Oggetto del Consiglio n. 4239 del 25 febbraio 1993 - Resoconto
OGGETTO N. 4239/IX Situazione ed intendimenti riguardo alla futura gestione dello stabilimento Cogne di Aosta. (Interpellanza)
Interpellanza Preso atto delle dichiarazioni di Nicola Amenduni, l'imprenditore vicentino titolare dell'Acciaieria Valbruna, il quale avrebbe affermato di ritirarsi dalla trattativa per l'acquisizione dello Stabilimento Cogne di Aosta;
Appreso, altresì, da fonti giornalistiche, che il gruppo Roda avrebbe contemporaneamente avviato analoga trattativa con l'ILVA ed ovviamente con la Regione Autonoma Valle d'Aosta, proponendosi quale nuovo partner di maggioranza;
Considerato l'altissimo crescendo di confusione nella quale, da tempo, la vicenda si svolge e non trova sbocchi;
i sottoscritti consiglieri regionali
Interpellano
la Giunta regionale per sapere:
1) se corrispondono a verità le posizioni assunte dai gruppi Valbruna e Roda;
2) qual è il grado di definizione della questione;
3) quali sono gli intendimenti della Giunta regionale e quale ruolo essa intende svolgere nell'intricata vicenda.
F.to: Silvio Trione-Ricco-Lanièce.
Presidente La parola al Vicepresidente Trione.
Trione (DC) Grazie, Presidente. La mia interpellanza prende lo spunto da alcune notizie comparse in questi ultimi giorni sugli organi di stampa, relative al problema del partner della Cogne.
Se da una parte leggiamo che Amenduni, titolare della Valbruna dichiara: "Da questo momento non tratto più", nella stessa giornata poi leggiamo la notizia che il gruppo Roda è in corsa per rilevare l'acciaio Cogne, il giornale infatti riporta che Roda sarebbe molto vicino a chiudere l'acquisizione dell'azienda valdostana attualmente controllata dall'Ilva e la notizia addirittura sarebbe stata confermata anche negli ambienti della Regione Valle d'Aosta.
È una serie di notizie forse anche non vere, fatto sta che tutti i giorni abbiamo in questo senso delle informazioni nuove e diverse. Volevo appunto sapere dall'Assessore qual è la situazione relativamente alla nuova struttura della Cogne.
Presidente Ha chiesto la parola l'Assessore dell'industria, commercio e artigianato Mafrica.
Mafrica (PCI-PDS) In un passaggio dell'interpellanza si legge che la situazione è confusa e io credo di dover riconoscere che la confusione è grande per ciò che riguarda la siderurgia e non soltanto essa. Oggi è riunita la Commissione della comunità Economica Europea per affrontare la crisi drammatica della siderurgia in Europa, si ha notizia che non verrebbe dichiarata la crisi manifesta ma soltanto la crisi aperta.
Le previsioni della CEE, che penso siano note agli interpellanti ma che comunque voglio sottolineare, sono di circa 50 mila tagli di posti di lavoro in Europa, di tagli per 30 milioni di tonnellate di acciaio grezzo, di tagli per 20 milioni di tonnellate di acciaio laminato.
Dichiarare la crisi aperta e non manifesta significa che i tagli non vengono decisi dalla comunità, che la comunità non fisserà le quote e prezzi minimi ma attenderà le decisioni dei produttori e interverrà soltanto per dare aiuti per ammortizzatori sociali, che per altro sono in previsione per 240 milioni di ECU, vale a dire per circa 480 miliardi di lire che non credo siano poi così rilevanti.
In questo contesto di crisi della siderurgia giunge dalla Germania un attacco alla siderurgia italiana in particolare: la Germania ritiene attraverso i suoi responsabili economici, che i tagli in Europa dovrebbero raggiungere i 100 mila posti di lavoro e che dovrebbero riguardare in modo particolare l'Italia e la Spagna perché, a detta dei responsabili economici della Germania, sarebbero i Paesi che più hanno usufruito di aiuti senza ristrutturare.
A livello di governo, oltre che a livello di comunità Europea, la situazione non è definita; per ciò che riguarda le Partecipazioni Statali a tutt'oggi ci sono tre ministri interessati, non è ben chiaro con quali compiti specifici, il Ministro del Tesoro Barucci, il nuovo Ministro alle Privatizzazioni Baratta, il Ministro dell'Industria Garino che tende a rinunciare ad alcune sue competenze.
Anche a livello di Ilva la situazione è in via di definizione, ci auguriamo; a fronte di perdite per circa 1800 miliardi e addebiti per 8000/9000 miliardi si è proceduto al cambio dell'amministratore delegato, il nuovo amministratore si è appena insediato e comincia a manifestare suoi orientamenti che non è detto siano convergenti con quelli della precedente gestione.
Siamo quindi in una situazione in cui il panorama complessivo è in movimento e con una confusione accentuata; io credo che si possa dare questo giudizio: la crisi che riguarda la Cogne non è meno grave ma non è neanche più grave di quella che riguarda altre industrie italiane ed europee e molto quindi dipende da come quei fattori a cui ho accennato prima verranno chiariti.
In merito alle notizie dei giornali io credo che si possa dire che partono da qualche elemento di fatto ma poi sono largamente imprecise nelle configurazioni o nelle deduzioni che traggono; non ci sono, per quello che ci risulta, né trattative interrotte né trattative concluse.
Come Giunta regionale ci siamo fatti carico di sentire la disponibilità di uno dei soggetti interessati, ma abbiamo sostenuto, e crediamo di essere nel giusto, che gli accordi sul piano industriale vanno prioritariamente conclusi tra la parte industriale ed il partner; soltanto nella definizione completa degli accordi può intervenire la Regione, non può essere quest'ultima infatti che si assume la scelta di partners che devono intervenire nei processi produttivi, nelle quote di mercato e nelle quantità da produrre; su questo punto, nell'incontro avuto con la IV° Commissione, il Presidente della Cogne ha affermato di concordare.
Abbiamo come Regione un ruolo comunque, un ruolo che, come abbiamo visto, non sono in grado di esercitare altre realtà; in queste settimane ci sono state situazioni gravi di crisi a Napoli, a Torino, a Genova, a Taranto, a Piombino e gli Enti Locali non sono stati in grado di esercitare alcun ruolo.
La nostra regione, ormai da anni, rappresenta un punto di riferimento che non può assumersi la responsabilità globale per risolvere questo problema, ma può contribuire a risolverlo favorendo le condizioni che possono dare un aiuto.
Che cosa è stato fatto in questo periodo e proprio in questi ultimi tempi e che cosa intendiamo fare?
È stata presentata la legge per trasferire dai fondi globali ai capitoli i 60 miliardi previsti nel bilancio 1993, è stata conclusa la perizia relativa al valore delle centrali idroelettriche di proprietà di ICE, è stata conclusa la perizia di parte commissionata dalla Regione sul valore delle aree, è stata avviata una perizia ambientale sull'intera area, è stato richiesto un incontro al nuovo amministratore delegato dell'ILVA che, con le sue prime intenzioni, anche queste per altro riportate dai giornali, pare introdurre innovazioni negli orientamenti precedenti e che ci auguriamo di incontrare al più presto.
Lunedì prossimo incontreremo il relatore al Parlamento Europeo sui problemi della siderurgia, crediamo di avere gli elementi a disposizione per la conclusione di un accordo, se effettivamente Ilva e Cogne saranno in grado di presentare il piano industriale per i prossimi anni, piano industriale che assegna alla Cogne il ruolo di azienda leader per lo meno nelle produzioni della vergella e delle valvole.
Gli elementi dell'intervento regionale sono quelli che più volte sono stati ribaditi, interventi per le aree e per il successivo comodato o affitto di terreni e capannoni, gli interventi per un possibile controllo dell'uso dell'energia elettrica prodotta da Ilva Centrali Elettriche ed interventi per favorire il miglioramento ambientale.
Credo che il lavoro fin qui fatto, che dovrà continuare, potrà trarre vantaggio dalla costituzione del gruppo di lavoro che abbiamo votato nella precedente seduta del Consiglio; il gruppo di lavoro potrà verificare meglio le decisioni da prendere in sede ristretta, vale a dire analizzando anche particolari delle perizie o delle questioni produttive che non è possibile analizzare in Consiglio, e potrà dare anche un ulteriore elemento di compattezza della comunità valdostana per la soluzione di questo problema.
Se in una situazione così confusa la comunità valdostana si presenterà con la sua dignità, con le sue proposte a fronte dei diversi interlocutori, Ilva, Iri, Governo, comunità Europea, io credo che la possibilità di intervento regionale possa risultare utile.
Presidente La parola al Vicepresidente Trione.
Trione (DC) Ringrazio l'Assessore per la sua risposta anche se devo esprimere la mia insoddisfazione non certo nei confronti dell'Assessore, ma per il procrastinarsi di questa situazione di confusione e di dubbio che non fa che penalizzare lo stabilimento di Aosta.
Auguriamoci che quanto prima Ilva e Nakamura in prima persona riescano a trovare le soluzioni per questo grave problema.
