire soit aux dispositions, qui sont modifiées à niveau national, soit aux réglementations, que l'autonomie de la Région lui permet de s'en donner.

Presidente Pongo in votazione la delibera in oggetto:

Esito della votazione

Presenti: 23

Votanti: 16

Favorevoli: 16

Astenuti: 7 (Beneforti, Chiofalo, Gremmo, Lanièce, Riccarand, Ricco e Trione)

Il Consiglio approva

Presidente I lavori terminano qui e riprenderanno alle ore 16.

La seduta è tolta.